Il reddito di cittadinanza partirà da aprile e avrà un costo stimato di 7,1 miliardi nel 2019 e di 8,1 nel 2020 e 2021. E' quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi secondo cui "è opportuno un chiarimento sugli stanziamenti per il reddito di cittadinanza, perché continuano a girare fake news e voci di ogni tipo sul fatto che, in seguito alle trattative con la Commissione europea, avremmo tagliato i soldi per questa misura".
Secondo le stesse fonti si tratta di "un falso! La misura del reddito di cittadinanza - precisano - non ha subito alcuna variazione. Infatti nelle previsioni iniziali abbiamo stimato che, nell’arco di 12 mesi per ognuno dei prossimi tre anni", i costi "sarebbero stati pari a 9 miliardi l'anno" per il nel 2019-2021. LA PLATEA - La platea di coloro che hanno diritto al reddito di cittadinanza, spiegano le fonti di Palazzo Chigi, "è di oltre 5 milioni e la misura funzionerà ad integrazione del reddito familiare. Questo significa che chiunque vive con meno di 780 euro, e non ha (escluso la prima casa) né un patrimonio immobiliare superiore a un certo valore oltre alla prima casa, né una ricchezza finanziaria accumulata, avrà un’integrazione a 780 euro al mese: esattamente quello che abbiamo detto per 5 anni. Nel dettaglio, i beneficiari del reddito di cittadinanza potranno avere un’integrazione fino a 9.360 euro all’anno".
LE IPOTESI - "Le modifiche attuali - spiegano ancora le fonti - sono dovute a due ragioni. La prima è una valutazione tecnico-statistica. Storicamente, le misure di sostegno sociale non sono richieste da tutti coloro che fanno parte della platea degli aventi diritto: sulla base dell’esperienza recente, la percentuale di chi fa richiesta non è stata superiore all’80%. Ad esempio, le domande per il Rei sono state presentate da circa il 50% di chi ne aveva diritto. Rispetto alla stima iniziale dei costi presentata a settembre, che si basava sull’ipotesi che tutti gli aventi diritto al reddito di cittadinanza ne facciano richiesta, le nostre nuove relazioni tecniche sono comunque molto prudenti perché si basano sull’ipotesi che sia il 90% di chi ha diritto a fare richiesta. Si tratta ovviamente di una previsione, perché il diritto resta per tutti coloro che rispettano i parametri stabiliti, ma consente di stimare con più precisione lo stanziamento veramente necessario".
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