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Intanto i russi...Scritto daNazi HeidiWakkus Horribilisil 2018-02-20 15:10:00.0 alle 2018-02-20 15:10:00.0Trollate totali: 4162http://dailycaller.com/2018/02/19/media-evidence-t...

Thirteen months into President Trump’s administration, there is still no evidence whatsoever that Trump or any of his associates colluded with Russian operatives meddling in the 2016 presidential campaign.
That total lack of evidence has some establishment journalists finally wondering if there wasn’t any Trump-Russia collusion after all, despite Democratic conspiracy theories to the contrary.
Politico Magazine editor-in-chief Blake Hounshell over the weekend penned a piece “confessing” his skepticism of the collusion conspiracy theory. Hounshell’s primary argument was that the Trump campaign was too inept to have successfully colluded with Russia without the public finding out.
Logica liberale:
1) I russi! I russi! Sono stato i russi!!! Annulliamo le elezioni!!!
... dopo 13 mesi di indagini ancora nessuna prova all'orizzonte ...
2) Naaa impossibile, Trump e il suo staff sono troppo stupidi per una cosa del genere! Annulliamo le elezioni!!!Nobody is more inferior than those who insist on being equal. - Nietzsche-
Re: Intanto i russi...Russia’s surreptitious campaign to meddle in the US election reached 126 million people through posts on the social network, according to prepared testimony obtained by The Verge. That figure, which is more than 10 times the number of people reportedly exposed to Russia-linked advertising on the site, indicates that more than half of US Facebook users saw Russia-linked posts in the months leading up to the election.
https://www.theverge.com/2017/10/30/16578022/faceb...
qui c'e' un database di tweet
https://www.nbcnews.com/tech/social-media/now-avai...
e Putin lo sta facendo da almeno 15anni, prima in europa dell'est, poi piano piano in maniera sempre piu' sofisticata nel resto del mondo.
I Russi (putin) sono molto chiaramente invischiati in una operazione coordinata che come avvisa un generale inglese fa parte di una piu' vasta tattica di impiego di differenti tools, in ambiti diversi.
Ovviamente anche noi abbiamo sempre fatto cose del genere, ed in un modo o nell'altro esiste una certa permeabilita' di interessi e quattrini tra politicanti, teatranti, comunicatori et in generale l'"opinion making" e' sempre stato uno strumento tutt'altro che trasparente.
Non sono una verginella sconvolta di fronte ai cattivi russi, sono un non-russo legittimamente preoccupato di dove voglia andare a parare putin in questa particolare serie di eventi, quello la guerra la fa scoppiare, non e' uno scherzo.
in tutto questo wakko et ordine votano sulla base di chi dice che diminuira' gli sbarchi.
non esiste un facepalm abbastanza tragico.Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: Intanto i russi...Scritto daNon Autenticatoil 2018-02-20 15:41:53.0 alle 2018-02-20 15:41:53.0Scritto da: dada216
> Russia’s surreptitious campaign to meddle in the US election reached 126 million people through posts on the social network, according to prepared testimony obtained by The Verge. That figure, which is more than 10 times the number of people reportedly exposed to Russia-linked advertising on the site, indicates that more than half of US Facebook users saw Russia-linked posts in the months leading up to the election.
>
> https://www.theverge.com/2017/10/30/16578022/faceb...
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> qui c'e' un database di tweet
> https://www.nbcnews.com/tech/social-media/now-avai...
>
> e Putin lo sta facendo da almeno 15anni, prima in europa dell'est, poi piano piano in maniera sempre piu' sofisticata nel resto del mondo.
>
> I Russi (putin) sono molto chiaramente invischiati in una operazione coordinata che come avvisa un generale inglese fa parte di una piu' vasta tattica di impiego di differenti tools, in ambiti diversi.
>
> Ovviamente anche noi abbiamo sempre fatto cose del genere, ed in un modo o nell'altro esiste una certa permeabilita' di interessi e quattrini tra politicanti, teatranti, comunicatori et in generale l'"opinion making" e' sempre stato uno strumento tutt'altro che trasparente.
>
> Non sono una verginella sconvolta di fronte ai cattivi russi, sono un non-russo legittimamente preoccupato di dove voglia andare a parare putin in questa particolare serie di eventi, quello la guerra la fa scoppiare, non e' uno scherzo.
>
> in tutto questo wakko et ordine votano sulla base di chi dice che diminuira' gli sbarchi.
> non esiste un facepalm abbastanza tragico.
Spiegami in due righe cosa starebbero facendo di tanto terribile i russi.
I loro hacker hanno forse avuto accesso alle macchinette elettroniche per votare?
O semplicemente inondano la rete di post contrari alla politica occidentale per influenzare chi non ama tale politica, si chiama propaganda e la fanno tutti?
Che altro potrebbero fare?-
Re: Intanto i russi...Scritto da:
> Scritto da: dada216
> > Russia’s surreptitious campaign to meddle in the US election reached 126 million people through posts on the social network, according to prepared testimony obtained by The Verge. That figure, which is more than 10 times the number of people reportedly exposed to Russia-linked advertising on the site, indicates that more than half of US Facebook users saw Russia-linked posts in the months leading up to the election.
> >
> > https://www.theverge.com/2017/10/30/16578022/faceb...
> >
> > qui c'e' un database di tweet
> > https://www.nbcnews.com/tech/social-media/now-avai...
> >
> > e Putin lo sta facendo da almeno 15anni, prima in europa dell'est, poi piano piano in maniera sempre piu' sofisticata nel resto del mondo.
> >
> > I Russi (putin) sono molto chiaramente invischiati in una operazione coordinata che come avvisa un generale inglese fa parte di una piu' vasta tattica di impiego di differenti tools, in ambiti diversi.
> >
> > Ovviamente anche noi abbiamo sempre fatto cose del genere, ed in un modo o nell'altro esiste una certa permeabilita' di interessi e quattrini tra politicanti, teatranti, comunicatori et in generale l'"opinion making" e' sempre stato uno strumento tutt'altro che trasparente.
> >
> > Non sono una verginella sconvolta di fronte ai cattivi russi, sono un non-russo legittimamente preoccupato di dove voglia andare a parare putin in questa particolare serie di eventi, quello la guerra la fa scoppiare, non e' uno scherzo.
> >
> > in tutto questo wakko et ordine votano sulla base di chi dice che diminuira' gli sbarchi.
> > non esiste un facepalm abbastanza tragico.
>
> Spiegami in due righe cosa starebbero facendo di tanto terribile i russi.
>
organizzando una guerra?
> I loro hacker hanno forse avuto accesso alle macchinette elettroniche per votare?
>
ci hanno provato.
> O semplicemente inondano la rete di post contrari alla politica occidentale per influenzare chi non ama tale politica, si chiama propaganda e la fanno tutti?
>
questo e' principalmente interessante come fenomeno sociologico nel vedere come sia cambiato il panorama del quarto potere grazie ad internet, alla base il mio problema sta nella posizione strategica di putin, e' in atari.
> Che altro potrebbero fare?
Putin e' a capo di un paese scomodo da governare, se molla e lascia liberi tutti probabilmente lo ammazzano perche' una buona fetta del paese lo vorrebbe morto ma viene represso, e questo tra l'altro non li renderebbe ricchi quanto vorrebbero dall'oggi al domani, anzi, quindi non puo giocare al giochino del wto e continuare a reprimere la popolazione perche' sono ricchi tanto quanto i rumeni, i russi fondamentalmente sono dei benzinai pieni di armi (nucleari, per non parlare dell'arsenale della bielorussia) e molto violenti, sotto stress e poveri, noi andiamo tutti a riempire la tanica alla mercedes da loro.
come la vedi?Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: Intanto i russi...Scritto daNon Autenticatoil 2018-02-20 16:12:14.0 alle 2018-02-20 16:12:14.0Scritto da: dada216
> Scritto da:
> > Scritto da: dada216
> > > Russia’s surreptitious campaign to meddle in the US election reached 126 million people through posts on the social network, according to prepared testimony obtained by The Verge. That figure, which is more than 10 times the number of people reportedly exposed to Russia-linked advertising on the site, indicates that more than half of US Facebook users saw Russia-linked posts in the months leading up to the election.
> > >
> > > https://www.theverge.com/2017/10/30/16578022/faceb...
> > >
> > > qui c'e' un database di tweet
> > > https://www.nbcnews.com/tech/social-media/now-avai...
> > >
> > > e Putin lo sta facendo da almeno 15anni, prima in europa dell'est, poi piano piano in maniera sempre piu' sofisticata nel resto del mondo.
> > >
> > > I Russi (putin) sono molto chiaramente invischiati in una operazione coordinata che come avvisa un generale inglese fa parte di una piu' vasta tattica di impiego di differenti tools, in ambiti diversi.
> > >
> > > Ovviamente anche noi abbiamo sempre fatto cose del genere, ed in un modo o nell'altro esiste una certa permeabilita' di interessi e quattrini tra politicanti, teatranti, comunicatori et in generale l'"opinion making" e' sempre stato uno strumento tutt'altro che trasparente.
> > >
> > > Non sono una verginella sconvolta di fronte ai cattivi russi, sono un non-russo legittimamente preoccupato di dove voglia andare a parare putin in questa particolare serie di eventi, quello la guerra la fa scoppiare, non e' uno scherzo.
> > >
> > > in tutto questo wakko et ordine votano sulla base di chi dice che diminuira' gli sbarchi.
> > > non esiste un facepalm abbastanza tragico.
> >
> > Spiegami in due righe cosa starebbero facendo di tanto terribile i russi.
> >
>
> organizzando una guerra?
>
> > I loro hacker hanno forse avuto accesso alle macchinette elettroniche per votare?
> >
>
> ci hanno provato.
>
> > O semplicemente inondano la rete di post contrari alla politica occidentale per influenzare chi non ama tale politica, si chiama propaganda e la fanno tutti?
> >
>
> questo e' principalmente interessante come fenomeno sociologico nel vedere come sia cambiato il panorama del quarto potere grazie ad internet, alla base il mio problema sta nella posizione strategica di putin, e' in atari.
>
> > Che altro potrebbero fare?
>
> Putin e' a capo di un paese scomodo da governare, se molla e lascia liberi tutti probabilmente lo ammazzano perche' una buona fetta del paese lo vorrebbe morto ma viene represso, e questo tra l'altro non li renderebbe ricchi quanto vorrebbero dall'oggi al domani, anzi, quindi non puo giocare al giochino del wto e continuare a reprimere la popolazione perche' sono ricchi tanto quanto i rumeni, i russi fondamentalmente sono dei benzinai pieni di armi (nucleari, per non parlare dell'arsenale della bielorussia) e molto violenti, sotto stress e poveri, noi andiamo tutti a riempire la tanica alla mercedes da loro.
>
> come la vedi?
Per il momento la vedo così,
tra un po' provo a rispondere in dettaglio
I russi vogliono la guerra, non c'è dubbio, guarda come mettono i loro confini vicino alle nostre basi!
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Re: Intanto i russi...Scritto daNon Autenticatoil 2018-02-20 17:20:46.0 alle 2018-02-20 17:20:46.0> Putin e' a capo di un paese scomodo da governare, se molla e lascia liberi tutti probabilmente lo ammazzano perche' una buona fetta del paese lo vorrebbe morto ma viene represso, e questo tra l'altro non li renderebbe ricchi quanto vorrebbero dall'oggi al domani, anzi, quindi non puo giocare al giochino del wto e continuare a reprimere la popolazione perche' sono ricchi tanto quanto i rumeni, i russi fondamentalmente sono dei benzinai pieni di armi (nucleari, per non parlare dell'arsenale della bielorussia) e molto violenti, sotto stress e poveri, noi andiamo tutti a riempire la tanica alla mercedes da loro.
>
> come la vedi?
Putin ha interrotto il processo per cui dopo la crisi dell'Unione Sovietica e la perestroika i padroni dell'occidente stavano per impadronirsi a prezzo di saldo dell'economia russa, privatizzando le imprese in modo che finissero in mano a suoi alleati (russi) invece che ai magnati internazionali.
Se non fosse per lui, ogni prodotto che si fabbrica e vende in Russia farebbe in realtà capo a note multinazionali, come la Martini e Rossi che è della Bacardi.
Fin qui, la storia lo ricorderà come un grande statista salvatore della patria, mentre si spiega tutto sto ronzio contro di lui dei media occidentali.
Il problema di Putin è che non può lasciare che la Russia si trasformi in un paese libero e democratico perché per mantenere l'argine contro l'ingordigia economica internazionale è necessario mantenere l'attuale apparato di potere (con lui a capo preferibilmente, dal suo punto di vista) e le attuali forze democratiche russe sono pupazzi inconsapevoli della grande economia internazionale.
Per mantenere l'indipendenza economica e quindi politica della Russia occorre farne un sistema economico (semi)chiuso, autonomo, rifiutando l'integrazione integrale nel WTO.
In questo modo però l'economia russa resta povera perché in un paese che manca di libertà latita anche l'iniziativa economica. I russi sono liberi andare nudi in spiaggia (mentre se lo fai da noi la Christillin s'attiva per impedirlo) ma se crei un'impresa di successo il governo può preoccuparsi e fregartela, il che scoraggia i creatori di imprese (mentre se lo fai da noi finisci per vendere a Google, ognuno è libero a modo suo).
Questo non è l'aspetto per me più preoccupante, dato che non ho mai posto l'interesse economico in primo piano. Un'economia russa si svilupperà comunque. Molto peggio è che in un paese poco libero non fiorisce l'iniziativa culturale (vedi film russi in giro?) e questo a lungo andare è dannoso perché espone la popolazione all'influenza ideologica straniera.
Restringere le libertà per mantenere l'indipendenza si ritorce a lungo termine contro questa stessa indipendenza, mentre permettere queste libertà porrebbe fine all'indipendenza subito. Riuscirà Putin a togliersi da questo scacco?-
Re: Intanto i russi...Scritto da:
>
> Putin ha interrotto il processo per cui dopo la crisi dell'Unione Sovietica e la perestroika i padroni dell'occidente stavano per impadronirsi a prezzo di saldo dell'economia russa,
alla "privatizzazione" di tutto, che era dello stato, compresa la casa dove vivevi per la quale non avevi sborsato un rublo, furono emesse delle obbligazioni, chi lavorava nelle centrali elettriche ha preso un po di quote della centrale, la casa dove vivevi era damble' tua, i lavoratori delle fattorie hanno ricevuto quote dei pezzi di terra etc. etc.
nel giro di pochi anni poche persone avevano praticamente tutto, molti di questi sono diventati gli "oligarchi", erano gli anni di Boris Yeltsin, dopo Yeltsin, putin (medvedev) putin-putin-putin (medvedev) putin-putin-putin, etc.https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_presidents_o...

>privatizzando le imprese in modo che finissero in mano a suoi alleati (russi) invece che ai magnati internazionali.
>
> Se non fosse per lui, ogni prodotto che si fabbrica e vende in Russia farebbe in realtà capo a note multinazionali, come la Martini e Rossi che è della Bacardi.
>
alla base di quel processo c'e' l'economia di scala, due ditte in due paesi diversi producono grossomodo la stessa cosa, diciamo pentole, i processi industriali sono diversi ma una fa la parte metallica molto piu' efficientemente dell'altra che invece fa le manopole molto piu' efficientemente.
l'economia di scala dice che se una si mette a fare le pentole e l'altra i manici entrambe le ditte potranno vendere agli stessi clienti le stesse pentole (probabilmente migliori) guadagnando di piu', e' imbattibile come modo di rimanere a galla per una ditta, le grandi corporation di cui senti i nomi, da Nestle' a General Electrics, di fatto organizzano quello.
Ci sono capannoni sparsi per tutta la pianura padana con sopra nomi che non assoceresti minimamente ai grandi gruppi e poi fanno questo o quel pezzo di quel procedimento industriale per conto della "filiera" del $GrandeNome
Di per se' questo processo e' positivo, diventa negativa quando lo sommi a tutti gli altri processi che incrementano le efficienze, ci sono anche aspetti puramente finanziari ad esempio, senti parlare spesso di corporation dell'IT che eludono le tasse, mica lo fanno solo loro.
In una mega-super-corporation il capo-contabile e' uno che poi fa anche il consulente per il ministero dell'economia, capisci bene che li non si parla piu' di processi (micro)economici giustificabilissimi, anzi necessari, che e' proprio la trappola della microeconomia, si parla di mercantilismo.
> Fin qui, la storia lo ricorderà come un grande statista salvatore della patria, mentre si spiega tutto sto ronzio contro di lui dei media occidentali.
>
dipende da chi la scrivera'.
E se facesse scoppiare una guerra perche' si e' chiuso in un angolo ed invece che immolarsi e' disposto a far scoppiare una guerra? lo considereresti ancora un grande statista?
> Il problema di Putin è che non può lasciare che la Russia si trasformi in un paese libero e democratico perché per mantenere l'argine contro l'ingordigia economica internazionale è necessario mantenere l'attuale apparato di potere (con lui a capo preferibilmente, dal suo punto di vista) e le attuali forze democratiche russe sono pupazzi inconsapevoli della grande economia internazionale.
> Per mantenere l'indipendenza economica e quindi politica della Russia occorre farne un sistema economico (semi)chiuso, autonomo, rifiutando l'integrazione integrale nel WTO.
>
se ne fosse stato quatto quatto a fare il dittatore in casa sua infatti non gli avrebbe rotto il cazzo nessuno, ha cominciato a rompere di nuovo i coglioni per il trattato di disarmo nucleare perche' gli americani pensa un po' hanno continuato a tenersi le loro basi avendo VINTO la guerra fredda e pian piano avrebbe visto sgretolarsi le prospettive estere Russe, mantenute in piedi da mafia e militari, non certo da grandi pregi industriali/finanziari/tecnologici propri della russia
> In questo modo però l'economia russa resta povera perché in un paese che manca di libertà latita anche l'iniziativa economica. I russi sono liberi andare nudi in spiaggia (mentre se lo fai da noi la Christillin s'attiva per impedirlo) ma se crei un'impresa di successo il governo può preoccuparsi e fregartela, il che scoraggia i creatori di imprese (mentre se lo fai da noi finisci per vendere a Google, ognuno è libero a modo suo).
>
verissima verita', ognuno e' libero a modo suo.
considera questo, quello di putin non e' l'unico grande paese che ha espressamente rifiutato il modello di sviluppo Occidentale.
un altro e' l'Iran, un altro ancora e' la Cina, di fatto giusto India, Brasile e pochi altri paesi molto grandi hanno seguito il modello occidentale di sviluppo (con successo).
pensa alla Cina che e' sottoposta ad una cosa che si chiama "containment policy" che di fatto permette agli stati uniti di tenerli sotto scacco navale 24/7/365 da sempre, e sulla quale si bisticciano non poco infatti.
Com'e' che mentre succede quello i cinesi vanno in giro a pagare infrastrutture e sembrano credibili come alternativa di sviluppo all'Occidente (ricchezza et stabilita' senza democrazia) mentre la Russia non lo e', anzi, economicamente sembra uno di quei regimi falliti di sockpuppet USA in sudamerica?
> Questo non è l'aspetto per me più preoccupante, dato che non ho mai posto l'interesse economico in primo piano. Un'economia russa si svilupperà comunque. Molto peggio è che in un paese poco libero non fiorisce l'iniziativa culturale (vedi film russi in giro?) e questo a lungo andare è dannoso perché espone la popolazione all'influenza ideologica straniera.
>
> Restringere le libertà per mantenere l'indipendenza si ritorce a lungo termine contro questa stessa indipendenza, mentre permettere queste libertà porrebbe fine all'indipendenza subito. Riuscirà Putin a togliersi da questo scacco?
Gran bella domanda.
una lettura per accompagnarla:
B.H. Liddell Hart, Why don't we learn from History.
l'autore:https://en.wikipedia.org/wiki/B._H._Liddell_Hart

il libro in pdf:
https://pkpolitics.com/wp-content/uploads/2008/05/...
e' un tipo interessante, e le conclusioni sono stimolanti, ottima lettura.Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: Intanto i russi...Scritto daNon Autenticatoil 2018-02-21 01:49:25.0 alle 2018-02-21 01:49:25.0Scritto da: dada216
> Scritto da:
> >
> > Putin ha interrotto il processo per cui dopo la crisi dell'Unione Sovietica e la perestroika i padroni dell'occidente stavano per impadronirsi a prezzo di saldo dell'economia russa,
>
> alla "privatizzazione" di tutto, che era dello stato, compresa la casa dove vivevi per la quale non avevi sborsato un rublo, furono emesse delle obbligazioni, chi lavorava nelle centrali elettriche ha preso un po di quote della centrale, la casa dove vivevi era damble' tua, i lavoratori delle fattorie hanno ricevuto quote dei pezzi di terra etc. etc.
>
> nel giro di pochi anni poche persone avevano praticamente tutto, molti di questi sono diventati gli "oligarchi", erano gli anni di Boris Yeltsin, dopo Yeltsin, putin (medvedev) putin-putin-putin (medvedev) putin-putin-putin, etc.
Il grande arraffo c'è stato all'epoca di Eltsin, Putin ha rimesso insieme quel che poteva. Potrei anche sbagliarmi, la mia opinione risente del mio antieconomicismo unito a cosa mi dicono i moldavi secondo i quali si stava meglio quando si stava peggio.
>https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_presidents_o...

>
> > privatizzando le imprese in modo che finissero in mano a suoi alleati (russi) invece che ai magnati internazionali.
> >
> > Se non fosse per lui, ogni prodotto che si fabbrica e vende in Russia farebbe in realtà capo a note multinazionali, come la Martini e Rossi che è della Bacardi.
> >
>
> alla base di quel processo c'e' l'economia di scala, due ditte in due paesi diversi producono grossomodo la stessa cosa, diciamo pentole, i processi industriali sono diversi ma una fa la parte metallica molto piu' efficientemente dell'altra che invece fa le manopole molto piu' efficientemente.
>
> l'economia di scala dice che se una si mette a fare le pentole e l'altra i manici entrambe le ditte potranno vendere agli stessi clienti le stesse pentole (probabilmente migliori) guadagnando di piu', e' imbattibile come modo di rimanere a galla per una ditta, le grandi corporation di cui senti i nomi, da Nestle' a General Electrics, di fatto organizzano quello.
L'economia di scala è che se fabbrichi più roba riesci a farla costare meno al pezzo, quel che dici tu è anche vero ma avrà un altro nome.
> Ci sono capannoni sparsi per tutta la pianura padana con sopra nomi che non assoceresti minimamente ai grandi gruppi e poi fanno questo o quel pezzo di quel procedimento industriale per conto della "filiera" del $GrandeNome
E la cosa non mi piace per nulla. Ormai in occidente l'unica cosa che puoi fare è grattarti, cercare un lavoro come dipendente o creare una startup da vendere a Google. Dopo aver fallito le altre opzioni ho scelto di grattarmi.
> Di per se' questo processo e' positivo, diventa negativa quando lo sommi a tutti gli altri processi che incrementano le efficienze, ci sono anche aspetti puramente finanziari ad esempio, senti parlare spesso di corporation dell'IT che eludono le tasse, mica lo fanno solo loro.
>
> In una mega-super-corporation il capo-contabile e' uno che poi fa anche il consulente per il ministero dell'economia, capisci bene che li non si parla piu' di processi (micro)economici giustificabilissimi, anzi necessari, che e' proprio la trappola della microeconomia, si parla di mercantilismo.
>
> > Fin qui, la storia lo ricorderà come un grande statista salvatore della patria, mentre si spiega tutto sto ronzio contro di lui dei media occidentali.
> >
>
> dipende da chi la scrivera'.
Se la Russia rimarrà russa la storia russa la scriveranno i russi, altrimenti i mondialisti che stanno già (ri)scrivendo la nostra, black Romans in Britain docent.
> E se facesse scoppiare una guerra perche' si e' chiuso in un angolo
Un angolo molto grande.
> ed invece che immolarsi e' disposto a far scoppiare una guerra? lo considereresti ancora un grande statista?
Mi sembra uno che ragiona a freddo, non come Hitler.
> > Il problema di Putin è che non può lasciare che la Russia si trasformi in un paese libero e democratico perché per mantenere l'argine contro l'ingordigia economica internazionale è necessario mantenere l'attuale apparato di potere (con lui a capo preferibilmente, dal suo punto di vista) e le attuali forze democratiche russe sono pupazzi inconsapevoli della grande economia internazionale.
> > Per mantenere l'indipendenza economica e quindi politica della Russia occorre farne un sistema economico (semi)chiuso, autonomo, rifiutando l'integrazione integrale nel WTO.
> >
>
> se ne fosse stato quatto quatto a fare il dittatore in casa sua infatti non gli avrebbe rotto il cazzo nessuno, ha cominciato a rompere di nuovo i coglioni per il trattato di disarmo nucleare perche' gli americani pensa un po' hanno continuato a tenersi le loro basi avendo VINTO la guerra fredda
Fino al 2004 o al 2008, non ricordo, quando Putin ha annunciato che l'unilateralismo era finito, proprio nel momento in cui non ne potevo più. È in quel momento che ho smesso di pensare a lui come al sanguinario che ha dato ordine di usare i gas in quella scuola di Beslan (Wikpedia la racconta molto più complicata, questa è la versione che è circolata da noi all'epoca dei fatti).
> e pian piano avrebbe visto sgretolarsi le prospettive estere Russe, mantenute in piedi da mafia e militari, non certo da grandi pregi industriali/finanziari/tecnologici propri della russia
Ci sono spazi di miglioramento
Tra l'altro non capisco perché uno chiuso in un angolo molto grande non possa considerare piuttosto gli altri chiusi nell'angolo supplementare. Si continua a dire che la Russia non può crearsi un'economia separata e autosufficiente: ma allora su un pianeta in cui l'unica terra emersa è grande come la Russia, sarebbe impossibile un'economia?
> > In questo modo però l'economia russa resta povera perché in un paese che manca di libertà latita anche l'iniziativa economica. I russi sono liberi andare nudi in spiaggia (mentre se lo fai da noi la Christillin s'attiva per impedirlo) ma se crei un'impresa di successo il governo può preoccuparsi e fregartela, il che scoraggia i creatori di imprese (mentre se lo fai da noi finisci per vendere a Google, ognuno è libero a modo suo).
> >
>
> verissima verita', ognuno e' libero a modo suo.
> considera questo, quello di putin non e' l'unico grande paese che ha espressamente rifiutato il modello di sviluppo Occidentale.
> un altro e' l'Iran, un altro ancora e' la Cina, di fatto giusto India, Brasile e pochi altri paesi molto grandi hanno seguito il modello occidentale di sviluppo (con successo).
>
> pensa alla Cina che e' sottoposta ad una cosa che si chiama "containment policy" che di fatto permette agli stati uniti di tenerli sotto scacco navale 24/7/365 da sempre, e sulla quale si bisticciano non poco infatti.
Espandi, è una cosa che non so.
> Com'e' che mentre succede quello i cinesi vanno in giro a pagare infrastrutture e sembrano credibili come alternativa di sviluppo all'Occidente (ricchezza et stabilita' senza democrazia) mentre la Russia non lo e', anzi, economicamente sembra uno di quei regimi falliti di sockpuppet USA in sudamerica?
>
> > Questo non è l'aspetto per me più preoccupante, dato che non ho mai posto l'interesse economico in primo piano. Un'economia russa si svilupperà comunque. Molto peggio è che in un paese poco libero non fiorisce l'iniziativa culturale (vedi film russi in giro?) e questo a lungo andare è dannoso perché espone la popolazione all'influenza ideologica straniera.
> >
> > Restringere le libertà per mantenere l'indipendenza si ritorce a lungo termine contro questa stessa indipendenza, mentre permettere queste libertà porrebbe fine all'indipendenza subito. Riuscirà Putin a togliersi da questo scacco?
>
> Gran bella domanda.
>
> una lettura per accompagnarla:
>
> B.H. Liddell Hart, Why don't we learn from History.
>
> l'autore:
>https://en.wikipedia.org/wiki/B._H._Liddell_Hart

>
> il libro in pdf:
> https://pkpolitics.com/wp-content/uploads/2008/05/...
>
> e' un tipo interessante, e le conclusioni sono stimolanti, ottima lettura.
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