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The red pillScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2018-01-13 19:52:07.0 alle 2018-01-13 19:52:07.0Trollate totali: 14239Ordine, alla fine ho mantenuto la promessa e mi sto guardando il documentario.
Non mi sta dicendo niente di nuovo, ma è interessante, e mi ha aiutato a mettere a fuoco il mio pensiero. Cioé che il patriarcato esiste, ma non è una struttura sociale creata esclusivamente dagli uomini esclusivamente a vantaggio degli stessi e a scapito delle donne (così come sostenuto da alcuni gruppi femministi); bensì sia una struttura sociale che gode di sostegno tanto da parte di uomini quanto da parte di donne, da cui ci stiamo affrancando, e che crea danni tanto alle donne quanto agli uomini, seppur in modo differente.
L'affrancamento tuttavia è partito dai movimenti femministi e ha privilegiato in qualche modo la discussione sulle discriminazioni subite dalle donne; ciò ha creato una crescente pressione per i danni del patriarcato sui diritti maschili, creando i movimenti mra.
Provavo una certa rabbia durante le interviste ai bluepillati, i quali negavano, minimizzavano o sviavano dalle argomentazioni dei redpillati, peraltro in maniera piuttosto sfacciata. Utilizzando spesso fallacie da uomo di paglia.
D'altro canto, per me non risulta difficile capire come mai spesso vien colpevolizzato il femminismo, e non il patriarcato, come origine dei mali che affliggono il genere maschile. Si tratta di un comprensibile errore di comprensione dei rapporti causa-effetto.
Comunque, cercavo di capire perché il femminismo intersezionale di quarta ondata (quello che ho imparato ad apprezzare) non collaborasse col mra -e viceversa-, e sono finito su un reddit chiamato menslib.
Non mi dispiace, si dichiarano pro-femministi ma hanno a cuore i diritti degli uomini e la loro discussione, in un'ottica propositiva e non contrappositiva.
Forse potresti prendere un'ulteriore redpill e provare a dare un occhio lì.https://www.reddit.com/r/MensLib/

**Modificato dall'autore il 13.01.2018 19:55**I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: The red pillScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2018-01-13 21:05:53.0 alle 2018-01-13 21:05:53.0Trollate totali: 14239Ho finito il documentario. Effettivamente trovo interessante l'argomentazione secondo cui il femminismo presti così tanta attenzione al lessico ma solo in modo da permettere alle donne di identificarsi in ruoli tradizionalmente maschili, e mai per eliminare le differenze di genere, ma bensì per identificare subdolamente i maschi come fonte di ogni problema e le donne di ogni giustizia.
In questo la critica al termine "patriarcato" ci sta tutta. Ma personalmente non appoggio la scelta di rigettare il termine.
Primo perché la battaglia lessicologica non è la mia. Potrò anche dire "la ministra", ma non mi convincerete mai a dire "la consigliera". Sono molto più elastico su queste cose.
Il termine "femminismo" è nato in un preciso contesto storico, ha una sua ragion d'essere ed è comprensibile che denoti una serie di movimenti dichiaratamente contro le diversità di genere; idem il termine "patriarcato" descrive una struttura sociale da cui abbiamo ereditato buona parte delle convenzioni e delle ontologie. Ed era una struttura sociale in cui il padre era il capo indiscusso del nucleo familiare.
Letto questohttps://www.facebook.com/Antisessismo/posts/148405...

penso che contrapporre la stupidità di una battaglia lessicale ideologica con un'ulteriore stupida battaglia lessicale sia stupido. Se non piace chiamarlo "patriarcato", lo si chiami come si vuole: è comunque esistito, ed è da dove viene la nostra società.I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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Re: The red pillScritto da: avvelenato
> Ordine, alla fine ho mantenuto la promessa e mi sto guardando il documentario.
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io non l'ho ancora visto
> Non mi sta dicendo niente di nuovo, ma è interessante, e mi ha aiutato a mettere a fuoco il mio pensiero. Cioé che il patriarcato esiste, ma non è una struttura sociale creata esclusivamente dagli uomini esclusivamente a vantaggio degli stessi e a scapito delle donne (così come sostenuto da alcuni gruppi femministi); bensì sia una struttura sociale che gode di sostegno tanto da parte di uomini quanto da parte di donne, da cui ci stiamo affrancando, e che crea danni tanto alle donne quanto agli uomini, seppur in modo differente.
>D'altro canto, per me non risulta difficile capire come mai spesso vien colpevolizzato il femminismo, e non il patriarcato, come origine dei mali che affliggono il genere maschile. Si tratta di un comprensibile errore di comprensione dei rapporti causa-effetto.
“Ok, esistono discriminazioni maschili, ma è colpa del patriarcato che si è rivoltato contro gli uomini!”
Siamo soliti chiamarla anche “teoria del proiettile vagante”: si presuppone (senza prove, tra l’altro) a priori che le discriminazioni contro gli uomini in realtà sarebbero state rivolte verso le donne, ma qualcosa non è stato ben calcolato e puff… l’atto inizialmente diretto alle donne si è rivolto contro gli uomini!
Già vedendola così ci si rende conto che si tratta di quanto sia ridicola come ipotesi, ma soprattutto non tiene conto che una simile prospettiva può essere rovesciata: possiamo infatti ritenere allo stesso modo che le discriminazioni contro le donne siano in realtà discriminazioni contro gli uomini dettate dal ginocentrismo della società, per cui l’uomo è quello che deve proteggere la donna e il privilegio femminile di essere protette talvolta è degenerato nell’esclusione o nel possesso. Ovviamente è totalmente assurda anche questa teoria, e paradossalmente potrebbero coesistere entrambe, così come essere tutte e due fuffa, il risultato non cambia: unendo o rimuovendo ambo le ipotesi entrambi i sessi, logica vuole, risulteranno parimenti discriminati.
Inoltre, la teoria ginocentrica non sembra forse colpevolizzante delle vittime e un modo per scaricarsi dalle responsabilità sulle questioni femminili? Non è forse come dire “è colpa delle donne per le loro questioni e quindi freghiamocene, se la sono voluta loro”? Allo stesso modo agisce anche la teoria patriarcale.
Ecco avvelenato, questo pezzo l'ho estrapolato da questo interessante articolo di antisessimo che t'invito a leggere completamentehttps://antisessismo.wordpress.com/2016/01/05/non-...

tu hai scritto delle cose giuste ma cadi nella fallacia del proiettile vagante. Se uomini e donne hanno organizzato un sistema che hanno danneggiato entrambi, ma allora perchè lo chiami patriarcato? Si chiama bisessismo.
Voglio però precisare una cosa perchè a questo punto qualcuno potrebbe dire "ma come Ordine, tu che hai da sempre sostenuto la diversità tra uomini e donne ti scagli contro i ruoli di genere che danneggiano i maschi?"
Il punto è che io non condivido le conclusioni di antisessismo che al 99% sono dei frocetti; loro dicono sostanzialmente che gli stereotipi di genere sono sbagliati a 360 gradi. Io Ordine invece penso che la società si è organizzata in questo modo in conseguenza di palesi differenze genetiche (ed è anche quello che dice Wakko). Se l'uomo fa i lavori più pesanti è perchè è anche più forte fisicamente, se la donna sta maggiormente casa ad accudire i figli è perchè è maggiormente predisposta a farlo (come tutti gli altri mammiferi del resto). Quello che loro chiamano "bisessismo" altro non è che una divisioni di ruoli su base genetica, noi non siamo un "tabula rasa" (citando Steven Pinker).
Tuttavia antisessismo ha a mio avviso il merito di mettere in luce l'ipocrisia delle argomentazioni ginocentriche delle femministe, ecco perchè leggo con interesse i loro articoli. Inoltre sono d'accordo col fatto che le cosiddette "eccezioni" non vadano discriminate. Se una femmina vuole fare il militare (anche in guerra però) è ha le attitudini giuste per farlo lo faccia, idem se un maschio vuole fare il ballerino. Il problema è che da questa non discriminazione verso i "diversi" facilmente si passa all'ideologia gender che nega le differenze genetiche e crea la solita dittatura egualitaria. "Il conseguimento dell'uguaglianza è la distruzione dell'eccellenza" (David Lane)
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada-
Re: The red pill TAG che serve soltanto a dare fastidio ai NO TAGScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2018-01-13 22:15:43.0 alle 2018-01-13 22:15:43.0Trollate totali: 14239Scritto da: Ordine
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> “Ok, esistono discriminazioni maschili, ma è colpa del patriarcato che si è rivoltato contro gli uomini!”
> Siamo soliti chiamarla anche “teoria del proiettile vagante”: si presuppone (senza prove, tra l’altro) a priori che le discriminazioni contro gli uomini in realtà sarebbero state rivolte verso le donne, ma qualcosa non è stato ben calcolato e puff… l’atto inizialmente diretto alle donne si è rivolto contro gli uomini!
> Già vedendola così ci si rende conto che si tratta di quanto sia ridicola come ipotesi, ma soprattutto non tiene conto che una simile prospettiva può essere rovesciata: possiamo infatti ritenere allo stesso modo che le discriminazioni contro le donne siano in realtà discriminazioni contro gli uomini dettate dal ginocentrismo della società, per cui l’uomo è quello che deve proteggere la donna e il privilegio femminile di essere protette talvolta è degenerato nell’esclusione o nel possesso. Ovviamente è totalmente assurda anche questa teoria, e paradossalmente potrebbero coesistere entrambe, così come essere tutte e due fuffa, il risultato non cambia: unendo o rimuovendo ambo le ipotesi entrambi i sessi, logica vuole, risulteranno parimenti discriminati.
> Inoltre, la teoria ginocentrica non sembra forse colpevolizzante delle vittime e un modo per scaricarsi dalle responsabilità sulle questioni femminili? Non è forse come dire “è colpa delle donne per le loro questioni e quindi freghiamocene, se la sono voluta loro”? Allo stesso modo agisce anche la teoria patriarcale.
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> Ecco avvelenato, questo pezzo l'ho estrapolato da questo interessante articolo di antisessimo che t'invito a leggere completamente
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>https://antisessismo.wordpress.com/2016/01/05/non-...

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> tu hai scritto delle cose giuste ma cadi nella fallacia del proiettile vagante. Se uomini e donne hanno organizzato un sistema che hanno danneggiato entrambi, ma allora perchè lo chiami patriarcato? Si chiama bisessismo.
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Ti ho risposto sotto, le diatribe sulla lessicologia non mi interessano. Puoi non chiamarlo patriarcato, chiamalo "organizzazione in cui gli uomini lavorano e le donne curano i figli", o bissessismo, o pippirimerlo, non mi frega.
Sul fatto che quello che tu chiami bisessismo e io chiamo patriarcato dia oneri e onori a entrambi i generi dividendo i ruoli in una precisa maniera non contesto.
> Voglio però precisare una cosa perchè a questo punto qualcuno potrebbe dire "ma come Ordine, tu che hai da sempre sostenuto la diversità tra uomini e donne ti scagli contro i ruoli di genere che danneggiano i maschi?"
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> Il punto è che io non condivido le conclusioni di antisessismo che al 99% sono dei frocetti; loro dicono sostanzialmente che gli stereotipi di genere sono sbagliati a 360 gradi. Io Ordine invece penso che la società si è organizzata in questo modo in conseguenza di palesi differenze genetiche (ed è anche quello che dice Wakko). Se l'uomo fa i lavori più pesanti è perchè è anche più forte fisicamente, se la donna sta maggiormente casa ad accudire i figli è perchè è maggiormente predisposta a farlo (come tutti gli altri mammiferi del resto). Quello che loro chiamano "bisessismo" altro non è che una divisioni di ruoli su base genetica, noi non siamo un "tabula rasa" (citando Steven Pinker).
Io credo nella libertà degli individui di attenersi o meno a questi schemi o ad altri, e a una società inclusivista che permetta forme diverse di organizzazione sociale, finché non danneggiano il prossimo. Credo che le differenze genetiche siano influenti fino a un certo punto, esistono differenze culturali. Credo inoltre che qualsiasi cosa dica Wakko è al 99.9999% una stronzata.
>
> Tuttavia antisessismo ha a mio avviso il merito di mettere in luce l'ipocrisia delle argomentazioni ginocentriche delle femministe, ecco perchè leggo con interesse i loro articoli. Inoltre sono d'accordo col fatto che le cosiddette "eccezioni" non vadano discriminate. Se una femmina vuole fare il militare (anche in guerra però) è ha le attitudini giuste per farlo lo faccia, idem se un maschio vuole fare il ballerino. Il problema è che da questa non discriminazione verso i "diversi" facilmente si passa all'ideologia gender che nega le differenze genetiche e crea la solita dittatura egualitaria. "Il conseguimento dell'uguaglianza è la distruzione dell'eccellenza" (David Lane)
>
E tu saresti l'eccellenza?
Ok, diciamo che le tue tesi diventino mainstream e la società si riformi in senso da te desiderato. Cosa ci ottieni?
Ad esempio, come provider saresti capace di mantenere almeno altre due persone con lo stipendio che hai?I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: The red pillScritto da: avvelenato
> Scritto da: Ordine
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> > io non l'ho ancora visto
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> > “Ok, esistono discriminazioni maschili, ma è colpa del patriarcato che si è rivoltato contro gli uomini!”
> > Siamo soliti chiamarla anche “teoria del proiettile vagante”: si presuppone (senza prove, tra l’altro) a priori che le discriminazioni contro gli uomini in realtà sarebbero state rivolte verso le donne, ma qualcosa non è stato ben calcolato e puff… l’atto inizialmente diretto alle donne si è rivolto contro gli uomini!
> > Già vedendola così ci si rende conto che si tratta di quanto sia ridicola come ipotesi, ma soprattutto non tiene conto che una simile prospettiva può essere rovesciata: possiamo infatti ritenere allo stesso modo che le discriminazioni contro le donne siano in realtà discriminazioni contro gli uomini dettate dal ginocentrismo della società, per cui l’uomo è quello che deve proteggere la donna e il privilegio femminile di essere protette talvolta è degenerato nell’esclusione o nel possesso. Ovviamente è totalmente assurda anche questa teoria, e paradossalmente potrebbero coesistere entrambe, così come essere tutte e due fuffa, il risultato non cambia: unendo o rimuovendo ambo le ipotesi entrambi i sessi, logica vuole, risulteranno parimenti discriminati.
> > Inoltre, la teoria ginocentrica non sembra forse colpevolizzante delle vittime e un modo per scaricarsi dalle responsabilità sulle questioni femminili? Non è forse come dire “è colpa delle donne per le loro questioni e quindi freghiamocene, se la sono voluta loro”? Allo stesso modo agisce anche la teoria patriarcale.
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> > Ecco avvelenato, questo pezzo l'ho estrapolato da questo interessante articolo di antisessimo che t'invito a leggere completamente
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> >https://antisessismo.wordpress.com/2016/01/05/non-...

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> > tu hai scritto delle cose giuste ma cadi nella fallacia del proiettile vagante. Se uomini e donne hanno organizzato un sistema che hanno danneggiato entrambi, ma allora perchè lo chiami patriarcato? Si chiama bisessismo.
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> Ti ho risposto sotto, le diatribe sulla lessicologia non mi interessano. Puoi non chiamarlo patriarcato, chiamalo "organizzazione in cui gli uomini lavorano e le donne curano i figli", o bissessismo, o pippirimerlo, non mi frega.
> Sul fatto che quello che tu chiami bisessismo e io chiamo patriarcato dia oneri e onori a entrambi i generi dividendo i ruoli in una precisa maniera non contesto.
>
Invece i termini sono importanti perchè col termine "patriarcato" stai lanciando un certo messaggio. Non puoi chiamare le mele pere e poi spiegare che sono mele.
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> > Voglio però precisare una cosa perchè a questo punto qualcuno potrebbe dire "ma come Ordine, tu che hai da sempre sostenuto la diversità tra uomini e donne ti scagli contro i ruoli di genere che danneggiano i maschi?"
> >
> > Il punto è che io non condivido le conclusioni di antisessismo che al 99% sono dei frocetti; loro dicono sostanzialmente che gli stereotipi di genere sono sbagliati a 360 gradi. Io Ordine invece penso che la società si è organizzata in questo modo in conseguenza di palesi differenze genetiche (ed è anche quello che dice Wakko). Se l'uomo fa i lavori più pesanti è perchè è anche più forte fisicamente, se la donna sta maggiormente casa ad accudire i figli è perchè è maggiormente predisposta a farlo (come tutti gli altri mammiferi del resto). Quello che loro chiamano "bisessismo" altro non è che una divisioni di ruoli su base genetica, noi non siamo un "tabula rasa" (citando Steven Pinker).
>
> Io credo nella libertà degli individui di attenersi o meno a questi schemi o ad altri, e a una società inclusivista che permetta forme diverse di organizzazione sociale, finché non danneggiano il prossimo. Credo che le differenze genetiche siano influenti fino a un certo punto, esistono differenze culturali. Credo inoltre che qualsiasi cosa dica Wakko è al 99.9999% una stronzata.
>
Il "punto" è molto alto. Quando vedrò una società di uomini che ama farsi la manicure e donne che collezionano armi allora cambierò idea .
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> > Tuttavia antisessismo ha a mio avviso il merito di mettere in luce l'ipocrisia delle argomentazioni ginocentriche delle femministe, ecco perchè leggo con interesse i loro articoli. Inoltre sono d'accordo col fatto che le cosiddette "eccezioni" non vadano discriminate. Se una femmina vuole fare il militare (anche in guerra però) è ha le attitudini giuste per farlo lo faccia, idem se un maschio vuole fare il ballerino. Il problema è che da questa non discriminazione verso i "diversi" facilmente si passa all'ideologia gender che nega le differenze genetiche e crea la solita dittatura egualitaria. "Il conseguimento dell'uguaglianza è la distruzione dell'eccellenza" (David Lane)
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>
> E tu saresti l'eccellenza?
>
Potrei anche non esserlo, non mi definisco certo un uomo alfa, ma questo non inficia ciò che ho detto.
> Ok, diciamo che le tue tesi diventino mainstream e la società si riformi in senso da te desiderato. Cosa ci ottieni?
> Ad esempio, come provider saresti capace di mantenere almeno altre due persone con lo stipendio che hai?
Irrilevante.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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