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La psichiatria non è una scienza (ribadiamo l'ovvio)Scritto daNon Autenticatoil 2017-12-16 12:53:30.0 alle 2017-12-16 12:53:30.0Lo psicologo David Rosenhan nel 1973 condusse un esperimento sulla validità della diagnosi psichiatrica.
Il suo studio fu pubblicato sul giornale Science con il titolo "On being sane in insane places" ("Sull'essere sani in luoghi matti") ed è considerato come una delle più importanti critiche alle diagnosi psichiatriche. Rosenhan inviò di nascosto presso alcune istituzione psichiatriche degli pseudopazienti (incluso sé stesso) che fingevano alcuni sintomi di squilibrio.
Gli otto pseudopazienti costituivano un gruppo eterogeneo, per professione, età e sesso e utilizzarono degli pseudonimi per evitare di rimanere bollati a vita con diagnosi psichiatriche. Anche gli ospedali furono scelti in modo da rappresentare, come tipologia e distribuzione geografica, uno specchio realistico della situazione nazionale americana.
Lo pseudopaziente arrivava in accettazione lamentandosi di aver sentito delle voci che gli dicevano le parole "vuoto", "cavo" e "inconsistente". Queste erano le uniche bugie: tutto il resto (i rapporti con i genitori e i fratelli, con il coniuge e i figli, con i compagni di lavoro e di scuola) fu raccontato dagli pseudopazienti in maniera veritiera.
Immediatamente dopo l'ammissione nel reparto psichiatrico, lo pseudopaziente cessava di simulare ogni sintomo di anormalità e iniziava a comportarsi in reparto così come si comportava "normalmente", parlando con i pazienti e con lo staff così come avrebbe fatto abitualmente. Gli stessi infermieri confermavano che il loro comportamento era "amichevole", "collaboravano" e "non mostravano alcun segno della loro anormalità".
Gli pseudopazienti non furono mai identificati come tali. Ammessi con una diagnosi di schizofrenia, con una sola eccezione, furono tutti dimessi con una diagnosi di schizofrenia "in via di remissione".
Questo dettaglio non dovrebbe passare inosservato: sta a indicare che durante il ricovero nessuno aveva mai sospettato la messinscena. Dunque, se lo pseudopaziente doveva essere dimesso, la sua malattia doveva essere "in via di remissione": secondo lo psichiatra, non era del tutto sano, né mai lo era stato.
Lo staff di un noto istituto psichiatrico, avendo ricevuto notizia di questo esperimento, sfidò Rosenhan a inviare i suoi pseudopazienti, certi che non avrebbero commesso errori così grossolani. Il personale di questo istituto fu dunque avvisato: in un certo momento, nel corso dei tre mesi successivi, uno o più pseudopazienti si sarebbero presentati in accettazione. Al personale fu richiesto di classificare ogni paziente secondo la probabilità che si trattasse di uno pseudopaziente. Su 193 pazienti arrivati in questi tre mesi, l'istituto identificò ben quarantuno pseudopazienti, mentre altri ventitré furono considerati "sospetti" da almeno uno psichiatra. In realtà, Rosenhan non aveva inviato nessuno!
L'autore dello studio concluse:
Qualsiasi processo diagnostico che si presti ad errori così massicci non può essere considerato molto attendibile.
Alcuni psichiatri hanno rifiutato l'esperimento di Rosenhan: le diagnosi mediche – argomentano - dipendono inevitabilmente da quanto riferisce il paziente. A supporto di ciò citano un immaginario pseudopaziente che, dopo avere bevuto mezzo litro di sangue, si presenti al pronto soccorso vomitando sangue: gli verrebbe immediatamente diagnosticata un'ulcera. Quest'argomentazione, tuttavia, presenta quattro incongruenze:
Il paziente descritto non racconta di sputare sangue: lo fa davanti ai medici (i medici osservano dunque un segno oggettivo). Gli pseudopazienti di Rosenhan raccontavano qualcosa (un sintomo – non un segno).
Un paziente che sputi mezzo litro di sangue appare in una situazione di rischio, allo stesso tempo, immediato e grave. Lo stesso non si può dire per chi senta una voce e lo racconti standosene serenamente seduto. In una condizione meno urgente, un paziente che lamenti dolore al braccio dopo una caduta non viene ingessato senza una radiografia.
In una situazione di minore emergenza, lo staff del pronto soccorso eseguirebbe di certo ulteriori esami e accertamenti, che porterebbero a escludere l'ulcera e scoprire il bluff.
In ogni caso, se il paziente smettesse all'improvviso di simulare il sintomo e rimanesse per qualche tempo in reparto sotto osservazione, non verrebbe dimesso con un'ulcera "in remissione".
L'esperimento di Rosenhan dimostra ciò che il CCDU sostiene da anni: la psichiatria non è una scienza, e la sua qualifica di branca della medicina è usurpata.
https://www.ccdu.org/esperimento-rosenhan
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Re: La psichiatria non è una scienza (ribadiamo l'ovvio)Interessante veramente. Tuttavia va detto che è estremamente difficile che un paziente che si rivolge ad uno psichiatra menta circa la sua condizione"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada-
Re: La psichiatria non è una scienza (ribadiamo l'ovvio)Scritto daNazi HeidiWakkus Horribilisil 2017-12-16 21:46:41.0 alle 2017-12-16 21:46:41.0Trollate totali: 4162Scritto da: Ordine
> Interessante veramente. Tuttavia va detto che è estremamente difficile che un paziente che si rivolge ad uno psichiatra menta circa la sua condizione
Sai quanta gente perfettamente sana è finita rinchiusa nei manicomi per comodo di qualcuno e non è più uscita da lì se non in una bara...
- omosessuali
- gente con idee scomode a qualcuno
- gente interdetta per impossessarsi dell'eredità
- famigliari teste di cazzo
- ecc
Non c'è nessun parametro oggettivo per stabilire se uno è sano o malato perciò possono fare virtualmente quello che gli pare.Nobody is more inferior than those who insist on being equal. - Nietzsche-
Re: La psichiatria non è una scienza (ribadiamo l'ovvio)Scritto daNon Autenticatoil 2017-12-17 04:08:38.0 alle 2017-12-17 04:08:38.0Scritto da: Nazi Heidiecc
>
> Non c'è nessun parametro oggettivo per stabilire se uno è sano o malato perciò possono fare virtualmente quello che gli pare.
Il discorso va oltre: le malattie mentali sono inventate, quindi anche se potessi stabilire con un test se tu hai una di queste malattie, sarebbe solo un test per stabilire se hai una di queste malattie iventate.
Si potrebbe per esempio stabilire in maniera più o meno oggettiva che sei pedone con un test fallometrico, ma che essere pedon sia una malattia poi è un'altra questione.
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