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    il 2017-01-27 12:50:46.0 alle 2017-01-27 12:50:46.0
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    La singolarità è già avvenuta.
    I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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      il 2017-01-27 15:12:27.0 alle 2017-01-27 15:12:27.0
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      Re: La singolarità è già avvenuta.
      Scritto da: avvelenato
      >

      Con le reti neurali siamo ad un passo dalla coscienza.
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        il 2017-01-27 15:15:54.0 alle 2017-01-27 15:15:54.0
        Re: La singolarità è già avvenuta.
        Scritto da: ::1
        > Scritto da: avvelenato
        > >
        >
        > Con le reti neurali siamo ad un passo dalla coscienza.

        Secondo me no. Le reti neurali realizzano il percettrone che è l'unica struttura cerebrale di cui conosciamo il funzionamento.
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          il 2017-01-27 15:20:31.0 alle 2017-01-27 15:20:31.0
          Trollate totali: 12321
          Re: La singolarità è già avvenuta.
          Scritto da:
          > Scritto da: ::1
          > > Scritto da: avvelenato
          > > >
          > >
          > > Con le reti neurali siamo ad un passo dalla coscienza.
          >
          > Secondo me no. Le reti neurali realizzano il percettrone che è l'unica struttura cerebrale di cui conosciamo il funzionamento.

          Che cosa manca secondo te? Poi ti dico come la penso io (anche perché adesso ho da fare Occhiolino)
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            il 2017-01-27 17:05:49.0 alle 2017-01-27 17:05:49.0
            Re: La singolarità è già avvenuta.
            Scritto da: ::1
            > Scritto da:
            > > Scritto da: ::1
            > > > Scritto da: avvelenato
            > > > >
            > > >
            > > > Con le reti neurali siamo ad un passo dalla coscienza.
            > >
            > > Secondo me no. Le reti neurali realizzano il percettrone che è l'unica struttura cerebrale di cui conosciamo il funzionamento.
            >
            > Che cosa manca secondo te? Poi ti dico come la penso io (anche perché adesso ho da fare Occhiolino)

            Quand'è uscito insieme a Le Scienze mi son letto Connettoma. Dalla lettura ho tratto l'impressione che sia noto e assodato il funzionamento del percettrone (a cui ero arrivato indipendentemente per conto mio, è come una porta logica complessa) ma che le nozioni su come funziona la memoria, ad esempio, siano più che altro congetture. Figuriamoci la coscienza, che non riusciamo neppure a definire. Di recente ho letto un articolo seondo cui la coscienza risiederebbe in aree primitive del cervello, per cui l'avrebbero pure gli insetti: però l'articolo stesso non sa definire cosa sia e pare che in genere con tale termine si indichi una cosa diversa da quella che ho in mente io.

            Per coscienza si intende vagamente quello che chiamo anima, e sarebbe il misterioso quid individuale che differenzia un essere cosciente da una sua copia appena creata con un ipotetico duplicatore. Con coscienza intendo invece una condizione clinica. Ad esempio, per operare un pesce devi anestetizzarlo, e l'anestesia totale rende "incoscienti". La sedazione profonda rende incoscienti, ma in un modo che direi diverso dall'anestesia. Un amico delle medie diceva che quando lo hanno operato alle tonsille aveva fatto dei sogni a colori molto vivaci, invece quando mi hanno sedato è proprio come se staccassero l'interruttore della coscienza, come in Robocop. Anche quando ho avuto un incidente e mi sono svegliato steso sull'asfalto con una corona di teste intorno è come se l'interruttore fosse stato spento durante il periodo di incoscienza: nessun sogno, nessuna sensazione, nessun viaggio astrale o esperienza extracorporea.
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              il 2017-01-27 17:44:05.0 alle 2017-01-27 17:44:05.0
              Trollate totali: 14239
              Re: La singolarità è già avvenuta.
              Scritto da:
              >
              > Quand'è uscito insieme a Le Scienze mi son letto Connettoma. Dalla lettura ho tratto l'impressione che sia noto e assodato il funzionamento del percettrone (a cui ero arrivato indipendentemente per conto mio, è come una porta logica complessa) ma che le nozioni su come funziona la memoria, ad esempio, siano più che altro congetture. Figuriamoci la coscienza, che non riusciamo neppure a definire. Di recente ho letto un articolo seondo cui la coscienza risiederebbe in aree primitive del cervello, per cui l'avrebbero pure gli insetti: però l'articolo stesso non sa definire cosa sia e pare che in genere con tale termine si indichi una cosa diversa da quella che ho in mente io.
              >
              > Per coscienza si intende vagamente quello che chiamo anima, e sarebbe il misterioso quid individuale che differenzia un essere cosciente da una sua copia appena creata con un ipotetico duplicatore. Con coscienza intendo invece una condizione clinica. Ad esempio, per operare un pesce devi anestetizzarlo, e l'anestesia totale rende "incoscienti". La sedazione profonda rende incoscienti, ma in un modo che direi diverso dall'anestesia. Un amico delle medie diceva che quando lo hanno operato alle tonsille aveva fatto dei sogni a colori molto vivaci, invece quando mi hanno sedato è proprio come se staccassero l'interruttore della coscienza, come in Robocop. Anche quando ho avuto un incidente e mi sono svegliato steso sull'asfalto con una corona di teste intorno è come se l'interruttore fosse stato spento durante il periodo di incoscienza: nessun sogno, nessuna sensazione, nessun viaggio astrale o esperienza extracorporea.


              La coscienza non esiste, è solo un fenomeno emergente e del tutto apparente.

              **Modificato dall'autore il 27.01.2017 17:44**
              I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2017-01-27 17:56:22.0 alle 2017-01-27 17:56:22.0
                Re: La singolarità è già avvenuta.
                Scritto da: avvelenato
                > Scritto da:
                > >
                > > Quand'è uscito insieme a Le Scienze mi son letto Connettoma. Dalla lettura ho tratto l'impressione che sia noto e assodato il funzionamento del percettrone (a cui ero arrivato indipendentemente per conto mio, è come una porta logica complessa) ma che le nozioni su come funziona la memoria, ad esempio, siano più che altro congetture. Figuriamoci la coscienza, che non riusciamo neppure a definire. Di recente ho letto un articolo seondo cui la coscienza risiederebbe in aree primitive del cervello, per cui l'avrebbero pure gli insetti: però l'articolo stesso non sa definire cosa sia e pare che in genere con tale termine si indichi una cosa diversa da quella che ho in mente io.
                > >
                > > Per coscienza si intende vagamente quello che chiamo anima, e sarebbe il misterioso quid individuale che differenzia un essere cosciente da una sua copia appena creata con un ipotetico duplicatore. Con coscienza intendo invece una condizione clinica. Ad esempio, per operare un pesce devi anestetizzarlo, e l'anestesia totale rende "incoscienti". La sedazione profonda rende incoscienti, ma in un modo che direi diverso dall'anestesia. Un amico delle medie diceva che quando lo hanno operato alle tonsille aveva fatto dei sogni a colori molto vivaci, invece quando mi hanno sedato è proprio come se staccassero l'interruttore della coscienza, come in Robocop. Anche quando ho avuto un incidente e mi sono svegliato steso sull'asfalto con una corona di teste intorno è come se l'interruttore fosse stato spento durante il periodo di incoscienza: nessun sogno, nessuna sensazione, nessun viaggio astrale o esperienza extracorporea.
                >
                >
                > La coscienza non esiste, è solo un fenomeno emergente e del tutto apparente.

                Se è un fenomeno esiste.

                Comunque bisogna distinguere tra la condizione clinica, immagino facilmente definibile con le cognizioni adatte, e la condizione mentale la cui definizione ricade tuttora nell'ambito della filosofia.
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                il 2017-01-27 18:38:20.0 alle 2017-01-27 18:38:20.0
                Trollate totali: 9100
                Re: La singolarità è già avvenuta.
                Scritto da: avvelenato
                > Scritto da:
                > >
                > > Quand'è uscito insieme a Le Scienze mi son letto Connettoma. Dalla lettura ho tratto l'impressione che sia noto e assodato il funzionamento del percettrone (a cui ero arrivato indipendentemente per conto mio, è come una porta logica complessa) ma che le nozioni su come funziona la memoria, ad esempio, siano più che altro congetture. Figuriamoci la coscienza, che non riusciamo neppure a definire. Di recente ho letto un articolo seondo cui la coscienza risiederebbe in aree primitive del cervello, per cui l'avrebbero pure gli insetti: però l'articolo stesso non sa definire cosa sia e pare che in genere con tale termine si indichi una cosa diversa da quella che ho in mente io.
                > >
                > > Per coscienza si intende vagamente quello che chiamo anima, e sarebbe il misterioso quid individuale che differenzia un essere cosciente da una sua copia appena creata con un ipotetico duplicatore. Con coscienza intendo invece una condizione clinica. Ad esempio, per operare un pesce devi anestetizzarlo, e l'anestesia totale rende "incoscienti". La sedazione profonda rende incoscienti, ma in un modo che direi diverso dall'anestesia. Un amico delle medie diceva che quando lo hanno operato alle tonsille aveva fatto dei sogni a colori molto vivaci, invece quando mi hanno sedato è proprio come se staccassero l'interruttore della coscienza, come in Robocop. Anche quando ho avuto un incidente e mi sono svegliato steso sull'asfalto con una corona di teste intorno è come se l'interruttore fosse stato spento durante il periodo di incoscienza: nessun sogno, nessuna sensazione, nessun viaggio astrale o esperienza extracorporea.
                >
                >
                > La coscienza non esiste, è solo un fenomeno emergente e del tutto apparente.
                >
                > **Modificato dall'autore il 27.01.2017 17:44**

                se per coscienza si intende il pensiero, la consapevolezza, il giudizio e tutte le cose che hanno a che vedere con la percezione e l'elaborazione della realtà, allora esiste

                è il prodotto del sistema nervoso
                Cercatelo con Google, ritardato! ©
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              il 2017-01-30 12:29:07.0 alle 2017-01-30 12:29:07.0
              Trollate totali: 12321
              Re: La singolarità è già avvenuta.
              Scritto da:
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              > > Scritto da:
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              > > > > Scritto da: avvelenato
              > > > > >
              > > > >
              > > > > Con le reti neurali siamo ad un passo dalla coscienza.
              > > >
              > > > Secondo me no. Le reti neurali realizzano il percettrone che è l'unica struttura cerebrale di cui conosciamo il funzionamento.
              > >
              > > Che cosa manca secondo te? Poi ti dico come la penso io (anche perché adesso ho da fare Occhiolino)
              >
              > Quand'è uscito insieme a Le Scienze mi son letto Connettoma. Dalla lettura ho tratto l'impressione che sia noto e assodato il funzionamento del percettrone (a cui ero arrivato indipendentemente per conto mio, è come una porta logica complessa) ma che le nozioni su come funziona la memoria, ad esempio, siano più che altro congetture. Figuriamoci la coscienza, che non riusciamo neppure a definire. Di recente ho letto un articolo seondo cui la coscienza risiederebbe in aree primitive del cervello, per cui l'avrebbero pure gli insetti: però l'articolo stesso non sa definire cosa sia e pare che in genere con tale termine si indichi una cosa diversa da quella che ho in mente io.
              >
              > Per coscienza si intende vagamente quello che chiamo anima, e sarebbe il misterioso quid individuale che differenzia un essere cosciente da una sua copia appena creata con un ipotetico duplicatore. Con coscienza intendo invece una condizione clinica. Ad esempio, per operare un pesce devi anestetizzarlo, e l'anestesia totale rende "incoscienti". La sedazione profonda rende incoscienti, ma in un modo che direi diverso dall'anestesia. Un amico delle medie diceva che quando lo hanno operato alle tonsille aveva fatto dei sogni a colori molto vivaci, invece quando mi hanno sedato è proprio come se staccassero l'interruttore della coscienza, come in Robocop. Anche quando ho avuto un incidente e mi sono svegliato steso sull'asfalto con una corona di teste intorno è come se l'interruttore fosse stato spento durante il periodo di incoscienza: nessun sogno, nessuna sensazione, nessun viaggio astrale o esperienza extracorporea.

              Le reti neurali già realizzano la base per l'autocoscienza delle macchine; c'è uno sviluppatore che indica alla macchina in senso generico cosa è buono e cosa non lo è, e la macchina per approssimazioni successive decide autonomamente; il concetto di buono e cattivo evolve nella macchina facendo tesoro delle esperienze accumulate; a differenza di un uomo la macchina non dimentica nessuna delle esperienze precedenti. Abbiamo realizzato un oggetto che evolve senza fine, che fatto funzionare per anni può produrre di tutto, in positivo ed in negativo. Mancano i sentimenti, manca l'inventiva, ma sono necessari a definire la coscienza?
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                Scritto da
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                il 2017-01-30 12:42:07.0 alle 2017-01-30 12:42:07.0
                Re: La singolarità è già avvenuta.
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                > Scritto da:
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                > > > > > Scritto da: avvelenato
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                > > > > > Con le reti neurali siamo ad un passo dalla coscienza.
                > > > >
                > > > > Secondo me no. Le reti neurali realizzano il percettrone che è l'unica struttura cerebrale di cui conosciamo il funzionamento.
                > > >
                > > > Che cosa manca secondo te? Poi ti dico come la penso io (anche perché adesso ho da fare Occhiolino)
                > >
                > > Quand'è uscito insieme a Le Scienze mi son letto Connettoma. Dalla lettura ho tratto l'impressione che sia noto e assodato il funzionamento del percettrone (a cui ero arrivato indipendentemente per conto mio, è come una porta logica complessa) ma che le nozioni su come funziona la memoria, ad esempio, siano più che altro congetture. Figuriamoci la coscienza, che non riusciamo neppure a definire. Di recente ho letto un articolo seondo cui la coscienza risiederebbe in aree primitive del cervello, per cui l'avrebbero pure gli insetti: però l'articolo stesso non sa definire cosa sia e pare che in genere con tale termine si indichi una cosa diversa da quella che ho in mente io.
                > >
                > > Per coscienza si intende vagamente quello che chiamo anima, e sarebbe il misterioso quid individuale che differenzia un essere cosciente da una sua copia appena creata con un ipotetico duplicatore. Con coscienza intendo invece una condizione clinica. Ad esempio, per operare un pesce devi anestetizzarlo, e l'anestesia totale rende "incoscienti". La sedazione profonda rende incoscienti, ma in un modo che direi diverso dall'anestesia. Un amico delle medie diceva che quando lo hanno operato alle tonsille aveva fatto dei sogni a colori molto vivaci, invece quando mi hanno sedato è proprio come se staccassero l'interruttore della coscienza, come in Robocop. Anche quando ho avuto un incidente e mi sono svegliato steso sull'asfalto con una corona di teste intorno è come se l'interruttore fosse stato spento durante il periodo di incoscienza: nessun sogno, nessuna sensazione, nessun viaggio astrale o esperienza extracorporea.
                >
                > Le reti neurali già realizzano la base per l'autocoscienza delle macchine; c'è uno sviluppatore che indica alla macchina in senso generico cosa è buono e cosa non lo è, e la macchina per approssimazioni successive decide autonomamente; il concetto di buono e cattivo evolve nella macchina facendo tesoro delle esperienze accumulate; a differenza di un uomo la macchina non dimentica nessuna delle esperienze precedenti. Abbiamo realizzato un oggetto che evolve senza fine, che fatto funzionare per anni può produrre di tutto, in positivo ed in negativo. Mancano i sentimenti, manca l'inventiva, ma sono necessari a definire la coscienza?

                Non so cosa definisce la coscienza Triste
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                  il 2017-02-01 12:09:40.0 alle 2017-02-01 12:09:40.0
                  Trollate totali: 14239
                  Re: La singolarità è già avvenuta.
                  Scritto da:
                  >
                  > Non so cosa definisce la coscienza Triste

                  Cos'è la coscienza? O meglio, l'autoconsapevolezza?
                  È il senso di sé, della propria esistenza.
                  Dei propri processi mentali, e dell'esistenza di processi mentali altrui.

                  È un processo mentale che si avvantaggia di ragionamenti analogici, quindi sarà tanto più difficile immaginare il pensiero altrui quanto più distante sarà l'altro.

                  Ad esempio, ci risulta complesso per noi immaginare i pensieri di un cane. Che pure di pensieri ne ha.

                  Quindi, così come risulta estremamente speculativo immaginarci i pensieri di una macchina, allo stesso modo la difficoltà per una macchina di immaginare i nostri pensieri non ci dovrebbe trarre in inganno, sottovalutandone le capacità.

                  Può invece una macchina immaginare i pensieri di un'altra macchina, o di sé stessa proiettata in un istante t+x nel futuro?

                  Secondo me siamo ancora lontani, e parecchio, da questo. Già si fatica a concepire il funzionamento umano.

                  Perché le persone "funzionano" in un dato modo, e nessuna perfettamente allo stesso modo.
                  Io ad esempio ho individuato grazie alla psicoterapia un mio modo di funzionare non perfettamente ottimale. Siccome ho sviluppato una certa reattività, che mi porta ad osteggiare qualsiasi attività viva come obbligo (comprese le attività frutto di mie scelte deliberate, come iscrivermi a un corso), non essendo stato in grado di risolvere il perché di questa fenomenologia, nel tempo ho imparato ad ignorarla, e ad alimentarmi di sofferenza.
                  Così mi ritrovo sovente a riuscire a svolgere le mie incombenze solo stando profondamente male, talvolta abbassando deliberatamente il mio umore (attraverso l'ascolto di musica deprimente o l'immaginazione di scenari apocalittici), e facendo leva su un senso di eroismo da martire, che è un trucchetto psicologico per caricarmi.
                  Solo che sta cosa produce scorie dentro di me, dolori psicosomatici, stanchezza e spossatezza, non riesco ad andare avanti a lungo così, e finisco per paralizzarmi.

                  Così, se perfino la motivazione umana è ancora in grossa parte un mistero, cosa ne sappiamo della motivazione di un'essere artificiale?
                  Il nostro istinto di sopravvivenza è hardwired; quello di una macchina? Non credo. A meno che sistemi in grado di autoripararsi non apprendano come il cessare delle funzioni sia un male da scongiurare a qualsiasi costo, una macchina non desidera esistere.
                  I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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                    Non Autenticato
                    il 2017-02-01 14:33:45.0 alle 2017-02-01 14:33:45.0
                    Re: La singolarità è già avvenuta.
                    Scritto da: avvelenato
                    > Scritto da:
                    > >
                    > > Non so cosa definisce la coscienza Triste
                    >
                    > Cos'è la coscienza? O meglio, l'autoconsapevolezza?
                    > È il senso di sé, della propria esistenza.
                    > Dei propri processi mentali, e dell'esistenza di processi mentali altrui.
                    >
                    > È un processo mentale che si avvantaggia di ragionamenti analogici, quindi sarà tanto più difficile immaginare il pensiero altrui quanto più distante sarà l'altro.
                    >
                    > Ad esempio, ci risulta complesso per noi immaginare i pensieri di un cane. Che pure di pensieri ne ha.
                    >
                    > Quindi, così come risulta estremamente speculativo immaginarci i pensieri di una macchina, allo stesso modo la difficoltà per una macchina di immaginare i nostri pensieri non ci dovrebbe trarre in inganno, sottovalutandone le capacità.
                    >
                    > Può invece una macchina immaginare i pensieri di un'altra macchina, o di sé stessa proiettata in un istante t+x nel futuro?
                    >
                    > Secondo me siamo ancora lontani, e parecchio, da questo. Già si fatica a concepire il funzionamento umano.

                    Anche secondo me. Siamo vicini a macchine che potranno svolgere compiti anche complessi, ma da qui all'autocoscienza ce ne vuole. E quando avremo capito in cosa consiste potremo anche decidere se dotarne o meno le macchine. Magari lo si farà a scopo sperimentale, ma non credo sia opportuno dotare la maggioranza delle macchine di autocoscienza.

                    > Perché le persone "funzionano" in un dato modo, e nessuna perfettamente allo stesso modo.
                    > Io ad esempio ho individuato grazie alla psicoterapia un mio modo di funzionare non perfettamente ottimale. Siccome ho sviluppato una certa reattività, che mi porta ad osteggiare qualsiasi attività viva come obbligo (comprese le attività frutto di mie scelte deliberate, come iscrivermi a un corso), non essendo stato in grado di risolvere il perché di questa fenomenologia, nel tempo ho imparato ad ignorarla, e ad alimentarmi di sofferenza.
                    > Così mi ritrovo sovente a riuscire a svolgere le mie incombenze solo stando profondamente male, talvolta abbassando deliberatamente il mio umore (attraverso l'ascolto di musica deprimente o l'immaginazione di scenari apocalittici), e facendo leva su un senso di eroismo da martire, che è un trucchetto psicologico per caricarmi.
                    > Solo che sta cosa produce scorie dentro di me, dolori psicosomatici, stanchezza e spossatezza, non riesco ad andare avanti a lungo così, e finisco per paralizzarmi.

                    Certo che su sto forum siamo tutti fatti storti. A bocca aperta

                    > Così, se perfino la motivazione umana è ancora in grossa parte un mistero, cosa ne sappiamo della motivazione di un'essere artificiale?
                    > Il nostro istinto di sopravvivenza è hardwired; quello di una macchina? Non credo. A meno che sistemi in grado di autoripararsi non apprendano come il cessare delle funzioni sia un male da scongiurare a qualsiasi costo, una macchina non desidera esistere.
<softv>

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