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    Non Autenticato
    il 2016-08-16 02:46:06.0 alle 2016-08-16 02:46:06.0
    è mai esistita o esiste
    una qualche cultura che abbia dato una legittimazione morale al furto?
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      Wakko Warner
      Wakkus Horribilis
      il 2016-08-16 03:13:59.0 alle 2016-08-16 03:13:59.0
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      Re: è mai esistita o esiste
      Scritto da:
      > una qualche cultura che abbia dato una legittimazione morale al furto?

      L'intero concetto odierno di copyright è una legittimazione morale al furto.
      Originalmente il copyright era pensato solo per permettere ad un autore di guadagnare qualcosa dalla sua opera, come un artigiano che costruisce una sedia e la vende, ma poi dopo deve costruirne un'altra per poterla rivendere.

      In altre parole c'erano due interessi che si equivalevano:
      1) permettere ad un autore di vivere con le sue opere e quindi incentivarne la realizzazione
      2) garantire al pubblico l'accesso alla sua cultura

      Per equilibrare questi due punti il copyright aveva una durata limitata (non ricordo esattamente, mi pare 10 anni, eventualmente rinnovabili dietro il pagamento di una tassa per altri 10 anni una volta sola) e non era automatico (dovevi tu "attivarlo" su richiesta)... il che permetteva da un lato all'autore di poter vivere delle sue opere, eventualmente rinnovando (una volta sola) quelle più lucrative, e dall'altro le vecchie opere (o quelle che non venivano rinnovate) diventavano parte del pubblico dominio, ovvero della cultura di quel popolo. Inoltre l'autore era incentivato a produrre sempre nuove opere e non ad adagiarsi sugli allori.

      Oggi invece hai che il copyright dura non solo per l'intera vita dell'autore, ma anche di un'intera vita delle generazioni successive. È come se l'artigiano che ha fatto la sedia su cui siedi ora continuasse a chiederti una tassa in eterno per far vivere nella bambagia lui e tutta la sua famiglia fino all'ennesima generazione.

      Quindi come vedi siamo già in una cultura che ha ampiamente legittimato il furto in cui l'autore di qualche canzonetta scritta, suonata e cantata in una settimana può potenzialmente ricavarne così tanti soldi da non dover più battere un chiodo per tutta la vita e privando la società della sua cultura.

      Prova ad esempio a pensare alla cultura degli anni 80. È un insieme di film, storie, canzoni... che appunto ne DEFINISCONO la cultura e il periodo storico. Eppure se non continui a pagare gli autori di quei film, canzoni, ecc. non puoi nemmeno mostrare ai tuoi nipotini com'erano quegli anni.

      La cosa peggiore poi è il fatto che se un autore (o un editore) decide che quel libro/canzone/film non è più conveniente per lui diffonderlo... ovvero renderlo commercialmente disponibile, quell'opera rischia davvero di andare perduta per sempre perché se l'editore/autore si rifiuta di stampare quell'opera TU non puoi ottenerla in alcun altro modo legale... e questo significa che fra 100 anni (quando il copyright su quell'opera sarà ANCORA valido) non ci sarà nessuno che la possegga perché nel frattempo i supporti sono andati a puttane e nessuno aveva il diritto di farne delle copie e distribuirle.
      Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
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      Wakko Warner
      Wakkus Horribilis
      il 2016-08-16 03:14:48.0 alle 2016-08-16 03:14:48.0
      Trollate totali: 6779
      Re: è mai esistita o esiste
      Scritto da:
      > una qualche cultura che abbia dato una legittimazione morale al furto?

      L'intero concetto odierno di copyright è una legittimazione morale al furto.
      Originalmente il copyright era pensato solo per permettere ad un autore di guadagnare qualcosa dalla sua opera, come un artigiano che costruisce una sedia e la vende, ma poi dopo deve costruirne un'altra per poterla rivendere.

      In altre parole c'erano due interessi che si equivalevano:
      1) permettere ad un autore di vivere con le sue opere e quindi incentivarne la realizzazione
      2) garantire al pubblico l'accesso alla sua cultura

      Per equilibrare questi due punti il copyright aveva una durata limitata (non ricordo esattamente, mi pare 10 anni, eventualmente rinnovabili dietro il pagamento di una tassa per altri 10 anni una volta sola) e non era automatico (dovevi tu "attivarlo" su richiesta)... il che permetteva da un lato all'autore di poter vivere delle sue opere, eventualmente rinnovando (una volta sola) quelle più lucrative, e dall'altro le vecchie opere (o quelle che non venivano rinnovate) diventavano parte del pubblico dominio, ovvero della cultura di quel popolo. Inoltre l'autore era incentivato a produrre sempre nuove opere e non ad adagiarsi sugli allori.

      Oggi invece hai che il copyright dura non solo per l'intera vita dell'autore, ma anche di un'intera vita delle generazioni successive. È come se l'artigiano che ha fatto la sedia su cui siedi ora continuasse a chiederti una tassa in eterno per far vivere nella bambagia lui e tutta la sua famiglia fino all'ennesima generazione.

      Quindi come vedi siamo già in una cultura che ha ampiamente legittimato il furto in cui l'autore di qualche canzonetta scritta, suonata e cantata in una settimana può potenzialmente ricavarne così tanti soldi da non dover più battere un chiodo per tutta la vita e privando la società della sua cultura.

      Prova ad esempio a pensare alla cultura degli anni 80. È un insieme di film, storie, canzoni... che appunto ne DEFINISCONO la cultura e il periodo storico. Eppure se non continui a pagare gli autori di quei film, canzoni, ecc. non puoi nemmeno mostrare ai tuoi nipotini com'erano quegli anni.

      La cosa peggiore poi è il fatto che se un autore (o un editore) decide che quel libro/canzone/film non è più conveniente per lui diffonderlo... ovvero renderlo commercialmente disponibile, quell'opera rischia davvero di andare perduta per sempre perché se l'editore/autore si rifiuta di stampare quell'opera TU non puoi ottenerla in alcun altro modo legale... e questo significa che fra 100 anni (quando il copyright su quell'opera sarà ANCORA valido) non ci sarà nessuno che la possegga perché nel frattempo i supporti sono andati a puttane e nessuno aveva il diritto di farne delle copie e distribuirle.
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      Wakko Warner
      Wakkus Horribilis
      il 2016-08-16 03:16:36.0 alle 2016-08-16 03:16:36.0
      Trollate totali: 6779
      Re: è mai esistita o esiste
      Scritto da:
      > una qualche cultura che abbia dato una legittimazione morale al furto?

      L'intero concetto odierno di copyright è una legittimazione morale al furto.
      Originalmente il copyright era pensato solo per permettere ad un autore di guadagnare qualcosa dalla sua opera, come un artigiano che costruisce una sedia e la vende, ma poi dopo deve costruirne un'altra per poterla rivendere.

      In altre parole c'erano due interessi che si equivalevano:
      1) permettere ad un autore di vivere con le sue opere e quindi incentivarne la realizzazione
      2) garantire al pubblico l'accesso alla sua cultura

      Per equilibrare questi due punti il copyright aveva una durata limitata (non ricordo esattamente, mi pare 10 anni, eventualmente rinnovabili dietro il pagamento di una tassa per altri 10 anni una volta sola) e non era automatico (dovevi tu "attivarlo" su richiesta)... il che permetteva da un lato all'autore di poter vivere delle sue opere, eventualmente rinnovando (una volta sola) quelle più lucrative, e dall'altro le vecchie opere (o quelle che non venivano rinnovate) diventavano parte del pubblico dominio, ovvero della cultura di quel popolo. Inoltre l'autore era incentivato a produrre sempre nuove opere e non ad adagiarsi sugli allori.

      Oggi invece hai che il copyright dura non solo per l'intera vita dell'autore, ma anche di un'intera vita delle generazioni successive. È come se l'artigiano che ha fatto la sedia su cui siedi ora continuasse a chiederti una tassa in eterno per far vivere nella bambagia lui e tutta la sua famiglia fino all'ennesima generazione.

      Quindi come vedi siamo già in una cultura che ha ampiamente legittimato il furto in cui l'autore di qualche canzonetta scritta, suonata e cantata in una settimana può potenzialmente ricavarne così tanti soldi da non dover più battere un chiodo per tutta la vita e privando la società della sua cultura.

      Prova ad esempio a pensare alla cultura degli anni 80. È un insieme di film, storie, canzoni... che appunto ne DEFINISCONO la cultura e il periodo storico. Eppure se non continui a pagare gli autori di quei film, canzoni, ecc. non puoi nemmeno mostrare ai tuoi nipotini com'erano quegli anni.

      La cosa peggiore poi è il fatto che se un autore (o un editore) decide che quel libro/canzone/film non è più conveniente per lui diffonderlo... ovvero renderlo commercialmente disponibile, quell'opera rischia davvero di andare perduta per sempre perché se l'editore/autore si rifiuta di stampare quell'opera TU non puoi ottenerla in alcun altro modo legale... e questo significa che fra 100 anni (quando il copyright su quell'opera sarà ANCORA valido) non ci sarà nessuno che la possegga perché nel frattempo i supporti sono andati a puttane e nessuno aveva il diritto di farne delle copie e distribuirle.
      Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
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        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2016-08-16 03:21:28.0 alle 2016-08-16 03:21:28.0
        Re: è mai esistita o esiste
        Scritto da: Wakko Warner
        > Scritto da:
        > > una qualche cultura che abbia dato una legittimazione morale al furto?
        >
        > L'intero concetto odierno di copyright è una legittimazione morale al furto.
        > Originalmente il copyright era pensato solo per permettere ad un autore di guadagnare qualcosa dalla sua opera, come un artigiano che costruisce una sedia e la vende, ma poi dopo deve costruirne un'altra per poterla rivendere.
        >
        > In altre parole c'erano due interessi che si equivalevano:
        > 1) permettere ad un autore di vivere con le sue opere e quindi incentivarne la realizzazione
        > 2) garantire al pubblico l'accesso alla sua cultura
        >
        > Per equilibrare questi due punti il copyright aveva una durata limitata (non ricordo esattamente, mi pare 10 anni, eventualmente rinnovabili dietro il pagamento di una tassa per altri 10 anni una volta sola) e non era automatico (dovevi tu "attivarlo" su richiesta)... il che permetteva da un lato all'autore di poter vivere delle sue opere, eventualmente rinnovando (una volta sola) quelle più lucrative, e dall'altro le vecchie opere (o quelle che non venivano rinnovate) diventavano parte del pubblico dominio, ovvero della cultura di quel popolo. Inoltre l'autore era incentivato a produrre sempre nuove opere e non ad adagiarsi sugli allori.
        >
        > Oggi invece hai che il copyright dura non solo per l'intera vita dell'autore, ma anche di un'intera vita delle generazioni successive. È come se l'artigiano che ha fatto la sedia su cui siedi ora continuasse a chiederti una tassa in eterno per far vivere nella bambagia lui e tutta la sua famiglia fino all'ennesima generazione.
        >
        > Quindi come vedi siamo già in una cultura che ha ampiamente legittimato il furto in cui l'autore di qualche canzonetta scritta, suonata e cantata in una settimana può potenzialmente ricavarne così tanti soldi da non dover più battere un chiodo per tutta la vita e privando la società della sua cultura.
        >
        > Prova ad esempio a pensare alla cultura degli anni 80. È un insieme di film, storie, canzoni... che appunto ne DEFINISCONO la cultura e il periodo storico. Eppure se non continui a pagare gli autori di quei film, canzoni, ecc. non puoi nemmeno mostrare ai tuoi nipotini com'erano quegli anni.
        >
        > La cosa peggiore poi è il fatto che se un autore (o un editore) decide che quel libro/canzone/film non è più conveniente per lui diffonderlo... ovvero renderlo commercialmente disponibile, quell'opera rischia davvero di andare perduta per sempre perché se l'editore/autore si rifiuta di stampare quell'opera TU non puoi ottenerla in alcun altro modo legale... e questo significa che fra 100 anni (quando il copyright su quell'opera sarà ANCORA valido) non ci sarà nessuno che la possegga perché nel frattempo i supporti sono andati a puttane e nessuno aveva il diritto di farne delle copie e distribuirle.

        perchè invece di postare tre volte a colpa del captcha che si inceppa sempre non dai una sistemata al codice ci questo foro che arranca sempre di più in preda a una dirigenza irresponsabile? Arrabbiato Arrabbiato
        • Avatar
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          Scritto da
          Wakko Warner
          Wakkus Horribilis
          il 2016-08-16 03:25:29.0 alle 2016-08-16 03:25:29.0
          Trollate totali: 6779
          Re: è mai esistita o esiste
          Scritto da:
          > Scritto da: Wakko Warner
          > > Scritto da:
          > > > una qualche cultura che abbia dato una legittimazione morale al furto?
          > >
          > > L'intero concetto odierno di copyright è una legittimazione morale al furto.
          > > Originalmente il copyright era pensato solo per permettere ad un autore di guadagnare qualcosa dalla sua opera, come un artigiano che costruisce una sedia e la vende, ma poi dopo deve costruirne un'altra per poterla rivendere.
          > >
          > > In altre parole c'erano due interessi che si equivalevano:
          > > 1) permettere ad un autore di vivere con le sue opere e quindi incentivarne la realizzazione
          > > 2) garantire al pubblico l'accesso alla sua cultura
          > >
          > > Per equilibrare questi due punti il copyright aveva una durata limitata (non ricordo esattamente, mi pare 10 anni, eventualmente rinnovabili dietro il pagamento di una tassa per altri 10 anni una volta sola) e non era automatico (dovevi tu "attivarlo" su richiesta)... il che permetteva da un lato all'autore di poter vivere delle sue opere, eventualmente rinnovando (una volta sola) quelle più lucrative, e dall'altro le vecchie opere (o quelle che non venivano rinnovate) diventavano parte del pubblico dominio, ovvero della cultura di quel popolo. Inoltre l'autore era incentivato a produrre sempre nuove opere e non ad adagiarsi sugli allori.
          > >
          > > Oggi invece hai che il copyright dura non solo per l'intera vita dell'autore, ma anche di un'intera vita delle generazioni successive. È come se l'artigiano che ha fatto la sedia su cui siedi ora continuasse a chiederti una tassa in eterno per far vivere nella bambagia lui e tutta la sua famiglia fino all'ennesima generazione.
          > >
          > > Quindi come vedi siamo già in una cultura che ha ampiamente legittimato il furto in cui l'autore di qualche canzonetta scritta, suonata e cantata in una settimana può potenzialmente ricavarne così tanti soldi da non dover più battere un chiodo per tutta la vita e privando la società della sua cultura.
          > >
          > > Prova ad esempio a pensare alla cultura degli anni 80. È un insieme di film, storie, canzoni... che appunto ne DEFINISCONO la cultura e il periodo storico. Eppure se non continui a pagare gli autori di quei film, canzoni, ecc. non puoi nemmeno mostrare ai tuoi nipotini com'erano quegli anni.
          > >
          > > La cosa peggiore poi è il fatto che se un autore (o un editore) decide che quel libro/canzone/film non è più conveniente per lui diffonderlo... ovvero renderlo commercialmente disponibile, quell'opera rischia davvero di andare perduta per sempre perché se l'editore/autore si rifiuta di stampare quell'opera TU non puoi ottenerla in alcun altro modo legale... e questo significa che fra 100 anni (quando il copyright su quell'opera sarà ANCORA valido) non ci sarà nessuno che la possegga perché nel frattempo i supporti sono andati a puttane e nessuno aveva il diritto di farne delle copie e distribuirle.
          >
          > perchè invece di postare tre volte a colpa del captcha che si inceppa sempre non dai una sistemata al codice ci questo foro che arranca sempre di più in preda a una dirigenza irresponsabile? Arrabbiato Arrabbiato

          No, non è il ciapa, non so che cazzo è. Semplicemente il post si è inchiodato per tre volte... è l'unico forum su cui succedono cose del genere... A bocca storta
          Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
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            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2016-08-16 03:32:53.0 alle 2016-08-16 03:32:53.0
            Re: è mai esistita o esiste
            Scritto da: Wakko Warner
            > Scritto da:
            > > Scritto da: Wakko Warner
            > > > Scritto da:
            > > > > una qualche cultura che abbia dato una legittimazione morale al furto?
            > > >
            > > > L'intero concetto odierno di copyright è una legittimazione morale al furto.
            > > > Originalmente il copyright era pensato solo per permettere ad un autore di guadagnare qualcosa dalla sua opera, come un artigiano che costruisce una sedia e la vende, ma poi dopo deve costruirne un'altra per poterla rivendere.
            > > >
            > > > In altre parole c'erano due interessi che si equivalevano:
            > > > 1) permettere ad un autore di vivere con le sue opere e quindi incentivarne la realizzazione
            > > > 2) garantire al pubblico l'accesso alla sua cultura
            > > >
            > > > Per equilibrare questi due punti il copyright aveva una durata limitata (non ricordo esattamente, mi pare 10 anni, eventualmente rinnovabili dietro il pagamento di una tassa per altri 10 anni una volta sola) e non era automatico (dovevi tu "attivarlo" su richiesta)... il che permetteva da un lato all'autore di poter vivere delle sue opere, eventualmente rinnovando (una volta sola) quelle più lucrative, e dall'altro le vecchie opere (o quelle che non venivano rinnovate) diventavano parte del pubblico dominio, ovvero della cultura di quel popolo. Inoltre l'autore era incentivato a produrre sempre nuove opere e non ad adagiarsi sugli allori.
            > > >
            > > > Oggi invece hai che il copyright dura non solo per l'intera vita dell'autore, ma anche di un'intera vita delle generazioni successive. È come se l'artigiano che ha fatto la sedia su cui siedi ora continuasse a chiederti una tassa in eterno per far vivere nella bambagia lui e tutta la sua famiglia fino all'ennesima generazione.
            > > >
            > > > Quindi come vedi siamo già in una cultura che ha ampiamente legittimato il furto in cui l'autore di qualche canzonetta scritta, suonata e cantata in una settimana può potenzialmente ricavarne così tanti soldi da non dover più battere un chiodo per tutta la vita e privando la società della sua cultura.
            > > >
            > > > Prova ad esempio a pensare alla cultura degli anni 80. È un insieme di film, storie, canzoni... che appunto ne DEFINISCONO la cultura e il periodo storico. Eppure se non continui a pagare gli autori di quei film, canzoni, ecc. non puoi nemmeno mostrare ai tuoi nipotini com'erano quegli anni.
            > > >
            > > > La cosa peggiore poi è il fatto che se un autore (o un editore) decide che quel libro/canzone/film non è più conveniente per lui diffonderlo... ovvero renderlo commercialmente disponibile, quell'opera rischia davvero di andare perduta per sempre perché se l'editore/autore si rifiuta di stampare quell'opera TU non puoi ottenerla in alcun altro modo legale... e questo significa che fra 100 anni (quando il copyright su quell'opera sarà ANCORA valido) non ci sarà nessuno che la possegga perché nel frattempo i supporti sono andati a puttane e nessuno aveva il diritto di farne delle copie e distribuirle.
            > >
            > > perchè invece di postare tre volte a colpa del captcha che si inceppa sempre non dai una sistemata al codice ci questo foro che arranca sempre di più in preda a una dirigenza irresponsabile? Arrabbiato Arrabbiato
            >
            > No, non è il ciapa, non so che cazzo è. Semplicemente il post si è inchiodato per tre volte... è l'unico forum su cui succedono cose del genere... A bocca storta

            si accade anche a me, si blocca l'invio ma empiricamente noto che accade dopo che metti più volte il captcha ..dopo diventa isterico e ti conviene riaprire una nuova tab e riscrivere tutto
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              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2016-08-16 03:38:40.0 alle 2016-08-16 03:38:40.0
              Re: è mai esistita o esiste
              tu dai per assodato che il furto sia male

              rubare al ladro che ti deruba è male? rubare a chi ti impedisce di lavorare è male?

              in genere il furto è male perchè quasi mai il ladro consente la reciprocità, chi ruba accetterebbe che tu andassi a replicare quello che lui fa a casa sua?se no è una contraddizione vivente e le contraddizioni non possono sussistere
              • Avatar
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                Scritto da
                Wakko Warner
                Wakkus Horribilis
                il 2016-08-16 03:53:39.0 alle 2016-08-16 03:53:39.0
                Trollate totali: 6779
                Re: è mai esistita o esiste
                Scritto da:
                > tu dai per assodato che il furto sia male

                "Furto" significa privare qualcuno di qualcosa che è già suo.
                Perciò, se vengo a casa tua e ti porto via il tavolo quello è furto.
                Se invece copio un MP3 quello non è furto perché non lo sto portando via a chi lo possedeva prima e non è affatto detto che in mancanza della copia gratuita io l'avrei comprato. Una fotocopia, allo stesso modo, non è un furto.
                D'altro canto se uso la legge per privare la società della sua cultura, quello è un furto intellettuale.

                > rubare al ladro che ti deruba è male?

                Non è furto, perché ti stai riprendendo cose già tue. Non è che quando un ladro ti ruba una sedia quella sedia cambia di proprietario e diventa sua... continua ad essere tua.

                > rubare a chi ti impedisce di lavorare è male?

                Non è furto neanche questo, perché non è che qualcuno ti ha "rubato" il lavoro, dato che "il lavoro" non è qualcosa che puoi possedere (ma è uno "scambio di favori") e in questo caso non lo possedevi nemmeno prima. Il termine "furto" si applica solo alle cose (materiali o meno) che già possiedi.

                Quello che dici è un problema diverso, ma non è corretto chiamarlo "furto", non so quale sia il termine corretto da applicare nel tuo caso.

                > in genere il furto è male perchè quasi mai il ladro consente la reciprocità, chi ruba accetterebbe che tu andassi a replicare quello che lui fa a casa sua?se no è una contraddizione vivente e le contraddizioni non possono sussistere

                Il furto è male perché qualcuno si sta appropriando di qualcosa che è mia e che non gli spetta.
                Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
                • Avatar
                  Scritto da
                  Non Autenticato
                  il 2016-08-16 03:56:48.0 alle 2016-08-16 03:56:48.0
                  Re: è mai esistita o esiste
                  Scritto da: Wakko Warner
                  > Scritto da:
                  > > tu dai per assodato che il furto sia male
                  >
                  > "Furto" significa privare qualcuno di qualcosa che è già suo.
                  > Perciò, se vengo a casa tua e ti porto via il tavolo quello è furto.
                  > Se invece copio un MP3 quello non è furto perché non lo sto portando via a chi lo possedeva prima e non è affatto detto che in mancanza della copia gratuita io l'avrei comprato. Una fotocopia, allo stesso modo, non è un furto.
                  > D'altro canto se uso la legge per privare la società della sua cultura, quello è un furto intellettuale.
                  >
                  > > rubare al ladro che ti deruba è male?
                  >
                  > Non è furto, perché ti stai riprendendo cose già tue. Non è che quando un ladro ti ruba una sedia quella sedia cambia di proprietario e diventa sua... continua ad essere tua.
                  >
                  > > rubare a chi ti impedisce di lavorare è male?
                  >
                  > Non è furto neanche questo, perché non è che qualcuno ti ha "rubato" il lavoro, dato che "il lavoro" non è qualcosa che puoi possedere (ma è uno "scambio di favori") e in questo caso non lo possedevi nemmeno prima. Il termine "furto" si applica solo alle cose (materiali o meno) che già possiedi.
                  >
                  > Quello che dici è un problema diverso, ma non è corretto chiamarlo "furto", non so quale sia il termine corretto da applicare nel tuo caso.

                  genocidio individuale? persecuzione?

                  >
                  > > in genere il furto è male perchè quasi mai il ladro consente la reciprocità, chi ruba accetterebbe che tu andassi a replicare quello che lui fa a casa sua?se no è una contraddizione vivente e le contraddizioni non possono sussistere
                  >
                  > Il furto è male perché qualcuno si sta appropriando di qualcosa che è mia e che non gli spetta.
                • Avatar
                  Scritto da
                  Non Autenticato
                  il 2016-08-16 04:00:30.0 alle 2016-08-16 04:00:30.0
                  Re: è mai esistita o esiste
                  Scritto da: Wakko Warner
                  > Scritto da:
                  > > tu dai per assodato che il furto sia male
                  >
                  > "Furto" significa privare qualcuno di qualcosa che è già suo.
                  > Perciò, se vengo a casa tua e ti porto via il tavolo quello è furto.
                  > Se invece copio un MP3 quello non è furto perché non lo sto portando via a chi lo possedeva prima e non è affatto detto che in mancanza della copia gratuita io l'avrei comprato. Una fotocopia, allo stesso modo, non è un furto.
                  > D'altro canto se uso la legge per privare la società della sua cultura, quello è un furto intellettuale.
                  >
                  > > rubare al ladro che ti deruba è male?
                  >
                  > Non è furto, perché ti stai riprendendo cose già tue. Non è che quando un ladro ti ruba una sedia quella sedia cambia di proprietario e diventa sua... continua ad essere tua.
                  >
                  > > rubare a chi ti impedisce di lavorare è male?
                  >
                  > Non è furto neanche questo, perché non è che qualcuno ti ha "rubato" il lavoro, dato che "il lavoro" non è qualcosa che puoi possedere (ma è uno "scambio di favori") e in questo caso non lo possedevi nemmeno prima. Il termine "furto" si applica solo alle cose (materiali o meno) che già possiedi.
                  >
                  > Quello che dici è un problema diverso, ma non è corretto chiamarlo "furto", non so quale sia il termine corretto da applicare nel tuo caso.

                  esproprio di diritti naturali?


                  >
                  > > in genere il furto è male perchè quasi mai il ladro consente la reciprocità, chi ruba accetterebbe che tu andassi a replicare quello che lui fa a casa sua?se no è una contraddizione vivente e le contraddizioni non possono sussistere
                  >
                  > Il furto è male perché qualcuno si sta appropriando di qualcosa che è mia e che non gli spetta.
            • Avatar
              ☺
              Scritto da
              Wakko Warner
              Wakkus Horribilis
              il 2016-08-16 03:42:07.0 alle 2016-08-16 03:42:07.0
              Trollate totali: 6779
              Re: è mai esistita o esiste
              Scritto da:
              > Scritto da: Wakko Warner
              > > Scritto da:
              > > > Scritto da: Wakko Warner
              > > > > Scritto da:
              > > > > > una qualche cultura che abbia dato una legittimazione morale al furto?
              > > > >
              > > > > L'intero concetto odierno di copyright è una legittimazione morale al furto.
              > > > > Originalmente il copyright era pensato solo per permettere ad un autore di guadagnare qualcosa dalla sua opera, come un artigiano che costruisce una sedia e la vende, ma poi dopo deve costruirne un'altra per poterla rivendere.
              > > > >
              > > > > In altre parole c'erano due interessi che si equivalevano:
              > > > > 1) permettere ad un autore di vivere con le sue opere e quindi incentivarne la realizzazione
              > > > > 2) garantire al pubblico l'accesso alla sua cultura
              > > > >
              > > > > Per equilibrare questi due punti il copyright aveva una durata limitata (non ricordo esattamente, mi pare 10 anni, eventualmente rinnovabili dietro il pagamento di una tassa per altri 10 anni una volta sola) e non era automatico (dovevi tu "attivarlo" su richiesta)... il che permetteva da un lato all'autore di poter vivere delle sue opere, eventualmente rinnovando (una volta sola) quelle più lucrative, e dall'altro le vecchie opere (o quelle che non venivano rinnovate) diventavano parte del pubblico dominio, ovvero della cultura di quel popolo. Inoltre l'autore era incentivato a produrre sempre nuove opere e non ad adagiarsi sugli allori.
              > > > >
              > > > > Oggi invece hai che il copyright dura non solo per l'intera vita dell'autore, ma anche di un'intera vita delle generazioni successive. È come se l'artigiano che ha fatto la sedia su cui siedi ora continuasse a chiederti una tassa in eterno per far vivere nella bambagia lui e tutta la sua famiglia fino all'ennesima generazione.
              > > > >
              > > > > Quindi come vedi siamo già in una cultura che ha ampiamente legittimato il furto in cui l'autore di qualche canzonetta scritta, suonata e cantata in una settimana può potenzialmente ricavarne così tanti soldi da non dover più battere un chiodo per tutta la vita e privando la società della sua cultura.
              > > > >
              > > > > Prova ad esempio a pensare alla cultura degli anni 80. È un insieme di film, storie, canzoni... che appunto ne DEFINISCONO la cultura e il periodo storico. Eppure se non continui a pagare gli autori di quei film, canzoni, ecc. non puoi nemmeno mostrare ai tuoi nipotini com'erano quegli anni.
              > > > >
              > > > > La cosa peggiore poi è il fatto che se un autore (o un editore) decide che quel libro/canzone/film non è più conveniente per lui diffonderlo... ovvero renderlo commercialmente disponibile, quell'opera rischia davvero di andare perduta per sempre perché se l'editore/autore si rifiuta di stampare quell'opera TU non puoi ottenerla in alcun altro modo legale... e questo significa che fra 100 anni (quando il copyright su quell'opera sarà ANCORA valido) non ci sarà nessuno che la possegga perché nel frattempo i supporti sono andati a puttane e nessuno aveva il diritto di farne delle copie e distribuirle.
              > > >
              > > > perchè invece di postare tre volte a colpa del captcha che si inceppa sempre non dai una sistemata al codice ci questo foro che arranca sempre di più in preda a una dirigenza irresponsabile? Arrabbiato Arrabbiato
              > >
              > > No, non è il ciapa, non so che cazzo è. Semplicemente il post si è inchiodato per tre volte... è l'unico forum su cui succedono cose del genere... A bocca storta
              >
              > si accade anche a me, si blocca l'invio ma empiricamente noto che accade dopo che metti più volte il captcha ..dopo diventa isterico e ti conviene riaprire una nuova tab e riscrivere tutto

              Io sono loggato, non ho il ciapa...
              Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
          • Avatar
            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2016-08-16 04:28:32.0 alle 2016-08-16 04:28:32.0
            Re: è mai esistita o esiste
            Scritto da: Wakko Warner
            > Scritto da:
            > > Scritto da: Wakko Warner
            > > > Scritto da:
            > > > > una qualche cultura che abbia dato una legittimazione morale al furto?
            > > >
            > > > L'intero concetto odierno di copyright è una legittimazione morale al furto.
            > > > Originalmente il copyright era pensato solo per permettere ad un autore di guadagnare qualcosa dalla sua opera, come un artigiano che costruisce una sedia e la vende, ma poi dopo deve costruirne un'altra per poterla rivendere.
            > > >
            > > > In altre parole c'erano due interessi che si equivalevano:
            > > > 1) permettere ad un autore di vivere con le sue opere e quindi incentivarne la realizzazione
            > > > 2) garantire al pubblico l'accesso alla sua cultura
            > > >
            > > > Per equilibrare questi due punti il copyright aveva una durata limitata (non ricordo esattamente, mi pare 10 anni, eventualmente rinnovabili dietro il pagamento di una tassa per altri 10 anni una volta sola) e non era automatico (dovevi tu "attivarlo" su richiesta)... il che permetteva da un lato all'autore di poter vivere delle sue opere, eventualmente rinnovando (una volta sola) quelle più lucrative, e dall'altro le vecchie opere (o quelle che non venivano rinnovate) diventavano parte del pubblico dominio, ovvero della cultura di quel popolo. Inoltre l'autore era incentivato a produrre sempre nuove opere e non ad adagiarsi sugli allori.
            > > >
            > > > Oggi invece hai che il copyright dura non solo per l'intera vita dell'autore, ma anche di un'intera vita delle generazioni successive. È come se l'artigiano che ha fatto la sedia su cui siedi ora continuasse a chiederti una tassa in eterno per far vivere nella bambagia lui e tutta la sua famiglia fino all'ennesima generazione.
            > > >
            > > > Quindi come vedi siamo già in una cultura che ha ampiamente legittimato il furto in cui l'autore di qualche canzonetta scritta, suonata e cantata in una settimana può potenzialmente ricavarne così tanti soldi da non dover più battere un chiodo per tutta la vita e privando la società della sua cultura.
            > > >
            > > > Prova ad esempio a pensare alla cultura degli anni 80. È un insieme di film, storie, canzoni... che appunto ne DEFINISCONO la cultura e il periodo storico. Eppure se non continui a pagare gli autori di quei film, canzoni, ecc. non puoi nemmeno mostrare ai tuoi nipotini com'erano quegli anni.
            > > >
            > > > La cosa peggiore poi è il fatto che se un autore (o un editore) decide che quel libro/canzone/film non è più conveniente per lui diffonderlo... ovvero renderlo commercialmente disponibile, quell'opera rischia davvero di andare perduta per sempre perché se l'editore/autore si rifiuta di stampare quell'opera TU non puoi ottenerla in alcun altro modo legale... e questo significa che fra 100 anni (quando il copyright su quell'opera sarà ANCORA valido) non ci sarà nessuno che la possegga perché nel frattempo i supporti sono andati a puttane e nessuno aveva il diritto di farne delle copie e distribuirle.
            > >
            > > perchè invece di postare tre volte a colpa del captcha che si inceppa sempre non dai una sistemata al codice ci questo foro che arranca sempre di più in preda a una dirigenza irresponsabile? Arrabbiato Arrabbiato
            >
            > No, non è il ciapa, non so che cazzo è. Semplicemente il post si è inchiodato per tre volte... è l'unico forum su cui succedono cose del genere... A bocca storta

            Pensavo potesse essere un deadlock con n altro post, ma a quest'ora?
<softv>

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