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se ne va, forse domaniScritto daNon Autenticatoil 2016-06-07 15:06:04.0 alle 2016-06-07 15:06:04.0Non riesco manco a salutarlo, lo farà il Fazz, meglio così perché mi sà che gli butterei addosso una valanga di merda.
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Re: se ne va, forse domaniScritto daNon Autenticatoil 2016-06-07 15:41:04.0 alle 2016-06-07 15:41:04.0> Non riesco manco a salutarlo, lo farà il Fazz, meglio così perché mi sà che gli butterei addosso una valanga di merda.
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Ma com'è che l'avete conosciuto? Perché proprio lui?-
Re: se ne va, forse domaniScritto daNon Autenticatoil 2016-06-07 18:14:59.0 alle 2016-06-07 18:14:59.0Scritto da:
> > Non riesco manco a salutarlo, lo farà il Fazz, meglio così perché mi sà che gli butterei addosso una valanga di merda.
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> Ma com'è che l'avete conosciuto? Perché proprio lui?
L'ho conosciuto io nel 2002 su icq, una volta siamo usciti al cinema, era tutto timidoso e molto religioso e molto solo, così ho pensato di fargli conoscere la mia amica, supponendo che la sua conoscenza col genere femminile fosse assai limitato, giusto perché così uscisse un po' dal suo mondo.
Così uscivamo assieme qualche volta a far volontariato o per scampagnate per la campagna noi tre.
Accadde che mia zia fu internata per un tumore al cervello e io corsi ad acudire il nonno in brianza per non lasciarlo finire in casa di riposo.
L'amico continuò a frequentare l'amica per le feste di capodanno, e a volte veniva a trovarmi in brianza.
Mia zia ritorno' dall'ospedale ed inizio a cagare il cazzo col fatto che io e l'amico dovevamo metterci assieme, anche l'amica lo faceva.
Ma io a quei tempi odiavo i maschi, e avevo il nonno per la testa, e anche se mi trovavo bene a studiare con l'amico e a fargli da confessore, ho avuto paura che il continuo rompimento di coglioni dell'amica e della zia lo confondessero.
Poi parti' per la bolivia perché mio padre era moribondo, e accadde quel che accadde, ritornai in europa ed ero completamente fuori di testa, l'amico e l'amica vennero a prendermi all'aeroporto e quando ci salutammo lui mi abbraccio forte, io per reazione lo spinsi via con molta forza.
Da allora chiusi i contatti reali, rimanenno amici solo online, inoltre l'amica gliene disse di tutti i colori perché secondo lei non so, cosa sia accaduto tra di loro, la madre di lei l'aveva visto come un ottimo compagno per la figlia.
Il tempo passò, e ogni tot ci si sentiva online,lui depresso perché era stato licenziato, non sapeva cosa fare e si divertiva a fare i lieviti, è lì l'idea del Fazz, - digli di venire qua a fare la pizza-, io gli dissi che se gli piaceva cucinare e fare cose nel forno, nel mondo esistevano possibilità.
Lui si iscrisse ad un corso di panettiere del comune, fece lo stage di otto mesi. Tra alti e bassi voleva lavorare lì o venire qui, intanto noi ci siamo messi a fare prove e a fantasticare, fare ricerche su farine ed altri elementi per la paneteria e pasticceria qui, così a tempo perso.
L'amico mi chiedeva cose, voleva fare le cose alla grande, io conosco l'ambiente perché mia madre vendeva il miele bio del Sire e avevo un'idea del mazzo che bisogna fare per presentare dei prodotti e venderli, sempre e quando questi siano buoni, e qui la concorrenza è molto povera nella qualità.
Dunque abbiamo iniziato a parlare di una società e l'amico sembrava interessato.
Io e il Fazz abbiamo pensato a quasi tutto, mancava solo lui per fare i prodotti, io ne avevo alcuni da parte mia, perché intanto abbiamo fatto delle prove pure noi.
Purtroppo lui è arrivato e io l'ho portato da una ex panettiera in pensione per avere consigli, gli ho fatto girare i mercati in cerca di materiale, ha comprato pure i grembiuli, e io dovevo trattare per tutto, ma sai "società", significa tanto sbatti per crearla, lui doveva solo dire di cosa aveva bisogno e io dovevo occuparmi di trovargli le cose al minor prezzo, oltre a dargli tutti i miei contatti in questa città, oltre alle idee, perché lui non aveva la vaga idea di come vendere, farsi pubblicità o la distribuzione. La rete di contatti sono quella rete che aveva mia madre, e in quanto figlia di mia madre posso umilmente usare, ma una volta che me la gioco è andata, oltre al fatto che ci mettevo la faccia, e come direbbe Giambo sono persone di un ceto sociale con le quali non scherzi.
Lui sembrava preso, poi al momento di parlare seriamente della società con me e il Fazz, si è incazzato, forse perché pensava che noi lo volessimo sfruttare, ma non ha capito che l'inversione era di tutti e tre fiorisse o fallisse e che ognuno avrebbe ricevuto uno stipendio a seconda delle mansioni, la sua più alta in quanto anche panettiere. Fatto sta che, poi disse che voleva da solo, io e il Fazz lo incentivammo ugualmente, e gli consigliavamo di iniziare da piccolo e poi crescere, ugualmente gli presentai alcuni dei miei contatti, gli diedi idee, ovvio però che però molte idee che avevo per la società me le sono tenute per me.
I miei contatti lo consigliavano e gli davano idee.
Infine lo aiutai per due giorni a girare mercati per il forno ed il frigo, e notai che non era per nulla organizzato, e mi chiedeva sempre approvazione su tutto.
Io gli dissi che era la sua impresa e io non volevo il peso delle decisioni. Io lo aiutavo come amica e fine.
Però commisse l'errore di dirmi - santa Campesina, dovrò fare tante focacce per ripagarti- al che mi son girate le palle, avrei preferito un grazie o un ti devo qualcosa per lo sbatti visto che per due giorni hai trattato parlando, chiedendo in tanti negozi, ho faticato come una merda per fargli avere dei prezzi decenti, ovviamente non volevo nulla ma almeno il gesto se proprio vuoi dire qualcosa.
Ma quel ti ripaghero in focacce mi ha fatto sentire che il mio tempo, lavoro non valesse nulla. Il giramento di coglioni è aumentato quando insisteva che stessi con lui a chiaccherare la notte, quando io non avevo più fiato ed ero stanca, volevo solo andare a letto e sentire il Fazz e le vicende della Fazenda, invece l'amico è venuto pure a bussare alla porta per darmi la buonanotte, ovvero chiaccherare.
E prima gli avevo chiarito che io sono una vecchia settantenne, che se sono stanca voglio stare per cazzi miei e ne ho tutto il sacrosanto diritto di farlo e non accetto null'altro. E poi quel giorno siamo stati assieme a parlare per la sua impresa solo 11 ore di filato.
Questa mancanza di rispetto nei miei confronti mi ha fatto letteralmente imbestialire.
Poi sono tornata alla Fazenda il giorno dopo, e l'amico mi chiamava per risolvergli delle questioni che poteva fare lui,ma era più comodo che io mi sbrogliassi in telefonate a mie spese per chiarirgli dei dubbi rispetto al forno, inoltre mi fissava appuntamenti per i giorni successivi.
Ero diventata praticamente la sua tuttofare, nel senso dovevo stare ai suoi ordini, e lui mi avrebbe ripagato con delle focacce.
Col cazzo.
Poi, dimostrami che ti sbatti e se proprio non ci riesci, uno ti da una mano, ma anche due, vedere una persona che ci prova, che si sbatte per creare qualcosa di suo è bello da vedere e dunque vuoi aiutarlo perché vedi che ci si impegna. Ma se quello sta fermo, si lagna e si aspetta che sia tu a fare tutto. Beh, col cazzo che muovo un dito.
E poi hai un forno gigante, non fai 4 teglie con un solo impasto,usando elementi scadenti che costano poco.
Minimo provi diversi impasti per ogni teglia e fai le prove.
Di quelle 6 prove che ha fatto in un mese, non ha mai impastato nulla a mano, tutto nell'impastatrice e tutto uguale.
Cazzo al giorno doveva farne minimo 5 o 10 di prove.
Inoltre che l'amica ex panettiera ci aveva detto quale fosse la farina migliore, il burro migliore e l'olio per pane e pizze.
Ma no, l'amico voleva spendere poco nei ingredienti.
Pure il Fazz ha dovuto dargli consigli su come inumidire la pasta della focaccia.
E l'amico aveva fatto 8 mesi lavando teglie e facendo focacce. In teoria le focacce erano il suo cavallo di battaglia.
Ma io seguendo una ricetta online, il Fazz ama la casualità d'ingredienti, e comunque facendo diverse prove abbiamo avuto dei risultati più buoni dell'amico panettiere. Noi le facevamo per noi usando ingredienti buoni e impastiamo a mano, tra risate e scherzi. Ma di sapore e consistenza la nostra focaccia genovese era venuta abbastanza decente per due ignoranti che ci provavano per la prima volta.
Potevamo anche farlo con lui, dargli una mano nelle ricette e nella cucina, ma lui ci ha esclusi perché lui è il più figo e sà cosa fa. Dunque ciccia.
E domani se ne va, e ha già chiesto al Fazz quanto costa il taxi fino all'aeroporto, così tutto il resto lo cambia in euro.
Questo fa presupporre che manco 30 euro per l'energia elettrica del suo frigo pensa di restituirmi.
Ma amen, chissenefrega. Non diventerò povera, ho ospitato un amico per un mese e mezzo, fine. Me lo posso permettere? Ma anche sì, stringeremo la cinghia altrove.
Però ora non so se valga la pena considerarlo un amico.
Mi sà che una volta che arriva sano e salvo, io chiudo i contatti e fine.
Poi oh, forse ho sbagliato io e sono una stronza di prima e la mia concezione del mondo è errata, chissà.
Ma anche no.
Contenti, sappiate che avete molti neuroni in meno.
ma tanti tanti in meno.
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Re: se ne va, forse domaniScritto da:
> Scritto da:
> > > Non riesco manco a salutarlo, lo farà il Fazz, meglio così perché mi sà che gli butterei addosso una valanga di merda.
> > >
> >
> > Ma com'è che l'avete conosciuto? Perché proprio lui?
> L'ho conosciuto io nel 2002 su icq, una volta siamo usciti al cinema, era tutto timidoso e molto religioso e molto solo, così ho pensato di fargli conoscere la mia amica, supponendo che la sua conoscenza col genere femminile fosse assai limitato, giusto perché così uscisse un po' dal suo mondo.
> Così uscivamo assieme qualche volta a far volontariato o per scampagnate per la campagna noi tre.
> Accadde che mia zia fu internata per un tumore al cervello e io corsi ad acudire il nonno in brianza per non lasciarlo finire in casa di riposo.
> L'amico continuò a frequentare l'amica per le feste di capodanno, e a volte veniva a trovarmi in brianza.
> Mia zia ritorno' dall'ospedale ed inizio a cagare il cazzo col fatto che io e l'amico dovevamo metterci assieme, anche l'amica lo faceva.
> Ma io a quei tempi odiavo i maschi, e avevo il nonno per la testa, e anche se mi trovavo bene a studiare con l'amico e a fargli da confessore, ho avuto paura che il continuo rompimento di coglioni dell'amica e della zia lo confondessero.
> Poi parti' per la bolivia perché mio padre era moribondo, e accadde quel che accadde, ritornai in europa ed ero completamente fuori di testa, l'amico e l'amica vennero a prendermi all'aeroporto e quando ci salutammo lui mi abbraccio forte, io per reazione lo spinsi via con molta forza.
> Da allora chiusi i contatti reali, rimanenno amici solo online, inoltre l'amica gliene disse di tutti i colori perché secondo lei non so, cosa sia accaduto tra di loro, la madre di lei l'aveva visto come un ottimo compagno per la figlia.
> Il tempo passò, e ogni tot ci si sentiva online,lui depresso perché era stato licenziato, non sapeva cosa fare e si divertiva a fare i lieviti, è lì l'idea del Fazz, - digli di venire qua a fare la pizza-, io gli dissi che se gli piaceva cucinare e fare cose nel forno, nel mondo esistevano possibilità.
> Lui si iscrisse ad un corso di panettiere del comune, fece lo stage di otto mesi. Tra alti e bassi voleva lavorare lì o venire qui, intanto noi ci siamo messi a fare prove e a fantasticare, fare ricerche su farine ed altri elementi per la paneteria e pasticceria qui, così a tempo perso.
> L'amico mi chiedeva cose, voleva fare le cose alla grande, io conosco l'ambiente perché mia madre vendeva il miele bio del Sire e avevo un'idea del mazzo che bisogna fare per presentare dei prodotti e venderli, sempre e quando questi siano buoni, e qui la concorrenza è molto povera nella qualità.
> Dunque abbiamo iniziato a parlare di una società e l'amico sembrava interessato.
> Io e il Fazz abbiamo pensato a quasi tutto, mancava solo lui per fare i prodotti, io ne avevo alcuni da parte mia, perché intanto abbiamo fatto delle prove pure noi.
> Purtroppo lui è arrivato e io l'ho portato da una ex panettiera in pensione per avere consigli, gli ho fatto girare i mercati in cerca di materiale, ha comprato pure i grembiuli, e io dovevo trattare per tutto, ma sai "società", significa tanto sbatti per crearla, lui doveva solo dire di cosa aveva bisogno e io dovevo occuparmi di trovargli le cose al minor prezzo, oltre a dargli tutti i miei contatti in questa città, oltre alle idee, perché lui non aveva la vaga idea di come vendere, farsi pubblicità o la distribuzione. La rete di contatti sono quella rete che aveva mia madre, e in quanto figlia di mia madre posso umilmente usare, ma una volta che me la gioco è andata, oltre al fatto che ci mettevo la faccia, e come direbbe Giambo sono persone di un ceto sociale con le quali non scherzi.
> Lui sembrava preso, poi al momento di parlare seriamente della società con me e il Fazz, si è incazzato, forse perché pensava che noi lo volessimo sfruttare, ma non ha capito che l'inversione era di tutti e tre fiorisse o fallisse e che ognuno avrebbe ricevuto uno stipendio a seconda delle mansioni, la sua più alta in quanto anche panettiere. Fatto sta che, poi disse che voleva da solo, io e il Fazz lo incentivammo ugualmente, e gli consigliavamo di iniziare da piccolo e poi crescere, ugualmente gli presentai alcuni dei miei contatti, gli diedi idee, ovvio però che però molte idee che avevo per la società me le sono tenute per me.
> I miei contatti lo consigliavano e gli davano idee.
> Infine lo aiutai per due giorni a girare mercati per il forno ed il frigo, e notai che non era per nulla organizzato, e mi chiedeva sempre approvazione su tutto.
> Io gli dissi che era la sua impresa e io non volevo il peso delle decisioni. Io lo aiutavo come amica e fine.
> Però commisse l'errore di dirmi - santa Campesina, dovrò fare tante focacce per ripagarti- al che mi son girate le palle, avrei preferito un grazie o un ti devo qualcosa per lo sbatti visto che per due giorni hai trattato parlando, chiedendo in tanti negozi, ho faticato come una merda per fargli avere dei prezzi decenti, ovviamente non volevo nulla ma almeno il gesto se proprio vuoi dire qualcosa.
> Ma quel ti ripaghero in focacce mi ha fatto sentire che il mio tempo, lavoro non valesse nulla. Il giramento di coglioni è aumentato quando insisteva che stessi con lui a chiaccherare la notte, quando io non avevo più fiato ed ero stanca, volevo solo andare a letto e sentire il Fazz e le vicende della Fazenda, invece l'amico è venuto pure a bussare alla porta per darmi la buonanotte, ovvero chiaccherare.
> E prima gli avevo chiarito che io sono una vecchia settantenne, che se sono stanca voglio stare per cazzi miei e ne ho tutto il sacrosanto diritto di farlo e non accetto null'altro. E poi quel giorno siamo stati assieme a parlare per la sua impresa solo 11 ore di filato.
> Questa mancanza di rispetto nei miei confronti mi ha fatto letteralmente imbestialire.
> Poi sono tornata alla Fazenda il giorno dopo, e l'amico mi chiamava per risolvergli delle questioni che poteva fare lui,ma era più comodo che io mi sbrogliassi in telefonate a mie spese per chiarirgli dei dubbi rispetto al forno, inoltre mi fissava appuntamenti per i giorni successivi.
> Ero diventata praticamente la sua tuttofare, nel senso dovevo stare ai suoi ordini, e lui mi avrebbe ripagato con delle focacce.
> Col cazzo.
> Poi, dimostrami che ti sbatti e se proprio non ci riesci, uno ti da una mano, ma anche due, vedere una persona che ci prova, che si sbatte per creare qualcosa di suo è bello da vedere e dunque vuoi aiutarlo perché vedi che ci si impegna. Ma se quello sta fermo, si lagna e si aspetta che sia tu a fare tutto. Beh, col cazzo che muovo un dito.
> E poi hai un forno gigante, non fai 4 teglie con un solo impasto,usando elementi scadenti che costano poco.
> Minimo provi diversi impasti per ogni teglia e fai le prove.
> Di quelle 6 prove che ha fatto in un mese, non ha mai impastato nulla a mano, tutto nell'impastatrice e tutto uguale.
> Cazzo al giorno doveva farne minimo 5 o 10 di prove.
> Inoltre che l'amica ex panettiera ci aveva detto quale fosse la farina migliore, il burro migliore e l'olio per pane e pizze.
> Ma no, l'amico voleva spendere poco nei ingredienti.
> Pure il Fazz ha dovuto dargli consigli su come inumidire la pasta della focaccia.
> E l'amico aveva fatto 8 mesi lavando teglie e facendo focacce. In teoria le focacce erano il suo cavallo di battaglia.
> Ma io seguendo una ricetta online, il Fazz ama la casualità d'ingredienti, e comunque facendo diverse prove abbiamo avuto dei risultati più buoni dell'amico panettiere. Noi le facevamo per noi usando ingredienti buoni e impastiamo a mano, tra risate e scherzi. Ma di sapore e consistenza la nostra focaccia genovese era venuta abbastanza decente per due ignoranti che ci provavano per la prima volta.
> Potevamo anche farlo con lui, dargli una mano nelle ricette e nella cucina, ma lui ci ha esclusi perché lui è il più figo e sà cosa fa. Dunque ciccia.
> E domani se ne va, e ha già chiesto al Fazz quanto costa il taxi fino all'aeroporto, così tutto il resto lo cambia in euro.
> Questo fa presupporre che manco 30 euro per l'energia elettrica del suo frigo pensa di restituirmi.
> Ma amen, chissenefrega. Non diventerò povera, ho ospitato un amico per un mese e mezzo, fine. Me lo posso permettere? Ma anche sì, stringeremo la cinghia altrove.
> Però ora non so se valga la pena considerarlo un amico.
> Mi sà che una volta che arriva sano e salvo, io chiudo i contatti e fine.
> Poi oh, forse ho sbagliato io e sono una stronza di prima e la mia concezione del mondo è errata, chissà.
> Ma anche no.
>
> Contenti, sappiate che avete molti neuroni in meno.
ma tanti tanti in meno.
a zì... ammazzete che pippone...
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