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    il 2015-12-17 12:30:15.0 alle 2015-12-17 12:30:15.0
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    La brevita' della vita
    La maggior parte dei mortali, o Paolino, si lagna per la cattiveria della natura, perché
    siamo messi al mondo per un esiguo periodo di tempo, perché questi periodi di tempo a
    noi concessi trascorrono così velocemente, così in fretta che, tranne pochissimi, la vita
    abbandoni gli altri nello stesso sorgere della vita. Né di tale calamità, comune a tutti, come
    credono, si lamentò solo la folla e il dissennato popolino; questo stato d’animo suscitò le
    lamentele anche di personaggi famosi. Da qui deriva la famosa esclamazione del più
    illustre dei medici, che la vita è breve, l’arte lunga; di qui la contesa, poco decorosa per un
    saggio, dell’esigente Aristotele con la natura delle cose, perché essa è stata tanto
    benevola nei confronti degli animali, che possono vivere cinque o dieci generazioni, ed
    invece ha concesso un tempo tanto più breve all’uomo, nato a tante e così grandi cose.
    Noi non disponiamo di poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto. La vita è lunga
    abbastanza e ci è stata data con larghezza per la realizzazione delle più grandi imprese,
    se fosse impiegata tutta con diligenza; ma quando essa trascorre nello spreco e
    nell’indifferenza, quando non viene spesa per nulla di buono, spinti alla fine dall’estrema
    necessità, ci accorgiamo che essa è passata e non ci siamo accorti del suo trascorrere. È
    così: non riceviamo una vita breve, ma l’abbiamo resa noi, e non siamo poveri di essa, ma
    prodighi.

    Seneca, la brevita' della vita.
    sembrano banalita', lo so, e questo e' tutto quello che ti porti a casa se leggi solo la traduzione, se invece studi il testo scopri che prima di costoro nessuno diceva questa cose in maniera cosi' compiuta, cioe' lo vedete come quel paragrafetto esprima idee comuni che ormai sono sulla bocca di tutti, espressioni della cultura comune, ormai quasi dei detti. ecco non lo erano prima che costoro ci ragionassero sopra in maniera compiuta, poi dopo che seneca ha formalizzato tutto in un libro ed il libro ha girato per qualche millennio ecco che e' diventata quasi una banalita'.

    Quando hai dei professori bravi e dei pargoli con l'inclinazione giusta te lo spiegano a 16anni tutto cio, chi non ha avuto il privilegio di frequentare il liceo classico lo impara durante la propria vita, arrivandoci arrancando a poco a poco, e, soprattutto senza mai capire da dove vengono la saggezza, anche popolare come i detti e le verita' apparenti che tutti condividono, come quella appunto elaborata da seneca sopra.

    tutti quelli che han fatto il classico concordano e praticamente impongono ai figli lo stesso corso, chiunque abbia fatto un altra scuola pensa a quale sia la scelta migliore, la ragione e' che quasi nessuno pensa che la propria scuola li abbia dato qualcosa di cosi' importante come tutti coloro che hanno avuto il privilegio di frequentare il classico.

    e' meglio imparare della brevita' della vita a 16 anni e contemporaneamente di come nasce e che cosa e' una "cultura" PRIMA di affrontare la vita vera e guadagnarci anche un po di spocchia piuttosto che costringere ciascuno di noi a doversi confrontare con piccolezze tipo la propria morte come se ciascuno di noi fosse l'unico ed il primo a dovercisi confrontare, dovendo quindi ripartire ogni volta da zero o solo da quello che ti hanno trasmesso i tuoi genitori.
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      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2015-12-17 13:18:03.0 alle 2015-12-17 13:18:03.0
      Re: La brevita' della vita
      Scritto da: dada216
      > La maggior parte dei mortali, o Paolino, si lagna per la cattiveria della natura, perché
      > siamo messi al mondo per un esiguo periodo di tempo, perché questi periodi di tempo a
      > noi concessi trascorrono così velocemente, così in fretta che, tranne pochissimi, la vita
      > abbandoni gli altri nello stesso sorgere della vita. Né di tale calamità, comune a tutti, come
      > credono, si lamentò solo la folla e il dissennato popolino; questo stato d’animo suscitò le
      > lamentele anche di personaggi famosi. Da qui deriva la famosa esclamazione del più
      > illustre dei medici, che la vita è breve, l’arte lunga; di qui la contesa, poco decorosa per un
      > saggio, dell’esigente Aristotele con la natura delle cose, perché essa è stata tanto
      > benevola nei confronti degli animali, che possono vivere cinque o dieci generazioni, ed
      > invece ha concesso un tempo tanto più breve all’uomo, nato a tante e così grandi cose.
      > Noi non disponiamo di poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto. La vita è lunga
      > abbastanza e ci è stata data con larghezza per la realizzazione delle più grandi imprese,
      > se fosse impiegata tutta con diligenza; ma quando essa trascorre nello spreco e
      > nell’indifferenza, quando non viene spesa per nulla di buono, spinti alla fine dall’estrema
      > necessità, ci accorgiamo che essa è passata e non ci siamo accorti del suo trascorrere. È
      > così: non riceviamo una vita breve, ma l’abbiamo resa noi, e non siamo poveri di essa, ma
      > prodighi.
      >
      > Seneca, la brevita' della vita.
      > sembrano banalita', lo so, e questo e' tutto quello che ti porti a casa se leggi solo la traduzione, se invece studi il testo scopri che prima di costoro nessuno diceva questa cose in maniera cosi' compiuta, cioe' lo vedete come quel paragrafetto esprima idee comuni che ormai sono sulla bocca di tutti, espressioni della cultura comune, ormai quasi dei detti. ecco non lo erano prima che costoro ci ragionassero sopra in maniera compiuta, poi dopo che seneca ha formalizzato tutto in un libro ed il libro ha girato per qualche millennio ecco che e' diventata quasi una banalita'.
      >
      > Quando hai dei professori bravi e dei pargoli con l'inclinazione giusta te lo spiegano a 16anni tutto cio, chi non ha avuto il privilegio di frequentare il liceo classico lo impara durante la propria vita, arrivandoci arrancando a poco a poco, e, soprattutto senza mai capire da dove vengono la saggezza, anche popolare come i detti e le verita' apparenti che tutti condividono, come quella appunto elaborata da seneca sopra.
      >
      > tutti quelli che han fatto il classico concordano e praticamente impongono ai figli lo stesso corso,

      questo è male


      > chiunque abbia fatto un altra scuola pensa a quale sia la scelta migliore, la ragione e' che quasi nessuno pensa che la propria scuola li abbia dato qualcosa di cosi' importante come tutti coloro che hanno avuto il privilegio di frequentare il classico.
      >
      > e' meglio imparare della brevita' della vita a 16 anni e contemporaneamente di come nasce e che cosa e' una "cultura" PRIMA di affrontare la vita vera e guadagnarci anche un po di spocchia piuttosto che costringere ciascuno di noi a doversi confrontare con piccolezze tipo la propria morte come se ciascuno di noi fosse l'unico ed il primo a dovercisi confrontare, dovendo quindi ripartire ogni volta da zero o solo da quello che ti hanno trasmesso i tuoi genitori.
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