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Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-15 19:59:21.0 alle 2015-03-15 19:59:21.0Avete mai pensato che un bambino che ha avuto a che fare con un pedone, una volta grandicello ovvero che capisce cosa è accaduto veramente, ha due vie.
Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
Nel primo caso ti devi mettere in discussione. Dunque devi ragionare molto sui tuoi atti da bambino, sull'accaduto, sulle tue colpe e sulle colpe del pedofilo e soffrirai molto prima d'arrivare ad una conclusione se non impazzisci nel tragitto.
Nel secondo caso neghi tutto e accetti che andava bene così, perché è più facile da digerire.
Ora mi verrete a dire che i bambini di 12 anni del ISIS, hanno le idee chiare quando uccidono le altre persone.
E continuerete nella vostra nuvoletta di teorie senza senso.
Ma i fatti sono chiari, solo che non li volete vedere, perché non vi fanno comodo.
Dunque vi auguro di rimanere in rete con le vostre assurde teorie, e non mettere mai in pratica nulla e se lo fate spero che vi prendano e vi rinchiudano in una botte e vi gettino nello spazio.
Pace and love for all.-
Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2015-03-15 20:29:25.0 alle 2015-03-15 20:29:25.0Trollate totali: 6492Come sempre parli senza sapere come stanno le cose. Io, che di bambini modestamente me ne intendo, posso dirti che quelli che sono stati con me erano perfettamente d'accordo. Alcuni hanno rifiutato. Poi ci hanno ripensato e sono venuti. Altri hanno accettato subito. Altri sono rimasti solo amici senza voler far nulla (pur sapendo che ero pedofilo). Dipende dalla psicologia del bambino. Guarda che tu parli di bambini che non esistono più ormai. I bambini che tu descrivi forse esistevano quando io ero bambino, mezzo secolo fa. Oggi, con i cellulari, i bambini possono:
1- andare in rete e scaricare video porno
2- aprire un profilo su facebook e, anche se l'età richiesta è 13 anni, molti lo aprono anche a 11-12 anni mentendo sull'età
3- chattano coi coetanei e fanno ricerche in rete e si informano sul sesso (cosa che a noi era proibita e difficile da fare senza internet)
4. sanno chi è un pedofilo e quindi se lo incontrano sanno già come comportarsi
Insomma: pensi ancora che i bambini siano quegli ingenui che erano una volta (anche se a me piacevano) e quindi hai una visione obsoleta dei bambini. Oggi non è più così.
Penso che una esperienza sessuale non abbia mai fatto male a nessuno se la si vive bene e godendo. Cosa può pensare un adulto di oggi che a 12 anni se la faceva con un pedofilo? Penserà: 'mi è piacdiuto' o 'non mi è piaciuto'. Ma il sesso fa parte ANCHE dei bambini ed è inutile fingere che siano solo gli adulti a cercare approcci sessuali; spesso (almeno nel mio caso) sono stati i bambini a chiedermelo. Sveglia che la mamma non fa sempre gli gnocchi......-
Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-15 20:35:20.0 alle 2015-03-15 20:35:20.0Scritto da: SAMURAI
> Io, che di bambini modestamente me ne intendo
HA HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA
scusa volevo dire...
HAHAHAHAHAHAHAHA HAHAHAHAHAHAHAHA HAHAHAHAHAHAHAHA HAHAHAHAHAHAHAHA
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Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2015-03-15 20:49:08.0 alle 2015-03-15 20:49:08.0Trollate totali: 6492me ne intendo perchè li ho frequentati e non solo per fare sesso. Ridi, ridi che il riso abbonda sulla bocca degli stolti.
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Questo messaggio e' stato catalogato come "Exiled Nigerian princess".
Clicka qui per vederlo, e che Dio onnipotente possa aver pietà della tua anima.Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-15 20:47:03.0 alle 2015-03-15 20:47:03.0(messaggio bannato)
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Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-15 21:13:12.0 alle 2015-03-15 21:13:12.0Scritto da: SAMURAI
> Come sempre parli senza sapere come stanno le cose. Io, che di bambini modestamente me ne intendo, posso dirti che quelli che sono stati con me erano perfettamente d'accordo. Alcuni hanno rifiutato. Poi ci hanno ripensato e sono venuti. Altri hanno accettato subito. Altri sono rimasti solo amici senza voler far nulla (pur sapendo che ero pedofilo). Dipende dalla psicologia del bambino. Guarda che tu parli di bambini che non esistono più ormai. I bambini che tu descrivi forse esistevano quando io ero bambino, mezzo secolo fa. Oggi, con i cellulari, i bambini possono:
> 1- andare in rete e scaricare video porno
> 2- aprire un profilo su facebook e, anche se l'età richiesta è 13 anni, molti lo aprono anche a 11-12 anni mentendo sull'età
> 3- chattano coi coetanei e fanno ricerche in rete e si informano sul sesso (cosa che a noi era proibita e difficile da fare senza internet)
> 4. sanno chi è un pedofilo e quindi se lo incontrano sanno già come comportarsi
> Insomma: pensi ancora che i bambini siano quegli ingenui che erano una volta (anche se a me piacevano) e quindi hai una visione obsoleta dei bambini. Oggi non è più così.
> Penso che una esperienza sessuale non abbia mai fatto male a nessuno se la si vive bene e godendo. Cosa può pensare un adulto di oggi che a 12 anni se la faceva con un pedofilo? Penserà: 'mi è piacdiuto' o 'non mi è piaciuto'. Ma il sesso fa parte ANCHE dei bambini ed è inutile fingere che siano solo gli adulti a cercare approcci sessuali; spesso (almeno nel mio caso) sono stati i bambini a chiedermelo. Sveglia che la mamma non fa sempre gli gnocchi......
Va benissimo che i bambini si masturbino da soli o con i coetanei.
Ma con adulti proprio no.
Una volta ho visto una bambinetta di cinque anni che si masturbava su una panchina nel'ufficio dei nonni. Ero cliente dei nonni, e non sapendo cosa fare, ho optato per bloccare la visuale dei altri clienti che arrivavano nell'ufficio. Così la bambina poteva fare quello che voleva senza avere occhi indiscreti che l'osservassero.
Il mio rispetto per la sessualit dei piccoli è totale.
E i bambini tecnologici come dici tu. Ma sono sempre bambini e un adulto non dovrebbe intervenire. Devono parlargli del sesso i loro i genitori e gl'educatori. Tutti gli altri adulti devono rimanere al margine e non intervenire.
Potevo nel caso della bambina interromperla o parlare con la nonna, ma non sapevo come fare, dunque l'istinto primario è stato proteggerla dagli sguardi curiosi dei altri clienti, e come davo le spalle alla bimba, guardavo in faccia gli altri clienti i quali per fortuna non curiosavano più di tanto.
Un pedofilo si sarebbe sentito eccitato da una cosa del genere, e poi mi parli del rispetto della sessualità infantile.
Il rispetto si dimostra rispettandoli, non chiedendogli d'intervenire nel gioco o peggio ancora chiedendogli di giocare con te.
Dai, sei proprio rimbambito.
Saranno i tuoi 50 anni, ma cazzo cresci, che stai ancora a sbavare dietro ai poppanti. Quand'eri poppante potevi, ora non puoi. Anche se un bambino venisse e si ti offrisse, devi dire di NO!!!
Devi dirgli di giocare con i suoi coetanei.
Se tu amassi veramente i bambini dovresti agire così, e invece no, stai a cercare futili motivi per il quale tu possa ritrovarti nel giusto, ma non lo sei.
E lo Sai, se no, non saresti qui a romperci il cazzo con le tue rotture di coglioni in cerca di qualcuno che ti dica che hai ragione, quando sa benissimo che non è così.
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Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2015-03-16 13:09:10.0 alle 2015-03-16 13:09:10.0Trollate totali: 6492Va benissimo che i bambini si masturbino da soli o con i coetanei.Ma con adulti proprio no.
E invece sarebbe meglio proprio il contrario perchè fra coetanei non imparano molto sul sesso essendo parimenti ignoranti. Per questo erano molto utili le vecchie (e ormai introvabili) "navi scuola" che svezzavano i ragazzini al sesso. Oggi queste donne verrebbero accusate di "violenza sessuale" da persone come te. Poi è divero parlare di sesso con una bambina e un adulto e un bambino e un adulto. In genere sono dinamiche diverse ma comunque se c'è amicizia, affetto e fiducia, il bambino e la bambina vive bene il suo rapporto sessuale con un adulto.
Il fatto che una bimbetta di 5 anni si masturbasse ti fa capire come anche la sessualità sia intrinseca nel bambino solo che gli adulti non la vogliono vedere. Forse avrebbe goduto di più se a masturbarla fosse stato un adulto..
E i bambini tecnologici come dici tu. Ma sono sempre bambini e un adulto non dovrebbe intervenire. Devono parlargli del sesso i loro i genitori e gl'educatori. Tutti gli altri adulti devono rimanere al margine e non intervenire.
Forse non lo sai (ma lo sai) che il 90% degli abusi sessuali sui bambini avviene in famiglia per opera di padri, nonni fratelli etc. Ma nessuno punta il dito sulla "sacra famiglia". Guai! Ma quando mai poi un genitore parla in modo serio a suo figlio/a di sesso? Quasi nessuno. E quei pochi danno spiegazioni vaghe, reticenti e fumose..Per questo i bambini preferiscono andare in internet e vedere cosa è il sesso. Solo che poi trovano i porno che non sarebbero priprio l'ideale per istruirli al sesso. Mi chiedo quando a scuola ci sarà ufficialmente un'ora di educazione sessuale a settimana già a partire dalle classi elementari.
Dai, sei proprio rimbambito.
Saranno i tuoi 50 anni, ma cazzo cresci, che stai ancora a sbavare dietro ai poppanti.
Guarda che io ho avuto tutte le esperienze sessuali: con donne, con uomini, di gruppo, con prostitute, etc. Quindi ho fatto le mie esperienze ma ho sempre capito che i ragazzini erano i miei preferiti. Non è questione di essere rimbambito o meno è questione di un naturale orientamento sessuale. I ragazzini hanno caratteristiche uniche ed è per questo che sono così attraenti. Guarda: se tutti i pedofili che ci sono in Italia e nel mondo potessero uscire allo scoperto ne saresti meravigliata dal numero così elevato.
E lo Sai, se no, non saresti qui a romperci il cazzo con le tue rotture di coglioni in cerca di qualcuno che ti dica che hai ragione, quando sa benissimo che non è così.
Tu dovresti fare il prete: dall'alto della loro fede pontificano sulla morale, sul sesso, sull'etica. Se la pensi come loro ok, se no sei un eretico. Prova a convincere il Papa che l'uso del preservativo è utile per combattere le malattie e sai che ti risponde: "le malattie si combattono con la castità". Tu pensa pure quello che vuoi su di me e sui pedofili ma non pontificare su argomenti tanto diversi dalla tua esperienza.
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Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-16 13:11:46.0 alle 2015-03-16 13:11:46.0Scritto da: SAMURAI
> Va benissimo che i bambini si masturbino da soli o con i coetanei.Ma con adulti proprio no.
> E invece sarebbe meglio proprio il contrario perchè fra coetanei non imparano molto sul sesso essendo parimenti ignoranti. Per questo erano molto utili le vecchie (e ormai introvabili) "navi scuola" che svezzavano i ragazzini al sesso. Oggi queste donne verrebbero accusate di "violenza sessuale" da persone come te. Poi è divero parlare di sesso con una bambina e un adulto e un bambino e un adulto. In genere sono dinamiche diverse ma comunque se c'è amicizia, affetto e fiducia, il bambino e la bambina vive bene il suo rapporto sessuale con un adulto.
> Il fatto che una bimbetta di 5 anni si masturbasse ti fa capire come anche la sessualità sia intrinseca nel bambino solo che gli adulti non la vogliono vedere. Forse avrebbe goduto di più se a masturbarla fosse stato un adulto..
> E i bambini tecnologici come dici tu. Ma sono sempre bambini e un adulto non dovrebbe intervenire. Devono parlargli del sesso i loro i genitori e gl'educatori. Tutti gli altri adulti devono rimanere al margine e non intervenire.
> Forse non lo sai (ma lo sai) che il 90% degli abusi sessuali sui bambini avviene in famiglia per opera di padri, nonni fratelli etc. Ma nessuno punta il dito sulla "sacra famiglia". Guai! Ma quando mai poi un genitore parla in modo serio a suo figlio/a di sesso? Quasi nessuno. E quei pochi danno spiegazioni vaghe, reticenti e fumose..Per questo i bambini preferiscono andare in internet e vedere cosa è il sesso. Solo che poi trovano i porno che non sarebbero priprio l'ideale per istruirli al sesso. Mi chiedo quando a scuola ci sarà ufficialmente un'ora di educazione sessuale a settimana già a partire dalle classi elementari.
> Dai, sei proprio rimbambito.
> Saranno i tuoi 50 anni, ma cazzo cresci, che stai ancora a sbavare dietro ai poppanti.
> Guarda che io ho avuto tutte le esperienze sessuali: con donne, con uomini, di gruppo, con prostitute, etc. Quindi ho fatto le mie esperienze ma ho sempre capito che i ragazzini erano i miei preferiti. Non è questione di essere rimbambito o meno è questione di un naturale orientamento sessuale. I ragazzini hanno caratteristiche uniche ed è per questo che sono così attraenti. Guarda: se tutti i pedofili che ci sono in Italia e nel mondo potessero uscire allo scoperto ne saresti meravigliata dal numero così elevato.
> E lo Sai, se no, non saresti qui a romperci il cazzo con le tue rotture di coglioni in cerca di qualcuno che ti dica che hai ragione, quando sa benissimo che non è così.
> Tu dovresti fare il prete: dall'alto della loro fede pontificano sulla morale, sul sesso, sull'etica. Se la pensi come loro ok, se no sei un eretico. Prova a convincere il Papa che l'uso del preservativo è utile per combattere le malattie e sai che ti risponde: "le malattie si combattono con la castità". Tu pensa pure quello che vuoi su di me e sui pedofili ma non pontificare su argomenti tanto diversi dalla tua esperienza.
È un'ochetta starnazzante ossessionata dal sesso, non vale la pena perderci dietro del tempo.-
Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2015-03-16 13:20:24.0 alle 2015-03-16 13:20:24.0Trollate totali: 6492non vale la pena perderci dietro del tempo.
Dite sempre così quando non avete più argomenti da controbattere.
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Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-16 14:16:43.0 alle 2015-03-16 14:16:43.0Scritto da: SAMURAI
> non vale la pena perderci dietro del tempo.
> Dite sempre così quando non avete più argomenti da controbattere.
Allora perdici dietro tutto il tempo che ti pare. La mia esperienza è che con le oche non serve mettersi a discutere. Vanno considerate come rumore di fondo.-
Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-16 14:19:30.0 alle 2015-03-16 14:19:30.0Scritto da:
> Scritto da: SAMURAI
> > non vale la pena perderci dietro del tempo.
> > Dite sempre così quando non avete più argomenti da controbattere.
>
> Allora perdici dietro tutto il tempo che ti pare. La mia esperienza è che con le oche non serve mettersi a discutere. Vanno considerate come rumore di fondo.
Si è consufo secondo me.
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Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-16 14:39:11.0 alle 2015-03-16 14:39:11.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da: SAMURAI
> > > non vale la pena perderci dietro del tempo.
> > > Dite sempre così quando non avete più argomenti da controbattere.
> >
> > Allora perdici dietro tutto il tempo che ti pare. La mia esperienza è che con le oche non serve mettersi a discutere. Vanno considerate come rumore di fondo.
>
> Si è consufo secondo me.
Forse non ha mai avuto una sorella. Grazie al cielo qualche buon'anima si è preso la mia... Spero tanto non la torni indietro.
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Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-16 14:37:51.0 alle 2015-03-16 14:37:51.0Scritto da: SAMURAI
> non vale la pena perderci dietro del tempo.
> Dite sempre così quando non avete più argomenti da controbattere.
A lavà 'a capa 'o ciuccio se perde acqua e sapone
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Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-15 21:34:25.0 alle 2015-03-15 21:34:25.0Scritto da:
> Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
> Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla". Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.-
Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-15 21:43:59.0 alle 2015-03-15 21:43:59.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
>
> In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
>
> > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
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> Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
>
> I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
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> Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla". Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
>
> Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
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> Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
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> All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
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> Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
Lo puoi capire anche da solo che è una malattia, ci si innamora di una persona non di un'età. Ti innamori di una persona e se la ami aspetti anche che cresca e te la puoi pure sposare e passarci la vita insieme se sta bene pure all'altro ovvio. Qui invece si parla altro, di adulti che hanno un target preciso. Esclusivamente bambini, tant'è che quando crescono non gli interessano più nulla dal punto di vista sessuale, è questo è patologico. Prima di puntare il dito contro la società cattiva sarebbe il caso di capire quale sia la ragione per cui un adulto, non vada bene per sesso e amore-
Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-15 21:45:55.0 alle 2015-03-15 21:45:55.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
> >
> > In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
> >
> > > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
> >
> > Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
> >
> > I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
> >
> > Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla". Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
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> > Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
> >
> > Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
> >
> > All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
> >
> > Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> > Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
>
> Lo puoi capire anche da solo che è una malattia, ci si innamora di una persona non di un'età.
Certo, come ci si innamora solo del sesso opposto, non dello stesso sesso. C'è anche scritto nel manuale "Genere Umano, istruzioni per l'uso, garanzia e schemi funzionali" che ti danno quando nasci.-
Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-15 23:08:40.0 alle 2015-03-15 23:08:40.0
> > Lo puoi capire anche da solo che è una malattia, ci si innamora di una persona non di un'età.
>
> Certo, come ci si innamora solo del sesso opposto, non dello stesso sesso. C'è anche scritto nel manuale "Genere Umano, istruzioni per l'uso, garanzia e schemi funzionali" che ti danno quando nasci.
E basta nascondersi dietro ai omosessuali.
Qui siamo tutti pro gay.-
Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-15 23:17:16.0 alle 2015-03-15 23:17:16.0Scritto da:
>
> > > Lo puoi capire anche da solo che è una malattia, ci si innamora di una persona non di un'età.
> >
> > Certo, come ci si innamora solo del sesso opposto, non dello stesso sesso. C'è anche scritto nel manuale "Genere Umano, istruzioni per l'uso, garanzia e schemi funzionali" che ti danno quando nasci.
> E basta nascondersi dietro ai omosessuali.
> Qui siamo tutti pro gay.
Problemi di comprensione del testo?
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Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-16 09:16:06.0 alle 2015-03-16 09:16:06.0Scritto da:
>
> > > Lo puoi capire anche da solo che è una malattia, ci si innamora di una persona non di un'età.
> >
> > Certo, come ci si innamora solo del sesso opposto, non dello stesso sesso. C'è anche scritto nel manuale "Genere Umano, istruzioni per l'uso, garanzia e schemi funzionali" che ti danno quando nasci.
> E basta nascondersi dietro ai omosessuali.
> Qui siamo tutti pro gay.
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Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-15 22:16:38.0 alle 2015-03-15 22:16:38.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
> >
> > In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
> >
> > > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
> >
> > Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
> >
> > I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
> >
> > Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla". Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
> >
> > Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
> >
> > Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
> >
> > All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
> >
> > Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> > Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
>
> Lo puoi capire anche da solo che è una malattia, ci si innamora di una persona non di un'età. Ti innamori di una persona e se la ami aspetti anche che cresca e te la puoi pure sposare e passarci la vita insieme se sta bene pure all'altro ovvio. Qui invece si parla altro, di adulti che hanno un target preciso. Esclusivamente bambini, tant'è che quando crescono non gli interessano più nulla dal punto di vista sessuale, è questo è patologico. Prima di puntare il dito contro la società cattiva sarebbe il caso di capire quale sia la ragione per cui un adulto, non vada bene per sesso e amore
La risposta è ovvia. Potere, è piu facile manipolare la mente di un bambino che quella di un adulto.
Chi ha avuto relazioni con gli adulti sa benissimo che stare in coppia non è sempre rose e fiori, ci si scontra, etero o omosesuali che siano.
Invece con un bambino l'adulto sara sempre rispettato.
Dunque, Pedone = Essere insicuro e spaventato dalle relazioni con i suoi coetanei, che preferisci i bambini per soddisfarea le sue smanie di potere. Almeno nel caso di Samugay.
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Questo messaggio e' stato catalogato come "Exiled Nigerian princess".
Clicka qui per vederlo, e che Dio onnipotente possa aver pietà della tua anima.Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-16 20:43:40.0 alle 2015-03-16 20:43:40.0(messaggio bannato)
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Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-15 22:05:13.0 alle 2015-03-15 22:05:13.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
>
> In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
Si certo, prima ti faccio male, poi cazzi tuoi per sistemarti il cervello e la vita.
> > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
>
> Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
>
> I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
>
> Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla".
Un padre, ma ti rendi conto, lui si fidava di te come se tu fossi suo padre.
Come può un padre desiderare di fare sesso col proprio figlio??
E lui ha acconsentito solo perché gli davi sicurezza ed eri l'unico ad amarlo forse, ma ti rendi conto che è ovvio che ti ringraziano se sei stato il loro unico appiglio.
Chiunque al suo unico appiglio concede qualunque cosa figurati poi un bambino.
Ma non ti vergogni?? Non ti fai schifo?
Hai approffittato del fatto che non avessero nessuno, solo te.
Dovevi proteggerli non giocarci a fare sesso.
E se ora ti ringraziano è solo perché li hai aiutati, e hanno avuto solo te, ma hanno pagato un prezzo, che se tu li avessi amati veramente non gli avresti mai chiesto nulla, ne avresti accettato nulla.
Perché il vero amore per un bambino è forse l'unico amore nel quale non devi aspettarti veramente nulla da lui. Devi solo dargli rispetto e affetto.
Dunque tutte le tue tristezze sono assurde ed infantili.
E de ovvio, visto che ti piacciono i bambini.
Guarda mi dispiace se soffri e stai male, ma il tuo pensiero è sbagliato. E ormai sei troppo vecchio per capirlo, ma ti prego non toccare più bambini, il tuo amore non va bene. Prova a chiedere ai tuoi amici di cui parli, se ti lascerebbero in custodia i loro figli.
Prova a chiederglielo, e dalla risposta saprai se veramente considerano quei episodi così positivi al punto di affidarti i loro figli.
È sbagliato manipolare le menti dei bambini per soddisfare i piaceri di un adulto, se fossi qui ti aprirei il cervello con la motosega per inciderlo nel tuo cervello, ma purtroppo non so usare bene la motosega
Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
>
> Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
>
> Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
>
> All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
>
> Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
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Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-15 22:07:56.0 alle 2015-03-15 22:07:56.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
> >
> > In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
> Si certo, prima ti faccio male, poi cazzi tuoi per sistemarti il cervello e la vita.
> > > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
> >
> > Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
> >
> > I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
> >
> > Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla".
>
> Un padre, ma ti rendi conto, lui si fidava di te come se tu fossi suo padre.
> Come può un padre desiderare di fare sesso col proprio figlio??
> E lui ha acconsentito solo perché gli davi sicurezza ed eri l'unico ad amarlo forse, ma ti rendi conto che è ovvio che ti ringraziano se sei stato il loro unico appiglio.
> Chiunque al suo unico appiglio concede qualunque cosa figurati poi un bambino.
> Ma non ti vergogni?? Non ti fai schifo?
> Hai approffittato del fatto che non avessero nessuno, solo te.
> Dovevi proteggerli non giocarci a fare sesso.
> E se ora ti ringraziano è solo perché li hai aiutati, e hanno avuto solo te, ma hanno pagato un prezzo, che se tu li avessi amati veramente non gli avresti mai chiesto nulla, ne avresti accettato nulla.
> Perché il vero amore per un bambino è forse l'unico amore nel quale non devi aspettarti veramente nulla da lui. Devi solo dargli rispetto e affetto.
> Dunque tutte le tue tristezze sono assurde ed infantili.
> E de ovvio, visto che ti piacciono i bambini.
> Guarda mi dispiace se soffri e stai male, ma il tuo pensiero è sbagliato. E ormai sei troppo vecchio per capirlo, ma ti prego non toccare più bambini, il tuo amore non va bene. Prova a chiedere ai tuoi amici di cui parli, se ti lascerebbero in custodia i loro figli.
> Prova a chiederglielo, e dalla risposta saprai se veramente considerano quei episodi così positivi al punto di affidarti i loro figli.
> È sbagliato manipolare le menti dei bambini per soddisfare i piaceri di un adulto, se fossi qui ti aprirei il cervello con la motosega per inciderlo nel tuo cervello, ma purtroppo non so usare bene la motosega
>
>
> Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
> >
> > Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
> >
> > Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
> >
> > All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
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> > Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> > Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
>
CVD. L'ennesima idiota che pensa di sapere meglio degli altri quello che è giusto e sbagliato, persino delle stesse presunte vittime.-
Re: Pedoni rimbambitiProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2015-03-15 22:45:49.0 alle 2015-03-15 22:45:49.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
> > >
> > > In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
> > Si certo, prima ti faccio male, poi cazzi tuoi per sistemarti il cervello e la vita.
> > > > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
> > >
> > > Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
> > >
> > > I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
> > >
> > > Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla".
> >
> > Un padre, ma ti rendi conto, lui si fidava di te come se tu fossi suo padre.
> > Come può un padre desiderare di fare sesso col proprio figlio??
> > E lui ha acconsentito solo perché gli davi sicurezza ed eri l'unico ad amarlo forse, ma ti rendi conto che è ovvio che ti ringraziano se sei stato il loro unico appiglio.
> > Chiunque al suo unico appiglio concede qualunque cosa figurati poi un bambino.
> > Ma non ti vergogni?? Non ti fai schifo?
> > Hai approffittato del fatto che non avessero nessuno, solo te.
> > Dovevi proteggerli non giocarci a fare sesso.
> > E se ora ti ringraziano è solo perché li hai aiutati, e hanno avuto solo te, ma hanno pagato un prezzo, che se tu li avessi amati veramente non gli avresti mai chiesto nulla, ne avresti accettato nulla.
> > Perché il vero amore per un bambino è forse l'unico amore nel quale non devi aspettarti veramente nulla da lui. Devi solo dargli rispetto e affetto.
> > Dunque tutte le tue tristezze sono assurde ed infantili.
> > E de ovvio, visto che ti piacciono i bambini.
> > Guarda mi dispiace se soffri e stai male, ma il tuo pensiero è sbagliato. E ormai sei troppo vecchio per capirlo, ma ti prego non toccare più bambini, il tuo amore non va bene. Prova a chiedere ai tuoi amici di cui parli, se ti lascerebbero in custodia i loro figli.
> > Prova a chiederglielo, e dalla risposta saprai se veramente considerano quei episodi così positivi al punto di affidarti i loro figli.
> > È sbagliato manipolare le menti dei bambini per soddisfare i piaceri di un adulto, se fossi qui ti aprirei il cervello con la motosega per inciderlo nel tuo cervello, ma purtroppo non so usare bene la motosega
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> > Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
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> > > Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
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> > > Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
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> > > All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
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> > > Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> > > Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
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> CVD. L'ennesima idiota che pensa di sapere meglio degli altri quello che è giusto e sbagliato, persino delle stesse presunte vittime.
Detto da un pedone che vuole convincere il mondo che la pedofilia è cosa buona e giusta.
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