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ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daThe LichÜbermenschil 2014-12-29 22:59:45.0 alle 2014-12-29 22:59:45.0Trollate totali: 21351
http://it.wikipedia.org/wiki/Ritardo_mentale

Al contrario di quanto è solito pensare, nella maggior parte dei casi il ritardo mentale appartiene ad una categoria definita "ritardo familiare", ovvero non dipendente da deficit biologico ma bensì da una storia di ritardo in famiglia. In questi casi rimane impossibile determinare se il ritardo sia dovuto a cause ambientali (per esempio una situazione di povertà continua che porta alla malnutrizione) oppure se dipenda da un vero e proprio fattore genetico.
peccato che si possa continuare a dare la colpa della denutrizione in africa, o qui in italia al massimo fino alla fine degli anni '50, ma con il welfare abbastanza efficiente degli ultimi 50 anni direi che ci sono pochi dubbi sulla necessità di attribuire il ritardo mentale ad un fattore genetico ereditario.
e il concetto andrebbe esteso in modo non indebito anche agli individui non ritardati, da quelli con scarsa intelligenza verso l'alto, come del resto aveva dimostrato uno studio clinico australiano che avevo postato qui un po' di tempo fa
solo che attribuire una base genetica al quoziente intellettivo, per quanto pienamente razionale, finisce inevitabilmente con l'attirare le strida e gli scacazzamenti delle arpie ideologiche, a questo proposito attendo i commenti delle varie suore, wakke e zampe
« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »

**Modificato dall'autore il 29.12.2014 23:33**-
Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daNon Autenticatoil 2014-12-29 23:25:05.0 alle 2014-12-29 23:25:05.0Scritto da: The Lich
>http://it.wikipedia.org/wiki/Ritardo_mentale

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> Al contrario di quanto è solito pensare, nella maggior parte dei casi il ritardo mentale appartiene ad una categoria definita "ritardo familiare", ovvero non dipendente da deficit biologico ma bensì da una storia di ritardo in famiglia. In questi casi rimane impossibile determinare se il ritardo sia dovuto a cause ambientali (per esempio una situazione di povertà continua che porta alla malnutrizione) oppure se dipenda da un vero e proprio fattore genetico.
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> peccato che si possa continuare a dare la colpa della denutrizione in africa, o qui in italia al massimo fino alla fine degli anni '50, ma con il welfare abbastanza efficiente degli ultimi 50 anni direi che ci sono pochi dubbi sulla necessità di attribuire il ritardo mentale ad un fattore genetico ereditario.
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> e il concetto andrebbe esteso in modo non indebito anche agli individui con non ritardati ma con scarsa intelligenza in su, come del resto aveva dimostrato anche uno studio clinico australiano che avevo postato qui un po' di tempo fa
>
> solo che attribuire una base genetica al quoziente intellettivo, per quanto pienamente razionale, finisce inevitabilmente per attirare le strida e gli scacazzamenti delle arpie ideologiche, a questo proposito attendo i commenti delle varie suore, wakke e zampe
>
> « Non è morto ciò che in eterno può attendere,
> e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »
>
>
anch'io l'ho letto stasera, ci sei arrivato dal link di Pacciani , un suo compagno di merende ne era affetto
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Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daNon Autenticatoil 2014-12-30 12:20:26.0 alle 2014-12-30 12:20:26.0Scritto da: The Lich
>http://it.wikipedia.org/wiki/Ritardo_mentale

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> Al contrario di quanto è solito pensare, nella maggior parte dei casi il ritardo mentale appartiene ad una categoria definita "ritardo familiare", ovvero non dipendente da deficit biologico ma bensì da una storia di ritardo in famiglia. In questi casi rimane impossibile determinare se il ritardo sia dovuto a cause ambientali (per esempio una situazione di povertà continua che porta alla malnutrizione) oppure se dipenda da un vero e proprio fattore genetico.
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> peccato che si possa continuare a dare la colpa della denutrizione in africa, o qui in italia al massimo fino alla fine degli anni '50, ma con il welfare abbastanza efficiente degli ultimi 50 anni direi che ci sono pochi dubbi sulla necessità di attribuire il ritardo mentale ad un fattore genetico ereditario.
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> e il concetto andrebbe esteso in modo non indebito anche agli individui non ritardati, da quelli con scarsa intelligenza verso l'alto, come del resto aveva dimostrato uno studio clinico australiano che avevo postato qui un po' di tempo fa
>
> solo che attribuire una base genetica al quoziente intellettivo, per quanto pienamente razionale, finisce inevitabilmente con l'attirare le strida e gli scacazzamenti delle arpie ideologiche, a questo proposito attendo i commenti delle varie suore, wakke e zampe
Nell'intelligenza c'è una componente genetica, ma quella ambientale pesa in modo preponderante. Ad esempio il figlio dei miei dirimpettai si potrebbe definire leggermente ritardato, ma probabilmente a causa del fatto che per tutta l'infanzia lo hanno tenuto segregato in cortile, fra quattro mura.
Anche tutte le persone che sono ritardate sotto qualche aspetto, ad esempio quelli che non hanno senso estetico, quelli a cui non piace la musica classica, o che sono indifferenti alla natura. Non hanno semplicemente avuto gli stimoli adatti all'età adatta a recepire gli stimoli.-
Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daThe LichÜbermenschil 2014-12-30 17:49:08.0 alle 2014-12-30 17:49:08.0Trollate totali: 21351Scritto da:
> Scritto da: The Lich
> >http://it.wikipedia.org/wiki/Ritardo_mentale

> >
> > Al contrario di quanto è solito pensare, nella maggior parte dei casi il ritardo mentale appartiene ad una categoria definita "ritardo familiare", ovvero non dipendente da deficit biologico ma bensì da una storia di ritardo in famiglia. In questi casi rimane impossibile determinare se il ritardo sia dovuto a cause ambientali (per esempio una situazione di povertà continua che porta alla malnutrizione) oppure se dipenda da un vero e proprio fattore genetico.
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> > peccato che si possa continuare a dare la colpa della denutrizione in africa, o qui in italia al massimo fino alla fine degli anni '50, ma con il welfare abbastanza efficiente degli ultimi 50 anni direi che ci sono pochi dubbi sulla necessità di attribuire il ritardo mentale ad un fattore genetico ereditario.
> >
> > e il concetto andrebbe esteso in modo non indebito anche agli individui non ritardati, da quelli con scarsa intelligenza verso l'alto, come del resto aveva dimostrato uno studio clinico australiano che avevo postato qui un po' di tempo fa
> >
> > solo che attribuire una base genetica al quoziente intellettivo, per quanto pienamente razionale, finisce inevitabilmente con l'attirare le strida e gli scacazzamenti delle arpie ideologiche, a questo proposito attendo i commenti delle varie suore, wakke e zampe
>
> Nell'intelligenza c'è una componente genetica, ma quella ambientale pesa in modo preponderante.
ma anche no
> Ad esempio il figlio dei miei dirimpettai si potrebbe definire leggermente ritardato, ma probabilmente a causa del fatto che per tutta l'infanzia lo hanno tenuto segregato in cortile, fra quattro mura.
>
al massimo non avrà abilità sociali, l'intelligenza non si misura su quello se non per verificare in casi gravissimi la mancanza di capacità che rendano l'individuo autonomo
il ritardo mentale lieve o la carenza intellettiva in individui comunque non ritardati si verificano sulle capacità logico deduttive e simboliche
> Anche tutte le persone che sono ritardate sotto qualche aspetto, ad esempio quelli che non hanno senso estetico, quelli a cui non piace la musica classica, o che sono indifferenti alla natura. Non hanno semplicemente avuto gli stimoli adatti all'età adatta a recepire gli stimoli.
la mancanza di sensibilità non è mancanza di intelligenza, altrimenti questo forum sarebbe disabitato causa utenti exsinistri, oloturii, invalnàti, zampi e pisani che mandano in cortocircuito il pc sbavandoci sopra tutto il giorno
The Lich™
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Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daNon Autenticatoil 2014-12-30 19:21:16.0 alle 2014-12-30 19:21:16.0Scritto da: The Lich
> Scritto da:
> > Scritto da: The Lich
> > >http://it.wikipedia.org/wiki/Ritardo_mentale

> > >
> > > Al contrario di quanto è solito pensare, nella maggior parte dei casi il ritardo mentale appartiene ad una categoria definita "ritardo familiare", ovvero non dipendente da deficit biologico ma bensì da una storia di ritardo in famiglia. In questi casi rimane impossibile determinare se il ritardo sia dovuto a cause ambientali (per esempio una situazione di povertà continua che porta alla malnutrizione) oppure se dipenda da un vero e proprio fattore genetico.
> > >
> > > peccato che si possa continuare a dare la colpa della denutrizione in africa, o qui in italia al massimo fino alla fine degli anni '50, ma con il welfare abbastanza efficiente degli ultimi 50 anni direi che ci sono pochi dubbi sulla necessità di attribuire il ritardo mentale ad un fattore genetico ereditario.
> > >
> > > e il concetto andrebbe esteso in modo non indebito anche agli individui non ritardati, da quelli con scarsa intelligenza verso l'alto, come del resto aveva dimostrato uno studio clinico australiano che avevo postato qui un po' di tempo fa
> > >
> > > solo che attribuire una base genetica al quoziente intellettivo, per quanto pienamente razionale, finisce inevitabilmente con l'attirare le strida e gli scacazzamenti delle arpie ideologiche, a questo proposito attendo i commenti delle varie suore, wakke e zampe
> >
> > Nell'intelligenza c'è una componente genetica, ma quella ambientale pesa in modo preponderante.
>
> ma anche no
Ma anche sì, se un essere umano cresce allevato dai lupi non supererà l'intelligenza di un animale.
Lo stesso per un essere umano ipoteticamente cresciuto da solo.
Un essere umano cresciuto in un contesto svantaggiato, ad esempio una famiglia in cui non si ragiona in modo logico e non si parla mai di argomenti intelligenti, una scuola dove la maestra si fa i cazzi suoi scaldando la sedia, una compagnia di amici parimenti ritardati, crescerà ritardato.
Negli Stati Uniti vi sono innumerevoli esempi di contesti simili, ma constato una simile degenerazione anche nella fantastica Italia del Nord, si narra un tempo civilissima, per l'azione combinata dell'idiozia leghista, del disimpegno berlusconiano, dell'imbecillismo di sinistra. Quando la coperta è corta ognuno la tira e nessuno ragiona, e nella pianura padana vedo ovunque i segni di questa involuzione. Ad esempio, abbandonare il modo tradizionale di costruire case e fabbricare oggetti, la propria cultura materiale, a lungo andare rende l'intera popolazione immensamente più stupida di una qualsiasi tribù che in qualche foresta crei da sé ciò che le serve.
Fino a qualche tempo fa propendevo anch'io per la predominanza dei geni, ora vedo tutt'intorno troppa stupidità per crederci ancora.
> > Ad esempio il figlio dei miei dirimpettai si potrebbe definire leggermente ritardato, ma probabilmente a causa del fatto che per tutta l'infanzia lo hanno tenuto segregato in cortile, fra quattro mura.
> >
>
> al massimo non avrà abilità sociali, l'intelligenza non si misura su quello se non per verificare in casi gravissimi la mancanza di capacità che rendano l'individuo autonomo
>
> il ritardo mentale lieve o la carenza intellettiva in individui comunque non ritardati si verificano sulle capacità logico deduttive e simboliche
>
> > Anche tutte le persone che sono ritardate sotto qualche aspetto, ad esempio quelli che non hanno senso estetico, quelli a cui non piace la musica classica, o che sono indifferenti alla natura. Non hanno semplicemente avuto gli stimoli adatti all'età adatta a recepire gli stimoli.
>
> la mancanza di sensibilità non è mancanza di intelligenza, altrimenti questo forum sarebbe disabitato causa utenti exsinistri, oloturii, invalnàti, zampi e pisani che mandano in cortocircuito il pc sbavandoci sopra tutto il giorno
Le facoltà intellettive si sviluppano per mezzo della creazione di opportune connessioni. Non è che le connessioni siano già tutte fatte, in parte devono svilupparsi per effetto di opportuni stimoli in determinati periodi. Mancando questi stimoli... vedi sopra.-
Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daThe LichÜbermenschil 2014-12-30 20:37:40.0 alle 2014-12-30 20:37:40.0Trollate totali: 21351Scritto da:
> Scritto da: The Lich
> > Scritto da:
> > > Scritto da: The Lich
> > > >http://it.wikipedia.org/wiki/Ritardo_mentale

> > > >
> > > > Al contrario di quanto è solito pensare, nella maggior parte dei casi il ritardo mentale appartiene ad una categoria definita "ritardo familiare", ovvero non dipendente da deficit biologico ma bensì da una storia di ritardo in famiglia. In questi casi rimane impossibile determinare se il ritardo sia dovuto a cause ambientali (per esempio una situazione di povertà continua che porta alla malnutrizione) oppure se dipenda da un vero e proprio fattore genetico.
> > > >
> > > > peccato che si possa continuare a dare la colpa della denutrizione in africa, o qui in italia al massimo fino alla fine degli anni '50, ma con il welfare abbastanza efficiente degli ultimi 50 anni direi che ci sono pochi dubbi sulla necessità di attribuire il ritardo mentale ad un fattore genetico ereditario.
> > > >
> > > > e il concetto andrebbe esteso in modo non indebito anche agli individui non ritardati, da quelli con scarsa intelligenza verso l'alto, come del resto aveva dimostrato uno studio clinico australiano che avevo postato qui un po' di tempo fa
> > > >
> > > > solo che attribuire una base genetica al quoziente intellettivo, per quanto pienamente razionale, finisce inevitabilmente con l'attirare le strida e gli scacazzamenti delle arpie ideologiche, a questo proposito attendo i commenti delle varie suore, wakke e zampe
> > >
> > > Nell'intelligenza c'è una componente genetica, ma quella ambientale pesa in modo preponderante.
> >
> > ma anche no
>
> Ma anche sì, se un essere umano cresce allevato dai lupi non supererà l'intelligenza di un animale.
>
> Lo stesso per un essere umano ipoteticamente cresciuto da solo.
>
> Un essere umano cresciuto in un contesto svantaggiato, ad esempio una famiglia in cui non si ragiona in modo logico e non si parla mai di argomenti intelligenti, una scuola dove la maestra si fa i cazzi suoi scaldando la sedia, una compagnia di amici parimenti ritardati, crescerà ritardato.
tu stai facendo una gran macedonia di cultura, intelligenza e sensibilità, tre concetti totalmente separati
non si può misurare il quoziente intellettivo "puro" a 16 anni, quando già le interazioni sociali e culturali hanno creato una rete complessa
si dovrebbero considerare invece i bambini in età scolare che costituiscono ancora prevalentemente una tabula rasa per gli stimoli intellettivi, privi di sovrastrutture: ti accorgerai che a parità di insegnamento e metodo didattico ci sono quelli che comprendono rapidamente i concetti aritmetici e logici di base e le implicazioni logiche necessarie a risolvere il problema "se pierino ha 3 mele e 2 pere quanti frutti ha?"
ti pare tanto semplice? ci sono quelli che rispondono subito, quelli che ci pensano sù, quelli che sparano numeri a caso e quelli che ti guardano a bocca aperta
e non parlarmi di influenze familiari, quelle contano a un livello più elevato, più culturalmente articolato, del resto se l'intelligenza ha una base genetica non puoi nemmeno pretendere che in un contesto familiare di persone poco intelligenti si discuta di metafisica o meccanica quantistica, è già tanto se si parla del gran fratello o di quello che c'è adesso al suo posto
> Negli Stati Uniti vi sono innumerevoli esempi di contesti simili, ma constato una simile degenerazione anche nella fantastica Italia del Nord, si narra un tempo civilissima, per l'azione combinata dell'idiozia leghista, del disimpegno berlusconiano, dell'imbecillismo di sinistra. Quando la coperta è corta ognuno la tira e nessuno ragiona, e nella pianura padana vedo ovunque i segni di questa involuzione.
tu parli di cultura, io parlo di natura
> Ad esempio, abbandonare il modo tradizionale di costruire case e fabbricare oggetti, la propria cultura materiale, a lungo andare rende l'intera popolazione immensamente più stupida di una qualsiasi tribù che in qualche foresta crei da sé ciò che le serve.
>
questa è un'idiosincrasia tua
> Fino a qualche tempo fa propendevo anch'io per la predominanza dei geni, ora vedo tutt'intorno troppa stupidità per crederci ancora.
>
e fai male, dovresti ricordarti cosa disse einstein in proposito
> > > Ad esempio il figlio dei miei dirimpettai si potrebbe definire leggermente ritardato, ma probabilmente a causa del fatto che per tutta l'infanzia lo hanno tenuto segregato in cortile, fra quattro mura.
> > >
> >
> > al massimo non avrà abilità sociali, l'intelligenza non si misura su quello se non per verificare in casi gravissimi la mancanza di capacità che rendano l'individuo autonomo
> >
> > il ritardo mentale lieve o la carenza intellettiva in individui comunque non ritardati si verificano sulle capacità logico deduttive e simboliche
> >
> > > Anche tutte le persone che sono ritardate sotto qualche aspetto, ad esempio quelli che non hanno senso estetico, quelli a cui non piace la musica classica, o che sono indifferenti alla natura. Non hanno semplicemente avuto gli stimoli adatti all'età adatta a recepire gli stimoli.
> >
> > la mancanza di sensibilità non è mancanza di intelligenza, altrimenti questo forum sarebbe disabitato causa utenti exsinistri, oloturii, invalnàti, zampi e pisani che mandano in cortocircuito il pc sbavandoci sopra tutto il giorno
>
> Le facoltà intellettive si sviluppano per mezzo della creazione di opportune connessioni. Non è che le connessioni siano già tutte fatte, in parte devono svilupparsi per effetto di opportuni stimoli in determinati periodi. Mancando questi stimoli... vedi sopra.
la scuola fornisce questi stimoli di base, cioè le prime lettere incise sulla tabula rasa
a parità di stimoli trovi la tavoletta di cera su cui si incidono agevolmente e la tavola di granito su cui devi martellare a forza per lasciare un segno superficiale
The Lich™
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Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daNon Autenticatoil 2014-12-30 21:18:10.0 alle 2014-12-30 21:18:10.0Scritto da: The Lich
> Scritto da:
> > Scritto da: The Lich
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da: The Lich
> > > > >http://it.wikipedia.org/wiki/Ritardo_mentale

> > > > >
> > > > > Al contrario di quanto è solito pensare, nella maggior parte dei casi il ritardo mentale appartiene ad una categoria definita "ritardo familiare", ovvero non dipendente da deficit biologico ma bensì da una storia di ritardo in famiglia. In questi casi rimane impossibile determinare se il ritardo sia dovuto a cause ambientali (per esempio una situazione di povertà continua che porta alla malnutrizione) oppure se dipenda da un vero e proprio fattore genetico.
> > > > >
> > > > > peccato che si possa continuare a dare la colpa della denutrizione in africa, o qui in italia al massimo fino alla fine degli anni '50, ma con il welfare abbastanza efficiente degli ultimi 50 anni direi che ci sono pochi dubbi sulla necessità di attribuire il ritardo mentale ad un fattore genetico ereditario.
> > > > >
> > > > > e il concetto andrebbe esteso in modo non indebito anche agli individui non ritardati, da quelli con scarsa intelligenza verso l'alto, come del resto aveva dimostrato uno studio clinico australiano che avevo postato qui un po' di tempo fa
> > > > >
> > > > > solo che attribuire una base genetica al quoziente intellettivo, per quanto pienamente razionale, finisce inevitabilmente con l'attirare le strida e gli scacazzamenti delle arpie ideologiche, a questo proposito attendo i commenti delle varie suore, wakke e zampe
> > > >
> > > > Nell'intelligenza c'è una componente genetica, ma quella ambientale pesa in modo preponderante.
> > >
> > > ma anche no
> >
> > Ma anche sì, se un essere umano cresce allevato dai lupi non supererà l'intelligenza di un animale.
> >
> > Lo stesso per un essere umano ipoteticamente cresciuto da solo.
> >
> > Un essere umano cresciuto in un contesto svantaggiato, ad esempio una famiglia in cui non si ragiona in modo logico e non si parla mai di argomenti intelligenti, una scuola dove la maestra si fa i cazzi suoi scaldando la sedia, una compagnia di amici parimenti ritardati, crescerà ritardato.
>
> tu stai facendo una gran macedonia di cultura, intelligenza e sensibilità, tre concetti totalmente separati
La sensibilità rientra nell'intelligenza e la cultura la sviluppa. Sto appunto sostenendo che gran parte dell'intelligenza deriva da un apprendimento.
> non si può misurare il quoziente intellettivo "puro" a 16 anni, quando già le interazioni sociali e culturali hanno creato una rete complessa
>
> si dovrebbero considerare invece i bambini in età scolare che costituiscono ancora prevalentemente una tabula rasa per gli stimoli intellettivi, privi di sovrastrutture: ti accorgerai che a parità di insegnamento e metodo didattico ci sono quelli che comprendono rapidamente i concetti aritmetici e logici di base e le implicazioni logiche necessarie a risolvere il problema "se pierino ha 3 mele e 2 pere quanti frutti ha?"
>
> ti pare tanto semplice? ci sono quelli che rispondono subito, quelli che ci pensano sù, quelli che sparano numeri a caso e quelli che ti guardano a bocca aperta
Ci sarà una componente genetica, ma come escludere quella culturale? A sei anni un bambino è già stato esposto a molteplici influenze ed esperienze che influiscono su cose come se preferisci imparare o dare calci al pallone. Il bambino che non sa rispondere alla domanda non ha assimilato i concetti di numero, di insieme, e di addizione, forse perché costituzionalmente meno ricettivo, forse perché i suoi interessi sono altri.
Già nella culla si è esposti a queste influenze. Dei miei vicini al nipotino in culla ripetevano sempre uh-uuuuh, sempre, sempre come un disco rotto, come unica modalità di interazione. Chissà se questo avrà influito sui risultati scolastici? Secondo me parlare all'infante pronunciando frasi di senso compiuto ne sviluppa l'intelligenza anche quando non è ancora in grado di intendere il significato
Comunque non nego che vi sia una componente genetica determinante, altrimenti un gorilla istruito potrebbe essere intelligente come un uomo.
> e non parlarmi di influenze familiari, quelle contano a un livello più elevato, più culturalmente articolato, del resto se l'intelligenza ha una base genetica non puoi nemmeno pretendere che in un contesto familiare di persone poco intelligenti si discuta di metafisica o meccanica quantistica, è già tanto se si parla del gran fratello o di quello che c'è adesso al suo posto
>
> > Negli Stati Uniti vi sono innumerevoli esempi di contesti simili, ma constato una simile degenerazione anche nella fantastica Italia del Nord, si narra un tempo civilissima, per l'azione combinata dell'idiozia leghista, del disimpegno berlusconiano, dell'imbecillismo di sinistra. Quando la coperta è corta ognuno la tira e nessuno ragiona, e nella pianura padana vedo ovunque i segni di questa involuzione.
>
> tu parli di cultura, io parlo di natura
Parlo di cultura perché quasi nulla di ciò che sappiamo fare lo abbiamo creato noi. Si tratta di cose che abbiamo imparato o visto, e ciò che vedi e ti viene insegnato dipende dal contesto in cui cresci.
> > Ad esempio, abbandonare il modo tradizionale di costruire case e fabbricare oggetti, la propria cultura materiale, a lungo andare rende l'intera popolazione immensamente più stupida di una qualsiasi tribù che in qualche foresta crei da sé ciò che le serve.
> >
>
> questa è un'idiosincrasia tua
Se il trapano è un giocattolone che si compra al LIDL invece di un utensile serio e solido fabbricato in uno stabilimento nei paraggi, il mercato regionale del lavoro richiederà meno ingegneri, meno periti, meno progettisti. Moltiplicando per una moltitudine di casi analoghi, ne deriva un impoverimento delle componenti culturali dell'intelligenza nell'intera regione.
Questo vale per tutto ciò che puoi fabbricare oppure comprare già pronto. Sono un fautore della bassa tecnologia, fin dove può arrivare, perché connessa al fabbricare e produrre da sé. Un cacciavite col manico di legno lo puoi fabbricare da te, o lo può fabbricare un'officina artigianale, un cacciavite col manico di plastica lo fabbrica uno stabilimento a una scala diversa che può non essere locale (e comunque gli operai che ci lavorano non acquisiscono nozioni per fabbricare cacciaviti da sé).
> > Fino a qualche tempo fa propendevo anch'io per la predominanza dei geni, ora vedo tutt'intorno troppa stupidità per crederci ancora.
> >
>
> e fai male, dovresti ricordarti cosa disse einstein in proposito
>
> > > > Ad esempio il figlio dei miei dirimpettai si potrebbe definire leggermente ritardato, ma probabilmente a causa del fatto che per tutta l'infanzia lo hanno tenuto segregato in cortile, fra quattro mura.
> > > >
> > >
> > > al massimo non avrà abilità sociali, l'intelligenza non si misura su quello se non per verificare in casi gravissimi la mancanza di capacità che rendano l'individuo autonomo
> > >
> > > il ritardo mentale lieve o la carenza intellettiva in individui comunque non ritardati si verificano sulle capacità logico deduttive e simboliche
> > >
> > > > Anche tutte le persone che sono ritardate sotto qualche aspetto, ad esempio quelli che non hanno senso estetico, quelli a cui non piace la musica classica, o che sono indifferenti alla natura. Non hanno semplicemente avuto gli stimoli adatti all'età adatta a recepire gli stimoli.
> > >
> > > la mancanza di sensibilità non è mancanza di intelligenza, altrimenti questo forum sarebbe disabitato causa utenti exsinistri, oloturii, invalnàti, zampi e pisani che mandano in cortocircuito il pc sbavandoci sopra tutto il giorno
> >
> > Le facoltà intellettive si sviluppano per mezzo della creazione di opportune connessioni. Non è che le connessioni siano già tutte fatte, in parte devono svilupparsi per effetto di opportuni stimoli in determinati periodi. Mancando questi stimoli... vedi sopra.
>
> la scuola fornisce questi stimoli di base, cioè le prime lettere incise sulla tabula rasa
>
> a parità di stimoli trovi la tavoletta di cera su cui si incidono agevolmente e la tavola di granito su cui devi martellare a forza per lasciare un segno superficiale
La tavoletta inizia ad essere incisa molto prima della scuola, il che rende difficile isolare e identificare le componenti genetiche.-
Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daThe LichÜbermenschil 2014-12-30 21:56:18.0 alle 2014-12-30 21:56:18.0Trollate totali: 21351Scritto da:
>
> La sensibilità rientra nell'intelligenza
solo se credi alla teoria consolatoria delle intelligenze multiple
> e la cultura la sviluppa.
quindi di per sè non c'entra con l'intelligenza
> Sto appunto sostenendo che gran parte dell'intelligenza deriva da un apprendimento.
>
e per me sbagli di grosso, detta molto semplicemente tu pensi che si possa cavare sangue dalle rape
> Ci sarà una componente genetica, ma come escludere quella culturale?
dall'età e dalla natura e qualità dei concetti esposti
> A sei anni un bambino è già stato esposto a molteplici influenze ed esperienze che influiscono su cose come se preferisci imparare o dare calci al pallone.
hai mai rifletutto che magari preferiscono dare calci al pallone perchè imparare è oltre la loro portata? ma tu almeno hai mai visto bambini torcersi sui banchi perchè le cose più elementari costituiscono per loro insormontabili difficoltà?
> Il bambino che non sa rispondere alla domanda non ha assimilato i concetti di numero, di insieme, e di addizione, forse perché costituzionalmente meno ricettivo, forse perché i suoi interessi sono altri.
le capacità logico - deduttive di base non si assimilano, si hanno o non si hanno ed è proprio questo il punto: stiamo parlando di funzioni - non il definirei nemmeno concetti - talmente elementari da essere strettamente connessi alla base biologica, poi da lì sopra si costruisce, ma a questo livello la capacità di apprendimento è proprio genetica, non culturale
> Già nella culla si è esposti a queste influenze. Dei miei vicini al nipotino in culla ripetevano sempre uh-uuuuh, sempre, sempre come un disco rotto, come unica modalità di interazione. Chissà se questo avrà influito sui risultati scolastici? Secondo me parlare all'infante pronunciando frasi di senso compiuto ne sviluppa l'intelligenza anche quando non è ancora in grado di intendere il significato
>
toglimi una curiosità... ma questi tuoi vicini sono cime d'ingegno o hanno problemi di comprendonio pure loro?
> Comunque non nego che vi sia una componente genetica determinante, altrimenti un gorilla istruito potrebbe essere intelligente come un uomo.
>
ma vah?
> Parlo di cultura perché quasi nulla di ciò che sappiamo fare lo abbiamo creato noi. Si tratta di cose che abbiamo imparato o visto, e ciò che vedi e ti viene insegnato dipende dal contesto in cui cresci.
>
questo non ha nulla a che vedere con il discorso che sto cercando di sviluppare io
> Se il trapano è un giocattolone che si compra al LIDL invece di un utensile serio e solido fabbricato in uno stabilimento nei paraggi, il mercato regionale del lavoro richiederà meno ingegneri, meno periti, meno progettisti. Moltiplicando per una moltitudine di casi analoghi, ne deriva un impoverimento delle componenti culturali dell'intelligenza nell'intera regione.
quindi tu vorresti tornare al fabbro ferraio che fabbricava dal chiodo al ferro di cavallo alla vanga, altrimenti non si capisce come si possa reggere una produzione distribuita granularmente come pretendi te
e le produzioni ad elevato contenuto tecnologico? impiantiamo una fabbrica di microchip in ogni paese? il farmacista di paese produce antivirali e antitumorali come farmaci galenici?
> Questo vale per tutto ciò che puoi fabbricare oppure comprare già pronto.
dalla cpu al satellite artificiale
> Sono un fautore della bassa tecnologia, fin dove può arrivare, perché connessa al fabbricare e produrre da sé. Un cacciavite col manico di legno lo puoi fabbricare da te, o lo può fabbricare un'officina artigianale, un cacciavite col manico di plastica lo fabbrica uno stabilimento a una scala diversa che può non essere locale (e comunque gli operai che ci lavorano non acquisiscono nozioni per fabbricare cacciaviti da sé).
>
eh già, fàbbricati in casa un cacciavite a punta torque in titanio
> La tavoletta inizia ad essere incisa molto prima della scuola, il che rende difficile isolare e identificare le componenti genetiche.
non ai livelli di cui stiamo parlando
The Lich™
« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »

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Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daNon Autenticatoil 2014-12-30 22:48:25.0 alle 2014-12-30 22:48:25.0Scritto da: The Lich
> Scritto da:
> >
> > La sensibilità rientra nell'intelligenza
>
> solo se credi alla teoria consolatoria delle intelligenze multiple
Mi pare sensata. Determinate funzionalità dipendono da circuiti neurali specializzati, che possono essere migliori o peggiori, sia che si siano formati dietro istruzioni genetiche che per apprendimento.
Si sapesse manipolare le connessioni fra i neuroni, si potrebbero creare nel cervello circuiti sofisticati, come calcolatori digitali, permettendo di fare a mente calcoli complessi.
> > e la cultura la sviluppa.
>
> quindi di per sè non c'entra con l'intelligenza
>
> > Sto appunto sostenendo che gran parte dell'intelligenza deriva da un apprendimento.
> >
>
> e per me sbagli di grosso, detta molto semplicemente tu pensi che si possa cavare sangue dalle rape
>
> > Ci sarà una componente genetica, ma come escludere quella culturale?
>
> dall'età e dalla natura e qualità dei concetti esposti
>
> > A sei anni un bambino è già stato esposto a molteplici influenze ed esperienze che influiscono su cose come se preferisci imparare o dare calci al pallone.
>
> hai mai rifletutto che magari preferiscono dare calci al pallone perchè imparare è oltre la loro portata? ma tu almeno hai mai visto bambini torcersi sui banchi perchè le cose più elementari costituiscono per loro insormontabili difficoltà?
I miei compagni di scuola meno dotati se ne stracatafottevano, altro che torcersi! Di qui l'impressione che molto sia legato agli interessi personali.
> > Il bambino che non sa rispondere alla domanda non ha assimilato i concetti di numero, di insieme, e di addizione, forse perché costituzionalmente meno ricettivo, forse perché i suoi interessi sono altri.
>
> le capacità logico - deduttive di base non si assimilano, si hanno o non si hanno ed è proprio questo il punto: stiamo parlando di funzioni - non il definirei nemmeno concetti - talmente elementari da essere strettamente connessi alla base biologica, poi da lì sopra si costruisce, ma a questo livello la capacità di apprendimento è proprio genetica, non culturale
Su questo tendo ad essere d'accordo.
> > Già nella culla si è esposti a queste influenze. Dei miei vicini al nipotino in culla ripetevano sempre uh-uuuuh, sempre, sempre come un disco rotto, come unica modalità di interazione. Chissà se questo avrà influito sui risultati scolastici? Secondo me parlare all'infante pronunciando frasi di senso compiuto ne sviluppa l'intelligenza anche quando non è ancora in grado di intendere il significato
> >
>
> toglimi una curiosità... ma questi tuoi vicini sono cime d'ingegno o hanno problemi di comprendonio pure loro?
Sono ex operai.
Sono cresciuto e vivo in un quartieraccio!
> > Comunque non nego che vi sia una componente genetica determinante, altrimenti un gorilla istruito potrebbe essere intelligente come un uomo.
> >
>
> ma vah?
>
> > Parlo di cultura perché quasi nulla di ciò che sappiamo fare lo abbiamo creato noi. Si tratta di cose che abbiamo imparato o visto, e ciò che vedi e ti viene insegnato dipende dal contesto in cui cresci.
> >
>
> questo non ha nulla a che vedere con il discorso che sto cercando di sviluppare io
>
> > Se il trapano è un giocattolone che si compra al LIDL invece di un utensile serio e solido fabbricato in uno stabilimento nei paraggi, il mercato regionale del lavoro richiederà meno ingegneri, meno periti, meno progettisti. Moltiplicando per una moltitudine di casi analoghi, ne deriva un impoverimento delle componenti culturali dell'intelligenza nell'intera regione.
>
> quindi tu vorresti tornare al fabbro ferraio che fabbricava dal chiodo al ferro di cavallo alla vanga, altrimenti non si capisce come si possa reggere una produzione distribuita granularmente come pretendi te
Non sto parlando di produzione distribuita a livello di villaggio per qualsiasi oggetto, ma se in una regione a Ivrea c'è una fabbrica di computer, a Chieri utensileria di precisione, altrove ottica di precisione e così via, il tenore intellettuale complessivo cresce.
Ma anche se in ogni cittadina dai diecimila abitanti in su ci fosse un'officina in grado di fabbricarti un pezzo di ricambio che non si trova più, o un particolare cacciavite. Ad esempio ho un frullatore guasto che non sono mai riuscito neppure ad aprire, perché richiede un cacciavite speciale. La differenza è tra "ah no, questo non lo abbiamo, è la prima vota che vedo una roba simile" e "ah ho capito, torni la settimana prossima."
> e le produzioni ad elevato contenuto tecnologico? impiantiamo una fabbrica di microchip in ogni paese? il farmacista di paese produce antivirali e antitumorali come farmaci galenici?
Infatti parlavo di bassa tecnologia. Ma a livello regionale non sarebbe male una fabbrica di circuiti integrati e una di medicinali, con annessi laboratori di ricerca.
> > Questo vale per tutto ciò che puoi fabbricare oppure comprare già pronto.
>
> dalla cpu al satellite artificiale
>
> > Sono un fautore della bassa tecnologia, fin dove può arrivare, perché connessa al fabbricare e produrre da sé. Un cacciavite col manico di legno lo puoi fabbricare da te, o lo può fabbricare un'officina artigianale, un cacciavite col manico di plastica lo fabbrica uno stabilimento a una scala diversa che può non essere locale (e comunque gli operai che ci lavorano non acquisiscono nozioni per fabbricare cacciaviti da sé).
> >
>
> eh già, fàbbricati in casa un cacciavite a punta torque in titanio
E chi ha bisogno di un cacciavite di titanio? Ma a livello regionale uno stabilimento di meccanica di precisione potrebbe produrre anche quello.
> > La tavoletta inizia ad essere incisa molto prima della scuola, il che rende difficile isolare e identificare le componenti genetiche.
>
> non ai livelli di cui stiamo parlando-
Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daThe LichÜbermenschil 2014-12-31 11:59:00.0 alle 2014-12-31 11:59:00.0Trollate totali: 21351Scritto da:
>
> Mi pare sensata. Determinate funzionalità dipendono da circuiti neurali specializzati, che possono essere migliori o peggiori, sia che si siano formati dietro istruzioni genetiche che per apprendimento.
>
> Si sapesse manipolare le connessioni fra i neuroni, si potrebbero creare nel cervello circuiti sofisticati, come calcolatori digitali, permettendo di fare a mente calcoli complessi.
>
riduzionismo e meccanicismo biologico, anche questi mi pare che siano belli che superati
>
> I miei compagni di scuola meno dotati se ne stracatafottevano, altro che torcersi! Di qui l'impressione che molto sia legato agli interessi personali.
>
in generale se ne fottono perchè non ci fanno la punta e quindi perdono interesse
>
> Su questo tendo ad essere d'accordo.
>
e fai bene, dovresti sempre accordarti alla saggezza di un Lich
>
> Sono ex operai.
>
> Sono cresciuto e vivo in un quartieraccio!
>
guarda che mio babbo è un ex - operaio
> Non sto parlando di produzione distribuita a livello di villaggio per qualsiasi oggetto, ma se in una regione a Ivrea c'è una fabbrica di computer, a Chieri utensileria di precisione, altrove ottica di precisione e così via, il tenore intellettuale complessivo cresce.
e tu pensi che si possa reggere una fabbrica di computer a livello regionale?
l'utensileria di precisione è un'altra cosa, nel senso che la produzione di parti meccaniche di ricambio o utensili di precisione o customizzati riesce a reggersi in piedi anche con una distribuzione più fine sul territorio, sempre che ci sia un'attività manifatturiera abbastanza vivace, altrimenti si assiste al crollo in cascata che stiamo subendo adesso in italia
> Ma anche se in ogni cittadina dai diecimila abitanti in su ci fosse un'officina in grado di fabbricarti un pezzo di ricambio che non si trova più, o un particolare cacciavite.
chiuderebbe dopo due mesi o meglio non aprirebbe nemmeno perchè non può far fronte all'investimento iniziale per acquistare le macchine
> Ad esempio ho un frullatore guasto che non sono mai riuscito neppure ad aprire, perché richiede un cacciavite speciale. La differenza è tra "ah no, questo non lo abbiamo, è la prima vota che vedo una roba simile" e "ah ho capito, torni la settimana prossima."
>
scusa ma se hai di queste idee perchè non ti compri un tornio e una fresa da metallo? 800 euro di investimento e ti costruisci tu quello che vuoi
> Infatti parlavo di bassa tecnologia. Ma a livello regionale non sarebbe male una fabbrica di circuiti integrati e una di medicinali, con annessi laboratori di ricerca.
>
sognare è facile, il problema è precipitare in the real world
> E chi ha bisogno di un cacciavite di titanio?
quindi il tuo problema è solo che non riesci a trovare un accidente di cacciavite?
gatto, voglio essere brutalmente franco: probabilmente sarebbero anche riusciti a studiare la vite che devi svitare e a progettare e fabbricare l'attrezzo, ma alla fine ti sarebbe costato come cinquanta frullatori e avendo capito che il gioco non vale la candela ti hanno liquidato così
> Ma a livello regionale uno stabilimento di meccanica di precisione potrebbe produrre anche quello.
>
certo ma ad un prezzo giustificato solo dalla necessità di un'industria che non possa farne a meno, non di un gattastro che non riesce a smontare il frullatore
btw non è che queste attività artigianali richiedano poi tutta questa gran cultura, sopratutto ora che ci sono programmi di cad e macchine a controllo numerico da fantascienza
The Lich™
« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »

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Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daNon Autenticatoil 2014-12-31 12:37:11.0 alle 2014-12-31 12:37:11.0Scritto da: The Lich
> Scritto da:
> >
> > Mi pare sensata. Determinate funzionalità dipendono da circuiti neurali specializzati, che possono essere migliori o peggiori, sia che si siano formati dietro istruzioni genetiche che per apprendimento.
> >
> > Si sapesse manipolare le connessioni fra i neuroni, si potrebbero creare nel cervello circuiti sofisticati, come calcolatori digitali, permettendo di fare a mente calcoli complessi.
> >
>
> riduzionismo e meccanicismo biologico, anche questi mi pare che siano belli che superati
http://www.lescienze.it/edicola/2013/08/01/news/co...
riassume le conoscenze attuali (più un malloppo di opinabili elucubrazioni dell'autore che però affinano lo spirito critico).
> > I miei compagni di scuola meno dotati se ne stracatafottevano, altro che torcersi! Di qui l'impressione che molto sia legato agli interessi personali.
> >
>
> in generale se ne fottono perchè non ci fanno la punta e quindi perdono interesse
>
> >
> > Su questo tendo ad essere d'accordo.
> >
>
> e fai bene, dovresti sempre accordarti alla saggezza di un Lich
Ma anche non sempre.
> > Sono ex operai.
> >
> > Sono cresciuto e vivo in un quartieraccio!
> >
>
> guarda che mio babbo è un ex - operaio
Anche il mio. Ex caporeparto nell'utensileria di cui sotto.
> > Non sto parlando di produzione distribuita a livello di villaggio per qualsiasi oggetto, ma se in una regione a Ivrea c'è una fabbrica di computer, a Chieri utensileria di precisione, altrove ottica di precisione e così via, il tenore intellettuale complessivo cresce.
>
> e tu pensi che si possa reggere una fabbrica di computer a livello regionale?
Solo se la regione potesse decidere che tutti i computer in uso presso la pubblica amministrazione siano comprati in quella fabbrica. Cioè se la regione fosse uno stato sovrano in grado di fregarsene dei globalisti.
Meglio se fosse una fabbrica di proprietà pubblica, e per pubblica intendo non solo dello stato, ma che gli azionisti siano i singoli cittadini che, allora, sarebbero incentivati a comprare dalla loro fabbrica.
Meglio ancora se la produzione avvenisse on demand. La stampa 3D comunque va in quella direzione.
Nel mondo reale ed attuale dovrebbe essere invece una fabbrica concorrenziale a livello mondiale, ma al momento non si può competere con i cinesi.
> l'utensileria di precisione è un'altra cosa, nel senso che la produzione di parti meccaniche di ricambio o utensili di precisione o customizzati riesce a reggersi in piedi anche con una distribuzione più fine sul territorio, sempre che ci sia un'attività manifatturiera abbastanza vivace, altrimenti si assiste al crollo in cascata che stiamo subendo adesso in italia
>
> > Ma anche se in ogni cittadina dai diecimila abitanti in su ci fosse un'officina in grado di fabbricarti un pezzo di ricambio che non si trova più, o un particolare cacciavite.
>
> chiuderebbe dopo due mesi o meglio non aprirebbe nemmeno perchè non può far fronte all'investimento iniziale per acquistare le macchine
Potrebbe non essere un'azienda, ma un consorzio non commerciale formato da N individui che possiedono attrezzature per fabbricare ciò che serve loro, non vendono nulla e ogni membro paga la sua parte di spese, in denaro o lavoro.
> > Ad esempio ho un frullatore guasto che non sono mai riuscito neppure ad aprire, perché richiede un cacciavite speciale. La differenza è tra "ah no, questo non lo abbiamo, è la prima vota che vedo una roba simile" e "ah ho capito, torni la settimana prossima."
> >
>
> scusa ma se hai di queste idee perchè non ti compri un tornio e una fresa da metallo? 800 euro di investimento e ti costruisci tu quello che vuoi
È lavoro.
Le mie geniali idee in genere vertono su come far lavorare gli altri. Del resto c'è molta gente che ritiene che non lavorare sia un problema.
> > Infatti parlavo di bassa tecnologia. Ma a livello regionale non sarebbe male una fabbrica di circuiti integrati e una di medicinali, con annessi laboratori di ricerca.
> >
>
> sognare è facile, il problema è precipitare in the real world
Fino al primo novecento era il mondo reale. Poi è iniziata l'internazionalizzazione e la globalizzazione. Rimuovere frontiere è un errore, togliere setti aumenta l'entropia.
> > E chi ha bisogno di un cacciavite di titanio?
>
> quindi il tuo problema è solo che non riesci a trovare un accidente di cacciavite?
>
> gatto, voglio essere brutalmente franco: probabilmente sarebbero anche riusciti a studiare la vite che devi svitare e a progettare e fabbricare l'attrezzo, ma alla fine ti sarebbe costato come cinquanta frullatori e avendo capito che il gioco non vale la candela ti hanno liquidato così
No, non c'era proprio il cacciavite.
> > Ma a livello regionale uno stabilimento di meccanica di precisione potrebbe produrre anche quello.
> >
>
> certo ma ad un prezzo giustificato solo dalla necessità di un'industria che non possa farne a meno, non di un gattastro che non riesce a smontare il frullatore
>
> btw non è che queste attività artigianali richiedano poi tutta questa gran cultura, sopratutto ora che ci sono programmi di cad e macchine a controllo numerico da fantascienza
Usare quei CAD non richiede cultura informatica, nozioni di disegno, capacità di visualizzare oggetti in tre dimensioni? Niente di speciale, ma i lobotomizzati col pollice intento a messaggiare sullo smartone non sono neppure capaci di quello.-
Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daThe LichÜbermenschil 2014-12-31 13:19:24.0 alle 2014-12-31 13:19:24.0Trollate totali: 21351Scritto da:
> Scritto da: The Lich
> > Scritto da:
> > >
> > > Mi pare sensata. Determinate funzionalità dipendono da circuiti neurali specializzati, che possono essere migliori o peggiori, sia che si siano formati dietro istruzioni genetiche che per apprendimento.
> > >
> > > Si sapesse manipolare le connessioni fra i neuroni, si potrebbero creare nel cervello circuiti sofisticati, come calcolatori digitali, permettendo di fare a mente calcoli complessi.
> > >
> >
> > riduzionismo e meccanicismo biologico, anche questi mi pare che siano belli che superati
>
> http://www.lescienze.it/edicola/2013/08/01/news/co...
>
> riassume le conoscenze attuali (più un malloppo di opinabili elucubrazioni dell'autore che però affinano lo spirito critico).
>
in pratica un cazzo
> > > I miei compagni di scuola meno dotati se ne stracatafottevano, altro che torcersi! Di qui l'impressione che molto sia legato agli interessi personali.
> > >
> >
> > in generale se ne fottono perchè non ci fanno la punta e quindi perdono interesse
> >
> > >
> > > Su questo tendo ad essere d'accordo.
> > >
> >
> > e fai bene, dovresti sempre accordarti alla saggezza di un Lich
>
> Ma anche non sempre.
>
ma anche no
> > > Sono ex operai.
> > >
> > > Sono cresciuto e vivo in un quartieraccio!
> > >
> >
> > guarda che mio babbo è un ex - operaio
>
> Anche il mio. Ex caporeparto nell'utensileria di cui sotto.
>
quindi come osi?
> > > Non sto parlando di produzione distribuita a livello di villaggio per qualsiasi oggetto, ma se in una regione a Ivrea c'è una fabbrica di computer, a Chieri utensileria di precisione, altrove ottica di precisione e così via, il tenore intellettuale complessivo cresce.
> >
> > e tu pensi che si possa reggere una fabbrica di computer a livello regionale?
>
> Solo se la regione potesse decidere che tutti i computer in uso presso la pubblica amministrazione siano comprati in quella fabbrica. Cioè se la regione fosse uno stato sovrano in grado di fregarsene dei globalisti.
l'olivetti non si è retta nemmeno sulle commesse statali di cose inutili come i baracchini per stampare certificati messi in piazza
> Meglio se fosse una fabbrica di proprietà pubblica, e per pubblica intendo non solo dello stato, ma che gli azionisti siano i singoli cittadini che, allora, sarebbero incentivati a comprare dalla loro fabbrica.
quindi pubblica ma anche privata
> Meglio ancora se la produzione avvenisse on demand. La stampa 3D comunque va in quella direzione.
>
non si possono costruire chip in demand
> Nel mondo reale ed attuale dovrebbe essere invece una fabbrica concorrenziale a livello mondiale, ma al momento non si può competere con i cinesi.
>
questo accade perchè gli investimenti necessari ad acquistare le macchine necessarie alla produzione possono avvenire solo a livello mondiale
> > l'utensileria di precisione è un'altra cosa, nel senso che la produzione di parti meccaniche di ricambio o utensili di precisione o customizzati riesce a reggersi in piedi anche con una distribuzione più fine sul territorio, sempre che ci sia un'attività manifatturiera abbastanza vivace, altrimenti si assiste al crollo in cascata che stiamo subendo adesso in italia
> >
> > > Ma anche se in ogni cittadina dai diecimila abitanti in su ci fosse un'officina in grado di fabbricarti un pezzo di ricambio che non si trova più, o un particolare cacciavite.
> >
> > chiuderebbe dopo due mesi o meglio non aprirebbe nemmeno perchè non può far fronte all'investimento iniziale per acquistare le macchine
>
> Potrebbe non essere un'azienda, ma un consorzio non commerciale formato da N individui che possiedono attrezzature per fabbricare ciò che serve loro, non vendono nulla e ogni membro paga la sua parte di spese, in denaro o lavoro.
>
solo se i soci si chiamano gates, soros, bezos... ti risulta che ce ne siano in ogni regione d'italia?
> > > Ad esempio ho un frullatore guasto che non sono mai riuscito neppure ad aprire, perché richiede un cacciavite speciale. La differenza è tra "ah no, questo non lo abbiamo, è la prima vota che vedo una roba simile" e "ah ho capito, torni la settimana prossima."
> > >
> >
> > scusa ma se hai di queste idee perchè non ti compri un tornio e una fresa da metallo? 800 euro di investimento e ti costruisci tu quello che vuoi
>
> È lavoro.
Le mie geniali idee in genere vertono su come far lavorare gli altri. Del resto c'è molta gente che ritiene che non lavorare sia un problema.
>
geniali
temo che dopo il lamarckismo idyodesco in questo forum si stia delineando l'economicismo autarchico gattesco
> > > Infatti parlavo di bassa tecnologia. Ma a livello regionale non sarebbe male una fabbrica di circuiti integrati e una di medicinali, con annessi laboratori di ricerca.
> > >
> >
> > sognare è facile, il problema è precipitare in the real world
>
> Fino al primo novecento era il mondo reale. Poi è iniziata l'internazionalizzazione e la globalizzazione. Rimuovere frontiere è un errore, togliere setti aumenta l'entropia.
>
nel primo novecento l'orizzonte era ancora quello del fabbro ferraio, al massimo al posto di martello ed incudine c'era il maglio a vapore
> > > E chi ha bisogno di un cacciavite di titanio?
> >
> > quindi il tuo problema è solo che non riesci a trovare un accidente di cacciavite?
> >
> > gatto, voglio essere brutalmente franco: probabilmente sarebbero anche riusciti a studiare la vite che devi svitare e a progettare e fabbricare l'attrezzo, ma alla fine ti sarebbe costato come cinquanta frullatori e avendo capito che il gioco non vale la candela ti hanno liquidato così
>
> No, non c'era proprio il cacciavite.
>
mi sbaglio o stiamo divergendo in direzioni opposte?
> > > Ma a livello regionale uno stabilimento di meccanica di precisione potrebbe produrre anche quello.
> > >
> >
> > certo ma ad un prezzo giustificato solo dalla necessità di un'industria che non possa farne a meno, non di un gattastro che non riesce a smontare il frullatore
> >
> > btw non è che queste attività artigianali richiedano poi tutta questa gran cultura, sopratutto ora che ci sono programmi di cad e macchine a controllo numerico da fantascienza
>
> Usare quei CAD non richiede cultura informatica,
ma anche no
> nozioni di disegno,
te le da qualunque iti
> capacità di visualizzare oggetti in tre dimensioni?
a parte gli orbi la visione stereoscopica è alquanto comune fra gli umani
> Niente di speciale, ma i lobotomizzati col pollice intento a messaggiare sullo smartone non sono neppure capaci di quello.
oppure sanno fare quello e l'altro se hanno frequentato un istituto tecnico industriale o ingegneria meccanica, semplicemente non tutti sono ingegneri meccanici
The Lich™
« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »

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Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daNon Autenticatoil 2015-01-01 02:51:51.0 alle 2015-01-01 02:51:51.0Scritto da: The Lich
> Scritto da:
> > Scritto da: The Lich
> > > Scritto da:
> > > >
> > > > Mi pare sensata. Determinate funzionalità dipendono da circuiti neurali specializzati, che possono essere migliori o peggiori, sia che si siano formati dietro istruzioni genetiche che per apprendimento.
> > > >
> > > > Si sapesse manipolare le connessioni fra i neuroni, si potrebbero creare nel cervello circuiti sofisticati, come calcolatori digitali, permettendo di fare a mente calcoli complessi.
> > > >
> > >
> > > riduzionismo e meccanicismo biologico, anche questi mi pare che siano belli che superati
> >
> > http://www.lescienze.it/edicola/2013/08/01/news/co...
> >
> > riassume le conoscenze attuali (più un malloppo di opinabili elucubrazioni dell'autore che però affinano lo spirito critico).
> >
>
> in pratica un cazzo
Tolte le elucubrazioni, rimane la prima parte del libro con il sunto delle conoscenze attuali. La descrizione del percettrone spiega molto bene la percezione gestaltica, comunque ero giunto alle stesse conclusioni per conto mio da anni.
> > > > I miei compagni di scuola meno dotati se ne stracatafottevano, altro che torcersi! Di qui l'impressione che molto sia legato agli interessi personali.
> > > >
> > >
> > > in generale se ne fottono perchè non ci fanno la punta e quindi perdono interesse
> > >
> > > >
> > > > Su questo tendo ad essere d'accordo.
> > > >
> > >
> > > e fai bene, dovresti sempre accordarti alla saggezza di un Lich
> >
> > Ma anche non sempre.
> >
>
> ma anche no
Hai ragione, "ma anche no" è meno possibilista di "ma non sempre".
> > > > Sono ex operai.
> > > >
> > > > Sono cresciuto e vivo in un quartieraccio!
> > > >
> > >
> > > guarda che mio babbo è un ex - operaio
> >
> > Anche il mio. Ex caporeparto nell'utensileria di cui sotto.
> >
>
> quindi come osi?
In genere fra gli operai sono rari gli individui in grado di elevarsi dalla melma bruta.
> > > > Non sto parlando di produzione distribuita a livello di villaggio per qualsiasi oggetto, ma se in una regione a Ivrea c'è una fabbrica di computer, a Chieri utensileria di precisione, altrove ottica di precisione e così via, il tenore intellettuale complessivo cresce.
> > >
> > > e tu pensi che si possa reggere una fabbrica di computer a livello regionale?
> >
> > Solo se la regione potesse decidere che tutti i computer in uso presso la pubblica amministrazione siano comprati in quella fabbrica. Cioè se la regione fosse uno stato sovrano in grado di fregarsene dei globalisti.
>
> l'olivetti non si è retta nemmeno sulle commesse statali di cose inutili come i baracchini per stampare certificati messi in piazza
Non era un'industria statale. Comunque è andata benissimo finché non l'ha acquisita uno che intende un'azienda come qualcosa da succhiare e di cui sputare il torsolo.
> > Meglio se fosse una fabbrica di proprietà pubblica, e per pubblica intendo non solo dello stato, ma che gli azionisti siano i singoli cittadini che, allora, sarebbero incentivati a comprare dalla loro fabbrica.
>
> quindi pubblica ma anche privata
Pubblica nel senso di public company, ma con una significativa partecipazione statale.
> > Meglio ancora se la produzione avvenisse on demand. La stampa 3D comunque va in quella direzione.
> >
>
> non si possono costruire chip in demand
Per adesso.
> > Nel mondo reale ed attuale dovrebbe essere invece una fabbrica concorrenziale a livello mondiale, ma al momento non si può competere con i cinesi.
> >
>
> questo accade perchè gli investimenti necessari ad acquistare le macchine necessarie alla produzione possono avvenire solo a livello mondiale
Solo per le alte tecnologie.
> > > l'utensileria di precisione è un'altra cosa, nel senso che la produzione di parti meccaniche di ricambio o utensili di precisione o customizzati riesce a reggersi in piedi anche con una distribuzione più fine sul territorio, sempre che ci sia un'attività manifatturiera abbastanza vivace, altrimenti si assiste al crollo in cascata che stiamo subendo adesso in italia
> > >
> > > > Ma anche se in ogni cittadina dai diecimila abitanti in su ci fosse un'officina in grado di fabbricarti un pezzo di ricambio che non si trova più, o un particolare cacciavite.
> > >
> > > chiuderebbe dopo due mesi o meglio non aprirebbe nemmeno perchè non può far fronte all'investimento iniziale per acquistare le macchine
> >
> > Potrebbe non essere un'azienda, ma un consorzio non commerciale formato da N individui che possiedono attrezzature per fabbricare ciò che serve loro, non vendono nulla e ogni membro paga la sua parte di spese, in denaro o lavoro.
> >
>
> solo se i soci si chiamano gates, soros, bezos... ti risulta che ce ne siano in ogni regione d'italia?
Immagina una specie di club, formato da decine di migliaia di persone, che possiede attrezzature per fabbricare qualsiasi oggetto a bassa tecnologia, e non lo fanno per vendere ma per produrre per se stessi, quindi non subiscono il ricatto della concorrenza e del mercato. Torni, frese, presse, stampanti 3D. Hai bisogno di una vite particolare? Ti rivolgi a loro e ti spiegano che per fabbricare quella vite occorrono dieci ore, che tu pagherai con diei ore del tuo lavoro in qualche incarico di cui sei capace. Da un elenco di compiti disponibili scegli qualcosa che sai fare, se non sei specializzato in nulla ci sono incarichi non specializzati, ad esempio passare un fine settimana ad aiutare uno dei membri a ripulire una stalla. Dopo una bella doccia passi a ritirare la vite.
Lo stesso per ogni tipo di prodotto: alimentari, abbigliamento, eccetera. Come il numero di partecipanti cresce si forma un sistema economico indipendente, funzionale e funzionante anche quando all'esterno c'è crisi e stridore di denti. Puoi fare a meno di un impiego, non diventi portatore di ricatto occupazionale, hai tutto ciò che ti serve nell'ambito dei prodotti e servizi necessari, e all'aumentare del nuero di partecipanti ci si può permettere anche tecnologie più sofisticate, si riesce ad allestire un sistema scolastico e sanitario, per tacer di altro.
> > > > Ad esempio ho un frullatore guasto che non sono mai riuscito neppure ad aprire, perché richiede un cacciavite speciale. La differenza è tra "ah no, questo non lo abbiamo, è la prima vota che vedo una roba simile" e "ah ho capito, torni la settimana prossima."
> > > >
> > >
> > > scusa ma se hai di queste idee perchè non ti compri un tornio e una fresa da metallo? 800 euro di investimento e ti costruisci tu quello che vuoi
> >
> > È lavoro.
Le mie geniali idee in genere vertono su come far lavorare gli altri. Del resto c'è molta gente che ritiene che non lavorare sia un problema.
> >
>
> geniali
>
> temo che dopo il lamarckismo idyodesco in questo forum si stia delineando l'economicismo autarchico gattesco
>
> > > > Infatti parlavo di bassa tecnologia. Ma a livello regionale non sarebbe male una fabbrica di circuiti integrati e una di medicinali, con annessi laboratori di ricerca.
> > > >
> > >
> > > sognare è facile, il problema è precipitare in the real world
> >
> > Fino al primo novecento era il mondo reale. Poi è iniziata l'internazionalizzazione e la globalizzazione. Rimuovere frontiere è un errore, togliere setti aumenta l'entropia.
> >
>
> nel primo novecento l'orizzonte era ancora quello del fabbro ferraio, al massimo al posto di martello ed incudine c'era il maglio a vapore
>
> > > > E chi ha bisogno di un cacciavite di titanio?
> > >
> > > quindi il tuo problema è solo che non riesci a trovare un accidente di cacciavite?
> > >
> > > gatto, voglio essere brutalmente franco: probabilmente sarebbero anche riusciti a studiare la vite che devi svitare e a progettare e fabbricare l'attrezzo, ma alla fine ti sarebbe costato come cinquanta frullatori e avendo capito che il gioco non vale la candela ti hanno liquidato così
> >
> > No, non c'era proprio il cacciavite.
> >
>
> mi sbaglio o stiamo divergendo in direzioni opposte?
>
> > > > Ma a livello regionale uno stabilimento di meccanica di precisione potrebbe produrre anche quello.
> > > >
> > >
> > > certo ma ad un prezzo giustificato solo dalla necessità di un'industria che non possa farne a meno, non di un gattastro che non riesce a smontare il frullatore
> > >
> > > btw non è che queste attività artigianali richiedano poi tutta questa gran cultura, sopratutto ora che ci sono programmi di cad e macchine a controllo numerico da fantascienza
> >
> > Usare quei CAD non richiede cultura informatica,
>
> ma anche no
>
> > nozioni di disegno,
>
> te le da qualunque iti
>
> > capacità di visualizzare oggetti in tre dimensioni?
>
> a parte gli orbi la visione stereoscopica è alquanto comune fra gli umani
>
> > Niente di speciale, ma i lobotomizzati col pollice intento a messaggiare sullo smartone non sono neppure capaci di quello.
>
> oppure sanno fare quello e l'altro se hanno frequentato un istituto tecnico industriale o ingegneria meccanica, semplicemente non tutti sono ingegneri meccanici
>
> The Lich™
> « Non è morto ciò che in eterno può attendere,
> e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »
>
>
-
Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daNon Autenticatoil 2015-01-01 08:04:28.0 alle 2015-01-01 08:04:28.0Scritto da:
> Scritto da: The Lich
> > Scritto da:
> > > Scritto da: The Lich
> > > > Scritto da:
> > > > >
> > > > > Mi pare sensata. Determinate funzionalità dipendono da circuiti neurali specializzati, che possono essere migliori o peggiori, sia che si siano formati dietro istruzioni genetiche che per apprendimento.
> > > > >
> > > > > Si sapesse manipolare le connessioni fra i neuroni, si potrebbero creare nel cervello circuiti sofisticati, come calcolatori digitali, permettendo di fare a mente calcoli complessi.
> > > > >
> > > >
> > > > riduzionismo e meccanicismo biologico, anche questi mi pare che siano belli che superati
> > >
> > > http://www.lescienze.it/edicola/2013/08/01/news/co...
> > >
> > > riassume le conoscenze attuali (più un malloppo di opinabili elucubrazioni dell'autore che però affinano lo spirito critico).
> > >
> >
> > in pratica un cazzo
>
> Tolte le elucubrazioni, rimane la prima parte del libro con il sunto delle conoscenze attuali. La descrizione del percettrone spiega molto bene la percezione gestaltica, comunque ero giunto alle stesse conclusioni per conto mio da anni.
>
> > > > > I miei compagni di scuola meno dotati se ne stracatafottevano, altro che torcersi! Di qui l'impressione che molto sia legato agli interessi personali.
> > > > >
> > > >
> > > > in generale se ne fottono perchè non ci fanno la punta e quindi perdono interesse
> > > >
> > > > >
> > > > > Su questo tendo ad essere d'accordo.
> > > > >
> > > >
> > > > e fai bene, dovresti sempre accordarti alla saggezza di un Lich
> > >
> > > Ma anche non sempre.
> > >
> >
> > ma anche no
>
> Hai ragione, "ma anche no" è meno possibilista di "ma non sempre".
>
> > > > > Sono ex operai.
> > > > >
> > > > > Sono cresciuto e vivo in un quartieraccio!
> > > > >
> > > >
> > > > guarda che mio babbo è un ex - operaio
> > >
> > > Anche il mio. Ex caporeparto nell'utensileria di cui sotto.
> > >
> >
> > quindi come osi?
>
> In genere fra gli operai sono rari gli individui in grado di elevarsi dalla melma bruta.
>
> > > > > Non sto parlando di produzione distribuita a livello di villaggio per qualsiasi oggetto, ma se in una regione a Ivrea c'è una fabbrica di computer, a Chieri utensileria di precisione, altrove ottica di precisione e così via, il tenore intellettuale complessivo cresce.
> > > >
> > > > e tu pensi che si possa reggere una fabbrica di computer a livello regionale?
> > >
> > > Solo se la regione potesse decidere che tutti i computer in uso presso la pubblica amministrazione siano comprati in quella fabbrica. Cioè se la regione fosse uno stato sovrano in grado di fregarsene dei globalisti.
> >
> > l'olivetti non si è retta nemmeno sulle commesse statali di cose inutili come i baracchini per stampare certificati messi in piazza
>
> Non era un'industria statale. Comunque è andata benissimo finché non l'ha acquisita uno che intende un'azienda come qualcosa da succhiare e di cui sputare il torsolo.
>
> > > Meglio se fosse una fabbrica di proprietà pubblica, e per pubblica intendo non solo dello stato, ma che gli azionisti siano i singoli cittadini che, allora, sarebbero incentivati a comprare dalla loro fabbrica.
> >
> > quindi pubblica ma anche privata
>
> Pubblica nel senso di public company, ma con una significativa partecipazione statale.
>
> > > Meglio ancora se la produzione avvenisse on demand. La stampa 3D comunque va in quella direzione.
> > >
> >
> > non si possono costruire chip in demand
>
> Per adesso.
>
> > > Nel mondo reale ed attuale dovrebbe essere invece una fabbrica concorrenziale a livello mondiale, ma al momento non si può competere con i cinesi.
> > >
> >
> > questo accade perchè gli investimenti necessari ad acquistare le macchine necessarie alla produzione possono avvenire solo a livello mondiale
>
> Solo per le alte tecnologie.
>
> > > > l'utensileria di precisione è un'altra cosa, nel senso che la produzione di parti meccaniche di ricambio o utensili di precisione o customizzati riesce a reggersi in piedi anche con una distribuzione più fine sul territorio, sempre che ci sia un'attività manifatturiera abbastanza vivace, altrimenti si assiste al crollo in cascata che stiamo subendo adesso in italia
> > > >
> > > > > Ma anche se in ogni cittadina dai diecimila abitanti in su ci fosse un'officina in grado di fabbricarti un pezzo di ricambio che non si trova più, o un particolare cacciavite.
> > > >
> > > > chiuderebbe dopo due mesi o meglio non aprirebbe nemmeno perchè non può far fronte all'investimento iniziale per acquistare le macchine
> > >
> > > Potrebbe non essere un'azienda, ma un consorzio non commerciale formato da N individui che possiedono attrezzature per fabbricare ciò che serve loro, non vendono nulla e ogni membro paga la sua parte di spese, in denaro o lavoro.
> > >
> >
> > solo se i soci si chiamano gates, soros, bezos... ti risulta che ce ne siano in ogni regione d'italia?
>
> Immagina una specie di club, formato da decine di migliaia di persone, che possiede attrezzature per fabbricare qualsiasi oggetto a bassa tecnologia, e non lo fanno per vendere ma per produrre per se stessi, quindi non subiscono il ricatto della concorrenza e del mercato. Torni, frese, presse, stampanti 3D. Hai bisogno di una vite particolare? Ti rivolgi a loro e ti spiegano che per fabbricare quella vite occorrono dieci ore, che tu pagherai con diei ore del tuo lavoro in qualche incarico di cui sei capace. Da un elenco di compiti disponibili scegli qualcosa che sai fare, se non sei specializzato in nulla ci sono incarichi non specializzati, ad esempio passare un fine settimana ad aiutare uno dei membri a ripulire una stalla. Dopo una bella doccia passi a ritirare la vite.
Eh si, peccato che poi dopo aver ripulito la stalla alla cazzo il tizio la vite te la dà sulla testa altro che balle. Oppure tu hai ripulito la stalla alla perfezione e quello ti da una vite diversa da quella che tu gli avevi chiesto.
Le cose non possono che funzionare esattamente come funzionano attualmente, nella vite reale.-
Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daNon Autenticatoil 2015-01-01 15:03:28.0 alle 2015-01-01 15:03:28.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da: The Lich
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> > > > Scritto da: The Lich
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> > > > > >
> > > > > > Mi pare sensata. Determinate funzionalità dipendono da circuiti neurali specializzati, che possono essere migliori o peggiori, sia che si siano formati dietro istruzioni genetiche che per apprendimento.
> > > > > >
> > > > > > Si sapesse manipolare le connessioni fra i neuroni, si potrebbero creare nel cervello circuiti sofisticati, come calcolatori digitali, permettendo di fare a mente calcoli complessi.
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> > > > >
> > > > > riduzionismo e meccanicismo biologico, anche questi mi pare che siano belli che superati
> > > >
> > > > http://www.lescienze.it/edicola/2013/08/01/news/co...
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> > > > riassume le conoscenze attuali (più un malloppo di opinabili elucubrazioni dell'autore che però affinano lo spirito critico).
> > > >
> > >
> > > in pratica un cazzo
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> > Tolte le elucubrazioni, rimane la prima parte del libro con il sunto delle conoscenze attuali. La descrizione del percettrone spiega molto bene la percezione gestaltica, comunque ero giunto alle stesse conclusioni per conto mio da anni.
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> > > > > > I miei compagni di scuola meno dotati se ne stracatafottevano, altro che torcersi! Di qui l'impressione che molto sia legato agli interessi personali.
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> > > > >
> > > > > in generale se ne fottono perchè non ci fanno la punta e quindi perdono interesse
> > > > >
> > > > > >
> > > > > > Su questo tendo ad essere d'accordo.
> > > > > >
> > > > >
> > > > > e fai bene, dovresti sempre accordarti alla saggezza di un Lich
> > > >
> > > > Ma anche non sempre.
> > > >
> > >
> > > ma anche no
> >
> > Hai ragione, "ma anche no" è meno possibilista di "ma non sempre".
> >
> > > > > > Sono ex operai.
> > > > > >
> > > > > > Sono cresciuto e vivo in un quartieraccio!
> > > > > >
> > > > >
> > > > > guarda che mio babbo è un ex - operaio
> > > >
> > > > Anche il mio. Ex caporeparto nell'utensileria di cui sotto.
> > > >
> > >
> > > quindi come osi?
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> > In genere fra gli operai sono rari gli individui in grado di elevarsi dalla melma bruta.
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> > > > > > Non sto parlando di produzione distribuita a livello di villaggio per qualsiasi oggetto, ma se in una regione a Ivrea c'è una fabbrica di computer, a Chieri utensileria di precisione, altrove ottica di precisione e così via, il tenore intellettuale complessivo cresce.
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> > > > > e tu pensi che si possa reggere una fabbrica di computer a livello regionale?
> > > >
> > > > Solo se la regione potesse decidere che tutti i computer in uso presso la pubblica amministrazione siano comprati in quella fabbrica. Cioè se la regione fosse uno stato sovrano in grado di fregarsene dei globalisti.
> > >
> > > l'olivetti non si è retta nemmeno sulle commesse statali di cose inutili come i baracchini per stampare certificati messi in piazza
> >
> > Non era un'industria statale. Comunque è andata benissimo finché non l'ha acquisita uno che intende un'azienda come qualcosa da succhiare e di cui sputare il torsolo.
> >
> > > > Meglio se fosse una fabbrica di proprietà pubblica, e per pubblica intendo non solo dello stato, ma che gli azionisti siano i singoli cittadini che, allora, sarebbero incentivati a comprare dalla loro fabbrica.
> > >
> > > quindi pubblica ma anche privata
> >
> > Pubblica nel senso di public company, ma con una significativa partecipazione statale.
> >
> > > > Meglio ancora se la produzione avvenisse on demand. La stampa 3D comunque va in quella direzione.
> > > >
> > >
> > > non si possono costruire chip in demand
> >
> > Per adesso.
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> > > > Nel mondo reale ed attuale dovrebbe essere invece una fabbrica concorrenziale a livello mondiale, ma al momento non si può competere con i cinesi.
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> > >
> > > questo accade perchè gli investimenti necessari ad acquistare le macchine necessarie alla produzione possono avvenire solo a livello mondiale
> >
> > Solo per le alte tecnologie.
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> > > > > l'utensileria di precisione è un'altra cosa, nel senso che la produzione di parti meccaniche di ricambio o utensili di precisione o customizzati riesce a reggersi in piedi anche con una distribuzione più fine sul territorio, sempre che ci sia un'attività manifatturiera abbastanza vivace, altrimenti si assiste al crollo in cascata che stiamo subendo adesso in italia
> > > > >
> > > > > > Ma anche se in ogni cittadina dai diecimila abitanti in su ci fosse un'officina in grado di fabbricarti un pezzo di ricambio che non si trova più, o un particolare cacciavite.
> > > > >
> > > > > chiuderebbe dopo due mesi o meglio non aprirebbe nemmeno perchè non può far fronte all'investimento iniziale per acquistare le macchine
> > > >
> > > > Potrebbe non essere un'azienda, ma un consorzio non commerciale formato da N individui che possiedono attrezzature per fabbricare ciò che serve loro, non vendono nulla e ogni membro paga la sua parte di spese, in denaro o lavoro.
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> > >
> > > solo se i soci si chiamano gates, soros, bezos... ti risulta che ce ne siano in ogni regione d'italia?
> >
> > Immagina una specie di club, formato da decine di migliaia di persone, che possiede attrezzature per fabbricare qualsiasi oggetto a bassa tecnologia, e non lo fanno per vendere ma per produrre per se stessi, quindi non subiscono il ricatto della concorrenza e del mercato. Torni, frese, presse, stampanti 3D. Hai bisogno di una vite particolare? Ti rivolgi a loro e ti spiegano che per fabbricare quella vite occorrono dieci ore, che tu pagherai con diei ore del tuo lavoro in qualche incarico di cui sei capace. Da un elenco di compiti disponibili scegli qualcosa che sai fare, se non sei specializzato in nulla ci sono incarichi non specializzati, ad esempio passare un fine settimana ad aiutare uno dei membri a ripulire una stalla. Dopo una bella doccia passi a ritirare la vite.
>
> Eh si, peccato che poi dopo aver ripulito la stalla alla cazzo il tizio la vite te la dà sulla testa altro che balle. Oppure tu hai ripulito la stalla alla perfezione e quello ti da una vite diversa da quella che tu gli avevi chiesto.
> Le cose non possono che funzionare esattamente come funzionano attualmente, nella vite reale.
In tal caso hai diritto a un'altra vite.-
Re: ma guarda un po', l'ho sempre detto`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
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Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daThe LichÜbermenschil 2015-01-01 15:27:41.0 alle 2015-01-01 15:27:41.0Trollate totali: 21351Scritto da:
> Scritto da: The Lich
> > Scritto da:
> > > Scritto da: The Lich
> > > > Scritto da:
> > > > >
> > > > > Mi pare sensata. Determinate funzionalità dipendono da circuiti neurali specializzati, che possono essere migliori o peggiori, sia che si siano formati dietro istruzioni genetiche che per apprendimento.
> > > > >
> > > > > Si sapesse manipolare le connessioni fra i neuroni, si potrebbero creare nel cervello circuiti sofisticati, come calcolatori digitali, permettendo di fare a mente calcoli complessi.
> > > > >
> > > >
> > > > riduzionismo e meccanicismo biologico, anche questi mi pare che siano belli che superati
> > >
> > > http://www.lescienze.it/edicola/2013/08/01/news/co...
> > >
> > > riassume le conoscenze attuali (più un malloppo di opinabili elucubrazioni dell'autore che però affinano lo spirito critico).
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> >
> > in pratica un cazzo
>
> Tolte le elucubrazioni, rimane la prima parte del libro con il sunto delle conoscenze attuali. La descrizione del percettrone spiega molto bene la percezione gestaltica, comunque ero giunto alle stesse conclusioni per conto mio da anni.
>
> > > > > I miei compagni di scuola meno dotati se ne stracatafottevano, altro che torcersi! Di qui l'impressione che molto sia legato agli interessi personali.
> > > > >
> > > >
> > > > in generale se ne fottono perchè non ci fanno la punta e quindi perdono interesse
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> > > > > Su questo tendo ad essere d'accordo.
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> > > > e fai bene, dovresti sempre accordarti alla saggezza di un Lich
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> > > Ma anche non sempre.
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> > ma anche no
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> Hai ragione, "ma anche no" è meno possibilista di "ma non sempre".
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> > > > > Sono ex operai.
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> > > > > Sono cresciuto e vivo in un quartieraccio!
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> > > > guarda che mio babbo è un ex - operaio
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> > > Anche il mio. Ex caporeparto nell'utensileria di cui sotto.
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> >
> > quindi come osi?
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> In genere fra gli operai sono rari gli individui in grado di elevarsi dalla melma bruta.
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> > > > > Non sto parlando di produzione distribuita a livello di villaggio per qualsiasi oggetto, ma se in una regione a Ivrea c'è una fabbrica di computer, a Chieri utensileria di precisione, altrove ottica di precisione e così via, il tenore intellettuale complessivo cresce.
> > > >
> > > > e tu pensi che si possa reggere una fabbrica di computer a livello regionale?
> > >
> > > Solo se la regione potesse decidere che tutti i computer in uso presso la pubblica amministrazione siano comprati in quella fabbrica. Cioè se la regione fosse uno stato sovrano in grado di fregarsene dei globalisti.
> >
> > l'olivetti non si è retta nemmeno sulle commesse statali di cose inutili come i baracchini per stampare certificati messi in piazza
>
> Non era un'industria statale. Comunque è andata benissimo finché non l'ha acquisita uno che intende un'azienda come qualcosa da succhiare e di cui sputare il torsolo.
>
> > > Meglio se fosse una fabbrica di proprietà pubblica, e per pubblica intendo non solo dello stato, ma che gli azionisti siano i singoli cittadini che, allora, sarebbero incentivati a comprare dalla loro fabbrica.
> >
> > quindi pubblica ma anche privata
>
> Pubblica nel senso di public company, ma con una significativa partecipazione statale.
>
> > > Meglio ancora se la produzione avvenisse on demand. La stampa 3D comunque va in quella direzione.
> > >
> >
> > non si possono costruire chip in demand
>
> Per adesso.
>
> > > Nel mondo reale ed attuale dovrebbe essere invece una fabbrica concorrenziale a livello mondiale, ma al momento non si può competere con i cinesi.
> > >
> >
> > questo accade perchè gli investimenti necessari ad acquistare le macchine necessarie alla produzione possono avvenire solo a livello mondiale
>
> Solo per le alte tecnologie.
>
> > > > l'utensileria di precisione è un'altra cosa, nel senso che la produzione di parti meccaniche di ricambio o utensili di precisione o customizzati riesce a reggersi in piedi anche con una distribuzione più fine sul territorio, sempre che ci sia un'attività manifatturiera abbastanza vivace, altrimenti si assiste al crollo in cascata che stiamo subendo adesso in italia
> > > >
> > > > > Ma anche se in ogni cittadina dai diecimila abitanti in su ci fosse un'officina in grado di fabbricarti un pezzo di ricambio che non si trova più, o un particolare cacciavite.
> > > >
> > > > chiuderebbe dopo due mesi o meglio non aprirebbe nemmeno perchè non può far fronte all'investimento iniziale per acquistare le macchine
> > >
> > > Potrebbe non essere un'azienda, ma un consorzio non commerciale formato da N individui che possiedono attrezzature per fabbricare ciò che serve loro, non vendono nulla e ogni membro paga la sua parte di spese, in denaro o lavoro.
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> >
> > solo se i soci si chiamano gates, soros, bezos... ti risulta che ce ne siano in ogni regione d'italia?
>
> Immagina
ecco questo è già il primo fail, quando si "immagina" un sistema sociale, economico o politico ci si ritrova con l'utopia di moro o peggio ancora con l'economia pianificata sovietica
> una specie di club, formato da decine di migliaia di persone, che possiede attrezzature per fabbricare qualsiasi oggetto a bassa tecnologia, e non lo fanno per vendere ma per produrre per se stessi, quindi non subiscono il ricatto della concorrenza e del mercato. Torni, frese, presse, stampanti 3D. Hai bisogno di una vite particolare? Ti rivolgi a loro e ti spiegano che per fabbricare quella vite occorrono dieci ore, che tu pagherai con diei ore del tuo lavoro in qualche incarico di cui sei capace. Da un elenco di compiti disponibili scegli qualcosa che sai fare, se non sei specializzato in nulla ci sono incarichi non specializzati, ad esempio passare un fine settimana ad aiutare uno dei membri a ripulire una stalla. Dopo una bella doccia passi a ritirare la vite.
> Lo stesso per ogni tipo di prodotto: alimentari, abbigliamento, eccetera. Come il numero di partecipanti cresce si forma un sistema economico indipendente, funzionale e funzionante anche quando all'esterno c'è crisi e stridore di denti. Puoi fare a meno di un impiego, non diventi portatore di ricatto occupazionale, hai tutto ciò che ti serve nell'ambito dei prodotti e servizi necessari, e all'aumentare del nuero di partecipanti ci si può permettere anche tecnologie più sofisticate, si riesce ad allestire un sistema scolastico e sanitario, per tacer di altro.
>
queste boiate mi ricordano in qualche modo ralph nader
The Lich™
« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »

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Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daNon Autenticatoil 2015-01-01 15:29:50.0 alle 2015-01-01 15:29:50.0Scritto da: The Lich
> Scritto da:
> > Scritto da: The Lich
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da: The Lich
> > > > > Scritto da:
> > > > > >
> > > > > > Mi pare sensata. Determinate funzionalità dipendono da circuiti neurali specializzati, che possono essere migliori o peggiori, sia che si siano formati dietro istruzioni genetiche che per apprendimento.
> > > > > >
> > > > > > Si sapesse manipolare le connessioni fra i neuroni, si potrebbero creare nel cervello circuiti sofisticati, come calcolatori digitali, permettendo di fare a mente calcoli complessi.
> > > > > >
> > > > >
> > > > > riduzionismo e meccanicismo biologico, anche questi mi pare che siano belli che superati
> > > >
> > > > http://www.lescienze.it/edicola/2013/08/01/news/co...
> > > >
> > > > riassume le conoscenze attuali (più un malloppo di opinabili elucubrazioni dell'autore che però affinano lo spirito critico).
> > > >
> > >
> > > in pratica un cazzo
> >
> > Tolte le elucubrazioni, rimane la prima parte del libro con il sunto delle conoscenze attuali. La descrizione del percettrone spiega molto bene la percezione gestaltica, comunque ero giunto alle stesse conclusioni per conto mio da anni.
> >
> > > > > > I miei compagni di scuola meno dotati se ne stracatafottevano, altro che torcersi! Di qui l'impressione che molto sia legato agli interessi personali.
> > > > > >
> > > > >
> > > > > in generale se ne fottono perchè non ci fanno la punta e quindi perdono interesse
> > > > >
> > > > > >
> > > > > > Su questo tendo ad essere d'accordo.
> > > > > >
> > > > >
> > > > > e fai bene, dovresti sempre accordarti alla saggezza di un Lich
> > > >
> > > > Ma anche non sempre.
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> > > ma anche no
> >
> > Hai ragione, "ma anche no" è meno possibilista di "ma non sempre".
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> > > > > > Sono ex operai.
> > > > > >
> > > > > > Sono cresciuto e vivo in un quartieraccio!
> > > > > >
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> > > > > guarda che mio babbo è un ex - operaio
> > > >
> > > > Anche il mio. Ex caporeparto nell'utensileria di cui sotto.
> > > >
> > >
> > > quindi come osi?
> >
> > In genere fra gli operai sono rari gli individui in grado di elevarsi dalla melma bruta.
> >
> > > > > > Non sto parlando di produzione distribuita a livello di villaggio per qualsiasi oggetto, ma se in una regione a Ivrea c'è una fabbrica di computer, a Chieri utensileria di precisione, altrove ottica di precisione e così via, il tenore intellettuale complessivo cresce.
> > > > >
> > > > > e tu pensi che si possa reggere una fabbrica di computer a livello regionale?
> > > >
> > > > Solo se la regione potesse decidere che tutti i computer in uso presso la pubblica amministrazione siano comprati in quella fabbrica. Cioè se la regione fosse uno stato sovrano in grado di fregarsene dei globalisti.
> > >
> > > l'olivetti non si è retta nemmeno sulle commesse statali di cose inutili come i baracchini per stampare certificati messi in piazza
> >
> > Non era un'industria statale. Comunque è andata benissimo finché non l'ha acquisita uno che intende un'azienda come qualcosa da succhiare e di cui sputare il torsolo.
> >
> > > > Meglio se fosse una fabbrica di proprietà pubblica, e per pubblica intendo non solo dello stato, ma che gli azionisti siano i singoli cittadini che, allora, sarebbero incentivati a comprare dalla loro fabbrica.
> > >
> > > quindi pubblica ma anche privata
> >
> > Pubblica nel senso di public company, ma con una significativa partecipazione statale.
> >
> > > > Meglio ancora se la produzione avvenisse on demand. La stampa 3D comunque va in quella direzione.
> > > >
> > >
> > > non si possono costruire chip in demand
> >
> > Per adesso.
> >
> > > > Nel mondo reale ed attuale dovrebbe essere invece una fabbrica concorrenziale a livello mondiale, ma al momento non si può competere con i cinesi.
> > > >
> > >
> > > questo accade perchè gli investimenti necessari ad acquistare le macchine necessarie alla produzione possono avvenire solo a livello mondiale
> >
> > Solo per le alte tecnologie.
> >
> > > > > l'utensileria di precisione è un'altra cosa, nel senso che la produzione di parti meccaniche di ricambio o utensili di precisione o customizzati riesce a reggersi in piedi anche con una distribuzione più fine sul territorio, sempre che ci sia un'attività manifatturiera abbastanza vivace, altrimenti si assiste al crollo in cascata che stiamo subendo adesso in italia
> > > > >
> > > > > > Ma anche se in ogni cittadina dai diecimila abitanti in su ci fosse un'officina in grado di fabbricarti un pezzo di ricambio che non si trova più, o un particolare cacciavite.
> > > > >
> > > > > chiuderebbe dopo due mesi o meglio non aprirebbe nemmeno perchè non può far fronte all'investimento iniziale per acquistare le macchine
> > > >
> > > > Potrebbe non essere un'azienda, ma un consorzio non commerciale formato da N individui che possiedono attrezzature per fabbricare ciò che serve loro, non vendono nulla e ogni membro paga la sua parte di spese, in denaro o lavoro.
> > > >
> > >
> > > solo se i soci si chiamano gates, soros, bezos... ti risulta che ce ne siano in ogni regione d'italia?
> >
> > Immagina
>
> ecco questo è già il primo fail, quando si "immagina" un sistema sociale, economico o politico ci si ritrova con l'utopia di moro o peggio ancora con l'economia pianificata sovietica
Fail, questo non è un sistema sociale ma un'organizzazione privata a cui aderisce chi vuole aderire.
> > una specie di club, formato da decine di migliaia di persone, che possiede attrezzature per fabbricare qualsiasi oggetto a bassa tecnologia, e non lo fanno per vendere ma per produrre per se stessi, quindi non subiscono il ricatto della concorrenza e del mercato. Torni, frese, presse, stampanti 3D. Hai bisogno di una vite particolare? Ti rivolgi a loro e ti spiegano che per fabbricare quella vite occorrono dieci ore, che tu pagherai con diei ore del tuo lavoro in qualche incarico di cui sei capace. Da un elenco di compiti disponibili scegli qualcosa che sai fare, se non sei specializzato in nulla ci sono incarichi non specializzati, ad esempio passare un fine settimana ad aiutare uno dei membri a ripulire una stalla. Dopo una bella doccia passi a ritirare la vite.
> > Lo stesso per ogni tipo di prodotto: alimentari, abbigliamento, eccetera. Come il numero di partecipanti cresce si forma un sistema economico indipendente, funzionale e funzionante anche quando all'esterno c'è crisi e stridore di denti. Puoi fare a meno di un impiego, non diventi portatore di ricatto occupazionale, hai tutto ciò che ti serve nell'ambito dei prodotti e servizi necessari, e all'aumentare del nuero di partecipanti ci si può permettere anche tecnologie più sofisticate, si riesce ad allestire un sistema scolastico e sanitario, per tacer di altro.
> >
>
> queste boiate mi ricordano in qualche modo ralph nader
/me cerca con google
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Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daThe LichÜbermenschil 2015-01-01 15:35:59.0 alle 2015-01-01 15:35:59.0Trollate totali: 21351Scritto da:
> Scritto da: The Lich
> > Scritto da:
> > > Scritto da: The Lich
> > > > Scritto da:
> > > > > Scritto da: The Lich
> > > > > > Scritto da:
> > > > > > >
> > > > > > > Mi pare sensata. Determinate funzionalità dipendono da circuiti neurali specializzati, che possono essere migliori o peggiori, sia che si siano formati dietro istruzioni genetiche che per apprendimento.
> > > > > > >
> > > > > > > Si sapesse manipolare le connessioni fra i neuroni, si potrebbero creare nel cervello circuiti sofisticati, come calcolatori digitali, permettendo di fare a mente calcoli complessi.
> > > > > > >
> > > > > >
> > > > > > riduzionismo e meccanicismo biologico, anche questi mi pare che siano belli che superati
> > > > >
> > > > > http://www.lescienze.it/edicola/2013/08/01/news/co...
> > > > >
> > > > > riassume le conoscenze attuali (più un malloppo di opinabili elucubrazioni dell'autore che però affinano lo spirito critico).
> > > > >
> > > >
> > > > in pratica un cazzo
> > >
> > > Tolte le elucubrazioni, rimane la prima parte del libro con il sunto delle conoscenze attuali. La descrizione del percettrone spiega molto bene la percezione gestaltica, comunque ero giunto alle stesse conclusioni per conto mio da anni.
> > >
> > > > > > > I miei compagni di scuola meno dotati se ne stracatafottevano, altro che torcersi! Di qui l'impressione che molto sia legato agli interessi personali.
> > > > > > >
> > > > > >
> > > > > > in generale se ne fottono perchè non ci fanno la punta e quindi perdono interesse
> > > > > >
> > > > > > >
> > > > > > > Su questo tendo ad essere d'accordo.
> > > > > > >
> > > > > >
> > > > > > e fai bene, dovresti sempre accordarti alla saggezza di un Lich
> > > > >
> > > > > Ma anche non sempre.
> > > > >
> > > >
> > > > ma anche no
> > >
> > > Hai ragione, "ma anche no" è meno possibilista di "ma non sempre".
> > >
> > > > > > > Sono ex operai.
> > > > > > >
> > > > > > > Sono cresciuto e vivo in un quartieraccio!
> > > > > > >
> > > > > >
> > > > > > guarda che mio babbo è un ex - operaio
> > > > >
> > > > > Anche il mio. Ex caporeparto nell'utensileria di cui sotto.
> > > > >
> > > >
> > > > quindi come osi?
> > >
> > > In genere fra gli operai sono rari gli individui in grado di elevarsi dalla melma bruta.
> > >
> > > > > > > Non sto parlando di produzione distribuita a livello di villaggio per qualsiasi oggetto, ma se in una regione a Ivrea c'è una fabbrica di computer, a Chieri utensileria di precisione, altrove ottica di precisione e così via, il tenore intellettuale complessivo cresce.
> > > > > >
> > > > > > e tu pensi che si possa reggere una fabbrica di computer a livello regionale?
> > > > >
> > > > > Solo se la regione potesse decidere che tutti i computer in uso presso la pubblica amministrazione siano comprati in quella fabbrica. Cioè se la regione fosse uno stato sovrano in grado di fregarsene dei globalisti.
> > > >
> > > > l'olivetti non si è retta nemmeno sulle commesse statali di cose inutili come i baracchini per stampare certificati messi in piazza
> > >
> > > Non era un'industria statale. Comunque è andata benissimo finché non l'ha acquisita uno che intende un'azienda come qualcosa da succhiare e di cui sputare il torsolo.
> > >
> > > > > Meglio se fosse una fabbrica di proprietà pubblica, e per pubblica intendo non solo dello stato, ma che gli azionisti siano i singoli cittadini che, allora, sarebbero incentivati a comprare dalla loro fabbrica.
> > > >
> > > > quindi pubblica ma anche privata
> > >
> > > Pubblica nel senso di public company, ma con una significativa partecipazione statale.
> > >
> > > > > Meglio ancora se la produzione avvenisse on demand. La stampa 3D comunque va in quella direzione.
> > > > >
> > > >
> > > > non si possono costruire chip in demand
> > >
> > > Per adesso.
> > >
> > > > > Nel mondo reale ed attuale dovrebbe essere invece una fabbrica concorrenziale a livello mondiale, ma al momento non si può competere con i cinesi.
> > > > >
> > > >
> > > > questo accade perchè gli investimenti necessari ad acquistare le macchine necessarie alla produzione possono avvenire solo a livello mondiale
> > >
> > > Solo per le alte tecnologie.
> > >
> > > > > > l'utensileria di precisione è un'altra cosa, nel senso che la produzione di parti meccaniche di ricambio o utensili di precisione o customizzati riesce a reggersi in piedi anche con una distribuzione più fine sul territorio, sempre che ci sia un'attività manifatturiera abbastanza vivace, altrimenti si assiste al crollo in cascata che stiamo subendo adesso in italia
> > > > > >
> > > > > > > Ma anche se in ogni cittadina dai diecimila abitanti in su ci fosse un'officina in grado di fabbricarti un pezzo di ricambio che non si trova più, o un particolare cacciavite.
> > > > > >
> > > > > > chiuderebbe dopo due mesi o meglio non aprirebbe nemmeno perchè non può far fronte all'investimento iniziale per acquistare le macchine
> > > > >
> > > > > Potrebbe non essere un'azienda, ma un consorzio non commerciale formato da N individui che possiedono attrezzature per fabbricare ciò che serve loro, non vendono nulla e ogni membro paga la sua parte di spese, in denaro o lavoro.
> > > > >
> > > >
> > > > solo se i soci si chiamano gates, soros, bezos... ti risulta che ce ne siano in ogni regione d'italia?
> > >
> > > Immagina
> >
> > ecco questo è già il primo fail, quando si "immagina" un sistema sociale, economico o politico ci si ritrova con l'utopia di moro o peggio ancora con l'economia pianificata sovietica
>
> Fail, questo non è un sistema sociale ma un'organizzazione privata a cui aderisce chi vuole aderire.
>
quale parte di sistema economico non ti è chiara?
The Lich™
« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »

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Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daNon Autenticatoil 2015-01-01 16:15:05.0 alle 2015-01-01 16:15:05.0Scritto da: The Lich
> Scritto da:
> > Scritto da: The Lich
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> > > > Scritto da: The Lich
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> > > > > > Scritto da: The Lich
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> > > > > > > > Mi pare sensata. Determinate funzionalità dipendono da circuiti neurali specializzati, che possono essere migliori o peggiori, sia che si siano formati dietro istruzioni genetiche che per apprendimento.
> > > > > > > >
> > > > > > > > Si sapesse manipolare le connessioni fra i neuroni, si potrebbero creare nel cervello circuiti sofisticati, come calcolatori digitali, permettendo di fare a mente calcoli complessi.
> > > > > > > >
> > > > > > >
> > > > > > > riduzionismo e meccanicismo biologico, anche questi mi pare che siano belli che superati
> > > > > >
> > > > > > http://www.lescienze.it/edicola/2013/08/01/news/co...
> > > > > >
> > > > > > riassume le conoscenze attuali (più un malloppo di opinabili elucubrazioni dell'autore che però affinano lo spirito critico).
> > > > > >
> > > > >
> > > > > in pratica un cazzo
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> > > > Tolte le elucubrazioni, rimane la prima parte del libro con il sunto delle conoscenze attuali. La descrizione del percettrone spiega molto bene la percezione gestaltica, comunque ero giunto alle stesse conclusioni per conto mio da anni.
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> > > > > > > > I miei compagni di scuola meno dotati se ne stracatafottevano, altro che torcersi! Di qui l'impressione che molto sia legato agli interessi personali.
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> > > > > > > in generale se ne fottono perchè non ci fanno la punta e quindi perdono interesse
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> > > > > > > > Su questo tendo ad essere d'accordo.
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> > > > > > > e fai bene, dovresti sempre accordarti alla saggezza di un Lich
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> > > > > > Ma anche non sempre.
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> > > > > ma anche no
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> > > > Hai ragione, "ma anche no" è meno possibilista di "ma non sempre".
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> > > > > > > > Sono ex operai.
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> > > > > > > > Sono cresciuto e vivo in un quartieraccio!
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> > > > > > > guarda che mio babbo è un ex - operaio
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> > > > > > Anche il mio. Ex caporeparto nell'utensileria di cui sotto.
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> > > > > quindi come osi?
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> > > > In genere fra gli operai sono rari gli individui in grado di elevarsi dalla melma bruta.
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> > > > > > > > Non sto parlando di produzione distribuita a livello di villaggio per qualsiasi oggetto, ma se in una regione a Ivrea c'è una fabbrica di computer, a Chieri utensileria di precisione, altrove ottica di precisione e così via, il tenore intellettuale complessivo cresce.
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> > > > > > > e tu pensi che si possa reggere una fabbrica di computer a livello regionale?
> > > > > >
> > > > > > Solo se la regione potesse decidere che tutti i computer in uso presso la pubblica amministrazione siano comprati in quella fabbrica. Cioè se la regione fosse uno stato sovrano in grado di fregarsene dei globalisti.
> > > > >
> > > > > l'olivetti non si è retta nemmeno sulle commesse statali di cose inutili come i baracchini per stampare certificati messi in piazza
> > > >
> > > > Non era un'industria statale. Comunque è andata benissimo finché non l'ha acquisita uno che intende un'azienda come qualcosa da succhiare e di cui sputare il torsolo.
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> > > > > > Meglio se fosse una fabbrica di proprietà pubblica, e per pubblica intendo non solo dello stato, ma che gli azionisti siano i singoli cittadini che, allora, sarebbero incentivati a comprare dalla loro fabbrica.
> > > > >
> > > > > quindi pubblica ma anche privata
> > > >
> > > > Pubblica nel senso di public company, ma con una significativa partecipazione statale.
> > > >
> > > > > > Meglio ancora se la produzione avvenisse on demand. La stampa 3D comunque va in quella direzione.
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> > > > > non si possono costruire chip in demand
> > > >
> > > > Per adesso.
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> > > > > > Nel mondo reale ed attuale dovrebbe essere invece una fabbrica concorrenziale a livello mondiale, ma al momento non si può competere con i cinesi.
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> > > > > questo accade perchè gli investimenti necessari ad acquistare le macchine necessarie alla produzione possono avvenire solo a livello mondiale
> > > >
> > > > Solo per le alte tecnologie.
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> > > > > > > l'utensileria di precisione è un'altra cosa, nel senso che la produzione di parti meccaniche di ricambio o utensili di precisione o customizzati riesce a reggersi in piedi anche con una distribuzione più fine sul territorio, sempre che ci sia un'attività manifatturiera abbastanza vivace, altrimenti si assiste al crollo in cascata che stiamo subendo adesso in italia
> > > > > > >
> > > > > > > > Ma anche se in ogni cittadina dai diecimila abitanti in su ci fosse un'officina in grado di fabbricarti un pezzo di ricambio che non si trova più, o un particolare cacciavite.
> > > > > > >
> > > > > > > chiuderebbe dopo due mesi o meglio non aprirebbe nemmeno perchè non può far fronte all'investimento iniziale per acquistare le macchine
> > > > > >
> > > > > > Potrebbe non essere un'azienda, ma un consorzio non commerciale formato da N individui che possiedono attrezzature per fabbricare ciò che serve loro, non vendono nulla e ogni membro paga la sua parte di spese, in denaro o lavoro.
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> > > > > solo se i soci si chiamano gates, soros, bezos... ti risulta che ce ne siano in ogni regione d'italia?
> > > >
> > > > Immagina
> > >
> > > ecco questo è già il primo fail, quando si "immagina" un sistema sociale, economico o politico ci si ritrova con l'utopia di moro o peggio ancora con l'economia pianificata sovietica
> >
> > Fail, questo non è un sistema sociale ma un'organizzazione privata a cui aderisce chi vuole aderire.
> >
>
> quale parte di sistema economico non ti è chiara?
Quello descritto è un sistema economico semichiuso e volontario. Meglio di quello attuale aperto a forza e di fatto obbligatorio.
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Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daNon Autenticatoil 2015-01-01 16:25:38.0 alle 2015-01-01 16:25:38.0Scri
> >
> > quale parte di sistema economico non ti è chiara?
>
> Quello descritto è un sistema economico semichiuso e volontario. Meglio di quello attuale aperto a forza e di fatto obbligatorio, e funzionante.
>
fixed-
Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daNon Autenticatoil 2015-01-01 16:28:08.0 alle 2015-01-01 16:28:08.0Scritto da:
> Scri
> > >
> > > quale parte di sistema economico non ti è chiara?
> >
> > Quello descritto è un sistema economico semichiuso e volontario. Meglio di quello attuale aperto a forza e di fatto obbligatorio, e funzionante.
> >
>
> fixed
Funzionante solo per qualcuno. Funzionante per chi si assoggetta a lavorare, e occorre anche che il lavoro te lo diano, assoggettarsi non è una condizione sufficiente.-
Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daNon Autenticatoil 2015-01-01 16:36:39.0 alle 2015-01-01 16:36:39.0Scritto da:
> Scritto da:
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> > > >
> > > > quale parte di sistema economico non ti è chiara?
> > >
> > > Quello descritto è un sistema economico semichiuso e volontario. Meglio di quello attuale aperto a forza e di fatto obbligatorio, e funzionante.
> > >
> >
> > fixed
>
> Funzionante solo per qualcuno. Funzionante per chi si assoggetta a lavorare, e occorre anche che il lavoro te lo diano, assoggettarsi non è una condizione sufficiente.
Funzionante solo per chi ha voglia di lavorare e sa farlo con profitto.-
Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daNon Autenticatoil 2015-01-01 16:40:17.0 alle 2015-01-01 16:40:17.0Scritto da:
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> > > > >
> > > > > quale parte di sistema economico non ti è chiara?
> > > >
> > > > Quello descritto è un sistema economico semichiuso e volontario. Meglio di quello attuale aperto a forza e di fatto obbligatorio, e funzionante.
> > > >
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> >
> > Funzionante solo per qualcuno. Funzionante per chi si assoggetta a lavorare, e occorre anche che il lavoro te lo diano, assoggettarsi non è una condizione sufficiente.
>
> Funzionante solo per chi ha voglia di lavorare e sa farlo con profitto.
La mia proposta tende apposta a eliminare il lavoro oltre il necessario, e il profitto che si ottiene facendo lavorare gli altri oltre il loro necessario.
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Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daThe LichÜbermenschil 2015-01-01 16:31:27.0 alle 2015-01-01 16:31:27.0Trollate totali: 21351Scritto da:
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> > > > > > > Scritto da: The Lich
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> > > > > > > > >
> > > > > > > > > Mi pare sensata. Determinate funzionalità dipendono da circuiti neurali specializzati, che possono essere migliori o peggiori, sia che si siano formati dietro istruzioni genetiche che per apprendimento.
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> > > > > > > > > Si sapesse manipolare le connessioni fra i neuroni, si potrebbero creare nel cervello circuiti sofisticati, come calcolatori digitali, permettendo di fare a mente calcoli complessi.
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> > > > > > > > riduzionismo e meccanicismo biologico, anche questi mi pare che siano belli che superati
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> > > > > > > http://www.lescienze.it/edicola/2013/08/01/news/co...
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> > > > > > > riassume le conoscenze attuali (più un malloppo di opinabili elucubrazioni dell'autore che però affinano lo spirito critico).
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> > > > > >
> > > > > > in pratica un cazzo
> > > > >
> > > > > Tolte le elucubrazioni, rimane la prima parte del libro con il sunto delle conoscenze attuali. La descrizione del percettrone spiega molto bene la percezione gestaltica, comunque ero giunto alle stesse conclusioni per conto mio da anni.
> > > > >
> > > > > > > > > I miei compagni di scuola meno dotati se ne stracatafottevano, altro che torcersi! Di qui l'impressione che molto sia legato agli interessi personali.
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> > > > > > > > in generale se ne fottono perchè non ci fanno la punta e quindi perdono interesse
> > > > > > > >
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> > > > > > > > > Su questo tendo ad essere d'accordo.
> > > > > > > > >
> > > > > > > >
> > > > > > > > e fai bene, dovresti sempre accordarti alla saggezza di un Lich
> > > > > > >
> > > > > > > Ma anche non sempre.
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> > > > > >
> > > > > > ma anche no
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> > > > > Hai ragione, "ma anche no" è meno possibilista di "ma non sempre".
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> > > > > > > > > Sono ex operai.
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> > > > > > > > > Sono cresciuto e vivo in un quartieraccio!
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> > > > > > > > guarda che mio babbo è un ex - operaio
> > > > > > >
> > > > > > > Anche il mio. Ex caporeparto nell'utensileria di cui sotto.
> > > > > > >
> > > > > >
> > > > > > quindi come osi?
> > > > >
> > > > > In genere fra gli operai sono rari gli individui in grado di elevarsi dalla melma bruta.
> > > > >
> > > > > > > > > Non sto parlando di produzione distribuita a livello di villaggio per qualsiasi oggetto, ma se in una regione a Ivrea c'è una fabbrica di computer, a Chieri utensileria di precisione, altrove ottica di precisione e così via, il tenore intellettuale complessivo cresce.
> > > > > > > >
> > > > > > > > e tu pensi che si possa reggere una fabbrica di computer a livello regionale?
> > > > > > >
> > > > > > > Solo se la regione potesse decidere che tutti i computer in uso presso la pubblica amministrazione siano comprati in quella fabbrica. Cioè se la regione fosse uno stato sovrano in grado di fregarsene dei globalisti.
> > > > > >
> > > > > > l'olivetti non si è retta nemmeno sulle commesse statali di cose inutili come i baracchini per stampare certificati messi in piazza
> > > > >
> > > > > Non era un'industria statale. Comunque è andata benissimo finché non l'ha acquisita uno che intende un'azienda come qualcosa da succhiare e di cui sputare il torsolo.
> > > > >
> > > > > > > Meglio se fosse una fabbrica di proprietà pubblica, e per pubblica intendo non solo dello stato, ma che gli azionisti siano i singoli cittadini che, allora, sarebbero incentivati a comprare dalla loro fabbrica.
> > > > > >
> > > > > > quindi pubblica ma anche privata
> > > > >
> > > > > Pubblica nel senso di public company, ma con una significativa partecipazione statale.
> > > > >
> > > > > > > Meglio ancora se la produzione avvenisse on demand. La stampa 3D comunque va in quella direzione.
> > > > > > >
> > > > > >
> > > > > > non si possono costruire chip in demand
> > > > >
> > > > > Per adesso.
> > > > >
> > > > > > > Nel mondo reale ed attuale dovrebbe essere invece una fabbrica concorrenziale a livello mondiale, ma al momento non si può competere con i cinesi.
> > > > > > >
> > > > > >
> > > > > > questo accade perchè gli investimenti necessari ad acquistare le macchine necessarie alla produzione possono avvenire solo a livello mondiale
> > > > >
> > > > > Solo per le alte tecnologie.
> > > > >
> > > > > > > > l'utensileria di precisione è un'altra cosa, nel senso che la produzione di parti meccaniche di ricambio o utensili di precisione o customizzati riesce a reggersi in piedi anche con una distribuzione più fine sul territorio, sempre che ci sia un'attività manifatturiera abbastanza vivace, altrimenti si assiste al crollo in cascata che stiamo subendo adesso in italia
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> > > > > > > > > Ma anche se in ogni cittadina dai diecimila abitanti in su ci fosse un'officina in grado di fabbricarti un pezzo di ricambio che non si trova più, o un particolare cacciavite.
> > > > > > > >
> > > > > > > > chiuderebbe dopo due mesi o meglio non aprirebbe nemmeno perchè non può far fronte all'investimento iniziale per acquistare le macchine
> > > > > > >
> > > > > > > Potrebbe non essere un'azienda, ma un consorzio non commerciale formato da N individui che possiedono attrezzature per fabbricare ciò che serve loro, non vendono nulla e ogni membro paga la sua parte di spese, in denaro o lavoro.
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> > > > > >
> > > > > > solo se i soci si chiamano gates, soros, bezos... ti risulta che ce ne siano in ogni regione d'italia?
> > > > >
> > > > > Immagina
> > > >
> > > > ecco questo è già il primo fail, quando si "immagina" un sistema sociale, economico o politico ci si ritrova con l'utopia di moro o peggio ancora con l'economia pianificata sovietica
> > >
> > > Fail, questo non è un sistema sociale ma un'organizzazione privata a cui aderisce chi vuole aderire.
> > >
> >
> > quale parte di sistema economico non ti è chiara?
>
> Quello descritto è un sistema economico semichiuso e volontario.
è dal '700 che si dice che i sistemi economici chiusi non funzionano
The Lich™
« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »

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Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daNon Autenticatoil 2015-01-01 16:42:31.0 alle 2015-01-01 16:42:31.0Scritto da: The Lich
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> > Scritto da: The Lich
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> > > > Scritto da: The Lich
> > > > > Scritto da:
> > > > > > Scritto da: The Lich
> > > > > > > Scritto da:
> > > > > > > > Scritto da: The Lich
> > > > > > > > > Scritto da:
> > > > > > > > > >
> > > > > > > > > > Mi pare sensata. Determinate funzionalità dipendono da circuiti neurali specializzati, che possono essere migliori o peggiori, sia che si siano formati dietro istruzioni genetiche che per apprendimento.
> > > > > > > > > >
> > > > > > > > > > Si sapesse manipolare le connessioni fra i neuroni, si potrebbero creare nel cervello circuiti sofisticati, come calcolatori digitali, permettendo di fare a mente calcoli complessi.
> > > > > > > > > >
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > riduzionismo e meccanicismo biologico, anche questi mi pare che siano belli che superati
> > > > > > > >
> > > > > > > > http://www.lescienze.it/edicola/2013/08/01/news/co...
> > > > > > > >
> > > > > > > > riassume le conoscenze attuali (più un malloppo di opinabili elucubrazioni dell'autore che però affinano lo spirito critico).
> > > > > > > >
> > > > > > >
> > > > > > > in pratica un cazzo
> > > > > >
> > > > > > Tolte le elucubrazioni, rimane la prima parte del libro con il sunto delle conoscenze attuali. La descrizione del percettrone spiega molto bene la percezione gestaltica, comunque ero giunto alle stesse conclusioni per conto mio da anni.
> > > > > >
> > > > > > > > > > I miei compagni di scuola meno dotati se ne stracatafottevano, altro che torcersi! Di qui l'impressione che molto sia legato agli interessi personali.
> > > > > > > > > >
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > in generale se ne fottono perchè non ci fanno la punta e quindi perdono interesse
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > >
> > > > > > > > > > Su questo tendo ad essere d'accordo.
> > > > > > > > > >
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > e fai bene, dovresti sempre accordarti alla saggezza di un Lich
> > > > > > > >
> > > > > > > > Ma anche non sempre.
> > > > > > > >
> > > > > > >
> > > > > > > ma anche no
> > > > > >
> > > > > > Hai ragione, "ma anche no" è meno possibilista di "ma non sempre".
> > > > > >
> > > > > > > > > > Sono ex operai.
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> > > > > > > > > > Sono cresciuto e vivo in un quartieraccio!
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> > > > > > > > > guarda che mio babbo è un ex - operaio
> > > > > > > >
> > > > > > > > Anche il mio. Ex caporeparto nell'utensileria di cui sotto.
> > > > > > > >
> > > > > > >
> > > > > > > quindi come osi?
> > > > > >
> > > > > > In genere fra gli operai sono rari gli individui in grado di elevarsi dalla melma bruta.
> > > > > >
> > > > > > > > > > Non sto parlando di produzione distribuita a livello di villaggio per qualsiasi oggetto, ma se in una regione a Ivrea c'è una fabbrica di computer, a Chieri utensileria di precisione, altrove ottica di precisione e così via, il tenore intellettuale complessivo cresce.
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > e tu pensi che si possa reggere una fabbrica di computer a livello regionale?
> > > > > > > >
> > > > > > > > Solo se la regione potesse decidere che tutti i computer in uso presso la pubblica amministrazione siano comprati in quella fabbrica. Cioè se la regione fosse uno stato sovrano in grado di fregarsene dei globalisti.
> > > > > > >
> > > > > > > l'olivetti non si è retta nemmeno sulle commesse statali di cose inutili come i baracchini per stampare certificati messi in piazza
> > > > > >
> > > > > > Non era un'industria statale. Comunque è andata benissimo finché non l'ha acquisita uno che intende un'azienda come qualcosa da succhiare e di cui sputare il torsolo.
> > > > > >
> > > > > > > > Meglio se fosse una fabbrica di proprietà pubblica, e per pubblica intendo non solo dello stato, ma che gli azionisti siano i singoli cittadini che, allora, sarebbero incentivati a comprare dalla loro fabbrica.
> > > > > > >
> > > > > > > quindi pubblica ma anche privata
> > > > > >
> > > > > > Pubblica nel senso di public company, ma con una significativa partecipazione statale.
> > > > > >
> > > > > > > > Meglio ancora se la produzione avvenisse on demand. La stampa 3D comunque va in quella direzione.
> > > > > > > >
> > > > > > >
> > > > > > > non si possono costruire chip in demand
> > > > > >
> > > > > > Per adesso.
> > > > > >
> > > > > > > > Nel mondo reale ed attuale dovrebbe essere invece una fabbrica concorrenziale a livello mondiale, ma al momento non si può competere con i cinesi.
> > > > > > > >
> > > > > > >
> > > > > > > questo accade perchè gli investimenti necessari ad acquistare le macchine necessarie alla produzione possono avvenire solo a livello mondiale
> > > > > >
> > > > > > Solo per le alte tecnologie.
> > > > > >
> > > > > > > > > l'utensileria di precisione è un'altra cosa, nel senso che la produzione di parti meccaniche di ricambio o utensili di precisione o customizzati riesce a reggersi in piedi anche con una distribuzione più fine sul territorio, sempre che ci sia un'attività manifatturiera abbastanza vivace, altrimenti si assiste al crollo in cascata che stiamo subendo adesso in italia
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > > Ma anche se in ogni cittadina dai diecimila abitanti in su ci fosse un'officina in grado di fabbricarti un pezzo di ricambio che non si trova più, o un particolare cacciavite.
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > chiuderebbe dopo due mesi o meglio non aprirebbe nemmeno perchè non può far fronte all'investimento iniziale per acquistare le macchine
> > > > > > > >
> > > > > > > > Potrebbe non essere un'azienda, ma un consorzio non commerciale formato da N individui che possiedono attrezzature per fabbricare ciò che serve loro, non vendono nulla e ogni membro paga la sua parte di spese, in denaro o lavoro.
> > > > > > > >
> > > > > > >
> > > > > > > solo se i soci si chiamano gates, soros, bezos... ti risulta che ce ne siano in ogni regione d'italia?
> > > > > >
> > > > > > Immagina
> > > > >
> > > > > ecco questo è già il primo fail, quando si "immagina" un sistema sociale, economico o politico ci si ritrova con l'utopia di moro o peggio ancora con l'economia pianificata sovietica
> > > >
> > > > Fail, questo non è un sistema sociale ma un'organizzazione privata a cui aderisce chi vuole aderire.
> > > >
> > >
> > > quale parte di sistema economico non ti è chiara?
> >
> > Quello descritto è un sistema economico semichiuso e volontario.
>
> è dal '700 che si dice che i sistemi economici chiusi non funzionano
Il pianeta Terra è un sistema economico chiuso, bisognerà farlo funzionare o lanciarsi nello spazio, e nello spazio non vedo molto da mangiare.
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Re: ma guarda un po', l'ho sempre dettoScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2014-12-31 19:10:13.0 alle 2014-12-31 19:10:13.0Trollate totali: 14239È una questione che è già stata studiata attraverso l'analisi del qi di gemelli omozigoti cresciuti in famiglie differenti.
Sembra di ricordare che il fattore genetico contribuisca al 50%.I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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