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    Proc di Catania
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    Non Autenticato
    il 2014-03-23 18:11:20.0 alle 2014-03-23 18:11:20.0
    OSHO sulla masturbazione infantile
    Il primo stadio è l’auto­erotismo. Alla nascita, il bambino è narcisista. Ama moltissimo il proprio corpo, e ciò è bello: conosce solo il proprio corpo. Gli basta succhiarsi il pollice… e prova una tale euforia! Mentre il bambino si succhia il pollice puoi vedere il suo volto che rivela la gioia – giocando semplicemente con il proprio corpo, tentando di mettersi in bocca l’alluce, creando un circolo di energia. Quando il bambino si mette in bocca l’alluce crea un cerchio e la sua energia inizia a girare in circolo.
    Il bambino gioca con i propri or­gani sessuali, senza sapere che sono organi sessuali. Non avendo ancora subito condizionamenti, conosce il proprio corpo come un tutto uni­co… e certamente gli organi sessuali sono la parte più sensibile del suo corpo. Il bambino gode nel toccarli e nel giocarci.
    Questo è il punto in cui la società – una società guasta, velenosa – entra nella psiche del bambino: “Non toccarti!”, “Non farlo!”.
    E quando al bambino viene detto: “Non farlo!” il padre, o la madre, pieni di collera e i loro occhi … e tolgono la mano del bambino dai suoi genitali, che naturalmente gli provocano sensazioni molto piacevoli. Lui sta davvero divertendosi – non è qualcosa di sessuale o simile – sente semplicemente che quella è la parte più sensibile del pro­prio corpo, la parte più viva, tutto qui.
    Ma le nostre menti condizionate… Sta toccando un organo sessuale, questo è male! Tiriamo via la mano del bambino e creiamo in lui un senso di colpa. In questo modo abbiamo iniziato a distruggere la sua sessualità naturale.
    Proprio così cominciamo ad avvelenare la sorgente originale della sua gioia, del suo essere. Proprio così comincia­mo a creare in lui l’ipocrisia. Il bambi­no diventerà un astuto diplomatico: non toccherà più i suoi genitali in presenza dei genitori. Proprio così entra in lui la prima menzogna: non può più essere sincero. Ora il bambino sa che, se è sincero con se stesso – se rispetta se stesso e la propria gioia e il proprio istinto – i suoi genitori vanno in collera. Si trova indifeso di fronte a loro, dipende da loro per la propria sopravvivenza: se lo abbandonassero, morirebbe. Si tratta pertanto di una scelta vitale: se vuoi sopravvivere devi andare contro te stesso – e il bambino de­ve piegarsi.
    E quando i genitori gli impediscono di fare questa cosa, lo fanno guidati dai loro stessi condizionamenti: i loro genitori avevano fatto lo stesso con loro. Provano un grande imbarazzo vedendo il figlio che si tocca i genitali e gioca con essi, e senza nessuna vergogna. Il bambino non co­nosce vergogna: è innocente. Poi il “Non farlo!” entra nella sua vita e la sua energia si ritrae: è il primo trauma. Da quell’istante il bambino non sarà più capace di accettare la propria sessualità in modo naturale, gioioso: c’è stata repressione e il suo essere è scisso in due, il suo corpo non è più un intero. Una parte del suo corpo diventa inaccettabile, una parte del suo corpo diventa brutta; una parte del suo corpo diventa indegna di far parte del suo essere: egli la rifiuta. Nella profondità della sua psiche il bambino comincia a castrarsi e la sua energia si ritrae; l’energia non scorrerà più liberamente, come prima che gli dicessero: “Non farlo!”.
    Questo è lo stato autoerotico, mol­te persone si fermano qui. Ecco perché la masturbazione è un fenomeno tanto diffuso in tutto il mondo. È uno stato naturale, che dovrebbe cessare spontaneamente. È una fase della crescita, ma i genitori hanno disturbato quella fase di crescita dell’energia e il bambino si è bloccato. Vorrebbe giocare con i propri genitali e non può farlo – si reprime, si reprime e poi, un giorno, la situazione diventa insostenibile e l’energia sessuale si impossessa di lui. Una vol­ta che inizia a masturbarsi, la masturbazione può diventare un’abitudine, qualcosa di meccanico, e lui non passerà mai al secondo stadio.
    I responsabili di ciò sono i genitori, i preti e i politici: tutta la mentalità sociale esistita fino a oggi.
    Una persona può rimanere bloccata in questo primo stadio, che è assai in­­fantile. Non raggiungerà mai la pro­­pria maturità sessuale; non co­no­sce­rà mai la beatitudine, che ac­cade so­lo a un essere sessualmente maturo.
    L’ironia sta nel fatto che sono proprio queste le persone che condannano la ma­stur­bazione, che le danno così tanta importanza. I loro discorsi sono davvero pericolosi: hanno sempre detto che se ti ma­sturbi, diventi cieco; se ti masturbi, diventi un idiota, non sarai mai intelligente, rimarrai stupido. Ma tutte le scoperte scientifiche sono d’ac­cordo su un punto: la masturbazione non fa male a nessuno; sono quelle minacce che fanno male. Tutte le ri­cerche psicologiche sono d’accordo nel dire che la masturbazione non fa male a nessuno: è uno sfogo naturale dell’energia. Ma queste idee – che potresti diventare cieco – possono renderla pericolosa…
    Tante persone sono piene di pau­re, sempre con la tremarella, sfiduciate, senza stima in se stesse: hanno paura di tutto, perché sanno cosa hanno fatto!
    Lasciatemelo ripetere: la masturbazione non fa male a nessuno! Ma quando una persona si masturba, è un momento molto sensibile e delicato; se, in quel momento, arriva alla sua mente un suggerimento – o se la persona stessa si autosuggestiona: “E se adesso impazzisco? o divento cieco? o rimango stupido?”. Ebbene, queste suggestioni au­toipnotiche sono la causa di mille malattie, di mille problemi psicologici, di mille perversioni. E chi sono i responsabili di tutto questo?
    http://www.oshoba.it/oshotimes/index.php?option=co...
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