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    il 2013-01-31 19:30:06.0 alle 2013-01-31 19:30:06.0
    Trollate totali: 6369
    chissà cosa succederebbe
    [...]

    If MIT truly wants to atone for joining the federal case against Swartz, it should do something much grander: It should pledge to spend its money, prestige, and moral authority to launch a multiuniversity campaign to free every scholarly article from behind pay-wall archives like JSTOR. In other words, MIT should pledge to finish the project Swartz started.

    [...]

    http://www.slate.com/articles/technology/technolog...

    io credo che in realtà la questione del pay-wall non sussista, in Italia ad es. le uni hanno gli abbonamenti istituzionali e li mettono a disposizione dei professori/studenti e in generale del pubblico, dietro richiesta ovviamente, che non è poi così difficile motivare, idem per le biblioteche decenti, addirittura abbonate alle riviste cartacee, o per le emeroteche (molte delle quali offrono prezzi più bassi del prezzo di copertina delle riviste stesse) per non parlare del fatto che se uno proprio è un hikikimori e vuole prendere accesso a quegli archivi puo mettersi d'accordo con altri hikikimori con le stesse necessità e dividersi le spese, il problema non sussiste IMO perchè l'arcivhio online c'è, semplicemente c'è una fee per l'accesso che fa anche da minimo di garanzia che quegli stessi giornli vivano di introiti generati dalla loro qualità e non di finanzimenti.
    Piuttosto se bisogna combattere una battaglia per la pubblicazione di grossi archivi di dati su internet bisogna guardare a quelli NON disponibili affatto, bilanci, sentenze, tutti i documenti interni dei vari ministeri ed amministrazioni dello stato, delle aziende quotate in borsa, etc. etc.
    Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!
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      Non Autenticato
      il 2013-01-31 19:55:09.0 alle 2013-01-31 19:55:09.0
      Re: chissà cosa succederebbe
      > [...]
      >
      > If MIT truly wants to atone for joining the federal case against Swartz, it should do something much grander: It should pledge to spend its money, prestige, and moral authority to launch a multiuniversity campaign to free every scholarly article from behind pay-wall archives like JSTOR. In other words, MIT should pledge to finish the project Swartz started.
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      > http://www.slate.com/articles/technology/technolog...

      Non capisco. Ho sempre letto che negli USA ogni materiale creato con contributo di fondi pubblici è nel pubblico dominio. Il MIT non riceve fondi pubblici?

      > io credo che in realtà la questione del pay-wall non sussista, in Italia ad es. le uni hanno gli abbonamenti istituzionali e li mettono a disposizione dei professori/studenti e in generale del pubblico, dietro richiesta ovviamente, che non è poi così difficile motivare, idem per le biblioteche decenti, addirittura abbonate alle riviste cartacee, o per le emeroteche (molte delle quali offrono prezzi più bassi del prezzo di copertina delle riviste stesse) per non parlare del fatto che se uno proprio è un hikikimori e vuole prendere accesso a quegli archivi puo mettersi d'accordo con altri hikikimori con le stesse necessità e dividersi le spese, il problema non sussiste IMO perchè l'arcivhio online c'è, semplicemente c'è una fee per l'accesso che fa anche da minimo di garanzia che quegli stessi giornli vivano di introiti generati dalla loro qualità e non di finanzimenti.
      > Piuttosto se bisogna combattere una battaglia per la pubblicazione di grossi archivi di dati su internet bisogna guardare a quelli NON disponibili affatto, bilanci, sentenze, tutti i documenti interni dei vari ministeri ed amministrazioni dello stato, delle aziende quotate in borsa, etc. etc.

      Già, trovami un sito con le sentenze della corte di cassazione. A bocca storta
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        il 2013-01-31 20:04:47.0 alle 2013-01-31 20:04:47.0
        Trollate totali: 6369
        Re: chissà cosa succederebbe
        Scritto da:
        > > [...]
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        > > If MIT truly wants to atone for joining the federal case against Swartz, it should do something much grander: It should pledge to spend its money, prestige, and moral authority to launch a multiuniversity campaign to free every scholarly article from behind pay-wall archives like JSTOR. In other words, MIT should pledge to finish the project Swartz started.
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        > > http://www.slate.com/articles/technology/technolog...
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        > Non capisco. Ho sempre letto che negli USA ogni materiale creato con contributo di fondi pubblici è nel pubblico dominio. Il MIT non riceve fondi pubblici?

        I giornli peer reviewed non sono dello stato ne delle università, sono editori come tutti gli altri che ricevono gli articoli dai singoli ricercatori che decidono di sottoporglieli, il sistema funziona anche per questo, andare a modificare il sistema delle riviste scientifiche non è una "battaglia" da condurre a colpi di attivismo internattiano centrosocialoso, è roba seria, che al momento a me pare proprio funzionare.

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        > > io credo che in realtà la questione del pay-wall non sussista, in Italia ad es. le uni hanno gli abbonamenti istituzionali e li mettono a disposizione dei professori/studenti e in generale del pubblico, dietro richiesta ovviamente, che non è poi così difficile motivare, idem per le biblioteche decenti, addirittura abbonate alle riviste cartacee, o per le emeroteche (molte delle quali offrono prezzi più bassi del prezzo di copertina delle riviste stesse) per non parlare del fatto che se uno proprio è un hikikimori e vuole prendere accesso a quegli archivi puo mettersi d'accordo con altri hikikimori con le stesse necessità e dividersi le spese, il problema non sussiste IMO perchè l'arcivhio online c'è, semplicemente c'è una fee per l'accesso che fa anche da minimo di garanzia che quegli stessi giornli vivano di introiti generati dalla loro qualità e non di finanzimenti.
        > > Piuttosto se bisogna combattere una battaglia per la pubblicazione di grossi archivi di dati su internet bisogna guardare a quelli NON disponibili affatto, bilanci, sentenze, tutti i documenti interni dei vari ministeri ed amministrazioni dello stato, delle aziende quotate in borsa, etc. etc.
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        > Già, trovami un sito con le sentenze della corte di cassazione. A bocca storta

        chissà però cosa succederebbe se ci fossero tutti questi dati, e chissà come si puo fare a metterli online nella pratica, mica è semplice, l'immissione di vasti archivi online accessibili gratuitamente e facilmente, come è possibile attraverso l'IT e la diffusione della rete, è comunque un argomento politico di altissima priorità IMO.
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