Salve,
stavo facendo qualche riflessione sulla pedofilia e sui suoi derivati: pedoporno, riviste di cultura dei pedofili, libri di autori pedofili, film su questioni pedofile, etc, e mi sono reso conto che, quando ancora non si usava internet, certe menate di cui ci si scandalizza ora, all'epoca non c'erano. Per esermpio:
a- i pedofili e i gay erano uniti (il NAMBLA era unito all'ILGA)
b- nelle edicole e nei sexy shop si compravano tranquillamente riviste e filmini pedopornografici sia con bambine che con bambini in scene sessuali
c- esistevano in Europa molte pubblicazioni di cultura sulla pedofilia come la francese "L'espoir"
d- esistevano molti scrittori pedofili che pubblicavano libri e saggi sulla pedofilia come Duvert e Maztneff
e- le riviste gay (come Babilonia ad es.) pubblicavano articoli sulla pedofilia
f- riviste pornografiche gay (come Doppiosenso ad es.) pubblicavano anche delle scene porno con bambini
g- c'erano gallerie artistiche in Germania (come la Jensen) che facevano mostre fotografiche con bambini.
h- nei cinema andavano per la maggiore film pedofili come Malizia con l'Antonelli, Morte a venezia di Visconti, Soffio al cuore, Nenè di Samperi, Ernesto con Michele Placido, etc
Poi, con l'avvento di varie associazioni di cui il Telefono Azzurro fu il promotore, si iniziò a censurare, vietare, creare un clima di caccia alle streghe, censurare libri di autori famosi ma scomodi, creare un clima di isterismo collettivo. E così, mentre la "pedofobia" imperversava si moltiplicarono le associazioni a "difesa del minore" che invece nascondevano la volontà di arricchirsi. Ha un senso tutto ciò?