«Ecco, fanciullo, io ti ho portato a questo
luogo selvaggio, a notte, per che fare?
Non so. Non posso soffocare io questo
amore della vita. E sotto è il mare.
Lo varcherò. Conoscerò le genti
più disparate. Vedrò quanto è bella
la vita negli occhi di chi ha
quindici anni fanciullo, come te.» (Sandro Penna).
«Solo un fanciullo ascolta la mia voce.
E di me parla il mondo: arido bene.» (Sandro Penna)
«L'ombra di una nuvola leggera
mi condusse a un fanciullo
che uscito dal torrente
nudo si stese sull'erba.
Mi sentii
come dopo la prima comunione.» (Sandro Penna).
«Fanciullo non fuggire, non andare
solo. Non è per me che io lo dico.
lo ti ho visto alla fronte un segno chiaro.
E tua madre non vede. Non vede l'amico.»
(Sandro Penna).
«Il mio fanciullo ha le piume leggere.
Ha la voce sì viva e gentile.
Ha negli occhi le mie primavere perdute.
In lui ricerco amor non vile.
Così ritorna il cuore alle sue piene.
Così l'amore insegna cose vere.
Perdonino gli dei se non conviene
il sentenziare su piume leggere.» (Sandroo Penna)
«Solitario un fanciullo scorgo assorto
in qualcosa di oscuro ch'io non oso
indovinare ... Poi, scoperto, un guizzo
e un salto lo riportan gaiamente
a nasconder nel mare il suo peccato.» (Sandro Penna).
«Il cielo è vuoto. Ma negli occhi neri
di quel fanciullo io pregherò il mio dio.
Ma il mio dio se ne va in bicicletta
o bagna il muro con disinvoltura.» (Sandro Penna)
«Il piccolo Vittorio è un innocente.
Ruba per ogni via, ma il suo sorriso
pare che dica: «non ho fatto niente».
Non per bugia, ch'è non è bugia
la limpida espressione in un bel viso
di quello che nel mondo è detto il male
la limpida espressione naturale.» (Sandro penna