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    Non Autenticato
    il 2012-05-28 18:51:24.0 alle 2012-05-28 18:51:24.0
    In natura le razze sono sempre esistite
    è così per i cani, i gatti le mucche e molti altri animali, perchè per l'uomo dovrebbe essere diverso? Newbie, inesperto
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      il 2012-05-28 18:55:08.0 alle 2012-05-28 18:55:08.0
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      Re: In natura le razze sono sempre esist
      Per quanto riguarda i cani c'è da dire che le razze sono state prodotte artificialmente, cmq si, in generale il tuo discorso è corretto e non è difficile capire il motivo:i cani, i gatti, le mucche ecc. non hanno antirazzisti nelle loro file, tutti seguono il proprio istinto naturale di preservazione. L'antirazzista è un prodotto esclusivo della specie umana. Come ho già spiegato in un altro thread l'antirazzismo è una patologia mentale vera e propria. Altro che omofobia!

      **Modificato dall'autore il 28.05.2012 18:57**
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      il 2012-05-28 19:23:27.0 alle 2012-05-28 19:23:27.0
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      Re: In natura le razze sono sempre esist
      Scritto da:
      > è così per i cani, i gatti le mucche e molti altri animali, perchè per l'uomo dovrebbe essere diverso? Newbie, inesperto
      In natura non è mai esistita la scrittura (di che parli poi? della dea della fertilità? "la natura" nella tua testolina malata ha una volontà, una psiche e dei desideri e/o obiettivi?), com'è allora che sei venuto qua a scrivere di "cose naturali"?

      se proprio ti devi mettere a derivare l'etica (la tua è una domanda etica, del tipo "chi è buono?/chi è cattivo?", non scientifica) dalla "natura" intesa come fenomeni biologici prima dimmi come vuoi fare questa operazione, perchè e quali obiettivi hai, poi ne parliamo, e questo discorso si puo fare tranquillamente, solo che bisogna capirlo bene prima di mettersi a farlo.

      se vuoi fare una domanda scientifica (che non ha nulla a che vedere con l'etica) la risposta è già più sotto, il concetto che funziona perchè derivato da un modello matematico che ha provato di essere valido è quello di "filogenesi" (e ontogenesi, ma semplificiahiamo che senno qua non se ne esce più), sostituisce in pieno tutto cio cui fate riferimento come "razza" e "specie", concetto che tra l'altro è quello che viene impiegato per la selezione delle varie razze canine, ovine o caprine, con i risultati ottenibili nel mondo moderno, come gli sphinx, selezionati in pochissimo tempo grazie alla perfetta comprensione dei meccanismi che ci stanno dietro.
      quindi preferisci fare riferimento a concetti metafisici derivati dalla politica di cento anni fa pre comprendere questo fenomeno o ai modelli (matematici, ripeto per l'ennesima volta) che hanno provato di essere validi?

      il resto è fuffa, fine del discorso, il concetto di razza buttalo nel cesso, con esso non vanno giù anche "le differenze" tra gli individui, qua non si parla di politica ne di etica, le popolazione esistono e così esistono la vita, l'universo e tutto quanto, questo è ovvio e nessuno lo sta mettendo in discussione, semplicemente vengono spiegate con un paradigma completamente diverso da quello che deriva dei vostri malsani archetipi da terroni ignoranti, dacchè l'impossibilità totale di spiegare al terronazi alcunchè al riguardo, prima deve imparare almeno a leggere, poi a far di conto, a quel punto gl isi potrebbe spiegare da dove vengono i suoi archetipi e poi forse se ne potrebbe parlare, ma è tardi ormai, ha già qualche annetto e ha detto che non gliene frega un cazzo di capire alcunchè.
      Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!
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        il 2012-05-28 20:26:11.0 alle 2012-05-28 20:26:11.0
        Trollate totali: 2971
        Re: In natura le razze sono sempre esist
        Si dice che le differenze genetiche fra le razze sono minime ed insignificanti a livello culturale (come no , infatti lo si vede…) : eppure proprio la distanza genetica fra uomo e scimmia fa ben capire che basta una piccola differenza di dna per avere un abisso di capacità intellettive e culturali…quindi basta poco per poter affermare l’esistenza delle razze.
        Non a caso , certi fanatici e coerenti pseudoscienziati antirazzisti negano perfino la barriera di specie e sostengono che babbuini , gorilla e soci andrebbero considerati umani o quasi (anche Zapatero sarà d’accordo)…Del resto , negli Usa ci sono stati esperimenti e gli addetti ai lavori sono riusciti ad insegnare alle scimmie ad usare il computer e certe basi di economia…Però , a parte pochi pazzoidi , nessuno penserebbe seriamente di paragonare la civiltà umana alla “cultura” scimmiesca , appunto perché per questioni genetiche le scimmie , pur avendo un vago barlume di intelligenza , non hanno le capacità di creare cultura in senso proprio come gli esseri umani.

        Appunto perché oggi sappiamo che l’uguaglianza tra il nostro genoma e quello degli scimpanzé è circa del 98% , abbiamo la conferma che basterebbe una percentuale differenziatrice scarsa fra le razze umane a produrre quelle abissali differenze culturali ben note a chiunque non si finga cieco e voglia vedere le cose come stanno…

        O.k. , si dirà che esistono diversi tipi di intelligenza e che il q.i. non può misurare la capacità intellettiva che in sé trascende ogni rilevazione ; può essere e io non dico che vadano prese per oro colato tali ricerche , ma direi che sono ipotesi abbastanza sensate ; se i popoli che mediamente hanno il q.i. più basso sono anche i meno civili e sviluppati ed i più poveri nonché i più selvaggi , proprio un caso non deve essere…
        E il QI non dipende dall'ambiente , non diciamo boiate , ma dalla razza o comunque dall'eredità genetica (l'intelligenza é ereditaria).
        Come QI c'è poca differenza fra bianchi europidi e nord-est asiatici mongolici (almeno quelli dei ceti alti , giapponesi , coreani , cinesi del nord , ecc.) , ma questi ultimi hanno una probabile componente paleoeuropea ed indoeuropea dovuta a mescolanza ed ereditata da stirpi bianche (Tocari , Ainu , ecc) che abitavano quelle zone nell'antichità. Inoltre i bianchi sono dotati di maggiore cretività che il QI non misura , non é solo questione di razionalità e logica per stabilire delle gerarchie.
        Ma in sostanza le due razze leucoderme , quella bianca e quella gialla , formano le 2 grandi razze creatrici di storia e cultura.

        Comunque sia , per quanto riguarda le razze e la loro essenza basta guardare la storia , sta sotto gli occhi di tutti.
        La razza bianca ha espresso fior di grandi organizzatori , condottieri , guerrieri , filosofi , politici , artisti , musicisti , scultori , ecc. mentre i selvaggi di colore continuavano e continuano a cacciare l'antilope , a saltare sugli alberi come scimmie , a suonare i tamburi , ecc. vivendo in base ad una economia parassitaria di caccia e raccolta e di sussistenza senza neppure conoscere l’agricoltura , in capanne di fango e poco altro.
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          avvelentani
          Cubicolario
          il 2012-05-28 20:39:24.0 alle 2012-05-28 20:39:24.0
          Trollate totali: 18184
          Re: In natura le razze sono sempre esist
          Scritto da: Ordine Reich 2
          > Si dice che le differenze genetiche fra le razze sono minime ed insignificanti a livello culturale (come no , infatti lo si vede…)

          Il problema non e` la differenza minima tra le razze ma il rapporto tra la differenza tra le razze e all'interno delle razze.
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            Scritto da
            il 2012-05-28 20:59:35.0 alle 2012-05-28 20:59:35.0
            Trollate totali: 2971
            Re: In natura le razze sono sempre esist
            Scritto da: avvelentani
            > Scritto da: Ordine Reich 2
            > > Si dice che le differenze genetiche fra le razze sono minime ed insignificanti a livello culturale (come no , infatti lo si vede…)
            >
            > Il problema non e` la differenza minima tra le razze ma il rapporto tra la differenza tra le razze e all'interno delle razze.


            Altro scemenza, in pratica stai dicendo che all'interno della stessa razza c'è una maggiore variazione genetica che tra le razze giusto? Propaganda dell'ebreo Lewontin! Probabilmente Dada c'avrà il poster in camera di questo bastardo che siccome aveva scoperto che l'85% della variazione genetica umana si trova all'interno della stessa razza il concetto stesso di razza era da abolire. Bisognerebbe spiegare a questo ebreo che il rimanente 15% è molto importante.
            Tanto per farvi capire, prendiamo l'uomo e la donna come sessi, sai qual'è la differenza? Un fottuto cromosoma! Il cromosoma Y! Per il resto sono identici! Eppure guarda che differenze fisiche tra i due sessi! Sono come quelle che Lewontin ha identificato nelle razze, prendiamo l'altezza: tutti sanno che l'uomo è mediamente più alto della donna tuttavia la gamma di differenza tra l'uomo più basso del pianeta e quello più alto è molto maggiore rispetto a quella delle donne. Questo rende forse insignificanti le differenze di altezza tra uomo e donna?? E' la stesso ragionamento che gli antirazzisti seguaci dell'ebreo fanno con le razze!

            **Modificato dall'autore il 28.05.2012 21:00**
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              Scritto da
              avvelentani
              Cubicolario
              il 2012-05-28 21:32:51.0 alle 2012-05-28 21:32:51.0
              Trollate totali: 18184
              Re: In natura le razze sono sempre esist
              Scritto da: Ordine Reich 2
              > Scritto da: avvelentani
              > > Scritto da: Ordine Reich 2
              > > > Si dice che le differenze genetiche fra le razze sono minime ed insignificanti a livello culturale (come no , infatti lo si vede…)
              > >
              > > Il problema non e` la differenza minima tra le razze ma il rapporto tra la differenza tra le razze e all'interno delle razze.
              >
              >
              > Altro scemenza, in pratica stai dicendo che all'interno della stessa razza c'è una maggiore variazione genetica che tra le razze giusto? Propaganda dell'ebreo Lewontin!

              Pulisciti la schiuma dalla bocca mezzasega.

              > Probabilmente Dada c'avrà il poster in camera di questo bastardo che siccome aveva scoperto che l'85% della variazione genetica umana si trova all'interno della stessa razza il concetto stesso di razza era da abolire. Bisognerebbe spiegare a questo ebreo che il rimanente 15% è molto importante.

              Mi riferisco a questo:

              http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC189302...

              In generale le razze sono epistemologicamente rilevanti quanto catalogare gli esseri umani in base al calibro rettale.

              > Tanto per farvi capire, prendiamo l'uomo e la donna come sessi, sai qual'è la differenza? Un fottuto cromosoma! Il cromosoma Y! Per il resto sono identici!

              Quindi? Vorresti dire che un maschio umano e` altrettanto simile ad una scimmia maschio che ad una femmina umana?

              Non riesco a capire se la confusione che stai palesando ti deriva da un'ignoranza del funzionamento dei cromosomi o delle frazioni intere.

              Eppure guarda che differenze fisiche tra i due sessi! Sono come quelle che Lewontin ha identificato nelle razze, prendiamo l'altezza: tutti sanno che l'uomo è mediamente più alto della donna tuttavia la gamma di differenza tra l'uomo più basso del pianeta e quello più alto è molto maggiore rispetto a quella delle donne. Questo rende forse insignificanti le differenze di altezza tra uomo e donna?? E' la stesso ragionamento che gli antirazzisti seguaci dell'ebreo fanno con le razze!

              Il punto e` proprio questo, le categorie Uomo e Donna sono epistemologicamente utili in una tassonomia perche' sono demarcate precisamente, ci sono pochi casi incerti, il dualismo Alto, Basso invece non e` utile perche' ci sono molti casi incerti. Ovviamente questo e` un esempio monodimensionale, dovresti scalarlo multidimensionalmente e non credo che tu possa farcela visto che forse non riesci neanche a paragonare 1/46 a 98/100.
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                Scritto da
                il 2012-05-28 22:11:21.0 alle 2012-05-28 22:11:21.0
                Trollate totali: 2971
                Re: In natura le razze sono sempre esist
                Scritto da: avvelentani
                > Scritto da: Ordine Reich 2
                > > Scritto da: avvelentani
                > > > Scritto da: Ordine Reich 2
                > > > > Si dice che le differenze genetiche fra le razze sono minime ed insignificanti a livello culturale (come no , infatti lo si vede…)
                > > >
                > > > Il problema non e` la differenza minima tra le razze ma il rapporto tra la differenza tra le razze e all'interno delle razze.
                > >
                > >
                > > Altro scemenza, in pratica stai dicendo che all'interno della stessa razza c'è una maggiore variazione genetica che tra le razze giusto? Propaganda dell'ebreo Lewontin!
                >
                > Pulisciti la schiuma dalla bocca mezzasega.
                >
                > > Probabilmente Dada c'avrà il poster in camera di questo bastardo che siccome aveva scoperto che l'85% della variazione genetica umana si trova all'interno della stessa razza il concetto stesso di razza era da abolire. Bisognerebbe spiegare a questo ebreo che il rimanente 15% è molto importante.
                >
                > Mi riferisco a questo:
                >
                > http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC189302...
                >
                > In generale le razze sono epistemologicamente rilevanti quanto catalogare gli esseri umani in base al calibro rettale.
                >
                > > Tanto per farvi capire, prendiamo l'uomo e la donna come sessi, sai qual'è la differenza? Un fottuto cromosoma! Il cromosoma Y! Per il resto sono identici!
                >
                > Quindi? Vorresti dire che un maschio umano e` altrettanto simile ad una scimmia maschio che ad una femmina umana?
                >
                > Non riesco a capire se la confusione che stai palesando ti deriva da un'ignoranza del funzionamento dei cromosomi o delle frazioni intere.
                >

                Voglio dire che basta una semplice cazzatina genetica per marcare delle differenze abissali.

                > Eppure guarda che differenze fisiche tra i due sessi! Sono come quelle che Lewontin ha identificato nelle razze, prendiamo l'altezza: tutti sanno che l'uomo è mediamente più alto della donna tuttavia la gamma di differenza tra l'uomo più basso del pianeta e quello più alto è molto maggiore rispetto a quella delle donne. Questo rende forse insignificanti le differenze di altezza tra uomo e donna?? E' la stesso ragionamento che gli antirazzisti seguaci dell'ebreo fanno con le razze!
                >
                > Il punto e` proprio questo, le categorie Uomo e Donna sono epistemologicamente utili in una tassonomia perche' sono demarcate precisamente, ci sono pochi casi incerti, il dualismo Alto, Basso invece non e` utile perche' ci sono molti casi incerti. Ovviamente questo e` un esempio monodimensionale, dovresti scalarlo multidimensionalmente e non credo che tu possa farcela visto che forse non riesci neanche a paragonare 1/46 a 98/100.
                >


                Vuoi forse sminuire il fatto che gli uomini siano generalmente più alti appellandoti ai casi "incerti" come li chiami tu, di donne più alte di altri uomini? Voi come al solito confondete quello che può essere un caso statistico (ad es. sarebbe un puro caso il fatto di scoprire chi ha il QI più alto tra mancini e destri) con una predisposizione genetica che invece DEVE avere rilevanza. Gli uomini hanno una predisposizione ad essere più alti a causa delle pubertà che finisce dopo, è risaputo.

                E cmq anche nei cani c'è maggiore differenza all'interno della stessa razza che tra le razze. Non si parla di un 15% bensì di un 27%, ma il concetto non cambia. Guarda che differenze fisiche ci sono tra le varie razze canine in termini di aspetto, carattere, durata di vita ecc.

                Qui cmq spiega tutto

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                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2012-05-28 23:15:36.0 alle 2012-05-28 23:15:36.0
                Re: In natura le razze sono sempre esist
                > In generale le razze sono epistemologicamente rilevanti quanto catalogare gli esseri umani in base al calibro rettale.

                Ma antropologicamente no. I caratteri che le persone usano per catalogare i gruppi etnici, determinare l'appartenenza di altri individui a determinati gruppi etnici, e autocatalogarsi in un gruppo etnico, in definitiva a distinguere tra "noi" e "loro", sono proprio quelli tradizionalmente usati per definire le razze umane. Infatti l'individuazione delle razze discende da questa catalogazione secondo l'aspetto, che ha un senso proprio perché all'aspetto corrisponde l'origine geografica con una discreta precisione.

                Ci si può allora chiedere che senso abbia ancora una catalogazione in gruppi etnici che aveva una sua funzione ai tempi delle tribù, però...

                - i gruppi etnici esistono, con le rispettive diversità: perché volerli eliminare? Perché quando qualcuno si oppone all'eliminazione di qualcosa, deve essere lui a dare spiegazioni? Perché le spiegazioni vengono sempre chieste a chi si oppone e mai a chi fa?

                - togli le tribù, e gli esseri umani si riorganizzano in altre tribù, ad esempio le bande urbane. Allora tanto vale tenersi le tribù esistenti che almeno hanno migliaia di anni di storia.

                Non a caso Ida Magli, che è un'antropologa, è contraria al processo di omogeneizzazione innescato dall'unione europea. Il punto è che se sei un antropologo, o hai interessi anche amatoriali nel campo, capisci la portata della perdita, altrimenti no.
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                  Scritto da
                  il 2012-05-29 01:55:21.0 alle 2012-05-29 01:55:21.0
                  Trollate totali: 6369
                  Re: In natura le razze sono sempre esist
                  Scritto da:
                  > > In generale le razze sono epistemologicamente rilevanti quanto catalogare gli esseri umani in base al calibro rettale.
                  >
                  > Ma antropologicamente no.

                  se sostituisci il termine razza con il termine etnia, ovvero se separi il discorso biologico, dove si possono dire solo certe cose per via di limitazioni nient'affatto ideologiche (perbeniste) ma per vere questioni epistemologiche, da quello antropologico, dove dici altre cose in altri termini, la sintesi dei due punti di vista a me pare una chimera dannosa e insensata.

                  >I caratteri che le persone usano per catalogare i gruppi etnici, determinare l'appartenenza di altri individui a determinati gruppi etnici, e autocatalogarsi in un gruppo etnico, in definitiva a distinguere tra "noi" e "loro", sono proprio quelli tradizionalmente usati per definire le razze umane. Infatti l'individuazione delle razze discende da questa catalogazione secondo l'aspetto, che ha un senso proprio perché all'aspetto corrisponde l'origine geografica con una discreta precisione.

                  bravo gatto, è proprio questa la fallacia di quei ragionamenti, la loro origine, è avulsa dal discorso biologico, è puramente politica, io a puppen questo vorrei far cpire, mischiare le sue superficialissime nozioni di biologia con le sue fisime psicocazzologiche di terronazi è una fallacia che deve all'influsso di idioti come holux, che qualunque cosa legga rimane colpevole di stare traviando i vari puppen, uno dei motivi per cui mi piace stare qua è che mi pare che recepiate le cose di cui si parla in generale con spirito critico, aka gli insulti e i trollaggi.

                  il che non vuol dire che non abbiano rilevanza neh! solo non ha nessun senso sovrapporre le due cose, l'ambito scientifico.biologico e quello politico.sociale.

                  >
                  > Ci si può allora chiedere che senso abbia ancora una catalogazione in gruppi etnici che aveva una sua funzione ai tempi delle tribù, però...
                  >
                  > - i gruppi etnici esistono, con le rispettive diversità: perché volerli eliminare? Perché quando qualcuno si oppone all'eliminazione di qualcosa, deve essere lui a dare spiegazioni? Perché le spiegazioni vengono sempre chieste a chi si oppone e mai a chi fa?


                  spe spe spe:
                  chi ha prlato di eliminarle? hai letto mitterand (il padre spirituale della attuale idea di EU?), il programma erasmus secondo te elimina o aiuta a le differenze tra spagnoli e italiani?

                  cmq, proviamo a capovolgere la tua questione, che è tutto meno che scontata, "perchè voler mantenere le differenze?"

                  sia che la questione venga posta nei tuoi termini sia che essa venga capovolta per conto mio se la risposta è che se si tratta di un obiettivo fine a se stesso sono entrambe fallacie.
                  "eliminare le differenze porta la pace", opinabile ma perlomeno sensato
                  "mantenere le differenze è cosa buona e giusta perchè è male perdere le caratteristiche uniche di questa e quella cultura", opinabile ma perlomeno sensato.

                  se la risposta è "perchè i bianchi sono superiori", "perchè è sempre stato così", "perchè le differenze sono un valore" "perchè l'uguaglianza è un valore" si tratta di fallacie.

                  >
                  > - togli le tribù, e gli esseri umani si riorganizzano in altre tribù, ad esempio le bande urbane. Allora tanto vale tenersi le tribù esistenti che almeno hanno migliaia di anni di storia.

                  la storia finisce?

                  >
                  > Non a caso Ida Magli, che è un'antropologa, è contraria al processo di omogeneizzazione innescato dall'unione europea. Il punto è che se sei un antropologo, o hai interessi anche amatoriali nel campo, capisci la portata della perdita, altrimenti no.

                  ok mettiamola così: il contadino vicino alla mia casa originria, quella nel paesino da 600 anime, mi cazzia sempre perchè non aro il mio campo, di fatto io sto sperimentando le tecniche di permacultura li, da 5-6 anni ormai tra l'altro, ma per lui "arare è giusto perchè si è sempre fatto così, dall'età della pietra", peccato che ci siano anche altri fattori che un vecchio di 78 anni ormai non puo più comprendere, il problema sono i suoi figli, anche loro cazziano la mia scelta, ma ne hanno 40, e si rifiutano di guardare nel mio telescopio perchè è "sempre stato così", i miei pomodori sono più grossi, più buoni e pure le mie fragoline di bosco sono felicissime ad arrampicarsi sull'edera e usare la terra che si sedimenta intorno al tronco dell'edera ed ai suoi nodi per gettare i nuovi "figli", sfruttando così il muro verticale senza bisogno di fare chissà quale lavoro; l'anno scorso non ho dovuto piantare le insalate da taglio perchè ho fatto andare le piante migliori in seme (con loro che dicevano "cazzo fai", non si fa così) e i semi sono caduti sulle aiuole dove le avevo piantate, alla stagione successiva sono germinate pei cazzi loro, quando le condizioni erano quelle giuste, senza perdere nemmeno un giorno e senza il mio intervento.

                  se il criterio per valutare quei "migliaia di anni di storia" è quante cose abbiamo imparato a fare non mi spiego come mai la mia soluzione, che è migliore, dovrebbe essere scartata perchè viene da una cultura diversa (quella jap e quella anglosassone, che hanno rispettivamente inventato e recepito/sviluppato l'idea di permacultura), e qua torniamo al rapporto con i tempi storici e con il tempo della tua vita, nel tempo della mia vita prendo gli elementi della mia cultura e ci faccio quello che mi pare e piace, idem per quelli delle altre culture, senno come cazzo le diffondi le cose? nel tempo storico non ha senso ergere dei singoli momenti a punti di riferimento assoluti (le età dell'oro da inseguire), aka, parlare di differenze/uguaglianza in termini di valori fini a se stessi per me non ha senso.

                  **Modificato dall'autore il 29.05.2012 02:04**
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                    Non Autenticato
                    il 2012-05-29 15:14:09.0 alle 2012-05-29 15:14:09.0
                    Re: In natura le razze sono sempre esist
                    > > > In generale le razze sono epistemologicamente rilevanti quanto catalogare gli esseri umani in base al calibro rettale.
                    > >
                    > > Ma antropologicamente no.
                    >
                    > se sostituisci il termine razza con il termine etnia, ovvero se separi il discorso biologico, dove si possono dire solo certe cose per via di limitazioni nient'affatto ideologiche (perbeniste) ma per vere questioni epistemologiche, da quello antropologico, dove dici altre cose in altri termini, la sintesi dei due punti di vista a me pare una chimera dannosa e insensata.

                    L'etnia è un nome con cui una popolazione definisce se stessa. Come ogni definizione, comprende un insieme di caratteristiche o proprietà, anche se non rigorosamente applicabili come in matematica, perché gli appartenenti a una popolazione presentano delle variabilità. Tra queste caratteristiche c'è anche l'aspetto fisico.

                    > > I caratteri che le persone usano per catalogare i gruppi etnici, determinare l'appartenenza di altri individui a determinati gruppi etnici, e autocatalogarsi in un gruppo etnico, in definitiva a distinguere tra "noi" e "loro", sono proprio quelli tradizionalmente usati per definire le razze umane. Infatti l'individuazione delle razze discende da questa catalogazione secondo l'aspetto, che ha un senso proprio perché all'aspetto corrisponde l'origine geografica con una discreta precisione.
                    >
                    > bravo gatto, è proprio questa la fallacia di quei ragionamenti, la loro origine, è avulsa dal discorso biologico, è puramente politica, io a puppen questo vorrei far cpire, mischiare le sue superficialissime nozioni di biologia con le sue fisime psicocazzologiche di terronazi è una fallacia che deve all'influsso di idioti come holux, che qualunque cosa legga rimane colpevole di stare traviando i vari puppen, uno dei motivi per cui mi piace stare qua è che mi pare che recepiate le cose di cui si parla in generale con spirito critico, aka gli insulti e i trollaggi.

                    Infatti la razza non è un concetto biologico. La confusione deriva dal fatto che talvolta i biologi chiamano "razze geografiche" le sottospecie, ma fra le sottospecie c'è più differenza che fra le razze umane, che sono come le razze spontanee dei gatti. Tra un gatto tigrato e uno pezzato non ci sono differenze biologiche significative, c'è una configurazione di caratteri visivi che si trasmette ereditariamente.

                    L'errore è considerare le razze umane come entità biologiche, e probabilmente deriva dalla lettura di libri in cui si manifesta tale convinzione, perché antecedenti alla genetica delle popolazioni. Errore e non fallacia, perché riguarda i fatti piuttosto che la logica. La fallacia è invece considerare le razze come entità metafisiche, ragionando come se in un tempo lontano - o in un luogo dell'immaginazione - esistessero razze originarie pure che si sono successivamente mescolate. Questo deriva dalle vecchie teorie sugli indoeuropei, in alternativa alle quali trovo parecchio interessante la teoria della continuità paleolitica.

                    > il che non vuol dire che non abbiano rilevanza neh! solo non ha nessun senso sovrapporre le due cose, l'ambito scientifico.biologico e quello politico.sociale.
                    >
                    > >
                    > > Ci si può allora chiedere che senso abbia ancora una catalogazione in gruppi etnici che aveva una sua funzione ai tempi delle tribù, però...
                    > >
                    > > - i gruppi etnici esistono, con le rispettive diversità: perché volerli eliminare? Perché quando qualcuno si oppone all'eliminazione di qualcosa, deve essere lui a dare spiegazioni? Perché le spiegazioni vengono sempre chieste a chi si oppone e mai a chi fa?
                    >
                    >
                    > spe spe spe:
                    > chi ha prlato di eliminarle? hai letto mitterand (il padre spirituale della attuale idea di EU?), il programma erasmus secondo te elimina o aiuta a le differenze tra spagnoli e italiani?

                    No, però ho visto in azione per più di quarant'anni la politica di silenziosa eliminazione dei "dialetti" delle alpi e della pianura padana ad opera dello stato unitario.

                    > cmq, proviamo a capovolgere la tua questione, che è tutto meno che scontata, "perchè voler mantenere le differenze?"
                    >
                    > sia che la questione venga posta nei tuoi termini sia che essa venga capovolta per conto mio se la risposta è che se si tratta di un obiettivo fine a se stesso sono entrambe fallacie.
                    > "eliminare le differenze porta la pace", opinabile ma perlomeno sensato
                    > "mantenere le differenze è cosa buona e giusta perchè è male perdere le caratteristiche uniche di questa e quella cultura", opinabile ma perlomeno sensato.
                    >
                    > se la risposta è "perchè i bianchi sono superiori", "perchè è sempre stato così", "perchè le differenze sono un valore" "perchè l'uguaglianza è un valore" si tratta di fallacie.

                    Perché chi si identifica in una identità ne desidera la continuazione. Uso qui "identità" come generalizzazione dell'"etnia" come definita sopra. Ad esempio coloro che manifestano ostilità alle identità etniche sono in realtà individui che si identificano in un'identità moderna, globale e cosmopolita. Dall'identità non si scappa.

                    > > - togli le tribù, e gli esseri umani si riorganizzano in altre tribù, ad esempio le bande urbane. Allora tanto vale tenersi le tribù esistenti che almeno hanno migliaia di anni di storia.
                    >
                    > la storia finisce?

                    La storia è una sequenza di sopraffazioni ed eliminazioni, e ti dirò, sotto sotto sono per una specie di congelamento dello status quo, semplicemente per il fatto che oggi è possibile, una volta riconosciuto che la storia è una sequenza di sopraffazioni ed eliminazioni, nel nome della pace.

                    > > Non a caso Ida Magli, che è un'antropologa, è contraria al processo di omogeneizzazione innescato dall'unione europea. Il punto è che se sei un antropologo, o hai interessi anche amatoriali nel campo, capisci la portata della perdita, altrimenti no.
                    >
                    > ok mettiamola così: il contadino vicino alla mia casa originria, quella nel paesino da 600 anime, mi cazzia sempre perchè non aro il mio campo, di fatto io sto sperimentando le tecniche di permacultura li, da 5-6 anni ormai tra l'altro, ma per lui "arare è giusto perchè si è sempre fatto così, dall'età della pietra", peccato che ci siano anche altri fattori che un vecchio di 78 anni ormai non puo più comprendere, il problema sono i suoi figli, anche loro cazziano la mia scelta, ma ne hanno 40, e si rifiutano di guardare nel mio telescopio perchè è "sempre stato così", i miei pomodori sono più grossi, più buoni e pure le mie fragoline di bosco sono felicissime ad arrampicarsi sull'edera e usare la terra che si sedimenta intorno al tronco dell'edera ed ai suoi nodi per gettare i nuovi "figli", sfruttando così il muro verticale senza bisogno di fare chissà quale lavoro; l'anno scorso non ho dovuto piantare le insalate da taglio perchè ho fatto andare le piante migliori in seme (con loro che dicevano "cazzo fai", non si fa così) e i semi sono caduti sulle aiuole dove le avevo piantate, alla stagione successiva sono germinate pei cazzi loro, quando le condizioni erano quelle giuste, senza perdere nemmeno un giorno e senza il mio intervento.
                    >
                    > se il criterio per valutare quei "migliaia di anni di storia" è quante cose abbiamo imparato a fare non mi spiego come mai la mia soluzione, che è migliore, dovrebbe essere scartata perchè viene da una cultura diversa (quella jap e quella anglosassone, che hanno rispettivamente inventato e recepito/sviluppato l'idea di permacultura), e qua torniamo al rapporto con i tempi storici e con il tempo della tua vita, nel tempo della mia vita prendo gli elementi della mia cultura e ci faccio quello che mi pare e piace, idem per quelli delle altre culture, senno come cazzo le diffondi le cose? nel tempo storico non ha senso ergere dei singoli momenti a punti di riferimento assoluti (le età dell'oro da inseguire), aka, parlare di differenze/uguaglianza in termini di valori fini a se stessi per me non ha senso.

                    I contadini sono pazzeschi. Avevo letto un brano in cui un pioniere dell'uso della chimica in agricoltura lamentava la resistenza dei contadini alle innovazioni che lui proponeva. La stessa resistenza che i contadini di oggi, assuefatti a pesticidi e insetticidi, manifestano verso chi cerca di dimostrare che si può farne a meno.

                    Io ho rinunciato a provare tecniche alla Fukuoka Masanobu per diversi motivi. Uno è che avevo letto di cominciare stendendo uno spesso letto di paglia, ma ne uscivano lumaconi rossi lunghi una spanna (genere Arion) che trovano un ambiente ideale nella paglia, al che ho pensato: eh eh, si vede che in Giappone sti lumaconi non esistono. Un altro è che mio padre, con atteggiamento proprio tipico da contadino, vanifica tutto ciò che faccio e quindi mi sono stufato. A che scopo impiegare due anni a diserbare a mano l'aiuola delle fragole e a farci tutto intorno un battuto di terra, se poi mio padre fresa il terreno a ridosso dell'aiuola eliminando il battuto, così che il "gramùn" ricolonizza l'aiuola faticosamente diserbata con i suoi rizomi? Mi sono rotto.
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                      Scritto da
                      il 2012-05-29 16:02:00.0 alle 2012-05-29 16:02:00.0
                      Trollate totali: 42885
                      Re: In natura le razze sono sempre esist
                      Scritto da:

                      > No, però ho visto in azione per più di quarant'anni la politica di silenziosa eliminazione dei "dialetti" delle alpi e della pianura padana ad opera dello stato unitario.

                      E' successa la medesima cosa in Ticino, ma per libera scelta dei Ticinesi che, trovandosi un mucchio di immigrati che parlavano il "buon italiano", si sono sentiti di colpo inferiori e hanno abbandonato il loro dialetto.

                      In Svizzera Tedesca invece avviene l'esatto contrario: Fieri del loro Svizzerotedesco, gli abitanti del posto non perdono occasione per sfoggiarlo, di fatto obbligando gli immigrati germanici ad impararlo.
                      `"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
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                      Scritto da
                      il 2012-05-29 17:22:24.0 alle 2012-05-29 17:22:24.0
                      Trollate totali: 6369
                      Re: In natura le razze sono sempre esist
                      Scritto da:
                      > > Ci si può allora chiedere che senso abbia ancora una catalogazione in gruppi etnici che aveva una sua funzione ai tempi delle tribù, però...
                      > >
                      > > - i gruppi etnici esistono, con le rispettive diversità: perché volerli eliminare? Perché quando qualcuno si oppone all'eliminazione di qualcosa, deve essere lui a dare spiegazioni? Perché le spiegazioni vengono sempre chieste a chi si oppone e mai a chi fa?
                      >
                      >
                      > spe spe spe:
                      > chi ha prlato di eliminarle? hai letto mitterand (il padre spirituale della attuale idea di EU?), il programma erasmus secondo te elimina o aiuta a le differenze tra spagnoli e italiani?
                      >No, però ho visto in azione per più di quarant'anni la politica di silenziosa eliminazione dei "dialetti" delle alpi e della pianura padana ad opera dello stato unitario.

                      stai parlando dello stato unitario italiano e della storia della lingua italiana che è tutto un argomento particolare, in uk ad esempio non è successo per niente quello che è successo qua riguardo alle "piccole lingue", stai proiettando quel modello sull'ue, ma ad esempio nell'ue si fa tutto meno che omologazione linguistica, tutte le lingue ue sono lingue ufficiali ed è notoriamente il paradiso dei traduttori e del training di google translate, per questo ti parlavo di mitterand e dovresti anche renderti conto che i meccanismi delle etichette dop, docg e mille altre cose sono state realizzate ANCHE perchè esiste un certo discroso politico (originato da mitterand) riguardo le varie tradizioni dei popoli europei e loro valori, credo che il modello dello stato unitario italiano fosse tutto meno che simile all'ue attuale da questo punto di vista, c'era la dialettica dell'Italia Unita che doveva soverchiare quella applicata fino a quel momento dei vari staterelli regionali, in eu non si applica questa dialettica in maniera analoga a quella italica dell'unificazione.

                      > cmq, proviamo a capovolgere la tua questione, che è tutto meno che scontata, "perchè voler mantenere le differenze?"
                      >
                      > sia che la questione venga posta nei tuoi termini sia che essa venga capovolta per conto mio se la risposta è che se si tratta di un obiettivo fine a se stesso sono entrambe fallacie.
                      > "eliminare le differenze porta la pace", opinabile ma perlomeno sensato
                      > "mantenere le differenze è cosa buona e giusta perchè è male perdere le caratteristiche uniche di questa e quella cultura", opinabile ma perlomeno sensato.
                      >
                      > se la risposta è "perchè i bianchi sono superiori", "perchè è sempre stato così", "perchè le differenze sono un valore" "perchè l'uguaglianza è un valore" si tratta di fallacie.
                      >Perché chi si identifica in una identità ne desidera la continuazione. Uso qui "identità" come generalizzazione dell'"etnia" come definita sopra. Ad esempio coloro che manifestano ostilità alle identità etniche sono in realtà individui che si identificano in un'identità moderna, globale e cosmopolita. Dall'identità non si scappa.

                      siamo animali da branco e ci sono con tutta probabilità basi cognitive nervose che generano questo fenomeno, sospendo il giudizio finchè non verranno fuori.

                      > > - togli le tribù, e gli esseri umani si riorganizzano in altre tribù, ad esempio le bande urbane. Allora tanto vale tenersi le tribù esistenti che almeno hanno migliaia di anni di storia.
                      >
                      > la storia finisce?
                      >La storia è una sequenza di sopraffazioni ed eliminazioni, e ti dirò, sotto sotto sono per una specie di congelamento dello status quo, semplicemente per il fatto che oggi è possibile, una volta riconosciuto che la storia è una sequenza di sopraffazioni ed eliminazioni, nel nome della pace.

                      "The only constant thing in the universe is change itself"- Paul Muad'Dib

                      > > Non a caso Ida Magli, che è un'antropologa, è contraria al processo di omogeneizzazione innescato dall'unione europea. Il punto è che se sei un antropologo, o hai interessi anche amatoriali nel campo, capisci la portata della perdita, altrimenti no.
                      >
                      > ok mettiamola così: il contadino vicino alla mia casa originria, quella nel paesino da 600 anime, mi cazzia sempre perchè non aro il mio campo, di fatto io sto sperimentando le tecniche di permacultura li, da 5-6 anni ormai tra l'altro, ma per lui "arare è giusto perchè si è sempre fatto così, dall'età della pietra", peccato che ci siano anche altri fattori che un vecchio di 78 anni ormai non puo più comprendere, il problema sono i suoi figli, anche loro cazziano la mia scelta, ma ne hanno 40, e si rifiutano di guardare nel mio telescopio perchè è "sempre stato così", i miei pomodori sono più grossi, più buoni e pure le mie fragoline di bosco sono felicissime ad arrampicarsi sull'edera e usare la terra che si sedimenta intorno al tronco dell'edera ed ai suoi nodi per gettare i nuovi "figli", sfruttando così il muro verticale senza bisogno di fare chissà quale lavoro; l'anno scorso non ho dovuto piantare le insalate da taglio perchè ho fatto andare le piante migliori in seme (con loro che dicevano "cazzo fai", non si fa così) e i semi sono caduti sulle aiuole dove le avevo piantate, alla stagione successiva sono germinate pei cazzi loro, quando le condizioni erano quelle giuste, senza perdere nemmeno un giorno e senza il mio intervento.
                      >
                      > se il criterio per valutare quei "migliaia di anni di storia" è quante cose abbiamo imparato a fare non mi spiego come mai la mia soluzione, che è migliore, dovrebbe essere scartata perchè viene da una cultura diversa (quella jap e quella anglosassone, che hanno rispettivamente inventato e recepito/sviluppato l'idea di permacultura), e qua torniamo al rapporto con i tempi storici e con il tempo della tua vita, nel tempo della mia vita prendo gli elementi della mia cultura e ci faccio quello che mi pare e piace, idem per quelli delle altre culture, senno come cazzo le diffondi le cose? nel tempo storico non ha senso ergere dei singoli momenti a punti di riferimento assoluti (le età dell'oro da inseguire), aka, parlare di differenze/uguaglianza in termini di valori fini a se stessi per me non ha senso.
                      >I contadini sono pazzeschi. Avevo letto un brano in cui un pioniere dell'uso della chimica in agricoltura lamentava la resistenza dei contadini alle innovazioni che lui proponeva. La stessa resistenza che i contadini di oggi, assuefatti a pesticidi e insetticidi, manifestano verso chi cerca di dimostrare che si può farne a meno.
                      >Io ho rinunciato a provare tecniche alla Fukuoka Masanobu per diversi motivi. Uno è che avevo letto di cominciare stendendo uno spesso letto di paglia, ma ne uscivano lumaconi rossi lunghi una spanna (genere Arion) che trovano un ambiente ideale nella paglia, al che ho pensato: eh eh, si vede che in Giappone sti lumaconi non esistono. Un altro è che mio padre, con atteggiamento proprio tipico da contadino, vanifica tutto ciò che faccio e quindi mi sono stufato. A che scopo impiegare due anni a diserbare a mano l'aiuola delle fragole e a farci tutto intorno un battuto di terra, se poi mio padre fresa il terreno a ridosso dell'aiuola eliminando il battuto, così che il "gramùn" ricolonizza l'aiuola faticosamente diserbata con i suoi rizomi? Mi sono rotto.

                      quindi capisci perchè io dico molto chiaramente che non mi fotte una sega dei plebei negri o dei plebei bianchi come puppen o i contadini di cui sopra, me ne frega solamente delle elite dei negri così come mi frega delle elite dei bianchi, elite inteso come "uomini di buona volontà", quelli che qualunque sia il loro grado di educazione o qualunque sia la loro cultura sanno stare un attimo zitti e pensare prima di parlare, non cadere in semplicistiche fallacie e hanno voglia di combinare qualcosa che non abbia a che fare con stupida violenza o inutili vanità
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                        Non Autenticato
                        il 2012-05-29 19:19:32.0 alle 2012-05-29 19:19:32.0
                        Re: In natura le razze sono sempre esist
                        > stai parlando dello stato unitario italiano e della storia della lingua italiana che è tutto un argomento particolare, in uk ad esempio non è successo per niente quello che è successo qua riguardo alle "piccole lingue"

                        Sbagli, il cornico si è estinto, e proprio in seguito a politiche di strangolamento analoghe a quelle degli stati italiano e francese (ad esempio, conquistato un territorio di lingua celtica, togliere la sede vescovile da una città di lingua celtica e spostarla in una di lingua inglese), il gallese si è salvato per l'esistenza di confini ma il cumbrico si è estinto, il gaelico scozzese e irlandese se la passano male. Attualmente in UK questa politica è cessata e vediamo le insegne bilingue, ma il grosso del danno è stato fatto.

                        > stai proiettando quel modello sull'ue, ma ad esempio nell'ue si fa tutto meno che omologazione linguistica, tutte le lingue ue sono lingue ufficiali ed è notoriamente il paradiso dei traduttori e del training di google translate, per questo ti parlavo di mitterand

                        Non è per questi motivi che ce l'ho con l'UE, ma per l'impostazione economicistica e perché stanno costruendo lentamente uno stato di polizia. Comunque in Italia il referente degli europai è il PD, guarda caso il partito più anti-identitario. Il centrosinistra ha imboccato la strada anti-identitaria anni fa in funzione antileghista, ho letto siti web piemontesi di sinistra disperati per questo.

                        > dovresti anche renderti conto che i meccanismi delle etichette dop, docg e mille altre cose sono state realizzate ANCHE perchè esiste un certo discroso politico (originato da mitterand) riguardo le varie tradizioni dei popoli europei e loro valori, credo che il modello dello stato unitario italiano fosse tutto meno che simile all'ue attuale da questo punto di vista, c'era la dialettica dell'Italia Unita che doveva soverchiare quella applicata fino a quel momento dei vari staterelli regionali, in eu non si applica questa dialettica in maniera analoga a quella italica dell'unificazione.

                        Questo è ancora un altro discorso, più sigle ci sono su una bottiglia meno il vino è buono.

                        Fino ai primi anni 80 nelle nascenti istituzioni europee si parlava molto della questione delle identità nazionali e regionali, ma poi non se ne è fatto nulla e l'Europa ha preso tutt'altra piega.
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