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    Non Autenticato
    il 2012-05-23 11:08:01.0 alle 2012-05-23 11:08:01.0
    Specie e Bicchiere
    Il problema degli universali, cioè della natura dei nomi collettivi, è una questione filosofica tuttora aperta (nel senso che non è ancora stata impostata con esattezza sufficiente a sciogliere tutti i dubbi) e pur di dar contro a Ordine Reich - che ha torto pure lui, ma dalla parte opposta della vostra - la state liquidando in modo semplicistico e infantile, ne state facendo un'operetta apologetica del nominalismo.

    Specie = insieme. Un numero di individui, o elementi, possiedono delle caratteristiche stabilite da una definizione (che può variare secondo chi la formula) che determina l'appartenenza degli individui all'insieme. Il fatto stesso di chiamare "ape" un certo individuo costituisce già una definizione di specie e un'attribuzione di quell'individuo alla specie delle api.

    Un certo numero di manufatti, con caratteristiche stabilite da una definizione, più o meno precisa e variabile a seconda di chi la formula, vengono chiamati "bicchiere". Dove sarebbe la differenza che fa tanto ridere dada?

    Vi hanno lavato il cervello e manco ve ne accorgete.
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      Non Autenticato
      il 2012-05-23 11:28:16.0 alle 2012-05-23 11:28:16.0
      Re: Specie e Bicchiere
      Scritto da:
      > Il problema degli universali, cioè della natura dei nomi collettivi, è una questione filosofica tuttora aperta (nel senso che non è ancora stata impostata con esattezza sufficiente a sciogliere tutti i dubbi) e pur di dar contro a Ordine Reich - che ha torto pure lui, ma dalla parte opposta della vostra - la state liquidando in modo semplicistico e infantile, ne state facendo un'operetta apologetica del nominalismo.
      >
      > Specie = insieme. Un numero di individui, o elementi, possiedono delle caratteristiche stabilite da una definizione (che può variare secondo chi la formula) che determina l'appartenenza degli individui all'insieme. Il fatto stesso di chiamare "ape" un certo individuo costituisce già una definizione di specie e un'attribuzione di quell'individuo alla specie delle api.
      >
      > Un certo numero di manufatti, con caratteristiche stabilite da una definizione, più o meno precisa e variabile a seconda di chi la formula, vengono chiamati "bicchiere". Dove sarebbe la differenza che fa tanto ridere dada?

      Non è la differenza o altro che fa ridere dada, è la sua stupidità, le sue caratteristiche lo fanno appartenere alla specie degli stupidi.

      > Vi hanno lavato il cervello e manco ve ne accorgete.
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      Non Autenticato
      il 2012-05-23 11:34:31.0 alle 2012-05-23 11:34:31.0
      Re: Specie e Bicchiere
      Scritto da:
      > Il problema degli universali, cioè della natura dei nomi collettivi, è una questione filosofica tuttora aperta (nel senso che non è ancora stata impostata con esattezza sufficiente a sciogliere tutti i dubbi) e pur di dar contro a Ordine Reich - che ha torto pure lui, ma dalla parte opposta della vostra - la state liquidando in modo semplicistico e infantile, ne state facendo un'operetta apologetica del nominalismo.
      >
      > Specie = insieme. Un numero di individui, o elementi, possiedono delle caratteristiche stabilite da una definizione (che può variare secondo chi la formula) che determina l'appartenenza degli individui all'insieme. Il fatto stesso di chiamare "ape" un certo individuo costituisce già una definizione di specie e un'attribuzione di quell'individuo alla specie delle api.
      >
      > Un certo numero di manufatti, con caratteristiche stabilite da una definizione, più o meno precisa e variabile a seconda di chi la formula, vengono chiamati "bicchiere". Dove sarebbe la differenza che fa tanto ridere dada?
      >
      > Vi hanno lavato il cervello e manco ve ne accorgete.


      In realtà la specie è un concetto più vasto che l'avere delle caratteristiche in comune.

      Ogni individuo della specie deriva dall'accopiamento di due altri individui della specie, e quindi dalla fusione dei loro geni.

      Non è un concetto astratto, perché se tutti gli altri individui della specie spariscono dal pianeta, la specie si estinguerà con la tua morte, poiché senza gli altri individui non hai alcun modo di dare un seguito a te stesso, ai tuoi geni.

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        Non Autenticato
        il 2012-05-23 11:38:12.0 alle 2012-05-23 11:38:12.0
        Re: Specie e Bicchiere
        Scritto da:
        > Scritto da:
        > > Il problema degli universali, cioè della natura dei nomi collettivi, è una questione filosofica tuttora aperta (nel senso che non è ancora stata impostata con esattezza sufficiente a sciogliere tutti i dubbi) e pur di dar contro a Ordine Reich - che ha torto pure lui, ma dalla parte opposta della vostra - la state liquidando in modo semplicistico e infantile, ne state facendo un'operetta apologetica del nominalismo.
        > >
        > > Specie = insieme. Un numero di individui, o elementi, possiedono delle caratteristiche stabilite da una definizione (che può variare secondo chi la formula) che determina l'appartenenza degli individui all'insieme. Il fatto stesso di chiamare "ape" un certo individuo costituisce già una definizione di specie e un'attribuzione di quell'individuo alla specie delle api.
        > >
        > > Un certo numero di manufatti, con caratteristiche stabilite da una definizione, più o meno precisa e variabile a seconda di chi la formula, vengono chiamati "bicchiere". Dove sarebbe la differenza che fa tanto ridere dada?
        > >
        > > Vi hanno lavato il cervello e manco ve ne accorgete.
        >
        >
        > In realtà la specie è un concetto più vasto che l'avere delle caratteristiche in comune.
        >
        > Ogni individuo della specie deriva dall'accopiamento di due altri individui della specie, e quindi dalla fusione dei loro geni.
        >
        > Non è un concetto astratto, perché se tutti gli altri individui della specie spariscono dal pianeta, la specie si estinguerà con la tua morte, poiché senza gli altri individui non hai alcun modo di dare un seguito a te stesso, ai tuoi geni.
        >
        >


        Ergo in sostanza paragonare il concetto di specie con quello di bicchiere non ci sta.
        La specie è su un piano di maggiore concretezza.

        Noi esseri umani dipendiamo l'uno dagli altri.
        Period.
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        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2012-05-23 11:40:20.0 alle 2012-05-23 11:40:20.0
        Re: Specie e Bicchiere
        > > Il problema degli universali, cioè della natura dei nomi collettivi, è una questione filosofica tuttora aperta (nel senso che non è ancora stata impostata con esattezza sufficiente a sciogliere tutti i dubbi) e pur di dar contro a Ordine Reich - che ha torto pure lui, ma dalla parte opposta della vostra - la state liquidando in modo semplicistico e infantile, ne state facendo un'operetta apologetica del nominalismo.
        > >
        > > Specie = insieme. Un numero di individui, o elementi, possiedono delle caratteristiche stabilite da una definizione (che può variare secondo chi la formula) che determina l'appartenenza degli individui all'insieme. Il fatto stesso di chiamare "ape" un certo individuo costituisce già una definizione di specie e un'attribuzione di quell'individuo alla specie delle api.
        > >
        > > Un certo numero di manufatti, con caratteristiche stabilite da una definizione, più o meno precisa e variabile a seconda di chi la formula, vengono chiamati "bicchiere". Dove sarebbe la differenza che fa tanto ridere dada?
        > >
        > > Vi hanno lavato il cervello e manco ve ne accorgete.
        >
        >
        > In realtà la specie è un concetto più vasto che l'avere delle caratteristiche in comune.

        Per sottolineare l'analogia con il bicchiere ho parlato della specie come concetto generale, non delle specie viventi.

        > Ogni individuo della specie deriva dall'accopiamento di due altri individui della specie, e quindi dalla fusione dei loro geni.
        >
        > Non è un concetto astratto, perché se tutti gli altri individui della specie spariscono dal pianeta, la specie si estinguerà con la tua morte, poiché senza gli altri individui non hai alcun modo di dare un seguito a te stesso, ai tuoi geni.

        Già, è difficile liquidare come semplici astrazioni le specie così come definite nelle scienze naturali.
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      ☺
      Scritto da
      il 2012-05-23 17:19:40.0 alle 2012-05-23 17:19:40.0
      Trollate totali: 6369
      Re: Specie e Bicchiere
      Scritto da:
      > Il problema degli universali, cioè della natura dei nomi collettivi, è una questione filosofica tuttora aperta (nel senso che non è ancora stata impostata con esattezza sufficiente a sciogliere tutti i dubbi) e pur di dar contro a Ordine Reich - che ha torto pure lui, ma dalla parte opposta della vostra - la state liquidando in modo semplicistico e infantile, ne state facendo un'operetta apologetica del nominalismo.

      sono completamente d'accordo, almeno qualcuno che se ne rende conto c'è.
      grazie, faith in trolls restored, chi sei?

      Per questo cmq dicevo loro di chiedere al professor heidegger riguardo la logica.

      > Specie = insieme. Un numero di individui, o elementi, possiedono delle caratteristiche stabilite da una definizione (che può variare secondo chi la formula) che determina l'appartenenza degli individui all'insieme. Il fatto stesso di chiamare "ape" un certo individuo costituisce già una definizione di specie e un'attribuzione di quell'individuo alla specie delle api.

      in biologia se ne usano un po, dipende da cosa vuoi fare, ma dal punto di vista epistemologico in effetti il concetto stesso di "specie" decade completamente, assieme a molti altri, nell'espressione di quello di filogenesi, che è una spiegazione coerente e sistematica di quel fenomeno che normalmente, e anche qua, viene chiamato "specie", in biologia si dice quindi che il concetto di specie è puramente utilitaristico, la mia amica che fa la biologa per i viticoltori svizzeri mica va a fare loro questi discorsi qua, dice semplicemente: "data queste specie di insetti, queste specie di uccelli, queste specie di microorganismi e le previsioni del tempo eccovi il tipo e la quantità di fertilizzanti e spray che dovete impiegare e cosa dovete guardare nei campi"

      prendi un qualunque vivente, è "figlio" di qualcuno, possono cambiare i metodi di riproduzione, da quella sessuata alla divisione cellulare dei batteri, alla auto-clonazione per bulbi dell'aglio (con buona pace dei soliti criteri idioti di malattia che pretende che la ricombinazione genetica sia il criterio, e quindi anche l'obiettivo morale ed etico, che è una fallacia a se stante e ancora diversa, della riproduzione) ma è sempre figlio di qualcuno; è possible plottare tutti i viventi di questa terra, e dico proprio tutti gli individui, in uno schema ad albero che si puo proiettare all'indietro fino ai protoorganismi, il fatto di non essere in grado di descrivere tutti i nodi non vuol dire che uno non possa dedurre le proprietà e il modo di analizzare tale modello.

      prendi un individuo, un nodo, questo tendenzialmente è simile ai propri genitori, nel caso di riproduzione non sessuata è molto simile alla cellula che si era divisa oppure alla testa d'aglio da cui è gemmato il nuovo bulbo, così facendo puoi tornare indietro, passando per una serie precisa di forme di vita differenti, e quindi tutte le forme che i viventi hanno preso, tutte le specie, fino ai batteri primordiali e ai protoorganismi che li hanno forse preceduti, seguendo i vari "alberi genealogici", ora potrei dilungarmi ore su questo argomento, per me è uno degli argomenti più interessanti di tutta la scienza, conoscenza et filosòfia, ma ti porto l'attenzione su un punto in particolare:
      Ora diciamo che mi metto a seguire la tua filogenesi e torno indietro per 500.000 anni, sono arrivato a trovare i tuoi antenati fra scimmie a metà tra quelle del nuovo mondo (piccole, coda lunga, rompicoglioni) e quelle antropomorfe come gli scimpanze; non posso se sto seguendo tutte le filiazioni una ad una a tracciare una netta separazione tra una generazione e quella dopo, tra i padri ed i figli, dicendo che il padre appartiene ad una specie ed il figlio ad un altra specie.

      più alta è la distanza tra i "nodi" più sono marcate le differenze tra antenati e progenie, e tra nodi molto distanti è facile identificare le differenze, qualunque sia il tuo criterio, tra nodi più vicini ci sono invece sempre più similarità, ma sono comunque tutte collegate in questo schema ad albero che prende il nome in biologia di "filogenesi", senza un distacco reale.

      Un altro punto riguarda la scelta dei criteri che puoi fare per identificare queste differenze, ne devi prendere in considerazione un po per pesare la distanza dei vari nodi esprimendola in maniera consistente, serve una equazione per pesare le distanze, ma sopratutto questo lavoro di identificazione delle differenze e schematizzazione dell'evoluzione dei vari organismi in realtà lo fai sempre e solo dopo aver identificato quali sono le tue necessità pratiche, come quelle della biologa squitzera, in altri termini non è un lavoro che fai fine a se stesso "per la conoscenza", ma lo fai solo, quando lo fai, per ragioni utilitaristiche, per ragioni filosofiche è sufficiente, e appunto fa decare gli altri che esistevano in precedenza, tra cui quello di specie, il concetto di filogenesi.

      >
      > Un certo numero di manufatti, con caratteristiche stabilite da una definizione, più o meno precisa e variabile a seconda di chi la formula, vengono chiamati "bicchiere". Dove sarebbe la differenza che fa tanto ridere dada?

      a me fa solo ridere in generale la frase "l'astrazione dell'Uomo come Bicchiere", al di la del discorso che stavano facendo, che era parossistico, superficiale, gretto e ignorante, da tutte le parti coinvolte.

      >
      > Vi hanno lavato il cervello e manco ve ne accorgete.

      sono ignoranti coglioni e senza educazione, esistono in giro anche ignoranti intelligenti senza educazione, e perfino loro sanno come porsi nei confronti di queste cose, ad esempio i miei amici così mi chiedono "e ai fini delle mia vita tutto questo cosa vuol dire?" che è l'unica vera domanda da farsi al riguardo di queste cose.

      **Modificato dall'autore il 23.05.2012 20:54**
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        Non Autenticato
        il 2012-05-23 22:16:47.0 alle 2012-05-23 22:16:47.0
        Re: Specie e Bicchiere
        > > Il problema degli universali, cioè della natura dei nomi collettivi, è una questione filosofica tuttora aperta (nel senso che non è ancora stata impostata con esattezza sufficiente a sciogliere tutti i dubbi) e pur di dar contro a Ordine Reich - che ha torto pure lui, ma dalla parte opposta della vostra - la state liquidando in modo semplicistico e infantile, ne state facendo un'operetta apologetica del nominalismo.
        >
        > sono completamente d'accordo, almeno qualcuno che se ne rende conto c'è.
        > grazie, faith in trolls restored, chi sei?

        Quello che ha scritto "bicchiere". Cylon

        > Per questo cmq dicevo loro di chiedere al professor heidegger riguardo la logica.
        >
        > > Specie = insieme. Un numero di individui, o elementi, possiedono delle caratteristiche stabilite da una definizione (che può variare secondo chi la formula) che determina l'appartenenza degli individui all'insieme. Il fatto stesso di chiamare "ape" un certo individuo costituisce già una definizione di specie e un'attribuzione di quell'individuo alla specie delle api.
        >
        > in biologia se ne usano un po, dipende da cosa vuoi fare, ma dal punto di vista epistemologico in effetti il concetto stesso di "specie" decade completamente, assieme a molti altri, nell'espressione di quello di filogenesi, che è una spiegazione coerente e sistematica di quel fenomeno che normalmente, e anche qua, viene chiamato "specie", in biologia si dice quindi che il concetto di specie è puramente utilitaristico, la mia amica che fa la biologa per i viticoltori svizzeri mica va a fare loro questi discorsi qua, dice semplicemente: "data queste specie di insetti, queste specie di uccelli, queste specie di microorganismi e le previsioni del tempo eccovi il tipo e la quantità di fertilizzanti e spray che dovete impiegare e cosa dovete guardare nei campi"
        >
        > prendi un qualunque vivente, è "figlio" di qualcuno, possono cambiare i metodi di riproduzione, da quella sessuata alla divisione cellulare dei batteri, alla auto-clonazione per bulbi dell'aglio (con buona pace dei soliti criteri idioti di malattia che pretende che la ricombinazione genetica sia il criterio, e quindi anche l'obiettivo morale ed etico, che è una fallacia a se stante e ancora diversa, della riproduzione) ma è sempre figlio di qualcuno; è possible plottare tutti i viventi di questa terra, e dico proprio tutti gli individui, in uno schema ad albero che si puo proiettare all'indietro fino ai protoorganismi, il fatto di non essere in grado di descrivere tutti i nodi non vuol dire che uno non possa dedurre le proprietà e il modo di analizzare tale modello.
        >
        > prendi un individuo, un nodo, questo tendenzialmente è simile ai propri genitori, nel caso di riproduzione non sessuata è molto simile alla cellula che si era divisa oppure alla testa d'aglio da cui è gemmato il nuovo bulbo, così facendo puoi tornare indietro, passando per una serie precisa di forme di vita differenti, e quindi tutte le forme che i viventi hanno preso, tutte le specie, fino ai batteri primordiali e ai protoorganismi che li hanno forse preceduti, seguendo i vari "alberi genealogici", ora potrei dilungarmi ore su questo argomento, per me è uno degli argomenti più interessanti di tutta la scienza, conoscenza et filosòfia, ma ti porto l'attenzione su un punto in particolare:
        > Ora diciamo che mi metto a seguire la tua filogenesi e torno indietro per 500.000 anni, sono arrivato a trovare i tuoi antenati fra scimmie a metà tra quelle del nuovo mondo (piccole, coda lunga, rompicoglioni) e quelle antropomorfe come gli scimpanze; non posso se sto seguendo tutte le filiazioni una ad una a tracciare una netta separazione tra una generazione e quella dopo, tra i padri ed i figli, dicendo che il padre appartiene ad una specie ed il figlio ad un altra specie.
        >
        > più alta è la distanza tra i "nodi" più sono marcate le differenze tra antenati e progenie, e tra nodi molto distanti è facile identificare le differenze, qualunque sia il tuo criterio, tra nodi più vicini ci sono invece sempre più similarità, ma sono comunque tutte collegate in questo schema ad albero che prende il nome in biologia di "filogenesi", senza un distacco reale.
        >
        > Un altro punto riguarda la scelta dei criteri che puoi fare per identificare queste differenze, ne devi prendere in considerazione un po per pesare la distanza dei vari nodi esprimendola in maniera consistente, serve una equazione per pesare le distanze, ma sopratutto questo lavoro di identificazione delle differenze e schematizzazione dell'evoluzione dei vari organismi in realtà lo fai sempre e solo dopo aver identificato quali sono le tue necessità pratiche, come quelle della biologa squitzera, in altri termini non è un lavoro che fai fine a se stesso "per la conoscenza", ma lo fai solo, quando lo fai, per ragioni utilitaristiche, per ragioni filosofiche è sufficiente, e appunto fa decare gli altri che esistevano in precedenza, tra cui quello di specie, il concetto di filogenesi.
        >
        > >
        > > Un certo numero di manufatti, con caratteristiche stabilite da una definizione, più o meno precisa e variabile a seconda di chi la formula, vengono chiamati "bicchiere". Dove sarebbe la differenza che fa tanto ridere dada?
        >
        > a me fa solo ridere in generale la frase "l'astrazione dell'Uomo come Bicchiere", al di la del discorso che stavano facendo, che era parossistico, superficiale, gretto e ignorante, da tutte le parti coinvolte.
        >
        > >
        > > Vi hanno lavato il cervello e manco ve ne accorgete.
        >
        > sono ignoranti coglioni e senza educazione, esistono in giro anche ignoranti intelligenti senza educazione, e perfino loro sanno come porsi nei confronti di queste cose, ad esempio i miei amici così mi chiedono "e ai fini delle mia vita tutto questo cosa vuol dire?" che è l'unica vera domanda da farsi al riguardo di queste cose.
        >
        > **Modificato dall'autore il 23.05.2012 20:54**
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