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    Proc di Catania
    Scritto da
    Non Autenticato
    il 2012-05-08 00:59:43.0 alle 2012-05-08 00:59:43.0
    la teoria riparativa dell'omosessualità
    molto interessante e da approfondire: parecchie ed evidenti le analogie Cylon

    Togliere l'omosessualità egodistonica dall'elenco delle patologie, preferendo poi chiamarla "omofobia" è stato a mio avviso un gravissimo errore. Ed ora questo stesso errore si ripropone pari pari con la pedonaggine Cylon

    Per la maggior parte del XX secolo l'orientamento omosessuale è stato classificato e trattato come una malattia.
    Nel 1973 l'American Psychiatric Association rimuove l'omosessualità dalla nosografia del DSM. La risoluzione della commissione dell'APA, composta da tredici membri, viene però posta a referendum da Socarides e Bieber: il 55% vota a favore della risoluzione, il 38% contro e il 7% si astiene. L'omosessualità dunque non è più ritenuta una patologia: "l'omosessualità, in sé, non implica una compromissione del giudizio, della stabilità, dell'affidabilità o delle capacità sociali e professionali" (Conger,1975, p. 633).
    La storia tuttavia continua e nel 1974 il DSM III prevede una nuova categoria: "l'omosessualità egodistonica", rimossa poi nel 1987.


    http://www.psychomedia.it/pm/lifecycle/gender/grag...

    1.3 La terapia riparativa continua

    Nicolosi (1991) ritiene che i professionisti della salute mentale, sostenendo il movimento dei gay, abbiano completamente dimenticato gli "omosessuali non-gay", coloro i quali non riescono a conciliare il loro orientamento sessuale con il loro sistema di valori. E' il vecchio concetto di egodistonia rispolverato. Nicolosi, che vanta 500 casi di gay trattati, ritiene che la terapia riparativa possa venire in soccorso agli omosessuali. Fondatore insieme a Socarides del National Association of Research and Therapy of Homosexuality (NARTH), ribadisce che l'omosessualità è un disordine dello sviluppo che si associa spesso a sintomi psichiatrici, ed è una condizione trattabile.
    Anche in Italia il riorientamento, sebbene in forma meno esplicita, è ancora praticato da alcuni psicoterapeuti che ritengono l'omosessualità una perversione o un disturbo evolutivo (Graglia, 2000).
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