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PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-15 15:46:13.0 alle 2012-02-15 15:46:13.0“IO PEDOFILO,
HO CAPITO CHE C’È UNA VIA D’USCITA”.
Una cosa è chiara: qui non c’è nulla da giustificare; qui non c’è nulla da compatire; qui non c’è nulla da perdonare perché il perdono non serve e basta. Questo è uno degli abissi dell’animo umano. E questa è una intervista ad un pedofilo che parla delle sue pulsioni, della sua storia, dei suoi reati gravi. Di un male che sgomenta. Sempre più intollerabile perché, nonostante tutto, l’infanzia ha più valore oggi di un tempo, anche di un tempo recente. Un male profondo. “Sì – afferma – un male profondo. Ed è per questo che ho deciso di raccontare la mia storia di pedofilo.
DOMANDA: Lei è seguito da uno specialista?
RISPOSTA: Sì sono seguito da uno specialista del centro di salute mentale. Sento il bisogno di dire ad una certa, chiamiamola così, categoria di pedofili, che ci sono i presupposti per prendere coscienza di quello che si fa. Che ogni scusa che si cerca è di comodo, da tutti i punti di vista. Io sono ancora un pedofilo, ho ancora questi impulsi con i quali dovrò convivere, però quando si riesce a fare un passo avanti si sta bene. Vede questo taccuino? Questo è quello che chiamo il mio taccuino emozionale: quando sento di nuovo gli impulsi lo apro ed è come ricevere una scossa. C’è la foto di mio padre, vede? Qui c’è quella di un’altra persona che è stata molto importante per me.
D: Questo gliel’ha consigliato lo psicologo?
R: No, queste sono cose che capisci da solo quando inizi stabilmente un percorso.
D: Un percorso, immagino, che è iniziato con un reato e una condanna?
R: Sì la scelta è nata quando ho avuto a che fare con la polizia. La polizia delle comunicazioni, gente che ha una grande competenza tecnica, ma anche umana. Sono stati loro a capire che in me c’era qualcosa che si poteva salvare e mi hanno spronato ad andare al Centro.
D: Insomma se non l’avessero perso lei avrebbe continuato.
R: Ero combattuto tra bisogno e rimorso. Prevaleva il rimorso, ma poi non trovavo la forza per non farlo più.
D: Lei è stato individuato perché faceva scambi su internet?
R: No, il computer non l’ho mai voluto perché sapevo che avrebbe aumentato la mia pericolosità. Sono stato preso in seguito a contatti che avevo con una minore tramite il telefonino.
D: Minore che non è riuscito a incontrare…
R: No, anche se stavamo per incontrarci. In precedenza avevo fissato già altri incontri ma mi ero tirato indietro. Dentro di me c’era un contrasto tra l’anima bianca e quella nera.
D: Quindi lei aveva consapevolezza di quello che stava facendo?
R: Sì, ma come dicevo cercavo di trovare giustificazioni al mio modo di agire e questo di cercare scuse è il modo per non trovare una soluzione e andare avanti fino a superare una linea definitiva.
D: Lei è stato condannato?
R: Sì, in primo grado a 7 anni per un cumulo di pene…..
D: Quindi lei ha commesso più volte lo stesso reato?
R: Sì, l’avvocato dice che si potrebbe anche arrivare ai 4 anni di condanna perché ci sono i presupporti per considerare la mia personalità border-line, ma a me interessa poco.
D: Se i giudici di appello confermeranno la condanna lei andrà in prigione. Lo sa?
R: A me non importa. In prigione non ci andrò di sicuro e non perché penso di scappare, ma perchè ho già predisposto tutto per il suicidio.
D: Ne parla con un distacco che raggela.
R: Ho già tentato di uccidermi e ci penso spesso.
D: Quando si è accorto di essere un pedofilo?
R. A 20 anni. Il primo passo con un annuncio civetta che ho trovato su un giornale e ho iniziato con lo scambio di fotografie. Ma come dicevo mi rendevo conto che stavo andando nella direzione sbagliata, che diventavo sempre più un pericolo. Ma provavo solo rimorso e il rimorso non basta.
D: L’impulso che provava la spaventava?
R: Adesso mi fa paura a tal punto che mi accorgo di non avere più stimoli sessuali. E questo senza prendere farmaci. All’inizio invece, mi sembrava addirittura di essere un eletto e questo è tipico di chi rimane in una fase della personalità adolescenziale.
D: Le ringrazia la Polizia, quindi lei ritiene che la repressione e le pene dure siano fondamentali?
R: Per determinate persone non recuperabili, il carcere può servire.
Se non ci sono le basi per una presa di coscienza, non resta che la paura della prigione.
Però ci sono pedofili, ed è a questi che io mi rivolgo, che sanno che stanno seguendo la strada sbagliata, anche se non ne possono fare a meno, e che se faranno il salto di livello non potranno più essere recuperate.
D: È la seconda volta che lei dice che c’è una soglia di non ritorno.
R: Sì, quando l’atto fisico viene consumato e l’appagamento può essere talmente elevato da portarli alla morte morale.
D: Prima del suo arresto, c’è stato un momento nel quale ha avuto la percezione che lei stava precipitando?
R: Faccio una premessa: il pedofilo virtuale è forte soprattutto nella realtà virtuale perché è un debole nella realtà vera.
Ma i pedofili, anche se hanno personalità fragili, hanno di solito una grande capacità di scardinare le difese del minore e di renderselo amico. A me è capitato il caso di un pedofilo che aveva contattato con i messaggini una ragazzina per farsi mandare delle foto facendole credere di essere una ragazza. Io, che mi ero messo d’accordo con questo tipo per scambiarci le fotografie, ad un certo punto ho deciso di avvertirla.
D: Perché lo ha fatto? Perché la vittima le ha fatto pena?
R: Soprattutto perché ho capito che questa persona, questo pedofilo, mi utilizzava perché era più forte.
e nella pedofilia il gioco tra personalità più o meno deboli è fondamentale. Di solito il pedofilo adesca un ragazzino o una ragazzina problematica, quella che si paice meno e che quindi viene attratta dalle lusinghe.
E i pedofili in questo sono di solito molto abili anche perché hanno una personalità bloccata ad alcune fasi adolescenziali. Nel mio percorso l’ho capito: ero immaturo, profondamente immaturo.
D: Della cosiddetta “castrazione chimica” cosa pensa?
R: Un farmaco che inibisca gli impulsi può essere efficace, ma bisogna prenderlo con continuità quindi ci vuole comunque una presa di coscienza, una volontà reale. Però se ci fosse un farmaco che mi rendesse almeno impotente, io sarei disposto a prenderlo.
D: Quanto è esteso il mondo della pedofilia?
R: Più di quello che si immagina. Per fortuna la Polizia ha metodiche sempre più avanzate, ma internet è un’arma letale in mano ai pedofili che stanno trovando sistemi sempre nuovi per sfuggire ai controlli.
D: Perché uno diventa pedofilo?
R: Non si nasce così. Lo diventi secondo il vissuto dell’adolescenza. Io sono cresciuto con molta lentezza, in maturità. Diciamo che ho avuto un’infanzia complicata: un padre alcolista, ho subito un abuso sessuale…comunque queste cose non devono diventare giustificazioni.
D: Lei si è mai innamorato di una sua potenziale vittima?
R: No. Io non ho mai amato e non so cosa sia l’amore. Ho solo usato l’amore in modo strumentale.
D: Lei è convinto che parlare di pedofilia serva?
R: Serve perché la paura e la diffidenza sono una difesa per le potenziali vittime e, in questo caso, serve a far capire a quelli come me che le strutture ci sono. Dire. Non vado dallo psicologo perché costa, è una scusa. Nei centri di salute mentale si può trovare aiuto.
D: La sua speranza?
R: Riuscire ad avere una vita normale. Anzi, banale.
FINE - da L’ADIGE – di B. Zorzi.
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Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-15 16:47:30.0 alle 2012-02-15 16:47:30.0Scritto da:
> “IO PEDOFILO,
> HO CAPITO CHE C’È UNA VIA D’USCITA”.
>
> Una cosa è chiara: qui non c’è nulla da giustificare; qui non c’è nulla da compatire; qui non c’è nulla da perdonare perché il perdono non serve e basta. Questo è uno degli abissi dell’animo umano. E questa è una intervista ad un pedofilo che parla delle sue pulsioni, della sua storia, dei suoi reati gravi. Di un male che sgomenta. Sempre più intollerabile perché, nonostante tutto, l’infanzia ha più valore oggi di un tempo, anche di un tempo recente. Un male profondo. “Sì – afferma – un male profondo. Ed è per questo che ho deciso di raccontare la mia storia di pedofilo.
> DOMANDA: Lei è seguito da uno specialista?
> RISPOSTA: Sì sono seguito da uno specialista del centro di salute mentale. Sento il bisogno di dire ad una certa, chiamiamola così, categoria di pedofili, che ci sono i presupposti per prendere coscienza di quello che si fa. Che ogni scusa che si cerca è di comodo, da tutti i punti di vista. Io sono ancora un pedofilo, ho ancora questi impulsi con i quali dovrò convivere, però quando si riesce a fare un passo avanti si sta bene. Vede questo taccuino? Questo è quello che chiamo il mio taccuino emozionale: quando sento di nuovo gli impulsi lo apro ed è come ricevere una scossa. C’è la foto di mio padre, vede? Qui c’è quella di un’altra persona che è stata molto importante per me.
> D: Questo gliel’ha consigliato lo psicologo?
>
> R: No, queste sono cose che capisci da solo quando inizi stabilmente un percorso.
> D: Un percorso, immagino, che è iniziato con un reato e una condanna?
> R: Sì la scelta è nata quando ho avuto a che fare con la polizia. La polizia delle comunicazioni, gente che ha una grande competenza tecnica, ma anche umana. Sono stati loro a capire che in me c’era qualcosa che si poteva salvare e mi hanno spronato ad andare al Centro.
> D: Insomma se non l’avessero perso lei avrebbe continuato.
> R: Ero combattuto tra bisogno e rimorso. Prevaleva il rimorso, ma poi non trovavo la forza per non farlo più.
> D: Lei è stato individuato perché faceva scambi su internet?
> R: No, il computer non l’ho mai voluto perché sapevo che avrebbe aumentato la mia pericolosità. Sono stato preso in seguito a contatti che avevo con una minore tramite il telefonino.
> D: Minore che non è riuscito a incontrare…
> R: No, anche se stavamo per incontrarci. In precedenza avevo fissato già altri incontri ma mi ero tirato indietro. Dentro di me c’era un contrasto tra l’anima bianca e quella nera.
> D: Quindi lei aveva consapevolezza di quello che stava facendo?
> R: Sì, ma come dicevo cercavo di trovare giustificazioni al mio modo di agire e questo di cercare scuse è il modo per non trovare una soluzione e andare avanti fino a superare una linea definitiva.
> D: Lei è stato condannato?
> R: Sì, in primo grado a 7 anni per un cumulo di pene…..
> D: Quindi lei ha commesso più volte lo stesso reato?
> R: Sì, l’avvocato dice che si potrebbe anche arrivare ai 4 anni di condanna perché ci sono i presupporti per considerare la mia personalità border-line, ma a me interessa poco.
> D: Se i giudici di appello confermeranno la condanna lei andrà in prigione. Lo sa?
> R: A me non importa. In prigione non ci andrò di sicuro e non perché penso di scappare, ma perchè ho già predisposto tutto per il suicidio.
> D: Ne parla con un distacco che raggela.
> R: Ho già tentato di uccidermi e ci penso spesso.
>
> D: Quando si è accorto di essere un pedofilo?
>
> R. A 20 anni. Il primo passo con un annuncio civetta che ho trovato su un giornale e ho iniziato con lo scambio di fotografie. Ma come dicevo mi rendevo conto che stavo andando nella direzione sbagliata, che diventavo sempre più un pericolo. Ma provavo solo rimorso e il rimorso non basta.
> D: L’impulso che provava la spaventava?
> R: Adesso mi fa paura a tal punto che mi accorgo di non avere più stimoli sessuali. E questo senza prendere farmaci. All’inizio invece, mi sembrava addirittura di essere un eletto e questo è tipico di chi rimane in una fase della personalità adolescenziale.
> D: Le ringrazia la Polizia, quindi lei ritiene che la repressione e le pene dure siano fondamentali?
> R: Per determinate persone non recuperabili, il carcere può servire.
> Se non ci sono le basi per una presa di coscienza, non resta che la paura della prigione.
> Però ci sono pedofili, ed è a questi che io mi rivolgo, che sanno che stanno seguendo la strada sbagliata, anche se non ne possono fare a meno, e che se faranno il salto di livello non potranno più essere recuperate.
> D: È la seconda volta che lei dice che c’è una soglia di non ritorno.
> R: Sì, quando l’atto fisico viene consumato e l’appagamento può essere talmente elevato da portarli alla morte morale.
> D: Prima del suo arresto, c’è stato un momento nel quale ha avuto la percezione che lei stava precipitando?
> R: Faccio una premessa: il pedofilo virtuale è forte soprattutto nella realtà virtuale perché è un debole nella realtà vera.
> Ma i pedofili, anche se hanno personalità fragili, hanno di solito una grande capacità di scardinare le difese del minore e di renderselo amico. A me è capitato il caso di un pedofilo che aveva contattato con i messaggini una ragazzina per farsi mandare delle foto facendole credere di essere una ragazza. Io, che mi ero messo d’accordo con questo tipo per scambiarci le fotografie, ad un certo punto ho deciso di avvertirla.
> D: Perché lo ha fatto? Perché la vittima le ha fatto pena?
> R: Soprattutto perché ho capito che questa persona, questo pedofilo, mi utilizzava perché era più forte.
> e nella pedofilia il gioco tra personalità più o meno deboli è fondamentale. Di solito il pedofilo adesca un ragazzino o una ragazzina problematica, quella che si paice meno e che quindi viene attratta dalle lusinghe.
> E i pedofili in questo sono di solito molto abili anche perché hanno una personalità bloccata ad alcune fasi adolescenziali. Nel mio percorso l’ho capito: ero immaturo, profondamente immaturo.
> D: Della cosiddetta “castrazione chimica” cosa pensa?
> R: Un farmaco che inibisca gli impulsi può essere efficace, ma bisogna prenderlo con continuità quindi ci vuole comunque una presa di coscienza, una volontà reale. Però se ci fosse un farmaco che mi rendesse almeno impotente, io sarei disposto a prenderlo.
> D: Quanto è esteso il mondo della pedofilia?
> R: Più di quello che si immagina. Per fortuna la Polizia ha metodiche sempre più avanzate, ma internet è un’arma letale in mano ai pedofili che stanno trovando sistemi sempre nuovi per sfuggire ai controlli.
> D: Perché uno diventa pedofilo?
> R: Non si nasce così. Lo diventi secondo il vissuto dell’adolescenza. Io sono cresciuto con molta lentezza, in maturità. Diciamo che ho avuto un’infanzia complicata: un padre alcolista, ho subito un abuso sessuale…comunque queste cose non devono diventare giustificazioni.
> D: Lei si è mai innamorato di una sua potenziale vittima?
> R: No. Io non ho mai amato e non so cosa sia l’amore. Ho solo usato l’amore in modo strumentale.
> D: Lei è convinto che parlare di pedofilia serva?
> R: Serve perché la paura e la diffidenza sono una difesa per le potenziali vittime e, in questo caso, serve a far capire a quelli come me che le strutture ci sono. Dire. Non vado dallo psicologo perché costa, è una scusa. Nei centri di salute mentale si può trovare aiuto.
> D: La sua speranza?
> R: Riuscire ad avere una vita normale. Anzi, banale.
>
> FINE - da L’ADIGE – di B. Zorzi.
>
Questo pirla si è fatto fare il lavaggio del cervello dagli antipedofili.
Su una cosa ha ragione: lui certamente ha una personalità debole, ma che non estenda la cosa a tutta la categoria.-
Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto da:
> Questo pirla si è fatto fare il lavaggio del cervello dagli antipedofili.
Ma anche no.
Lui e' guarito, lui era come te, ricordatelo !
Forse, un giorno, anche tu potresti guarire ...
Ma dubito che tu sia abbastanza intelligente
...
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo-
Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaLA pedofilia è una malatia ?Il forum dei troll ha anche la firma... oddio...
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Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto da: Sgabbio
> LA pedofilia è una malatia ?
Per scassare le palle a Malattia, la pedofilia per me puo' anche essere un'auto sportiva
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
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Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-15 17:12:20.0 alle 2012-02-15 17:12:20.0Scritto da: Giambo
> Scritto da:
>
> > Questo pirla si è fatto fare il lavaggio del cervello dagli antipedofili.
>
> Ma anche no.
> Lui e' guarito, lui era come te, ricordatelo !
>
> Forse, un giorno, anche tu potresti guarire ...
> Ma dubito che tu sia abbastanza intelligente
...
No.
Lui è tale quale a un ipotetico omosessuale che in gioventù vive positivamente la sua sessualità (egostinonico) e a un certo punto della sua vita scopre le vie illuminate del Signore (si fa per dire) e si fa convincere dai bigotti che l'omosessualità è un peccato ecc ecc...
Il pedofilo in questione non è guarito.
Se mai è diventato un pedofilo malato. Un pedofilo egodistonico, per l'appunto.
La guarigione sta nel passare da egodistonici a egostinonici. Lui ha intrapreso il processo inverso.-
Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto da:
> No.
Si.`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
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Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2012-02-15 22:16:53.0 alle 2012-02-15 22:16:53.0Trollate totali: 6492GIAMBO SCRIVE:
"Lui e' guarito, lui era come te, ricordatelo !
Forse, un giorno, anche tu potresti guarire ."
Ma anche tu un giorno potresti scoprire che sei un pedofilo. Chi lo sa? Ho incontrato persone che erano convinte di essere perfettamente eterosessuali ma poi a causa di alcune circostanze, hanno scoperto che gli piaceva fare sesso con ragazzini. E non si sono pentite....La "malattia" è un arma a doppio taglio: potremmo essere malati noi pedofili o viceversa essere voi malati. Se vivevi ai tempi di Socrate eri tu il "malato" visto che non ti accoppiavi con ragazzini...
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Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-15 22:20:03.0 alle 2012-02-15 22:20:03.0potremmo essere malati noi pedofili o viceversa essere voi malati.
La prima che hai detto..
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Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaDel resto gli ospedali psichiatrici esistono, e chi li frequenta non e' nato cosi'
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo-
Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-15 23:21:37.0 alle 2012-02-15 23:21:37.0Scritto da: Giambo
> Del resto gli ospedali psichiatrici esistono, e chi li frequenta non e' nato cosi'
Negli ospedali psichiatrici non ci stanno i pedofili, a meno che non siano pazzi.
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Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto da:
> > Del resto gli ospedali psichiatrici esistono, e chi li frequenta non e' nato cosi'
>
> Negli ospedali psichiatrici non ci stanno i pedofili
Non hai capito cosa volevo dire
Di nuovo.
Che strano
**Modificato dall'autore il 16.02.2012 08:31**`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo-
Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-16 09:11:25.0 alle 2012-02-16 09:11:25.0Scritto da: Giambo
> Scritto da:
>
> > > Del resto gli ospedali psichiatrici esistono, e chi li frequenta non e' nato cosi'
> >
> > Negli ospedali psichiatrici non ci stanno i pedofili
>
> Non hai capito cosa volevo dire
> Di nuovo.
>
> Che strano
>
> **Modificato dall'autore il 16.02.2012 08:31**
Ho capito.
E io ti ho risposto dicendoti che i pedofili non vengono messi in manicomio (così come nemmeno dal neurologo... o qualsiasi altro specialista per chi ha problemi mentali o al sistema nervoso centrale).
Il paragone tra pedofili e qualsivoglia condizione mentale che comporti il ricovero in manicomio è fuorviante.
A parte che non è vero che non si possa nascere con problemi di natura neurologica, tali da comportare un ricovero in qualche centro già in tenera età, i pedosessuali nascono tali nella maggior parte dei casi.
Oddio, nascere è una parola un po' forte (anche per eterosessuali e omosessuali)... perciò, diciamo che la maggior parte dei pedofili hanno avuto pulsioni pedofile fin da quando hanno avuto i primi deisderi sessuali.
Vedi ad esempio me, che a 8-9 anni guardavo con interesse i bambini dai 2 anni fino ai 9 anni.
I culettini che vedevo in spiaggia costituivano galleria fotografica mentale per le mie seghette.
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Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-16 10:25:19.0 alle 2012-02-16 10:25:19.0> I culettini che vedevo in spiaggia costituivano galleria fotografica mentale per le mie seghette.
Un po' malatuccio però lo sei, eh?
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Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-16 12:35:20.0 alle 2012-02-16 12:35:20.0Scritto da:
> > I culettini che vedevo in spiaggia costituivano galleria fotografica mentale per le mie seghette.
>
> Un po' malatuccio però lo sei, eh?
Ehi, come al solito confondi "malato" con "insolito".
Un pedofilo è insolito (oddio... neanche tanto, visto che siamo all'ordine del 3%-9% della popolazione), ma non malato, in quanto le funzioni vitali e mentali di un pedofilo sono tutte al 100%.
Bisognerebbe evitare di abusare del termine "malato".
Definire "malata" una persona solo perché ha una feature che differisce dalla massa è un errore superficiale.-
Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-16 14:12:46.0 alle 2012-02-16 14:12:46.0> > > I culettini che vedevo in spiaggia costituivano galleria fotografica mentale per le mie seghette.
> >
> > Un po' malatuccio però lo sei, eh?
>
>
>
> Ehi, come al solito confondi "malato" con "insolito".
>
> Un pedofilo è insolito (oddio... neanche tanto, visto che siamo all'ordine del 3%-9% della popolazione), ma non malato, in quanto le funzioni vitali e mentali di un pedofilo sono tutte al 100%.
>
> Bisognerebbe evitare di abusare del termine "malato".
> Definire "malata" una persona solo perché ha una feature che differisce dalla massa è un errore superficiale.
Non ti dò del tutto torto come fanno altri e non dico malato di pedofilia, ma hai un'ossessione per i bambini che è il tuo chiodo fisso. Le espressioni che usi tradiscono quest'ossessione.
"I culettini che vedevo in spiaggia costituivano galleria fotografica mentale per le mie seghette."
Oppure la bambina col dito nella figa dell'esempio dell'altra volta.
Mi ricordano il "vai di vasella su fighette settenni" di Godai.
Voglio dire, io quando parlo di donne non uso una terminologia del genere.-
Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-16 14:38:01.0 alle 2012-02-16 14:38:01.0Scritto da:
> > > > I culettini che vedevo in spiaggia costituivano galleria fotografica mentale per le mie seghette.
> > >
> > > Un po' malatuccio però lo sei, eh?
> >
> >
> >
> > Ehi, come al solito confondi "malato" con "insolito".
> >
> > Un pedofilo è insolito (oddio... neanche tanto, visto che siamo all'ordine del 3%-9% della popolazione), ma non malato, in quanto le funzioni vitali e mentali di un pedofilo sono tutte al 100%.
> >
> > Bisognerebbe evitare di abusare del termine "malato".
> > Definire "malata" una persona solo perché ha una feature che differisce dalla massa è un errore superficiale.
>
> Non ti dò del tutto torto come fanno altri e non dico malato di pedofilia, ma hai un'ossessione per i bambini che è il tuo chiodo fisso. Le espressioni che usi tradiscono quest'ossessione.
>
> "I culettini che vedevo in spiaggia costituivano galleria fotografica mentale per le mie seghette."
>
> Oppure la bambina col dito nella figa dell'esempio dell'altra volta.
>
> Mi ricordano il "vai di vasella su fighette settenni" di Godai.
>
> Voglio dire, io quando parlo di donne non uso una terminologia del genere.
Essere volgari o originali signifca essere malati?
I bambini sono il mio chiodo fisso allo stesso modo in cui le donne sono il chiodo fisso degli uomini etero.-
Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-16 22:49:53.0 alle 2012-02-16 22:49:53.0Scritto da:
> Scritto da:
> > > > > I culettini che vedevo in spiaggia costituivano galleria fotografica mentale per le mie seghette.
> > > >
> > > > Un po' malatuccio però lo sei, eh?
> > >
> > >
> > >
> > > Ehi, come al solito confondi "malato" con "insolito".
> > >
> > > Un pedofilo è insolito (oddio... neanche tanto, visto che siamo all'ordine del 3%-9% della popolazione), ma non malato, in quanto le funzioni vitali e mentali di un pedofilo sono tutte al 100%.
> > >
> > > Bisognerebbe evitare di abusare del termine "malato".
> > > Definire "malata" una persona solo perché ha una feature che differisce dalla massa è un errore superficiale.
> >
> > Non ti dò del tutto torto come fanno altri e non dico malato di pedofilia, ma hai un'ossessione per i bambini che è il tuo chiodo fisso. Le espressioni che usi tradiscono quest'ossessione.
> >
> > "I culettini che vedevo in spiaggia costituivano galleria fotografica mentale per le mie seghette."
> >
> > Oppure la bambina col dito nella figa dell'esempio dell'altra volta.
> >
> > Mi ricordano il "vai di vasella su fighette settenni" di Godai.
> >
> > Voglio dire, io quando parlo di donne non uso una terminologia del genere.
>
>
> Essere volgari o originali signifca essere malati?
> I bambini sono il mio chiodo fisso allo stesso modo in cui le donne sono il chiodo fisso degli uomini etero.
Che penseresti di un tizio che parla continuamente ed esclusivamente di donne e spesso in termini volgari?-
Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-16 23:15:43.0 alle 2012-02-16 23:15:43.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > > > > I culettini che vedevo in spiaggia costituivano galleria fotografica mentale per le mie seghette.
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> > > > > Un po' malatuccio però lo sei, eh?
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> > > > Ehi, come al solito confondi "malato" con "insolito".
> > > >
> > > > Un pedofilo è insolito (oddio... neanche tanto, visto che siamo all'ordine del 3%-9% della popolazione), ma non malato, in quanto le funzioni vitali e mentali di un pedofilo sono tutte al 100%.
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> > > > Bisognerebbe evitare di abusare del termine "malato".
> > > > Definire "malata" una persona solo perché ha una feature che differisce dalla massa è un errore superficiale.
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> > > Non ti dò del tutto torto come fanno altri e non dico malato di pedofilia, ma hai un'ossessione per i bambini che è il tuo chiodo fisso. Le espressioni che usi tradiscono quest'ossessione.
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> > > "I culettini che vedevo in spiaggia costituivano galleria fotografica mentale per le mie seghette."
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> > > Oppure la bambina col dito nella figa dell'esempio dell'altra volta.
> > >
> > > Mi ricordano il "vai di vasella su fighette settenni" di Godai.
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> > > Voglio dire, io quando parlo di donne non uso una terminologia del genere.
> >
> >
> > Essere volgari o originali signifca essere malati?
> > I bambini sono il mio chiodo fisso allo stesso modo in cui le donne sono il chiodo fisso degli uomini etero.
>
> Che penseresti di un tizio che parla continuamente ed esclusivamente di donne e spesso in termini volgari?
Infatti io non parlo sempre di bambini.
Se mai parlo della pedofilia in un contesto sociale e scientifico.
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Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2012-02-22 19:36:50.0 alle 2012-02-22 19:36:50.0Trollate totali: 6492Il pedofilo fantastica su culetti, fighette e corpi di ragazzini. Gli etero-figaioli invece si scatenano in fantasie erotiche quando vedono una donna che sculetta sulla spiaggia; i gay sbavano se vedono un bel bagnino o un bel ragazzo in slip o boxer aderenti.. Nulla da dire: solo che ognuno si "smanetta" in base alle SUE pulsioni sessuali. A me di vedere una donna nuda che sculetta in spiaggia non mi dice granchè; vedere due ragazzini che giocano mi potrebbe eccitare..
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Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto da:
> E io ti ho risposto dicendoti che i pedofili non vengono messi in manicomio (così come nemmeno dal neurologo... o qualsiasi altro specialista per chi ha problemi mentali o al sistema nervoso centrale).
In Svizzera si
GRANDISSIMA SVIZZERA, sempre un passo avanti, anche nella cura delle malattie mentali
!
> Vedi ad esempio me, che a 8-9 anni guardavo con interesse i bambini dai 2 anni fino ai 9 anni.
> I culettini che vedevo in spiaggia costituivano galleria fotografica mentale per le mie seghette.
Appunto, tu non sei nato malato (Come i froci che nascono froci), ti sei ammalato in seguito.
E per questa ragione puoi essere curato !`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo-
Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-16 14:41:49.0 alle 2012-02-16 14:41:49.0Scritto da: Giambo
>
> Appunto, tu non sei nato malato (Come i froci che nascono froci), ti sei ammalato in seguito.
> E per questa ragione puoi essere curato !
I froci hanno tendenze omosessuali fin dai primi desideri sessuali.
I pedofili hanno tendenze pedosessuali fin dai primi desideri sessuali.
Che differenza fa?
Comunque non credo che si nasca froci/pedofili/etero.
Secondo me si nasce predisposti nell'essere attratti da un certo tipo di caratteristiche psico-fisiche, e sopra di queste si sviluppa l'orientamento sessuale.
Tipo io sono sempre stato attratto dalla finezza e dall'innocenza, quindi sono diventato pedofilo.
I froci probabilmente hanno dei gusti esetici simili alla media delle donne etero. Cioè sono attratti dalla caratteristiche associate alla virilità.-
Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-16 14:51:58.0 alle 2012-02-16 14:51:58.0Scritto da:
> Scritto da: Giambo
> >
> > Appunto, tu non sei nato malato (Come i froci che nascono froci), ti sei ammalato in seguito.
> > E per questa ragione puoi essere curato !
>
> I froci hanno tendenze omosessuali fin dai primi desideri sessuali.
>
> I pedofili hanno tendenze pedosessuali fin dai primi desideri sessuali.
>
> Che differenza fa?
Non capisci un cazzo come al solito, non si contesta il disorientamento pedofilo per ragioni sociali o di costume come può essere per i gay. Ma proprio perchè il soggetto della tua libido è un bambino che ha diritto di vivere in pace la sua infanzia ed adolescenza. Siete attratti dall'innocenza perchè non ne possete. Amare i bambini non è reato, scopare i bambini è reato ed a voi interessa soltanto questo ipocriti del cazzo..-
Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-16 15:37:11.0 alle 2012-02-16 15:37:11.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da: Giambo
> > >
> > > Appunto, tu non sei nato malato (Come i froci che nascono froci), ti sei ammalato in seguito.
> > > E per questa ragione puoi essere curato !
> >
> > I froci hanno tendenze omosessuali fin dai primi desideri sessuali.
> >
> > I pedofili hanno tendenze pedosessuali fin dai primi desideri sessuali.
> >
> > Che differenza fa?
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> Non capisci un cazzo come al solito, non si contesta il disorientamento pedofilo per ragioni sociali o di costume come può essere per i gay. Ma proprio perchè il soggetto della tua libido è un bambino che ha diritto di vivere in pace la sua infanzia
Invece si che è una questione culturale, eccome se lo è!
E lo si capisce da "un bambino che ha diritto di vivere in pace la sua infanzia".
Ovviamente questo è un diritto sacrosanto, ma cìò che contesto essere culturale... o comunque "virtuale", è quell'idea che se un bambino fa sesso perde la sua infanzia. Cosa non vera!
Un bambino amato dai suoi genitori, con tanti amici e gioia di vivere e un suo coetaneo che oltre a tutte queste cose ha anche la possibilitâ di avverare i suoi deisderi erotici con chichessia non ha niente in meno del porimo, ma anzi... ha di più!
> adolescenza.
Adesso pure gli adolescenti sono dei poveri angioletti asessuati?
>Amare i bambini non è reato, scopare i bambini è reato ed a voi interessa soltanto questo ipocriti del cazzo..
Veramente ci interessano entrambe le cose, ma ci accontentiamo spesso della prima.
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Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2012-02-17 12:36:58.0 alle 2012-02-17 12:36:58.0Trollate totali: 6492«scopare i bambini è reato ed a voi interessa soltanto questo ipocriti del cazzo.. » Che mi dici allora dei bambini che scopano i pedofili? Che se li inculano? Strano? No. Spesso ragazzini di 12 anni si chiavano i pedofili: ha moltissime testimonianze in merito. Anche questi pedofili che si fanno scopare "abusano" dei bambini...?
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Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto da:
> I pedofili hanno tendenze pedosessuali fin dai primi desideri sessuali.
Mi stai dicendo che i pedofili, da piccoli, gli piacciono quelli della loro stessa eta'
?!?!?!



> Comunque non credo che si nasca froci/pedofili/etero.
Froci si, pedofili ci si ammala piu' tardi, probabilmente a causa di traumi infantili.
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo-
Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-16 16:23:54.0 alle 2012-02-16 16:23:54.0Scritto da: Giambo
> Scritto da:
>
> > I pedofili hanno tendenze pedosessuali fin dai primi desideri sessuali.
>
> Mi stai dicendo che i pedofili, da piccoli, gli piacciono quelli della loro stessa eta'
?!?!?!
Ma se ti ho appena detto che io a 8 anni guardavo i bambini anche di 2 anni!
Comunque sia il fatto che in un bambino la pedosessualitâ sia difficilmente individuabile, non significa che un bambino non possa essere pedosessuale.
Se un bambino è attratto dai suoi coetanei perché è specificatamente attratto dal corpo impubere, allora si può parlare di pedosessualità.
La pedosessualità infatti non è una sessualità relativa, ma assoluta.
In altre parole: si tratta di una fissazione per il corpo impubere, fissazione che si può avere a qualsiasi età.
In altre parole, due bambini entrambi attratti dai maschi della loro età potrebbero stare esprimendo due orientamenti sessuali diversi.
Uno potrebbe essere gay e l'altro boylover.
Il fatto che non si riesca
a distinguere le due sessualità a quell'età, non significa che la distinzione non esista.
Ad esempio quando mi eccitavo guardando il culetto dei bambini maschi della mia eta o più piccoli stavo esprimendo il mio orientamento boylover.
None rano pulsioni froce.
E io lo so per due motivi:
1) Perché apprezzavo in loro proprio le qualità legate al loro essere bambini.
2) Perché i froci mi facevano già schifo allora, come mi fanno schifo anche adesso.
Mi piaceva l'immagine di due bambini maschi che scopavano, ma non quella di due uomini o ragazzi.
Con le femmine della mia età invece posso dire che esprimevo un orientamento anche parzialmente etero, non solo pedofilo.
Infatti ancora oggi non vedo di malocchio le ragazze della mia età. Una chiavata potrei anche farla.
>
> Froci si, pedofili ci si ammala piu' tardi, probabilmente a causa di traumi infantili.
>
Citation needed.
E voglio studi scientifici trasparenti, non citazioni delle associazioni gay o qualsiasi altro fanatico profrocio e antipedofilo.-
Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto da:
> Ma se ti ho appena detto che io a 8 anni guardavo i bambini anche di 2 anni!
Quindi la tua condizione di malato e' cronica !
Visto che non puoi essere curato, l'unica soluzione per l'incolumita' dei bambini e' il tuo internamento a tempo indeterminato
...
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
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Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2012-02-15 19:09:27.0 alle 2012-02-15 19:09:27.0Scritto da:
> Scritto da:
> > “IO PEDOFILO,
> > HO CAPITO CHE C’È UNA VIA D’USCITA”.
>
> Questo pirla si è fatto fare il lavaggio del cervello dagli antipedofili.
> Su una cosa ha ragione: lui certamente ha una personalità debole, ma che non estenda la cosa a tutta la categoria.
Ci vuole un cervello per fargli il lavaggio, tu stai in una botte di ferro..
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Re: PARLA UN PEDOFILOProc di CataniaScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2012-02-15 22:12:28.0 alle 2012-02-15 22:12:28.0Trollate totali: 6492"Se non ci sono le basi per una presa di coscienza, non resta che la paura della prigione."
Le "basi" per una presa di coscienza non ci sono perchè la società non ha mai predisposto dei centri di ascolto per pedofili. Ovviamente di quelli che vorrebbero tanto essere "normali". Un po' come gli omosessuali che alcuni decenni fa andavano dallo psicologo o come i nostri nonni che erano convinti che farsi le seghe era un "turpe vizio" che avrebbe causato gravi danni alla salute. Io proprio oggi parlavo con un gay che da bambino passava le notti insonni col cazzetto duro in mano desideroso di masturbarsi ma bloccato dai sensi di colpa e dalla paura della punizione divina; mi ha detto: "ho passato un infanzia d'inferno per colpa dell'educazione sessuofobica-repressiva cattolica" quindi la "presa di coscienza" avviene solo se si fanno scelte sbagliate ma non perchè si ha delle pulsioni diverse da ciò che la gente considera "normale". Ciò che è normale oggi può diventare anormale domani (o viceversa...); la paura del carcere non è un deterrente sufficiente per impedire che le persone non esprimano la loro sessualità: altrimenti tutti saremmo perfettamente nella norma, neppure la pena di morte impedisce alle persone di fare le azioni e i crimini più efferati. No, semplicemente, qua c'è il pedofilo egodistonico convinto che i pedofili egosintonici siano da curare. Mi fa solo pena.
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