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Diciamola semplice.Scritto daNon Autenticatoil 2011-12-20 11:24:00.0 alle 2011-12-20 11:24:00.0Diciamola semplice. Preferireste che un ricco signore svuotasse le proprie tasche di 100mila euro per consegnarli alle Finanze o per comprarsi un bene di lusso? Purtroppo cè da temere che la maggioranza degli italiani preferisca la soluzione uno.
Meglio tassare che spendere. È esattamente il principio fiscale dietro al quale si muove il governo Monti. Un principio tanto condiviso quanto sbagliato che si regge su due assunti perversi. Il primo è che i ricchi rappresentano delle brutte bestie. Stabilire chi è ricco è, ovviamente, del tutto arbitrario. Ma tantè. I ricchi, in genere, sono coloro che guadagnano più di noi. E comunque un ricco è da condannare per il semplice fatto che, generalmente, si presume non si sia meritato ciò che guadagna. Anche in questo caso tutti si meritano il proprio stipendio, tranne i vicini che guadagnano di più. Il nostro sistema fiscale è basato su una certa progressività (anche se non fortissima, posto che molte imposte sono prelevate sui consumi) che alimenta questa voglia di giustizia sociale. Ma essa, la progressività e dunque la giustizia, non basta mai. Il secondo assunto perverso è che, siccome in Italia cè unalta evasione (anche in questo caso ad evadere sono sempre gli altri), chi compra un bene soi-disant di lusso deve essere colpito da unextra tassa. Se un ricco (ma anche meno ricco) signore paga fino allultimo centesimo di tasse e poi si azzarda a comprare una lussuosa berlina è da tartassare. Poiché il suo acquisto di lusso è diventato ipso facto un segale di potenziale evasione.
Questa logica è tanto perversa, quanto diffusa nella recente manovra fiscale. Chiunque abbia in Italia una delle 42mila barche che stazionano nei porti tricolori deve ora pagare una nuova imposta. Lintento è formalmente redistributivo. E anche in questo si commette un errore, poiché non si capisce secondo quale standard si possa considerare ricco il proprietario, ad esempio, di una bagnarola a vela, di quindici anni e per di più acquistata usata. Ma il retropensiero è giustizialista, punitivo. La presunzione, non detta, è che, siccome lo Stato non riesce a combattere levasione fiscale, si combattono i presunti simboli della stessa. Ecco che ti tasso barche e auto di lusso. E anche in questultimo caso con paradossi incredibili, per cui oggi ci sono auto che hanno un valore inferiore a quello del bollo i cui proprietari saranno costretti a pagare grazie a Monti (e a Berlusconi, che per primo inaugurò la sciocchezza del superbollo).
Ritorniamo così alla filosofia da cui siamo partiti. In un Paese liberale e che ha voglia di crescere e non chiudersi in se stesso si incoraggiano i consumi e non si ammazzano. Si mettono gli italiani nelle condizioni di comprarsi una barca sempre più bella, semmai. E non in quella di doversi vendere la propria perché impossibilitati a pagarne le spese.
Si dirà: siamo in crisi. Chi ha una barca sta meglio di un disoccupato. Affermazione difficilmente contestabile. Ma la soluzione per occupare un disoccupato, purtroppo, non è così semplice come quella pensata, cioè di espropriare il relativamente più ricco per sostenere il più povero. Al contrario, per utilizzare il nostro esempio di partenza, un facoltoso signore che spendesse 100mila euro per una barca, darebbe quattrini al cantiere che la costruisce, ai porti dove staziona, ai bar che si affacciano sul lido e così andando.
Questo circolo virtuoso del danaro si chiama mercato. Quello alternativo pianificazione. Che fa un gran comodo solo a chi pianifica: burocrati e politici.-
Re: Diciamola semplice.Scritto daNon Autenticatoil 2011-12-20 11:29:00.0 alle 2011-12-20 11:29:00.0
- Scritto da:
> Questo circolo virtuoso del danaro si chiama
> mercato. Quello alternativo pianificazione. Che
> fa un gran comodo solo a chi pianifica: burocrati
> e politici.
>
E antipedofili, aggiungo io
-
Re: Diciamola semplice.Scritto daNon Autenticatoil 2011-12-20 11:31:00.0 alle 2011-12-20 11:31:00.0
- Scritto da:
> Questo circolo virtuoso del danaro si chiama
> mercato. Quello alternativo pianificazione. Che
> fa un gran comodo solo a chi pianifica: burocrati
> e politici.
>
Reagan/bush padre/bush figlio e l'america che va in bancarotta non ha insegnato niente.-
Re: Diciamola semplice.
- Scritto da:
>
> - Scritto da:
> > Questo circolo virtuoso del danaro si chiama
> > mercato. Quello alternativo pianificazione. Che
> > fa un gran comodo solo a chi pianifica:
> burocrati
> > e politici.
> >
>
> Reagan/bush padre/bush figlio e l'america che va
> in bancarotta non ha insegnato
> niente.
E l'URSS, e tutti ma proprio tutti i paesi che pianificavano? Che facevano i piani quinquennali?Everyone has the right to my opinion!-
Re: Diciamola semplice.Scritto daNon Autenticatoil 2011-12-20 11:54:00.0 alle 2011-12-20 11:54:00.0
- Scritto da: exsinistro
>
> - Scritto da:
> >
> > - Scritto da:
> > > Questo circolo virtuoso del danaro si
> chiama
> > > mercato. Quello alternativo pianificazione.
> Che
> > > fa un gran comodo solo a chi pianifica:
> > burocrati
> > > e politici.
> > >
> >
> > Reagan/bush padre/bush figlio e l'america che va
> > in bancarotta non ha insegnato
> > niente.
>
> E l'URSS, e tutti ma proprio tutti i paesi che
> pianificavano? Che facevano i piani
> quinquennali?
Peccato che non c'entri un cazzo con il tassare i ricchi, somaro. Prendi la pensione e torna al tuo banco.
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Re: Diciamola semplice.Scritto daThe LichÜbermenschil 2011-12-20 11:51:00.0 alle 2011-12-20 11:51:00.0Trollate totali: 21351
- Scritto da:
> Diciamola semplice. Preferireste che un ricco
> signore svuotasse le proprie tasche di 100mila
> euro per consegnarli alle Finanze o per comprarsi
> un bene di lusso? Purtroppo cè da temere che la
> maggioranza degli italiani preferisca la
> soluzione
> uno.
>
> Meglio tassare che spendere. È esattamente il
> principio fiscale dietro al quale si muove il
> governo Monti. Un principio tanto condiviso
> quanto sbagliato che si regge su due assunti
> perversi. Il primo è che i ricchi rappresentano
> delle brutte bestie. Stabilire chi è ricco è,
> ovviamente, del tutto arbitrario. Ma tantè. I
> ricchi, in genere, sono coloro che guadagnano più
> di noi. E comunque un ricco è da condannare per
> il semplice fatto che, generalmente, si presume
> non si sia meritato ciò che guadagna. Anche in
> questo caso tutti si meritano il proprio
> stipendio, tranne i vicini che guadagnano di più.
> Il nostro sistema fiscale è basato su una certa
> progressività (anche se non fortissima, posto che
> molte imposte sono prelevate sui consumi) che
> alimenta questa voglia di giustizia sociale. Ma
> essa, la progressività e dunque la giustizia, non
> basta mai. Il secondo assunto perverso è che,
> siccome in Italia cè unalta evasione (anche in
> questo caso ad evadere sono sempre gli altri),
> chi compra un bene soi-disant di lusso deve
> essere colpito da unextra tassa. Se un ricco (ma
> anche meno ricco) signore paga fino allultimo
> centesimo di tasse e poi si azzarda a comprare
> una lussuosa berlina è da tartassare. Poiché il
> suo acquisto di lusso è diventato ipso facto un
> segale di potenziale
> evasione.
> Questa logica è tanto perversa, quanto diffusa
> nella recente manovra fiscale. Chiunque abbia in
> Italia una delle 42mila barche che stazionano nei
> porti tricolori deve ora pagare una nuova
> imposta. Lintento è formalmente redistributivo.
> E anche in questo si commette un errore, poiché
> non si capisce secondo quale standard si possa
> considerare ricco il proprietario, ad esempio, di
> una bagnarola a vela, di quindici anni e per di
> più acquistata usata. Ma il retropensiero è
> giustizialista, punitivo. La presunzione, non
> detta, è che, siccome lo Stato non riesce a
> combattere levasione fiscale, si combattono i
> presunti simboli della stessa. Ecco che ti tasso
> barche e auto di lusso. E anche in questultimo
> caso con paradossi incredibili, per cui oggi ci
> sono auto che hanno un valore inferiore a quello
> del bollo i cui proprietari saranno costretti a
> pagare grazie a Monti (e a Berlusconi, che per
> primo inaugurò la sciocchezza del
> superbollo).
> Ritorniamo così alla filosofia da cui siamo
> partiti. In un Paese liberale e che ha voglia di
> crescere e non chiudersi in se stesso si
> incoraggiano i consumi e non si ammazzano. Si
> mettono gli italiani nelle condizioni di
> comprarsi una barca sempre più bella, semmai. E
> non in quella di doversi vendere la propria
> perché impossibilitati a pagarne le
> spese.
> Si dirà: siamo in crisi. Chi ha una barca sta
> meglio di un disoccupato. Affermazione
> difficilmente contestabile. Ma la soluzione per
> occupare un disoccupato, purtroppo, non è così
> semplice come quella pensata, cioè di espropriare
> il relativamente più ricco per sostenere il più
> povero. Al contrario, per utilizzare il nostro
> esempio di partenza, un facoltoso signore che
> spendesse 100mila euro per una barca, darebbe
> quattrini al cantiere che la costruisce, ai porti
> dove staziona, ai bar che si affacciano sul lido
> e così
> andando.
>
> Questo circolo virtuoso del danaro si chiama
> mercato. Quello alternativo pianificazione. Che
> fa un gran comodo solo a chi pianifica: burocrati
> e politici.
>
però che cumulo di boiate, chi ha scritto queste wakkate?
The Lich™
« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »
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E che dire di Giambo?Scritto daNon Autenticatoil 2011-12-20 12:05:00.0 alle 2011-12-20 12:05:00.0
- Scritto da:
> Diciamola semplice. Preferireste che un ricco
> signore svuotasse le proprie tasche di 100mila
> euro per consegnarli alle Finanze o per comprarsi
> un bene di lusso? Purtroppo cè da temere che la
> maggioranza degli italiani preferisca la
> soluzione
> uno.
>
> Meglio tassare che spendere. È esattamente il
> principio fiscale dietro al quale si muove il
> governo Monti. Un principio tanto condiviso
> quanto sbagliato che si regge su due assunti
> perversi. Il primo è che i ricchi rappresentano
> delle brutte bestie. Stabilire chi è ricco è,
> ovviamente, del tutto arbitrario. Ma tantè. I
> ricchi, in genere, sono coloro che guadagnano più
> di noi. E comunque un ricco è da condannare per
> il semplice fatto che, generalmente, si presume
> non si sia meritato ciò che guadagna. Anche in
> questo caso tutti si meritano il proprio
> stipendio, tranne i vicini che guadagnano di più.
> Il nostro sistema fiscale è basato su una certa
> progressività (anche se non fortissima, posto che
> molte imposte sono prelevate sui consumi) che
> alimenta questa voglia di giustizia sociale. Ma
> essa, la progressività e dunque la giustizia, non
> basta mai. Il secondo assunto perverso è che,
> siccome in Italia cè unalta evasione (anche in
> questo caso ad evadere sono sempre gli altri),
> chi compra un bene soi-disant di lusso deve
> essere colpito da unextra tassa. Se un ricco (ma
> anche meno ricco) signore paga fino allultimo
> centesimo di tasse e poi si azzarda a comprare
> una lussuosa berlina è da tartassare. Poiché il
> suo acquisto di lusso è diventato ipso facto un
> segale di potenziale
> evasione.
> Questa logica è tanto perversa, quanto diffusa
> nella recente manovra fiscale. Chiunque abbia in
> Italia una delle 42mila barche che stazionano nei
> porti tricolori deve ora pagare una nuova
> imposta. Lintento è formalmente redistributivo.
> E anche in questo si commette un errore, poiché
> non si capisce secondo quale standard si possa
> considerare ricco il proprietario, ad esempio, di
> una bagnarola a vela, di quindici anni e per di
> più acquistata usata. Ma il retropensiero è
> giustizialista, punitivo. La presunzione, non
> detta, è che, siccome lo Stato non riesce a
> combattere levasione fiscale, si combattono i
> presunti simboli della stessa. Ecco che ti tasso
> barche e auto di lusso. E anche in questultimo
> caso con paradossi incredibili, per cui oggi ci
> sono auto che hanno un valore inferiore a quello
> del bollo i cui proprietari saranno costretti a
> pagare grazie a Monti (e a Berlusconi, che per
> primo inaugurò la sciocchezza del
> superbollo).
> Ritorniamo così alla filosofia da cui siamo
> partiti. In un Paese liberale e che ha voglia di
> crescere e non chiudersi in se stesso si
> incoraggiano i consumi e non si ammazzano. Si
> mettono gli italiani nelle condizioni di
> comprarsi una barca sempre più bella, semmai. E
> non in quella di doversi vendere la propria
> perché impossibilitati a pagarne le
> spese.
> Si dirà: siamo in crisi. Chi ha una barca sta
> meglio di un disoccupato. Affermazione
> difficilmente contestabile. Ma la soluzione per
> occupare un disoccupato, purtroppo, non è così
> semplice come quella pensata, cioè di espropriare
> il relativamente più ricco per sostenere il più
> povero. Al contrario, per utilizzare il nostro
> esempio di partenza, un facoltoso signore che
> spendesse 100mila euro per una barca, darebbe
> quattrini al cantiere che la costruisce, ai porti
> dove staziona, ai bar che si affacciano sul lido
> e così
> andando.
>
> Questo circolo virtuoso del danaro si chiama
> mercato. Quello alternativo pianificazione. Che
> fa un gran comodo solo a chi pianifica: burocrati
> e politici.
>
Io sono del parere che Giambo andrebbe picchiato, svaligiato, derubato, privato di tutti i suoi beni (moglie compresa... che ricordimocelo: è un bene materiale, proprietà del marito), scamiciato, spogliato...
E tutto il ricavo dovrebbe essere devoluto a loro...http://www.google.it/search?tbm=isch&hl=it&source=...

Fondendo la sua Jaguar si potrebbero fare un sacco dihttp://www.google.it/search?tbm=isch&hl=it&source=...

Da dare a loro!-
Re: E che dire di Giambo?
- Scritto da:
> Io sono del parere che Giambo andrebbe picchiato,
> svaligiato, derubato, privato di tutti i suoi
> beni (moglie compresa... che ricordimocelo: è un
> bene materiale, proprietà del marito),
> scamiciato,
> spogliato...
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo-
Re: E che dire di Giambo?Scritto daNon Autenticatoil 2011-12-20 12:13:00.0 alle 2011-12-20 12:13:00.0
- Scritto da: Giambo
>
> - Scritto da:
>
> > Io sono del parere che Giambo andrebbe
> picchiato,
> > svaligiato, derubato, privato di tutti i suoi
> > beni (moglie compresa... che ricordimocelo: è un
> > bene materiale, proprietà del marito),
> > scamiciato,
> > spogliato...
> [img]>[/img]
C'è poco da scherzare!
Il problema alla radice della povertà è che le risorse sono mal distribuite.
C'è chi ha troppo e chi ha troppo poco.
Per colpa tua loro muoionohttp://www.google.it/search?hl=it&biw=1280&bih=841...

Non ti senti una merda?
Hai mai pensato di fare beneficienza? Di adottare un bambino a distanza?
Io lo farò prima o poi. Non vedo l'ora di ricevere a casa i suoi amorevoli disegni e lettere di ringraziamento.-
Re: E che dire di Giambo?
- Scritto da:
> Il problema alla radice della povertà è che le
> risorse sono mal
> distribuite.
Se fossero egualmente distribuite, saremmo tutti poveri.
> Non ti senti una merda?
No. Anzi, posta qualche foto nuova, che sto preparando i biglietti di Natale
> Hai mai pensato di fare beneficienza? Di adottare
> un bambino a
> distanza?
Ci ho pensato, si. Due giornate intensive di shopping per rimuovere il pensiero
!!
> Io lo farò prima o poi. Non vedo l'ora di
> ricevere a casa i suoi amorevoli disegni e
> lettere di
> ringraziamento.
Il FdT non ti basta piu'
?
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo-
Re: E che dire di Giambo?Scritto daNon Autenticatoil 2011-12-20 12:35:00.0 alle 2011-12-20 12:35:00.0
- Scritto da: Giambo
>
> Se fossero egualmente distribuite, saremmo
> tutti
> poveri.
>
Ti sbagli.
Dimentichi i migliardi che poche persone nel mondo si spartiscono.
Immagina di ridistribuire tra di noi migliardi di Bill Gates, i milioni dei VIP e dei politici.
Tutti noi potremmo permetterci senza problemi una casa, due macchine, magari un Cessnino in leasing.
Ora noi a nostra volta priviamoci del Cessnino, e avremo che molte persone nel mondo non moriranno di fame.
Priviamoci poi anche di una macchina, e queste persone mangeranno bene.
Facciamoci la acsetta senza il giardino, e le stesse persone di prima staranno benissimo.
Il mercato è un sistema di distribuzione delle risorse. Il problema è che le distribuisce in modo non equo.
Se i ricchi ricchioni si sbarazzassero della loro villa, X risorse si reinserirebbero nel motore, e più risorse arriverebbero a chi ne ha meno.
-
Re: E che dire di Giambo?Scritto daNon Autenticatoil 2011-12-20 12:36:00.0 alle 2011-12-20 12:36:00.0
- Scritto da:
>
> - Scritto da: Giambo
> >
> > Se fossero egualmente distribuite, saremmo
> > tutti
> > poveri.
> >
>
> Ti sbagli.
> Dimentichi i migliardi che poche persone nel
> mondo si
> spartiscono.
-
Re: E che dire di Giambo?
- Scritto da:
> > Se fossero egualmente distribuite, saremmo
> > tutti
> > poveri.
> >
>
> Ti sbagli.
No, tu ti sbagli.
> Dimentichi i migliardi che poche persone nel
> mondo si
> spartiscono.
Eh, te l'ho detto che ti sbagli
!
> Immagina di ridistribuire tra di noi migliardi di
> Bill Gates, i milioni dei VIP e dei
> politici.
Quello non e' denaro liquido.
> Tutti noi potremmo permetterci senza problemi una
> casa, due macchine, magari un Cessnino in
> leasing.
Qualcuno aveva fatto il conto, venivano poco piu' di 100$ a testa
> Priviamoci poi anche di una macchina, e queste
> persone mangeranno
> bene.
Poi licenziano mille persone alla FIAT, i quali necessitano ben piu' di 5$ al giorno per sopravvivere.
> Se i ricchi ricchioni si sbarazzassero della loro
> villa, X risorse si reinserirebbero nel motore, e
> più risorse arriverebbero a chi ne ha
> meno.
E gli architetti di ville, i costruttori di jacuzzi, i tagliatori di diamanti, i piloti di elicottero ... tutti senza lavoro
!!!
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
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Re: E che dire di Giambo?Scritto daThe LichÜbermenschil 2011-12-20 13:00:00.0 alle 2011-12-20 13:00:00.0Trollate totali: 21351
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Re: Diciamola semplice.Scritto daNon Autenticatoil 2011-12-20 12:35:00.0 alle 2011-12-20 12:35:00.0
- Scritto da:
> Diciamola semplice. Preferireste che un ricco
> signore svuotasse le proprie tasche di 100mila
> euro per consegnarli alle Finanze o per comprarsi
> un bene di lusso? Purtroppo cè da temere che la
> maggioranza degli italiani preferisca la
> soluzione
> uno.
>
> Meglio tassare che spendere. È esattamente il
> principio fiscale dietro al quale si muove il
> governo Monti. Un principio tanto condiviso
> quanto sbagliato che si regge su due assunti
> perversi. Il primo è che i ricchi rappresentano
> delle brutte bestie. Stabilire chi è ricco è,
> ovviamente, del tutto arbitrario. Ma tantè. I
> ricchi, in genere, sono coloro che guadagnano più
> di noi. E comunque un ricco è da condannare per
> il semplice fatto che, generalmente, si presume
> non si sia meritato ciò che guadagna. Anche in
> questo caso tutti si meritano il proprio
> stipendio, tranne i vicini che guadagnano di più.
> Il nostro sistema fiscale è basato su una certa
> progressività (anche se non fortissima, posto che
> molte imposte sono prelevate sui consumi) che
> alimenta questa voglia di giustizia sociale. Ma
> essa, la progressività e dunque la giustizia, non
> basta mai. Il secondo assunto perverso è che,
> siccome in Italia cè unalta evasione (anche in
> questo caso ad evadere sono sempre gli altri),
> chi compra un bene soi-disant di lusso deve
> essere colpito da unextra tassa. Se un ricco (ma
> anche meno ricco) signore paga fino allultimo
> centesimo di tasse e poi si azzarda a comprare
> una lussuosa berlina è da tartassare. Poiché il
> suo acquisto di lusso è diventato ipso facto un
> segale di potenziale
> evasione.
> Questa logica è tanto perversa, quanto diffusa
> nella recente manovra fiscale. Chiunque abbia in
> Italia una delle 42mila barche che stazionano nei
> porti tricolori deve ora pagare una nuova
> imposta. Lintento è formalmente redistributivo.
> E anche in questo si commette un errore, poiché
> non si capisce secondo quale standard si possa
> considerare ricco il proprietario, ad esempio, di
> una bagnarola a vela, di quindici anni e per di
> più acquistata usata. Ma il retropensiero è
> giustizialista, punitivo. La presunzione, non
> detta, è che, siccome lo Stato non riesce a
> combattere levasione fiscale, si combattono i
> presunti simboli della stessa. Ecco che ti tasso
> barche e auto di lusso. E anche in questultimo
> caso con paradossi incredibili, per cui oggi ci
> sono auto che hanno un valore inferiore a quello
> del bollo i cui proprietari saranno costretti a
> pagare grazie a Monti (e a Berlusconi, che per
> primo inaugurò la sciocchezza del
> superbollo).
> Ritorniamo così alla filosofia da cui siamo
> partiti. In un Paese liberale e che ha voglia di
> crescere e non chiudersi in se stesso si
> incoraggiano i consumi e non si ammazzano. Si
> mettono gli italiani nelle condizioni di
> comprarsi una barca sempre più bella, semmai. E
> non in quella di doversi vendere la propria
> perché impossibilitati a pagarne le
> spese.
> Si dirà: siamo in crisi. Chi ha una barca sta
> meglio di un disoccupato. Affermazione
> difficilmente contestabile. Ma la soluzione per
> occupare un disoccupato, purtroppo, non è così
> semplice come quella pensata, cioè di espropriare
> il relativamente più ricco per sostenere il più
> povero. Al contrario, per utilizzare il nostro
> esempio di partenza, un facoltoso signore che
> spendesse 100mila euro per una barca, darebbe
> quattrini al cantiere che la costruisce, ai porti
> dove staziona, ai bar che si affacciano sul lido
> e così
> andando.
>
> Questo circolo virtuoso del danaro si chiama
> mercato. Quello alternativo pianificazione. Che
> fa un gran comodo solo a chi pianifica: burocrati
> e politici.
>
è da mò che teorici dell'economia motivano i regali fiscali ai riccazzi dicendo che permettendo loro di far girare il mercato, ne avrebbero giovato tutti.
I risultati si sono visti, sono davanti agli occhi di tutti: un'italia sull'orlo del fallimento.
Stiamo parlando di un paese dove se non hai appoggi, se non addirittura mafie dietro, non c'è nessuno che investe sulle tue idee imprenditoriali, perché sei troppo giovane, o perché sei troppo vecchio, perché non hai qualifiche o perché ne hai troppe, perché non hai abbastanza esperienza o perché hai troppi errori alle spalle.
L'equazione ricchezza=accumulo immeritato è pertanto frutto di innumerevoli esempi in tal senso, e le singole eccezioni contrarie non possono in alcun modo distogliere l'opinione pubblica dall'evidente ingiustizia sociale che si è consumata in questi anni, con la forbice sociale che si è divaricata al massimo, in un paese dove il 10% dei cittadini possiede il 50% delle risorse economiche.
Quanto molti avevano già pronosticato si sta adesso avverando: ogni moto rivoluzionario è sempre accompagnato da ingiustizie più o meno evidenti. Ma non per questo è ingiusto il moto in sé, specie se rimane l'unica speranza cavalcabile di un concreto cambiamento.
Anzi, siete già fortunati che questo moto rivoluzionario sta trovando una valvola di sfogo nelle manovrette montiane, il cui scopo di depressurizzare la rabbia sociale con mosse più simboliche che efficaci è evidente. Siete già fortunati che questo moto rivoluzionario si sta smosciando sul nascere, sennò altro che ingiustizie nei confronti del povero barcaiolo con la barca di 15 anni.
Quindi se volete che quanto sta accadendo non accada più, anziché difendere la ricchezza in sé, difendete solo quella ricchezza ottenuta equilibratamente, e non alle spalle dell'intera collettività, che si è trovata in questi quindici anni impoverita sia in termini fattuali che relativi al potere d'acquisto.
Il discorso della barca o della macchina vallo a fare a chi c'ha i milioni, non a chi aspetta la tredicesima per pagarsi il dentista, perché quello ti risponde "venditi la macchina e la barca e comprati un'utilitaria usata".-
Re: Diciamola semplice.Scritto daNon Autenticatoil 2011-12-20 21:11:00.0 alle 2011-12-20 21:11:00.0> > Diciamola semplice. Preferireste che un ricco
> > signore svuotasse le proprie tasche di 100mila
> > euro per consegnarli alle Finanze o per
> comprarsi
> > un bene di lusso? Purtroppo cè da temere che la
> > maggioranza degli italiani preferisca la
> > soluzione
> > uno.
> >
> > Meglio tassare che spendere. È esattamente il
> > principio fiscale dietro al quale si muove il
> > governo Monti. Un principio tanto condiviso
> > quanto sbagliato che si regge su due assunti
> > perversi. Il primo è che i ricchi rappresentano
> > delle brutte bestie. Stabilire chi è ricco è,
> > ovviamente, del tutto arbitrario. Ma tantè. I
> > ricchi, in genere, sono coloro che guadagnano
> più
> > di noi. E comunque un ricco è da condannare per
> > il semplice fatto che, generalmente, si presume
> > non si sia meritato ciò che guadagna. Anche in
> > questo caso tutti si meritano il proprio
> > stipendio, tranne i vicini che guadagnano di
> più.
> > Il nostro sistema fiscale è basato su una certa
> > progressività (anche se non fortissima, posto
> che
> > molte imposte sono prelevate sui consumi) che
> > alimenta questa voglia di giustizia sociale. Ma
> > essa, la progressività e dunque la giustizia,
> non
> > basta mai. Il secondo assunto perverso è che,
> > siccome in Italia cè unalta evasione (anche in
> > questo caso ad evadere sono sempre gli altri),
> > chi compra un bene soi-disant di lusso deve
> > essere colpito da unextra tassa. Se un ricco
> (ma
> > anche meno ricco) signore paga fino allultimo
> > centesimo di tasse e poi si azzarda a comprare
> > una lussuosa berlina è da tartassare. Poiché il
> > suo acquisto di lusso è diventato ipso facto un
> > segale di potenziale
> > evasione.
> > Questa logica è tanto perversa, quanto diffusa
> > nella recente manovra fiscale. Chiunque abbia in
> > Italia una delle 42mila barche che stazionano
> nei
> > porti tricolori deve ora pagare una nuova
> > imposta. Lintento è formalmente redistributivo.
> > E anche in questo si commette un errore, poiché
> > non si capisce secondo quale standard si possa
> > considerare ricco il proprietario, ad esempio,
> di
> > una bagnarola a vela, di quindici anni e per di
> > più acquistata usata. Ma il retropensiero è
> > giustizialista, punitivo. La presunzione, non
> > detta, è che, siccome lo Stato non riesce a
> > combattere levasione fiscale, si combattono i
> > presunti simboli della stessa. Ecco che ti tasso
> > barche e auto di lusso. E anche in questultimo
> > caso con paradossi incredibili, per cui oggi ci
> > sono auto che hanno un valore inferiore a quello
> > del bollo i cui proprietari saranno costretti a
> > pagare grazie a Monti (e a Berlusconi, che per
> > primo inaugurò la sciocchezza del
> > superbollo).
> > Ritorniamo così alla filosofia da cui siamo
> > partiti. In un Paese liberale e che ha voglia di
> > crescere e non chiudersi in se stesso si
> > incoraggiano i consumi e non si ammazzano. Si
> > mettono gli italiani nelle condizioni di
> > comprarsi una barca sempre più bella, semmai. E
> > non in quella di doversi vendere la propria
> > perché impossibilitati a pagarne le
> > spese.
> > Si dirà: siamo in crisi. Chi ha una barca sta
> > meglio di un disoccupato. Affermazione
> > difficilmente contestabile. Ma la soluzione per
> > occupare un disoccupato, purtroppo, non è così
> > semplice come quella pensata, cioè di
> espropriare
> > il relativamente più ricco per sostenere il più
> > povero. Al contrario, per utilizzare il nostro
> > esempio di partenza, un facoltoso signore che
> > spendesse 100mila euro per una barca, darebbe
> > quattrini al cantiere che la costruisce, ai
> porti
> > dove staziona, ai bar che si affacciano sul lido
> > e così
> > andando.
> >
> > Questo circolo virtuoso del danaro si chiama
> > mercato. Quello alternativo pianificazione. Che
> > fa un gran comodo solo a chi pianifica:
> burocrati
> > e politici.
> >
>
> è da mò che teorici dell'economia motivano i
> regali fiscali ai riccazzi dicendo che
> permettendo loro di far girare il mercato, ne
> avrebbero giovato
> tutti.
> I risultati si sono visti, sono davanti agli
> occhi di tutti: un'italia sull'orlo del
> fallimento.
>
> Stiamo parlando di un paese dove se non hai
> appoggi, se non addirittura mafie dietro, non c'è
> nessuno che investe sulle tue idee
> imprenditoriali, perché sei troppo giovane, o
> perché sei troppo vecchio, perché non hai
> qualifiche o perché ne hai troppe, perché non hai
> abbastanza esperienza o perché hai troppi errori
> alle
> spalle.
> L'equazione ricchezza=accumulo immeritato è
> pertanto frutto di innumerevoli esempi in tal
> senso, e le singole eccezioni contrarie non
> possono in alcun modo distogliere l'opinione
> pubblica dall'evidente ingiustizia sociale che si
> è consumata in questi anni, con la forbice
> sociale che si è divaricata al massimo, in un
> paese dove il 10% dei cittadini possiede il 50%
> delle risorse
> economiche.
> Quanto molti avevano già pronosticato si sta
> adesso avverando: ogni moto rivoluzionario è
> sempre accompagnato da ingiustizie più o meno
> evidenti. Ma non per questo è ingiusto il moto in
> sé, specie se rimane l'unica speranza cavalcabile
> di un concreto
> cambiamento.
> Anzi, siete già fortunati che questo moto
> rivoluzionario sta trovando una valvola di sfogo
> nelle manovrette montiane, il cui scopo di
> depressurizzare la rabbia sociale con mosse più
> simboliche che efficaci è evidente. Siete già
> fortunati che questo moto rivoluzionario si sta
> smosciando sul nascere, sennò altro che
> ingiustizie nei confronti del povero barcaiolo
> con la barca di 15
> anni.
>
> Quindi se volete che quanto sta accadendo non
> accada più, anziché difendere la ricchezza in sé,
> difendete solo quella ricchezza ottenuta
> equilibratamente, e non alle spalle dell'intera
> collettività, che si è trovata in questi quindici
> anni impoverita sia in termini fattuali che
> relativi al potere
> d'acquisto.
> Il discorso della barca o della macchina vallo a
> fare a chi c'ha i milioni, non a chi aspetta la
> tredicesima per pagarsi il dentista, perché
> quello ti risponde "venditi la macchina e la
> barca e comprati un'utilitaria usata".
Che saraccata di scemenze sinistre, e io non sono certo uno che difende lo sviluppo e i consumi.
Però sostengo l'accumulo di ricchezza, perché con il tempo produce cultura, iniziativa, immaginazione (vedasi il discorso sugli ebrei tra la fine dell'ottocento e la prima parte del novecento).-
Re: Diciamola semplice.Scritto daNon Autenticatoil 2011-12-20 21:54:00.0 alle 2011-12-20 21:54:00.0- Scritto da:
>
> Che saraccata di scemenze sinistre, e io non sono
> certo uno che difende lo sviluppo e i consumi.
>
>
> Però sostengo l'accumulo di ricchezza, perché con
> il tempo produce cultura, iniziativa,
> immaginazione (vedasi il discorso sugli ebrei tra
> la fine dell'ottocento e la prima parte del
> novecento).
Insomma, di ricchezze i ricchi in italia ne hanno accumulata a sufficienza, mò quanto dobbiamo aspettare perché si produca cultura, iniziativa, immaginazione?
Va a cagare che è meglio.-
Re: Diciamola semplice.Scritto daNon Autenticatoil 2011-12-20 22:20:00.0 alle 2011-12-20 22:20:00.0> > Che saraccata di scemenze sinistre, e io non
> sono
> > certo uno che difende lo sviluppo e i consumi.
> >
> >
> > Però sostengo l'accumulo di ricchezza, perché
> con
> > il tempo produce cultura, iniziativa,
> > immaginazione (vedasi il discorso sugli ebrei
> tra
> > la fine dell'ottocento e la prima parte del
> > novecento).
>
> Insomma, di ricchezze i ricchi in italia ne hanno
> accumulata a sufficienza, mò quanto dobbiamo
> aspettare perché si produca cultura, iniziativa,
> immaginazione?
Che alla generazione dei ricchi sboroni succeda quella dei loro figli e dei loro nipoti. La successione è
contadino o operaio
geometra o altro diploma professionale
professionista o commerciante
imprenditore
industriale
scienziato, artista o studioso
Comunque in Italia i veri ricchi sono pochi, non esiste una classe media ricca. La maggior parte degli italiani sono ai primi due gradini perché come uno tenta di elevarsi arrivano gli egualitaristi a togliergli quel che ha messo da parte.
> Va a cagare che è meglio.
Mi preceda, lei nel cesso di sinistra.
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Re: Diciamola semplice.Uno dei problemi è l'efficienza, noi abbiamo ricchi molto efficaci, i soldi ce li hanno eccome i vari briatore, e poco efficienti, perchè li rubano da giri di clientelismo che visti dal punto di vista macroeconomico si danneggiano l'un l'altro invece che fare sinergia, e quindi produrre la "ricchezza delle nazioni", e non solo capitale (come sia distribuito tralasciamolo); ergo bisogna cambiare ricchi, questa elite ha fallito clamorosamente su tutta la linea: politicamente, economicamente, filosoficamente, culturalmente, d'altronde sono figli di elite che a loro volta erano diventate tali grazie a processi bacati all'origine, quindi la successione è stata negativa in crescendo invece che positiva in crescendo, ovvero:
mafioso/arraffone/furbacchioso probabilmente un po terrone e puzzolente -> figlio viziatissimo che invece di studiare ha chiesto il sei politico facendo le barricate in piazza > classe dirigente che ci ritroviamo ora.
senza arrivare a parlare di espropri proletari io preferisco che falliscano clamorosamente con i creditori internazionali che aspettano solo di vedere il colore dei loro fegato oppure quello dei soldi che dobbiamo loro, ma credo di aver sottovalutato l'idiozia di personaggi con memoria troppo breve per ricordarsi chi ha servito loro sul piatto la merda che state mangiando ora.
- Scritto da:
> Diciamola semplice. Preferireste che un ricco
> signore svuotasse le proprie tasche di 100mila
> euro per consegnarli alle Finanze o per comprarsi
> un bene di lusso? Purtroppo cè da temere che la
> maggioranza degli italiani preferisca la
> soluzione
> uno.
>
> Meglio tassare che spendere. È esattamente il
> principio fiscale dietro al quale si muove il
> governo Monti. Un principio tanto condiviso
> quanto sbagliato che si regge su due assunti
> perversi. Il primo è che i ricchi rappresentano
> delle brutte bestie. Stabilire chi è ricco è,
> ovviamente, del tutto arbitrario. Ma tantè. I
> ricchi, in genere, sono coloro che guadagnano più
> di noi. E comunque un ricco è da condannare per
> il semplice fatto che, generalmente, si presume
> non si sia meritato ciò che guadagna. Anche in
> questo caso tutti si meritano il proprio
> stipendio, tranne i vicini che guadagnano di più.
> Il nostro sistema fiscale è basato su una certa
> progressività (anche se non fortissima, posto che
> molte imposte sono prelevate sui consumi) che
> alimenta questa voglia di giustizia sociale. Ma
> essa, la progressività e dunque la giustizia, non
> basta mai. Il secondo assunto perverso è che,
> siccome in Italia cè unalta evasione (anche in
> questo caso ad evadere sono sempre gli altri),
> chi compra un bene soi-disant di lusso deve
> essere colpito da unextra tassa. Se un ricco (ma
> anche meno ricco) signore paga fino allultimo
> centesimo di tasse e poi si azzarda a comprare
> una lussuosa berlina è da tartassare. Poiché il
> suo acquisto di lusso è diventato ipso facto un
> segale di potenziale
> evasione.
> Questa logica è tanto perversa, quanto diffusa
> nella recente manovra fiscale. Chiunque abbia in
> Italia una delle 42mila barche che stazionano nei
> porti tricolori deve ora pagare una nuova
> imposta. Lintento è formalmente redistributivo.
> E anche in questo si commette un errore, poiché
> non si capisce secondo quale standard si possa
> considerare ricco il proprietario, ad esempio, di
> una bagnarola a vela, di quindici anni e per di
> più acquistata usata. Ma il retropensiero è
> giustizialista, punitivo. La presunzione, non
> detta, è che, siccome lo Stato non riesce a
> combattere levasione fiscale, si combattono i
> presunti simboli della stessa. Ecco che ti tasso
> barche e auto di lusso. E anche in questultimo
> caso con paradossi incredibili, per cui oggi ci
> sono auto che hanno un valore inferiore a quello
> del bollo i cui proprietari saranno costretti a
> pagare grazie a Monti (e a Berlusconi, che per
> primo inaugurò la sciocchezza del
> superbollo).
> Ritorniamo così alla filosofia da cui siamo
> partiti. In un Paese liberale e che ha voglia di
> crescere e non chiudersi in se stesso si
> incoraggiano i consumi e non si ammazzano. Si
> mettono gli italiani nelle condizioni di
> comprarsi una barca sempre più bella, semmai. E
> non in quella di doversi vendere la propria
> perché impossibilitati a pagarne le
> spese.
> Si dirà: siamo in crisi. Chi ha una barca sta
> meglio di un disoccupato. Affermazione
> difficilmente contestabile. Ma la soluzione per
> occupare un disoccupato, purtroppo, non è così
> semplice come quella pensata, cioè di espropriare
> il relativamente più ricco per sostenere il più
> povero. Al contrario, per utilizzare il nostro
> esempio di partenza, un facoltoso signore che
> spendesse 100mila euro per una barca, darebbe
> quattrini al cantiere che la costruisce, ai porti
> dove staziona, ai bar che si affacciano sul lido
> e così
> andando.
>
> Questo circolo virtuoso del danaro si chiama
> mercato. Quello alternativo pianificazione. Che
> fa un gran comodo solo a chi pianifica: burocrati
> e politici.
>
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