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    il 2011-10-18 11:41:00.0 alle 2011-10-18 11:41:00.0
    Trollate totali: 17613
    dada ti riconosci?
    Vogliono fere la rivoluzione pero garantita dall'IMPS. Rotola dal ridere

    Il più democristiano fra i tanti movimenti di protesta sfilati per le piazze d’Italia è stato momentaneamente offuscato, almeno sui media, dai black bloc e dalle loro devastanti violenze. Ma tornerà presto a farsi sentire, perché le sue ragioni sono radicate nel Paese e perché le sue richieste sono largamente condivise.
    Che cosa vogliono infatti gli «indignati»? Citiamo da un’autorevole lettera inviata lo scorso 12 ottobre al presidente della Repubblica: «La questione generazionale è semplice: c’è una generazione esclusa dai diritti e dal benessere. La questione non si risolve togliendo i diritti a chi li aveva conquistati, i genitori, ma riconoscendo diritti a chi non li ha, i figli, e per far questo ci vogliono risorse», cioè più spesa pubblica, cioè più tasse. E infatti gli «indignati» chiedono «una tassazione delle rendite finanziarie, delle transazioni, dei patrimoni mobiliari e immobiliari».

    Più Stato e più tasse: ecco la ricetta dei nostri rivoluzionari neodemocristiani. Il cui orizzonte è «una terza Repubblica fondata sui beni comuni e non sugli interessi privati». Un liberale non potrebbe che inorridire a quest’ultima perorazione: la libertà, infatti, è precisamente la possibilità di difendere e far valere i propri interessi privati, materiali e immateriali. Ma qui è questione di pratica, non di teoria: e la pratica è quella dell’assistenzialismo diffuso, del Welfare «pesante» percepito come un diritto, del posto fisso garantito. Gli «indignati» si concepiscono come sudditi che chiedono al sovrano-Stato un’elemosina (una scuola sempre più degradata, una sanità sempre più inefficiente, una pensione sempre più povera, un posto di lavoro sempre più improduttivo), non come liberi cittadini padroni del proprio destino, intenzionati a realizzare i propri desideri e desiderosi soltanto che il governo se ne stia lontano e li lasci lavorare, studiare, creare in pace.

    Gli «indignati» di oggi, diciamo la verità, sono i bamboccioni di sempre: giovani (sempre meno giovani) cresciuti negli anni dell’esplosione della spesa pubblica e sconsideratamente convinti, come si legge nel proclama inviato a Napolitano, che il «benessere» sia un diritto. Non vogliono rischiare, vogliono essere garantiti. Non contestano il sistema, ma della sua parte peggiore esigono, per diritto ereditario, una quota. Non chiedono liberalizzazioni, abolizione degli ordini professionali, flessibilità: pretendono la «stabilizzazione dei precari», cioè l’assunzione a tempo indeterminato di chiunque abbia mai firmato un contratto in vita sua.

    Anziché chiedere più libertà, per sé e per tutti, vogliono nuove leggi, nuovi regolamenti, nuove tasse, nuovi vincoli. Anziché rivendicare il merito, e chiedere di poterlo far valere, vogliono togliere ai migliori per dare agli inetti. Anziché scommettere sulla propria imprenditorialità, condannano il «profitto» - a spese dei genitori, naturalmente, dalla cui borghese dimora molto raramente si allontanano (fra gli arrestati, ha scoperto il Secolo XIX, c’è il figlio di un funzionario di Bankitalia).

    I bamboccioni italiani hanno dalla loro una lunga tradizione storica e culturale, che fa della famiglia non la cellula fondamentale della società, ma l’unico organismo sociale riconosciuto. E dalla famiglia non ci si allontana mai. Cresciuti in un sistema politico che barattava il voto dei loro genitori (non importa se alla Dc o al Pci) con una diffusione capillare dell’assistenzialismo, divenuti adulti in una scuola dequalificata che non sa più né istruire né bocciare, abituati al moderato benessere della paghetta, i bamboccioni scambiano una fortuita combinazione storica con un diritto naturale.
    Ma i soldi sono finiti: e indignarsi, ahinoi, serve a poco. Dopo il crollo del socialismo reale, è l’economia a far crollare anche lo Stato sociale, e per la stessa ragione: pubblico e mercato non vanno d’accordo. Oltre una certa soglia, l’intervento legislativo ed economico dello Stato nella vita dei cittadini danneggia il mercato: cioè, in altre parole, ci impoverisce tutti.

    Gli «indignati» non dovrebbero manifestare sotto le banche, ma sotto i ministeri, le Regioni, le Asl e le altre migliaia di enti impegnati nella produzione di regolamenti farraginosi e debito pubblico fuori controllo. Sta qui il nostro buco nero: e i bamboccioni, purtroppo per l’Italia, sono parte del problema.
    Everyone has the right to my opinion!
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      Non Autenticato
      il 2011-10-18 12:47:00.0 alle 2011-10-18 12:47:00.0
      Re: dada ti riconosci?

      - Scritto da: exsinistro
      > Vogliono fere la rivoluzione pero garantita
      > dall'IMPS.
      > Rotola dal ridere
      >
      > Il più democristiano fra i tanti movimenti di
      > protesta sfilati per le piazze d’Italia è stato
      > momentaneamente offuscato, almeno sui media, dai
      > black bloc e dalle loro devastanti violenze. Ma
      > tornerà presto a farsi sentire, perché le sue
      > ragioni sono radicate nel Paese e perché le sue
      > richieste sono largamente
      > condivise.
      > Che cosa vogliono infatti gli «indignati»?
      > Citiamo da un’autorevole lettera inviata lo
      > scorso 12 ottobre al presidente della Repubblica:
      > «La questione generazionale è semplice: c’è una
      > generazione esclusa dai diritti e dal benessere.
      > La questione non si risolve togliendo i diritti a
      > chi li aveva conquistati, i genitori, ma
      > riconoscendo diritti a chi non li ha, i figli, e
      > per far questo ci vogliono risorse», cioè più
      > spesa pubblica, cioè più tasse. E infatti gli
      > «indignati» chiedono «una tassazione delle
      > rendite finanziarie, delle transazioni, dei
      > patrimoni mobiliari e
      > immobiliari».
      >
      > Più Stato e più tasse: ecco la ricetta dei nostri
      > rivoluzionari neodemocristiani. Il cui orizzonte
      > è «una terza Repubblica fondata sui beni comuni e
      > non sugli interessi privati». Un liberale non
      > potrebbe che inorridire a quest’ultima
      > perorazione: la libertà, infatti, è precisamente
      > la possibilità di difendere e far valere i propri
      > interessi privati, materiali e immateriali. Ma
      > qui è questione di pratica, non di teoria: e la
      > pratica è quella dell’assistenzialismo diffuso,
      > del Welfare «pesante» percepito come un diritto,
      > del posto fisso garantito. Gli «indignati» si
      > concepiscono come sudditi che chiedono al
      > sovrano-Stato un’elemosina (una scuola sempre più
      > degradata, una sanità sempre più inefficiente,
      > una pensione sempre più povera, un posto di
      > lavoro sempre più improduttivo), non come liberi
      > cittadini padroni del proprio destino,
      > intenzionati a realizzare i propri desideri e
      > desiderosi soltanto che il governo se ne stia
      > lontano e li lasci lavorare, studiare, creare in
      > pace.
      >
      > Gli «indignati» di oggi, diciamo la verità, sono
      > i bamboccioni di sempre: giovani (sempre meno
      > giovani) cresciuti negli anni dell’esplosione
      > della spesa pubblica e sconsideratamente
      > convinti, come si legge nel proclama inviato a
      > Napolitano, che il «benessere» sia un diritto.
      > Non vogliono rischiare, vogliono essere
      > garantiti. Non contestano il sistema, ma della
      > sua parte peggiore esigono, per diritto
      > ereditario, una quota. Non chiedono
      > liberalizzazioni, abolizione degli ordini
      > professionali, flessibilità: pretendono la
      > «stabilizzazione dei precari», cioè l’assunzione
      > a tempo indeterminato di chiunque abbia mai
      > firmato un contratto in vita
      > sua.
      >
      > Anziché chiedere più libertà, per sé e per tutti,
      > vogliono nuove leggi, nuovi regolamenti, nuove
      > tasse, nuovi vincoli. Anziché rivendicare il
      > merito, e chiedere di poterlo far valere,
      > vogliono togliere ai migliori per dare agli
      > inetti. Anziché scommettere sulla propria
      > imprenditorialità, condannano il «profitto» - a
      > spese dei genitori, naturalmente, dalla cui
      > borghese dimora molto raramente si allontanano
      > (fra gli arrestati, ha scoperto il Secolo XIX,
      > c’è il figlio di un funzionario di
      > Bankitalia).
      >
      > I bamboccioni italiani hanno dalla loro una lunga
      > tradizione storica e culturale, che fa della
      > famiglia non la cellula fondamentale della
      > società, ma l’unico organismo sociale
      > riconosciuto. E dalla famiglia non ci si
      > allontana mai. Cresciuti in un sistema politico
      > che barattava il voto dei loro genitori (non
      > importa se alla Dc o al Pci) con una diffusione
      > capillare dell’assistenzialismo, divenuti adulti
      > in una scuola dequalificata che non sa più né
      > istruire né bocciare, abituati al moderato
      > benessere della paghetta, i bamboccioni scambiano
      > una fortuita combinazione storica con un diritto
      > naturale.
      > Ma i soldi sono finiti: e indignarsi, ahinoi,
      > serve a poco. Dopo il crollo del socialismo
      > reale, è l’economia a far crollare anche lo Stato
      > sociale, e per la stessa ragione: pubblico e
      > mercato non vanno d’accordo. Oltre una certa
      > soglia, l’intervento legislativo ed economico
      > dello Stato nella vita dei cittadini danneggia il
      > mercato: cioè, in altre parole, ci impoverisce
      > tutti.
      >
      > Gli «indignati» non dovrebbero manifestare sotto
      > le banche, ma sotto i ministeri, le Regioni, le
      > Asl e le altre migliaia di enti impegnati nella
      > produzione di regolamenti farraginosi e debito
      > pubblico fuori controllo. Sta qui il nostro buco
      > nero: e i bamboccioni, purtroppo per l’Italia,
      > sono parte del
      > problema.

      1) libertà != liberismo
      2) liberismo == truffa
      2a) liberismo == competizione sfrenata darwiniana => massacro sociale
      2b) liberismo == assenza di regole => clientelismi, mafie, cartelli, monopoli

      il liberismo è la causa di questa crisi economica, non la soluzione
      il liberismo è fondamentalmente contradditorio perchè confida fervidamente e fideisticamente che l'assenza di regole e controlli non provochi anarchia e distruzione del sistema ma autoregolamentazione; evidentemtente i liberisti hanno letto Darwin ma non Planck e Clausius
      il liberismo è la scusa dei vecchi rimbambiti e dei furbi per potersi fare i comodi loro a spese di tutti

      p.s. vecchio rincoglionito cita le fonti

      Cylon
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        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2011-10-18 12:59:00.0 alle 2011-10-18 12:59:00.0
        Re: dada ti riconosci?

        - Scritto da:
        >
        > - Scritto da: exsinistro
        > > Vogliono fere la rivoluzione pero garantita
        > > dall'IMPS.
        > > Rotola dal ridere
        > >
        > > Il più democristiano fra i tanti movimenti di
        > > protesta sfilati per le piazze d’Italia è stato
        > > momentaneamente offuscato, almeno sui media, dai
        > > black bloc e dalle loro devastanti violenze. Ma
        > > tornerà presto a farsi sentire, perché le sue
        > > ragioni sono radicate nel Paese e perché le sue
        > > richieste sono largamente
        > > condivise.
        > > Che cosa vogliono infatti gli «indignati»?
        > > Citiamo da un’autorevole lettera inviata lo
        > > scorso 12 ottobre al presidente della
        > Repubblica:
        > > «La questione generazionale è semplice: c’è una
        > > generazione esclusa dai diritti e dal benessere.
        > > La questione non si risolve togliendo i diritti
        > a
        > > chi li aveva conquistati, i genitori, ma
        > > riconoscendo diritti a chi non li ha, i figli, e
        > > per far questo ci vogliono risorse», cioè più
        > > spesa pubblica, cioè più tasse. E infatti gli
        > > «indignati» chiedono «una tassazione delle
        > > rendite finanziarie, delle transazioni, dei
        > > patrimoni mobiliari e
        > > immobiliari».
        > >
        > > Più Stato e più tasse: ecco la ricetta dei
        > nostri
        > > rivoluzionari neodemocristiani. Il cui orizzonte
        > > è «una terza Repubblica fondata sui beni comuni
        > e
        > > non sugli interessi privati». Un liberale non
        > > potrebbe che inorridire a quest’ultima
        > > perorazione: la libertà, infatti, è precisamente
        > > la possibilità di difendere e far valere i
        > propri
        > > interessi privati, materiali e immateriali. Ma
        > > qui è questione di pratica, non di teoria: e la
        > > pratica è quella dell’assistenzialismo diffuso,
        > > del Welfare «pesante» percepito come un diritto,
        > > del posto fisso garantito. Gli «indignati» si
        > > concepiscono come sudditi che chiedono al
        > > sovrano-Stato un’elemosina (una scuola sempre
        > più
        > > degradata, una sanità sempre più inefficiente,
        > > una pensione sempre più povera, un posto di
        > > lavoro sempre più improduttivo), non come liberi
        > > cittadini padroni del proprio destino,
        > > intenzionati a realizzare i propri desideri e
        > > desiderosi soltanto che il governo se ne stia
        > > lontano e li lasci lavorare, studiare, creare in
        > > pace.
        > >
        > > Gli «indignati» di oggi, diciamo la verità, sono
        > > i bamboccioni di sempre: giovani (sempre meno
        > > giovani) cresciuti negli anni dell’esplosione
        > > della spesa pubblica e sconsideratamente
        > > convinti, come si legge nel proclama inviato a
        > > Napolitano, che il «benessere» sia un diritto.
        > > Non vogliono rischiare, vogliono essere
        > > garantiti. Non contestano il sistema, ma della
        > > sua parte peggiore esigono, per diritto
        > > ereditario, una quota. Non chiedono
        > > liberalizzazioni, abolizione degli ordini
        > > professionali, flessibilità: pretendono la
        > > «stabilizzazione dei precari», cioè l’assunzione
        > > a tempo indeterminato di chiunque abbia mai
        > > firmato un contratto in vita
        > > sua.
        > >
        > > Anziché chiedere più libertà, per sé e per
        > tutti,
        > > vogliono nuove leggi, nuovi regolamenti, nuove
        > > tasse, nuovi vincoli. Anziché rivendicare il
        > > merito, e chiedere di poterlo far valere,
        > > vogliono togliere ai migliori per dare agli
        > > inetti. Anziché scommettere sulla propria
        > > imprenditorialità, condannano il «profitto» - a
        > > spese dei genitori, naturalmente, dalla cui
        > > borghese dimora molto raramente si allontanano
        > > (fra gli arrestati, ha scoperto il Secolo XIX,
        > > c’è il figlio di un funzionario di
        > > Bankitalia).
        > >
        > > I bamboccioni italiani hanno dalla loro una
        > lunga
        > > tradizione storica e culturale, che fa della
        > > famiglia non la cellula fondamentale della
        > > società, ma l’unico organismo sociale
        > > riconosciuto. E dalla famiglia non ci si
        > > allontana mai. Cresciuti in un sistema politico
        > > che barattava il voto dei loro genitori (non
        > > importa se alla Dc o al Pci) con una diffusione
        > > capillare dell’assistenzialismo, divenuti adulti
        > > in una scuola dequalificata che non sa più né
        > > istruire né bocciare, abituati al moderato
        > > benessere della paghetta, i bamboccioni
        > scambiano
        > > una fortuita combinazione storica con un diritto
        > > naturale.
        > > Ma i soldi sono finiti: e indignarsi, ahinoi,
        > > serve a poco. Dopo il crollo del socialismo
        > > reale, è l’economia a far crollare anche lo
        > Stato
        > > sociale, e per la stessa ragione: pubblico e
        > > mercato non vanno d’accordo. Oltre una certa
        > > soglia, l’intervento legislativo ed economico
        > > dello Stato nella vita dei cittadini danneggia
        > il
        > > mercato: cioè, in altre parole, ci impoverisce
        > > tutti.
        > >
        > > Gli «indignati» non dovrebbero manifestare sotto
        > > le banche, ma sotto i ministeri, le Regioni, le
        > > Asl e le altre migliaia di enti impegnati nella
        > > produzione di regolamenti farraginosi e debito
        > > pubblico fuori controllo. Sta qui il nostro buco
        > > nero: e i bamboccioni, purtroppo per l’Italia,
        > > sono parte del
        > > problema.
        >
        > 1) libertà != liberismo
        > 2) liberismo == truffa
        > 2a) liberismo == competizione sfrenata darwiniana
        > => massacro
        > sociale
        > 2b) liberismo == assenza di regole =>
        > clientelismi, mafie, cartelli,
        > monopoli
        >
        > il liberismo è la causa di questa crisi
        > economica, non la
        > soluzione
        > il liberismo è fondamentalmente contradditorio
        > perchè confida fervidamente e fideisticamente che
        > l'assenza di regole e controlli non provochi
        > anarchia e distruzione del sistema ma
        > autoregolamentazione; evidentemtente i liberisti
        > hanno letto Darwin ma non Planck e
        > Clausius
        > il liberismo è la scusa dei vecchi rimbambiti e
        > dei furbi per potersi fare i comodi loro a spese
        > di
        > tutti
        >
        > p.s. vecchio rincoglionito cita le fonti
        >
        > Cylon


        alla fine crescerai e capirai che il libero mercato è l'unico sistema che non discrimina in basa alla rappresentanza
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          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2011-10-18 13:01:00.0 alle 2011-10-18 13:01:00.0
          Re: dada ti riconosci?

          - Scritto da:
          >
          > - Scritto da:
          > >
          > > - Scritto da: exsinistro
          > > > Vogliono fere la rivoluzione pero garantita
          > > > dall'IMPS.
          > > > Rotola dal ridere
          > > >
          > > > Il più democristiano fra i tanti movimenti di
          > > > protesta sfilati per le piazze d’Italia è
          > stato
          > > > momentaneamente offuscato, almeno sui media,
          > dai
          > > > black bloc e dalle loro devastanti violenze.
          > Ma
          > > > tornerà presto a farsi sentire, perché le sue
          > > > ragioni sono radicate nel Paese e perché le
          > sue
          > > > richieste sono largamente
          > > > condivise.
          > > > Che cosa vogliono infatti gli «indignati»?
          > > > Citiamo da un’autorevole lettera inviata lo
          > > > scorso 12 ottobre al presidente della
          > > Repubblica:
          > > > «La questione generazionale è semplice: c’è
          > una
          > > > generazione esclusa dai diritti e dal
          > benessere.
          > > > La questione non si risolve togliendo i
          > diritti
          > > a
          > > > chi li aveva conquistati, i genitori, ma
          > > > riconoscendo diritti a chi non li ha, i
          > figli,
          > e
          > > > per far questo ci vogliono risorse», cioè più
          > > > spesa pubblica, cioè più tasse. E infatti gli
          > > > «indignati» chiedono «una tassazione delle
          > > > rendite finanziarie, delle transazioni, dei
          > > > patrimoni mobiliari e
          > > > immobiliari».
          > > >
          > > > Più Stato e più tasse: ecco la ricetta dei
          > > nostri
          > > > rivoluzionari neodemocristiani. Il cui
          > orizzonte
          > > > è «una terza Repubblica fondata sui beni
          > comuni
          > > e
          > > > non sugli interessi privati». Un liberale non
          > > > potrebbe che inorridire a quest’ultima
          > > > perorazione: la libertà, infatti, è
          > precisamente
          > > > la possibilità di difendere e far valere i
          > > propri
          > > > interessi privati, materiali e immateriali. Ma
          > > > qui è questione di pratica, non di teoria: e
          > la
          > > > pratica è quella dell’assistenzialismo
          > diffuso,
          > > > del Welfare «pesante» percepito come un
          > diritto,
          > > > del posto fisso garantito. Gli «indignati» si
          > > > concepiscono come sudditi che chiedono al
          > > > sovrano-Stato un’elemosina (una scuola sempre
          > > più
          > > > degradata, una sanità sempre più inefficiente,
          > > > una pensione sempre più povera, un posto di
          > > > lavoro sempre più improduttivo), non come
          > liberi
          > > > cittadini padroni del proprio destino,
          > > > intenzionati a realizzare i propri desideri e
          > > > desiderosi soltanto che il governo se ne stia
          > > > lontano e li lasci lavorare, studiare, creare
          > in
          > > > pace.
          > > >
          > > > Gli «indignati» di oggi, diciamo la verità,
          > sono
          > > > i bamboccioni di sempre: giovani (sempre meno
          > > > giovani) cresciuti negli anni dell’esplosione
          > > > della spesa pubblica e sconsideratamente
          > > > convinti, come si legge nel proclama inviato a
          > > > Napolitano, che il «benessere» sia un diritto.
          > > > Non vogliono rischiare, vogliono essere
          > > > garantiti. Non contestano il sistema, ma della
          > > > sua parte peggiore esigono, per diritto
          > > > ereditario, una quota. Non chiedono
          > > > liberalizzazioni, abolizione degli ordini
          > > > professionali, flessibilità: pretendono la
          > > > «stabilizzazione dei precari», cioè
          > l’assunzione
          > > > a tempo indeterminato di chiunque abbia mai
          > > > firmato un contratto in vita
          > > > sua.
          > > >
          > > > Anziché chiedere più libertà, per sé e per
          > > tutti,
          > > > vogliono nuove leggi, nuovi regolamenti, nuove
          > > > tasse, nuovi vincoli. Anziché rivendicare il
          > > > merito, e chiedere di poterlo far valere,
          > > > vogliono togliere ai migliori per dare agli
          > > > inetti. Anziché scommettere sulla propria
          > > > imprenditorialità, condannano il «profitto» -
          > a
          > > > spese dei genitori, naturalmente, dalla cui
          > > > borghese dimora molto raramente si allontanano
          > > > (fra gli arrestati, ha scoperto il Secolo XIX,
          > > > c’è il figlio di un funzionario di
          > > > Bankitalia).
          > > >
          > > > I bamboccioni italiani hanno dalla loro una
          > > lunga
          > > > tradizione storica e culturale, che fa della
          > > > famiglia non la cellula fondamentale della
          > > > società, ma l’unico organismo sociale
          > > > riconosciuto. E dalla famiglia non ci si
          > > > allontana mai. Cresciuti in un sistema
          > politico
          > > > che barattava il voto dei loro genitori (non
          > > > importa se alla Dc o al Pci) con una
          > diffusione
          > > > capillare dell’assistenzialismo, divenuti
          > adulti
          > > > in una scuola dequalificata che non sa più né
          > > > istruire né bocciare, abituati al moderato
          > > > benessere della paghetta, i bamboccioni
          > > scambiano
          > > > una fortuita combinazione storica con un
          > diritto
          > > > naturale.
          > > > Ma i soldi sono finiti: e indignarsi, ahinoi,
          > > > serve a poco. Dopo il crollo del socialismo
          > > > reale, è l’economia a far crollare anche lo
          > > Stato
          > > > sociale, e per la stessa ragione: pubblico e
          > > > mercato non vanno d’accordo. Oltre una certa
          > > > soglia, l’intervento legislativo ed economico
          > > > dello Stato nella vita dei cittadini danneggia
          > > il
          > > > mercato: cioè, in altre parole, ci impoverisce
          > > > tutti.
          > > >
          > > > Gli «indignati» non dovrebbero manifestare
          > sotto
          > > > le banche, ma sotto i ministeri, le Regioni,
          > le
          > > > Asl e le altre migliaia di enti impegnati
          > nella
          > > > produzione di regolamenti farraginosi e debito
          > > > pubblico fuori controllo. Sta qui il nostro
          > buco
          > > > nero: e i bamboccioni, purtroppo per l’Italia,
          > > > sono parte del
          > > > problema.
          > >
          > > 1) libertà != liberismo
          > > 2) liberismo == truffa
          > > 2a) liberismo == competizione sfrenata
          > darwiniana
          > > => massacro
          > > sociale
          > > 2b) liberismo == assenza di regole =>
          > > clientelismi, mafie, cartelli,
          > > monopoli
          > >
          > > il liberismo è la causa di questa crisi
          > > economica, non la
          > > soluzione
          > > il liberismo è fondamentalmente contradditorio
          > > perchè confida fervidamente e fideisticamente
          > che
          > > l'assenza di regole e controlli non provochi
          > > anarchia e distruzione del sistema ma
          > > autoregolamentazione; evidentemtente i liberisti
          > > hanno letto Darwin ma non Planck e
          > > Clausius
          > > il liberismo è la scusa dei vecchi rimbambiti e
          > > dei furbi per potersi fare i comodi loro a spese
          > > di
          > > tutti
          > >
          > > p.s. vecchio rincoglionito cita le fonti
          > >
          > > Cylon
          >
          >
          > alla fine crescerai e capirai che il libero
          > mercato è l'unico sistema che non discrimina in
          > basa alla
          > rappresentanza

          alla fine ti inchiappetteranno e capirai che senza regole c'è sempre un pesce più grosso pronto a fartisi

          Cylon
          • Avatar
            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2011-10-18 13:06:00.0 alle 2011-10-18 13:06:00.0
            Re: dada ti riconosci?

            > > > 1) libertà != liberismo
            > > > 2) liberismo == truffa
            > > > 2a) liberismo == competizione sfrenata
            > > darwiniana
            > > > => massacro
            > > > sociale
            > > > 2b) liberismo == assenza di regole =>
            > > > clientelismi, mafie, cartelli,
            > > > monopoli
            > > >
            > > > il liberismo è la causa di questa crisi
            > > > economica, non la
            > > > soluzione

            Lo sviluppo è la causa delle crisi economiche.

            > > > il liberismo è fondamentalmente contradditorio
            > > > perchè confida fervidamente e fideisticamente
            > > che
            > > > l'assenza di regole e controlli non provochi
            > > > anarchia e distruzione del sistema ma
            > > > autoregolamentazione; evidentemtente i
            > liberisti
            > > > hanno letto Darwin ma non Planck e
            > > > Clausius
            > > > il liberismo è la scusa dei vecchi rimbambiti
            > e
            > > > dei furbi per potersi fare i comodi loro a
            > spese
            > > > di
            > > > tutti
            > > >
            > > > p.s. vecchio rincoglionito cita le fonti
            > > >
            > > > Cylon
            > >
            > >
            > > alla fine crescerai e capirai che il libero
            > > mercato è l'unico sistema che non discrimina in
            > > basa alla
            > > rappresentanza
            >
            > alla fine ti inchiappetteranno e capirai che
            > senza regole c'è sempre un pesce più grosso
            > pronto a
            > fartisi
            >
            > Cylon

            Bene, ora che abbiamo due posizioni chiaramente espresse, entrambe con le loro ragioni, la soluzione è libero mercato per le piccole attività e un crescendo di controlli e regolamentazioni al crescere le dimensioni.

            Il libero mercato come lo intende il liberismo è un'illusione, perché non appena un soggetto acquisisce un vantaggio ne può approfittare per crescere a spese degli altri - vedansi i supermercati che stanno mettendo KO ogni altra attività commerciale - e il mercato immediatamente non è più libero, i soggetti economici non operano più alla pari.
            • Avatar
              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2011-10-18 13:30:00.0 alle 2011-10-18 13:30:00.0
              Re: dada ti riconosci?

              - Scritto da:
              >
              > > > > 1) libertà != liberismo
              > > > > 2) liberismo == truffa
              > > > > 2a) liberismo == competizione sfrenata
              > > > darwiniana
              > > > > => massacro
              > > > > sociale
              > > > > 2b) liberismo == assenza di regole =>
              > > > > clientelismi, mafie, cartelli,
              > > > > monopoli
              > > > >
              > > > > il liberismo è la causa di questa crisi
              > > > > economica, non la
              > > > > soluzione
              >
              > Lo sviluppo è la causa delle crisi economiche.

              questo è quello che diceva marx se non sbaglio, ma io mi riferisco a QUESTA crisi, non ai massimi sistemi

              > > > > il liberismo è fondamentalmente
              > contradditorio
              > > > > perchè confida fervidamente e
              > fideisticamente
              > > > che
              > > > > l'assenza di regole e controlli non provochi
              > > > > anarchia e distruzione del sistema ma
              > > > > autoregolamentazione; evidentemtente i
              > > liberisti
              > > > > hanno letto Darwin ma non Planck e
              > > > > Clausius
              > > > > il liberismo è la scusa dei vecchi
              > rimbambiti
              > > e
              > > > > dei furbi per potersi fare i comodi loro a
              > > spese
              > > > > di
              > > > > tutti
              > > > >
              > > > > p.s. vecchio rincoglionito cita le fonti
              > > > >
              > > > > Cylon
              > > >
              > > >
              > > > alla fine crescerai e capirai che il libero
              > > > mercato è l'unico sistema che non discrimina
              > in
              > > > basa alla
              > > > rappresentanza
              > >
              > > alla fine ti inchiappetteranno e capirai che
              > > senza regole c'è sempre un pesce più grosso
              > > pronto a
              > > fartisi
              > >
              > > Cylon
              >
              > Bene, ora che abbiamo due posizioni chiaramente
              > espresse, entrambe con le loro ragioni, la
              > soluzione è libero mercato per le piccole
              > attività e un crescendo di controlli e
              > regolamentazioni al crescere le
              > dimensioni.

              per avere tante piccole aziende che evadono, inquinano, trattano i dipendenti come schiavi e possono fare i cazzi loro perchè sono piccole?

              ma anche no, le regole sono tali perchè valgono per tutti

              > Il libero mercato come lo intende il liberismo è
              > un'illusione, perché non appena un soggetto
              > acquisisce un vantaggio ne può approfittare per
              > crescere a spese degli altri - vedansi i
              > supermercati che stanno mettendo KO ogni altra
              > attività commerciale - e il mercato
              > immediatamente non è più libero, i soggetti
              > economici non operano più alla
              > pari.

              quindi le regole devono iniziare dai piccoli, prima che acquisiscano un vantaggio, generalmente ingiusto grazie a furberie e clientelismi vari, a spese degli altri

              Cylon
              • Avatar
                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2011-10-18 15:02:00.0 alle 2011-10-18 15:02:00.0
                Re: dada ti riconosci?
                > > > > > 1) libertà != liberismo
                > > > > > 2) liberismo == truffa
                > > > > > 2a) liberismo == competizione sfrenata
                > > > > darwiniana
                > > > > > => massacro
                > > > > > sociale
                > > > > > 2b) liberismo == assenza di regole =>
                > > > > > clientelismi, mafie, cartelli,
                > > > > > monopoli
                > > > > >
                > > > > > il liberismo è la causa di questa crisi
                > > > > > economica, non la
                > > > > > soluzione
                > >
                > > Lo sviluppo è la causa delle crisi economiche.
                >
                > questo è quello che diceva marx se non sbaglio,
                > ma io mi riferisco a QUESTA crisi, non ai massimi
                > sistemi

                Non so se l'abbia detto Marx, credevo d'averlo inventato io. Comunque anch'io mi riferisco a questa crisi.

                Il boom economico ha ravanato risorse e ora non dico che ancora scarseggino, ma occorre starci attenti. Di legname di qualità ad esempio ce n'è sempre meno, e allora che fare, saccheggiare le ultime foreste rimaste, peggiorando ulteriormente la situazione.

                > > > > > il liberismo è fondamentalmente
                > > contradditorio
                > > > > > perchè confida fervidamente e
                > > fideisticamente
                > > > > che
                > > > > > l'assenza di regole e controlli non
                > provochi
                > > > > > anarchia e distruzione del sistema ma
                > > > > > autoregolamentazione; evidentemtente i
                > > > liberisti
                > > > > > hanno letto Darwin ma non Planck e
                > > > > > Clausius
                > > > > > il liberismo è la scusa dei vecchi
                > > rimbambiti
                > > > e
                > > > > > dei furbi per potersi fare i comodi loro a
                > > > spese
                > > > > > di
                > > > > > tutti
                > > > > >
                > > > > > p.s. vecchio rincoglionito cita le fonti
                > > > > >
                > > > > > Cylon
                > > > >
                > > > >
                > > > > alla fine crescerai e capirai che il libero
                > > > > mercato è l'unico sistema che non discrimina
                > > in
                > > > > basa alla
                > > > > rappresentanza
                > > >
                > > > alla fine ti inchiappetteranno e capirai che
                > > > senza regole c'è sempre un pesce più grosso
                > > > pronto a
                > > > fartisi
                > > >
                > > > Cylon
                > >
                > > Bene, ora che abbiamo due posizioni chiaramente
                > > espresse, entrambe con le loro ragioni, la
                > > soluzione è libero mercato per le piccole
                > > attività e un crescendo di controlli e
                > > regolamentazioni al crescere le
                > > dimensioni.
                >
                > per avere tante piccole aziende che evadono,
                > inquinano, trattano i dipendenti come schiavi e
                > possono fare i cazzi loro perchè sono
                > piccole?

                No, la piccola azienda che ho in mente è quella individuale dove tu sei padrone e schiavo contemporaneamente, schiavo soprattutto di una marea di regole che a quella scala sono inutili.
                Defiscalizzerei le piccole attività, niente tasse fino a una certa soglia e niente contributi. Questo permetterebbe a molte piccole attività di crescere e diventare medie o grandi.

                > ma anche no, le regole sono tali perchè valgono
                > per
                > tutti

                Le regole vengono messe per stabilire comportamenti corretti, ma oltre a una certa soglia è la regola che crea il trasgressore.

                > > Il libero mercato come lo intende il liberismo è
                > > un'illusione, perché non appena un soggetto
                > > acquisisce un vantaggio ne può approfittare per
                > > crescere a spese degli altri - vedansi i
                > > supermercati che stanno mettendo KO ogni altra
                > > attività commerciale - e il mercato
                > > immediatamente non è più libero, i soggetti
                > > economici non operano più alla
                > > pari.
                >
                > quindi le regole devono iniziare dai piccoli,
                > prima che acquisiscano un vantaggio, generalmente
                > ingiusto grazie a furberie e clientelismi vari, a
                > spese degli
                > altri
                >
                > Cylon

                Il problema è che il malgoverno strozzino crea le furberie, che rendono il governo ancora più strozzino. Una volta avviato il circolo vizioso c'è poco da fare.

                Aggiungo a coronamento che il solo modo di far pagare le tasse senza creare uno stato di polizia e di sorveglianza totale - tale è quello in cui non esiste il segreto bancario, ad esempio - è fare in modo che ogni singolo contribuente percepisca le tasse non come soldi che gli vengono tolti, ma come soldi che vengono impiegati per dargli qualcosa che individualmente non potrebbe avere. Finché il comportamento del governo è quello del pastore africano che spilla sangue dalla giugulare della capra, più che può col solo limite di non far morire la capra, questo resta un'utopia.
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                  Scritto da
                  il 2011-10-18 15:40:00.0 alle 2011-10-18 15:40:00.0
                  Trollate totali: 4330
                  Re: dada ti riconosci?

                  - Scritto da:
                  > > > > > > 1) libertà != liberismo
                  > > > > > > 2) liberismo == truffa
                  > > > > > > 2a) liberismo == competizione sfrenata
                  > > > > > darwiniana
                  > > > > > > => massacro
                  > > > > > > sociale
                  > > > > > > 2b) liberismo == assenza di regole =>
                  > > > > > > clientelismi, mafie, cartelli,
                  > > > > > > monopoli
                  > > > > > >
                  > > > > > > il liberismo è la causa di questa crisi
                  > > > > > > economica, non la
                  > > > > > > soluzione
                  > > >
                  > > > Lo sviluppo è la causa delle crisi economiche.
                  > >
                  > > questo è quello che diceva marx se non sbaglio,
                  > > ma io mi riferisco a QUESTA crisi, non ai
                  > massimi
                  > > sistemi
                  >
                  > Non so se l'abbia detto Marx, credevo d'averlo
                  > inventato io. Comunque anch'io mi riferisco a
                  > questa
                  > crisi.

                  teoria del plusvalore

                  http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_marxiana_del_v...
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                  Scritto da
                  Non Autenticato
                  il 2011-10-18 16:24:00.0 alle 2011-10-18 16:24:00.0
                  Re: dada ti riconosci?

                  - Scritto da:
                  > > > > > > 1) libertà != liberismo
                  > > > > > > 2) liberismo == truffa
                  > > > > > > 2a) liberismo == competizione sfrenata
                  > > > > > darwiniana
                  > > > > > > => massacro
                  > > > > > > sociale
                  > > > > > > 2b) liberismo == assenza di regole =>
                  > > > > > > clientelismi, mafie, cartelli,
                  > > > > > > monopoli
                  > > > > > >
                  > > > > > > il liberismo è la causa di questa crisi
                  > > > > > > economica, non la
                  > > > > > > soluzione
                  > > >
                  > > > Lo sviluppo è la causa delle crisi economiche.
                  > >
                  > > questo è quello che diceva marx se non sbaglio,
                  > > ma io mi riferisco a QUESTA crisi, non ai
                  > massimi
                  > > sistemi
                  >
                  > Non so se l'abbia detto Marx, credevo d'averlo
                  > inventato io. Comunque anch'io mi riferisco a
                  > questa
                  > crisi.

                  marx ha teorizzato la ciclicità delle crisi economiche nell'economia capitalistica

                  > Il boom economico ha ravanato risorse e ora non
                  > dico che ancora scarseggino, ma occorre starci
                  > attenti. Di legname di qualità ad esempio ce n'è
                  > sempre meno, e allora che fare, saccheggiare le
                  > ultime foreste rimaste, peggiorando ulteriormente
                  > la
                  > situazione.

                  inserire nei modelli economici il costo ambientale e la finitezza delle risorse (mi sa che finora hanno ipotizzato risorse infinite per semplificare i modelli e avere una variabile in meno da considerare, sbagliando ovviamente) è doveroso, ma questa crisi inizialmente è stata finanziaria poi si è propagata a tutta l'economia

                  > > > > > > il liberismo è fondamentalmente
                  > > > contradditorio
                  > > > > > > perchè confida fervidamente e
                  > > > fideisticamente
                  > > > > > che
                  > > > > > > l'assenza di regole e controlli non
                  > > provochi
                  > > > > > > anarchia e distruzione del sistema ma
                  > > > > > > autoregolamentazione; evidentemtente i
                  > > > > liberisti
                  > > > > > > hanno letto Darwin ma non Planck e
                  > > > > > > Clausius
                  > > > > > > il liberismo è la scusa dei vecchi
                  > > > rimbambiti
                  > > > > e
                  > > > > > > dei furbi per potersi fare i comodi
                  > loro
                  > a
                  > > > > spese
                  > > > > > > di
                  > > > > > > tutti
                  > > > > > >
                  > > > > > > p.s. vecchio rincoglionito cita le fonti
                  > > > > > >
                  > > > > > > Cylon
                  > > > > >
                  > > > > >
                  > > > > > alla fine crescerai e capirai che il
                  > libero
                  > > > > > mercato è l'unico sistema che non
                  > discrimina
                  > > > in
                  > > > > > basa alla
                  > > > > > rappresentanza
                  > > > >
                  > > > > alla fine ti inchiappetteranno e capirai che
                  > > > > senza regole c'è sempre un pesce più grosso
                  > > > > pronto a
                  > > > > fartisi
                  > > > >
                  > > > > Cylon
                  > > >
                  > > > Bene, ora che abbiamo due posizioni
                  > chiaramente
                  > > > espresse, entrambe con le loro ragioni, la
                  > > > soluzione è libero mercato per le piccole
                  > > > attività e un crescendo di controlli e
                  > > > regolamentazioni al crescere le
                  > > > dimensioni.
                  > >
                  > > per avere tante piccole aziende che evadono,
                  > > inquinano, trattano i dipendenti come schiavi e
                  > > possono fare i cazzi loro perchè sono
                  > > piccole?
                  >
                  > No, la piccola azienda che ho in mente è quella
                  > individuale

                  hai una visione incredibilmente restrittiva del panorama produttivo

                  > dove tu sei padrone e schiavo
                  > contemporaneamente, schiavo soprattutto di una
                  > marea di regole che a quella scala sono
                  > inutili.

                  mi immagino i tanti professionisti che già adesso evadono, se gli togli tutte le regole

                  mi immagino anche il proliferare di dipendenti a partita iva al posto dei lavoratori subordinati

                  > Defiscalizzerei le piccole attività, niente tasse
                  > fino a una certa soglia e niente contributi.

                  e via, così tutte le aziende italiane licenziano e si mettono a fare contratti a partita iva, ma che bella idea

                  > Questo permetterebbe a molte piccole attività di
                  > crescere e diventare medie o
                  > grandi.

                  quindi vorresti legalizzare l'evasione fiscale, in modo da eliminare l'ingiusto vantaggio di alcuni: in pratica, tutti ladri nessun ladro

                  > > ma anche no, le regole sono tali perchè valgono
                  > > per
                  > > tutti
                  >
                  > Le regole vengono messe per stabilire
                  > comportamenti corretti, ma oltre a una certa
                  > soglia è la regola che crea il
                  > trasgressore.

                  viva bettino, viva silvio

                  > > > Il libero mercato come lo intende il
                  > liberismo
                  > è
                  > > > un'illusione, perché non appena un soggetto
                  > > > acquisisce un vantaggio ne può approfittare
                  > per
                  > > > crescere a spese degli altri - vedansi i
                  > > > supermercati che stanno mettendo KO ogni altra
                  > > > attività commerciale - e il mercato
                  > > > immediatamente non è più libero, i soggetti
                  > > > economici non operano più alla
                  > > > pari.
                  > >
                  > > quindi le regole devono iniziare dai piccoli,
                  > > prima che acquisiscano un vantaggio,
                  > generalmente
                  > > ingiusto grazie a furberie e clientelismi vari,
                  > a
                  > > spese degli
                  > > altri
                  > >
                  > > Cylon
                  >
                  > Il problema è che il malgoverno strozzino crea le
                  > furberie, che rendono il governo ancora più
                  > strozzino. Una volta avviato il circolo vizioso
                  > c'è poco da
                  > fare.

                  il problema è che esistono principi universali connessi all'aumento dell'entropia:

                  "l'occasione fa l'uomo ladro"

                  > Aggiungo a coronamento che il solo modo di far
                  > pagare le tasse senza creare uno stato di polizia
                  > e di sorveglianza totale - tale è quello in cui
                  > non esiste il segreto bancario, ad esempio - è
                  > fare in modo che ogni singolo contribuente
                  > percepisca le tasse non come soldi che gli
                  > vengono tolti, ma come soldi che vengono
                  > impiegati per dargli qualcosa che individualmente
                  > non potrebbe avere. Finché il comportamento del
                  > governo è quello del pastore africano che spilla
                  > sangue dalla giugulare della capra, più che può
                  > col solo limite di non far morire la capra,
                  > questo resta
                  > un'utopia.

                  è un principio irrazionale: ci sarà sempre qualcuno che obietterà che sta pagando per un servizio che ritiene inutile o non vorrebbe o non gli serve

                  sto leggendo adesso un libro di bernard cornwell, le obiezioni tue e dei destri e di bamba dei tea party sul pagamento delle tasse mi ricordano tantissimo la situazione negli usa all'indomani della guerra d'indipendenza, quando richiamavano la guardia nazionale e affittavano i moschetti ad un dollaro l'uno, oppure vendevano ottimi cannoni da fondere invece di requisirli: il trionfo del privatismo nei rapporti economici di fronte al buonsenso

                  Cylon
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                    il 2011-10-18 17:12:00.0 alle 2011-10-18 17:12:00.0
                    Trollate totali: 4330
                    Re: dada ti riconosci?
                    - Scritto da:
                    >
                    > - Scritto da:
                    > > > > > > > 1) libertà != liberismo
                    > > > > > > > 2) liberismo == truffa
                    > > > > > > > 2a) liberismo == competizione sfrenata
                    > > > > > > darwiniana
                    > > > > > > > => massacro
                    > > > > > > > sociale
                    > > > > > > > 2b) liberismo == assenza di regole =>
                    > > > > > > > clientelismi, mafie, cartelli,
                    > > > > > > > monopoli
                    > > > > > > >
                    > > > > > > > il liberismo è la causa di questa
                    > crisi
                    > > > > > > > economica, non la
                    > > > > > > > soluzione
                    > > > >
                    > > > > Lo sviluppo è la causa delle crisi
                    > economiche.
                    > > >
                    > > > questo è quello che diceva marx se non
                    > sbaglio,
                    > > > ma io mi riferisco a QUESTA crisi, non ai
                    > > massimi
                    > > > sistemi
                    > >
                    > > Non so se l'abbia detto Marx, credevo d'averlo
                    > > inventato io. Comunque anch'io mi riferisco a
                    > > questa
                    > > crisi.
                    >
                    > marx ha teorizzato la ciclicità delle crisi
                    > economiche nell'economia
                    > capitalistica
                    >
                    > > Il boom economico ha ravanato risorse e ora non
                    > > dico che ancora scarseggino, ma occorre starci
                    > > attenti. Di legname di qualità ad esempio ce n'è
                    > > sempre meno, e allora che fare, saccheggiare le
                    > > ultime foreste rimaste, peggiorando
                    > ulteriormente
                    > > la
                    > > situazione.

                    uno dei più grandi problemi che incontra l'implementazione dell'ecologia nell'economia è che è impossibile determinare la capacità portante di un sistema ecologico date determinate caratteristiche/misurazioni, la puoi solo misurare in quanto tale, non esistono equazioni che date certe variabili restituiscano il valore di quanto il sistema possa sostenere.
                    incidentalmente per quanto riguarda il taglio degli ultimi alberi anche nell'isola di pasqua hanno fatto così, quindi NON è una cosa legata alla cattiveria dell'uomo bianco e cristiano, è qualcosa legato al vissuto umano in quanto tale, il che è ancora peggio che se fosse stata colpa della nostra cultura cristiana

                    per quanto riguarda le risorse l'atteggiamento è cambiato spesso, nessuno da più per scontato che le risorse siano illimitate (grazie agli ecologi hippie degli anni 70), solo che nessuno sa come fare a misurarle, o come comportarsi in questo regime, da cui la critica ai vari sinistri ecologisti del mondo di essere idealisti, che è poco fondata a mio avviso ma comprensibile, perchè non è che se sai che una cosa non va ma non sai come fare a risolverla devi fare finta che la cosa vada, però hanno vita facile quelli che ti danno dell'idealista perchè non sai proporre una alternativa-.

                    Esiste però la fiducia nella capacità di trovarne sempre nuove, che si tratti di nuove fonti esauribili o riciclo o nuove tecnologie o vattelapesca chissà cosa, anche questo è un mito a mio parere, con tinte molto ammeregane e scifi.
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                      Non Autenticato
                      il 2011-10-18 20:03:00.0 alle 2011-10-18 20:03:00.0
                      Re: dada ti riconosci?
                      > >
                      > > - Scritto da:
                      > > > > > > > > 1) libertà != liberismo
                      > > > > > > > > 2) liberismo == truffa
                      > > > > > > > > 2a) liberismo == competizione
                      > sfrenata
                      > > > > > > > darwiniana
                      > > > > > > > > => massacro
                      > > > > > > > > sociale
                      > > > > > > > > 2b) liberismo == assenza di regole
                      > =>
                      > > > > > > > > clientelismi, mafie, cartelli,
                      > > > > > > > > monopoli
                      > > > > > > > >
                      > > > > > > > > il liberismo è la causa di questa
                      > > crisi
                      > > > > > > > > economica, non la
                      > > > > > > > > soluzione
                      > > > > >
                      > > > > > Lo sviluppo è la causa delle crisi
                      > > economiche.
                      > > > >
                      > > > > questo è quello che diceva marx se non
                      > > sbaglio,
                      > > > > ma io mi riferisco a QUESTA crisi, non ai
                      > > > massimi
                      > > > > sistemi
                      > > >
                      > > > Non so se l'abbia detto Marx, credevo d'averlo
                      > > > inventato io. Comunque anch'io mi riferisco a
                      > > > questa
                      > > > crisi.
                      > >
                      > > marx ha teorizzato la ciclicità delle crisi
                      > > economiche nell'economia
                      > > capitalistica
                      > >
                      > > > Il boom economico ha ravanato risorse e ora
                      > non
                      > > > dico che ancora scarseggino, ma occorre starci
                      > > > attenti. Di legname di qualità ad esempio ce
                      > n'è
                      > > > sempre meno, e allora che fare, saccheggiare
                      > le
                      > > > ultime foreste rimaste, peggiorando
                      > > ulteriormente
                      > > > la
                      > > > situazione.
                      >
                      > uno dei più grandi problemi che incontra
                      > l'implementazione dell'ecologia nell'economia è
                      > che è impossibile determinare la capacità
                      > portante di un sistema ecologico date determinate
                      > caratteristiche/misurazioni, la puoi solo
                      > misurare in quanto tale, non esistono equazioni
                      > che date certe variabili restituiscano il valore
                      > di quanto il sistema possa
                      > sostenere.

                      Probabilmente le equazioni, ammesso di conoscere esattamente i termini del problema. lasciano libere delle variabili. Ad esempio, semplificando, i seguenti sistemi economici ed ecologici sono tutti possibili:

                      economia prevalente    paesaggio         popolamento
                      =======================================
                      caccia e raccolta         boschi                poco e sparso
                      ----------------------------------------------------------------------
                      agricoltura e                 boschi,               case sparse,
                      allevamento sparsi       prati, campi        villaggi
                      ----------------------------------------------------------------------
                      agricoltura e                 campi, prati,       case sparse
                      allevamento                 boschi                 villaggi,
                      intensivi                       riduzione degli     paesi,
                                                          ecosistemi         cittadine,
                                                          naturali                città
                      ----------------------------------------------------------------------
                      industriale                   incremento         alto e
                                                         del territorio         concentrato
                                                         edificato               nelle città e
                                                                                     metropoli
                      =======================================

                      Quindi le preferenze tendono a orientarsi su elementi aggiuntivi o arbitrari, ad esempio estetici, ed è qui che gli ecologisti ricevono dai progressisti l'accusa di essere emotivi.

                      > incidentalmente per quanto riguarda il taglio
                      > degli ultimi alberi anche nell'isola di pasqua
                      > hanno fatto così, quindi NON è una cosa legata
                      > alla cattiveria dell'uomo bianco e cristiano, è
                      > qualcosa legato al vissuto umano in quanto tale,
                      > il che è ancora peggio che se fosse stata colpa
                      > della nostra cultura
                      > cristiana
                      >
                      > per quanto riguarda le risorse l'atteggiamento è
                      > cambiato spesso, nessuno da più per
                      > scontato che le risorse siano illimitate (grazie
                      > agli ecologi hippie degli anni 70), solo che
                      > nessuno sa come fare a misurarle, o come
                      > comportarsi in questo regime, da cui la critica
                      > ai vari sinistri ecologisti del mondo di essere
                      > idealisti, che è poco fondata a mio avviso ma
                      > comprensibile, perchè non è che se sai che una
                      > cosa non va ma non sai come fare a risolverla
                      > devi fare finta che la cosa vada, però hanno vita
                      > facile quelli che ti danno dell'idealista perchè
                      > non sai proporre una
                      > alternativa-.
                      >
                      > Esiste però la fiducia nella capacità di trovarne
                      > sempre nuove, che si tratti di nuove fonti
                      > esauribili o riciclo o nuove tecnologie o
                      > vattelapesca chissà cosa, anche questo è un mito
                      > a mio parere, con tinte molto ammeregane e
                      > scifi.
                    • Avatar
                      Scritto da
                      Non Autenticato
                      il 2011-10-18 21:04:00.0 alle 2011-10-18 21:04:00.0
                      Re: dada ti riconosci?

                      - Scritto da: dada_216
                      > - Scritto da:
                      > >
                      > > - Scritto da:
                      > > > > > > > > 1) libertà != liberismo
                      > > > > > > > > 2) liberismo == truffa
                      > > > > > > > > 2a) liberismo == competizione
                      > sfrenata
                      > > > > > > > darwiniana
                      > > > > > > > > => massacro
                      > > > > > > > > sociale
                      > > > > > > > > 2b) liberismo == assenza di regole
                      > =>
                      > > > > > > > > clientelismi, mafie, cartelli,
                      > > > > > > > > monopoli
                      > > > > > > > >
                      > > > > > > > > il liberismo è la causa di questa
                      > > crisi
                      > > > > > > > > economica, non la
                      > > > > > > > > soluzione
                      > > > > >
                      > > > > > Lo sviluppo è la causa delle crisi
                      > > economiche.
                      > > > >
                      > > > > questo è quello che diceva marx se non
                      > > sbaglio,
                      > > > > ma io mi riferisco a QUESTA crisi, non ai
                      > > > massimi
                      > > > > sistemi
                      > > >
                      > > > Non so se l'abbia detto Marx, credevo d'averlo
                      > > > inventato io. Comunque anch'io mi riferisco a
                      > > > questa
                      > > > crisi.
                      > >
                      > > marx ha teorizzato la ciclicità delle crisi
                      > > economiche nell'economia
                      > > capitalistica
                      > >
                      > > > Il boom economico ha ravanato risorse e ora
                      > non
                      > > > dico che ancora scarseggino, ma occorre starci
                      > > > attenti. Di legname di qualità ad esempio ce
                      > n'è
                      > > > sempre meno, e allora che fare, saccheggiare
                      > le
                      > > > ultime foreste rimaste, peggiorando
                      > > ulteriormente
                      > > > la
                      > > > situazione.
                      >
                      > uno dei più grandi problemi che incontra
                      > l'implementazione dell'ecologia nell'economia è
                      > che è impossibile determinare la capacità
                      > portante di un sistema ecologico date determinate
                      > caratteristiche/misurazioni, la puoi solo
                      > misurare in quanto tale, non esistono equazioni
                      > che date certe variabili restituiscano il valore
                      > di quanto il sistema possa
                      > sostenere.
                      > incidentalmente per quanto riguarda il taglio
                      > degli ultimi alberi anche nell'isola di pasqua
                      > hanno fatto così, quindi NON è una cosa legata
                      > alla cattiveria dell'uomo bianco e cristiano, è
                      > qualcosa legato al vissuto umano in quanto tale,
                      > il che è ancora peggio che se fosse stata colpa
                      > della nostra cultura
                      > cristiana
                      >
                      > per quanto riguarda le risorse l'atteggiamento è
                      > cambiato spesso, nessuno da più per
                      > scontato che le risorse siano illimitate (grazie
                      > agli ecologi hippie degli anni 70), solo che
                      > nessuno sa come fare a misurarle, o come
                      > comportarsi in questo regime, da cui la critica
                      > ai vari sinistri ecologisti del mondo di essere
                      > idealisti, che è poco fondata a mio avviso ma
                      > comprensibile, perchè non è che se sai che una
                      > cosa non va ma non sai come fare a risolverla
                      > devi fare finta che la cosa vada, però hanno vita
                      > facile quelli che ti danno dell'idealista perchè
                      > non sai proporre una
                      > alternativa-.
                      >
                      > Esiste però la fiducia nella capacità di trovarne
                      > sempre nuove, che si tratti di nuove fonti
                      > esauribili o riciclo o nuove tecnologie o
                      > vattelapesca chissà cosa, anche questo è un mito
                      > a mio parere, con tinte molto ammeregane e
                      > scifi.

                      te l'ho già scritto: si diminuisce la popolazione (in TUTTO il mondo, non solo in cina ed india) e in rapporto diminuiscono anche consumi ed inquinamento

                      Cylon
                  • Avatar
                    Scritto da
                    Non Autenticato
                    il 2011-10-18 19:45:00.0 alle 2011-10-18 19:45:00.0
                    Re: dada ti riconosci?
                    > > > > Lo sviluppo è la causa delle crisi
                    > economiche.
                    >
                    > marx ha teorizzato la ciclicità delle crisi
                    > economiche nell'economia capitalistica

                    Bene, ma mi riferisco allo sviluppo, non solo al caspo particolare di sviluppo capitalista.

                    > > Il boom economico ha ravanato risorse e ora non
                    > > dico che ancora scarseggino, ma occorre starci
                    > > attenti. Di legname di qualità ad esempio ce n'è
                    > > sempre meno, e allora che fare, saccheggiare le
                    > > ultime foreste rimaste, peggiorando
                    > ulteriormente
                    > > la
                    > > situazione.
                    >
                    > inserire nei modelli economici il costo
                    > ambientale e la finitezza delle risorse (mi sa
                    > che finora hanno ipotizzato risorse infinite per
                    > semplificare i modelli e avere una variabile in
                    > meno da considerare, sbagliando ovviamente) è
                    > doveroso, ma questa crisi inizialmente è stata
                    > finanziaria poi si è propagata a tutta
                    > l'economia

                    L'aspetto finanziario è il casus belli della crisi, la causa reale è strutturale.

                    > > > > > > alla fine crescerai e capirai che il
                    > > libero
                    > > > > > > mercato è l'unico sistema che non
                    > > discrimina
                    > > > > in
                    > > > > > > basa alla
                    > > > > > > rappresentanza

                    Questo lo condivido.

                    > > > > > alla fine ti inchiappetteranno e capirai
                    > che
                    > > > > > senza regole c'è sempre un pesce più
                    > grosso
                    > > > > > pronto a
                    > > > > > fartisi
                    > > > > >
                    > > > > > Cylon
                    > > > >
                    > > > > Bene, ora che abbiamo due posizioni
                    > > chiaramente
                    > > > > espresse, entrambe con le loro ragioni, la
                    > > > > soluzione è libero mercato per le piccole
                    > > > > attività e un crescendo di controlli e
                    > > > > regolamentazioni al crescere le
                    > > > > dimensioni.
                    > > >
                    > > > per avere tante piccole aziende che evadono,
                    > > > inquinano, trattano i dipendenti come schiavi
                    > e
                    > > > possono fare i cazzi loro perchè sono
                    > > > piccole?
                    > >
                    > > No, la piccola azienda che ho in mente è quella
                    > > individuale
                    >
                    > hai una visione incredibilmente restrittiva del
                    > panorama produttivo

                    Non ho detto che per me esiste solo la piccola attività individuale, ma che questa deve funzionare in regime deregolato perché per essa gli adempimenti rappresentano un costo eccessivo.

                    Ad esempio, a che pro la dichiarazione dei redditi? Non basterebbe inviare all'agenzia delle entrate l'elenco delle fatture, e fanno loro il calcolo?

                    Perché la ditta individuale non può inserire nelle spese la benzina consumata per andare dai clienti?

                    Perché i contributi INPS devono essere pagati anche se non guadagni?

                    Esistono tante microattività che senza queste palle al piede darebbero un modesto reddito, invece così sono votate alla perdita.

                    > mi immagino anche il proliferare di dipendenti a
                    > partita iva al posto dei lavoratori
                    > subordinati

                    Potrebbe essere un'idea, ma se non lo fosse basta definire la nozione di piccola attività in modo che non comprenda il lavoro subordinato.

                    > > Defiscalizzerei le piccole attività, niente
                    > tasse
                    > > fino a una certa soglia e niente contributi.
                    >
                    > e via, così tutte le aziende italiane licenziano
                    > e si mettono a fare contratti a partita iva, ma
                    > che bella
                    > idea

                    Vedi sopra.

                    > > Questo permetterebbe a molte piccole attività di
                    > > crescere e diventare medie o
                    > > grandi.
                    >
                    > quindi vorresti legalizzare l'evasione fiscale,

                    In Gran Bretagna esiste la franchigia fino a 10.000 sterline: è evasione fiscale?

                    > in modo da eliminare l'ingiusto vantaggio di
                    > alcuni: in pratica, tutti ladri nessun
                    > ladro

                    In modo da dare un vantaggio ai piccoli lavoratori autonomi, che attualmente sono la categoria più debole che esista. Poi sta a loro crescere e sottoporsi a regimi più complessi, o restare così.

                    > > Le regole vengono messe per stabilire
                    > > comportamenti corretti, ma oltre a una certa
                    > > soglia è la regola che crea il
                    > > trasgressore.
                    >
                    > viva bettino, viva silvio

                    Finiti gli argomenti? Cylon

                    > > > > Il libero mercato come lo intende il
                    > > liberismo
                    > > è
                    > > > > un'illusione, perché non appena un soggetto
                    > > > > acquisisce un vantaggio ne può approfittare
                    > > per
                    > > > > crescere a spese degli altri - vedansi i
                    > > > > supermercati che stanno mettendo KO ogni
                    > altra
                    > > > > attività commerciale - e il mercato
                    > > > > immediatamente non è più libero, i soggetti
                    > > > > economici non operano più alla
                    > > > > pari.
                    > > >
                    > > > quindi le regole devono iniziare dai piccoli,
                    > > > prima che acquisiscano un vantaggio,
                    > > generalmente
                    > > > ingiusto grazie a furberie e clientelismi
                    > vari,
                    > > a
                    > > > spese degli
                    > > > altri
                    > > >
                    > > > Cylon
                    > >
                    > > Il problema è che il malgoverno strozzino crea
                    > le
                    > > furberie, che rendono il governo ancora più
                    > > strozzino. Una volta avviato il circolo vizioso
                    > > c'è poco da
                    > > fare.
                    >
                    > il problema è che esistono principi universali
                    > connessi all'aumento
                    > dell'entropia:
                    >
                    > "l'occasione fa l'uomo ladro"

                    Se la legge gli consente di tenersi il denaro non è più furto. Geek
                    Lascia che si arricchisca, lo becchi poi quando ha ingrandito l'azienda.

                    > > fare in modo che ogni singolo contribuente
                    > > percepisca le tasse non come soldi che gli
                    > > vengono tolti, ma come soldi che vengono
                    > > impiegati per dargli qualcosa che
                    > individualmente
                    > > non potrebbe avere. Finché il comportamento del
                    > > governo è quello del pastore africano che spilla
                    > > sangue dalla giugulare della capra, più che può
                    > > col solo limite di non far morire la capra,
                    > > questo resta un'utopia.
                    >
                    > è un principio irrazionale: ci sarà sempre
                    > qualcuno che obietterà che sta pagando per un
                    > servizio che ritiene inutile o non vorrebbe o non
                    > gli serve

                    Le attività pubbliche sono divise in settori, e ognuno distribuisce i propri soldi tra quelli che reputa utili. Democrazia fiscale, molto più efficace del voto.

                    > sto leggendo adesso un libro di bernard cornwell,
                    > le obiezioni tue e dei destri e di bamba dei tea
                    > party sul pagamento delle tasse mi ricordano
                    > tantissimo la situazione negli usa all'indomani
                    > della guerra d'indipendenza, quando richiamavano
                    > la guardia nazionale e affittavano i moschetti ad
                    > un dollaro l'uno, oppure vendevano ottimi cannoni
                    > da fondere invece di requisirli: il trionfo del
                    > privatismo nei rapporti economici di fronte al
                    > buonsenso
                    >
                    > Cylon

                    Boh io non sono così colto.
                    • Avatar
                      ☺
                      Scritto da
                      The Lich
                      Übermensch
                      il 2011-10-18 21:13:00.0 alle 2011-10-18 21:13:00.0
                      Trollate totali: 21351
                      Re: dada ti riconosci?
                      - Scritto da:
                      >
                      > L'aspetto finanziario è il casus belli della
                      > crisi, la causa reale è
                      > strutturale.

                      ma anche no, senza la bolla dei sub-prime andavamo avanti così almeno altri 15 anni

                      > > > > > > > alla fine crescerai e capirai che il
                      > > > libero
                      > > > > > > > mercato è l'unico sistema che non
                      > > > discrimina
                      > > > > > in
                      > > > > > > > basa alla
                      > > > > > > > rappresentanza
                      >
                      > Questo lo condivido.
                      >
                      > > > > > > alla fine ti inchiappetteranno e capirai
                      > > che
                      > > > > > > senza regole c'è sempre un pesce più
                      > > grosso
                      > > > > > > pronto a
                      > > > > > > fartisi
                      > > > > > >
                      > > > > > > Cylon
                      > > > > >
                      > > > > > Bene, ora che abbiamo due posizioni
                      > > > chiaramente
                      > > > > > espresse, entrambe con le loro ragioni, la
                      > > > > > soluzione è libero mercato per le piccole
                      > > > > > attività e un crescendo di controlli e
                      > > > > > regolamentazioni al crescere le
                      > > > > > dimensioni.
                      > > > >
                      > > > > per avere tante piccole aziende che evadono,
                      > > > > inquinano, trattano i dipendenti come
                      > schiavi
                      > > e
                      > > > > possono fare i cazzi loro perchè sono
                      > > > > piccole?
                      > > >
                      > > > No, la piccola azienda che ho in mente è
                      > quella
                      > > > individuale
                      > >
                      > > hai una visione incredibilmente restrittiva del
                      > > panorama produttivo
                      >
                      > Non ho detto che per me esiste solo la piccola
                      > attività individuale, ma che questa deve
                      > funzionare in regime deregolato perché per essa
                      > gli adempimenti rappresentano un costo
                      > eccessivo.
                      >
                      > Ad esempio, a che pro la dichiarazione dei
                      > redditi? Non basterebbe inviare all'agenzia delle
                      > entrate l'elenco delle fatture, e fanno loro il
                      > calcolo?

                      e una fettina di culo no?

                      > Perché la ditta individuale non può inserire
                      > nelle spese la benzina consumata per andare dai
                      > clienti?

                      perchè i clienti finirebbero tutti per essere a ischia e al sestriere

                      > Perché i contributi INPS devono essere pagati
                      > anche se non
                      > guadagni?

                      per farti comunque una pensione

                      > Esistono tante microattività che senza queste
                      > palle al piede darebbero un modesto reddito,
                      > invece così sono votate alla
                      > perdita.

                      diciamo pure che ti permetterebbero di morire di fame

                      > > mi immagino anche il proliferare di dipendenti a
                      > > partita iva al posto dei lavoratori
                      > > subordinati
                      >
                      > Potrebbe essere un'idea,

                      sei scemo?

                      > ma se non lo fosse basta
                      > definire la nozione di piccola attività in modo
                      > che non comprenda il lavoro
                      > subordinato.

                      bravo, e come pensi di fare?

                      > > > Defiscalizzerei le piccole attività, niente
                      > > tasse
                      > > > fino a una certa soglia e niente contributi.
                      > >
                      > > e via, così tutte le aziende italiane licenziano
                      > > e si mettono a fare contratti a partita iva, ma
                      > > che bella
                      > > idea
                      >
                      > Vedi sopra.
                      >
                      > > > Questo permetterebbe a molte piccole attività
                      > di
                      > > > crescere e diventare medie o
                      > > > grandi.
                      > >
                      > > quindi vorresti legalizzare l'evasione fiscale,
                      >
                      > In Gran Bretagna esiste la franchigia fino a
                      > 10.000 sterline: è evasione
                      > fiscale?

                      in italia 100000 euro di guadagno automagicamente diventerebbero 10000, un po' come per gli studi di settore

                      > > in modo da eliminare l'ingiusto vantaggio di
                      > > alcuni: in pratica, tutti ladri nessun
                      > > ladro
                      >
                      > In modo da dare un vantaggio ai piccoli
                      > lavoratori autonomi, che attualmente sono la
                      > categoria più debole che esista. Poi sta a loro
                      > crescere e sottoporsi a regimi più complessi, o
                      > restare
                      > così.

                      ognuno guarda come sempre solo nel proprio orticello

                      > > > Le regole vengono messe per stabilire
                      > > > comportamenti corretti, ma oltre a una certa
                      > > > soglia è la regola che crea il
                      > > > trasgressore.
                      > >
                      > > viva bettino, viva silvio
                      >
                      > Finiti gli argomenti? Cylon

                      no e rilancio: viva bettino, viva silvio

                      l'idea è la loro

                      > > > > > Il libero mercato come lo intende il
                      > > > liberismo
                      > > > è
                      > > > > > un'illusione, perché non appena un
                      > soggetto
                      > > > > > acquisisce un vantaggio ne può
                      > approfittare
                      > > > per
                      > > > > > crescere a spese degli altri - vedansi i
                      > > > > > supermercati che stanno mettendo KO ogni
                      > > altra
                      > > > > > attività commerciale - e il mercato
                      > > > > > immediatamente non è più libero, i
                      > soggetti
                      > > > > > economici non operano più alla
                      > > > > > pari.
                      > > > >
                      > > > > quindi le regole devono iniziare dai
                      > piccoli,
                      > > > > prima che acquisiscano un vantaggio,
                      > > > generalmente
                      > > > > ingiusto grazie a furberie e clientelismi
                      > > vari,
                      > > > a
                      > > > > spese degli
                      > > > > altri
                      > > > >
                      > > > > Cylon
                      > > >
                      > > > Il problema è che il malgoverno strozzino crea
                      > > le
                      > > > furberie, che rendono il governo ancora più
                      > > > strozzino. Una volta avviato il circolo
                      > vizioso
                      > > > c'è poco da
                      > > > fare.
                      > >
                      > > il problema è che esistono principi universali
                      > > connessi all'aumento
                      > > dell'entropia:
                      > >
                      > > "l'occasione fa l'uomo ladro"
                      >
                      > Se la legge gli consente di tenersi il denaro non
                      > è più furto.
                      > Geek

                      appunto: tutti ladri nessun ladro, viva bettino viva silvio

                      > Lascia che si arricchisca, lo becchi poi quando
                      > ha ingrandito
                      > l'azienda.

                      sù che ti accorgi anche te che stai sparando boiate

                      > > > fare in modo che ogni singolo contribuente
                      > > > percepisca le tasse non come soldi che gli
                      > > > vengono tolti, ma come soldi che vengono
                      > > > impiegati per dargli qualcosa che
                      > > individualmente
                      > > > non potrebbe avere. Finché il comportamento
                      > del
                      > > > governo è quello del pastore africano che
                      > spilla
                      > > > sangue dalla giugulare della capra, più che
                      > può
                      > > > col solo limite di non far morire la capra,
                      > > > questo resta un'utopia.
                      > >
                      > > è un principio irrazionale: ci sarà sempre
                      > > qualcuno che obietterà che sta pagando per un
                      > > servizio che ritiene inutile o non vorrebbe o
                      > non
                      > > gli serve
                      >
                      > Le attività pubbliche sono divise in settori, e
                      > ognuno distribuisce i propri soldi tra quelli che
                      > reputa utili. Democrazia fiscale, molto più
                      > efficace del
                      > voto.

                      ma anche no

                      > > sto leggendo adesso un libro di bernard
                      > cornwell,
                      > > le obiezioni tue e dei destri e di bamba dei tea
                      > > party sul pagamento delle tasse mi ricordano
                      > > tantissimo la situazione negli usa all'indomani
                      > > della guerra d'indipendenza, quando richiamavano
                      > > la guardia nazionale e affittavano i moschetti
                      > ad
                      > > un dollaro l'uno, oppure vendevano ottimi
                      > cannoni
                      > > da fondere invece di requisirli: il trionfo del
                      > > privatismo nei rapporti economici di fronte al
                      > > buonsenso
                      > >
                      > > Cylon
                      >
                      > Boh io non sono così colto.

                      gnurànt

                      Cylon
                      • Avatar
                        Scritto da
                        Non Autenticato
                        il 2011-10-18 21:52:00.0 alle 2011-10-18 21:52:00.0
                        Re: dada ti riconosci?
                        > > L'aspetto finanziario è il casus belli della
                        > > crisi, la causa reale è strutturale.
                        >
                        > ma anche no, senza la bolla dei sub-prime
                        > andavamo avanti così almeno altri 15 anni

                        In pratica stiamo dicendo la stessa cosa.

                        > > > > > > > > alla fine crescerai e capirai
                        > > > > > > > > che il libero mercato è l'unico
                        > > > > > > > > sistema che non discrimina in
                        > > > > > > > > basa alla rappresentanza
                        > >
                        > > Questo lo condivido.

                        > > Ad esempio, a che pro la dichiarazione dei
                        > > redditi? Non basterebbe inviare all'agenzia
                        > > delle
                        > > entrate l'elenco delle fatture, e fanno loro
                        > > il calcolo?
                        >
                        > e una fettina di culo no?

                        È a loro che interessano i miei soldi, siano loro a muovere il culo. Perché devo pagare per pagare?

                        > > Perché la ditta individuale non può inserire
                        > > nelle spese la benzina consumata per andare
                        > > dai clienti?
                        >
                        > perchè i clienti finirebbero tutti per essere a
                        > ischia e al sestriere

                        Il problema è lo stesso anche per le srl, exsinistro s'è comprato la macchina coi soldi dell'azienda.

                        > > Perché i contributi INPS devono essere
                        > > pagata anche se non guadagni?
                        >
                        > per farti comunque una pensione

                        Pagata dal mio conto corrente invece che dai ricavi della ditta? I contributi che ho versato nella mia breve esperienza lavorativa sono soldi buttati, non mi daranno mai una pensione, non basterebbero nemmeno se avessi continuato a versarli fino ad oggi.

                        > > ma se non lo fosse basta definire
                        > > la nozione di piccola attività in modo
                        > > che non comprenda il lavoro subordinato.
                        >
                        > bravo, e come pensi di fare?

                        Con una definizione? Il regime delle prestazioni occasionali ha come condizione che non si tratti di lavoro subordinato, se lo si può definire in un caso non vedo il problema nel farlo nell'altro.

                        > > In Gran Bretagna esiste la franchigia fino a
                        > > 10.000 sterline: è evasione fiscale?
                        >
                        > in italia 100000 euro di guadagno automagicamente
                        > diventerebbero 10000, un po' come per gli
                        > studi di settore

                        Il problema quindi si riduce al circolo vizioso di cui dicevo, al braccio di ferro tra il contribuente e lo stato, ormai sono entrambi allo stremo ma ci perde di più lo stato perché è come afferrare anguille.

                        > ognuno guarda come sempre solo nel proprio
                        > orticello

                        Qualcuno non pensa che gli potrebbe capitare di cambiare orto.

                        > > Lascia che si arricchisca, lo becchi poi
                        > > quando ha ingrandito l'azienda.
                        >
                        > sù che ti accorgi anche te che stai sparando
                        > boiate

                        A me non sembra (vedi al fondo).

                        > > Democrazia fiscale, molto più
                        > > efficace del voto.
                        >
                        > ma anche no

                        Ma pure sì.

                        > > > sto leggendo adesso un libro
                        > >
                        > > Boh io non sono così colto.
                        >
                        > gnurànt
                        >
                        > Cylon

                        Ficoso

                        La detassazione che propongo è poi solo il ritorno al regime fiscale che vigeva prima dell'avvento del fisco moderno, prima degli anni 70. Allora funzionava, il privato poteva mettere da parte per sé e per il proprio benessere, per quel che ne so non c'erano praticamente tasse per le piccole attività. Mia nonna aveva un negozio e la contabilità la faceva su un quaderno, non c'era nemmeno lo scontrino.

                        <klondike>
                        Mia nonna lavorava in una tessitura, venne a diverbio con una capa, rispose "basme'l cu" e fu licenziata. Allora si mise in proprio, aveva una merceria e rimagliava le calze e anche durante la guerra non le mancò mai né lavoro né da mangiare. Quell'attività permise alla sua famiglia di uscire dalla condizione di sottoproletari urbani proprietari di niente, e risparmiando di comprare l'automobile negli anni 50, due alloggi negli anni 60, eccetera. Non l'ho mai sentita parlare di tasse o lamentarsi delle tasse, perché non c'erano o erano molto basse. Le tasse le pagava chi guadagnava molto, le imprese e i padroni.
                        </klondike>

                        Non vedo perché nel nome di un preteso "dovere sociale" astratto uno dovrebbe lavorare alle condizioni odierne in cui non metti da parte niente, non hai nessuna prospettiva di comprare una casa, aprire un negozio è una scommessa con la quasi certezza di perdere l'investimento. Prima viene il proprio benessere, la spesa pubblica si paga con ciò che eccede.
                        • Avatar
                          ☺
                          Scritto da
                          il 2011-10-18 21:56:00.0 alle 2011-10-18 21:56:00.0
                          Trollate totali: 17613
                          Re: dada ti riconosci?

                          - Scritto da:
                          >
                          > La detassazione che propongo è poi solo il
                          > ritorno al regime fiscale che vigeva prima
                          > dell'avvento del fisco moderno, prima degli anni
                          > 70
                          . Allora funzionava, il privato poteva mettere
                          > da parte per sé e per il proprio benessere, per
                          > quel che ne so non c'erano praticamente tasse per
                          > le piccole attività. Mia nonna aveva un negozio e
                          > la contabilità la faceva su un quaderno, non
                          > c'era nemmeno lo
                          > scontrino.
                          >
                          > <klondike>
                          > Mia nonna lavorava in una tessitura, venne a
                          > diverbio con una capa, rispose "basme'l cu" e fu
                          > licenziata. Allora si mise in proprio, aveva una
                          > merceria e rimagliava le calze e anche durante la
                          > guerra non le mancò mai né lavoro né da mangiare.
                          > Quell'attività permise alla sua famiglia di
                          > uscire dalla condizione di sottoproletari urbani
                          > proprietari di niente, e risparmiando di comprare
                          > l'automobile negli anni 50, due alloggi negli
                          > anni 60, eccetera. Non l'ho mai sentita parlare
                          > di tasse o lamentarsi delle tasse, perché non
                          > c'erano o erano molto basse. Le tasse le pagava
                          > chi guadagnava molto, le imprese e i
                          > padroni.
                          > </klondike>
                          >
                          > Non vedo perché nel nome di un preteso "dovere
                          > sociale" astratto uno dovrebbe lavorare alle
                          > condizioni odierne in cui non metti da parte
                          > niente, non hai nessuna prospettiva di comprare
                          > una casa, aprire un negozio è una scommessa con
                          > la quasi certezza di perdere l'investimento.
                          > Prima viene il proprio benessere, la spesa
                          > pubblica si paga con ciò che
                          > eccede.

                          Quoto, ma aggiungerei anche i contratti di lavoro.
                          Everyone has the right to my opinion!
                          • Avatar
                            Scritto da
                            Non Autenticato
                            il 2011-10-18 21:59:00.0 alle 2011-10-18 21:59:00.0
                            Re: dada ti riconosci?
                            > > La detassazione che propongo è poi solo il
                            > > ritorno al regime fiscale che vigeva prima
                            > > dell'avvento del fisco moderno, prima degli anni
                            > > 70
                            . Allora funzionava, il privato poteva
                            > mettere
                            > > da parte per sé e per il proprio benessere, per
                            > > quel che ne so non c'erano praticamente tasse
                            > per
                            > > le piccole attività. Mia nonna aveva un negozio
                            > e
                            > > la contabilità la faceva su un quaderno, non
                            > > c'era nemmeno lo
                            > > scontrino.
                            > >
                            > > <klondike>
                            > > Mia nonna lavorava in una tessitura, venne a
                            > > diverbio con una capa, rispose "basme'l cu" e fu
                            > > licenziata. Allora si mise in proprio, aveva una
                            > > merceria e rimagliava le calze e anche durante
                            > la
                            > > guerra non le mancò mai né lavoro né da
                            > mangiare.
                            > > Quell'attività permise alla sua famiglia di
                            > > uscire dalla condizione di sottoproletari urbani
                            > > proprietari di niente, e risparmiando di
                            > comprare
                            > > l'automobile negli anni 50, due alloggi negli
                            > > anni 60, eccetera. Non l'ho mai sentita parlare
                            > > di tasse o lamentarsi delle tasse, perché non
                            > > c'erano o erano molto basse. Le tasse le pagava
                            > > chi guadagnava molto, le imprese e i
                            > > padroni.
                            > > </klondike>
                            > >
                            > > Non vedo perché nel nome di un preteso "dovere
                            > > sociale" astratto uno dovrebbe lavorare alle
                            > > condizioni odierne in cui non metti da parte
                            > > niente, non hai nessuna prospettiva di comprare
                            > > una casa, aprire un negozio è una scommessa con
                            > > la quasi certezza di perdere l'investimento.
                            > > Prima viene il proprio benessere, la spesa
                            > > pubblica si paga con ciò che
                            > > eccede.
                            >
                            > Quoto, ma aggiungerei anche i contratti di lavoro.

                            Eeh, sui contratti di lavoro non so niente. Mi premeva far notare a Lich che si pagavano meno tasse ma non è che si vivesse nell'età della pietra.
                          • Avatar
                            Scritto da
                            Non Autenticato
                            il 2011-10-18 22:28:00.0 alle 2011-10-18 22:28:00.0
                            Re: dada ti riconosci?

                            - Scritto da: exsinistro
                            >
                            > - Scritto da:
                            > >
                            > > La detassazione che propongo è poi solo il
                            > > ritorno al regime fiscale che vigeva prima
                            > > dell'avvento del fisco moderno, prima degli anni
                            > > 70
                            . Allora funzionava, il privato poteva
                            > mettere
                            > > da parte per sé e per il proprio benessere, per
                            > > quel che ne so non c'erano praticamente tasse
                            > per
                            > > le piccole attività. Mia nonna aveva un negozio
                            > e
                            > > la contabilità la faceva su un quaderno, non
                            > > c'era nemmeno lo
                            > > scontrino.
                            > >
                            > > <klondike>
                            > > Mia nonna lavorava in una tessitura, venne a
                            > > diverbio con una capa, rispose "basme'l cu" e fu
                            > > licenziata. Allora si mise in proprio, aveva una
                            > > merceria e rimagliava le calze e anche durante
                            > la
                            > > guerra non le mancò mai né lavoro né da
                            > mangiare.
                            > > Quell'attività permise alla sua famiglia di
                            > > uscire dalla condizione di sottoproletari urbani
                            > > proprietari di niente, e risparmiando di
                            > comprare
                            > > l'automobile negli anni 50, due alloggi negli
                            > > anni 60, eccetera. Non l'ho mai sentita parlare
                            > > di tasse o lamentarsi delle tasse, perché non
                            > > c'erano o erano molto basse. Le tasse le pagava
                            > > chi guadagnava molto, le imprese e i
                            > > padroni.
                            > > </klondike>
                            > >
                            > > Non vedo perché nel nome di un preteso "dovere
                            > > sociale" astratto uno dovrebbe lavorare alle
                            > > condizioni odierne in cui non metti da parte
                            > > niente, non hai nessuna prospettiva di comprare
                            > > una casa, aprire un negozio è una scommessa con
                            > > la quasi certezza di perdere l'investimento.
                            > > Prima viene il proprio benessere, la spesa
                            > > pubblica si paga con ciò che
                            > > eccede.
                            >
                            > Quoto, ma aggiungerei anche i contratti di lavoro.

                            se volevi fare il negriero dovevi nascere un paio di secoli fa

                            magari potresti emigrare in pakistan e mettere su una manifattura di tappeti

                            Cylon
                        • Avatar
                          Scritto da
                          Non Autenticato
                          il 2011-10-18 22:01:00.0 alle 2011-10-18 22:01:00.0
                          Re: dada ti riconosci?
                          >
                          > <klondike>
                          > Mia nonna lavorava in una tessitura, venne a
                          > diverbio con una capa, rispose "basme'l cu" e fu
                          > licenziata. Allora si mise in proprio, aveva una
                          > merceria e rimagliava le calze e anche durante la
                          > guerra non le mancò mai né lavoro né da mangiare.
                          > Quell'attività permise alla sua famiglia di
                          > uscire dalla condizione di sottoproletari urbani
                          > proprietari di niente, e risparmiando di comprare
                          > l'automobile negli anni 50, due alloggi negli
                          > anni 60, eccetera. Non l'ho mai sentita parlare
                          > di tasse o lamentarsi delle tasse, perché non
                          > c'erano o erano molto basse. Le tasse le pagava
                          > chi guadagnava molto, le imprese e i
                          > padroni.
                          > </klondike>
                          >
                          > Non vedo perché nel nome di un preteso "dovere
                          > sociale" astratto uno dovrebbe lavorare alle
                          > condizioni odierne in cui non metti da parte
                          > niente, non hai nessuna prospettiva di comprare
                          > una casa, aprire un negozio è una scommessa con
                          > la quasi certezza di perdere l'investimento.
                          > Prima viene il proprio benessere, la spesa
                          > pubblica si paga con ciò che
                          > eccede.

                          oggi non puoi più puntare su mestieri che ti davano da vivere 50 anni fa

                          aprire una attività manifatturiera o comunque a basso contenuto tecnologico è un suicidio, figuriamoci se la nonna apre una attività si biotecnologie

                          il mondo è cambiato, e le spese fisse non sono più quelle di un tempo, vedi la tassa sui rifiuti, l'ICI che tra poco verrà ripristinata, la revisione obbligatoria della caldaia e poteri continuare per ore, anni forse, aprire una piccola attività che non ti faccia guadagnare per far fronte a tutto questo è impensabile

                          prova tu a metterti a rammendare i calzini per conto terzi e vedi come sei messo tra qualche mese
                          • Avatar
                            Scritto da
                            Non Autenticato
                            il 2011-10-18 23:24:00.0 alle 2011-10-18 23:24:00.0
                            Re: dada ti riconosci?
                            > > <klondike>
                            > > Mia nonna lavorava in una tessitura, venne a
                            > > diverbio con una capa, rispose "basme'l cu" e fu
                            > > licenziata. Allora si mise in proprio, aveva una
                            > > merceria e rimagliava le calze e anche durante
                            > la
                            > > guerra non le mancò mai né lavoro né da
                            > mangiare.
                            > > Quell'attività permise alla sua famiglia di
                            > > uscire dalla condizione di sottoproletari urbani
                            > > proprietari di niente, e risparmiando di
                            > comprare
                            > > l'automobile negli anni 50, due alloggi negli
                            > > anni 60, eccetera. Non l'ho mai sentita parlare
                            > > di tasse o lamentarsi delle tasse, perché non
                            > > c'erano o erano molto basse. Le tasse le pagava
                            > > chi guadagnava molto, le imprese e i
                            > > padroni.
                            > > </klondike>
                            > >
                            > > Non vedo perché nel nome di un preteso "dovere
                            > > sociale" astratto uno dovrebbe lavorare alle
                            > > condizioni odierne in cui non metti da parte
                            > > niente, non hai nessuna prospettiva di comprare
                            > > una casa, aprire un negozio è una scommessa con
                            > > la quasi certezza di perdere l'investimento.
                            > > Prima viene il proprio benessere, la spesa
                            > > pubblica si paga con ciò che
                            > > eccede.
                            >
                            > oggi non puoi più puntare su mestieri che ti
                            > davano da vivere 50 anni
                            > fa
                            >
                            > aprire una attività manifatturiera o comunque a
                            > basso contenuto tecnologico è un suicidio,
                            > figuriamoci se la nonna apre una attività si
                            > biotecnologie
                            >
                            > il mondo è cambiato, e le spese fisse non sono
                            > più quelle di un tempo, vedi la tassa sui
                            > rifiuti, l'ICI che tra poco verrà ripristinata,
                            > la revisione obbligatoria della caldaia e poteri
                            > continuare per ore, anni forse, aprire una
                            > piccola attività che non ti faccia guadagnare per
                            > far fronte a tutto questo è
                            > impensabile
                            >
                            > prova tu a metterti a rammendare i calzini per
                            > conto terzi e vedi come sei messo tra qualche
                            > mese

                            Oggi rammendare le calze non rende più perché i collant costano praticamente nulla, per il resto le sole attività non tecnologiche che resistono, quando qualcuno vuol farle, sono appunto sartoria e riparazioni, calzolaio e così via. Si possono fare in un locale piccolo e paghi poco d'affitto, clienti non mancano. Se quando mio padre affitta un locale si presenta un sarto gli stende il tappeto rosso, se invece è la solita agenzia... mah. Credere di fare tutti mestieri tecnologici è una follia.

                            Il mondo è cambiato in peggio, è diventato complicato e gran parte di queste complicazioni non sono necessarie.

                            La tassa sui rifiuti è una rottura (nell'anno e mezzo di esistenza della mia prima ditta ho prodotto un cestino di rifiuti, per quel che li ho pagati sarebbero di platino puro) però ha un senso perché è il corrispettivo di un servizio. Non ha invece un senso che ti facciano pagare tanto perché sei una ditta.

                            L'ICI è un'iniquità bella e buona, una grassazione. La revisione obbligatoria della caldaia è un'altra rogna, a forza di aggiungere rogne su rogne sempre più gente si accorgerà che è meglio fare il Rom nullatenente che se ne può sbattere perché niente gli si può togliere.

                            Questo regime assurdo dell'alta tassazione trasforma il rapporto con lo stato in un gioco a guardie e ladri, consuma risorse nella repressione delle sempre nuove furbizie inventate per sfuggirvi, in definitiva produce cultura mafiosa anche dove la mafia non è mai esistita.
                        • Avatar
                          Scritto da
                          Non Autenticato
                          il 2011-10-18 22:27:00.0 alle 2011-10-18 22:27:00.0
                          Re: dada ti riconosci?

                          - Scritto da:
                          >
                          > È a loro che interessano i miei soldi, siano loro
                          > a muovere il culo. Perché devo pagare per
                          > pagare?

                          perchè se no le tue tasse dovrebbero pagare 10 volte tanto impiegati dell'inps

                          ah no, tu le tasse non vorresti proprio pagarle

                          > > > Perché la ditta individuale non può inserire
                          > > > nelle spese la benzina consumata per andare
                          > > > dai clienti?
                          > >
                          > > perchè i clienti finirebbero tutti per essere a
                          > > ischia e al sestriere
                          >
                          > Il problema è lo stesso anche per le srl,
                          > exsinistro s'è comprato la macchina coi soldi
                          > dell'azienda.

                          mi pareva di capire che questo giochino non sia più possibile, poi magari ho capito male

                          > > > Perché i contributi INPS devono essere
                          > > > pagata anche se non guadagni?
                          > >
                          > > per farti comunque una pensione
                          >
                          > Pagata dal mio conto corrente invece che dai
                          > ricavi della ditta? I contributi che ho versato
                          > nella mia breve esperienza lavorativa sono soldi
                          > buttati, non mi daranno mai una pensione, non
                          > basterebbero nemmeno se avessi continuato a
                          > versarli fino ad
                          > oggi.

                          vorresti anche andare in pensione a 40 anni? Perplesso

                          > > > ma se non lo fosse basta definire
                          > > > la nozione di piccola attività in modo
                          > > > che non comprenda il lavoro subordinato.
                          > >
                          > > bravo, e come pensi di fare?
                          >
                          > Con una definizione? Il regime delle prestazioni
                          > occasionali ha come condizione che non si tratti
                          > di lavoro subordinato, se lo si può definire in
                          > un caso non vedo il problema nel farlo
                          > nell'altro.

                          sarebbe un regime troppo succulento per non aprofittarne

                          > > > In Gran Bretagna esiste la franchigia fino a
                          > > > 10.000 sterline: è evasione fiscale?
                          > >
                          > > in italia 100000 euro di guadagno
                          > automagicamente
                          > > diventerebbero 10000, un po' come per gli
                          > > studi di settore
                          >
                          > Il problema quindi si riduce al circolo vizioso
                          > di cui dicevo, al braccio di ferro tra il
                          > contribuente e lo stato, ormai sono entrambi allo
                          > stremo ma ci perde di più lo stato perché è come
                          > afferrare
                          > anguille.

                          è lo stato che insegue l'evasore, non il contrario

                          > > ognuno guarda come sempre solo nel proprio
                          > > orticello
                          >
                          > Qualcuno non pensa che gli potrebbe capitare di
                          > cambiare
                          > orto.

                          spero proprio di no

                          > > > Lascia che si arricchisca, lo becchi poi
                          > > > quando ha ingrandito l'azienda.
                          > >
                          > > sù che ti accorgi anche te che stai sparando
                          > > boiate
                          >
                          > A me non sembra (vedi al fondo).

                          con la tua pretesa esenzione metà italia non pagherebbe più le tasse

                          > > > Democrazia fiscale, molto più
                          > > > efficace del voto.
                          > >
                          > > ma anche no
                          >
                          > Ma pure sì.

                          perchè non ti rendi conto di come crollerebbe lo stato, anche in america se ne accorsero che le tasse occorre pagarle

                          > > > > sto leggendo adesso un libro
                          > > >
                          > > > Boh io non sono così colto.
                          > >
                          > > gnurànt
                          > >
                          > > Cylon
                          >
                          > Ficoso
                          >
                          > La detassazione che propongo è poi solo il
                          > ritorno al regime fiscale che vigeva prima
                          > dell'avvento del fisco moderno, prima degli anni
                          > 70. Allora funzionava, il privato poteva mettere
                          > da parte per sé e per il proprio benessere, per
                          > quel che ne so non c'erano praticamente tasse per
                          > le piccole attività. Mia nonna aveva un negozio e
                          > la contabilità la faceva su un quaderno, non
                          > c'era nemmeno lo
                          > scontrino.
                          >
                          > <klondike>
                          > Mia nonna lavorava in una tessitura, venne a
                          > diverbio con una capa, rispose "basme'l cu" e fu
                          > licenziata. Allora si mise in proprio, aveva una
                          > merceria e rimagliava le calze e anche durante la
                          > guerra non le mancò mai né lavoro né da mangiare.
                          > Quell'attività permise alla sua famiglia di
                          > uscire dalla condizione di sottoproletari urbani
                          > proprietari di niente, e risparmiando di comprare
                          > l'automobile negli anni 50, due alloggi negli
                          > anni 60, eccetera. Non l'ho mai sentita parlare
                          > di tasse o lamentarsi delle tasse, perché non
                          > c'erano o erano molto basse. Le tasse le pagava
                          > chi guadagnava molto, le imprese e i
                          > padroni.
                          > </klondike>
                          >
                          > Non vedo perché nel nome di un preteso "dovere
                          > sociale" astratto uno dovrebbe lavorare alle
                          > condizioni odierne in cui non metti da parte
                          > niente, non hai nessuna prospettiva di comprare
                          > una casa, aprire un negozio è una scommessa con
                          > la quasi certezza di perdere l'investimento.
                          > Prima viene il proprio benessere, la spesa
                          > pubblica si paga con ciò che
                          > eccede.

                          tu stai parlando di un regime fiscale da italietta, una cosa del genere sarebbe impossibile ora

                          Cylon
    • Avatar
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2011-10-18 12:56:00.0 alle 2011-10-18 12:56:00.0
      Re: dada ti riconosci?
      > Vogliono fere la rivoluzione pero garantita
      > dall'IMPS.
      > Rotola dal ridere
      >
      > Il più democristiano fra i tanti movimenti di
      > protesta sfilati per le piazze d’Italia è stato
      > momentaneamente offuscato, almeno sui media, dai
      > black bloc e dalle loro devastanti violenze. Ma
      > tornerà presto a farsi sentire, perché le sue
      > ragioni sono radicate nel Paese e perché le sue
      > richieste sono largamente
      > condivise.
      > Che cosa vogliono infatti gli «indignati»?
      > Citiamo da un’autorevole lettera inviata lo
      > scorso 12 ottobre al presidente della Repubblica:
      > «La questione generazionale è semplice: c’è una
      > generazione esclusa dai diritti e dal benessere.
      > La questione non si risolve togliendo i diritti a
      > chi li aveva conquistati, i genitori, ma
      > riconoscendo diritti a chi non li ha, i figli, e
      > per far questo ci vogliono risorse», cioè più
      > spesa pubblica, cioè più tasse. E infatti gli
      > «indignati» chiedono «una tassazione delle
      > rendite finanziarie, delle transazioni, dei
      > patrimoni mobiliari e
      > immobiliari».
      >
      > Più Stato e più tasse: ecco la ricetta dei nostri
      > rivoluzionari neodemocristiani. Il cui orizzonte
      > è «una terza Repubblica fondata sui beni comuni e
      > non sugli interessi privati». Un liberale non
      > potrebbe che inorridire a quest’ultima
      > perorazione: la libertà, infatti, è precisamente
      > la possibilità di difendere e far valere i propri
      > interessi privati, materiali e immateriali. Ma
      > qui è questione di pratica, non di teoria: e la
      > pratica è quella dell’assistenzialismo diffuso,
      > del Welfare «pesante» percepito come un diritto,
      > del posto fisso garantito. Gli «indignati» si
      > concepiscono come sudditi che chiedono al
      > sovrano-Stato un’elemosina (una scuola sempre più
      > degradata, una sanità sempre più inefficiente,
      > una pensione sempre più povera, un posto di
      > lavoro sempre più improduttivo), non come liberi
      > cittadini padroni del proprio destino,
      > intenzionati a realizzare i propri desideri e
      > desiderosi soltanto che il governo se ne stia
      > lontano e li lasci lavorare, studiare, creare in
      > pace.
      >
      > Gli «indignati» di oggi, diciamo la verità, sono
      > i bamboccioni di sempre: giovani (sempre meno
      > giovani) cresciuti negli anni dell’esplosione
      > della spesa pubblica e sconsideratamente
      > convinti, come si legge nel proclama inviato a
      > Napolitano, che il «benessere» sia un diritto.
      > Non vogliono rischiare, vogliono essere
      > garantiti. Non contestano il sistema, ma della
      > sua parte peggiore esigono, per diritto
      > ereditario, una quota. Non chiedono
      > liberalizzazioni, abolizione degli ordini
      > professionali, flessibilità: pretendono la
      > «stabilizzazione dei precari», cioè l’assunzione
      > a tempo indeterminato di chiunque abbia mai
      > firmato un contratto in vita
      > sua.
      >
      > Anziché chiedere più libertà, per sé e per tutti,
      > vogliono nuove leggi, nuovi regolamenti, nuove
      > tasse, nuovi vincoli. Anziché rivendicare il
      > merito, e chiedere di poterlo far valere,
      > vogliono togliere ai migliori per dare agli
      > inetti. Anziché scommettere sulla propria
      > imprenditorialità, condannano il «profitto» - a
      > spese dei genitori, naturalmente, dalla cui
      > borghese dimora molto raramente si allontanano
      > (fra gli arrestati, ha scoperto il Secolo XIX,
      > c’è il figlio di un funzionario di
      > Bankitalia).
      >
      > I bamboccioni italiani hanno dalla loro una lunga
      > tradizione storica e culturale, che fa della
      > famiglia non la cellula fondamentale della
      > società, ma l’unico organismo sociale
      > riconosciuto. E dalla famiglia non ci si
      > allontana mai. Cresciuti in un sistema politico
      > che barattava il voto dei loro genitori (non
      > importa se alla Dc o al Pci) con una diffusione
      > capillare dell’assistenzialismo, divenuti adulti
      > in una scuola dequalificata che non sa più né
      > istruire né bocciare, abituati al moderato
      > benessere della paghetta, i bamboccioni scambiano
      > una fortuita combinazione storica con un diritto
      > naturale.
      > Ma i soldi sono finiti: e indignarsi, ahinoi,
      > serve a poco. Dopo il crollo del socialismo
      > reale, è l’economia a far crollare anche lo Stato
      > sociale, e per la stessa ragione: pubblico e
      > mercato non vanno d’accordo. Oltre una certa
      > soglia, l’intervento legislativo ed economico
      > dello Stato nella vita dei cittadini danneggia il
      > mercato: cioè, in altre parole, ci impoverisce
      > tutti.
      >
      > Gli «indignati» non dovrebbero manifestare sotto
      > le banche, ma sotto i ministeri, le Regioni, le
      > Asl e le altre migliaia di enti impegnati nella
      > produzione di regolamenti farraginosi e debito
      > pubblico fuori controllo. Sta qui il nostro buco
      > nero: e i bamboccioni, purtroppo per l’Italia,
      > sono parte del problema.

      Sarà un articolo del giornale, ma se è vera le metà delle cose che scrive sono questi i veri terroristi, altro che il tipo che ha lanciato un estintore.
    • Avatar
      ☺
      Scritto da
      il 2011-10-18 14:25:00.0 alle 2011-10-18 14:25:00.0
      Trollate totali: 4330
      Re: dada ti riconosci?

      - Scritto da: exsinistro
      > Vogliono fere la rivoluzione pero garantita
      > dall'IMPS.
      > Rotola dal ridere
      >
      > Il più democristiano fra i tanti movimenti di
      > protesta sfilati per le piazze d’Italia è stato
      > momentaneamente offuscato, almeno sui media, dai
      > black bloc e dalle loro devastanti violenze. Ma
      > tornerà presto a farsi sentire, perché le sue
      > ragioni sono radicate nel Paese e perché le sue
      > richieste sono largamente
      > condivise.
      > Che cosa vogliono infatti gli «indignati»?
      > Citiamo da un’autorevole lettera inviata lo
      > scorso 12 ottobre al presidente della Repubblica:
      > «La questione generazionale è semplice: c’è una
      > generazione esclusa dai diritti e dal benessere.
      > La questione non si risolve togliendo i diritti a
      > chi li aveva conquistati, i genitori, ma
      > riconoscendo diritti a chi non li ha, i figli, e
      > per far questo ci vogliono risorse», cioè più
      > spesa pubblica, cioè più tasse. E infatti gli
      > «indignati» chiedono «una tassazione delle
      > rendite finanziarie, delle transazioni, dei
      > patrimoni mobiliari e
      > immobiliari».
      >
      > Più Stato e più tasse: ecco la ricetta dei nostri
      > rivoluzionari neodemocristiani. Il cui orizzonte
      > è «una terza Repubblica fondata sui beni comuni e
      > non sugli interessi privati». Un liberale non
      > potrebbe che inorridire a quest’ultima
      > perorazione: la libertà, infatti, è precisamente
      > la possibilità di difendere e far valere i propri
      > interessi privati, materiali e immateriali. Ma
      > qui è questione di pratica, non di teoria: e la
      > pratica è quella dell’assistenzialismo diffuso,
      > del Welfare «pesante» percepito come un diritto,
      > del posto fisso garantito. Gli «indignati» si
      > concepiscono come sudditi che chiedono al
      > sovrano-Stato un’elemosina (una scuola sempre più
      > degradata, una sanità sempre più inefficiente,
      > una pensione sempre più povera, un posto di
      > lavoro sempre più improduttivo), non come liberi
      > cittadini padroni del proprio destino,
      > intenzionati a realizzare i propri desideri e
      > desiderosi soltanto che il governo se ne stia
      > lontano e li lasci lavorare, studiare, creare in
      > pace.
      >
      > Gli «indignati» di oggi, diciamo la verità, sono
      > i bamboccioni di sempre: giovani (sempre meno
      > giovani) cresciuti negli anni dell’esplosione
      > della spesa pubblica e sconsideratamente
      > convinti, come si legge nel proclama inviato a
      > Napolitano, che il «benessere» sia un diritto.
      > Non vogliono rischiare, vogliono essere
      > garantiti. Non contestano il sistema, ma della
      > sua parte peggiore esigono, per diritto
      > ereditario, una quota. Non chiedono
      > liberalizzazioni, abolizione degli ordini
      > professionali, flessibilità: pretendono la
      > «stabilizzazione dei precari», cioè l’assunzione
      > a tempo indeterminato di chiunque abbia mai
      > firmato un contratto in vita
      > sua.
      >
      > Anziché chiedere più libertà, per sé e per tutti,
      > vogliono nuove leggi, nuovi regolamenti, nuove
      > tasse, nuovi vincoli. Anziché rivendicare il
      > merito, e chiedere di poterlo far valere,
      > vogliono togliere ai migliori per dare agli
      > inetti. Anziché scommettere sulla propria
      > imprenditorialità, condannano il «profitto» - a
      > spese dei genitori, naturalmente, dalla cui
      > borghese dimora molto raramente si allontanano
      > (fra gli arrestati, ha scoperto il Secolo XIX,
      > c’è il figlio di un funzionario di
      > Bankitalia).
      >
      > I bamboccioni italiani hanno dalla loro una lunga
      > tradizione storica e culturale, che fa della
      > famiglia non la cellula fondamentale della
      > società, ma l’unico organismo sociale
      > riconosciuto. E dalla famiglia non ci si
      > allontana mai. Cresciuti in un sistema politico
      > che barattava il voto dei loro genitori (non
      > importa se alla Dc o al Pci) con una diffusione
      > capillare dell’assistenzialismo, divenuti adulti
      > in una scuola dequalificata che non sa più né
      > istruire né bocciare, abituati al moderato
      > benessere della paghetta, i bamboccioni scambiano
      > una fortuita combinazione storica con un diritto
      > naturale.
      > Ma i soldi sono finiti: e indignarsi, ahinoi,
      > serve a poco. Dopo il crollo del socialismo
      > reale, è l’economia a far crollare anche lo Stato
      > sociale, e per la stessa ragione: pubblico e
      > mercato non vanno d’accordo. Oltre una certa
      > soglia, l’intervento legislativo ed economico
      > dello Stato nella vita dei cittadini danneggia il
      > mercato: cioè, in altre parole, ci impoverisce
      > tutti.
      >
      > Gli «indignati» non dovrebbero manifestare sotto
      > le banche, ma sotto i ministeri, le Regioni, le
      > Asl e le altre migliaia di enti impegnati nella
      > produzione di regolamenti farraginosi e debito
      > pubblico fuori controllo. Sta qui il nostro buco
      > nero: e i bamboccioni, purtroppo per l’Italia,
      > sono parte del
      > problema.

      intanto metti la fonte, che sarà il giorfail a giudicare dai toni polemici pieni di aggettivi e che descrivono la realtà mistificata del "chi non lavora non fa l'amore".

      poi non non mi riconosco in quello che descrive il giorfail, nè credo che si abbia niente a che fare con il discorso del 99%, secondo me c'è voglia di "stati generali", nelle quali assemblee viene detto di tutto, a no spè, comprese le stronzate, la cosa che colpisce di più è che molte di queste stronzate non sembrano più grandi di quelle sentite fino all'altro ieri dai leghisti e dai la (puttana) russa vari.
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      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2011-10-18 15:46:00.0 alle 2011-10-18 15:46:00.0
      Re: dada ti riconosci?

      - Scritto da: exsinistro
      > Vogliono fere la rivoluzione pero garantita
      > dall'IMPS.
      > Rotola dal ridere
      >
      > Il più democristiano fra i tanti movimenti di
      > protesta sfilati per le piazze d’Italia è stato
      > momentaneamente offuscato, almeno sui media, dai
      > black bloc e dalle loro devastanti violenze. Ma
      > tornerà presto a farsi sentire, perché le sue
      > ragioni sono radicate nel Paese e perché le sue
      > richieste sono largamente
      > condivise.
      > Che cosa vogliono infatti gli «indignati»?
      > Citiamo da un’autorevole lettera inviata lo
      > scorso 12 ottobre al presidente della Repubblica:
      > «La questione generazionale è semplice: c’è una
      > generazione esclusa dai diritti e dal benessere.
      > La questione non si risolve togliendo i diritti a
      > chi li aveva conquistati, i genitori, ma
      > riconoscendo diritti a chi non li ha, i figli, e
      > per far questo ci vogliono risorse», cioè più
      > spesa pubblica, cioè più tasse. E infatti gli
      > «indignati» chiedono «una tassazione delle
      > rendite finanziarie, delle transazioni, dei
      > patrimoni mobiliari e
      > immobiliari».
      >
      > Più Stato e più tasse: ecco la ricetta dei nostri
      > rivoluzionari neodemocristiani. Il cui orizzonte
      > è «una terza Repubblica fondata sui beni comuni e
      > non sugli interessi privati». Un liberale non
      > potrebbe che inorridire a quest’ultima
      > perorazione: la libertà, infatti, è precisamente
      > la possibilità di difendere e far valere i propri
      > interessi privati, materiali e immateriali. Ma
      > qui è questione di pratica, non di teoria: e la
      > pratica è quella dell’assistenzialismo diffuso,
      > del Welfare «pesante» percepito come un diritto,
      > del posto fisso garantito. Gli «indignati» si
      > concepiscono come sudditi che chiedono al
      > sovrano-Stato un’elemosina (una scuola sempre più
      > degradata, una sanità sempre più inefficiente,
      > una pensione sempre più povera, un posto di
      > lavoro sempre più improduttivo), non come liberi
      > cittadini padroni del proprio destino,
      > intenzionati a realizzare i propri desideri e
      > desiderosi soltanto che il governo se ne stia
      > lontano e li lasci lavorare, studiare, creare in
      > pace.
      >
      > Gli «indignati» di oggi, diciamo la verità, sono
      > i bamboccioni di sempre: giovani (sempre meno
      > giovani) cresciuti negli anni dell’esplosione
      > della spesa pubblica e sconsideratamente
      > convinti, come si legge nel proclama inviato a
      > Napolitano, che il «benessere» sia un diritto.
      > Non vogliono rischiare, vogliono essere
      > garantiti. Non contestano il sistema, ma della
      > sua parte peggiore esigono, per diritto
      > ereditario, una quota. Non chiedono
      > liberalizzazioni, abolizione degli ordini
      > professionali, flessibilità: pretendono la
      > «stabilizzazione dei precari», cioè l’assunzione
      > a tempo indeterminato di chiunque abbia mai
      > firmato un contratto in vita
      > sua.
      >
      > Anziché chiedere più libertà, per sé e per tutti,
      > vogliono nuove leggi, nuovi regolamenti, nuove
      > tasse, nuovi vincoli. Anziché rivendicare il
      > merito, e chiedere di poterlo far valere,
      > vogliono togliere ai migliori per dare agli
      > inetti. Anziché scommettere sulla propria
      > imprenditorialità, condannano il «profitto» - a
      > spese dei genitori, naturalmente, dalla cui
      > borghese dimora molto raramente si allontanano
      > (fra gli arrestati, ha scoperto il Secolo XIX,
      > c’è il figlio di un funzionario di
      > Bankitalia).
      >
      > I bamboccioni italiani hanno dalla loro una lunga
      > tradizione storica e culturale, che fa della
      > famiglia non la cellula fondamentale della
      > società, ma l’unico organismo sociale
      > riconosciuto. E dalla famiglia non ci si
      > allontana mai. Cresciuti in un sistema politico
      > che barattava il voto dei loro genitori (non
      > importa se alla Dc o al Pci) con una diffusione
      > capillare dell’assistenzialismo, divenuti adulti
      > in una scuola dequalificata che non sa più né
      > istruire né bocciare, abituati al moderato
      > benessere della paghetta, i bamboccioni scambiano
      > una fortuita combinazione storica con un diritto
      > naturale.
      > Ma i soldi sono finiti: e indignarsi, ahinoi,
      > serve a poco. Dopo il crollo del socialismo
      > reale, è l’economia a far crollare anche lo Stato
      > sociale, e per la stessa ragione: pubblico e
      > mercato non vanno d’accordo. Oltre una certa
      > soglia, l’intervento legislativo ed economico
      > dello Stato nella vita dei cittadini danneggia il
      > mercato: cioè, in altre parole, ci impoverisce
      > tutti.
      >
      > Gli «indignati» non dovrebbero manifestare sotto
      > le banche, ma sotto i ministeri, le Regioni, le
      > Asl e le altre migliaia di enti impegnati nella
      > produzione di regolamenti farraginosi e debito
      > pubblico fuori controllo. Sta qui il nostro buco
      > nero: e i bamboccioni, purtroppo per l’Italia,
      > sono parte del
      > problema.


      Chi ha scritto questo? quel coglione di Feltri?
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      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2011-10-18 19:20:00.0 alle 2011-10-18 19:20:00.0
      Re: dada ti riconosci?
      > Gli «indignati» non dovrebbero manifestare sotto
      > le banche, ma sotto i ministeri, le Regioni, le
      > Asl e le altre migliaia di enti impegnati nella
      > produzione di regolamenti farraginosi e debito
      > pubblico fuori controllo. Sta qui il nostro buco
      > nero: e i bamboccioni, purtroppo per l’Italia,
      > sono parte del
      > problema.

      brutta roba essere fuori dalla realta' Anonimo
<softv>

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