Su Berlusconi incombe la bancarotta dello stato
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Solitamente chiacchierone, Silvio Berlusconi è rimasto zitto per un mese intero, persino al vertice europeo di Bruxelles. Alla fine però la pressione dei mercati finanziari ha costretto il presidente del consiglio a rompere linusuale silenzio. Mercoledì pomeriggio ha tenuto un discorso sulla crisi davanti al parlamento, anche se prudentemente lha fatto ad un orario in cui le borse europee erano già chiuse.
La situazione è allarmante: il debito pubblico italiano ammonta allincirca al 120 per cento del PIL e leconomia italiana ristagna da parecchi anni. Adesso che la crisi del debito sta esplodendo, i creditori hanno cominciato ad esigere un sempre più elevato premio per il rischio. Gli interessi sul prestito italiano stanno diventando insostenibili. Cè la minaccia della bancarotta.
Silvio Berlusconi si vanta di possedere tre aziende quotate in borsa e come imprenditore dovrebbe rendersi conto di quanto un capo di governo indebitato sia impotente di fronte ai creditori internazionali. Invece nega i problemi. Non fa neppure un accenno di autocritica e annuncia che è tutta colpa dei mercati finanziari, che non capiscono. Sembra un po uno di quelli che se la prende con larbitro se il Milan non vince la Champions League. Berlusconi ha affermato che lItalia ha una leadership politica stabile, uneconomia solida e un piano che porterà i conti pubblici in pareggio nel 2014. In Italia va meglio che in altri paesi. Negli USA e in Giappone stanno peggio, e poi non non è una crisi italiana, ma globale.
La debolezza più grave del provocatorio ma ingannevole discorso di Berlusconi riguarda il programma di risanamento dei conti precipitosamente approvato un mese fa, che manca del tutto di misure immediate e radicali che abbassino seriamente le spese dello stato. È invece basato sullaumento di tasse e balzelli che verranno prelevati solo dopo le prossime elezioni. I creditori non si lasciano ingannare da questo genere di fantasticherie. Anzi, le interpretano come un bluff. Ancor di più se si pensa a come la privilegiata classe politica che in Italia è chiamata casta si autoesenta dai sacrifici. In nessun altro paese europeo i politici godono di condizioni così generose come in Italia. Almeno finora.
I poteri magici di Berlusconi sono ormai logori e la rinnovata seconda repubblica da lui promessa quasi 20 anni fa si è rivelata una chimera. Le riforme non sono state fatte. I problemi fondamentali rimangono.
La critica più dura viene dal capo di Fiat, Sergio Marchionne, il quale dice che è Berlusconi a danneggiare la fiducia nellItalia e che in altri paesi il premier sarebbe stato costretto alle dimissioni già da tempo. A volte Marchionne segnala che la sua azienda non guadagna neppure un centesimo in Italia.
LItalia è tornata al punto di partenza, ma oggi, con leuro, il destino del paese si incrocia molto più strettamente a quello del resto dEuropa. La terza economia delleurozona può essere considerata too big to fail. Se le speculazioni contro lItalia (e la Spagna) continuano, il tradizionale mese delle vacanze, agosto, sarà un periodo molto arroventato e insidioso in tutta Europa. Ma da Berlusconi splende il sole.