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Giudici, Cassazione, e altro ancoraGian Marco Chiocci
Massimo Malpica
Giudice del tribunale di Milano sorpreso a fare sesso con un quattordicenne nella toilette di un cinema: assolto perché tre anni prima aveva sbattuto la testa. No, non cè niente da ridere. Di questi tempi, con un premier indagato a Milano per sfruttamento della prostituzione minorile senza che vi siano agli atti prove certe di un suo rapporto intimo con una diciassettenne, occorre ripensare a certe storture della giustizia. Ecco perché alcuni componenti del Csm hanno sentito il bisogno di rispolverare al Giornale una storiaccia a luci rosse su un magistrato milanese sporcaccione. Gli atti dei tre gradi di giudizio del processo a carico di un ex giudice di corte dappello e gli approfondimenti svolti dal giornalista Stefano Livadiotti (nel libro scritto nel 2009 «Magistrati lultracasta») e primancora dallex parlamentare radicale Mauro Mellini (nel pamphlet «il golpe dei giudici») ci consegnano uno spaccato indecente della casta in toga. La vicenda si sviluppa lungo un quarto di secolo, partendo dalla metà degli anni Settanta. La toga in questione si ritrova in un cinema di periferia della Capitale. Per sua sfortuna, in sala, tra gli spettatori, cè un poliziotto fuori servizio che si precipita nella toilette quando sente urlare «zozzone, zozzone». Era successo che la «maschera» aveva sorpreso il giudice e il ragazzino chiusi in bagno. Questultimo, preso a verbale, confermerà le avances delladescatore che, a suo dire, si era avvicinato alla sua sedia, gli aveva sfiorato i genitali riuscendo successivamente a convincerlo a procedere oltre in bagno, in cambio di denaro. E qui, stando al processo, si sarebbe consumato un rapporto orale. Il giudice finisce dritto in cella. Nega ogni addebito ma finisce alla sbarra per atti osceni e corruzione di minore. Contestualmente la Disciplinare del Csm che lo sospende dalle funzioni. La condanna, a sorpresa, è però di lieve entità: un anno appena. «Atteso lo stato del costume» lapproccio sessuale viene considerato dai giudici solo «contrario alla pubblica decenza». In appello il reato diventa «atti osceni». Ma poiché - scrive Livadiotti - il primo «approccio col ragazzino è avvenuto nella penombra e latto sessuale si è poi consumato nel chiuso del gabinetto» i giudicanti del giudice imputato arrivano a sostenere che «il fatto non costituisce reato». Il Nostro viene condannato ad appena 4 mesi, ma la Cassazione lo premierà ancor di più annullando la sentenza «senza rinvio», limitatamente al delitto di corruzione di minorenne «a seguito dellestinzione del reato in virtù di sopravvenuta amnistia». Il Csm si adegua alla Supreme Corte revocando la sospensione dal servizio. Ma la sezione Disciplinare, guidata dal numero due di Palazzo dei marescialli, Vincenzo Conso, è pronta al miracolo. Durante listruttoria si fa presente che il medico curante del giudice ha sostenuto di aver sottoposto la toga imputata a intense terapie... tre anni prima «a causa di un trauma cranico riportato per il violento urto del capo contro larchitrave di una bassa porta. Si trattava di ferite trasversali da taglio allalta regione frontale» dice il sanitario. Tre anni prima? E che centra con quanto avvenuto tre anni dopo? Non è chiaro nemmeno perché sia stato chiamato a testimoniare un notaio la cui sorella era stata la dolce metà del giudice: «Il loro fidanzamento è stato ineccepibile dal punto di vista morale». Per i più che comprensivi componenti del Csm, infatti, «ciò che colpisce e stupisce, in questa dolorosa vicenda, è che lepisodio si staglia isolato ed estraneo nel lungo volgere di unintere esistenza fatta di disciplina morale, studi severi, impegno professionale». Isolato ed estraneo. Per cui le spiegazioni di quel rapporto orale sono due: un raptus o una devianza sessuale. Si propende per la prima ipotesi, anche perché, prendendo a prestito quanto riferito dagli psichiatri, «lepisodio in esame non solo costituisce lunico del genere ma esso, anzi, ponendosi in contrasto con le direttive abituali della personalità, è da riferirsi a quei fatti morbosi psichici» che iniziati tre anni prima «si trovano in piena produttività» tre anni dopo. Traducendo: la vecchia botta in testa, con un ritardo di oltre mille giorni, è stata fatale. «Ha svolto un ruolo di graduale incentivazione delle dinamiche conflittuali latenti nella personalità - osserva il Csm - fino allorganizzazione della sindrome nellepisodio de quo». Il giudice è diventato scemo in ritardo e solo per un po, perché è subito tornato normale. «Proprio lalta drammaticità delle conseguenze scatenatesi del fatto, unita alle ulteriori cure e al lungo distacco dai fattori contingenti e condizionanti - prosegue il Csm - hanno favorito il completo recupero della personalità nella norma, comè testimoniato dai successivi 8 anni di rinnovata irreprensibilità». Sè trattato di un banale incidente di percorso. Limputato può tornare a giudicare? Certo. Perché «trattasi di episodio morboso transitorio che ha compromesso per breve periodo la capacità di volere, senza lasciare tracce ulteriori sul complesso della personalità». Il giudice sporcaccione va assolto. Non è punibile, udite udite, perché ha agito «in stato di transeunte incapacità di volere al momento del fatto». Transeunte. Dopodiché è tornato sano come prima, ha ripreso servizio, e stando a quanto racconta lex radicale Mellini «è stato valutato positivamente per la promozione a consigliere di Cassazione conseguendo però tale qualifica con un ritardo di molti anni». Ciò ha comportato un cumulo di scatti danzianità sullo stipendio di consigliere dappello. E per il «principio del trascinamento» il giudice si è ritrovato «a portarsi dietro, nella nuova qualifica, lo stipendio più elevato precedentemente goduto grazie a tali scatti e a essere quindi pagato più di tutti i suoi colleghi promossi in tempi normali. Questi ultimi, grazie al principio del galleggiamento, hanno ottenuto un adeguamento della loro retribuzione al livello goduto dal giudice». Fatti due conti, lonere per lo Stato di questo «marchingegno» ha sfiorato i 35 milioni di euro di oggi. Tanto è costato lincontro nel wc, transeunte parlando.
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Io me lo ricordo il fatto.Everyone has the right to my opinion!-
Re: Giudici, Cassazione, e altro ancoraScritto daNon Autenticatoil 2011-01-20 08:54:00.0 alle 2011-01-20 08:54:00.0se ha violato la legge doveva essere punito anche se giudice, anzi a maggior ragione, proprio perchè giudice;
in quel caso la giustizia ha fallito e bisognava indignarsi per chiedere che fosse fatta giustizia;
allo stesso modo deve pagare il nano se è colpevole; se invece ritiene di essere innocente si rivolga alle sedi opportune allo stesso modo in cui sarebbe costretto a fare un cittadino qualsiasi e non certo andanto in tv a fare un monologo
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Re: Giudici, Cassazione, e altro ancora
- Scritto da: exsinistro
> Gian Marco Chiocci
> Massimo Malpica
>
> Giudice del tribunale di Milano sorpreso a fare
> sesso con un quattordicenne nella toilette di un
> cinema: assolto perché tre anni prima aveva
> sbattuto la testa. No, non cè niente da ridere.
> Di questi tempi, con un premier indagato a Milano
> per sfruttamento della prostituzione minorile
> senza che vi siano agli atti prove certe di un
> suo rapporto intimo con una diciassettenne,
> occorre ripensare a certe storture della
> giustizia. Ecco perché alcuni componenti del Csm
> hanno sentito il bisogno di rispolverare al
> Giornale una storiaccia a luci rosse su un
> magistrato milanese sporcaccione. Gli atti dei
> tre gradi di giudizio del processo a carico di un
> ex giudice di corte dappello e gli
> approfondimenti svolti dal giornalista Stefano
> Livadiotti (nel libro scritto nel 2009
> «Magistrati lultracasta») e primancora dallex
> parlamentare radicale Mauro Mellini (nel pamphlet
> «il golpe dei giudici») ci consegnano uno
> spaccato indecente della casta in toga. La
> vicenda si sviluppa lungo un quarto di secolo,
> partendo dalla metà degli anni Settanta. La toga
> in questione si ritrova in un cinema di periferia
> della Capitale. Per sua sfortuna, in sala, tra
> gli spettatori, cè un poliziotto fuori servizio
> che si precipita nella toilette quando sente
> urlare «zozzone, zozzone». Era successo che la
> «maschera» aveva sorpreso il giudice e il
> ragazzino chiusi in bagno. Questultimo, preso a
> verbale, confermerà le avances delladescatore
> che, a suo dire, si era avvicinato alla sua
> sedia, gli aveva sfiorato i genitali riuscendo
> successivamente a convincerlo a procedere oltre
> in bagno, in cambio di denaro. E qui, stando al
> processo, si sarebbe consumato un rapporto orale.
> Il giudice finisce dritto in cella. Nega ogni
> addebito ma finisce alla sbarra per atti osceni e
> corruzione di minore. Contestualmente la
> Disciplinare del Csm che lo sospende dalle
> funzioni. La condanna, a sorpresa, è però di
> lieve entità: un anno appena. «Atteso lo stato
> del costume» lapproccio sessuale viene
> considerato dai giudici solo «contrario alla
> pubblica decenza». In appello il reato diventa
> «atti osceni». Ma poiché - scrive Livadiotti - il
> primo «approccio col ragazzino è avvenuto nella
> penombra e latto sessuale si è poi consumato nel
> chiuso del gabinetto» i giudicanti del giudice
> imputato arrivano a sostenere che «il fatto non
> costituisce reato». Il Nostro viene condannato ad
> appena 4 mesi, ma la Cassazione lo premierà ancor
> di più annullando la sentenza «senza rinvio»,
> limitatamente al delitto di corruzione di
> minorenne «a seguito dellestinzione del reato in
> virtù di sopravvenuta amnistia». Il Csm si adegua
> alla Supreme Corte revocando la sospensione dal
> servizio. Ma la sezione Disciplinare, guidata dal
> numero due di Palazzo dei marescialli, Vincenzo
> Conso, è pronta al miracolo. Durante
> listruttoria si fa presente che il medico
> curante del giudice ha sostenuto di aver
> sottoposto la toga imputata a intense terapie...
> tre anni prima «a causa di un trauma cranico
> riportato per il violento urto del capo contro
> larchitrave di una bassa porta. Si trattava di
> ferite trasversali da taglio allalta regione
> frontale» dice il sanitario. Tre anni prima? E
> che centra con quanto avvenuto tre anni dopo?
> Non è chiaro nemmeno perché sia stato chiamato a
> testimoniare un notaio la cui sorella era stata
> la dolce metà del giudice: «Il loro fidanzamento
> è stato ineccepibile dal punto di vista morale».
> Per i più che comprensivi componenti del Csm,
> infatti, «ciò che colpisce e stupisce, in questa
> dolorosa vicenda, è che lepisodio si staglia
> isolato ed estraneo nel lungo volgere di
> unintere esistenza fatta di disciplina morale,
> studi severi, impegno professionale». Isolato ed
> estraneo. Per cui le spiegazioni di quel rapporto
> orale sono due: un raptus o una devianza
> sessuale. Si propende per la prima ipotesi, anche
> perché, prendendo a prestito quanto riferito
> dagli psichiatri, «lepisodio in esame non solo
> costituisce lunico del genere ma esso, anzi,
> ponendosi in contrasto con le direttive abituali
> della personalità, è da riferirsi a quei fatti
> morbosi psichici» che iniziati tre anni prima «si
> trovano in piena produttività» tre anni dopo.
> Traducendo: la vecchia botta in testa, con un
> ritardo di oltre mille giorni, è stata fatale.
> «Ha svolto un ruolo di graduale incentivazione
> delle dinamiche conflittuali latenti nella
> personalità - osserva il Csm - fino
> allorganizzazione della sindrome nellepisodio
> de quo». Il giudice è diventato scemo in ritardo
> e solo per un po, perché è subito tornato
> normale. «Proprio lalta drammaticità delle
> conseguenze scatenatesi del fatto, unita alle
> ulteriori cure e al lungo distacco dai fattori
> contingenti e condizionanti - prosegue il Csm -
> hanno favorito il completo recupero della
> personalità nella norma, comè testimoniato dai
> successivi 8 anni di rinnovata irreprensibilità».
> Sè trattato di un banale incidente di percorso.
> Limputato può tornare a giudicare? Certo. Perché
> «trattasi di episodio morboso transitorio che ha
> compromesso per breve periodo la capacità di
> volere, senza lasciare tracce ulteriori sul
> complesso della personalità». Il giudice
> sporcaccione va assolto. Non è punibile, udite
> udite, perché ha agito «in stato di transeunte
> incapacità di volere al momento del fatto».
> Transeunte. Dopodiché è tornato sano come prima,
> ha ripreso servizio, e stando a quanto racconta
> lex radicale Mellini «è stato valutato
> positivamente per la promozione a consigliere di
> Cassazione conseguendo però tale qualifica con un
> ritardo di molti anni». Ciò ha comportato un
> cumulo di scatti danzianità sullo stipendio di
> consigliere dappello. E per il «principio del
> trascinamento» il giudice si è ritrovato «a
> portarsi dietro, nella nuova qualifica, lo
> stipendio più elevato precedentemente goduto
> grazie a tali scatti e a essere quindi pagato più
> di tutti i suoi colleghi promossi in tempi
> normali. Questi ultimi, grazie al principio del
> galleggiamento, hanno ottenuto un adeguamento
> della loro retribuzione al livello goduto dal
> giudice». Fatti due conti, lonere per lo Stato
> di questo «marchingegno» ha sfiorato i 35 milioni
> di euro di oggi. Tanto è costato lincontro nel
> wc, transeunte
> parlando.
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> Io me lo ricordo il fatto.
confermi che è necessaria una riforma della giustizia, che non verrà mai approntata con Berlusconi in giro.
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