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    il 2010-11-05 00:19:00.0 alle 2010-11-05 00:19:00.0
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    Per risolvere la crisi, articolo anni 30
    IL DISCORSO DELLO STATO CORPORATIVO

    Essendosi ristretti i margini, l'impresa capitalistica trova che piuttosto che lottare è meglio accordarsi, allearsi, fondersi per dividersi i mercati, e ripartirsi i profitti.
    La stessa legge della domanda e dell'offerta non è più à un dogma perché attraverso i cartelli ed i trust si può agire sulla domanda e sull'offerta; finalmente questa economia capitalistica coalizzata, "trustizzata", si rivolge allo Stato.


    ...

    Il liberismo, che non è un aspetto più vasto della dottrina del liberalismo economico, il liberismo viene colpito a morte. Difatti la nazione che per prima ha elevato delle barriere quasi insormontabili, è stata l'America. Oggi l'Inghilterra stessa, da alcuni anni a questa parte, ha rinnegato tutto quello che ormai sembrava tradizionale nella sua vita politica, economica e morale: e si è data ad un protezionismo sempre più forte.

    Viene la guerra. Dopo la guerra e in conseguenza della guerra, l'impresa capitalistica si inflaziona. L'ordine di grandezza dell'impresa passa dal milione al miliardo. Le cosiddette costruzioni verticali, a vederle lontano, danno l'idea del mostruoso e del babelico.
    Le stesse dimensioni dell'impresa superano la possibilità dell'uomo. Prima era lo spirito che aveva dominato la materia, ora è la materia che piega e soggioga lo spirito.
    Quella che era fisiologia diventa patologia, tutto diventa abnorme. Due personaggi - poichè in tutte le vicende balzano all'orizzonte gli uomini rappresentativi- due personaggi possono essere identificati come i rappresentanti di questa situazione: Kreuger, il fiammiferaio svedese, e Insull, l'affarista americano


    ...


    Giunto a questa fase il supercapitalismo trae la sua ispirazione e la sua giustificazione da questa utopia: l'utopia dei consumi illimitati.
    L'ideale del supercapitalismo sarebbe la standardizzazione del genere umano dalla culla alla bara.
    Il supercapitalismo vorrebbe che tutti gli uomini nascessero della stessa lunghezza, in modo che si potessero fare delle culle standardizzate; vorrebbe che i bambini desiderassero gli stessi giocattoli, che gli uomini andassero vestiti della stessa divisa, che leggessero tutti lo stesso libro, che fossero tutti degli stessi gusti al cinematografo, che tutti infine desiderassero una cosiddetta macchina utilitaria.
    Questo non è un capriccio, ma è nella logica delle cose, perché solo in questo modo il supercapitalismo può fare i suoi piani.

    Quando è che l'impresa capitalistica cessa di essere un fatto economico? quando le sue dimensioni la conducono ad essere un fatto sociale. E' questo il momento preciso nel quale l'impresa capitalistica, quando si trova in difficoltà, si getta di piombo nelle braccia dello Stato.

    E' in questo momento in cui nasce e si rende sempre più necessario l'intervento dello Stato.
    E coloro che lo ignoravano lo ricercano affannosamente.

    Siamo a questo punto: che se in tutte le nazioni d'Europa lo Stato si addormentasse per ventiquattro ore, basterebbe tale parentesi per determinare un disastro.


    ...

    L'Europa non è più il continente che dirige la civiltà umana. Questa è la constatazione drammatica che gli uomini che hanno il dovere di pensare debbono a fare a se stessi e agli altri. C'è stato un tempo in cui l'Europa dominava politicamente, spiritualmente, economicamente il mondo.

    Lo dominava politicamente attraverso le sue istituzioni politiche. Spiritualmente attraverso tutto ciò che l'Europa ha prodotto col suo spirito attraverso i secoli. Economicamente perché era l'unico continente fortemente industrializzato. Ma oltre Atlantico si è sviluppata la grande impresa industriale e capitalistica. Nell'Estremo Oriente è il Giappone che, dopo aver preso contatto con l'Europa attraverso la guerra del 1905, avanza a grandi tappe verso l'Occidente.

    Qui il problema è politico.


    ...

    Nella dichiarazione che io ho presentato ieri sera, vi è detto che la corporazione è fatta in vista dello sviluppo della ricchezza, della potenza politica e del benessere del popolo italiano. Questi tre elementi sono condizionati fra di loro. La forza politica crea ricchezza, e la ricchezza ingagliardisce a sua volta l'azione politica.

    Vorrei richiamare la vostra attenzione su quanto è detto come obiettivo: il benessere del popolo italiano. E' necessario che a un certo momento questi istituti che noi abbiamo creati siano sentiti e avvertiti direttamente dalle masse come strumenti attraverso i quali queste masse migliorano il loro livello di vita.
    Bisogna che ad un certo momento l'operaio, il lavoratore della terra possa dire a se stesso e dire ai suoi: se io oggi sto effettivamente meglio, lo si deve agli istituti che la rivoluzione fascista ha creati.
    In tutte le società nazionali c'è la miseria inevitabile
    C'è una aliquota di gente che vive ai margini della società; di essa si occupano speciali istituzioni. Viceversa quello che deve angustiare il nostro spirito è la miseria degli uomini sani e validi che cercano affannosamente e invano il lavoro.
    Ma noi dobbiamo volere che gli operai italiani, i quali ci interessano nella loro qualità di italiani, di operai e di fascisti, sentano che noi non creiamo degli istituti soltanto per dare forma ai nostri schemi dottrinali, ma creiamo degli istituti che devono dare a un certo momento dei risultati positivi, concreti, pratici e tangibili.


    --> PROSEGUE
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      il 2010-11-05 00:20:00.0 alle 2010-11-05 00:20:00.0
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      Re: Per risolvere la crisi, articolo ann
      --> SEGUE

      ...


      Ma il punto che più ha appassionato questa assemblea è quello che intende dare al Consiglio nazionale delle corporazioni dei poteri legislativi.

      Taluno, precorrendo i tempi, ha già parlato della fine dell'attuale Camera dei deputati. Spieghiamoci.
      L'attuale Camera dei deputati, essendo ormai terminata la legislatura, deve essere sciolta.
      Secondo, non essendovi il tempo sufficiente in questi mesi per creare i nuovi istituti corporativi, la nuova Camera sarà scelta con lo stesso metodo del 1929.

      La Camera presuppone un mondo che noi abbiamo demolito; presuppone pluralità dei partiti, e spesso e volentieri l'attacco alla diligenza. Dal giorno in cui noi abbiamo annullato questa pluralità, la camera dei deputati ha perduto il motivo essenziale per cui sorse.


      ...

      Oggi noi seppelliamo il liberalismo economico
      Il corporativismo è l'economia disciplinata, e quindi anche controllata, perché non si può pensare a una disciplina che non abbia un controllo.
      Il corporativismo supera il socialismo e supera il liberalismo, crea una nuova sintesi.


      Benito Mussolini, Articolo sulla stampa, dopo il discorso pronunciato il giorno prima al Consiglio Nazionale delle Corporazioni.

      Il 9 maggio 1934 il comitato corporativo centrale istituisce le 22 corporazioni. Il 19 novembre successivo, dopo una solenne cerimonia in Campidoglio, si insedieranno gli 823 membri chiamati a comporle.

      Nel marzo 1934 l'IRI (costituita il 23 gennaio 1933) acquisì il controllo della banca Commerciale, del Credito Italiano, del Banco di Roma ed entrò in possesso dei pacchetti azionari delle industrie che queste banche detenevano. Giunse così ad avere oltre il 21% del capitale azionario di tutte le società per azioni italiane.
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        Non Autenticato
        il 2010-11-05 00:51:00.0 alle 2010-11-05 00:51:00.0
        Re: Per risolvere la crisi, articolo ann
        eccola là dada fascio ,lo diceva Lich ..
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          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2010-11-05 00:58:00.0 alle 2010-11-05 00:58:00.0
          Re: Per risolvere la crisi, articolo ann
          se si critica il capitalismo l'unica alternativa è il sistema sovietico dei piani quinquennali
          il corporativismo fascista contemplando l'azione privata regolata in modo autoritario è solo un economia di mercato viziata e distorta da un potere che non si capisce perchè debba essere superpartes

          (non che quello democratico lo sia..cmq )

          il mercato libero in modo assoluto ha dei difetti evidenti ,crea bisogni indotti ad esempio crea disoccupazione ma crea anche un sistema di equità nella concorrenza

          se vedi il potere fascista non era altro che un potere mutuato da forze economiche specifiche che hanno finanziato il fascismo ,proprietari terrieri ,industriali che spingevano per l'autarchia e per la negazione della concorrenza ,che invece vige nel liberismo che è di beneficio (inquanto fonte di innovazione)al singolo operaio
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          il 2010-11-05 01:17:00.0 alle 2010-11-05 01:17:00.0
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          Re: Per risolvere la crisi, articolo ann
          - Scritto da:
          > eccola là dada fascio ,lo diceva Lich ..

          lol no mi ci sono imbattuto quando ho scoperto di questo franco gonzato, e soprattutto sono completamente d'accordo con la postilla (che però nn ho riportato) presente sul sito che rimanda al capitolo LA GRANDE ABBUFFATA e quello che han fatto negli anni 50 con l'IRI e le sue proprietà.

          La radice di tutto sta qui, le corporazioni di stampo fascista sono l'origine di moltissimi problemi che abbiamo oggi, ne sono la matrice e quindi comprenderle dall'inizio mi pare importante.
          Andare più indietro di così poi mi pare poco fondamentale perchè questo momento qui è quello che in prospettiva si può leggere come l'inizio di quei problemi economici che tutt'ora ci affliggono, non dico la crisi che c'è or ora, piuttosto quelli strutturali

          dado storikekonomist
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