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Visione antropologica della pedofiliaProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2010-05-17 19:22:00.0 alle 2010-05-17 19:22:00.0Questo thread si divide in due punti:
1)Cercare di spiegare perché la tendenza sessuale pedofilia è (apparentemente) più frequente negli uomini
2) Spiegazione della possibile utilità della pedofilia nei nostri antenati, ricondotta al fatto che sia più ferquente negli uomini
Questa è una mia teoria, che può essere giusta o sbagliata...
Secondo alcuni ci sono tante donne pedofile quanti uomini, ma non c'è nessuna evidenza della cosa; al contrario, l'evidenza è inversa: la maggior parte degli utenti dei forum pedofili (sia GL che BL) sono uomini, come anche i casi di abusi su minori.
Ma se è vero che la pedofilia è fortemente legata al sesso maschile, una spiegazione ci deve essere... e io voglio provare a darla.
Dunque...
La razza umana se vogliamo si può dividere in quattro categorie:
- Uomini
- Donne
- Bambini
- Bambine
(e gli adolescenti, che sono una via di mezzo)
Tra queste quattro categorie, quella più forte fisicamente (meno indifesa) sono sicuramente gli uomini, mentre le categorie più indifese sono bambini e bambine.
Le donne sono più forti dei bambini, ma meno forti degli uomini.
Nella nostra attuale società la forza non serve a molto (se non a fare i fighi
); nella nostra moderna società la più importante attitudine per farsi strada è l'intelligenza!
Una volta, invece, quando noi umani vivevamo in caverne o villaggi, la forza fisica era essenziale alla sopravvivenza, sia per la caccia che per l'autodifesa.
La miglior cosa per la specie, non era quindi che gli uomini usassero la loro forza per proteggere le categorie più deboli (donne e bambini)? Certamente si!
E per favorire questa cosa, non sarebbe stato eccezionale se la natura avesse fornito alle donne l'istinto di trovare un partner forte che desse loro senso di protezione, e viceversa, avesse fornito all'uomo l'istinto di cercare un partner debole da proteggere? Certo che si!
Abbiamo cambiato usi e costumi, la società in generale è cambiata.
Ma molti dei nostri primitivi istinti ci sono rimasti...
E con questi, probabilmente, l'stinto della donna di essere attratta da persone forti, e quella degli uomini di essere attratti da persone più deboli...
Questo potrebbe essere il motivo per cui le donne sono meno predisposte alla pedofilia: è contro la loro natura essere attratte da una persona debole come un bambino (si sentirebbero mancare quel senso di protezione di cui hanno bisogno).
Al contrario, gli uomini, avendo l'istinto inverso, sarebbero più predisposti a cercare un partner debole, ossia ad essere attratti dall'innocenza e la fragilità, e per questo motivo più predisposti alla pedofilia.
Adesso, però, torniamo di nuovo indietro nel tempo, e proviamo a trovare una possibile funzione della pedofilia.
Non è forse vero che, se ci fossero stati degli uomini che fossero attratti dai bambini (la categoria più debole), e quindi con l'istinto di stare coi bambini, sarebbe stata una buona cosa per la loro protezione? Certo che sì!
Magari la pedofilia è un istinto innato in alcuni uomini della specie, che potrebbe essere stata un tempo molto utile per la protezione dei cuccioli della specie!
A questo punto Godai direbbe: "Ma certo stronzone, protezione un cazzo..." e linkerebbe il solito articolo preconfezionato di Frassi che racconta di bambini molestati, picchiati e frustati in Nigeria o chissà dove...
Le solite cazzate insomma...
Ma io, come pedofilo, so che non farei mai male a un bambino, e che al contrario ho un senso di protezione nei confronti dei bambini... e penso che quelli che maltrattano i bambini non siano dei veri pedofili... ma dei sadici che si eccitano a far male ai più deboli!
Posso tuttavia credere che anche noi pedofili, seppure amiamo i bambini, oggigiorno possiamo essere un pericolo per loro, in quanto la società è cambiata, è diventata più complicata e non abbiamo più un naturale approccio con noi stessi, gli altri e la natura in generale...
In particolare, abbiamo perso anche il naturale approccio che dovremmo avere con la sessualità: parliamo di sesso e sessualità come se fosse chimica nucleare, quando in realtà è una cosa semplicissima e naturalissima!
Posso perciò credere che, per via di questo snaturato approccio che abbiamo con la natura e la sessualità, ognuno debba prendersi del tempo per eleborare le cose... e perciò credo realmente che la pedofilia, oggi come oggi, possa davvero arrecare danni ai bambini, che non hanno ancora elaborato tutto ciò.
Ma forse per i nostri antenati il sesso era come la playstation oggi: un gioco per tutti!
E quindi forse, se un umano aveva contatti sessuali con un bambino non gli arreccava nessun danno... ma anzi, lo aiutava a scoprire le sue potenzialità sessuali e i suoi punti erogeni.
E inoltre, poteva offrirgli protezione, cosa di cui una creatura debole come un bambino poteva aver bisogno nella "giungla".
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Re: Visione antropologica della pedofiliaProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2010-05-17 22:18:00.0 alle 2010-05-17 22:18:00.0
I pedoni si diversificano abbastanza nei caratteri più generali delle loro preferenze sessuali. Esattamente, immagino, quanto negli "altri", anche se credo sia normale che i pedoni si chiedano più cose, trovando quindi più categorie e differenze, rispetto invece a chi la propria sessualità può viverla senza troppi pensieri.
La tua è un idea interessante, comunque. Personalmente l'idea di una utilità alla pedofilia non penso differisca troppo dall'utilità di qualunque altro orientamento sessuale, posto che la sessualità la si può considerare un punto di partenza, che può fermarsi tanto alla semplice attrazione fisica, tanto coinvolgere altre cose più complesse (i sentimenti, tanto per cominciare).
Credo insomma che si possa dire che l'utilità sociale di due o più individui che si sostengono a vicenda, per qualsivoglia periodo della loro vita, e per qualsivoglia motivo (anche se si può pensare che tra questi alcuni quali la sessualità, l'affezione o l'amicizia siano tra i comuni e i più forti), sia di primaria importanza per il "benessere generale" dell'umanità, a prescindere dai modi in cui si può configurare.
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Re: Visione antropologica della pedofiliaProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2010-05-17 22:33:00.0 alle 2010-05-17 22:33:00.0
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> I pedoni si diversificano abbastanza nei
> caratteri più generali delle loro preferenze
> sessuali. Esattamente, immagino, quanto negli
> "altri", anche se credo sia normale che i pedoni
> si chiedano più cose, trovando quindi più
> categorie e differenze, rispetto invece a chi la
> propria sessualità può viverla senza troppi
> pensieri.
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> La tua è un idea interessante, comunque.
> Personalmente l'idea di una utilità alla
> pedofilia non penso differisca troppo
> dall'utilità di qualunque altro orientamento
> sessuale, posto che la sessualità la si può
> considerare un punto di partenza, che può
> fermarsi tanto alla semplice attrazione fisica,
> tanto coinvolgere altre cose più complesse (i
> sentimenti, tanto per cominciare).
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> Credo insomma che si possa dire che l'utilità
> sociale di due o più individui che si sostengono
> a vicenda, per qualsivoglia periodo della loro
> vita, e per qualsivoglia motivo (anche se si può
> pensare che tra questi alcuni quali la
> sessualità, l'affezione o l'amicizia siano tra i
> comuni e i più forti), sia di primaria importanza
> per il "benessere generale" dell'umanità, a
> prescindere dai modi in cui si può
> configurare.
Non prescinderei troppo dai modi in cui la configurate voi visto che il rapporto pedofilo è completamente sbilanciato. Un bambino è preferibile che sublimi le sue pulsioni sessuali finchè crescendo non sia in grado di gestire consapevolmente anche le conseguenze dei suoi atti..
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Re: Visione antropologica della pedofiliaProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2010-05-17 22:48:00.0 alle 2010-05-17 22:48:00.0
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> > I pedoni si diversificano abbastanza nei
> > caratteri più generali delle loro preferenze
> > sessuali. Esattamente, immagino, quanto negli
> > "altri", anche se credo sia normale che i pedoni
> > si chiedano più cose, trovando quindi più
> > categorie e differenze, rispetto invece a chi la
> > propria sessualità può viverla senza troppi
> > pensieri.
> >
> > La tua è un idea interessante, comunque.
> > Personalmente l'idea di una utilità alla
> > pedofilia non penso differisca troppo
> > dall'utilità di qualunque altro orientamento
> > sessuale, posto che la sessualità la si può
> > considerare un punto di partenza, che può
> > fermarsi tanto alla semplice attrazione fisica,
> > tanto coinvolgere altre cose più complesse (i
> > sentimenti, tanto per cominciare).
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> > Credo insomma che si possa dire che l'utilità
> > sociale di due o più individui che si sostengono
> > a vicenda, per qualsivoglia periodo della loro
> > vita, e per qualsivoglia motivo (anche se si può
> > pensare che tra questi alcuni quali la
> > sessualità, l'affezione o l'amicizia siano tra
> i
> > comuni e i più forti), sia di primaria
> importanza
> > per il "benessere generale" dell'umanità, a
> > prescindere dai modi in cui si può
> > configurare.
>
> Non prescinderei troppo dai modi in cui la
> configurate voi visto che il rapporto pedofilo è
> completamente sbilanciato. Un bambino è
> preferibile che sublimi le sue pulsioni sessuali
> finchè crescendo non sia in grado di gestire
> consapevolmente anche le conseguenze dei suoi
> atti..
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Beh, questo lo dici tu.
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