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Kahlil Gibran "Sulla morte"Scritto daNon Autenticatoil 2010-04-09 21:30:00.0 alle 2010-04-09 21:30:00.0Voi vorreste conoscere il segreto della morte.
Ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita?
Il gufo, i cui occhi notturni sono ciechi al giorno, non può svelare il mistero della luce.
Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita.
Poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare.
Nella profondità dei vostri desideri e speranze, sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre la vita;
E come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera.
Confidate nei sogni, poiché in essi si cela la porta dell'eternità.
La vostra paura della morte non è che il tremito del pastore davanti al re che posa la mano su di lui in segno di onore.
In questo suo fremere, il pastore non è forse pieno di gioia poiché porterà l'impronta regale?
E tuttavia non è forse maggiormente assillato dal suo tremito?
Che cos'è morire, se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole?
E che cos'è emettere l'estremo respiro se non liberarlo dal suo incessante fluire, così che possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di Dio?
Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare.
E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire.
E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora danzerete realmente.
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Re: Kahlil Gibran "Sulla morte"Scritto daNon Autenticatoil 2010-04-09 21:32:00.0 alle 2010-04-09 21:32:00.0
- Scritto da:
> Voi vorreste conoscere il segreto della morte.
> Ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel
> cuore della
> vita?
> Il gufo, i cui occhi notturni sono ciechi al
> giorno, non può svelare il mistero della
> luce.
> Se davvero volete conoscere lo spirito della
> morte, spalancate il vostro cuore al corpo della
> vita.
> Poiché la vita e la morte sono una cosa sola,
> come una sola cosa sono il fiume e il
> mare.
>
> Nella profondità dei vostri desideri e speranze,
> sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre
> la
> vita;
> E come i semi sognano sotto la neve, il vostro
> cuore sogna la
> primavera.
> Confidate nei sogni, poiché in essi si cela la
> porta
> dell'eternità.
> La vostra paura della morte non è che il tremito
> del pastore davanti al re che posa la mano su di
> lui in segno di
> onore.
> In questo suo fremere, il pastore non è forse
> pieno di gioia poiché porterà l'impronta
> regale?
> E tuttavia non è forse maggiormente assillato dal
> suo
> tremito?
>
> Che cos'è morire, se non stare nudi nel vento e
> disciogliersi al
> sole?
> E che cos'è emettere l'estremo respiro se non
> liberarlo dal suo incessante fluire, così che
> possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di
> Dio?
> Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete
> davvero
> cantare.
> E quando avrete raggiunto la vetta del monte,
> allora incomincerete a
> salire.
> E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora
> danzerete
> realmente.
>
>
nah

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Re: Kahlil Gibran "Sulla morte"Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c'è da temere nel non vivere più. Perciò è sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l'affligge la sua continua attesa. Ciò che una volta presente non ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire.
La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c'è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive.
Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce.
EpicuroUtente Superdotato-
Re: Kahlil Gibran "Sulla morte"Scritto daNon Autenticatoil 2010-04-09 21:54:00.0 alle 2010-04-09 21:54:00.0
- Scritto da: Ceiling dog
> Non esiste nulla di terribile nella vita per chi
> davvero sappia che nulla c'è da temere nel non
> vivere più. Perciò è sciocco chi sostiene di aver
> paura della morte, non tanto perché il suo arrivo
> lo farà soffrire, ma in quanto l'affligge la sua
> continua attesa. Ciò che una volta presente non
> ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire.
>
> La morte, il più atroce dunque di tutti i mali,
> non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte
> non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è
> nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi
> non c'è, i morti non sono più. Invece la gente
> ora fugge la morte come il peggior male, ora la
> invoca come requie ai mali che vive.
>
> Il vero saggio, come non gli dispiace vivere,
> così non teme di non vivere più. La vita per lui
> non è un male, né è un male il non vivere. Ma
> come dei cibi sceglie i migliori, non la
> quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma
> il più dolce.
>
>
> Epicuro
dirlo è facile, praticarlo è un problema, visto che dai tempi di Epicuro ancora ci si pongo li stessi interrogativi.
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Re: Kahlil Gibran "Sulla morte"
- Scritto da:
> Voi vorreste conoscere il segreto della morte.
> Ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel
> cuore della
> vita?
> Il gufo, i cui occhi notturni sono ciechi al
> giorno, non può svelare il mistero della
> luce.
> Se davvero volete conoscere lo spirito della
> morte, spalancate il vostro cuore al corpo della
> vita.
> Poiché la vita e la morte sono una cosa sola,
> come una sola cosa sono il fiume e il
> mare.
>
> Nella profondità dei vostri desideri e speranze,
> sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre
> la
> vita;
> E come i semi sognano sotto la neve, il vostro
> cuore sogna la
> primavera.
> Confidate nei sogni, poiché in essi si cela la
> porta
> dell'eternità.
> La vostra paura della morte non è che il tremito
> del pastore davanti al re che posa la mano su di
> lui in segno di
> onore.
> In questo suo fremere, il pastore non è forse
> pieno di gioia poiché porterà l'impronta
> regale?
> E tuttavia non è forse maggiormente assillato dal
> suo
> tremito?
>
> Che cos'è morire, se non stare nudi nel vento e
> disciogliersi al
> sole?
> E che cos'è emettere l'estremo respiro se non
> liberarlo dal suo incessante fluire, così che
> possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di
> Dio?
> Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete
> davvero
> cantare.
> E quando avrete raggiunto la vetta del monte,
> allora incomincerete a
> salire.
> E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora
> danzerete
> realmente.
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si ma sara sta danza qua
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