Mostra notizie nelle discussioni
  • Avatar
    Scritto da
    Non Autenticato
    il 2009-10-09 08:48:00.0 alle 2009-10-09 08:48:00.0
    Per chi diceva che la corte aveva dato
    il via libera all' Alfano perchè legge ordinaria:

    Tra le balle spaziali che circolano in questi
    giorni a proposito della bocciatura del lodo
    della vergogna, la più notevole riguarda la
    presunta retromarcia della Corte
    costituzionale, che nella sentenza del 2004 sul
    lodo Maccanico-Schifani non avrebbe eccepito
    nulla sull'uso di una legge ordinaria, anziché
    costituzionale, per derogare all'articolo 3 della
    Carta, mentre l'altroieri ha giudicato illegittimo il
    lodo Alfano proprio perché fatto con legge
    ordinaria. Si tratta di una bugia pietosa per salvare
    la faccia non solo ad Al Fano e al suo mandante e
    utilizzatore, ma anche al capo dello Stato, che quel
    lodo firmò (e forse ispirò) due estati fa,
    sostenendo per giunta che esso recepiva le
    indicazioni precedenti della Consulta e quindi non
    appariva manifestamente incostituzionale. In
    realtà, nella sentenza del 13 gennaio 2004 firmata
    dall’allora presidente Riccardo Chieppa e dal
    redattore Francesco Amirante, si faceva più volte
    riferimento all'articolo 138 della Costituzione,
    quello che regolamenta le leggi costituzionali.
    Prima i giudici ricordavano che il Tribunale di
    Milano aveva chiesto alla Corte di annullare il lodo
    Schifani anche perché “attribuisce alle persone
    che ricoprono una delle menzionate alte cariche
    dello Stato una prerogativa non prevista dalle
    citate disposizioni della Costituzione, che
    verrebbero quindi ad essere illegittimamente
    modificate con legge ordinaria, in violazione
    anche dell’art. 138 Cost.”. Poi aggiungevano: “Né
    va omesso di considerare che il principio di
    eguaglianza rientra tra i principi fondanti della
    Carta costituzionale, derogabile solo dalla stessa
    Costituzione o con modifiche costituzionali
    adottate ai sensi dell’art. 138 Cost., come risulta
    confermato dal fatto che tutte le prerogative
    riguardanti cariche o funzioni costituzionali sono
    regolate da fonti di tale rango”. Più avanti, la Corte
    osservava che per creare un «regime differenziato»
    rispetto al principio di eguaglianza fra tutti i
    cittadini sancito dall'articolo 3, occorre prevedere
    limiti ben precisi, che né il lodo
    Maccanico-Schifani né l'Alfano contemplavano: “Il
    principio di eguaglianza comporta infatti che, se
    situazioni eguali esigono eguale disciplina,
    situazioni diverse possono implicare differenti
    normative. In tale seconda ipotesi, tuttavia, ha
    decisivo rilievo il livello che l’o rd i n a m e n t o
    attribuisce ai valori rispetto ai quali la
    connotazione di diversità può venire in
    considerazione. Nel caso in esame sono
    fondamentali i valori rispetto ai quali il legislatore
    ha ritenuto prevalente l’esigenza di protezione
    della serenità dello svolgimento delle attività
    connesse alle cariche in questione”. Valori
    costituzionali, ai quali ovviamente non si può
    derogare con legge ordinaria: “Alle origini dello
    Stato di diritto sta il principio della parità di
    trattamento rispetto alla giurisdizione, il cui
    esercizio, nel nostro ordinamento, sotto più profili
    è regolato da precetti costituzionali”. Più chiaro di
    così...Alla fine, tirando le somme, la Consulta
    individuava ben quattro profili di
    incostituzionalità nel merito del lodo, per cui non
    riteneva di doversi occupare anche della forma,
    cioè della sua veste di legge ordinaria. Ma
    concludeva significativamente: “Resta assorbito
    ogni altro profilo di illegittimità costituzionale”. E
    assorbito non vuol dire escluso. Vuol dire,
    appunto, assorbito: cioè implicito. Bastava saper
    leggere la lingua italiana per scoprire che anche il
    lodo Alfano sarebbe stato bocciato. E non con un
    voltafaccia rispetto alla sentenza del 2004. Ma in
    base alla stessa giurisprudenza di cinque anni fa.
    Con buona pace dei tanti, troppi bugiardi senza
    gloria che infestano le tv e i giornali. Bisognava
    pensarci prima di scriverlo, il lodo. E prima di
    fir marlo.


    Il Fatto
<softv>

Pagina generata in 86 millisecondi

Utenti attivi: 10 nell'ultimo minuto, 25 negli ultimi cinque minuti, 42 negli ultimi 15 minuti