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> Compagni pedoni, veniste messi in condizione di
> poter scegliere come orientare l'ago della vostra
> bussola, scambiereste la pedosessualità con
> l'eterosessualità? O altro?
> 
>
>
> Risposte motivate, please. 
Comincio col rispondere io.
Pur SENZA preclusioni (mantenersi elastici è importante), la risposta è
NO. Perchè? Perchè mi piacciono i ragazzini. Il perchè mi piaccia quel che mi piace conduce ad una ricerca eziologica da cui si possono arrivare ad ottenere ben poche risposte certe, la cui utilità più che altro potrà essere di tipo autoconoscitivo.
Indagare in tal senso sarà ritenuto più "normale" dagli elementi ("normali", un pò meno dai normalizzati) rientranti nella normalità maggioritaria (la normo-massa), che non dai "deviati", che dovrebbero reputarsi diretti interessati; ma, al di là di ciò, laddove si decida di scavare senza pretese, riferendocisi anzitutto a se stessi ancor prima che impegnare a referenza degli strizza esperti, non si potrà che arricchircisi da un simile percorso di ricerca interiore. Almeno finchè non si alzi troppo il livello di aspettativa o altresì non si finisca con lo sprofondare a forza di elucubrazioni nei più remoti meandri della psiche, rischiando di arrivare a ledere a se stessi, più che ricavarne guadagno.
Ad un equilibrato processo di arricchimento può contribuire anche un dialogo con più parti, ed ecco perchè siamo qui.
Dinamiche nascoste a parte -sempre ammesso alla fine vi siano dei motivi individuabili attraverso cui si possa comprendere appieno il perchè si finisca col propendere verso qualcosa anzichè altro- sebbene potrebbe sicuramente facilitare la vita il ricondursi all'insieme, essendo il quadro sociale quello che è, questo non mi pare affatto sufficiente a scegliere di snaturarsi. Già si trattasse di un interesse prettamente sessuale e non altro, la cosa la si sarebbe potuta soppesare diversamente, ma non stando così le cose (almeno per quanto mi riguarda), mi posso mantenere disposto ad un NATURALE ipotetico cambio di rotta, ma non a disconoscere o mutare con un artificio ciò che di profondo mi caratterizza.
E poi, se fossi come tutti gli altri per un aspetto in più, potrei FORSE capirmici meglio, ma svanirebbe quel brivido derivante dal contrasto dell'inaccettata diversità.
Non chiamatelo orgoglio, è compiacimento.