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    il 2008-05-30 23:00:00.0 alle 2008-05-30 23:00:00.0
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    Signori, buonasera.
    Io qui ho un lavoro da compiere.
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      il 2008-05-30 23:02:00.0 alle 2008-05-30 23:02:00.0
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      Re: Signori, buonasera.

      - Scritto da: La Mietitrice
      > Io qui ho un lavoro da compiere.


      Apocalisse di S. Giovanni:
      3Il mare restituì i morti che esso custodiva e la morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. 14Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. 15E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.

      SIA LODATO NOSTRO SIGNORE CHE HA SCONFITTO LA MORTE PER NOI!!!!
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        il 2008-05-30 23:06:00.0 alle 2008-05-30 23:06:00.0
        Trollate totali: 47
        Re: Signori, buonasera.

        - Scritto da: CattolicoRomano
        >
        > - Scritto da: La Mietitrice
        > > Io qui ho un lavoro da compiere.
        >
        >
        > Apocalisse di S. Giovanni:
        > 3Il mare restituì i morti che esso custodiva e
        > la morte e gli inferi resero i morti da loro
        > custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le
        > sue opere. 14Poi la morte e gli inferi furono
        > gettati nello stagno di fuoco
        . Questa è la
        > seconda morte, lo stagno di fuoco. 15E chi non
        > era scritto nel libro della vita fu gettato nello
        > stagno di
        > fuoco.

        >
        > SIA LODATO NOSTRO SIGNORE CHE HA SCONFITTO LA
        > MORTE
        PER
        > NOI!!!!


        Quella fu una partita a scacchi veramente memorabile! Sorride
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      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2008-05-30 23:07:00.0 alle 2008-05-30 23:07:00.0
      Re: Signori, buonasera.
      C'era una gran festa nella capitale
      perché la guerra era finita.
      I soldati erano tornati tutti a casa ed avevano gettato le divise.
      Per la strada si ballava e si beveva vino,
      i musicanti suonavano senza interruzione.
      Era primavera e le donne finalmente potevano, dopo tanti anni,
      riabbracciare i loro uomini. All'alba furono spenti i falò
      e fu proprio allora che tra la folla,
      per un momento, a un soldato parve di vedere
      una donna vestita di nero
      che lo guardava con occhi cattivi.


      Ridere, ridere, ridere ancora,
      Ora la guerra paura non fa,
      brucian le divise dentro il fuoco la sera,
      brucia nella gola vino a sazietà,
      musica di tamburelli fino all'aurora,
      il soldato che tutta la notte ballò
      vide tra la folla quella nera signora,
      vide che cercava lui e si spaventò.

      "Salvami, salvami, grande sovrano,
      fammi fuggire, fuggire di qua,
      alla parata lei mi stava vicino,
      e mi guardava con malignità"
      "Dategli, dategli un animale,
      figlio del lampo, degno di un re,
      presto, più presto perché possa scappare,
      dategli la bestia più veloce che c'è

      "corri cavallo, corri ti prego
      fino a Samarcanda io ti guiderò,
      non ti fermare, vola ti prego
      corri come il vento che mi salverò
      oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh, cavallo, oh oh

      Fiumi poi campi, poi l'alba era viola,
      bianche le torri che infine toccò,
      ma c'era tra la folla quella nera signora
      stanco di fuggire la sua testa chinò:
      "Eri fra la gente nella capitale,
      so che mi guardavi con malignità,
      son scappato in mezzo ai grillie alle cicale,
      son scappato via ma ti ritrovo qua!"

      "Sbagli, t'inganni, ti sbagli soldato
      io non ti guardavo con malignità,
      era solamente uno sguardo stupito,
      cosa ci facevi l'altro ieri là?
      T'aspettavo qui per oggi a Samarcanda
      eri lontanissimo due giorni fa,
      ho temuto che per ascoltar la banda
      non facessi in tempo ad arrivare qua.

      Non è poi così lontana Samarcanda,
      corri cavallo, corri di là...
      ho cantato insieme a te tutta la notte
      corri come il vento che ci arriverà
      oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh cavallo oh oh
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        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2008-05-30 23:15:00.0 alle 2008-05-30 23:15:00.0
        Re: Signori, buonasera.

        - Scritto da:
        > C'era una gran festa nella capitale
        > perché la guerra era finita.
        > I soldati erano tornati tutti a casa ed avevano
        > gettato le
        > divise.
        > Per la strada si ballava e si beveva vino,
        > i musicanti suonavano senza interruzione.
        > Era primavera e le donne finalmente potevano,
        > dopo tanti
        > anni,
        > riabbracciare i loro uomini. All'alba furono
        > spenti i
        > falò
        > e fu proprio allora che tra la folla,
        > per un momento, a un soldato parve di vedere
        > una donna vestita di nero
        > che lo guardava con occhi cattivi.
        >
        >
        > Ridere, ridere, ridere ancora,
        > Ora la guerra paura non fa,
        > brucian le divise dentro il fuoco la sera,
        > brucia nella gola vino a sazietà,
        > musica di tamburelli fino all'aurora,
        > il soldato che tutta la notte ballò
        > vide tra la folla quella nera signora,
        > vide che cercava lui e si spaventò.
        >
        > "Salvami, salvami, grande sovrano,
        > fammi fuggire, fuggire di qua,
        > alla parata lei mi stava vicino,
        > e mi guardava con malignità"
        > "Dategli, dategli un animale,
        > figlio del lampo, degno di un re,
        > presto, più presto perché possa scappare,
        > dategli la bestia più veloce che c'è
        >
        > "corri cavallo, corri ti prego
        > fino a Samarcanda io ti guiderò,
        > non ti fermare, vola ti prego
        > corri come il vento che mi salverò
        > oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh
        > oh, cavallo, oh
        > oh
        >
        > Fiumi poi campi, poi l'alba era viola,
        > bianche le torri che infine toccò,
        > ma c'era tra la folla quella nera signora
        > stanco di fuggire la sua testa chinò:
        > "Eri fra la gente nella capitale,
        > so che mi guardavi con malignità,
        > son scappato in mezzo ai grillie alle cicale,
        > son scappato via ma ti ritrovo qua!"
        >
        > "Sbagli, t'inganni, ti sbagli soldato
        > io non ti guardavo con malignità,
        > era solamente uno sguardo stupito,
        > cosa ci facevi l'altro ieri là?
        > T'aspettavo qui per oggi a Samarcanda
        > eri lontanissimo due giorni fa,
        > ho temuto che per ascoltar la banda
        > non facessi in tempo ad arrivare qua.
        >
        > Non è poi così lontana Samarcanda,
        > corri cavallo, corri di là...
        > ho cantato insieme a te tutta la notte
        > corri come il vento che ci arriverà
        > oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh
        > oh cavallo oh
        > oh
        -----------------------------------------------
        vecchioni no!
        che du maruni...
        ci sono cresciuto con i cantautori un po' impegnati...
        a 6 anni ascoltavo de andre',lolli,vecchioni,guccini,i nomadi...
        in quel tempo...non ne capivo molto di canne..
        ma bastava questa per ammazzarti nel profondo...



        colpa di mia madre e le sue compagnie di comunistoidi...


        Fantasma
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        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2008-05-30 23:54:00.0 alle 2008-05-30 23:54:00.0
        Re: Signori, buonasera.

        - Scritto da:
        > C'era una gran festa nella capitale
        > perché la guerra era finita.
        > I soldati erano tornati tutti a casa ed avevano
        > gettato le
        > divise.
        > Per la strada si ballava e si beveva vino,
        > i musicanti suonavano senza interruzione.
        > Era primavera e le donne finalmente potevano,
        > dopo tanti
        > anni,
        > riabbracciare i loro uomini. All'alba furono
        > spenti i
        > falò
        > e fu proprio allora che tra la folla,
        > per un momento, a un soldato parve di vedere
        > una donna vestita di nero
        > che lo guardava con occhi cattivi.
        >
        >
        > Ridere, ridere, ridere ancora,
        > Ora la guerra paura non fa,
        > brucian le divise dentro il fuoco la sera,
        > brucia nella gola vino a sazietà,
        > musica di tamburelli fino all'aurora,
        > il soldato che tutta la notte ballò
        > vide tra la folla quella nera signora,
        > vide che cercava lui e si spaventò.
        >
        > "Salvami, salvami, grande sovrano,
        > fammi fuggire, fuggire di qua,
        > alla parata lei mi stava vicino,
        > e mi guardava con malignità"
        > "Dategli, dategli un animale,
        > figlio del lampo, degno di un re,
        > presto, più presto perché possa scappare,
        > dategli la bestia più veloce che c'è
        >
        > "corri cavallo, corri ti prego
        > fino a Samarcanda io ti guiderò,
        > non ti fermare, vola ti prego
        > corri come il vento che mi salverò
        > oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh
        > oh, cavallo, oh
        > oh
        >
        > Fiumi poi campi, poi l'alba era viola,
        > bianche le torri che infine toccò,
        > ma c'era tra la folla quella nera signora
        > stanco di fuggire la sua testa chinò:
        > "Eri fra la gente nella capitale,
        > so che mi guardavi con malignità,
        > son scappato in mezzo ai grillie alle cicale,
        > son scappato via ma ti ritrovo qua!"
        >
        > "Sbagli, t'inganni, ti sbagli soldato
        > io non ti guardavo con malignità,
        > era solamente uno sguardo stupito,
        > cosa ci facevi l'altro ieri là?
        > T'aspettavo qui per oggi a Samarcanda
        > eri lontanissimo due giorni fa,
        > ho temuto che per ascoltar la banda
        > non facessi in tempo ad arrivare qua.
        >
        > Non è poi così lontana Samarcanda,
        > corri cavallo, corri di là...
        > ho cantato insieme a te tutta la notte
        > corri come il vento che ci arriverà
        > oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh
        > oh cavallo oh
        > oh

        OMFG
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