primo caso
una donna accoltella e squarta la figlia
http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/cronaca/m... 
e improvvisamente escono fuori i pedoni come capro espiatorio perfetto
magari pure preti così le orde di anticlericali violenti la sostengono
Sara al giudice: «La mia vita, un incubo»
Gianfranco Piccoli
«Ho subito abusi sessuali Nel 94 volevo uccidere papà» TRENTO. Non è stato un interrogatorio, ma un racconto di unora durante il quale Sara Bolner ha rievocato i fantasmi del passato.
Non si sa dove finisca la realtà e dove comincino le «fantasie» legate ad una presunta patologia. Ma la donna,
accusata dellomicidio della figlia di sei anni, ieri ha detto al gip La Ganga di essere stata ricoverata una prima volta nel 1994, dopo aver tentato di accoltellare il padre. Laspetto più agghiacciante riguarda però gli abusi sessuali subiti per dieci anni - così ha detto la Bolner -
da un sacerdote. [evvai così ci si mette sulla cresta dell'onda e si hanno dalla propria pure gli anticlericali..però bisognerà scegliersi un morto che non possa smentire mmmmmm]
Ieri, durante linterrogatorio di convalida, erano presenti Vasco Chilovi, avvocato difensore di Sara Bolner, il Gip Marco La Ganga e Carmine Russo, il pm che ha in mano linchiesta sulla morte della piccola Marialisa.
La donna di 44 anni, in carcere da giovedì pomeriggio, è arrivata a Trento da Verona intorno alle 10.30, a bordo di un mezzo della polizia penitenziaria. Durante linterrogatorio Sara Bolner - consapevole di aver procurato la morte della figlia ma ancora in uno stato di grave choc psichico - non ha ripercorso gli attimi dellomicidio (già confessato poche ore dopo al pm), ma ha rievocato gli anni dellinfanzia e i momenti in cui si è manifestato con chiarezza il suo disagio psichico.
Un racconto duro, dai risvolti forse più umani che giudiziari. In attesa di riscontri, gli inquirenti si mantengono prudenti di fronte alle dichiarazioni della donna, dichiarazioni che coinvolgono anche i familiari più stretti. Domani è previsto un vertice in procura tra il magistrato e i carabinieri del reparto operativo: insieme valuteranno le parole dellindagata.
Sara Bolner ha raccontato al Gip di essere stata ricoverato nel reparto di psichiatria dellospedale di Mezzolombardo nel 1994. E su questo non ci sono dubbi, la data indicata corrisponde alla realtà. «Mi ricoverarono dopo che io tentati di accoltellare mio padre. Allora mi sono fermata solo perché sono svenuta poco prima di colpirlo», ha detto. Ma la donna ha parlato anche di abusi sessuali che avrebbe subito tra il 1968 e il 1977, tra i 5 e i 14 anni di vita: «Un sacerdote (
morto da anni ndr) si approfittava del mio corpo - ha detto Sara al giudice - io lavevo detto ai miei familiari. Non mi credevano e, anzi, le ho anche prese quando raccontavo queste cose. Mio marito era a conoscenza di questa vicenda, gliene ho parlato tante volte.
Avevo paura che la stessa cosa potesse accadere a mia figlia, avevo paura che nessuno la difendesse dagli abusi: per questo lho uccisa». Sara Bolner ha poi descritto un clima familiare tuttaltro che felice, «nonostante le apparenze».
Cosa cè di vero nelle affermazioni di Sara Bolner? Certo, il suo racconto definirebbe il quadro (orribile) allinterno del quale è poi esplosa la furia omicida. Ma quanta verità e quanta «follia» ci sono nelle sue parole? Possono i recenti casi di pedofilia che hanno coinvolto i sacerdoti - con vasta eco sui media - ad aver influenzato la sua mente? Solo la perizia psichiatrica, già chiesta dal pm (potrebbe essere fatta con la formula dellincidente probatorio), potrà dare delle risposte. E, naturalmente, i familiari potrebbero sapere se Sara ha riferito dettagli corrispondenti alla realtà. Ieri il marito Elio Concadoro, in merito alle dichiarazioni della moglie, ha risposto affidando un comunicato stampa ai suoi avvocati, Marcello e Maristella Paiar: «Il signor Concadoro e la sua famiglia sono chiusi nel loro immenso dolore. La famiglia - si legge nel comunicato - non è a conoscenza del contenuto né del tenore delle dichiarazioni rilasciate stamattina dalla signora Sara. Si ribadisce che nulla, né nel comportamento, né nellindole della signora Sara, poteva far presumere la possibilità, pur remota, di quanto avvenuto. Il signor Elio e la sua famiglia comprendono il dolore, la confusione e la difficoltà della signora Sara. Si augurano che lei sia curata ed aiutata. La famiglia chiede tranquillità per sé e per gli inquirenti e umana pietà per tutti. Si esprime - conclude la nota - piena fiducia nella magistratura».
Dopo linterrogatorio di convalida, Sara Bolner è tornata a Verona, ma nelle prossime ore il Gip potrebbe decidere di disporre la custodia cautelare presso una struttura (il reparto di psichiatria del Santa Chiara o, in alternativa, lospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere) in grado di affrontare le condizioni psichiche della donna: si teme anche un gesto estremo. Il ricovero in una struttura psichiatrica è la richiesta formulata anche dallavvocato Chilovi.(03 giugno 2007)Torna indietro
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e quindi morale della favola.. ha fatto a pezzi la figlia per evitarle che potesse finire tra le mani di pedoni ..sarebbe potuto anche succedere in futuro chissà ....dopotutto si dice no? qualche frassiano lo dice " è meglio essere ammazzati che avere un qualche contatto sessuale prima dell'AOC" quindi PER IL SUO BENE *rigorosamente* è doveroso per una madre farla a pezzi
TUTTO QUADRA