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    il 2007-09-30 05:23:00.0 alle 2007-09-30 05:23:00.0
    Testimonianze
         Esperienze sessuali positive tra adulti e bambini: le prove*

        di Joel Featherstone

        

        Quando avevo 8 anni i miei genitori mi mandarono a scuola di pugilato. Ero affascinato dai bicipiti del mio istruttore. Un giorno i ragazzi gli chiesero di flettere i muscoli, e penso abbia notato che la cosa mi prendeva bene.

        Non ricordo quando successe per la prima volta, ma lui mi portava nella stanza sul retro e presto arrivavamo ai genitali. Mi piaceva un sacco, e lo incoraggiavo il più possibile.

        

        (citato in: Rush, 1980, pag.178)

        

        Sì, l'ho già sentito dire che le ragazzine che si innamorano di uomini più grandi in realtà sono in cerca di figure paterne... E ho anche sentito dire che gli uomini più grandi a cui piacciono le ragazzine sono insicuri. Jimmy vorrebbe che io fossi più vecchia, o essere lui molto più giovane, ma nessuno può cambiare la nostra differenza d'età, o quello che proviamo, così me ne frego di quello che pensano gli altri.

        

        (Laura, citata in: Blume, 1986)

        

        

        

        Nessuno dubita del fatto che molte esperienze sessuali tra adulti e bambini siano negative. Gli adulti, di solito i genitori o i patrigni, fanno violenza ai bambini e li sfruttano in tanti, innumerevoli modi, e una significativa minoranza di tali abusi ha a che fare con il sesso. L'abuso sessuale sui bambini può avere forme grossolane, come lo stupro, o sottili ed insidiose, come il doppio vincolo tipico degli incesti genitori-figli. Non c'è alcuna controversia sull'esistenza dell'abuso sessuale sui minori, e i media non sono certo disattenti su tutto ciò che lo riguarda direttamente o meno. D'altra parte, non è possibile che alcuni dei bambini sessualmente coinvolti con adulti siano consenzienti, provino piacere o addirittura siano loro a fare i primi passi? Tanto nel conversare quotidiano quanto nei media, non si può nemmeno accennare a questa possibilità. Eppure, nonostante il tabù, nel muro della negazione vanno aprendosi numerose crepe.

        Nelle pubblicazioni specializzate, da sempre semi-esenti dai tabù, si trovano sempre più prove di rapporti non-coercitivi: psichiatri, psicologi, educatori ed altri che devono rapportarsi a bambini consenzienti, devono confrontarsi sulle tematiche fondamentali e discutere il da farsi. Ne consegue - negli interessi della chiarezza e per facilitare la comunicazione intraprofessionale - il parziale abbandono della consueta propaganda, altrimenti spacciata come "discorso" sull'argomento.

       
    Nel decennio passato, le prove di contatti non-coercitivi tra bambini e adulti si sono accumulate sempre più velocemente; ad esempio Haugaard ed Emory (1989) riportano che una parte del loro campione (studenti universitari che nell'infanzia hanno avuto contatti sessuali con adulti) hanno descritto il rapporto in termini positivi, portando gli autori a concludere che tali soggetti "hanno avuto esperienze diverse da quelle degli altri" (p.95). Ma studi di un certo rilievo sono disponibili da ben mezzo secolo. In uno studio ormai classico, la psichiatra Loretta Bender e il suo collaboratore Dr. Abram Blau presentarono i casi di bambini ricoverati nel reparto infanzia della Divisione Psichiatrica del Bellevue Hospital di New York (Bender & Blau, 1937, pagg.500-518). Uno di questi casi è quello dell'undicenne Fannie S., le cui "malefatte" sessuali comprendevano la masturbazione e rapporti con ragazzi. Fannie era stata messa in un istituto per ragazze "turbolente", finché gli assistenti sociali non avevano scoperto che tutte le notti usciva dalla finestra e andava a trovare uomini del vicinato, coi quali aveva rapporti sessuali. Per impedirle di avere una vita sessuale, le autorità avevano rinchiuso Fannie nell'ospedale psichiatrico di stato (pag.508).

        Altri due casi trattati da Bender e Blau riguardavano componenti di ciò che i moderni tabloid definirebbero un "sex ring", una cerchia del sesso. La dodicenne Dorothy, la ring-leader,ha riferito, impassibile, di avere contattato lei stessa due uomini e di aver presentato loro altre ragazzine... Non mostrava alcuna angoscia o senso di colpa per quella situazione. Si diceva spiacente per aver avviato quei rapporti, ma era evidente che la sua reazione era dovuta all'inconveniente della detenzione anziché ad una comprensione della natura del suo delinquere [sic] (pag.510)



        Una delle "delinquenti" complici di Dorothy nella cerchia, l'undicenne Frances C., mantenne lo stesso registro. Ecco cosa scrivono Bender & Blau di questa piccola incorreggibile:

        

        Non presentava alcuna reazione nevrotica o emotiva alla situazione, e non comprendeva il significato del proprio comportamento. Si limitava a riconoscere che, se lo aveva detto il giudice, doveva essere una cosa "cattiva" (pag.59)

        

        Bender e Blau notano che

        

        La più notevole caratteristica di queste bambine che avevano avuto esperienze sessuali con adulti era che mostravano meno paura, angoscia, senso di colpa o trauma psicologico di quanto ci si potesse aspettare. Al contrario, facevano spesso mostra di un atteggiamento sincero e obiettivo, oppure apparivano fiere, sfrontate, persino baldanzose per ciò che avevano fatto... All'inizio le bambine non avevano rimorsi, ma questi hanno iniziato ad emergere quando le si è separate dagli oggetti della loro eccitazione e gratificazione sessuale, e quando le si è sottoposte al giudizio dei genitori e delle autorità. E' successo soprattutto con le bambine più intelligenti, e sembrava in parte dovuto alla riprovazione da parte degli adulti, senza che ne conseguisse un reale convincimento delle bambine. In alcune circostanze ne è sembrato derivare un turbamento emotivo e intellettuale, conseguente ai loro sforzi per riconciliare l'atteggiamento delle autorità e le loro esperienze personali. (pagg.510-11)
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      il 2007-09-30 05:28:00.0 alle 2007-09-30 05:28:00.0
      Re: Testimonianze
      Certe convenzioni linguistiche sono rigidamente mantenute nella pubblicistica. I rapporti consensuali tra persone di età diverse sono celati dietro espressioni come "vittima partecipante", parole come "molestie", "abuso" e "aggressore" sono a volte usate in modo stupido.

          Ad esempio, la psicologa e perita consulente di tribunale Dr. Mary de Young (1984) riporta diverse storie di bambine pre-puberi consenzienti. Edie, di otto anni,

          

          è stata molestata [sic] sessualmente dal nuovo compagno di sua madre. [Edie] gli ha chiesto di toccarle l'area dei genitali, e lui, dopo essersi inizialmente rifiutato, ha più tardi acconsentito (pag.336).

          

          De Young non ha potuto trovare in Edie alcun sintomo d'ansia causato dall'esitazione dell'uomo a fare come lei gli aveva detto.

          In un altro dei casi trattati da de Young, Lisa (sei anni), è stata

          

          sessualmente molestata [sic] da un baby-sitter adolescente, che l'ha toccata e si è masturbato tutte le settimane per un periodo di oltre tre mesi. Lisa lo ha convinto a tenere segreta la loro relazione, e spesso gli telefonava per assicurarsi della sua disponibilità per la settimana successiva. [Lisa] non mostrava alcun sintomo che potesse collegarsi alle molestie [sic] (pag.336).

          

          De Young scrive anche di Marie (sette anni), che

          

          ha invitato un suo vicino adolescente a fare il bagno con lei. Durante il bagno lui l'ha toccata e lei lo ha masturbato. Meno di due settimane dopo, ha praticato una fellatio al compagno di sua madre, dicendogli che le piaceva fare felici gli uomini. Nessuna evidenza di angoscia dopo queste successive molestie [sic] (pag.337)


          

          In un precedente trattato (1982), de Young nota:

          

          tre giovani vittime [sic] sono apparse virtualmente indifferenti alle molestie [sic] subite. Non vi erano veri e propri segni di traumi in queste giovani, fatta eccezione per un'irritazione e un'impazienza con gli adulti nelle loro vite, chiaramente più traumatizzati dalle molestie [sic] di quanto fossero i bambini.

          

          Con una certa riluttanza, de Young descrive questi incontri come "gentili", in ogni caso con "un adulto conosciuto e amato dal bambino, di cui quest'ultimo si fidava" (pag.136).

          La dottoressa Ann W. Burgess, femminista "radicale" pro-censura e istruttrice all'Accademia dell'FBI, per le sue ricerche ha ricevuto finanziamenti per centinaia di migliaia di dollari dal Justice Department degli Stati Uniti. Burgess e il suo altrettanto "radicale" collaboratore, l'agente speciale dell'FBI Kenneth Lanning, sono in prima fila nella crociata contro la libertà sessuale dei bambini. Nondimeno, persino Burgess ammette che in alcuni casi di "sex ring" tra adulti e bambini, questi ultimi

          

          si risentono per le interferenze delle autorità, e pensano: "tanto rumore per nulla". Il bambino mantiene legami emotivi, sociali ed economici con l'aggressore [sic], e si arrabbia o si dispiace del fatto che quest'ultimo sia stato scoperto e condannato. Le autorità che sono intervenute sono viste come causa di tutte i problemi ("Perché non lascia perdere il mio caso?") (Burgess et al.,1984, pag.659)

          

          In un altro scritto Burgess riconosce che molti bambini hanno un'esperienza piacevole del contatto sessuale con l'adulto giusto. Burgess e Holmstrom (1975) scrivono:

          

          Vi erano alcune vittime [sic] - 7 su 12 - che trovavano piacevole l'attività sessuale. Erano in genere casi in cui la manipolazione dei genitali sostituiva la penetrazione. Una donna diciannovenne, raccontando la sua esperienza infantile col nonno, disse: "Mi faceva sedere in grembo con le gambe appena divaricate e mi toccava l'interno delle cosce, la vulva e tutta l'area intorno ai genitali... Lo trovavo molto piacevole, stavo con la mia schiena contro il suo busto, la testa sul suo petto, e a volte mi addormentavo. Era sempre molto calmo e dolce, e mi raccontava delle storie.

          
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        il 2007-09-30 05:31:00.0 alle 2007-09-30 05:31:00.0
        Re: Testimonianze
        Beth Kelly (1979), una femminista veramente radicale, ricorda la propria iniziazione all'amore lesbico, all'età di otto anni, da parte di sua zia Addie:

            

            La prima donna che ho amato è stata la mia prozìa; i nostri sentimenti l'una per l'altra erano forti e profondi. Il fatto che lei avesse cinquant'anni più di me non inficiava il nostro rapporto e, sì, io sapevo cosa stavo facendo, ne ero conscia in ogni momento, anche se all'epoca non conoscevo ancora le parole con cui descriverlo... La adoravo, ecco tutto... Non mi capitò mai di considerare "innaturale" o "antisociale" baciare, toccare o stringere la persona che amavo, e non credo che nemmeno [zia] Addie se ne preoccupasse tanto. Io so che che non mi sono mai sentita costretta o condizionata da un qualunque aspetto sessuale dell'amore che provavo per lei. Penso di poter dire con sicurezza, a circa vent'anni di distanza, di non essere mai stata sfruttata fisicamente, emotivamente o intellettualmente - mai.

            

            Lo psichiatra forense Matti Virkkunen, che tra il 1951 e il 1952 ha ricevuto la documentazione di ogni bambino/a esaminato/a all'ospedale centrale dell'Università di Helsinki in un caso di pedofilia, ha concluso che il 48,4% dei bambini ha avuto parte attiva nell'avviare o nel mantenere la relazione coi partners adulti. Virrkunen osserva:

            

            Ciò consisteva normalmente nel fare ripetute visite all'aggressore [sic]. Il gran numero di vittime [sic] derivava dal fatto che la vittima originaria [sic] portava con sé i suoi compagni di giochi.

            [...] Lo studio indica che il comportamento aggressivo non era caratteristico di questi aggressori [sic]; piuttosto, sembravano spiccatamente gentili, pazienti e teneri coi bambini. (Virkkunen, 1975, pag.179)

            

            Il dottor Theodorus Sandfort dell'Università di stato di Utrecht nei Paesi Bassi, con l'aiuto dei loro partners adulti, ha trovato 25 ragazzini consenzienti, dall'età compresa tra i 10 e i 16 anni (Sandfort, 1981, 1984). Gli adulti erano membri del gruppo di lavoro pedofilo della Netherlands Society for Sexual Reform. Questo gruppo di sostegno, che conta decine di sezioni in molte città olandesi, opera per una educazione sessuale radicale e si occupa di temi come la pedofilia consensuale, la sessualità infantile e la liberazione dei giovani, tenendo incontri e dibattiti pubblici e pubblicando una rivista mensile. I bambini del campione di Sandfort hanno avuto espressioni inequivocabilmente positive nei confronti dei loro amanti adulti e del loro rapporto.

            

            La principale conclusione tratta da questa ricerca è che tra adulti e bambini esistono anche contatti sessuali che i bambini esperiscono in modo prevalentemente positivo e che, secondo quanto da essi riportato, non hanno nessuna conseguenza nociva sul loro benessere. A parere dei bambini, gli adulti non stavano abusando della loro autorità. (Sandfort, 1984, pag.140)

            

            Lo psicologo clinico dr. Frits Bernard (1981) ha pubblicato nove resoconti di relazioni positive tra bambini e adulti, con le parole del bambino cresciuto. Un uomo più vecchio ricorda:

            

            Quando avevo sette anni venni a contatto con un uomo che mi piaceva molto. Mi portava nel suo solaio, mi faceva sedere in grembo e facevamo giochi di sesso. Lo trovavo molto bello e godibile. Non vedevo l'ora che fosse mercoledì pomeriggio, il giorno in cui ci vedevamo. Questa situazione durò a lungo.

            In seguito ebbi molti contatti con altri uomini ma mai con ragazzi della mia stessa età. Non ho mai sentito la mancanza di ragazze. Ora ho quasi 68 anni e, dopo una bella vita, capisco che quei primi contatti sono stati molto positivi per il mio sviluppo. Non ho mai rimpianto di aver fatto quelle cose, e non invidio chi non ha avuto simili opportunità.

            Ero, e sono, un omosessuale e ho vissuto per una ventina d'anni col mio compagno. Prima ancora, avevo un compagno bisessuale sposato, e anche con lui ero molto felice. (pag.194)

            

            Bernard cita un altro uomo, di 25 anni, che dichiara:

            

            Quando avevo circa 8 anni, per strada mi capitò di conoscere un uomo che pensava che giocassi molto bene. Mi invitò a fare un giro in bicicletta e, più tardi, a casa sua. Anche se i miei genitori mi avevano detto di non accettare inviti, non vedevo che pericoli ci fossero, non credevo che quel signore volesse farmi del male. Lo conobbi molto bene già durante quel primo incontro a casa sua, diventammo amici e mi permise di dargli del tu [to call him by his first name]. Così, gradualmente, imparammo a conoscerci sempre meglio, e mi trovai di fronte alla sua omosessualità, che non mi colpì come un fulmine a ciel sereno, ma certo volevo saperne di più, e lui mi istruì sul sesso. Discutemmo di bisessualità e di eterosessualità, cose di cui i miei genitori non avrebbero mai voluto parlarmi (ma non li ho mai biasimati per questo).

            Il nostro rapporto d'amicizia si fece ancora più intimo. Mi diede amore, qualcosa che io non avevo mai conosciuto... Non nel modo in cui vanno le cose oggi con mia moglie. Ma la nostra amicizia era ed è qualcosa che non potrei immaginare con nessun altro. In seguito, quando avevo 10 o 11 anni, iniziammo a fare sesso, cosa che mi è sempre piaciuta. (pag.915)

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          il 2007-09-30 05:35:00.0 alle 2007-09-30 05:35:00.0
          Re: Testimonianze
          In un altro dei casi riportati da Bernard, una donna di mezza età racconta la sua esperienza positiva con un affettuoso adulto e la sua esperienza negativa con le autorità:

              

              Forse non potete immaginarvelo ma, quando avevo 12 anni, ero molto innamorata di un cinquantenne, e lui mi ricambiava. Non ricordo più chi fece la prima mossa, ma ci accarezzavamo e condividevamo esperienze sessuali. Era meraviglioso, e rilassante.

              Un giorno i miei genitori lo vennero a sapere e chiamarono la polizia. L'interrogatorio fu terribile, io negai e negai e negai, ma alla fine mi arresi. Dopo la mia confessione forzata i miei genitori fecero una denuncia. A quel punto nulla poteva più essere d'aiuto. Non ho mai potuto scordarlo, non fu giusto... Poteva essere un ricordo così bello... Sono sposata e ho quattro bambini. Non mi opporrei se avessero contatti sessuali con degli adulti, lo riterrei positivo. (pag.195)



              La dottoressa Joan Nelson, una sessuologa che lavora in California, ha pubblicato uno studio intitolato The Impact of Incest: Factors in Self-Evaluation (Nelson, 1981). Nell'introduzione scrive della sua relazione con un cugino adulto, quando lei aveva 8 anni:

              

              Quand'ero bambina ho avuto una costante relazione incestuosa che mi sembrò utile e benefica. C'erano amore e una sana auto-realizzazione, in un ambiente che percepivo come sicuro. Lo ricordo forse come il periodo più felice della mia vita. Un giorno, parlando nel cortile della scuola, capii che quello che facevo poteva sembrare "cattivo". Ebbi paura di essere una persona "cattiva", e mi rivolsi a mia madre perché mi rassicurasse. I traumatici eventi seguiti a quella giornata inaugurarono un periodo trentennale di disfunzioni psicologiche ed emotive, che ridussero la comunicazione in famiglia a mere comunicazioni di servizio e limitarono severamente la mia formazione e il mio sviluppo. (pag.163)

              

              Nelson ha subito attacchi personali da diversi addetti ai lavori per aver scritto e pubblicato queste cose. Le persone che dichiarano pubblicamente di aver avuto, durante l'infanzia, rapporti sessuali consensuali con adulti, pagano un prezzo sociale molto più duro di quelle che rivelano di essere state vittime di rapporti non-consensuali. Di conseguenza, molti bambini consenzienti, una volta adulti, non parlano delle loro esperienze positive. Nelson (1984, pag.220) riporta quanto le ha rivelato un suo esaminato:

              

              La mia analista è così prevenuta sulle molestie ai bambini che non capirebbe se le dicessi che mi sono trovato bene. Sono sicuro che mi ucciderebbe. Rotola dal ridere Rotola dal ridere

              

              Il libro di John Crewdson, By Silence Betrayed, è pieno zeppo di dubbi resoconti di rituali satanici negli asili e roba del genere. Eppure persino Crewdson ammette che ad alcune "vittime" sembra piacere l'"abuso", tanto da ritornare per "subirne" altri. Una donna che a sette anni ha iniziato una relazione con Clay, un adulto del vicinato, spiega perché l'ha tenuta segreta:

              

              Cathy, un'altra ragazzina, mi aveva raccontato di essere già stata con lui, così sapevo già cosa dovevo aspettarmi. Penso che questo la divertisse molto: mi portò in camera di Clay per mostrarmi "cosa sapeva fare"... Clay non mi disse mai di mantenere il segreto, credo fosse già implicito, è come quando i bambini e le bambine vanno in garage a giocare al dottore, sapevo che alla propria madre non si racconta nemmeno quello. Lui mi faceva un sacco di bei regali: non era una cosa concordata, ma mi premiava perché ero la sua piccola ragazzina speciale. Lo amavo davvero, romanticamente, come una donna ama un uomo, era eccitante averlo vicino, era bello essere abbracciata e toccata. La cosa più importante non era l'orgasmo, era qualcosa di diverso, ma mi piaceva la parte sessuale. Mi piace il corpo di un uomo, specialmente di un uomo bello e sano com'era lui, mi piaceva anche quand'ero molto piccola. C'è qualcosa di elettrizzante nel sesso opposto, soprattutto quando ancora non sai com'è guardare gli uomini, toccarli, sentirne il sapore. (pagg.52-54)
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            il 2007-09-30 05:38:00.0 alle 2007-09-30 05:38:00.0
            Re: Testimonianze
            Crewdson riconosce un fatto ormai noto, vale a dire che la grande maggioranza dei "bambini scomparsi" sono scappati di casa o sono stati rapiti da genitori separati che non avevano ottenuto l'affidamento. Ma accenna anche al fatto, molto meno noto, che "quasi tutti i pochi bimbi scomparsi di cui si viene a sapere che sono caduti nelle mani di pedofili sembrano averlo fatto volontariamente" (pag.111). Un caso del genere fu quello dell'undicenne Bobby Smith di Long Beach, California. Dopo una riuscita latitanza di 21 mesi, lo sfortunato Bobby fu "soccorso" dalla polizia di Province, Rhode Island. Aveva vissuto col suo amante adulto, David Collins, e lo aveva fatto con piacere. Testimoniando al processo contro Collins Bobby dichiarò che aveva chiesto egli stesso a David di allontanarlo per sempre dai suoi genitori. Al momento dell'arresto di Collins, i due si facevano passare per padre e figlio, Collins aveva un lavoro fisso e Bobby andava a scuola. Il ragazzo insistette di non aver mai fatto nulla contro la propria volontà, che era sempre stato libero di restare o tornare, e che avrebbe potuto telefonare ai propri genitori in qualsiasi momento, ma aveva scelto di non farlo. Disse che aveva avuto paura di essere scoperto dalle autorità: "Ero sempre più spaventato, sapevo che erano sempre più vicini" (pag.111). Il terrore di Bobby di essere strappato dalle braccia dell'uomo che amava e riportato dai genitori era aumentato quando, nell'aprile 1985, aveva visto in TV la propria fotografia assieme a quelle di altri bambini scomparsi. Nonostante le sue lacrime ed argomentazioni, la giuria dichiarò Collins colpevole.

                Nel suo nuovo studio sugli adulti che ricordano come positive le proprie esperienze sessuali infantili, il ricercatore all'UCLA Paul Okami (1991) afferma:

                

                In luogo del sentirsi impotenti, arrabbiati, colpevoli o intontiti tipico dei resoconti di esperenze negative, in molte di queste storie - particolarmente in quelle raccontate nei colloqui più approfonditi, con domande non capziose - troviamo calore, piacere, affetto, humour e persino goduria. Gli intervistati positivi non chiamavano "abusi sessuali" le loro esperienze, e in genere non riportavano alcun danno dovuto ad esse. Anzi, spesso dicevano che erano stato benefiche" (pagg.25-26)

                

                Non è possibile recensire in questa sede tutti i resoconti di contatti sessuali positivi tra bambini e adulti, nemmeno limitandoci alle fonti già citate, figurarsi nell'intera bibliografia. I lettori che volessero approfondire la tematica possono trovare in un altro studio di Okami (1988) nove fonti di prove di rapporti sessuali con adulti in cui i bambini hanno preso l'iniziativa, e non meno di ventitrè fonti a sostegno dell'esistenza di contatti bimbi-adulti palesemente positivi e consensuali. Sullo stesso tema Jones (1982) fornisce una bibliografia un po' datata ma estesa. Anche la rivista della NAMBLA [North American Man-Boy Love Association] contiene numerosi resoconti con le parole del bambino e diverse interviste a ragazzini consenzienti. Chiaramente, man mano che si accumulano queste prove, quanti vogliono continuare a dire che tali rapporti sono sempre e comunque abusi devono ri-impostare il loro lavoro.

                

                

                Bibliografia citata

                

                Bender, L; & A. Blau, 1937. "The reaction of children to sexual relations with adults", American Journal of Orthopsychiatry, Vol. 7.

                Bernard, F., 1982. "Pedophilia: psychological consequences for the child", in: Child and Sex: New Findings, New Perspectives, L.L. Constantine & F.M. Martinson eds. Boston: Little Brown & Company.

                Blume, J., 1986. Letters to Judy: What your kids wish they could tell you. New York: Putnam.

                Burgess, A.W., C.R. Hartman, M.P. McCausland & P. Powers, 1984. "Response patterns in children and adolescents exploited through sex rings and pornography", American Journal of Psychiatry 141:656-662.

                

                Burgess, A.W. & L.L. Holmstrom, 1975. "Sexual Trauma of Children and adolescents: Pressure, sex and secrecy", Nursing Clinics of North America 10(3):551-563.



                Crewdson, J., 1984. By Silence Betrayed: Sexual Abuse of Children in America, New York: Harper & Row.

                

                DeMott, B., 1980. "The Pro-Incest Lobby", Psychology Today, 13(10):11.

                

                DeYoung, M., 1982. The Sexual Victimization of Children, Jefferson NC: McFarlane & Company.

                DeYoung, M., 1984. "Counterphobic Behavior in multiply molested children", Child Welfare 63(4):333-339.

                Haugaard, J.J. & R.E. Emery, 1989. "Methodological Issues in Child Sexual Abuse Research", Child Abuse & Neglect 13:89-100.

                Jones, G., 1982. "The social study of pederasty: In search of a literature base - An annotated bibliography of sources in English", Journal of Homosexuality 8(1):61-95.

                Kelly, B., 1979. "On 'woman/girl' love, - or, lesbians do 'do it'", Gay Community News (Boston) March 3. Cfr. anche O'Carroll, T., 198, Pedophilia: The radical case, Boston: Alyson, pag.90, e Uncommon Desires 1(2):17-21.

                NAMBLA, 1986. "Boys speak out on man/boy love", NAMBLA, 537 Jones St. 8418, SF, CA 94102.

                Nelson, J., 1981. "The impact of incest: Factors in self-evaluation", in Children and Sex: New Findings, New Perspectives, L.L. Constantine & F.M. Martinson eds., Boston: Little, Brown & Company.

                * titolo originale: "Positive Child-Adult Sex: The Evidence". Tratto da: Anarchy: A journal of desire armed, n.33, Columbia (USA) Estate 1992.

            preso da
            http://www.simona.com/bimbi/bimbi7.html#app1c
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              il 2007-09-30 06:55:00.0 alle 2007-09-30 06:55:00.0
              Trollate totali: 950
              Re: Testimonianze
              - Scritto da:

              > parole del bambino e diverse interviste a
              > ragazzini consenzienti. Chiaramente, man mano che
              > si accumulano queste prove, quanti vogliono
              > continuare a dire che tali rapporti sono sempre e
              > comunque abusi devono ri-impostare il loro
              i> lavoro.


              Questa immondizia letteraria trita e ritrita, presente in tutti i siti pedofili, la conosco a memoria e per quanto mi riguarda la puoi usare per pulirti il culo. Ciò che farebbe qualunque psicologo dell'età evolutiva.

              L'abuso esiste a prescindere checchè ne dica quello pseudo "scienziato" della minchia, perchè è un po troppo come dire comodo per un adulto bastardo e/o affetto da psicopatologia pedofila manipolare asimettricamente un bambino sfruttandone l'innata curiosità, l'immaturità psichica ed emotiva, il desiderio sociale di essere benvoluto dai "membri anziani" del branco e non ultimo il bisogno di affetto..

              Il bambino psicoemotivamente fragile, in questi contesti si pone come un perfetto giocattolo sessuale programmabile interattivo. Esso (perchè di una "cosa" stiamo parlando) appare estremamente versatile e malleabile. Se l'adulto è sufficientemente abile e gli viene dato ampio margine di manovra ha quindi teoricamente la possibilità di "plasmarlo" in tutto ciò che vuole, magari fino a creare una perfetta copia di sè stesso..

              Bambini abusati che si trasformano a loro volta in pedofili abusanti, questo pur non avendone gli "istinti originali", come e perchè, cercati qualche studio approfondito su questi "passaggi di consegna", ti assicuro che troverai altro "materiale interessante"..
              -----------------------------------------------------------
              Modificato dall' autore il 30 settembre 2007 07.47
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              • Avatar
                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2007-09-30 15:13:00.0 alle 2007-09-30 15:13:00.0
                Re: Testimonianze

                - Scritto da: Godai Yusaku
                > - Scritto da:
                >
                > > parole del bambino e diverse interviste a
                > > ragazzini consenzienti. Chiaramente, man mano
                > che
                > > si accumulano queste prove, quanti vogliono
                > > continuare a dire che tali rapporti sono sempre
                > e
                > > comunque abusi devono ri-impostare il loro
                > i> lavoro.
                >
                >
                > Questa immondizia letteraria trita e ritrita,
                > presente in tutti i siti pedofili, la conosco a
                > memoria e per quanto mi riguarda la puoi usare
                > per pulirti il culo. Ciò che farebbe qualunque
                > psicologo dell'età
                > evolutiva.
                >

                gli psicologi dell'età evolutiva non potrebbero dire altrimenti altrimenti il loro ruolo ,il loro lavoro sparirebbe così come il loro stipendio


                > L'abuso esiste a prescindere checchè ne dica
                > quello pseudo "scienziato" della minchia, perchè
                > è un po troppo come dire comodo per un adulto
                > bastardo e/o affetto da psicopatologia pedofila
                > manipolare asimettricamente un bambino
                > sfruttandone l'innata curiosità, l'immaturità
                > psichica ed emotiva, il desiderio sociale di
                > essere benvoluto dai "membri anziani" del branco
                > e non ultimo il bisogno di
                > affetto..
                >
                > Il bambino psicoemotivamente fragile, in questi
                > contesti si pone come un perfetto giocattolo
                > sessuale programmabile interattivo. Esso (perchè
                > di una "cosa" stiamo parlando)


                Rotola dal ridere ah già i bambini non sono persone ..te l'aveva già fatto notare Brontoleus quanto sia cinica questa affermazione



                appare
                > estremamente versatile e malleabile. Se l'adulto
                > è sufficientemente abile e gli viene dato
                > ampio margine di manovra
                ha quindi
                > teoricamente la possibilità di "plasmarlo" in
                > tutto ciò che vuole, magari fino a creare una
                > perfetta copia di sè
                > stesso..
                >
                > Bambini abusati che si trasformano a loro volta
                > in pedofili abusanti, questo pur non avendone gli
                > "istinti originali", come e perchè, cercati
                > qualche studio approfondito su questi "passaggi
                > di consegna", ti assicuro che troverai altro
                > "materiale
                > interessante"..
                >

                guarda proprio in quel meccanismo sta la verità

                secondo gli psicologi [quelli che ci campano su ste cose] chi viene abusato si trasforma in abusante tramite un transfert che solo loro riescono a interpretare [così tirano ancora acqua al loro mulino]

                ora si capisce benissimo che chi ha vissuto un esperienza negativa come ad esempio te proprio in nome di tale esperienza negativa non la vorrebbe infliggere ad altri

                nei casi in cui chi è stato "abusato" diventa "abusante" è quando chi ha provato un' esperienza piacevole se ne fotte delle teorie di millantatori psicologi LUI ha la certezza che non sia qualcosa di dannoso perchè lo ha provato sulla sua pelle il fatto che non sia dannoso

                il problema è che non si riesce nemmeno a considerare il fatto che possa essere qualcosa di non dannoso

                proprio perchè chi prende decisioni in merito come psicologi e politici ci campano su ste cose

      • Avatar
        ☺
        Scritto da
        il 2007-09-30 07:21:00.0 alle 2007-09-30 07:21:00.0
        Trollate totali: 950
        Re: Testimonianze

        - Scritto da:


        > bambino mantiene legami emotivi, sociali ed
        > economici con l'aggressore [sic], e si arrabbia o
        > si dispiace del fatto che quest'ultimo sia stato
        > scoperto e condannato. Le autorità che sono
        > intervenute sono viste come causa di tutte i
        > problemi ("Perché non lascia perdere il mio
        > caso?") (Burgess et al.,1984,
        > pag.659)


        Questo purtroppo è vero, ho letto episodi strazianti di bambini violentati dal padre sentirsi in colpa per "averne causato" l'allontanamento..
<softv>

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