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    Scritto da
    Wakko Warner
    Wakkus Horribilis
    il 2007-06-27 23:24:00.0 alle 2007-06-27 23:24:00.0
    Trollate totali: 6779
    Il bambino Adolf Hitler
    «Hitler ha raccontato un giorno alla sua segretaria le circostanze in cui era riuscito, da bambino ancora, e durante una delle solite punizioni a base di frustate dategli dal padre, a non piangere più, a non sentire più niente, a contare perfino con distacco i trentadue colpi di frusta che il padre gli infliggeva (cfr.
    John To-land, Adolf Hitler, Bergisch-Gladbach 1977, pag. 30). E in questo modo, attraverso il completo diniego delle sofferenze, della sensazione d'impotenza e della disperazione (ovvero: attraverso il rifiuto della verità) che Hitler ha costruito se stesso come maestro di violenza e di disprezzo dell'uomo. Il risultato è stato un uomo d'una rozzezza primitiva, incapace di sentimenti differenziati rispetto al prossimo. Era spietato e costantemente costretto a esercitare la violenza. Le sensazioni d'odio e di vendetta, rimaste latenti, lo sospingevano a
    sempre nuove azioni distruttive. Anche dopo che milioni d'individui erano già dovuti morire in conseguenza del suo operato, i risentimenti continuavano a perseguitarlo nel sonno. Hermann Rauschning riferisce delle esplo-sioni di grida che scuotevano Hitler nel sonno, caratterizzate da «incomprensibili
    enumerazioni»: ho già spiegato che, secondo me, questo ossessivo, inconscio «contare» è da mettere in relazione con il rito delle punizioni che il padre gli
    infliggeva da bambino (cfr. La persecuzione del bambino, pagg. 137 e seguenti).

    Hitler non ha inventato il fascismo: esisteva già - come per tanti altri suoi contemporanei - nel regime totalitario della sua famiglia. Le caratteristiche
    nazionalsocialiste in cui si esplicò il fascismo di Hitler recano l'impronta inequivocabile della sua infanzia.
    Tuttavia Hitler, con quella sua esperienza infantile, non costituiva certo un'eccezione. Ecco perché uomini come Gerhart Hauptmann, Martin Heidegger e tanti altri intellettuali famosi non seppero capire la sua follia. Per poterlo fare, avrebbero dovuto capire la follia della loro stessa educazione.

    Hitler è riuscito a fare dell'Europa e del mondo intero il campo di battaglia della sua infanzia perché nella Germania di allora c'erano milioni di individui che
    avevano fatto da bambini esperienze simili alle sue. I principi pedagogici che ora elencherò erano per loro naturali e scontati, anche se non ne erano
    necessariamente consapevoli:
    1. I valori supremi sono l'ordine e l'ubbidienza, non la vita.
    2. L'ordine si può creare e conservare solo mediante la violenza.
    3. La creatività (insita nel bambino) è un pericolo per l'adulto e deve essere
    repressa.
    4. La prima legge è quella d'ubbidire al padre.
    5. La disubbidienza e la critica sono fenomeni che scompaiono quando si
    provveda a reprimerle con punizioni o minacce di morte.
    6. Il bambino vivace e vitale deve essere educato il più presto possibile in modo
    tale da farne un ubbidiente robot, uno schiavo.
    7. Occorre di conseguenza soffocare nel bambino, nel modo più risoluto, i
    sentimenti indesiderati e quelli che sono i suoi istintivi bisogni.
    8. La madre non deve proteggere mai il bambino dalle azioni punitive del padre,
    e deve invece predicargli — dopo ogni punizione che gli sia inflitta — il rispetto
    e l'amore per i genitori.

    Per fortuna ci sono stati qui e là dei casi in cui il bambino si è almeno in parte potuto sottrarre a questo regime totalitario, rifugiandosi presso persone che lo hanno protetto, e forse trovando in loro anche dell'amore, un po' di rispetto e di
    protezione
    . Grazie a questa positiva esperienza - data se non altro dalla mera possibilità di fare paragoni - questo bambino è stato messo nella condizione di poter condannare almeno dentro di sé la crudeltà e di non sviluppare anche lui il
    desiderio di perseguitare in futuro gli altri. Se tuttavia questo testimone soccorrevole è del tutto mancato, al bambino non è rimasta altra possibilità,
    nello scenario allucinante in cui si è trovato, che di negarsi ogni reazione naturale - come la collera o la risata -, e di piegarsi al rito della ininterrotta, cieca e totale ubbidienza. Solo così ha potuto mantenere entro limiti tollerabili la minaccia costituita dal padre. Hitler ha in seguito sfruttato per i suoi fini questa precoce e spieiata formazione del carattere.» - Alice Miller




    Dalla violenza non nasce altro che violenza.
    I genitori servono a PROTEGGERE i loro figli, NON A UMILIARLI. I FIGLI SONO PERSONE E VANNO TRATTATI COME TALI. CON RISPETTO INNANZITUTTO.
    Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
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