Cinema
Prossimo film: Missing - Scomparso (1982).


Diretto da Costa-Gavras
.


Storia vera.
Nel settembre del 1973, durante il sanguinoso colpo di Stato militare guidato dal generale Augusto Pinochet in Cile, Charles Horman, un giovane giornalista ed ideale idealista americano che vive a Santiago con la moglie Beth, scompare improvvisamente nel nulla prelevato dalle forze armate. Disperata, Beth inizia a cercarlo negli ospedali e nelle prigioni, venendo ben presto raggiunta dal suocero Ed Horman, un facoltoso ed esponente conservatore di New York che ripone un'incrollabile fiducia nelle istituzioni e nella diplomazia del governo degli Stati Uniti. Inizialmente scettico verso la nuora e convinto che il figlio si sia cacciato nei guai per le sue idee progressiste, Ed si scontra con il muro di gomma, l'omertà e le palesi menzogne dei funzionari dell'ambasciata americana a Santiago. Man mano che i due percorrono la capitale devastata dalla repressione e dai massacri del regime, l'uomo d'affari è costretto ad aprire gli occhi di fronte a una cupa e sconvolgente realtà: la connivenza e il coinvolgimento diretto dei servizi segreti e delle autorità statunitensi nel golpe e nella sparizione di suo figlio, colpevole di aver scoperto informazioni riservate sull'intervento americano.
La pellicola è un teso, tragico e civile thriller politico di denuncia, incentrato sulla ricerca della verità e sulla perdita delle illusioni, e ha ricevuto 4 nomination agli Oscars, vincendone 1:
- Migliore sceneggiatura non originale (Costa-Gavras e Donald E. Stewart)
Le restanti nomination includono:
- Miglior film (Edward Lewis e Mildred Lewis)
- Miglior attore protagonista (Jack Lemmon)
- Migliore attrice protagonista (Sissy Spacek)
Basato su fatti realmente accaduti e tratto dal libro di Thomas Hauser sulla vicenda di Charles Horman, il film segnò il trionfale esordio ad Hollywood del regista greco-francese Costa-Gavras, maestro del cinema d'impegno civile. La pellicola conquistò la Palma d'Oro al Festival di Cannes nel 1982 e regalò a Jack Lemmon il premio per la miglior interpretazione maschile sulla Croisette grazie a una delle sue prove recitative più drammatiche, sobrie e intense di sempre. Al suo fianco, Sissy Spacek offrì una performance straordinaria nei panni della coraggiosa e determinata Beth. Per via dei suoi espliciti contenuti d'accusa verso la politica estera americana, il film fu oggetto di accese controversie e cause legali negli Stati Uniti, ma rimase una pietra miliare del cinema politico degli anni '80, impreziosita dalle suggestive ed evocative musiche del compositore greco Vangelis.
Il film ha un voto quasi ottimo in IMDB: 7.7 su 10. Io l'ho trovato un po' noioso, ma senza dubbio i film che raccontano la realtà sono sempre utili e questo film mostra molto bene le barbarie del regime di Pinochet, in particolare in una scena in cui in un luogo adibito a raccogliere i cadaveri ci sono talmente tanti corpi da non riuscire a camminare e non sapendo più dove mettere i corpi hanno iniziato a metterli sul tetto dell'edificio.
Film in streaming in HD: https://altadefinizionex.live/biografico/6267-miss...
Trailer
Diretto da Costa-Gavras
.
Storia vera.
Nel settembre del 1973, durante il sanguinoso colpo di Stato militare guidato dal generale Augusto Pinochet in Cile, Charles Horman, un giovane giornalista ed ideale idealista americano che vive a Santiago con la moglie Beth, scompare improvvisamente nel nulla prelevato dalle forze armate. Disperata, Beth inizia a cercarlo negli ospedali e nelle prigioni, venendo ben presto raggiunta dal suocero Ed Horman, un facoltoso ed esponente conservatore di New York che ripone un'incrollabile fiducia nelle istituzioni e nella diplomazia del governo degli Stati Uniti. Inizialmente scettico verso la nuora e convinto che il figlio si sia cacciato nei guai per le sue idee progressiste, Ed si scontra con il muro di gomma, l'omertà e le palesi menzogne dei funzionari dell'ambasciata americana a Santiago. Man mano che i due percorrono la capitale devastata dalla repressione e dai massacri del regime, l'uomo d'affari è costretto ad aprire gli occhi di fronte a una cupa e sconvolgente realtà: la connivenza e il coinvolgimento diretto dei servizi segreti e delle autorità statunitensi nel golpe e nella sparizione di suo figlio, colpevole di aver scoperto informazioni riservate sull'intervento americano.
La pellicola è un teso, tragico e civile thriller politico di denuncia, incentrato sulla ricerca della verità e sulla perdita delle illusioni, e ha ricevuto 4 nomination agli Oscars, vincendone 1:
- Migliore sceneggiatura non originale (Costa-Gavras e Donald E. Stewart)
Le restanti nomination includono:
- Miglior film (Edward Lewis e Mildred Lewis)
- Miglior attore protagonista (Jack Lemmon)
- Migliore attrice protagonista (Sissy Spacek)
Basato su fatti realmente accaduti e tratto dal libro di Thomas Hauser sulla vicenda di Charles Horman, il film segnò il trionfale esordio ad Hollywood del regista greco-francese Costa-Gavras, maestro del cinema d'impegno civile. La pellicola conquistò la Palma d'Oro al Festival di Cannes nel 1982 e regalò a Jack Lemmon il premio per la miglior interpretazione maschile sulla Croisette grazie a una delle sue prove recitative più drammatiche, sobrie e intense di sempre. Al suo fianco, Sissy Spacek offrì una performance straordinaria nei panni della coraggiosa e determinata Beth. Per via dei suoi espliciti contenuti d'accusa verso la politica estera americana, il film fu oggetto di accese controversie e cause legali negli Stati Uniti, ma rimase una pietra miliare del cinema politico degli anni '80, impreziosita dalle suggestive ed evocative musiche del compositore greco Vangelis.
Il film ha un voto quasi ottimo in IMDB: 7.7 su 10. Io l'ho trovato un po' noioso, ma senza dubbio i film che raccontano la realtà sono sempre utili e questo film mostra molto bene le barbarie del regime di Pinochet, in particolare in una scena in cui in un luogo adibito a raccogliere i cadaveri ci sono talmente tanti corpi da non riuscire a camminare e non sapendo più dove mettere i corpi hanno iniziato a metterli sul tetto dell'edificio.
Film in streaming in HD: https://altadefinizionex.live/biografico/6267-miss...

Trailer
Scritto da
Non Autenticato
il 2026-09-25 15:58:57.0 alle 2026-09-25 15:58:57.0
Scritto da: Alessandrox
> NOn sono contrari perché non gli piace x una questione di gusti o ideologia, ma perché sta distruggendo le loro vite.
>
> C'è la VITA in gioco, ecco perché continueranno a rompere i coglioni fino alla morte.
Il problema è che è una questione di vita o di morte per tutti, e nessuno lo capisce.
Che fine farà la libertà, la democrazia. È una questione di vita o di morte per la civiltà occidentale.
> NOn sono contrari perché non gli piace x una questione di gusti o ideologia, ma perché sta distruggendo le loro vite.
>
> C'è la VITA in gioco, ecco perché continueranno a rompere i coglioni fino alla morte.
Il problema è che è una questione di vita o di morte per tutti, e nessuno lo capisce.
Che fine farà la libertà, la democrazia. È una questione di vita o di morte per la civiltà occidentale.
Scritto da
Non Autenticato
il 2026-09-25 14:27:37.0 alle 2026-09-25 14:27:37.0
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > ... Nicola Pech, vicepresidente di Mountain Wilderness, torna sui fatti della Val di Susa e del Festival Alta Felicità, ma soprattutto prova ad allargare lo sguardo alle prospettive dell’ambientalismo...
> >
> > https://www.mountainwilderness.it/editoriale/no-ta...
> > https://gognablog.sherpa-gate.com/no-tav-e-alta-fe...
> >
> > Il movimento No Tav è una delle più importanti esperienze di resistenza civile della storia italiana recente
> >
> > Se guardiamo alle grandi opere degli ultimi anni, dobbiamo riconoscere una realtà difficile da contestare: le forme di protesta che restano rigorosamente dentro i confini di una legalità interpretata e gestita dal potere hanno spesso prodotto risultati insufficienti, quando non nulli.
> > Manifestare, organizzare convegni, raccogliere firme e ricorrere alle vie legali sono azioni necessarie, ma spesso del tutto inefficaci. Il potere concede volentieri questi spazi di dissenso perché sa che sono spesso del tutto inoffensivi, incapaci di scalfire decisioni già prese altrove. Pretendendo di dettare regole e modalità della protesta, l’autorità la neutralizza sul nascere, riducendola a rituale sterile. Si protesta contro un nuovo impianto di risalita o una strada, si denunciano i danni ambientali, ma l’esito è già scritto: una volta spenti i riflettori di questa messinscena regolamentata, si torna a casa. E nel silenzio generale, le istituzioni proseguono imperterrite: i cantieri aprono, i boschi cadono e il cemento avanza, ignorando ogni richiesta.
> >
> > Di fronte a tutto questo, dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che esiste una forma di violenza molto più feroce, cinica e subdola di quella che vediamo nelle immagini degli scontri di piazza. È la violenza sistematica esercitata dallo Stato: da un lato, quella istituzionale che violenta la natura e le comunità imponendo opere devastanti contro ogni ragione ambientale e contro la volontà dei territori; dall’altro, quella repressiva che usa il braccio armato e la forza delle leggi speciali per silenziare, criminalizzare e schiacciare chiunque provi a opporsi.
> > La prima violenza, quella degli scontri di piazza, viene sistematicamente manipolata, ingigantita e riproposta in modo ossessivo per criminalizzare il dissenso. La seconda, una violenza brutale contro gli esseri umani e contro la natura, viene invece spacciata, venduta e imposta come sviluppo o superiore interesse nazionale.
> >
> > La questione non è se scegliere la violenza, ma capire come continuare a costruire conflitto sociale e opposizione politica mentre gli spazi democratici vengono progressivamente ridotti.
> > I Ddl Sicurezza, la criminalizzazione di forme storiche di protesta, l’uso della sorveglianza tecnologica e del riconoscimento facciale nelle piazze, insieme alla sostanziale impunità di troppi episodi di violenza delle forze dell’ordine, delineano un quadro preoccupante. È in questo contesto che la vicenda No Tav torna a interrogarci: non per legittimare ogni forma di azione, ma per ricordarci che la disobbedienza e la radicalità, quando inserite in una strategia politica e sociale, hanno spesso aperto spazi che la sola protesta istituzionale non era riuscita a conquistare.
>
>
> Forse sarebbe l'ora di rassegnarsi al fatto che la battaglia è stata persa! Se uno è contrario alla costruzione di un'opera fa legittimamente le sue battaglie, ma una volta che le perde si tira indietro e la smette di rompere i coglioni!
E tutti i discorsi sull'autodeterminazione finiscono nel cesso.
> Scritto da:
> > ... Nicola Pech, vicepresidente di Mountain Wilderness, torna sui fatti della Val di Susa e del Festival Alta Felicità, ma soprattutto prova ad allargare lo sguardo alle prospettive dell’ambientalismo...
> >
> > https://www.mountainwilderness.it/editoriale/no-ta...

> > https://gognablog.sherpa-gate.com/no-tav-e-alta-fe...

> >
> > Il movimento No Tav è una delle più importanti esperienze di resistenza civile della storia italiana recente
> >
> > Se guardiamo alle grandi opere degli ultimi anni, dobbiamo riconoscere una realtà difficile da contestare: le forme di protesta che restano rigorosamente dentro i confini di una legalità interpretata e gestita dal potere hanno spesso prodotto risultati insufficienti, quando non nulli.
> > Manifestare, organizzare convegni, raccogliere firme e ricorrere alle vie legali sono azioni necessarie, ma spesso del tutto inefficaci. Il potere concede volentieri questi spazi di dissenso perché sa che sono spesso del tutto inoffensivi, incapaci di scalfire decisioni già prese altrove. Pretendendo di dettare regole e modalità della protesta, l’autorità la neutralizza sul nascere, riducendola a rituale sterile. Si protesta contro un nuovo impianto di risalita o una strada, si denunciano i danni ambientali, ma l’esito è già scritto: una volta spenti i riflettori di questa messinscena regolamentata, si torna a casa. E nel silenzio generale, le istituzioni proseguono imperterrite: i cantieri aprono, i boschi cadono e il cemento avanza, ignorando ogni richiesta.
> >
> > Di fronte a tutto questo, dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che esiste una forma di violenza molto più feroce, cinica e subdola di quella che vediamo nelle immagini degli scontri di piazza. È la violenza sistematica esercitata dallo Stato: da un lato, quella istituzionale che violenta la natura e le comunità imponendo opere devastanti contro ogni ragione ambientale e contro la volontà dei territori; dall’altro, quella repressiva che usa il braccio armato e la forza delle leggi speciali per silenziare, criminalizzare e schiacciare chiunque provi a opporsi.
> > La prima violenza, quella degli scontri di piazza, viene sistematicamente manipolata, ingigantita e riproposta in modo ossessivo per criminalizzare il dissenso. La seconda, una violenza brutale contro gli esseri umani e contro la natura, viene invece spacciata, venduta e imposta come sviluppo o superiore interesse nazionale.
> >
> > La questione non è se scegliere la violenza, ma capire come continuare a costruire conflitto sociale e opposizione politica mentre gli spazi democratici vengono progressivamente ridotti.
> > I Ddl Sicurezza, la criminalizzazione di forme storiche di protesta, l’uso della sorveglianza tecnologica e del riconoscimento facciale nelle piazze, insieme alla sostanziale impunità di troppi episodi di violenza delle forze dell’ordine, delineano un quadro preoccupante. È in questo contesto che la vicenda No Tav torna a interrogarci: non per legittimare ogni forma di azione, ma per ricordarci che la disobbedienza e la radicalità, quando inserite in una strategia politica e sociale, hanno spesso aperto spazi che la sola protesta istituzionale non era riuscita a conquistare.
>
>
> Forse sarebbe l'ora di rassegnarsi al fatto che la battaglia è stata persa! Se uno è contrario alla costruzione di un'opera fa legittimamente le sue battaglie, ma una volta che le perde si tira indietro e la smette di rompere i coglioni!
E tutti i discorsi sull'autodeterminazione finiscono nel cesso.
Scritto da
Alessandrox
(XYZ)Troll
il 2026-09-25 09:54:16.0 alle 2026-09-25 09:54:16.0
Trollate totali: 11553
NOn sono contrari perché non gli piace x una questione di gusti o ideologia, ma perché sta distruggendo le loro vite.
C'è la VITA in gioco, ecco perché continueranno a rompere i coglioni fino alla morte.
**Modificato dall'autore il 25.09.2026 09:58**
C'è la VITA in gioco, ecco perché continueranno a rompere i coglioni fino alla morte.
**Modificato dall'autore il 25.09.2026 09:58**
Ma smettila di secernere cazzate!
Politica
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> > > > Scritto da:
> > > > > Il messaggio è: anche se lo stato vi difende, noi vi ammazziamo.
> > > > >
> > > > > Se finiamo in galera, pazienza, magari poi il clima politico cambia e verremo liberati: l'importante è che se rapini un negozio non la passi liscia.
> > > >
> > > > Voi marcite giustamente in galera mentre nuovi ladri crescono dato che è fisiologico nella società umana. Quelli più bravi li votate pure, vedi te.
> > >
> > > Cos'hai contro la proprietà privata? Hai ceduto tutti i tuoi averi al proletariato?
> >
> > Qui si parla di ammazzare gente, non di proprietà privata.
>
> Eehh sarebbe meglio se il gioielliere potesse dire se mi rapini ti metto io in prigione dato che lo stato ti protegge, ma il gioielliere può solo ammazzare. Al massimo ferire, poteva fargli saltare la rotula, ma poi una volta guarito tornava a vendicarsi.
>
> Adesso il rapinatore è al cimitero e il gioielliere al gabbio, tutto perché lo stato non fa il suo mestiere.
Cosa vuol dire "lo stato non fa il suo mestiere"? Roggero ha chiamato la polizia e non è arrivata?
> Scritto da:
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> > > > > Il messaggio è: anche se lo stato vi difende, noi vi ammazziamo.
> > > > >
> > > > > Se finiamo in galera, pazienza, magari poi il clima politico cambia e verremo liberati: l'importante è che se rapini un negozio non la passi liscia.
> > > >
> > > > Voi marcite giustamente in galera mentre nuovi ladri crescono dato che è fisiologico nella società umana. Quelli più bravi li votate pure, vedi te.
> > >
> > > Cos'hai contro la proprietà privata? Hai ceduto tutti i tuoi averi al proletariato?
> >
> > Qui si parla di ammazzare gente, non di proprietà privata.
>
> Eehh sarebbe meglio se il gioielliere potesse dire se mi rapini ti metto io in prigione dato che lo stato ti protegge, ma il gioielliere può solo ammazzare. Al massimo ferire, poteva fargli saltare la rotula, ma poi una volta guarito tornava a vendicarsi.
>
> Adesso il rapinatore è al cimitero e il gioielliere al gabbio, tutto perché lo stato non fa il suo mestiere.
Cosa vuol dire "lo stato non fa il suo mestiere"? Roggero ha chiamato la polizia e non è arrivata?
Scritto da:
> ... Nicola Pech, vicepresidente di Mountain Wilderness, torna sui fatti della Val di Susa e del Festival Alta Felicità, ma soprattutto prova ad allargare lo sguardo alle prospettive dell’ambientalismo...
>
> https://www.mountainwilderness.it/editoriale/no-ta...
> https://gognablog.sherpa-gate.com/no-tav-e-alta-fe...
>
> Il movimento No Tav è una delle più importanti esperienze di resistenza civile della storia italiana recente
>
> Se guardiamo alle grandi opere degli ultimi anni, dobbiamo riconoscere una realtà difficile da contestare: le forme di protesta che restano rigorosamente dentro i confini di una legalità interpretata e gestita dal potere hanno spesso prodotto risultati insufficienti, quando non nulli.
> Manifestare, organizzare convegni, raccogliere firme e ricorrere alle vie legali sono azioni necessarie, ma spesso del tutto inefficaci. Il potere concede volentieri questi spazi di dissenso perché sa che sono spesso del tutto inoffensivi, incapaci di scalfire decisioni già prese altrove. Pretendendo di dettare regole e modalità della protesta, l’autorità la neutralizza sul nascere, riducendola a rituale sterile. Si protesta contro un nuovo impianto di risalita o una strada, si denunciano i danni ambientali, ma l’esito è già scritto: una volta spenti i riflettori di questa messinscena regolamentata, si torna a casa. E nel silenzio generale, le istituzioni proseguono imperterrite: i cantieri aprono, i boschi cadono e il cemento avanza, ignorando ogni richiesta.
>
> Di fronte a tutto questo, dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che esiste una forma di violenza molto più feroce, cinica e subdola di quella che vediamo nelle immagini degli scontri di piazza. È la violenza sistematica esercitata dallo Stato: da un lato, quella istituzionale che violenta la natura e le comunità imponendo opere devastanti contro ogni ragione ambientale e contro la volontà dei territori; dall’altro, quella repressiva che usa il braccio armato e la forza delle leggi speciali per silenziare, criminalizzare e schiacciare chiunque provi a opporsi.
> La prima violenza, quella degli scontri di piazza, viene sistematicamente manipolata, ingigantita e riproposta in modo ossessivo per criminalizzare il dissenso. La seconda, una violenza brutale contro gli esseri umani e contro la natura, viene invece spacciata, venduta e imposta come sviluppo o superiore interesse nazionale.
>
> La questione non è se scegliere la violenza, ma capire come continuare a costruire conflitto sociale e opposizione politica mentre gli spazi democratici vengono progressivamente ridotti.
> I Ddl Sicurezza, la criminalizzazione di forme storiche di protesta, l’uso della sorveglianza tecnologica e del riconoscimento facciale nelle piazze, insieme alla sostanziale impunità di troppi episodi di violenza delle forze dell’ordine, delineano un quadro preoccupante. È in questo contesto che la vicenda No Tav torna a interrogarci: non per legittimare ogni forma di azione, ma per ricordarci che la disobbedienza e la radicalità, quando inserite in una strategia politica e sociale, hanno spesso aperto spazi che la sola protesta istituzionale non era riuscita a conquistare.
Forse sarebbe l'ora di rassegnarsi al fatto che la battaglia è stata persa! Se uno è contrario alla costruzione di un'opera fa legittimamente le sue battaglie, ma una volta che le perde si tira indietro e la smette di rompere i coglioni!
> ... Nicola Pech, vicepresidente di Mountain Wilderness, torna sui fatti della Val di Susa e del Festival Alta Felicità, ma soprattutto prova ad allargare lo sguardo alle prospettive dell’ambientalismo...
>
> https://www.mountainwilderness.it/editoriale/no-ta...

> https://gognablog.sherpa-gate.com/no-tav-e-alta-fe...

>
> Il movimento No Tav è una delle più importanti esperienze di resistenza civile della storia italiana recente
>
> Se guardiamo alle grandi opere degli ultimi anni, dobbiamo riconoscere una realtà difficile da contestare: le forme di protesta che restano rigorosamente dentro i confini di una legalità interpretata e gestita dal potere hanno spesso prodotto risultati insufficienti, quando non nulli.
> Manifestare, organizzare convegni, raccogliere firme e ricorrere alle vie legali sono azioni necessarie, ma spesso del tutto inefficaci. Il potere concede volentieri questi spazi di dissenso perché sa che sono spesso del tutto inoffensivi, incapaci di scalfire decisioni già prese altrove. Pretendendo di dettare regole e modalità della protesta, l’autorità la neutralizza sul nascere, riducendola a rituale sterile. Si protesta contro un nuovo impianto di risalita o una strada, si denunciano i danni ambientali, ma l’esito è già scritto: una volta spenti i riflettori di questa messinscena regolamentata, si torna a casa. E nel silenzio generale, le istituzioni proseguono imperterrite: i cantieri aprono, i boschi cadono e il cemento avanza, ignorando ogni richiesta.
>
> Di fronte a tutto questo, dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che esiste una forma di violenza molto più feroce, cinica e subdola di quella che vediamo nelle immagini degli scontri di piazza. È la violenza sistematica esercitata dallo Stato: da un lato, quella istituzionale che violenta la natura e le comunità imponendo opere devastanti contro ogni ragione ambientale e contro la volontà dei territori; dall’altro, quella repressiva che usa il braccio armato e la forza delle leggi speciali per silenziare, criminalizzare e schiacciare chiunque provi a opporsi.
> La prima violenza, quella degli scontri di piazza, viene sistematicamente manipolata, ingigantita e riproposta in modo ossessivo per criminalizzare il dissenso. La seconda, una violenza brutale contro gli esseri umani e contro la natura, viene invece spacciata, venduta e imposta come sviluppo o superiore interesse nazionale.
>
> La questione non è se scegliere la violenza, ma capire come continuare a costruire conflitto sociale e opposizione politica mentre gli spazi democratici vengono progressivamente ridotti.
> I Ddl Sicurezza, la criminalizzazione di forme storiche di protesta, l’uso della sorveglianza tecnologica e del riconoscimento facciale nelle piazze, insieme alla sostanziale impunità di troppi episodi di violenza delle forze dell’ordine, delineano un quadro preoccupante. È in questo contesto che la vicenda No Tav torna a interrogarci: non per legittimare ogni forma di azione, ma per ricordarci che la disobbedienza e la radicalità, quando inserite in una strategia politica e sociale, hanno spesso aperto spazi che la sola protesta istituzionale non era riuscita a conquistare.
Forse sarebbe l'ora di rassegnarsi al fatto che la battaglia è stata persa! Se uno è contrario alla costruzione di un'opera fa legittimamente le sue battaglie, ma una volta che le perde si tira indietro e la smette di rompere i coglioni!
Scritto da:
> il motorino è rotto
Per forza!
http://forumdeitroll.com/motorino/search?dummy=tru...
ed è normale che non lo trovi, però non trova nemmeno...
http://forumdeitroll.com/FdTViewer/motorino/search...
Misteri della fede! Se qualcuno riesce a suggerire un link funzionante...
> il motorino è rotto
Per forza!
ed è normale che non lo trovi, però non trova nemmeno...
Misteri della fede! Se qualcuno riesce a suggerire un link funzionante...
Scritto da
Non Autenticato
il 2026-09-25 07:20:34.0 alle 2026-09-25 07:20:34.0
Scritto da:
> ma questi quando vanno in galera?
Che fretta hai, saranno i primi ad essere rastrellati quando i fasci saranno tornati al potere al 100%. Serve solo un altro po' di tempo grazie agli elettori di merda, alias italiani.
> ma questi quando vanno in galera?
Che fretta hai, saranno i primi ad essere rastrellati quando i fasci saranno tornati al potere al 100%. Serve solo un altro po' di tempo grazie agli elettori di merda, alias italiani.
Scritto da
Non Autenticato
il 2026-09-25 00:47:29.0 alle 2026-09-25 00:47:29.0
ma questi quando vanno in galera?
Arricchimento culturale in Svezia in corso
Ad
https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
Musica
Pochi minuti fa mi sono messo a riascoltare le canzoni rap da me sfornate a 18-19 anni. Bei tempi, ma adesso sono altri tempi: i tempi di Mendelssohn!
Proseguiamo quindi con il penultimo pezzo della lista delle sinfonie del campione: la Sinfonia No. 2 è stata scritta da Mendelssohn (in Italiano "figlio di Mendel") nel 1840, all'età di 31 anni.
Tecnicamente più che una sinfonia è una cantata, ma non importa! L'importante è la qualità: questo pezzo per me spacca il culo dei bambini, è sottovalutato!
Mendelssohn - Op. 52 - Symphony No. 2 in B-flat major "Lobgesang" (1840):
1. Sinfonia:
- 00:00 Maestoso con moto - Allegro (B-flat major)
- 12:15 Allegretto un poco agitato (G minor)
- 17:23 Adagio religioso (D major)
24:55 2. Soprano, Chorus: "Alles was Odem hat lobe den Herrn" Allegro moderato maestoso (B-flat major)
32:09 3. Tenor: "Saget es, die ihr erlöst seid durch den Herrn" Recitativ – Allegro moderato. (G minor)
34:56 4. Chorus: "Sagt es, die ihr erlöst seid vor dem Herrn" A tempo moderato. (G minor)
37:01 5. 2 Sopranos, Chorus: "Ich harrete des Herrn." Andante (E-flat major)
42:42 6. Soprano, Tenor: "Strick des Todes hatten uns umfangen." Allegro un poco agitato – Allegro assai agitato (C minor)
46:27 7. Chorus: "Die Nacht ist vergangen" Allegro maestoso e molto vivace. (D major)
51:17 8. Chorus: "Nun danket alle Gott." Andante con moto (G major)
56:41 9. Soprano, Tenor: "Drum sing’ ich mit meinem Liede" Andante sostenuto assai. (B-flat major)
1:01:15 10. Chorus: "Ihr Völker! bringet her dem Herrn Ehre und Macht" Allegro non troppo (B-flat major)
Proseguiamo quindi con il penultimo pezzo della lista delle sinfonie del campione: la Sinfonia No. 2 è stata scritta da Mendelssohn (in Italiano "figlio di Mendel") nel 1840, all'età di 31 anni.
Tecnicamente più che una sinfonia è una cantata, ma non importa! L'importante è la qualità: questo pezzo per me spacca il culo dei bambini, è sottovalutato!
Mendelssohn - Op. 52 - Symphony No. 2 in B-flat major "Lobgesang" (1840):
1. Sinfonia:
- 00:00 Maestoso con moto - Allegro (B-flat major)
- 12:15 Allegretto un poco agitato (G minor)
- 17:23 Adagio religioso (D major)
24:55 2. Soprano, Chorus: "Alles was Odem hat lobe den Herrn" Allegro moderato maestoso (B-flat major)
32:09 3. Tenor: "Saget es, die ihr erlöst seid durch den Herrn" Recitativ – Allegro moderato. (G minor)
34:56 4. Chorus: "Sagt es, die ihr erlöst seid vor dem Herrn" A tempo moderato. (G minor)
37:01 5. 2 Sopranos, Chorus: "Ich harrete des Herrn." Andante (E-flat major)
42:42 6. Soprano, Tenor: "Strick des Todes hatten uns umfangen." Allegro un poco agitato – Allegro assai agitato (C minor)
46:27 7. Chorus: "Die Nacht ist vergangen" Allegro maestoso e molto vivace. (D major)
51:17 8. Chorus: "Nun danket alle Gott." Andante con moto (G major)
56:41 9. Soprano, Tenor: "Drum sing’ ich mit meinem Liede" Andante sostenuto assai. (B-flat major)
1:01:15 10. Chorus: "Ihr Völker! bringet her dem Herrn Ehre und Macht" Allegro non troppo (B-flat major)
Musica
Scritto da: Mattia
> Avevo scritto che la grandezza di Brahms la si vede soprattutto nella musica da camera, e il pezzo che posto oggi è un buon esempio.
>
> Parlo del suo primo sestetto per archi! Il secondo movimento in particolare è bello come il sesso anale con un bambino biondo: contiene una delle più belle melodie della musica classica (e io di pezzi ne ho sentiti parecchi!).
>
>
> Brahms - Op. 18 - String Sextet No. 1 in B♭ major (1860):
> 00:00 I. Allegro ma non troppo
> 10:53 II. Andante ma moderato
> 21:06 III. Scherzo. Allegro Molto
> 24:34 IV. Rondo. Poco Allegretto e grazioso
>
>
Sempre nel 1860, Brahms scrisse un arrangiamento per piano del secondo movimento di questo pezzo.
Si vede che anche lui, come me, lo apprezzava molto!
Brahms - Op. 18b - Theme and Variations (1860)
> Avevo scritto che la grandezza di Brahms la si vede soprattutto nella musica da camera, e il pezzo che posto oggi è un buon esempio.
>
> Parlo del suo primo sestetto per archi! Il secondo movimento in particolare è bello come il sesso anale con un bambino biondo: contiene una delle più belle melodie della musica classica (e io di pezzi ne ho sentiti parecchi!).
>
>
> Brahms - Op. 18 - String Sextet No. 1 in B♭ major (1860):
> 00:00 I. Allegro ma non troppo
> 10:53 II. Andante ma moderato
> 21:06 III. Scherzo. Allegro Molto
> 24:34 IV. Rondo. Poco Allegretto e grazioso
>
>
Sempre nel 1860, Brahms scrisse un arrangiamento per piano del secondo movimento di questo pezzo.
Si vede che anche lui, come me, lo apprezzava molto!
Brahms - Op. 18b - Theme and Variations (1860)
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il 2026-09-24 16:07:32.0 alle 2026-09-24 16:07:32.0
... Nicola Pech, vicepresidente di Mountain Wilderness, torna sui fatti della Val di Susa e del Festival Alta Felicità, ma soprattutto prova ad allargare lo sguardo alle prospettive dell’ambientalismo...
https://www.mountainwilderness.it/editoriale/no-ta...
https://gognablog.sherpa-gate.com/no-tav-e-alta-fe...
Il movimento No Tav è una delle più importanti esperienze di resistenza civile della storia italiana recente
Se guardiamo alle grandi opere degli ultimi anni, dobbiamo riconoscere una realtà difficile da contestare: le forme di protesta che restano rigorosamente dentro i confini di una legalità interpretata e gestita dal potere hanno spesso prodotto risultati insufficienti, quando non nulli.
Manifestare, organizzare convegni, raccogliere firme e ricorrere alle vie legali sono azioni necessarie, ma spesso del tutto inefficaci. Il potere concede volentieri questi spazi di dissenso perché sa che sono spesso del tutto inoffensivi, incapaci di scalfire decisioni già prese altrove. Pretendendo di dettare regole e modalità della protesta, l’autorità la neutralizza sul nascere, riducendola a rituale sterile. Si protesta contro un nuovo impianto di risalita o una strada, si denunciano i danni ambientali, ma l’esito è già scritto: una volta spenti i riflettori di questa messinscena regolamentata, si torna a casa. E nel silenzio generale, le istituzioni proseguono imperterrite: i cantieri aprono, i boschi cadono e il cemento avanza, ignorando ogni richiesta.
Di fronte a tutto questo, dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che esiste una forma di violenza molto più feroce, cinica e subdola di quella che vediamo nelle immagini degli scontri di piazza. È la violenza sistematica esercitata dallo Stato: da un lato, quella istituzionale che violenta la natura e le comunità imponendo opere devastanti contro ogni ragione ambientale e contro la volontà dei territori; dall’altro, quella repressiva che usa il braccio armato e la forza delle leggi speciali per silenziare, criminalizzare e schiacciare chiunque provi a opporsi.
La prima violenza, quella degli scontri di piazza, viene sistematicamente manipolata, ingigantita e riproposta in modo ossessivo per criminalizzare il dissenso. La seconda, una violenza brutale contro gli esseri umani e contro la natura, viene invece spacciata, venduta e imposta come sviluppo o superiore interesse nazionale.
La questione non è se scegliere la violenza, ma capire come continuare a costruire conflitto sociale e opposizione politica mentre gli spazi democratici vengono progressivamente ridotti.
I Ddl Sicurezza, la criminalizzazione di forme storiche di protesta, l’uso della sorveglianza tecnologica e del riconoscimento facciale nelle piazze, insieme alla sostanziale impunità di troppi episodi di violenza delle forze dell’ordine, delineano un quadro preoccupante. È in questo contesto che la vicenda No Tav torna a interrogarci: non per legittimare ogni forma di azione, ma per ricordarci che la disobbedienza e la radicalità, quando inserite in una strategia politica e sociale, hanno spesso aperto spazi che la sola protesta istituzionale non era riuscita a conquistare.
https://www.mountainwilderness.it/editoriale/no-ta...

https://gognablog.sherpa-gate.com/no-tav-e-alta-fe...

Il movimento No Tav è una delle più importanti esperienze di resistenza civile della storia italiana recente
Se guardiamo alle grandi opere degli ultimi anni, dobbiamo riconoscere una realtà difficile da contestare: le forme di protesta che restano rigorosamente dentro i confini di una legalità interpretata e gestita dal potere hanno spesso prodotto risultati insufficienti, quando non nulli.
Manifestare, organizzare convegni, raccogliere firme e ricorrere alle vie legali sono azioni necessarie, ma spesso del tutto inefficaci. Il potere concede volentieri questi spazi di dissenso perché sa che sono spesso del tutto inoffensivi, incapaci di scalfire decisioni già prese altrove. Pretendendo di dettare regole e modalità della protesta, l’autorità la neutralizza sul nascere, riducendola a rituale sterile. Si protesta contro un nuovo impianto di risalita o una strada, si denunciano i danni ambientali, ma l’esito è già scritto: una volta spenti i riflettori di questa messinscena regolamentata, si torna a casa. E nel silenzio generale, le istituzioni proseguono imperterrite: i cantieri aprono, i boschi cadono e il cemento avanza, ignorando ogni richiesta.
Di fronte a tutto questo, dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che esiste una forma di violenza molto più feroce, cinica e subdola di quella che vediamo nelle immagini degli scontri di piazza. È la violenza sistematica esercitata dallo Stato: da un lato, quella istituzionale che violenta la natura e le comunità imponendo opere devastanti contro ogni ragione ambientale e contro la volontà dei territori; dall’altro, quella repressiva che usa il braccio armato e la forza delle leggi speciali per silenziare, criminalizzare e schiacciare chiunque provi a opporsi.
La prima violenza, quella degli scontri di piazza, viene sistematicamente manipolata, ingigantita e riproposta in modo ossessivo per criminalizzare il dissenso. La seconda, una violenza brutale contro gli esseri umani e contro la natura, viene invece spacciata, venduta e imposta come sviluppo o superiore interesse nazionale.
La questione non è se scegliere la violenza, ma capire come continuare a costruire conflitto sociale e opposizione politica mentre gli spazi democratici vengono progressivamente ridotti.
I Ddl Sicurezza, la criminalizzazione di forme storiche di protesta, l’uso della sorveglianza tecnologica e del riconoscimento facciale nelle piazze, insieme alla sostanziale impunità di troppi episodi di violenza delle forze dell’ordine, delineano un quadro preoccupante. È in questo contesto che la vicenda No Tav torna a interrogarci: non per legittimare ogni forma di azione, ma per ricordarci che la disobbedienza e la radicalità, quando inserite in una strategia politica e sociale, hanno spesso aperto spazi che la sola protesta istituzionale non era riuscita a conquistare.
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il 2026-09-24 15:55:32.0 alle 2026-09-24 15:55:32.0
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> > > > Il messaggio è: anche se lo stato vi difende, noi vi ammazziamo.
> > > >
> > > > Se finiamo in galera, pazienza, magari poi il clima politico cambia e verremo liberati: l'importante è che se rapini un negozio non la passi liscia.
> > >
> > > Voi marcite giustamente in galera mentre nuovi ladri crescono dato che è fisiologico nella società umana. Quelli più bravi li votate pure, vedi te.
> >
> > Cos'hai contro la proprietà privata? Hai ceduto tutti i tuoi averi al proletariato?
>
> Qui si parla di ammazzare gente, non di proprietà privata.
Eehh sarebbe meglio se il gioielliere potesse dire se mi rapini ti metto io in prigione dato che lo stato ti protegge, ma il gioielliere può solo ammazzare. Al massimo ferire, poteva fargli saltare la rotula, ma poi una volta guarito tornava a vendicarsi.
Adesso il rapinatore è al cimitero e il gioielliere al gabbio, tutto perché lo stato non fa il suo mestiere.
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> > > > Il messaggio è: anche se lo stato vi difende, noi vi ammazziamo.
> > > >
> > > > Se finiamo in galera, pazienza, magari poi il clima politico cambia e verremo liberati: l'importante è che se rapini un negozio non la passi liscia.
> > >
> > > Voi marcite giustamente in galera mentre nuovi ladri crescono dato che è fisiologico nella società umana. Quelli più bravi li votate pure, vedi te.
> >
> > Cos'hai contro la proprietà privata? Hai ceduto tutti i tuoi averi al proletariato?
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> Qui si parla di ammazzare gente, non di proprietà privata.
Eehh sarebbe meglio se il gioielliere potesse dire se mi rapini ti metto io in prigione dato che lo stato ti protegge, ma il gioielliere può solo ammazzare. Al massimo ferire, poteva fargli saltare la rotula, ma poi una volta guarito tornava a vendicarsi.
Adesso il rapinatore è al cimitero e il gioielliere al gabbio, tutto perché lo stato non fa il suo mestiere.
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Non Autenticato
il 2026-09-24 15:52:03.0 alle 2026-09-24 15:52:03.0
>
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/24/predap... 
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>
> E Berlusconi e la Meloni!
Hòla Nathan!

>
>

>
> E Berlusconi e la Meloni!

Hòla Nathan!

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il 2026-09-24 15:01:23.0 alle 2026-09-24 15:01:23.0
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> > il motorino è rotto
>
> è colpa di suorcagata e la sua cricca LGBT+
Sempre i protetti da soros nel mezzo
> Scritto da:
> > il motorino è rotto
>
> è colpa di suorcagata e la sua cricca LGBT+
Sempre i protetti da soros nel mezzo
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Non Autenticato
il 2026-09-24 14:59:36.0 alle 2026-09-24 14:59:36.0
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> > > Il messaggio è: anche se lo stato vi difende, noi vi ammazziamo.
> > >
> > > Se finiamo in galera, pazienza, magari poi il clima politico cambia e verremo liberati: l'importante è che se rapini un negozio non la passi liscia.
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> > Voi marcite giustamente in galera mentre nuovi ladri crescono dato che è fisiologico nella società umana. Quelli più bravi li votate pure, vedi te.
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> Cos'hai contro la proprietà privata? Hai ceduto tutti i tuoi averi al proletariato?
Qui si parla di ammazzare gente, non di proprietà privata.
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> > > Il messaggio è: anche se lo stato vi difende, noi vi ammazziamo.
> > >
> > > Se finiamo in galera, pazienza, magari poi il clima politico cambia e verremo liberati: l'importante è che se rapini un negozio non la passi liscia.
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> > Voi marcite giustamente in galera mentre nuovi ladri crescono dato che è fisiologico nella società umana. Quelli più bravi li votate pure, vedi te.
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> Cos'hai contro la proprietà privata? Hai ceduto tutti i tuoi averi al proletariato?
Qui si parla di ammazzare gente, non di proprietà privata.
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il 2026-09-24 14:57:17.0 alle 2026-09-24 14:57:17.0
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> il motorino è rotto
è colpa di suorcagata e la sua cricca LGBT+
> il motorino è rotto
è colpa di suorcagata e la sua cricca LGBT+
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il 2026-09-24 14:37:26.0 alle 2026-09-24 14:37:26.0
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> > Il messaggio è: anche se lo stato vi difende, noi vi ammazziamo.
> >
> > Se finiamo in galera, pazienza, magari poi il clima politico cambia e verremo liberati: l'importante è che se rapini un negozio non la passi liscia.
>
> Voi marcite giustamente in galera mentre nuovi ladri crescono dato che è fisiologico nella società umana. Quelli più bravi li votate pure, vedi te.
Cos'hai contro la proprietà privata? Hai ceduto tutti i tuoi averi al proletariato?
> Scritto da:
> > Il messaggio è: anche se lo stato vi difende, noi vi ammazziamo.
> >
> > Se finiamo in galera, pazienza, magari poi il clima politico cambia e verremo liberati: l'importante è che se rapini un negozio non la passi liscia.
>
> Voi marcite giustamente in galera mentre nuovi ladri crescono dato che è fisiologico nella società umana. Quelli più bravi li votate pure, vedi te.
Cos'hai contro la proprietà privata? Hai ceduto tutti i tuoi averi al proletariato?
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il 2026-09-24 14:35:55.0 alle 2026-09-24 14:35:55.0
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> Scritto da:
> > Affluenza: 56% (alle passate del 2021 era al 51,7%).
> >
> > Risultati:
> >
> > - Russia Unita (il partito di Putin) 57,31%
> >
> > - Partito Comunista 14,2%
> >
> > - Liberaldemocratici 8%
> >
> > - Russia Giusta 5%
> >
> > Se i numeri verranno confermati, al Cremlino andranno 300 dei 450 seggi parlamentari.
> >
> > https://grandeinganno.it/2026/09/21/elezioni-in-ru...
>
> Strano solo il 57, mi sa che l'organizzazione criminale di Putin comincia a perdere colpi.
Anch'io mi aspettavo come minimo un 80%.
> Scritto da:
> > Affluenza: 56% (alle passate del 2021 era al 51,7%).
> >
> > Risultati:
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> > - Russia Unita (il partito di Putin) 57,31%
> >
> > - Partito Comunista 14,2%
> >
> > - Liberaldemocratici 8%
> >
> > - Russia Giusta 5%
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> > Se i numeri verranno confermati, al Cremlino andranno 300 dei 450 seggi parlamentari.
> >
> > https://grandeinganno.it/2026/09/21/elezioni-in-ru...

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> Strano solo il 57, mi sa che l'organizzazione criminale di Putin comincia a perdere colpi.
Anch'io mi aspettavo come minimo un 80%.