Proc di Catania
Scritto da:
> > > Te l'ho già detto, falla finita.
> >
> > Ti regalo la seconda parte di una citazione nuova di zecca: "se non ti piace nessuno ti obbliga ad assistere."
>
> Come vuoi.
No, come vuoi te: Se non ti piace, vattene. Piu' chiaro di cosi' ...
> Ti consideravo una persona quasi decente, ma già da tempo mi hai mostrato che parlare con te è impossibile, anche in privato.
In privato
?
> Ora, finché lo facevi qui uno non è che ci da tanto peso, dopotutto questo forum è "particolare".
Esatto. Rilassati. Questo e' il FdT.
Ci sono dei limiti (Non ho mai postato il tuo email nome.cognome@gmail.com o le tue foto con $tipaAmericanaCheMiSfuggeIlNome), ma per il resto in passato ci sono stati degli episodio di sfottio ben piu' pesanti.
> Poi hai cominciato ad insultare pesantemente Yoda.
Yoda se lo merita. Yoda e' un pirla che ha bisogno che qualcuno lo afferri per i capelli e gli faccia picchiare il muso sullo specchio finche' non apre gli occhi.
Quel cretino sta buttando nel cesso la sua esistenza, minuto dopo minuto, ed e' una cosa che mi fa imbestialire.
> Ti chiedo per favore di pensarci su. Non sono uno psicazzo e non mi interessa farti la predica, però almeno ragionaci su. Magari ho torto, magari no. Considerala un'osservazione fatta da un amico, non un attacco perché non lo è.
Questo e' il FdT, qui indossiamo le nostre maschere pirandelliane e mai, mai, mischiamo questo luogo di perdizione con la vita reale.
Edit: Filtro la Proc, ti ho risposto solo perche' la versione mobile ancora non ha questa ficiur (Suoraaaa
!!), ora che comincia la settimana e uso il PC del lavoro, non vedro' piu' nessuna tua eventuale risposta. Se vuoi, mandami un PVT.
**Modificato dall'autore il 16.03.2015 09:02**
> > > Te l'ho già detto, falla finita.
> >
> > Ti regalo la seconda parte di una citazione nuova di zecca: "se non ti piace nessuno ti obbliga ad assistere."
>
> Come vuoi.
No, come vuoi te: Se non ti piace, vattene. Piu' chiaro di cosi' ...
> Ti consideravo una persona quasi decente, ma già da tempo mi hai mostrato che parlare con te è impossibile, anche in privato.
In privato
?> Ora, finché lo facevi qui uno non è che ci da tanto peso, dopotutto questo forum è "particolare".
Esatto. Rilassati. Questo e' il FdT.
Ci sono dei limiti (Non ho mai postato il tuo email nome.cognome@gmail.com o le tue foto con $tipaAmericanaCheMiSfuggeIlNome), ma per il resto in passato ci sono stati degli episodio di sfottio ben piu' pesanti.
> Poi hai cominciato ad insultare pesantemente Yoda.
Yoda se lo merita. Yoda e' un pirla che ha bisogno che qualcuno lo afferri per i capelli e gli faccia picchiare il muso sullo specchio finche' non apre gli occhi.
Quel cretino sta buttando nel cesso la sua esistenza, minuto dopo minuto, ed e' una cosa che mi fa imbestialire.
> Ti chiedo per favore di pensarci su. Non sono uno psicazzo e non mi interessa farti la predica, però almeno ragionaci su. Magari ho torto, magari no. Considerala un'osservazione fatta da un amico, non un attacco perché non lo è.
Questo e' il FdT, qui indossiamo le nostre maschere pirandelliane e mai, mai, mischiamo questo luogo di perdizione con la vita reale.
Edit: Filtro la Proc, ti ho risposto solo perche' la versione mobile ancora non ha questa ficiur (Suoraaaa
!!), ora che comincia la settimana e uso il PC del lavoro, non vedro' piu' nessuna tua eventuale risposta. Se vuoi, mandami un PVT.**Modificato dall'autore il 16.03.2015 09:02**
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
Il coraggio degli asiatici
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Cinesi salvano Gatto Selvaggio da sicuro annegamento, altro che musulmani!
Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2015-03-15 23:58:40.0 alle 2015-03-15 23:58:40.0
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> Scritto da:
> > Scritto da: avvelenato
> > > c'è un cazzo da ridere gatto, se non ti svegli anche te finisci come lui. Ma che problemi c'hai? Sembri quasi normale. Possibile che non riesci a togliere quel "quasi"?
> >
> > Hanno tutti un sacco di problemi a sentire te...
> > questo mi ricorda quel tipo che se ne andava in senso contrario in autostrada e chiamava la polizia per dire che c'erano un sacco di persone contromano.
>
> Almeno nel mio caso ha ragione, non sono esente da problemi. Avve ne ha avuto la sua dose, per cui presumo abbia la sua esperienza nel riconoscere quando gli altri ne hanno.
Oh è sicuramente un espertone.
> Scritto da:
> > Scritto da: avvelenato
> > > c'è un cazzo da ridere gatto, se non ti svegli anche te finisci come lui. Ma che problemi c'hai? Sembri quasi normale. Possibile che non riesci a togliere quel "quasi"?
> >
> > Hanno tutti un sacco di problemi a sentire te...
> > questo mi ricorda quel tipo che se ne andava in senso contrario in autostrada e chiamava la polizia per dire che c'erano un sacco di persone contromano.
>
> Almeno nel mio caso ha ragione, non sono esente da problemi. Avve ne ha avuto la sua dose, per cui presumo abbia la sua esperienza nel riconoscere quando gli altri ne hanno.
Oh è sicuramente un espertone.
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2015-03-15 23:44:38.0 alle 2015-03-15 23:44:38.0
Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da: avvelenato
> > > > Scritto da:
> > > > >
> > > > > sai la gente materialista ti considera se hai qualche vantaggio economico da offrirgli sennò ti considera inferiore
> > > >
> > > > E come dovrebbe considerarti, superiore?
> > >
> > > pari
> > >
> > > >
> > > > Sei simpatico?
> > > si
> > > > Sei divertente?
> > > si
> > > > Sei empatico?
> > > moltissimo
> > > > Sai dare buoni consigli?
> > > si
> > > >
> > > > a me sembra solo che vampirizzi energie altrui....
> > >
> > > ok smettila di offendermi gratuitamente hai rotto fatti a fumare una canna così consumi quel poco di cervello che ti è rimasto
> >
> > Non prendertela con avve, ti sta solo mostrando uno specchio che riflette come ti vedono gli altri, una specie di Forrest Gump sociale.
>
> Non parlare per me.
Non sto parlando per te, sto parlando a te.
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da: avvelenato
> > > > Scritto da:
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> > > > > sai la gente materialista ti considera se hai qualche vantaggio economico da offrirgli sennò ti considera inferiore
> > > >
> > > > E come dovrebbe considerarti, superiore?
> > >
> > > pari
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> > > > Sei simpatico?
> > > si
> > > > Sei divertente?
> > > si
> > > > Sei empatico?
> > > moltissimo
> > > > Sai dare buoni consigli?
> > > si
> > > >
> > > > a me sembra solo che vampirizzi energie altrui....
> > >
> > > ok smettila di offendermi gratuitamente hai rotto fatti a fumare una canna così consumi quel poco di cervello che ti è rimasto
> >
> > Non prendertela con avve, ti sta solo mostrando uno specchio che riflette come ti vedono gli altri, una specie di Forrest Gump sociale.
>
> Non parlare per me.
Non sto parlando per te, sto parlando a te.
Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2015-03-15 23:43:45.0 alle 2015-03-15 23:43:45.0
Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da: avvelenato
> > > Scritto da:
> > > >
> > > > Anch'io
> > > > ne abbiamo anche già parlato.
> > >
> > >
> > > non mi ricordo, ma se tuo padre con 17 appartamenti non ti dà i soldi per far niente, dici che ti lascerà qualcosa in eredità?
> > >
> > > A me sembra improbabile, secondo me è molto più facile che li regalerà a qualche badante rumena che se lo sposerà poco prima della sua ultima ora.
> > >
> > > Ora non cominciare con la solita litania "mi hai offeso, coglione, blabla": sinceramente, non ci pensi a ste cose?
> > >
> > > Cosa faresti se tuo padre morisse e non ti lasciasse niente?
> >
> > ci sono le quote ereditarie non posso essere diseredato al massimo può lasciare di più a mio fratello che a me ma non credo
> Ma come si fa, ad essere così merde da pensare alla morte di un caro.
> O consideri tuo padre una merda o se no, non capisco.
> Come si possa solo immaginare la morte di un'essere amato.
> E per di più pensare ai soldi che ti lascerà in eredità.
> Dev'essere un padre proprio di merda il tuo.
Non credo che suo padre non gli voglia bene. Si è ormai rassegnato alla testardaggine del figlio e non gli dà un soldo sperando che impari ad arrangiarsi da solo.
> Scritto da:
> > Scritto da: avvelenato
> > > Scritto da:
> > > >
> > > > Anch'io

> > > > ne abbiamo anche già parlato.
> > >
> > >
> > > non mi ricordo, ma se tuo padre con 17 appartamenti non ti dà i soldi per far niente, dici che ti lascerà qualcosa in eredità?
> > >
> > > A me sembra improbabile, secondo me è molto più facile che li regalerà a qualche badante rumena che se lo sposerà poco prima della sua ultima ora.
> > >
> > > Ora non cominciare con la solita litania "mi hai offeso, coglione, blabla": sinceramente, non ci pensi a ste cose?
> > >
> > > Cosa faresti se tuo padre morisse e non ti lasciasse niente?
> >
> > ci sono le quote ereditarie non posso essere diseredato al massimo può lasciare di più a mio fratello che a me ma non credo
> Ma come si fa, ad essere così merde da pensare alla morte di un caro.
> O consideri tuo padre una merda o se no, non capisco.
> Come si possa solo immaginare la morte di un'essere amato.
> E per di più pensare ai soldi che ti lascerà in eredità.
> Dev'essere un padre proprio di merda il tuo.
Non credo che suo padre non gli voglia bene. Si è ormai rassegnato alla testardaggine del figlio e non gli dà un soldo sperando che impari ad arrangiarsi da solo.
Proc di Catania
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il 2015-03-15 23:37:06.0 alle 2015-03-15 23:37:06.0
Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > c'è un cazzo da ridere gatto, se non ti svegli anche te finisci come lui. Ma che problemi c'hai? Sembri quasi normale. Possibile che non riesci a togliere quel "quasi"?
>
> Hanno tutti un sacco di problemi a sentire te...
> questo mi ricorda quel tipo che se ne andava in senso contrario in autostrada e chiamava la polizia per dire che c'erano un sacco di persone contromano.
Almeno nel mio caso ha ragione, non sono esente da problemi. Avve ne ha avuto la sua dose, per cui presumo abbia la sua esperienza nel riconoscere quando gli altri ne hanno.
> Scritto da: avvelenato
> > c'è un cazzo da ridere gatto, se non ti svegli anche te finisci come lui. Ma che problemi c'hai? Sembri quasi normale. Possibile che non riesci a togliere quel "quasi"?
>
> Hanno tutti un sacco di problemi a sentire te...
> questo mi ricorda quel tipo che se ne andava in senso contrario in autostrada e chiamava la polizia per dire che c'erano un sacco di persone contromano.
Almeno nel mio caso ha ragione, non sono esente da problemi. Avve ne ha avuto la sua dose, per cui presumo abbia la sua esperienza nel riconoscere quando gli altri ne hanno.
Quando sei parte di una minoranza in via d'estinzione
Ad
https://images2.imgbox.com/d3/da/AZxsgAEN_o.png
ma se vuoi difendere la tua etnia e le tue terre sei "razzista"
Proc di Catania
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il 2015-03-15 23:35:34.0 alle 2015-03-15 23:35:34.0
Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da: avvelenato
> > > Scritto da:
> > > >
> > > > sai la gente materialista ti considera se hai qualche vantaggio economico da offrirgli sennò ti considera inferiore
> > >
> > > E come dovrebbe considerarti, superiore?
> >
> > pari
> >
> > >
> > > Sei simpatico?
> > si
> > > Sei divertente?
> > si
> > > Sei empatico?
> > moltissimo
> > > Sai dare buoni consigli?
> > si
> > >
> > > a me sembra solo che vampirizzi energie altrui....
> >
> > ok smettila di offendermi gratuitamente hai rotto fatti a fumare una canna così consumi quel poco di cervello che ti è rimasto
>
> Non prendertela con avve, ti sta solo mostrando uno specchio che riflette come ti vedono gli altri, una specie di Forrest Gump sociale.
Non parlare per me.
> Scritto da:
> > Scritto da: avvelenato
> > > Scritto da:
> > > >
> > > > sai la gente materialista ti considera se hai qualche vantaggio economico da offrirgli sennò ti considera inferiore
> > >
> > > E come dovrebbe considerarti, superiore?
> >
> > pari
> >
> > >
> > > Sei simpatico?
> > si
> > > Sei divertente?
> > si
> > > Sei empatico?
> > moltissimo
> > > Sai dare buoni consigli?
> > si
> > >
> > > a me sembra solo che vampirizzi energie altrui....
> >
> > ok smettila di offendermi gratuitamente hai rotto fatti a fumare una canna così consumi quel poco di cervello che ti è rimasto
>
> Non prendertela con avve, ti sta solo mostrando uno specchio che riflette come ti vedono gli altri, una specie di Forrest Gump sociale.
Non parlare per me.
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2015-03-15 23:33:16.0 alle 2015-03-15 23:33:16.0
Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da:
> > >
> > > sai la gente materialista ti considera se hai qualche vantaggio economico da offrirgli sennò ti considera inferiore
> >
> > E come dovrebbe considerarti, superiore?
>
> pari
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> >
> > Sei simpatico?
> si
> > Sei divertente?
> si
> > Sei empatico?
> moltissimo
> > Sai dare buoni consigli?
> si
> >
> > a me sembra solo che vampirizzi energie altrui....
>
> ok smettila di offendermi gratuitamente hai rotto fatti a fumare una canna così consumi quel poco di cervello che ti è rimasto
Non prendertela con avve, ti sta solo mostrando uno specchio che riflette come ti vedono gli altri, una specie di Forrest Gump sociale.
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da:
> > >
> > > sai la gente materialista ti considera se hai qualche vantaggio economico da offrirgli sennò ti considera inferiore
> >
> > E come dovrebbe considerarti, superiore?
>
> pari
>
> >
> > Sei simpatico?
> si
> > Sei divertente?
> si
> > Sei empatico?
> moltissimo
> > Sai dare buoni consigli?
> si
> >
> > a me sembra solo che vampirizzi energie altrui....
>
> ok smettila di offendermi gratuitamente hai rotto fatti a fumare una canna così consumi quel poco di cervello che ti è rimasto
Non prendertela con avve, ti sta solo mostrando uno specchio che riflette come ti vedono gli altri, una specie di Forrest Gump sociale.
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2015-03-15 23:21:50.0 alle 2015-03-15 23:21:50.0
Scritto da: avvelenato
> Scritto da:
> >
> > Già, non capisco come faccia ad essere così normale. Non ha nulla contro cui covare rancore, livore e risentimento.
> >
> >
> > Come al solito nessuno mi vede
è una delle conseguenze dell'avere il manto dello stesso colore del canneto 

>
> ma tu devi risolvere i tuoi di problemi, che stai a pensare a Yoda?
> Veramente anche wakko dovrebbe risolversi i suoi di problemi, infatti la mia era più una provocazione, giacché sono tutti bravi a fare i samaritani col culo degli altri.
>
> E infatti la risposta di wakko qual è stata? "Nooo yoda è a posto, non dev'essere aiutato, la sua diversità va tutelata!"
>
> >
> >
> >
> >
> >
>
> c'è un cazzo da ridere gatto, se non ti svegli anche te finisci come lui. Ma che problemi c'hai? Sembri quasi normale. Possibile che non riesci a togliere quel "quasi"?
Mi manca un posto nel sistema, perché mi manca un sistema in cui volere un posto.
> Scritto da:
> >
> > Già, non capisco come faccia ad essere così normale. Non ha nulla contro cui covare rancore, livore e risentimento.
> >
> >
> > Come al solito nessuno mi vede
è una delle conseguenze dell'avere il manto dello stesso colore del canneto 

>
> ma tu devi risolvere i tuoi di problemi, che stai a pensare a Yoda?
> Veramente anche wakko dovrebbe risolversi i suoi di problemi, infatti la mia era più una provocazione, giacché sono tutti bravi a fare i samaritani col culo degli altri.
>
> E infatti la risposta di wakko qual è stata? "Nooo yoda è a posto, non dev'essere aiutato, la sua diversità va tutelata!"
>
> >
> >
> >

> >
> >
>
> c'è un cazzo da ridere gatto, se non ti svegli anche te finisci come lui. Ma che problemi c'hai? Sembri quasi normale. Possibile che non riesci a togliere quel "quasi"?
Mi manca un posto nel sistema, perché mi manca un sistema in cui volere un posto.
Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2015-03-15 23:17:16.0 alle 2015-03-15 23:17:16.0
Scritto da:
>
> > > Lo puoi capire anche da solo che è una malattia, ci si innamora di una persona non di un'età.
> >
> > Certo, come ci si innamora solo del sesso opposto, non dello stesso sesso. C'è anche scritto nel manuale "Genere Umano, istruzioni per l'uso, garanzia e schemi funzionali" che ti danno quando nasci.
> E basta nascondersi dietro ai omosessuali.
> Qui siamo tutti pro gay.
Problemi di comprensione del testo?
>
> > > Lo puoi capire anche da solo che è una malattia, ci si innamora di una persona non di un'età.
> >
> > Certo, come ci si innamora solo del sesso opposto, non dello stesso sesso. C'è anche scritto nel manuale "Genere Umano, istruzioni per l'uso, garanzia e schemi funzionali" che ti danno quando nasci.
> E basta nascondersi dietro ai omosessuali.
> Qui siamo tutti pro gay.
Problemi di comprensione del testo?
Vieni anche tu a fare autostop in merio oriente!!!
Ad
https://imgoat.com/uploads/cdd60ea004/183004.png
Non lasciarti scappare questa occasione più unica che rara di conoscere nuove culture e la gentilezza dei taxisti che provano a stuprarti ma a metà opera se ne pentono e ti lasciano in mezzo ad un bosco!
Proc di Catania
Scritto da
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il 2015-03-15 23:08:40.0 alle 2015-03-15 23:08:40.0
> > Lo puoi capire anche da solo che è una malattia, ci si innamora di una persona non di un'età.
>
> Certo, come ci si innamora solo del sesso opposto, non dello stesso sesso. C'è anche scritto nel manuale "Genere Umano, istruzioni per l'uso, garanzia e schemi funzionali" che ti danno quando nasci.
E basta nascondersi dietro ai omosessuali.
Qui siamo tutti pro gay.
Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2015-03-15 22:45:49.0 alle 2015-03-15 22:45:49.0
Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
> > >
> > > In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
> > Si certo, prima ti faccio male, poi cazzi tuoi per sistemarti il cervello e la vita.
> > > > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
> > >
> > > Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
> > >
> > > I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
> > >
> > > Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla".
> >
> > Un padre, ma ti rendi conto, lui si fidava di te come se tu fossi suo padre.
> > Come può un padre desiderare di fare sesso col proprio figlio??
> > E lui ha acconsentito solo perché gli davi sicurezza ed eri l'unico ad amarlo forse, ma ti rendi conto che è ovvio che ti ringraziano se sei stato il loro unico appiglio.
> > Chiunque al suo unico appiglio concede qualunque cosa figurati poi un bambino.
> > Ma non ti vergogni?? Non ti fai schifo?
> > Hai approffittato del fatto che non avessero nessuno, solo te.
> > Dovevi proteggerli non giocarci a fare sesso.
> > E se ora ti ringraziano è solo perché li hai aiutati, e hanno avuto solo te, ma hanno pagato un prezzo, che se tu li avessi amati veramente non gli avresti mai chiesto nulla, ne avresti accettato nulla.
> > Perché il vero amore per un bambino è forse l'unico amore nel quale non devi aspettarti veramente nulla da lui. Devi solo dargli rispetto e affetto.
> > Dunque tutte le tue tristezze sono assurde ed infantili.
> > E de ovvio, visto che ti piacciono i bambini.
> > Guarda mi dispiace se soffri e stai male, ma il tuo pensiero è sbagliato. E ormai sei troppo vecchio per capirlo, ma ti prego non toccare più bambini, il tuo amore non va bene. Prova a chiedere ai tuoi amici di cui parli, se ti lascerebbero in custodia i loro figli.
> > Prova a chiederglielo, e dalla risposta saprai se veramente considerano quei episodi così positivi al punto di affidarti i loro figli.
> > È sbagliato manipolare le menti dei bambini per soddisfare i piaceri di un adulto, se fossi qui ti aprirei il cervello con la motosega per inciderlo nel tuo cervello, ma purtroppo non so usare bene la motosega
> >
> >
> > Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
> > >
> > > Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
> > >
> > > Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
> > >
> > > All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
> > >
> > > Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> > > Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
> >
>
> CVD. L'ennesima idiota che pensa di sapere meglio degli altri quello che è giusto e sbagliato, persino delle stesse presunte vittime.
Detto da un pedone che vuole convincere il mondo che la pedofilia è cosa buona e giusta.
> Scritto da:
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> > > > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
> > >
> > > In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
> > Si certo, prima ti faccio male, poi cazzi tuoi per sistemarti il cervello e la vita.
> > > > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
> > >
> > > Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
> > >
> > > I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
> > >
> > > Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla".
> >
> > Un padre, ma ti rendi conto, lui si fidava di te come se tu fossi suo padre.
> > Come può un padre desiderare di fare sesso col proprio figlio??
> > E lui ha acconsentito solo perché gli davi sicurezza ed eri l'unico ad amarlo forse, ma ti rendi conto che è ovvio che ti ringraziano se sei stato il loro unico appiglio.
> > Chiunque al suo unico appiglio concede qualunque cosa figurati poi un bambino.
> > Ma non ti vergogni?? Non ti fai schifo?
> > Hai approffittato del fatto che non avessero nessuno, solo te.
> > Dovevi proteggerli non giocarci a fare sesso.
> > E se ora ti ringraziano è solo perché li hai aiutati, e hanno avuto solo te, ma hanno pagato un prezzo, che se tu li avessi amati veramente non gli avresti mai chiesto nulla, ne avresti accettato nulla.
> > Perché il vero amore per un bambino è forse l'unico amore nel quale non devi aspettarti veramente nulla da lui. Devi solo dargli rispetto e affetto.
> > Dunque tutte le tue tristezze sono assurde ed infantili.
> > E de ovvio, visto che ti piacciono i bambini.
> > Guarda mi dispiace se soffri e stai male, ma il tuo pensiero è sbagliato. E ormai sei troppo vecchio per capirlo, ma ti prego non toccare più bambini, il tuo amore non va bene. Prova a chiedere ai tuoi amici di cui parli, se ti lascerebbero in custodia i loro figli.
> > Prova a chiederglielo, e dalla risposta saprai se veramente considerano quei episodi così positivi al punto di affidarti i loro figli.
> > È sbagliato manipolare le menti dei bambini per soddisfare i piaceri di un adulto, se fossi qui ti aprirei il cervello con la motosega per inciderlo nel tuo cervello, ma purtroppo non so usare bene la motosega
> >
> >
> > Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
> > >
> > > Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
> > >
> > > Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
> > >
> > > All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
> > >
> > > Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> > > Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
> >
>
> CVD. L'ennesima idiota che pensa di sapere meglio degli altri quello che è giusto e sbagliato, persino delle stesse presunte vittime.
Detto da un pedone che vuole convincere il mondo che la pedofilia è cosa buona e giusta.

Proc di Catania
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il 2015-03-15 22:16:38.0 alle 2015-03-15 22:16:38.0
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> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
> >
> > In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
> >
> > > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
> >
> > Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
> >
> > I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
> >
> > Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla". Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
> >
> > Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
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> > Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
> >
> > All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
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> > Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> > Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
>
> Lo puoi capire anche da solo che è una malattia, ci si innamora di una persona non di un'età. Ti innamori di una persona e se la ami aspetti anche che cresca e te la puoi pure sposare e passarci la vita insieme se sta bene pure all'altro ovvio. Qui invece si parla altro, di adulti che hanno un target preciso. Esclusivamente bambini, tant'è che quando crescono non gli interessano più nulla dal punto di vista sessuale, è questo è patologico. Prima di puntare il dito contro la società cattiva sarebbe il caso di capire quale sia la ragione per cui un adulto, non vada bene per sesso e amore
La risposta è ovvia. Potere, è piu facile manipolare la mente di un bambino che quella di un adulto.
Chi ha avuto relazioni con gli adulti sa benissimo che stare in coppia non è sempre rose e fiori, ci si scontra, etero o omosesuali che siano.
Invece con un bambino l'adulto sara sempre rispettato.
Dunque, Pedone = Essere insicuro e spaventato dalle relazioni con i suoi coetanei, che preferisci i bambini per soddisfarea le sue smanie di potere. Almeno nel caso di Samugay.
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
> >
> > In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
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> > > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
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> > Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
> >
> > I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
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> > Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla". Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
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> > Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
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> > Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
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> > All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
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> > Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> > Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
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> Lo puoi capire anche da solo che è una malattia, ci si innamora di una persona non di un'età. Ti innamori di una persona e se la ami aspetti anche che cresca e te la puoi pure sposare e passarci la vita insieme se sta bene pure all'altro ovvio. Qui invece si parla altro, di adulti che hanno un target preciso. Esclusivamente bambini, tant'è che quando crescono non gli interessano più nulla dal punto di vista sessuale, è questo è patologico. Prima di puntare il dito contro la società cattiva sarebbe il caso di capire quale sia la ragione per cui un adulto, non vada bene per sesso e amore
La risposta è ovvia. Potere, è piu facile manipolare la mente di un bambino che quella di un adulto.
Chi ha avuto relazioni con gli adulti sa benissimo che stare in coppia non è sempre rose e fiori, ci si scontra, etero o omosesuali che siano.
Invece con un bambino l'adulto sara sempre rispettato.
Dunque, Pedone = Essere insicuro e spaventato dalle relazioni con i suoi coetanei, che preferisci i bambini per soddisfarea le sue smanie di potere. Almeno nel caso di Samugay.
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2015-03-15 22:07:56.0 alle 2015-03-15 22:07:56.0
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> > > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
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> > In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
> Si certo, prima ti faccio male, poi cazzi tuoi per sistemarti il cervello e la vita.
> > > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
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> > Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
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> > I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
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> > Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla".
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> Un padre, ma ti rendi conto, lui si fidava di te come se tu fossi suo padre.
> Come può un padre desiderare di fare sesso col proprio figlio??
> E lui ha acconsentito solo perché gli davi sicurezza ed eri l'unico ad amarlo forse, ma ti rendi conto che è ovvio che ti ringraziano se sei stato il loro unico appiglio.
> Chiunque al suo unico appiglio concede qualunque cosa figurati poi un bambino.
> Ma non ti vergogni?? Non ti fai schifo?
> Hai approffittato del fatto che non avessero nessuno, solo te.
> Dovevi proteggerli non giocarci a fare sesso.
> E se ora ti ringraziano è solo perché li hai aiutati, e hanno avuto solo te, ma hanno pagato un prezzo, che se tu li avessi amati veramente non gli avresti mai chiesto nulla, ne avresti accettato nulla.
> Perché il vero amore per un bambino è forse l'unico amore nel quale non devi aspettarti veramente nulla da lui. Devi solo dargli rispetto e affetto.
> Dunque tutte le tue tristezze sono assurde ed infantili.
> E de ovvio, visto che ti piacciono i bambini.
> Guarda mi dispiace se soffri e stai male, ma il tuo pensiero è sbagliato. E ormai sei troppo vecchio per capirlo, ma ti prego non toccare più bambini, il tuo amore non va bene. Prova a chiedere ai tuoi amici di cui parli, se ti lascerebbero in custodia i loro figli.
> Prova a chiederglielo, e dalla risposta saprai se veramente considerano quei episodi così positivi al punto di affidarti i loro figli.
> È sbagliato manipolare le menti dei bambini per soddisfare i piaceri di un adulto, se fossi qui ti aprirei il cervello con la motosega per inciderlo nel tuo cervello, ma purtroppo non so usare bene la motosega
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> Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
> >
> > Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
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> > Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
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> > All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
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> > Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> > Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
>
CVD. L'ennesima idiota che pensa di sapere meglio degli altri quello che è giusto e sbagliato, persino delle stesse presunte vittime.
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
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> > In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
> Si certo, prima ti faccio male, poi cazzi tuoi per sistemarti il cervello e la vita.
> > > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
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> > Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
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> > I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
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> > Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla".
>
> Un padre, ma ti rendi conto, lui si fidava di te come se tu fossi suo padre.
> Come può un padre desiderare di fare sesso col proprio figlio??
> E lui ha acconsentito solo perché gli davi sicurezza ed eri l'unico ad amarlo forse, ma ti rendi conto che è ovvio che ti ringraziano se sei stato il loro unico appiglio.
> Chiunque al suo unico appiglio concede qualunque cosa figurati poi un bambino.
> Ma non ti vergogni?? Non ti fai schifo?
> Hai approffittato del fatto che non avessero nessuno, solo te.
> Dovevi proteggerli non giocarci a fare sesso.
> E se ora ti ringraziano è solo perché li hai aiutati, e hanno avuto solo te, ma hanno pagato un prezzo, che se tu li avessi amati veramente non gli avresti mai chiesto nulla, ne avresti accettato nulla.
> Perché il vero amore per un bambino è forse l'unico amore nel quale non devi aspettarti veramente nulla da lui. Devi solo dargli rispetto e affetto.
> Dunque tutte le tue tristezze sono assurde ed infantili.
> E de ovvio, visto che ti piacciono i bambini.
> Guarda mi dispiace se soffri e stai male, ma il tuo pensiero è sbagliato. E ormai sei troppo vecchio per capirlo, ma ti prego non toccare più bambini, il tuo amore non va bene. Prova a chiedere ai tuoi amici di cui parli, se ti lascerebbero in custodia i loro figli.
> Prova a chiederglielo, e dalla risposta saprai se veramente considerano quei episodi così positivi al punto di affidarti i loro figli.
> È sbagliato manipolare le menti dei bambini per soddisfare i piaceri di un adulto, se fossi qui ti aprirei il cervello con la motosega per inciderlo nel tuo cervello, ma purtroppo non so usare bene la motosega
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> Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
> >
> > Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
> >
> > Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
> >
> > All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
> >
> > Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> > Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
>
CVD. L'ennesima idiota che pensa di sapere meglio degli altri quello che è giusto e sbagliato, persino delle stesse presunte vittime.
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2015-03-15 22:05:13.0 alle 2015-03-15 22:05:13.0
Scritto da:
> Scritto da:
> > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
>
> In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
Si certo, prima ti faccio male, poi cazzi tuoi per sistemarti il cervello e la vita.
> > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
>
> Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
>
> I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
>
> Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla".
Un padre, ma ti rendi conto, lui si fidava di te come se tu fossi suo padre.
Come può un padre desiderare di fare sesso col proprio figlio??
E lui ha acconsentito solo perché gli davi sicurezza ed eri l'unico ad amarlo forse, ma ti rendi conto che è ovvio che ti ringraziano se sei stato il loro unico appiglio.
Chiunque al suo unico appiglio concede qualunque cosa figurati poi un bambino.
Ma non ti vergogni?? Non ti fai schifo?
Hai approffittato del fatto che non avessero nessuno, solo te.
Dovevi proteggerli non giocarci a fare sesso.
E se ora ti ringraziano è solo perché li hai aiutati, e hanno avuto solo te, ma hanno pagato un prezzo, che se tu li avessi amati veramente non gli avresti mai chiesto nulla, ne avresti accettato nulla.
Perché il vero amore per un bambino è forse l'unico amore nel quale non devi aspettarti veramente nulla da lui. Devi solo dargli rispetto e affetto.
Dunque tutte le tue tristezze sono assurde ed infantili.
E de ovvio, visto che ti piacciono i bambini.
Guarda mi dispiace se soffri e stai male, ma il tuo pensiero è sbagliato. E ormai sei troppo vecchio per capirlo, ma ti prego non toccare più bambini, il tuo amore non va bene. Prova a chiedere ai tuoi amici di cui parli, se ti lascerebbero in custodia i loro figli.
Prova a chiederglielo, e dalla risposta saprai se veramente considerano quei episodi così positivi al punto di affidarti i loro figli.
È sbagliato manipolare le menti dei bambini per soddisfare i piaceri di un adulto, se fossi qui ti aprirei il cervello con la motosega per inciderlo nel tuo cervello, ma purtroppo non so usare bene la motosega
Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
>
> Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
>
> Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
>
> All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
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> Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
> Scritto da:
> > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
>
> In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
Si certo, prima ti faccio male, poi cazzi tuoi per sistemarti il cervello e la vita.
> > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
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> Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
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> I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
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> Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla".
Un padre, ma ti rendi conto, lui si fidava di te come se tu fossi suo padre.
Come può un padre desiderare di fare sesso col proprio figlio??
E lui ha acconsentito solo perché gli davi sicurezza ed eri l'unico ad amarlo forse, ma ti rendi conto che è ovvio che ti ringraziano se sei stato il loro unico appiglio.
Chiunque al suo unico appiglio concede qualunque cosa figurati poi un bambino.
Ma non ti vergogni?? Non ti fai schifo?
Hai approffittato del fatto che non avessero nessuno, solo te.
Dovevi proteggerli non giocarci a fare sesso.
E se ora ti ringraziano è solo perché li hai aiutati, e hanno avuto solo te, ma hanno pagato un prezzo, che se tu li avessi amati veramente non gli avresti mai chiesto nulla, ne avresti accettato nulla.
Perché il vero amore per un bambino è forse l'unico amore nel quale non devi aspettarti veramente nulla da lui. Devi solo dargli rispetto e affetto.
Dunque tutte le tue tristezze sono assurde ed infantili.
E de ovvio, visto che ti piacciono i bambini.
Guarda mi dispiace se soffri e stai male, ma il tuo pensiero è sbagliato. E ormai sei troppo vecchio per capirlo, ma ti prego non toccare più bambini, il tuo amore non va bene. Prova a chiedere ai tuoi amici di cui parli, se ti lascerebbero in custodia i loro figli.
Prova a chiederglielo, e dalla risposta saprai se veramente considerano quei episodi così positivi al punto di affidarti i loro figli.
È sbagliato manipolare le menti dei bambini per soddisfare i piaceri di un adulto, se fossi qui ti aprirei il cervello con la motosega per inciderlo nel tuo cervello, ma purtroppo non so usare bene la motosega
Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
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> Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
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> Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
>
> All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
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> Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2015-03-15 21:45:55.0 alle 2015-03-15 21:45:55.0
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> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
> >
> > In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
> >
> > > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
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> > Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
> >
> > I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
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> > Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla". Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
> >
> > Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
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> > Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
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> > All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
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> > Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> > Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
>
> Lo puoi capire anche da solo che è una malattia, ci si innamora di una persona non di un'età.
Certo, come ci si innamora solo del sesso opposto, non dello stesso sesso. C'è anche scritto nel manuale "Genere Umano, istruzioni per l'uso, garanzia e schemi funzionali" che ti danno quando nasci.
> Scritto da:
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> > > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
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> > In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
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> > > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
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> > Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
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> > I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
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> > Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla". Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
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> > Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
> >
> > Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
> >
> > All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
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> > Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> > Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
>
> Lo puoi capire anche da solo che è una malattia, ci si innamora di una persona non di un'età.
Certo, come ci si innamora solo del sesso opposto, non dello stesso sesso. C'è anche scritto nel manuale "Genere Umano, istruzioni per l'uso, garanzia e schemi funzionali" che ti danno quando nasci.
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il 2015-03-15 21:43:59.0 alle 2015-03-15 21:43:59.0
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> Scritto da:
> > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
>
> In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
>
> > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
>
> Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
>
> I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
>
> Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla". Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
>
> Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
>
> Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
>
> All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
>
> Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
Lo puoi capire anche da solo che è una malattia, ci si innamora di una persona non di un'età. Ti innamori di una persona e se la ami aspetti anche che cresca e te la puoi pure sposare e passarci la vita insieme se sta bene pure all'altro ovvio. Qui invece si parla altro, di adulti che hanno un target preciso. Esclusivamente bambini, tant'è che quando crescono non gli interessano più nulla dal punto di vista sessuale, è questo è patologico. Prima di puntare il dito contro la società cattiva sarebbe il caso di capire quale sia la ragione per cui un adulto, non vada bene per sesso e amore
> Scritto da:
> > Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
>
> In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
>
> > Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
>
> Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
>
> I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
>
> Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla". Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
>
> Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
>
> Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
>
> All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
>
> Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
> Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
Lo puoi capire anche da solo che è una malattia, ci si innamora di una persona non di un'età. Ti innamori di una persona e se la ami aspetti anche che cresca e te la puoi pure sposare e passarci la vita insieme se sta bene pure all'altro ovvio. Qui invece si parla altro, di adulti che hanno un target preciso. Esclusivamente bambini, tant'è che quando crescono non gli interessano più nulla dal punto di vista sessuale, è questo è patologico. Prima di puntare il dito contro la società cattiva sarebbe il caso di capire quale sia la ragione per cui un adulto, non vada bene per sesso e amore
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2015-03-15 21:34:25.0 alle 2015-03-15 21:34:25.0
Scritto da:
> Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
> Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla". Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
> Uno, capire che era sbagliato, che era troppo piccolo per capire, e che l'adulto responsabile gli ha fatto torto abusando della sua vulnerabilità psicologica.
In tal caso se ne occuperà lui a chiedere giustizia, non credi?
> Due, negare totalmente il punto uno e autoconvincersi che era giusto, che il pedone ha fatto bene, che è giusto così.
Quindi chi sei tu per dire che non è vero?
I ragazzini che mi hanno frequentato, e ora sono adulti, continuano a frequentarmi. Continuano a venire da me per chiedermi consigli o per passare il tempo assieme. Continuano a chiamarmi per raccontarmi della loro vita.
Uno di loro che non sentivo da un pezzo e che ho reincontrato per caso mi ha detto (parole non testuali perché non le ricordo così bene) "tu sei diverso dagli tutti gli altri adulti che conosco, mi parlavi come farebbe un padre e ti preoccupavi per me quando a nessuno importava nulla". Un altro, che fra l'altro per un po' ha pure frequentato questo forum, mi ha detto "XYZ mi aveva detto di stare attento con te, per un po' mi sono spaventato per via di quello che dicono, poi però ho deciso di continuare a frequentarti perché eri l'unico che mi augurava di fare bei sogni prima di andare a dormire e sentivo che mi volevi bene... sono contento di essere rimasto con te". Un altro ancora un giorno mi ha scritto una lettera (era ancora un ragazzino all'epoca e aveva delle teste di cazzo come genitori che non facevano altro che umiliarlo) dicendomi "quando finisce scuola tu sei la ragione per cui torno a casa anzi per cui corro a casa perché so che tu sei lì ad aspettarmi". In particolare la sua situazione era tale che, prima di incontrarmi, a 11 anni, aveva già tentato di ammazzarsi... salvato all'ultimo momento da un compagno di classe. Quando sono entrato a fare parte della sua vita gli ho dato un motivo per tornare a casa da scuola e per continuare ad esistere, non ci ha più riprovato. Ora ha una vita decente con una moglie e un bambino, fa il programmatore, come me, glie l'ho insegnato io assieme a tante altre cose.
Dopo questa esperienza, anzi, in contemporanea, mi sono occupato di altri ragazzini (e pure ragazzine) con situazioni simili. Ho sempre cercato di aiutarli al massimo delle mie capacità, senza mai, MAI, chiedere niente in cambio. Tutto quello che mi hanno dato, soprattutto affetto e abbracci virtuali e non, me l'hanno dato di loro volontà e di loro iniziativa. Io non ho mai preso nulla. Caeleste, che ha postato qui molto tempo fa, è stata uno di loro.
Molti di loro si ricordano di me dopo tutti questi anni. Li ho amati ma poi ho dovuto smettere e l'ho fatto solo quando sono stato ragionevolmente sicuro di aver fatto tutto quello che potevo e di averli messi al sicuro per quanto potevo farlo... la loro tristezza e il loro malessere erano diventati parte anche della mia esistenza come una malattia infettiva. Questo, assieme alle cattiverie che i loro stessi genitori gli facevano per farli stare male anche con me visto che non avevo alcuna paura ad affrontarli (e di brutto), mi aveva portato all'autodistruzione.
All'epoca frequentavo l'università... ho dovuto lasciarla nonostante avessi voti piuttosto alti e fossi quasi alla fine perché a malapena riuscivo a non farmi esplodere il cuore nel petto. Piangevo appena mi svegliavo e prima di andare a dormire, a volte capitava che mi mettessi a piangere in aula senza motivo apparente. Avrei voluto parlarne con qualcuno, avrei voluto avere un po' di supporto anche io, ma non potevo rivolgermi a nessuno, perché per "quelli normali" quelli come me non sono altro che criminali. Sono serviti 10 anni minimo per rimettermi quasi apposto. Sono stato ad un soffio dal lasciarci le penne (e questo lo so con la stessa certezza di una legge fisica) e ho sperimentato sensazioni insopportabili che non auguro a nessuno, per mesi, anni e che mi fanno male anche adesso che tuo malgrado mi hai costretto a richiamarle alla mente. Tutt'oggi quando mi chiedono come mai non mi sono laureato anche se mi mancava un pugno d'esami e avessi 30 praticamente ovunque non posso rispondere alla domanda.
Puoi crederci oppure no, non mi interessa, ma stai pur sicura che parli di cose che non conosci e che stai facendo un grosso sbaglio e io sono troppo stanco per mettermi a ribattere ad ogni cazzata che hai sparato e che intendi sparare. So che hai torto, ma non ho modo di provartelo né è probabilmente compito mio farlo.
Un giorno, forse, come vi siete resi conto di quanto male avete trattato gli omosessuali, vi renderete conto anche di quello che avete fatto a noi e di quanti ragazzini avete in realtà messo a rischio con il vostro comportamento insensato... ma per me sarà comunque troppo tardi, io non vi perdonerò perché non posso farlo, non c'è perdono per quello che mi avete fatto (voi = società). Ho provato a spiegarvele le cose, ci ho provato davvero ma ho capito che la vostra natura è ben più primitiva di quello che pensate. Non mi interessa più spiegarvi niente come d'altra parte a voi non interessa capire perché dopotutto vi fa molto più comodo così e quello che vi fa più comodo è sempre prioritario nella vostra esistenza, anche se questo significa che qualcun altro ne pagherà le conseguenze. Ogni società in ogni epoca pensa di essere la migliore possibile, voi non siete diversi.
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2015-03-15 21:25:31.0 alle 2015-03-15 21:25:31.0
Scritto da:
> Scritto da: SAMURAI
> > Vorrei disilluderti sulla "consensualità" di un rapporto fra adulti. Quale consensualità ha un rapporto di una donna e del suo datore di lavoro che le chiede dei 'favori' sessuali pena la perdita del lavoro? O che consensualità c'è fra una prostituta e un cliente che la usa per i soldi? Nessuno. C'è uno scambio di favori: io faccio sesso per mantenere il lavoro e io faccio sesso per i soldi per vivere. Il discorso del consenso è molto labile e sfumato. Il bambino ha un suo parametro di valutazione e decide comunque se dare un consenso a una proposta sessuale. Ma come si può dare un consenso a qualcosa che ancora non si è mai sperimentato? Lo si da sulla fiducia o sulla curiosità. In tutti è due i casi è sempre un consenso. Che poi piaccia o no il bambino lo scoprirà dopo. Ma in genere il sesso è piacevole se fatto con rispetto e affetto. Caratteristiche che il vero pedofilo ha. Lo stupratore invece se ne sbatte del consenso sia che si tratti di un bambino o di un adulto e va arrestato. Ma non c'entra nulla con la vera pedofilia...
>
> Sei patetico, puoi convincere un bambino a fare qualunque cosa per questo la legge punisce il sesso con minori.
> in galera vi devono mettere
<3
>

> Scritto da: SAMURAI
> > Vorrei disilluderti sulla "consensualità" di un rapporto fra adulti. Quale consensualità ha un rapporto di una donna e del suo datore di lavoro che le chiede dei 'favori' sessuali pena la perdita del lavoro? O che consensualità c'è fra una prostituta e un cliente che la usa per i soldi? Nessuno. C'è uno scambio di favori: io faccio sesso per mantenere il lavoro e io faccio sesso per i soldi per vivere. Il discorso del consenso è molto labile e sfumato. Il bambino ha un suo parametro di valutazione e decide comunque se dare un consenso a una proposta sessuale. Ma come si può dare un consenso a qualcosa che ancora non si è mai sperimentato? Lo si da sulla fiducia o sulla curiosità. In tutti è due i casi è sempre un consenso. Che poi piaccia o no il bambino lo scoprirà dopo. Ma in genere il sesso è piacevole se fatto con rispetto e affetto. Caratteristiche che il vero pedofilo ha. Lo stupratore invece se ne sbatte del consenso sia che si tratti di un bambino o di un adulto e va arrestato. Ma non c'entra nulla con la vera pedofilia...

>
> Sei patetico, puoi convincere un bambino a fare qualunque cosa per questo la legge punisce il sesso con minori.
> in galera vi devono mettere
<3
>

Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2015-03-15 21:18:44.0 alle 2015-03-15 21:18:44.0
Scritto da: SAMURAI
> Vorrei disilluderti sulla "consensualità" di un rapporto fra adulti. Quale consensualità ha un rapporto di una donna e del suo datore di lavoro che le chiede dei 'favori' sessuali pena la perdita del lavoro? O che consensualità c'è fra una prostituta e un cliente che la usa per i soldi? Nessuno. C'è uno scambio di favori: io faccio sesso per mantenere il lavoro e io faccio sesso per i soldi per vivere. Il discorso del consenso è molto labile e sfumato. Il bambino ha un suo parametro di valutazione e decide comunque se dare un consenso a una proposta sessuale. Ma come si può dare un consenso a qualcosa che ancora non si è mai sperimentato? Lo si da sulla fiducia o sulla curiosità. In tutti è due i casi è sempre un consenso. Che poi piaccia o no il bambino lo scoprirà dopo. Ma in genere il sesso è piacevole se fatto con rispetto e affetto. Caratteristiche che il vero pedofilo ha. Lo stupratore invece se ne sbatte del consenso sia che si tratti di un bambino o di un adulto e va arrestato. Ma non c'entra nulla con la vera pedofilia...
Sei patetico, puoi convincere un bambino a fare qualunque cosa per questo la legge punisce il sesso con minori.
in galera vi devono mettere

> Vorrei disilluderti sulla "consensualità" di un rapporto fra adulti. Quale consensualità ha un rapporto di una donna e del suo datore di lavoro che le chiede dei 'favori' sessuali pena la perdita del lavoro? O che consensualità c'è fra una prostituta e un cliente che la usa per i soldi? Nessuno. C'è uno scambio di favori: io faccio sesso per mantenere il lavoro e io faccio sesso per i soldi per vivere. Il discorso del consenso è molto labile e sfumato. Il bambino ha un suo parametro di valutazione e decide comunque se dare un consenso a una proposta sessuale. Ma come si può dare un consenso a qualcosa che ancora non si è mai sperimentato? Lo si da sulla fiducia o sulla curiosità. In tutti è due i casi è sempre un consenso. Che poi piaccia o no il bambino lo scoprirà dopo. Ma in genere il sesso è piacevole se fatto con rispetto e affetto. Caratteristiche che il vero pedofilo ha. Lo stupratore invece se ne sbatte del consenso sia che si tratti di un bambino o di un adulto e va arrestato. Ma non c'entra nulla con la vera pedofilia...

Sei patetico, puoi convincere un bambino a fare qualunque cosa per questo la legge punisce il sesso con minori.
in galera vi devono mettere

Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2015-03-15 21:13:12.0 alle 2015-03-15 21:13:12.0
Scritto da: SAMURAI
> Come sempre parli senza sapere come stanno le cose. Io, che di bambini modestamente me ne intendo, posso dirti che quelli che sono stati con me erano perfettamente d'accordo. Alcuni hanno rifiutato. Poi ci hanno ripensato e sono venuti. Altri hanno accettato subito. Altri sono rimasti solo amici senza voler far nulla (pur sapendo che ero pedofilo). Dipende dalla psicologia del bambino. Guarda che tu parli di bambini che non esistono più ormai. I bambini che tu descrivi forse esistevano quando io ero bambino, mezzo secolo fa. Oggi, con i cellulari, i bambini possono:
> 1- andare in rete e scaricare video porno
> 2- aprire un profilo su facebook e, anche se l'età richiesta è 13 anni, molti lo aprono anche a 11-12 anni mentendo sull'età
> 3- chattano coi coetanei e fanno ricerche in rete e si informano sul sesso (cosa che a noi era proibita e difficile da fare senza internet)
> 4. sanno chi è un pedofilo e quindi se lo incontrano sanno già come comportarsi
> Insomma: pensi ancora che i bambini siano quegli ingenui che erano una volta (anche se a me piacevano) e quindi hai una visione obsoleta dei bambini. Oggi non è più così.
> Penso che una esperienza sessuale non abbia mai fatto male a nessuno se la si vive bene e godendo. Cosa può pensare un adulto di oggi che a 12 anni se la faceva con un pedofilo? Penserà: 'mi è piacdiuto' o 'non mi è piaciuto'. Ma il sesso fa parte ANCHE dei bambini ed è inutile fingere che siano solo gli adulti a cercare approcci sessuali; spesso (almeno nel mio caso) sono stati i bambini a chiedermelo. Sveglia che la mamma non fa sempre gli gnocchi......
Va benissimo che i bambini si masturbino da soli o con i coetanei.
Ma con adulti proprio no.
Una volta ho visto una bambinetta di cinque anni che si masturbava su una panchina nel'ufficio dei nonni. Ero cliente dei nonni, e non sapendo cosa fare, ho optato per bloccare la visuale dei altri clienti che arrivavano nell'ufficio. Così la bambina poteva fare quello che voleva senza avere occhi indiscreti che l'osservassero.
Il mio rispetto per la sessualit dei piccoli è totale.
E i bambini tecnologici come dici tu. Ma sono sempre bambini e un adulto non dovrebbe intervenire. Devono parlargli del sesso i loro i genitori e gl'educatori. Tutti gli altri adulti devono rimanere al margine e non intervenire.
Potevo nel caso della bambina interromperla o parlare con la nonna, ma non sapevo come fare, dunque l'istinto primario è stato proteggerla dagli sguardi curiosi dei altri clienti, e come davo le spalle alla bimba, guardavo in faccia gli altri clienti i quali per fortuna non curiosavano più di tanto.
Un pedofilo si sarebbe sentito eccitato da una cosa del genere, e poi mi parli del rispetto della sessualità infantile.
Il rispetto si dimostra rispettandoli, non chiedendogli d'intervenire nel gioco o peggio ancora chiedendogli di giocare con te.
Dai, sei proprio rimbambito.
Saranno i tuoi 50 anni, ma cazzo cresci, che stai ancora a sbavare dietro ai poppanti. Quand'eri poppante potevi, ora non puoi. Anche se un bambino venisse e si ti offrisse, devi dire di NO!!!
Devi dirgli di giocare con i suoi coetanei.
Se tu amassi veramente i bambini dovresti agire così, e invece no, stai a cercare futili motivi per il quale tu possa ritrovarti nel giusto, ma non lo sei.
E lo Sai, se no, non saresti qui a romperci il cazzo con le tue rotture di coglioni in cerca di qualcuno che ti dica che hai ragione, quando sa benissimo che non è così.
> Come sempre parli senza sapere come stanno le cose. Io, che di bambini modestamente me ne intendo, posso dirti che quelli che sono stati con me erano perfettamente d'accordo. Alcuni hanno rifiutato. Poi ci hanno ripensato e sono venuti. Altri hanno accettato subito. Altri sono rimasti solo amici senza voler far nulla (pur sapendo che ero pedofilo). Dipende dalla psicologia del bambino. Guarda che tu parli di bambini che non esistono più ormai. I bambini che tu descrivi forse esistevano quando io ero bambino, mezzo secolo fa. Oggi, con i cellulari, i bambini possono:
> 1- andare in rete e scaricare video porno
> 2- aprire un profilo su facebook e, anche se l'età richiesta è 13 anni, molti lo aprono anche a 11-12 anni mentendo sull'età
> 3- chattano coi coetanei e fanno ricerche in rete e si informano sul sesso (cosa che a noi era proibita e difficile da fare senza internet)
> 4. sanno chi è un pedofilo e quindi se lo incontrano sanno già come comportarsi
> Insomma: pensi ancora che i bambini siano quegli ingenui che erano una volta (anche se a me piacevano) e quindi hai una visione obsoleta dei bambini. Oggi non è più così.
> Penso che una esperienza sessuale non abbia mai fatto male a nessuno se la si vive bene e godendo. Cosa può pensare un adulto di oggi che a 12 anni se la faceva con un pedofilo? Penserà: 'mi è piacdiuto' o 'non mi è piaciuto'. Ma il sesso fa parte ANCHE dei bambini ed è inutile fingere che siano solo gli adulti a cercare approcci sessuali; spesso (almeno nel mio caso) sono stati i bambini a chiedermelo. Sveglia che la mamma non fa sempre gli gnocchi......
Va benissimo che i bambini si masturbino da soli o con i coetanei.
Ma con adulti proprio no.
Una volta ho visto una bambinetta di cinque anni che si masturbava su una panchina nel'ufficio dei nonni. Ero cliente dei nonni, e non sapendo cosa fare, ho optato per bloccare la visuale dei altri clienti che arrivavano nell'ufficio. Così la bambina poteva fare quello che voleva senza avere occhi indiscreti che l'osservassero.
Il mio rispetto per la sessualit dei piccoli è totale.
E i bambini tecnologici come dici tu. Ma sono sempre bambini e un adulto non dovrebbe intervenire. Devono parlargli del sesso i loro i genitori e gl'educatori. Tutti gli altri adulti devono rimanere al margine e non intervenire.
Potevo nel caso della bambina interromperla o parlare con la nonna, ma non sapevo come fare, dunque l'istinto primario è stato proteggerla dagli sguardi curiosi dei altri clienti, e come davo le spalle alla bimba, guardavo in faccia gli altri clienti i quali per fortuna non curiosavano più di tanto.
Un pedofilo si sarebbe sentito eccitato da una cosa del genere, e poi mi parli del rispetto della sessualità infantile.
Il rispetto si dimostra rispettandoli, non chiedendogli d'intervenire nel gioco o peggio ancora chiedendogli di giocare con te.
Dai, sei proprio rimbambito.
Saranno i tuoi 50 anni, ma cazzo cresci, che stai ancora a sbavare dietro ai poppanti. Quand'eri poppante potevi, ora non puoi. Anche se un bambino venisse e si ti offrisse, devi dire di NO!!!
Devi dirgli di giocare con i suoi coetanei.
Se tu amassi veramente i bambini dovresti agire così, e invece no, stai a cercare futili motivi per il quale tu possa ritrovarti nel giusto, ma non lo sei.
E lo Sai, se no, non saresti qui a romperci il cazzo con le tue rotture di coglioni in cerca di qualcuno che ti dica che hai ragione, quando sa benissimo che non è così.