Proc di Catania
- Scritto da:
> hai provato
> http://www.medicinelab.net/farmaci/preparazione-h
.
Pensa a te stronzo..
A te basta un taglio netto per mandare via i "cattivi pensieri"
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Modificato dall' autore il 04 maggio 2008 17.35
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> hai provato
> http://www.medicinelab.net/farmaci/preparazione-h
.Pensa a te stronzo..
A te basta un taglio netto per mandare via i "cattivi pensieri"
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Modificato dall' autore il 04 maggio 2008 17.35
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Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2008-05-04 17:32:00.0 alle 2008-05-04 17:32:00.0
Proc di Catania
> eccolo qui ,il fondatore di ecpat italia una
> personcina senza alcun conflitto di interesse
> chiaramente
>
>
> una di quelle persone che fanno parte di quelle
> associazioni "senza scopo di lucro"
> ma che in altri casi finanziavano direttamente
> le vittime
>
> http://www.forumdeitroll.it/m.aspx?m_id=2179522&m_
"conflitto di interessi" la tua fottuta testa di cazzo.. Un pedofilo va dove stanno i bambini.. Una associazione antipedo dove stanno i pedoni..
E' nel tuo cervello bacato che bisogna abbandonare le vittime a sè stesse in balia dei figli di puttana come te e dei loro avvococati, vero pezzo di merda ?
>
> perchè già chissà perchè "Queste bambine hanno
> diritto
>
> a essere considerate
> vittime". (dal fondo della pagina)
>
> quindi anche se non si sentissero minimamente
> penalizzate no "hanno diritti a essere
> considerate vittime"
>
Ma tanto i pedofili non sono MAI colpevoli, non hai letto pezzo di merda ? Anche stavolta le bambine a detta della difesa si sono inventate tutto..
ps.: e questo lo hai letto stronzo ?
I GIOCHI. Attraverso le parole delle tre ragazzine sono stati ricostruiti quei giochi - effettuati nei corsi pomeridiani alle Medie Andreoli-Marconi di Correggio e seguiti da 29 alunni - in cui sarebbero stati commessi gli abusi da parte di La Monica. Nel gioco del «silenzio», organizzato nella semioscurità, i partecipanti - fra cui l'insegnante - stavano in fila indiana e quello dietro toccava il diaframma della persona che aveva davanti. Durante quel gioco La Monica avrebbe toccato il seno ad una ragazzina, facendosi inoltre toccare da un'altra nelle parti intime. Stesso discorso nel gioco del «nascondino» in cui due ragazzine bendate cercavano i concorrenti nascosti a coppie: sotto un banco e sotto una cattedra sarebbero avvenuti altri toccamenti proibiti sull'attore-educatore. Proprio la descrizione di quei toccamenti ha mandato in crisi, ieri, l'ultima ragazzina sentita. Il gip Beretti ha preso la mano alla 12enne, rassicurandola. «Un pianto - spiega l'avvocato Scarpati - che non si consolava e che ha commosso molti di noi che siamo genitori».
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Modificato dall' autore il 04 maggio 2008 17.36
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> personcina senza alcun conflitto di interesse
> chiaramente
>
>
> una di quelle persone che fanno parte di quelle
> associazioni "senza scopo di lucro"
> ma che in altri casi finanziavano direttamente
> le vittime
>
> http://www.forumdeitroll.it/m.aspx?m_id=2179522&m_

"conflitto di interessi" la tua fottuta testa di cazzo.. Un pedofilo va dove stanno i bambini.. Una associazione antipedo dove stanno i pedoni..
E' nel tuo cervello bacato che bisogna abbandonare le vittime a sè stesse in balia dei figli di puttana come te e dei loro avvococati, vero pezzo di merda ?
>
> perchè già chissà perchè "Queste bambine hanno
> diritto
>
> a essere considerate
> vittime". (dal fondo della pagina)
>
> quindi anche se non si sentissero minimamente
> penalizzate no "hanno diritti a essere
> considerate vittime"
>
Ma tanto i pedofili non sono MAI colpevoli, non hai letto pezzo di merda ? Anche stavolta le bambine a detta della difesa si sono inventate tutto..
ps.: e questo lo hai letto stronzo ?
I GIOCHI. Attraverso le parole delle tre ragazzine sono stati ricostruiti quei giochi - effettuati nei corsi pomeridiani alle Medie Andreoli-Marconi di Correggio e seguiti da 29 alunni - in cui sarebbero stati commessi gli abusi da parte di La Monica. Nel gioco del «silenzio», organizzato nella semioscurità, i partecipanti - fra cui l'insegnante - stavano in fila indiana e quello dietro toccava il diaframma della persona che aveva davanti. Durante quel gioco La Monica avrebbe toccato il seno ad una ragazzina, facendosi inoltre toccare da un'altra nelle parti intime. Stesso discorso nel gioco del «nascondino» in cui due ragazzine bendate cercavano i concorrenti nascosti a coppie: sotto un banco e sotto una cattedra sarebbero avvenuti altri toccamenti proibiti sull'attore-educatore. Proprio la descrizione di quei toccamenti ha mandato in crisi, ieri, l'ultima ragazzina sentita. Il gip Beretti ha preso la mano alla 12enne, rassicurandola. «Un pianto - spiega l'avvocato Scarpati - che non si consolava e che ha commosso molti di noi che siamo genitori».
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Modificato dall' autore il 04 maggio 2008 17.36
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Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2008-05-04 17:23:00.0 alle 2008-05-04 17:23:00.0
- Scritto da:
> Ecco il mondo fuori dalla sua testa di cazzo..
>
> **************
>
> Sentite tre ragazzine, tensioni e lacrime
> La difesa: «E suggestione collettiva» (ndr.:
> come sempre "falsi abusi") Laccusa: «Quadro
> brutto
> confermato»
>
> di Tiziano Soresina
> Quattro ore non facili, ieri, per le prime
> studentesse correggesi - due 12enni e una 14enne
> - sentite, con tutte le cautele del caso,
> nell'ambito dell'inchiesta su Pino La Monica,
> l'insegnante di recitazione accusato di
> pedofilia. Da una parte la tensione che ha
> attanagliato le tre ragazzine e l'ultima
> interrogata è crollata, finendo l'interrogatorio
> fra le lacrime. Dall'altra l'indagato che ha
> voluto assistere agli interrogatori protetti: è
> apparso, ai suoi legali, attento ma allo stesso
> tempo incredulo per quanto stava sentendo.
> Valutazioni molto distanti sull'esito dei tre
> interrogatori.
>
> Ieri mattina nell'apposita struttura dell'Ausl
> prediposta per gli interrogatori protetti -
> tecnicamente definiti «incidenti probatori» e
> validi come prove processuali anche se effettuati
> in fase d'indaini - non vi sono stati contatti
> fra le ragazzine e l'insegnante che loro
> accusano.
> CONTATTI VIA VIDEO. In una stanza le minorenni
> con al fianco il gip Cristina Beretti e il
> perito, cioè lo psicologo Umberto Nizzoli. In un
> locale attiguo - collegato grazie ad immagini a
> circuito interno - il pm Maria Rita Pantani, il
> maresciallo Roberto Cesi, l'indagato e i suoi due
> difensori (Vainer Burani e Mario Di Frenna), il
> consulente della difesa (la psicologa Ilaria
> Morellini) e l'avvocato Marco Scarpati
eccolo qui ,il fondatore di ecpat italia una personcina senza alcun conflitto di interesse chiaramente
una di quelle persone che fanno parte di quelle associazioni "senza scopo di lucro"
ma che in altri casi finanziavano direttamente le vittime
http://www.forumdeitroll.it/m.aspx?m_id=2179522&m_...
perchè già chissà perchè "Queste bambine hanno diritto
a essere considerate
vittime". (dal fondo della pagina)
quindi anche se non si sentissero minimamente penalizzate no "hanno diritti a essere considerate vittime"
(sarà
> coadiuvato dal professor Lino Rossi) che tutela
> quattro ragazzine che intendono costituirsi parte
> civile e saranno sentite in maggio. Le domande
> del gip Beretti sono state integrate da quelle
> formulate, per iscritto, dalle parti
> coinvolte.
> I GIOCHI. Attraverso le parole delle tre
> ragazzine sono stati ricostruiti quei giochi -
> effettuati nei corsi pomeridiani alle Medie
> Andreoli-Marconi di Correggio e seguiti da 29
> alunni - in cui sarebbero stati commessi gli
> abusi da parte di La Monica. Nel gioco del
> «silenzio», organizzato nella semioscurità, i
> partecipanti - fra cui l'insegnante - stavano in
> fila indiana e quello dietro toccava il diaframma
> della persona che aveva davanti. Durante quel
> gioco La Monica avrebbe toccato il seno ad una
> ragazzina, facendosi inoltre toccare da un'altra
> nelle parti intime. Stesso discorso nel gioco del
> «nascondino» in cui due ragazzine bendate
> cercavano i concorrenti nascosti a coppie: sotto
> un banco e sotto una cattedra sarebbero avvenuti
> altri toccamenti proibiti sull'attore-educatore.
> Proprio la descrizione di quei toccamenti ha
> mandato in crisi, ieri, l'ultima ragazzina
> sentita. Il gip Beretti ha preso la mano alla
> 12enne, rassicurandola. «Un pianto - spiega
> l'avvocato Scarpati - che non si consolava e che
> ha commosso molti di noi che siamo
> genitori».
>
> LA DIFESA. «Si è trattato di racconti
> necessariamente complessi - hanno commentato i
> difensori Burani e Di Frenna, incontrando
> successivamente i giornalisti - e non sempre
> lineari, con elementi in contraddizione. Ma una
> cosa, soprattutto, è emersa, cioè che la
> suggestione comune ha avuto un gran peso. Non
> sappiamo quando e come, ma le ragazzine hanno
> parlato fra loro di questa vicenda e si sono
> confrontate, proponendo ricostruzioni, guarda
> caso, identiche. Non dimentichiamo - aggiungono i
> due legali - che i genitori entravano liberamente
> durante i giochi e restavano anche in aula. La
> Monica? E' rimasto incredulo, di fronte a quei
> tre racconti. L'impressione è che La Monica fosse
> un insegnante che sapeva conquistare l'attenzione
> dei ragazzi e delle famiglie con le sue
> lezioni».
> L'ACCUSA. Dal pm Pantani non raccogliamo commenti
> su questi primi interrogatori, ma fonti vicine
> agli inquirenti lasciano intendere che le parole
> delle ragazzine avrebbero confermato gli esiti
> delle indagini. Esplicito, invece, l'avvocato
> Scarpati: «Esce un quadro molto brutto, di
> comportamenti sessualizzati e tenuti da una
> persona che confondeva completamente il suo ruolo
> di educatore partecipando con i bambini a giochi
> altamente erotizzanti. Toccava e si faceva
> toccare. Avrei desiderato - conclude Scarpati -
> che molti degli strenui difensori del teatrante
> fossero stati presenti per meditare sulle troppe
> parole scritte, urlate e dette senza sapere.
> Queste bambine hanno diritto a essere protette e
> a essere considerate
> vittime».
> (19 aprile 2008)
> Ecco il mondo fuori dalla sua testa di cazzo..
>
> **************
>
> Sentite tre ragazzine, tensioni e lacrime
> La difesa: «E suggestione collettiva» (ndr.:
> come sempre "falsi abusi") Laccusa: «Quadro
> brutto
> confermato»
>
> di Tiziano Soresina
> Quattro ore non facili, ieri, per le prime
> studentesse correggesi - due 12enni e una 14enne
> - sentite, con tutte le cautele del caso,
> nell'ambito dell'inchiesta su Pino La Monica,
> l'insegnante di recitazione accusato di
> pedofilia. Da una parte la tensione che ha
> attanagliato le tre ragazzine e l'ultima
> interrogata è crollata, finendo l'interrogatorio
> fra le lacrime. Dall'altra l'indagato che ha
> voluto assistere agli interrogatori protetti: è
> apparso, ai suoi legali, attento ma allo stesso
> tempo incredulo per quanto stava sentendo.
> Valutazioni molto distanti sull'esito dei tre
> interrogatori.
>
> Ieri mattina nell'apposita struttura dell'Ausl
> prediposta per gli interrogatori protetti -
> tecnicamente definiti «incidenti probatori» e
> validi come prove processuali anche se effettuati
> in fase d'indaini - non vi sono stati contatti
> fra le ragazzine e l'insegnante che loro
> accusano.
> CONTATTI VIA VIDEO. In una stanza le minorenni
> con al fianco il gip Cristina Beretti e il
> perito, cioè lo psicologo Umberto Nizzoli. In un
> locale attiguo - collegato grazie ad immagini a
> circuito interno - il pm Maria Rita Pantani, il
> maresciallo Roberto Cesi, l'indagato e i suoi due
> difensori (Vainer Burani e Mario Di Frenna), il
> consulente della difesa (la psicologa Ilaria
> Morellini) e l'avvocato Marco Scarpati
eccolo qui ,il fondatore di ecpat italia una personcina senza alcun conflitto di interesse chiaramente
una di quelle persone che fanno parte di quelle associazioni "senza scopo di lucro"
ma che in altri casi finanziavano direttamente le vittime
http://www.forumdeitroll.it/m.aspx?m_id=2179522&m_...

perchè già chissà perchè "Queste bambine hanno diritto
a essere considerate
vittime". (dal fondo della pagina)
quindi anche se non si sentissero minimamente penalizzate no "hanno diritti a essere considerate vittime"
(sarà
> coadiuvato dal professor Lino Rossi) che tutela
> quattro ragazzine che intendono costituirsi parte
> civile e saranno sentite in maggio. Le domande
> del gip Beretti sono state integrate da quelle
> formulate, per iscritto, dalle parti
> coinvolte.
> I GIOCHI. Attraverso le parole delle tre
> ragazzine sono stati ricostruiti quei giochi -
> effettuati nei corsi pomeridiani alle Medie
> Andreoli-Marconi di Correggio e seguiti da 29
> alunni - in cui sarebbero stati commessi gli
> abusi da parte di La Monica. Nel gioco del
> «silenzio», organizzato nella semioscurità, i
> partecipanti - fra cui l'insegnante - stavano in
> fila indiana e quello dietro toccava il diaframma
> della persona che aveva davanti. Durante quel
> gioco La Monica avrebbe toccato il seno ad una
> ragazzina, facendosi inoltre toccare da un'altra
> nelle parti intime. Stesso discorso nel gioco del
> «nascondino» in cui due ragazzine bendate
> cercavano i concorrenti nascosti a coppie: sotto
> un banco e sotto una cattedra sarebbero avvenuti
> altri toccamenti proibiti sull'attore-educatore.
> Proprio la descrizione di quei toccamenti ha
> mandato in crisi, ieri, l'ultima ragazzina
> sentita. Il gip Beretti ha preso la mano alla
> 12enne, rassicurandola. «Un pianto - spiega
> l'avvocato Scarpati - che non si consolava e che
> ha commosso molti di noi che siamo
> genitori».
>
> LA DIFESA. «Si è trattato di racconti
> necessariamente complessi - hanno commentato i
> difensori Burani e Di Frenna, incontrando
> successivamente i giornalisti - e non sempre
> lineari, con elementi in contraddizione. Ma una
> cosa, soprattutto, è emersa, cioè che la
> suggestione comune ha avuto un gran peso. Non
> sappiamo quando e come, ma le ragazzine hanno
> parlato fra loro di questa vicenda e si sono
> confrontate, proponendo ricostruzioni, guarda
> caso, identiche. Non dimentichiamo - aggiungono i
> due legali - che i genitori entravano liberamente
> durante i giochi e restavano anche in aula. La
> Monica? E' rimasto incredulo, di fronte a quei
> tre racconti. L'impressione è che La Monica fosse
> un insegnante che sapeva conquistare l'attenzione
> dei ragazzi e delle famiglie con le sue
> lezioni».
> L'ACCUSA. Dal pm Pantani non raccogliamo commenti
> su questi primi interrogatori, ma fonti vicine
> agli inquirenti lasciano intendere che le parole
> delle ragazzine avrebbero confermato gli esiti
> delle indagini. Esplicito, invece, l'avvocato
> Scarpati: «Esce un quadro molto brutto, di
> comportamenti sessualizzati e tenuti da una
> persona che confondeva completamente il suo ruolo
> di educatore partecipando con i bambini a giochi
> altamente erotizzanti. Toccava e si faceva
> toccare. Avrei desiderato - conclude Scarpati -
> che molti degli strenui difensori del teatrante
> fossero stati presenti per meditare sulle troppe
> parole scritte, urlate e dette senza sapere.
> Queste bambine hanno diritto a essere protette e
> a essere considerate
> vittime».
> (19 aprile 2008)
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2008-05-04 17:10:00.0 alle 2008-05-04 17:10:00.0


Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2008-05-04 17:09:00.0 alle 2008-05-04 17:09:00.0


Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2008-05-04 17:09:00.0 alle 2008-05-04 17:09:00.0


Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2008-05-04 17:07:00.0 alle 2008-05-04 17:07:00.0
Ecco il mondo fuori dalla sua testa di cazzo..
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Sentite tre ragazzine, tensioni e lacrime
La difesa: «E suggestione collettiva» (ndr.: come sempre "falsi abusi") Laccusa: «Quadro brutto confermato»
di Tiziano Soresina
Quattro ore non facili, ieri, per le prime studentesse correggesi - due 12enni e una 14enne - sentite, con tutte le cautele del caso, nell'ambito dell'inchiesta su Pino La Monica, l'insegnante di recitazione accusato di pedofilia. Da una parte la tensione che ha attanagliato le tre ragazzine e l'ultima interrogata è crollata, finendo l'interrogatorio fra le lacrime. Dall'altra l'indagato che ha voluto assistere agli interrogatori protetti: è apparso, ai suoi legali, attento ma allo stesso tempo incredulo per quanto stava sentendo. Valutazioni molto distanti sull'esito dei tre interrogatori.
Ieri mattina nell'apposita struttura dell'Ausl prediposta per gli interrogatori protetti - tecnicamente definiti «incidenti probatori» e validi come prove processuali anche se effettuati in fase d'indaini - non vi sono stati contatti fra le ragazzine e l'insegnante che loro accusano.
CONTATTI VIA VIDEO. In una stanza le minorenni con al fianco il gip Cristina Beretti e il perito, cioè lo psicologo Umberto Nizzoli. In un locale attiguo - collegato grazie ad immagini a circuito interno - il pm Maria Rita Pantani, il maresciallo Roberto Cesi, l'indagato e i suoi due difensori (Vainer Burani e Mario Di Frenna), il consulente della difesa (la psicologa Ilaria Morellini) e l'avvocato Marco Scarpati (sarà coadiuvato dal professor Lino Rossi) che tutela quattro ragazzine che intendono costituirsi parte civile e saranno sentite in maggio. Le domande del gip Beretti sono state integrate da quelle formulate, per iscritto, dalle parti coinvolte.
I GIOCHI. Attraverso le parole delle tre ragazzine sono stati ricostruiti quei giochi - effettuati nei corsi pomeridiani alle Medie Andreoli-Marconi di Correggio e seguiti da 29 alunni - in cui sarebbero stati commessi gli abusi da parte di La Monica. Nel gioco del «silenzio», organizzato nella semioscurità, i partecipanti - fra cui l'insegnante - stavano in fila indiana e quello dietro toccava il diaframma della persona che aveva davanti. Durante quel gioco La Monica avrebbe toccato il seno ad una ragazzina, facendosi inoltre toccare da un'altra nelle parti intime. Stesso discorso nel gioco del «nascondino» in cui due ragazzine bendate cercavano i concorrenti nascosti a coppie: sotto un banco e sotto una cattedra sarebbero avvenuti altri toccamenti proibiti sull'attore-educatore. Proprio la descrizione di quei toccamenti ha mandato in crisi, ieri, l'ultima ragazzina sentita. Il gip Beretti ha preso la mano alla 12enne, rassicurandola. «Un pianto - spiega l'avvocato Scarpati - che non si consolava e che ha commosso molti di noi che siamo genitori».
LA DIFESA. «Si è trattato di racconti necessariamente complessi - hanno commentato i difensori Burani e Di Frenna, incontrando successivamente i giornalisti - e non sempre lineari, con elementi in contraddizione. Ma una cosa, soprattutto, è emersa, cioè che la suggestione comune ha avuto un gran peso. Non sappiamo quando e come, ma le ragazzine hanno parlato fra loro di questa vicenda e si sono confrontate, proponendo ricostruzioni, guarda caso, identiche. Non dimentichiamo - aggiungono i due legali - che i genitori entravano liberamente durante i giochi e restavano anche in aula. La Monica? E' rimasto incredulo, di fronte a quei tre racconti. L'impressione è che La Monica fosse un insegnante che sapeva conquistare l'attenzione dei ragazzi e delle famiglie con le sue lezioni».
L'ACCUSA. Dal pm Pantani non raccogliamo commenti su questi primi interrogatori, ma fonti vicine agli inquirenti lasciano intendere che le parole delle ragazzine avrebbero confermato gli esiti delle indagini. Esplicito, invece, l'avvocato Scarpati: «Esce un quadro molto brutto, di comportamenti sessualizzati e tenuti da una persona che confondeva completamente il suo ruolo di educatore partecipando con i bambini a giochi altamente erotizzanti. Toccava e si faceva toccare. Avrei desiderato - conclude Scarpati - che molti degli strenui difensori del teatrante fossero stati presenti per meditare sulle troppe parole scritte, urlate e dette senza sapere. Queste bambine hanno diritto a essere protette e a essere considerate vittime».
(19 aprile 2008)
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Sentite tre ragazzine, tensioni e lacrime
La difesa: «E suggestione collettiva» (ndr.: come sempre "falsi abusi") Laccusa: «Quadro brutto confermato»
di Tiziano Soresina
Quattro ore non facili, ieri, per le prime studentesse correggesi - due 12enni e una 14enne - sentite, con tutte le cautele del caso, nell'ambito dell'inchiesta su Pino La Monica, l'insegnante di recitazione accusato di pedofilia. Da una parte la tensione che ha attanagliato le tre ragazzine e l'ultima interrogata è crollata, finendo l'interrogatorio fra le lacrime. Dall'altra l'indagato che ha voluto assistere agli interrogatori protetti: è apparso, ai suoi legali, attento ma allo stesso tempo incredulo per quanto stava sentendo. Valutazioni molto distanti sull'esito dei tre interrogatori.
Ieri mattina nell'apposita struttura dell'Ausl prediposta per gli interrogatori protetti - tecnicamente definiti «incidenti probatori» e validi come prove processuali anche se effettuati in fase d'indaini - non vi sono stati contatti fra le ragazzine e l'insegnante che loro accusano.
CONTATTI VIA VIDEO. In una stanza le minorenni con al fianco il gip Cristina Beretti e il perito, cioè lo psicologo Umberto Nizzoli. In un locale attiguo - collegato grazie ad immagini a circuito interno - il pm Maria Rita Pantani, il maresciallo Roberto Cesi, l'indagato e i suoi due difensori (Vainer Burani e Mario Di Frenna), il consulente della difesa (la psicologa Ilaria Morellini) e l'avvocato Marco Scarpati (sarà coadiuvato dal professor Lino Rossi) che tutela quattro ragazzine che intendono costituirsi parte civile e saranno sentite in maggio. Le domande del gip Beretti sono state integrate da quelle formulate, per iscritto, dalle parti coinvolte.
I GIOCHI. Attraverso le parole delle tre ragazzine sono stati ricostruiti quei giochi - effettuati nei corsi pomeridiani alle Medie Andreoli-Marconi di Correggio e seguiti da 29 alunni - in cui sarebbero stati commessi gli abusi da parte di La Monica. Nel gioco del «silenzio», organizzato nella semioscurità, i partecipanti - fra cui l'insegnante - stavano in fila indiana e quello dietro toccava il diaframma della persona che aveva davanti. Durante quel gioco La Monica avrebbe toccato il seno ad una ragazzina, facendosi inoltre toccare da un'altra nelle parti intime. Stesso discorso nel gioco del «nascondino» in cui due ragazzine bendate cercavano i concorrenti nascosti a coppie: sotto un banco e sotto una cattedra sarebbero avvenuti altri toccamenti proibiti sull'attore-educatore. Proprio la descrizione di quei toccamenti ha mandato in crisi, ieri, l'ultima ragazzina sentita. Il gip Beretti ha preso la mano alla 12enne, rassicurandola. «Un pianto - spiega l'avvocato Scarpati - che non si consolava e che ha commosso molti di noi che siamo genitori».
LA DIFESA. «Si è trattato di racconti necessariamente complessi - hanno commentato i difensori Burani e Di Frenna, incontrando successivamente i giornalisti - e non sempre lineari, con elementi in contraddizione. Ma una cosa, soprattutto, è emersa, cioè che la suggestione comune ha avuto un gran peso. Non sappiamo quando e come, ma le ragazzine hanno parlato fra loro di questa vicenda e si sono confrontate, proponendo ricostruzioni, guarda caso, identiche. Non dimentichiamo - aggiungono i due legali - che i genitori entravano liberamente durante i giochi e restavano anche in aula. La Monica? E' rimasto incredulo, di fronte a quei tre racconti. L'impressione è che La Monica fosse un insegnante che sapeva conquistare l'attenzione dei ragazzi e delle famiglie con le sue lezioni».
L'ACCUSA. Dal pm Pantani non raccogliamo commenti su questi primi interrogatori, ma fonti vicine agli inquirenti lasciano intendere che le parole delle ragazzine avrebbero confermato gli esiti delle indagini. Esplicito, invece, l'avvocato Scarpati: «Esce un quadro molto brutto, di comportamenti sessualizzati e tenuti da una persona che confondeva completamente il suo ruolo di educatore partecipando con i bambini a giochi altamente erotizzanti. Toccava e si faceva toccare. Avrei desiderato - conclude Scarpati - che molti degli strenui difensori del teatrante fossero stati presenti per meditare sulle troppe parole scritte, urlate e dette senza sapere. Queste bambine hanno diritto a essere protette e a essere considerate vittime».
(19 aprile 2008)
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2008-05-04 17:01:00.0 alle 2008-05-04 17:01:00.0
hola godai!
sempre alle prese con i pedoz eh?
sempre alle prese con i pedoz eh?
Proc di Catania
Ecco un classico pedone "lupo travestito da agnello": le stronzate che scrive sono da manuale; interessante il fatto che si fissi a parlare di "amore".. In questo modo cerca di autoassolversi non potendo negare l'evidenza..
****************
Pino La Monica scrive dal carcere agli amici: «Il vostro amore mi aiuta»
«Sono quindici giorni di Primavera che più nessuno potrà restituirmi, non c'è risarcimento possibile per questo. Ai miei allievi ho sempre insegnato che le cose più belle della vita non hanno prezzo». Sono parole di Pino La Monica. Parole dal carcere di Modena dal quale è rinchiuso con le accuse di violenza sessuale e detenzione di materiale pedopornografico. Parole inviate agli amici del comitato. «Questa mia - scrive - per dirvi che sto bene, che sento, da questa esperienza, nascere in me una grande forza che non pensavo di avere, un'energia misteriosa che ancora oggi non capisco bene da dove provenga. Sicuramente è merito vostro. E' come se le sottili vibrazioni prodotte dal battito del vostro cuore giungessero fino a me. Grazie. Il dolore e la sofferenza che sto provando, invece, sono qualcosa di intimo che, per ora, voglio tenere per me. Ciò che sto cercando di preservare ora tra queste mura è la mia dignità personale, qui per perderla basta un piccolo cedimento emotivo. Un attimo. Un soffio. E con un soffio - scrive ancora Pino - si distrugge la vita di un uomo, i suoi sogni, le sue speranze. (ndr. Esatto, prendete nota è proprio così) Un meraviglioso castello di carte costruito in dieci anni di sacrificio e di grande passione. Ma il mondo e la società in cui viviamo oggi funzionano così: ci vogliono anni di paziente lavoro per instaurare il bene e far si che metta radici, il male, invece, lavora per attimi e penetra con forza la dove sembrava non poter entrare ed il tuo robusto e meraviglioso palazzo di alabastro ed aiole fiorite diventa un castello di sabbia e fango. Ma io non voglio, ne posso accettare di sopravvivere in un mondo così; non è il mondo che sogno per i miei figli, per i miei giovani allievi (ndr. sembra rincoglionito per davvero, potrebbe in effetti con gioia di tutti levarsi via da solo dalle palle). Loro meritano qualcosa di più. Noi, esseri umani tutti, meritiamo qualcosa di più».
«Due settimane di notti insonni passate a ripercorrere con la mente tutti i gesti compiuti in dieci anni di lavoro con i bambini; mi hanno costretto a scavare nel mio passato facendomi sentire in colpa per ogni abbraccio, per ogni carezza, per ognuno di quei tantissimi gesti d' affetto che ho sempre riservato ai miei allievi per dargli forza, infondergli coraggio e fiducia. La coltura del terrore non può vincere. Abbiamo bisogno di coraggio ed il sondaggio lanciato sul mio blog lo aveva già evidenziato».
Nella sua voglia di urlare la propria innocenza, Pino si spinge al massimo, anche rischiando di peggiorare la sua situazione: «Mi dicono che sarebbe prudente non pronunciare la frase "Io amo i bambini". Ciò mi provoca una tristezza infinita e sento un forte senso di ripugnanza per tutto il genere umano. Io ho vergogna. Ho vergogna per tutte quelle persone che hanno la malizia di pensare che la bella parola amare possa far rima con altre meno belle parole che qui non voglio nemmeno citare».
E infine un appello al comitato nato a suo favore: «Ringrazio davvero di cuore tutte le persone che fanno parte del Comitato e che mi stanno aiutando nel momento più difficile della mia vita. Ma ora, se mi permettete, vorrei essere io a darvi una mano. Mi era giunta voce che il comitato aveva intenzione di organizzare una fiaccolata in mio favore. Ringrazio per la solidarietà ma sono contrario. In tutti questi giorni ho sempre tenuto la testa alta, anche quando sono uscito ammanettato dagli uffici della Procura, e qualcuno mi diceva: "Si nasconda con il maglione". No, ho risposto, non c'è niente da nascondere. Anzi ora è il momento di tirare fuori tutto, tutta la gioia e la positività che abbiamo dentro». Piuttosto - è la proposta di Pino al comitato - «sarebbe bello pensare ad una manifestazione pubblica, colorata e gioiosa, con tanti clown, tanti bambini e tanti insegnanti; una manifestazione non in mia difesa, ma in difesa di quelli che dovrebbero essere i veri valori di un processo educativo. Un grande incontro di persone vive, non "finzionabili", che dicono con forza che per i loro figli vogliono modelli positivi. Per dire con forza che vogliamo tornare a relazionarci con il mondo intero che mai come oggi ha bisogno di fiducia». Per quanto riguarda la raccolta fondi, dice sempre La Monica «vorrei che le quote raccolte non servano soltanto a coprire le spese processuali, ma anzi che buona parte sia preservata per favorire ed incentivare le attività di enti ed associazioni che da anni si battono per la tutela e la difesa dei diritti dei bambini e delle bambine. Chiudo ringraziando ancora di cuore, se sono vivo e sono forte lo devo a voi. Siate forti, ora. So che ci sono tantissimi bambini che a causa di questo evento stanno soffrendo tantissimo, e altri, che mi erano più vicini, subiscono in modo anche peggiore. Chi pagherà per tutta questa sofferenza? Abbracciateli tutti vi prego, abbracciateli tutti da parte mia, uno ad uno, dite loro che li penso ogni attimo e che non li abbandonerò mai».
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Modificato dall' autore il 04 maggio 2008 17.05
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Pino La Monica scrive dal carcere agli amici: «Il vostro amore mi aiuta»
«Sono quindici giorni di Primavera che più nessuno potrà restituirmi, non c'è risarcimento possibile per questo. Ai miei allievi ho sempre insegnato che le cose più belle della vita non hanno prezzo». Sono parole di Pino La Monica. Parole dal carcere di Modena dal quale è rinchiuso con le accuse di violenza sessuale e detenzione di materiale pedopornografico. Parole inviate agli amici del comitato. «Questa mia - scrive - per dirvi che sto bene, che sento, da questa esperienza, nascere in me una grande forza che non pensavo di avere, un'energia misteriosa che ancora oggi non capisco bene da dove provenga. Sicuramente è merito vostro. E' come se le sottili vibrazioni prodotte dal battito del vostro cuore giungessero fino a me. Grazie. Il dolore e la sofferenza che sto provando, invece, sono qualcosa di intimo che, per ora, voglio tenere per me. Ciò che sto cercando di preservare ora tra queste mura è la mia dignità personale, qui per perderla basta un piccolo cedimento emotivo. Un attimo. Un soffio. E con un soffio - scrive ancora Pino - si distrugge la vita di un uomo, i suoi sogni, le sue speranze. (ndr. Esatto, prendete nota è proprio così) Un meraviglioso castello di carte costruito in dieci anni di sacrificio e di grande passione. Ma il mondo e la società in cui viviamo oggi funzionano così: ci vogliono anni di paziente lavoro per instaurare il bene e far si che metta radici, il male, invece, lavora per attimi e penetra con forza la dove sembrava non poter entrare ed il tuo robusto e meraviglioso palazzo di alabastro ed aiole fiorite diventa un castello di sabbia e fango. Ma io non voglio, ne posso accettare di sopravvivere in un mondo così; non è il mondo che sogno per i miei figli, per i miei giovani allievi (ndr. sembra rincoglionito per davvero, potrebbe in effetti con gioia di tutti levarsi via da solo dalle palle). Loro meritano qualcosa di più. Noi, esseri umani tutti, meritiamo qualcosa di più».
«Due settimane di notti insonni passate a ripercorrere con la mente tutti i gesti compiuti in dieci anni di lavoro con i bambini; mi hanno costretto a scavare nel mio passato facendomi sentire in colpa per ogni abbraccio, per ogni carezza, per ognuno di quei tantissimi gesti d' affetto che ho sempre riservato ai miei allievi per dargli forza, infondergli coraggio e fiducia. La coltura del terrore non può vincere. Abbiamo bisogno di coraggio ed il sondaggio lanciato sul mio blog lo aveva già evidenziato».
Nella sua voglia di urlare la propria innocenza, Pino si spinge al massimo, anche rischiando di peggiorare la sua situazione: «Mi dicono che sarebbe prudente non pronunciare la frase "Io amo i bambini". Ciò mi provoca una tristezza infinita e sento un forte senso di ripugnanza per tutto il genere umano. Io ho vergogna. Ho vergogna per tutte quelle persone che hanno la malizia di pensare che la bella parola amare possa far rima con altre meno belle parole che qui non voglio nemmeno citare».
E infine un appello al comitato nato a suo favore: «Ringrazio davvero di cuore tutte le persone che fanno parte del Comitato e che mi stanno aiutando nel momento più difficile della mia vita. Ma ora, se mi permettete, vorrei essere io a darvi una mano. Mi era giunta voce che il comitato aveva intenzione di organizzare una fiaccolata in mio favore. Ringrazio per la solidarietà ma sono contrario. In tutti questi giorni ho sempre tenuto la testa alta, anche quando sono uscito ammanettato dagli uffici della Procura, e qualcuno mi diceva: "Si nasconda con il maglione". No, ho risposto, non c'è niente da nascondere. Anzi ora è il momento di tirare fuori tutto, tutta la gioia e la positività che abbiamo dentro». Piuttosto - è la proposta di Pino al comitato - «sarebbe bello pensare ad una manifestazione pubblica, colorata e gioiosa, con tanti clown, tanti bambini e tanti insegnanti; una manifestazione non in mia difesa, ma in difesa di quelli che dovrebbero essere i veri valori di un processo educativo. Un grande incontro di persone vive, non "finzionabili", che dicono con forza che per i loro figli vogliono modelli positivi. Per dire con forza che vogliamo tornare a relazionarci con il mondo intero che mai come oggi ha bisogno di fiducia». Per quanto riguarda la raccolta fondi, dice sempre La Monica «vorrei che le quote raccolte non servano soltanto a coprire le spese processuali, ma anzi che buona parte sia preservata per favorire ed incentivare le attività di enti ed associazioni che da anni si battono per la tutela e la difesa dei diritti dei bambini e delle bambine. Chiudo ringraziando ancora di cuore, se sono vivo e sono forte lo devo a voi. Siate forti, ora. So che ci sono tantissimi bambini che a causa di questo evento stanno soffrendo tantissimo, e altri, che mi erano più vicini, subiscono in modo anche peggiore. Chi pagherà per tutta questa sofferenza? Abbracciateli tutti vi prego, abbracciateli tutti da parte mia, uno ad uno, dite loro che li penso ogni attimo e che non li abbandonerò mai».
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Modificato dall' autore il 04 maggio 2008 17.05
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Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2008-05-04 16:27:00.0 alle 2008-05-04 16:27:00.0
Modus operandi
Il trauma di un bambino che segnala l'abuso è molto reale. Se ciò accade, la prima cosa da fare è di rimanere calmi e appoggiare il bambino. Bisogna dare al bambino la possibilità di dire a modo suo che cosa è accaduto. Non bisogna avere reazioni eccessive e non bisogna criticare il bambino in alcun modo.
Il Bambino ha bisogno di sentirsi dire:* Che gli credete e che siete felici perché ve ne abbiano parlato.* Che non ha fatto nulla di male.* Che farete tutto ciò che potete per fare in modo che ciò non accada di nuovo e che farete tutto il vostro possibile per aiutarlo.* Non promettete al bambino che farete qualche cosa di specifico. Potreste non essere in grado di mantenere quella promessa.* Bambini che segnalano un abuso fisico e sessuale devono essere esaminati da un medico. Se possibile trovate un medico che il bambino conosce o uno che ha esperienza nella gestione di queste situazioni.RICORDARSI CHE: quasi senza eccezioni i bambini non mentono quando dichiarano un abuso, al massimo negano che sia avvenuto.
Denuncia di un sospetto abuso perpetrato ai danni di un bambino
Come dicevamo prima spesso il responsabile è una persona conosciuta della comunità e in questi casi molte persone si troveranno a difendere laccusato dicendo la classica frase:E una persona per bene, non farebbe mai male a nessuno.. etc etc. E importante quindi ricordarsi di che la responsabilità TOTALE dell'offesa è dellaggressore! La denuncia PROTEGGE il bambino in questione e può proteggere altri bambini da eventuali futuri abusi. Una persona che denuncia un sospetto di abuso non è responsabile del rovinare la vita dell'accusato. La persona che ha il coraggio e si prende la responsabilità di denunciare laccaduto sta salvando sia la vittima attuale che una probabile vittima futura.
CHIUNQUE ha il dovere morale di segnalare, mediante denuncia o querela, all'autorità giudiziaria, anche oralmente, un caso ritenuto sospetto di abuso sul minore o di maltrattamento.La denuncia è uno degli atti con cui si acquisisce la notizia di reato che da propulsione alle indagini preliminari. la denuncia ha il solo compito di "allertare" l' Autorità Giudiziaria di un possibile reato con la relativa conseguenza dell'inizio delle indagini da parte della stessa.Anche se denunciare un abuso può essere difficile, abbiamo lobbligo di agire per conto di tutti i bambini. Se non lo facciamo noi, chi lo farà?
Articolo scritto sotto la supervisione tecnica e legale di Alessandro Iacovazzi, Dottore in giurisprudenza.Riferimenti alle norme: artt. 331-334 Codice Procedura Penale, artt. 609 bis e ss. e 368 del Codice Penale.
Il trauma di un bambino che segnala l'abuso è molto reale. Se ciò accade, la prima cosa da fare è di rimanere calmi e appoggiare il bambino. Bisogna dare al bambino la possibilità di dire a modo suo che cosa è accaduto. Non bisogna avere reazioni eccessive e non bisogna criticare il bambino in alcun modo.
Il Bambino ha bisogno di sentirsi dire:* Che gli credete e che siete felici perché ve ne abbiano parlato.* Che non ha fatto nulla di male.* Che farete tutto ciò che potete per fare in modo che ciò non accada di nuovo e che farete tutto il vostro possibile per aiutarlo.* Non promettete al bambino che farete qualche cosa di specifico. Potreste non essere in grado di mantenere quella promessa.* Bambini che segnalano un abuso fisico e sessuale devono essere esaminati da un medico. Se possibile trovate un medico che il bambino conosce o uno che ha esperienza nella gestione di queste situazioni.RICORDARSI CHE: quasi senza eccezioni i bambini non mentono quando dichiarano un abuso, al massimo negano che sia avvenuto.
Denuncia di un sospetto abuso perpetrato ai danni di un bambino
Come dicevamo prima spesso il responsabile è una persona conosciuta della comunità e in questi casi molte persone si troveranno a difendere laccusato dicendo la classica frase:E una persona per bene, non farebbe mai male a nessuno.. etc etc. E importante quindi ricordarsi di che la responsabilità TOTALE dell'offesa è dellaggressore! La denuncia PROTEGGE il bambino in questione e può proteggere altri bambini da eventuali futuri abusi. Una persona che denuncia un sospetto di abuso non è responsabile del rovinare la vita dell'accusato. La persona che ha il coraggio e si prende la responsabilità di denunciare laccaduto sta salvando sia la vittima attuale che una probabile vittima futura.
CHIUNQUE ha il dovere morale di segnalare, mediante denuncia o querela, all'autorità giudiziaria, anche oralmente, un caso ritenuto sospetto di abuso sul minore o di maltrattamento.La denuncia è uno degli atti con cui si acquisisce la notizia di reato che da propulsione alle indagini preliminari. la denuncia ha il solo compito di "allertare" l' Autorità Giudiziaria di un possibile reato con la relativa conseguenza dell'inizio delle indagini da parte della stessa.Anche se denunciare un abuso può essere difficile, abbiamo lobbligo di agire per conto di tutti i bambini. Se non lo facciamo noi, chi lo farà?
Articolo scritto sotto la supervisione tecnica e legale di Alessandro Iacovazzi, Dottore in giurisprudenza.Riferimenti alle norme: artt. 331-334 Codice Procedura Penale, artt. 609 bis e ss. e 368 del Codice Penale.
Proc di Catania
Scritto da
Non Autenticato
il 2008-05-04 12:31:00.0 alle 2008-05-04 12:31:00.0
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> > > > c'era una ragazzina bellissima ,di cui avevo
> > già
> > > > parlato qui sul
> > > > forum
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> > > > non è bellissima ?
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> > > > bè ha pure 14 anni

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> > > posso pedarla
?> >
> > ha 14 anni quindi non rientrerebbe nel verbo
> > "pedare"
> >
> > bè cmq si sarebbe legale
> >
> > ma ci sono prima io

> mi lasci il culo?

no

mmmm

pensa ai maschietti te
Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2008-05-04 12:02:00.0 alle 2008-05-04 12:02:00.0
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> già
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> > > non è bellissima ?
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> > > bè ha pure 14 anni

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> > posso pedarla
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> ha 14 anni quindi non rientrerebbe nel verbo
> "pedare"
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> bè cmq si sarebbe legale
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> ma ci sono prima io

mi lasci il culo?
Proc di Catania
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il 2008-05-04 11:36:00.0 alle 2008-05-04 11:36:00.0
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> > c'era una ragazzina bellissima ,di cui avevo già
> > parlato qui sul
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> > non è bellissima ?
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> > bè ha pure 14 anni

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> posso pedarla
?ha 14 anni quindi non rientrerebbe nel verbo "pedare"
bè cmq si sarebbe legale
ma ci sono prima io
Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2008-05-04 11:14:00.0 alle 2008-05-04 11:14:00.0
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> c'era una ragazzina bellissima ,di cui avevo già
> parlato qui sul
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> non è bellissima ?
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> bè ha pure 14 anni

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posso pedarla
?
Proc di Catania
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il 2008-05-04 11:05:00.0 alle 2008-05-04 11:05:00.0
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> > c'era una ragazzina bellissima ,di cui avevo già
> > parlato qui sul
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> > non è bellissima ?
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> > bè ha pure 14 anni

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> anche qui
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e qui
Proc di Catania
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il 2008-05-04 11:01:00.0 alle 2008-05-04 11:01:00.0
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> c'era una ragazzina bellissima ,di cui avevo già
> parlato qui sul
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> non è bellissima ?
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> bè ha pure 14 anni

>
>

anche qui
AH SI ma NO Non lo so
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Proc di Catania
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il 2008-05-04 10:58:00.0 alle 2008-05-04 10:58:00.0
c'era una ragazzina bellissima ,di cui avevo già parlato qui sul forum
non è bellissima ?
bè ha pure 14 anni
non è bellissima ?
bè ha pure 14 anni

Proc di Catania
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il 2008-05-04 03:04:00.0 alle 2008-05-04 03:04:00.0
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Proc di Catania
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Non Autenticato
il 2008-05-04 02:51:00.0 alle 2008-05-04 02:51:00.0
