Cinema
Prossimo film di Hitchcock: Io confesso (1953).


Un uomo confessa a un prete di aver commesso un omicidio. Quest'ultimo però non denuncia l'uomo e lo invita invece a costituirsi.
Nei giorni seguenti, il prete viene avvicinato dalla polizia sospettato di aver commesso l'omicidio: il reale assassino ha segnalato alla polizia di aver trovato il cadavere dell'uomo, anziché costituirsi.
Un buon voto in IMDB: 7.2 su 10. A me è piaciuto abbastanza e lo consiglio!
Film in streaming in HD: https://casacinema.living/gratis/3442-guarda-io-co...
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Un uomo confessa a un prete di aver commesso un omicidio. Quest'ultimo però non denuncia l'uomo e lo invita invece a costituirsi.
Nei giorni seguenti, il prete viene avvicinato dalla polizia sospettato di aver commesso l'omicidio: il reale assassino ha segnalato alla polizia di aver trovato il cadavere dell'uomo, anziché costituirsi.
Un buon voto in IMDB: 7.2 su 10. A me è piaciuto abbastanza e lo consiglio!
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Dio Porco
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Perché non bestemmiare tra amici? È una cosa divertente!
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-04-15 01:58:10.0 alle 2025-04-15 01:58:10.0
https://www.cgil.it/referendum/referendum-2025-urn...

Che schifo
il terzo e il quinto sono abominevoli
il primo e il terzo opinabili, ma direi di no
il quarto forse giusto
Che ne pensate?
Ci ho dato una letta veloce. Poi vedo
Cinema
Prossimo film di Hitchcock: L'altro uomo (1951).


Un celebre tennista viene avvicinato da un uomo sul treno. Dopo una lunga conversazione tra i due, emerge che lo sportivo ha problemi con la sua ex compagna mentre l'altro con suo padre. Così, quest'ultimo propone al tennista un accordo: lui ammazzerà la sua ex compagna se lui in cambio ucciderà suo padre. L'idea è che poiché entrambi uccideranno un perfetto sconosciuto, sarà più difficile per la polizia scovare il colpevole.
Un voto buono-ottimo in IMDB: 7.9 su 10. Il film è stato nominato agli Oscars del 1952 per "Migliore fotografia". A me è piaciuto abbastanza e lo consiglio!
Film in streaming in HD: https://casacinema.living/gratis/19040-guarda-lalt...
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**Modificato dall'autore il 15.04.2025 00:24**

Un celebre tennista viene avvicinato da un uomo sul treno. Dopo una lunga conversazione tra i due, emerge che lo sportivo ha problemi con la sua ex compagna mentre l'altro con suo padre. Così, quest'ultimo propone al tennista un accordo: lui ammazzerà la sua ex compagna se lui in cambio ucciderà suo padre. L'idea è che poiché entrambi uccideranno un perfetto sconosciuto, sarà più difficile per la polizia scovare il colpevole.
Un voto buono-ottimo in IMDB: 7.9 su 10. Il film è stato nominato agli Oscars del 1952 per "Migliore fotografia". A me è piaciuto abbastanza e lo consiglio!
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**Modificato dall'autore il 15.04.2025 00:24**
E TU Lo Sai o no?
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LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Cinema

Allison, una giovane ragazza, è in carcere, accusata di aver ucciso la sua compagna, ma sostiene di essere innocente. Quando il padre (Matt Damon) va a trovarla nel penitenziario, lei gli consegna una lettera da portare al suo avvocato, la quale contiene degli indizi che potrebbero portare a scovare il vero colpevole del femminicidio.
L'avvocato, tuttavia, si rifiuta di riaprire il caso, costringendo così l'uomo a indagare per conto suo.
Il film ha un voto discreto in IMDB: 6.6 su 10. A me è piaciuto abbastanza e lo consiglio!
Film in streaming in HD: https://casacinema.living/gratis/18270-guarda-la-r...

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Guardate che bella la bambina tra 01:15 e 01:20! La piccola Maya da sola è un buon motivo per guardare questo film!
**Modificato dall'autore il 13.04.2025 23:54**
Cinema
Iniziamo a cazzo duro con le nominations del 1965, anno in cui l'Oscar "Miglior film" fu vinto dal film/musical "My Fair Lady" (1964).


Musica di Frederick Loewe
.


Testi di Alan Jay Lerner
.


Film diretto da George Cukor
.


La storia di questo film/musical è piuttosto semplice: il professor Higgins, glottologo britannico di fama internazionale, scommette con l'amico Pickering di riuscire a trasformare la povera e rozza fioraia Eliza Doolittle in una dama dell'alta classe entro sei mesi, insegnandole la buona lingua e le buone maniere.
Per essere ammaestrata, la donna dovrà vivere in casa dell'uomo e prendere lezioni quotidiane da lui.
Oltre alla statuetta per "Miglior film", la pellicola ha preso Oscars per: musica, direzione artistica, fotografia, costumi, regia e suoni.
È stato nominato per: montaggio e sceneggiatura.
Rex Harrison ha vinto la statuetta per interpretazione, Stanley Holloway e Gladys Cooper sono stati nominati.
L'American Film Insitute l'ha messo al 91esimo posto nella lista dei 100 migliori film americani e il governo degli stati uniti l'ha selezionato per la conservazione nella Biblioteca del Congresso, in quanto classificato come "culturally, historically, or aesthetically significant".
Ha un buon voto in IMDB: 7.7 su 10. Io personalmente, pur trovandolo passabile, non l'ho trovato esaltante.
Film in streaming in HD: https://casacinema.living/gratis/2921-guarda-my-fa...
Trailer
**Modificato dall'autore il 12.04.2025 00:29**

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.
Testi di Alan Jay Lerner
.
Film diretto da George Cukor
.
La storia di questo film/musical è piuttosto semplice: il professor Higgins, glottologo britannico di fama internazionale, scommette con l'amico Pickering di riuscire a trasformare la povera e rozza fioraia Eliza Doolittle in una dama dell'alta classe entro sei mesi, insegnandole la buona lingua e le buone maniere.
Per essere ammaestrata, la donna dovrà vivere in casa dell'uomo e prendere lezioni quotidiane da lui.
Oltre alla statuetta per "Miglior film", la pellicola ha preso Oscars per: musica, direzione artistica, fotografia, costumi, regia e suoni.
È stato nominato per: montaggio e sceneggiatura.
Rex Harrison ha vinto la statuetta per interpretazione, Stanley Holloway e Gladys Cooper sono stati nominati.
L'American Film Insitute l'ha messo al 91esimo posto nella lista dei 100 migliori film americani e il governo degli stati uniti l'ha selezionato per la conservazione nella Biblioteca del Congresso, in quanto classificato come "culturally, historically, or aesthetically significant".
Ha un buon voto in IMDB: 7.7 su 10. Io personalmente, pur trovandolo passabile, non l'ho trovato esaltante.
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**Modificato dall'autore il 12.04.2025 00:29**
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Perché non bestemmiare tra amici? È una cosa divertente!
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-04-11 16:38:30.0 alle 2025-04-11 16:38:30.0
> https://forum.finanzaonline.com/threads/mi-vergogn... 
>
>

Quando nel 95 giocavo in borsa, c'era uno che era sotto di duecento milioni.

>
>

Quando nel 95 giocavo in borsa, c'era uno che era sotto di duecento milioni.
Musica
Scritto da: Mattia
> Oggi è il turno di Beethoven!
>
> Nel 1808, all'età di 37 anni, il tedesco compose il suo quinto trio con pianoforte, soprannominato "Fantasma".
>
> Beethoven - Op. 70 No. 1 - Piano Trio No. 5 in D major, "Ghost" (1808):
> 00:00 I. Allegro vivace e con brio
> 10:14 II. Largo assai ed espressivo
> 21:52 III. Presto
>
>
Bello il secondo movimento: tragico come la pubertà! Dovete ascoltare almeno quello. Quando dico "dovete ascoltare" intendo dire che ci sarà un'interrogazione con nota!
> Oggi è il turno di Beethoven!
>
> Nel 1808, all'età di 37 anni, il tedesco compose il suo quinto trio con pianoforte, soprannominato "Fantasma".
>
> Beethoven - Op. 70 No. 1 - Piano Trio No. 5 in D major, "Ghost" (1808):
> 00:00 I. Allegro vivace e con brio
> 10:14 II. Largo assai ed espressivo
> 21:52 III. Presto
>
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Bello il secondo movimento: tragico come la pubertà! Dovete ascoltare almeno quello. Quando dico "dovete ascoltare" intendo dire che ci sarà un'interrogazione con nota!
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Le popolazioni locali ti accoglieranno così bene che scomparirai letteralmente dal resto del mondo! Lasciati alle spalle la civiltà occidentale, gli smartphone, la ruota e il fuoco!
Scritto da
Non Autenticato
il 2025-04-10 18:57:52.0 alle 2025-04-10 18:57:52.0
Scritto da:
> Scritto da:
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> > https://x.com/elonmusk/status/1910030852022755616
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> > Il prezzo infatti sale rapidamente poi ridiscende.
> >
> > Vi sarà ancora opportunità o sarà tardi?
>
> Les jeux sont faits!
Ho provato.
Ma ero già in ritardo di un'ora circa.
Poi ho dovuto individuare il trader che trattasse kekius e tra quelli a cui ero già iscritto non c'era.
Era trattato da exchanger minori.
Mi sono registrato, ma ho dovuto fare KYC e up pare i documenti.
Non li accettava e alla fine sono riuscito.
Poi ho dovuto caricare i soldi, li ha presi,ma alla fine benchè risultassero accreditati non risultavano disponibili.
Per queste opportunità bisogna tenersi pronti!
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> Scritto da:
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> > Il prezzo infatti sale rapidamente poi ridiscende.
> >
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Ma ero già in ritardo di un'ora circa.
Poi ho dovuto individuare il trader che trattasse kekius e tra quelli a cui ero già iscritto non c'era.
Era trattato da exchanger minori.
Mi sono registrato, ma ho dovuto fare KYC e up pare i documenti.
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Non Autenticato
il 2025-04-10 18:51:30.0 alle 2025-04-10 18:51:30.0
Scritto da:
> > Jizyah
> > La jizyah è una tassa prevista dalla legge islamica, imposta ai non musulmani (dhimmi) che vivono in stati a maggioranza musulmana. Essa ha lo scopo di garantire agli stranieri una certa protezione e un’esenzione dal servizio militare, in cambio di cui vengono riconosciuti dei diritti all’interno della comunità islamica. La jizyah, quindi, si inscrive in un sistema statale e religioso ben definito, dove il potere e l’autorità sono legittimati dalle strutture politiche e teologiche dell’Islam.
> >
> > Quindi nella società islamica se un dhimmi volesse svolgere il servizio militare potrebbe non pagare la jizyah ?
> >
> >
> > ChatGPT ha detto:
> > Ho ragionato per 17 secondi
> > Nella tradizione della giurisprudenza islamica classica la jizyah era concepita principalmente come una tassa che i non musulmani (dhimmi) dovevano pagare in cambio dell’esenzione dal servizio militare e per essere garantiti (almeno formalmente) dalla protezione dello Stato. L’idea di base era proprio che, essendo i dhimmi esonerati dal dover combattere, il versamento della jizyah compensava questa assenza di partecipazione militare.
> >
> > Di conseguenza, alcuni giuristi sostennero che se un dhimmi decidesse di prestare volontariamente servizio militare – assumendo così gli oneri che la jizyah aveva lo scopo di sostituire – allora non sarebbe più necessario che egli pagasse tale tassa. In altre parole, partecipando attivamente alla difesa dello Stato, il dhimmi “rinuncierebbe” al beneficio – e al corrispettivo onere – che la jizyah rappresentava.
> >
> > È importante, però, sottolineare che nel corso della storia e tra le diverse scuole di pensiero islamico sono emerse interpretazioni non uniformi su questo punto. Alcuni testi giuridici hanno infatti posto l’accento sul fatto che il pagamento della jizyah si fondi anche sul riconoscimento di una particolare condizione di subordinazione e protezione, indipendentemente dal fatto che il dhimmi presti o meno servizio militare. Tuttavia, la posizione tradizionale – secondo cui la jizyah è sostitutiva del dovere di combattere – suggerisce che un dhimmi che decide di partecipare attivamente al servizio militare non avrebbe più l’obbligo di versare tale tributo.
> >
> > In sintesi: secondo la logica predominante dei primi testi di giurisprudenza islamica, se un dhimmi scegliesse volontariamente di svolgere il servizio militare, egli potrebbe essere esonerato dal pagamento della jizyah, perché assumere il servizio militare equivale a dare la propria “parte di impegno” nella difesa dello Stato che la tassa aveva lo scopo di sostituire. Le interpretazioni, tuttavia, possono variare a seconda del contesto storico e dell’istituto giuridico di riferimento.
> >
> >
> >
> >
> >
> > Bisognerebbe spiegarlo a quella di Islamcriticato
>
> In paesi leggermente meno islamici c'è una tassa chiamata pizzo che viene ricossa da funzionari detti picciotti in cambio di protezione.
Era quella la domanda che feci a Chatgtp, anche secondo me il pizzo veniva da lì. Invece lui dice di no. Boh
Prova a chiedere
> > Jizyah
> > La jizyah è una tassa prevista dalla legge islamica, imposta ai non musulmani (dhimmi) che vivono in stati a maggioranza musulmana. Essa ha lo scopo di garantire agli stranieri una certa protezione e un’esenzione dal servizio militare, in cambio di cui vengono riconosciuti dei diritti all’interno della comunità islamica. La jizyah, quindi, si inscrive in un sistema statale e religioso ben definito, dove il potere e l’autorità sono legittimati dalle strutture politiche e teologiche dell’Islam.
> >
> > Quindi nella società islamica se un dhimmi volesse svolgere il servizio militare potrebbe non pagare la jizyah ?
> >
> >
> > ChatGPT ha detto:
> > Ho ragionato per 17 secondi
> > Nella tradizione della giurisprudenza islamica classica la jizyah era concepita principalmente come una tassa che i non musulmani (dhimmi) dovevano pagare in cambio dell’esenzione dal servizio militare e per essere garantiti (almeno formalmente) dalla protezione dello Stato. L’idea di base era proprio che, essendo i dhimmi esonerati dal dover combattere, il versamento della jizyah compensava questa assenza di partecipazione militare.
> >
> > Di conseguenza, alcuni giuristi sostennero che se un dhimmi decidesse di prestare volontariamente servizio militare – assumendo così gli oneri che la jizyah aveva lo scopo di sostituire – allora non sarebbe più necessario che egli pagasse tale tassa. In altre parole, partecipando attivamente alla difesa dello Stato, il dhimmi “rinuncierebbe” al beneficio – e al corrispettivo onere – che la jizyah rappresentava.
> >
> > È importante, però, sottolineare che nel corso della storia e tra le diverse scuole di pensiero islamico sono emerse interpretazioni non uniformi su questo punto. Alcuni testi giuridici hanno infatti posto l’accento sul fatto che il pagamento della jizyah si fondi anche sul riconoscimento di una particolare condizione di subordinazione e protezione, indipendentemente dal fatto che il dhimmi presti o meno servizio militare. Tuttavia, la posizione tradizionale – secondo cui la jizyah è sostitutiva del dovere di combattere – suggerisce che un dhimmi che decide di partecipare attivamente al servizio militare non avrebbe più l’obbligo di versare tale tributo.
> >
> > In sintesi: secondo la logica predominante dei primi testi di giurisprudenza islamica, se un dhimmi scegliesse volontariamente di svolgere il servizio militare, egli potrebbe essere esonerato dal pagamento della jizyah, perché assumere il servizio militare equivale a dare la propria “parte di impegno” nella difesa dello Stato che la tassa aveva lo scopo di sostituire. Le interpretazioni, tuttavia, possono variare a seconda del contesto storico e dell’istituto giuridico di riferimento.
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> >
> > Bisognerebbe spiegarlo a quella di Islamcriticato
>
> In paesi leggermente meno islamici c'è una tassa chiamata pizzo che viene ricossa da funzionari detti picciotti in cambio di protezione.
Era quella la domanda che feci a Chatgtp, anche secondo me il pizzo veniva da lì. Invece lui dice di no. Boh
Prova a chiedere
Musica
Oggi è il turno di Beethoven!
Nel 1808, all'età di 37 anni, il tedesco compose il suo quinto trio con pianoforte, soprannominato "Fantasma".
Beethoven - Op. 70 No. 1 - Piano Trio No. 5 in D major, "Ghost" (1808):
00:00 I. Allegro vivace e con brio
10:14 II. Largo assai ed espressivo
21:52 III. Presto
**Modificato dall'autore il 10.04.2025 18:12**
Nel 1808, all'età di 37 anni, il tedesco compose il suo quinto trio con pianoforte, soprannominato "Fantasma".
Beethoven - Op. 70 No. 1 - Piano Trio No. 5 in D major, "Ghost" (1808):
00:00 I. Allegro vivace e con brio
10:14 II. Largo assai ed espressivo
21:52 III. Presto
**Modificato dall'autore il 10.04.2025 18:12**
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il 2025-04-10 16:10:31.0 alle 2025-04-10 16:10:31.0
> Jizyah
> La jizyah è una tassa prevista dalla legge islamica, imposta ai non musulmani (dhimmi) che vivono in stati a maggioranza musulmana. Essa ha lo scopo di garantire agli stranieri una certa protezione e un’esenzione dal servizio militare, in cambio di cui vengono riconosciuti dei diritti all’interno della comunità islamica. La jizyah, quindi, si inscrive in un sistema statale e religioso ben definito, dove il potere e l’autorità sono legittimati dalle strutture politiche e teologiche dell’Islam.
>
> Quindi nella società islamica se un dhimmi volesse svolgere il servizio militare potrebbe non pagare la jizyah ?
>
>
> ChatGPT ha detto:
> Ho ragionato per 17 secondi
> Nella tradizione della giurisprudenza islamica classica la jizyah era concepita principalmente come una tassa che i non musulmani (dhimmi) dovevano pagare in cambio dell’esenzione dal servizio militare e per essere garantiti (almeno formalmente) dalla protezione dello Stato. L’idea di base era proprio che, essendo i dhimmi esonerati dal dover combattere, il versamento della jizyah compensava questa assenza di partecipazione militare.
>
> Di conseguenza, alcuni giuristi sostennero che se un dhimmi decidesse di prestare volontariamente servizio militare – assumendo così gli oneri che la jizyah aveva lo scopo di sostituire – allora non sarebbe più necessario che egli pagasse tale tassa. In altre parole, partecipando attivamente alla difesa dello Stato, il dhimmi “rinuncierebbe” al beneficio – e al corrispettivo onere – che la jizyah rappresentava.
>
> È importante, però, sottolineare che nel corso della storia e tra le diverse scuole di pensiero islamico sono emerse interpretazioni non uniformi su questo punto. Alcuni testi giuridici hanno infatti posto l’accento sul fatto che il pagamento della jizyah si fondi anche sul riconoscimento di una particolare condizione di subordinazione e protezione, indipendentemente dal fatto che il dhimmi presti o meno servizio militare. Tuttavia, la posizione tradizionale – secondo cui la jizyah è sostitutiva del dovere di combattere – suggerisce che un dhimmi che decide di partecipare attivamente al servizio militare non avrebbe più l’obbligo di versare tale tributo.
>
> In sintesi: secondo la logica predominante dei primi testi di giurisprudenza islamica, se un dhimmi scegliesse volontariamente di svolgere il servizio militare, egli potrebbe essere esonerato dal pagamento della jizyah, perché assumere il servizio militare equivale a dare la propria “parte di impegno” nella difesa dello Stato che la tassa aveva lo scopo di sostituire. Le interpretazioni, tuttavia, possono variare a seconda del contesto storico e dell’istituto giuridico di riferimento.
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In paesi leggermente meno islamici c'è una tassa chiamata pizzo che viene ricossa da funzionari detti picciotti in cambio di protezione.
> La jizyah è una tassa prevista dalla legge islamica, imposta ai non musulmani (dhimmi) che vivono in stati a maggioranza musulmana. Essa ha lo scopo di garantire agli stranieri una certa protezione e un’esenzione dal servizio militare, in cambio di cui vengono riconosciuti dei diritti all’interno della comunità islamica. La jizyah, quindi, si inscrive in un sistema statale e religioso ben definito, dove il potere e l’autorità sono legittimati dalle strutture politiche e teologiche dell’Islam.
>
> Quindi nella società islamica se un dhimmi volesse svolgere il servizio militare potrebbe non pagare la jizyah ?
>
>
> ChatGPT ha detto:
> Ho ragionato per 17 secondi
> Nella tradizione della giurisprudenza islamica classica la jizyah era concepita principalmente come una tassa che i non musulmani (dhimmi) dovevano pagare in cambio dell’esenzione dal servizio militare e per essere garantiti (almeno formalmente) dalla protezione dello Stato. L’idea di base era proprio che, essendo i dhimmi esonerati dal dover combattere, il versamento della jizyah compensava questa assenza di partecipazione militare.
>
> Di conseguenza, alcuni giuristi sostennero che se un dhimmi decidesse di prestare volontariamente servizio militare – assumendo così gli oneri che la jizyah aveva lo scopo di sostituire – allora non sarebbe più necessario che egli pagasse tale tassa. In altre parole, partecipando attivamente alla difesa dello Stato, il dhimmi “rinuncierebbe” al beneficio – e al corrispettivo onere – che la jizyah rappresentava.
>
> È importante, però, sottolineare che nel corso della storia e tra le diverse scuole di pensiero islamico sono emerse interpretazioni non uniformi su questo punto. Alcuni testi giuridici hanno infatti posto l’accento sul fatto che il pagamento della jizyah si fondi anche sul riconoscimento di una particolare condizione di subordinazione e protezione, indipendentemente dal fatto che il dhimmi presti o meno servizio militare. Tuttavia, la posizione tradizionale – secondo cui la jizyah è sostitutiva del dovere di combattere – suggerisce che un dhimmi che decide di partecipare attivamente al servizio militare non avrebbe più l’obbligo di versare tale tributo.
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> In sintesi: secondo la logica predominante dei primi testi di giurisprudenza islamica, se un dhimmi scegliesse volontariamente di svolgere il servizio militare, egli potrebbe essere esonerato dal pagamento della jizyah, perché assumere il servizio militare equivale a dare la propria “parte di impegno” nella difesa dello Stato che la tassa aveva lo scopo di sostituire. Le interpretazioni, tuttavia, possono variare a seconda del contesto storico e dell’istituto giuridico di riferimento.
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Jizyah
La jizyah è una tassa prevista dalla legge islamica, imposta ai non musulmani (dhimmi) che vivono in stati a maggioranza musulmana. Essa ha lo scopo di garantire agli stranieri una certa protezione e un’esenzione dal servizio militare, in cambio di cui vengono riconosciuti dei diritti all’interno della comunità islamica. La jizyah, quindi, si inscrive in un sistema statale e religioso ben definito, dove il potere e l’autorità sono legittimati dalle strutture politiche e teologiche dell’Islam.
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In sintesi: secondo la logica predominante dei primi testi di giurisprudenza islamica, se un dhimmi scegliesse volontariamente di svolgere il servizio militare, egli potrebbe essere esonerato dal pagamento della jizyah, perché assumere il servizio militare equivale a dare la propria “parte di impegno” nella difesa dello Stato che la tassa aveva lo scopo di sostituire. Le interpretazioni, tuttavia, possono variare a seconda del contesto storico e dell’istituto giuridico di riferimento.
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