- Scritto da:
> La devo fare, fa male..

Fatti sedare, te lo chiederanno...
Avrai un bel mal di gola comunque
- Scritto da: suoranciata
>
> - Scritto da:
> > Per uno che vuole imparare a fare robe Ajax, c'è
> > differenza tra usare uno dei
> > due?
> > Mi sembra di capire che aptana, programma che ho
> > scoperto poco fa, sia come eclipse, ma pensato
> > per
> > Ajax.
>
> L'ho usato tempo fa aptana, ottimo per js; ha
> molte cose carine e l'autocompletion funziona
> come si deve. Però è a pagamento,
> no?
> Prova a vedere se su eclipseplugincentral ci sono
> plugin per
> javascript.
Non mi sembra sia a pagamento o almeno non lo è il plugin per eclipse.
Ha molte cose utili, la sincronizzazione ad esempio, però appesantisce eclipse (e questo dice tutto) e lo rende un po instabile.
Un luogo comune molto diffuso riguarda Marcello Veneziani, si dice sia uno dei migliori intellettuali di destra con una acuta intelligenza ed una efficace visione della realtà.
http://www.ilgiornale.it/interni/tremonti_ministro... 
A me pare solo un coglione, ora come in passato, dove starebbe tutta questa intelligenza?
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Modificato dall' autore il 04 giugno 2010 14.38
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A me pare solo un coglione, ora come in passato, dove starebbe tutta questa intelligenza?
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Modificato dall' autore il 04 giugno 2010 14.38
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- Scritto da: alex.tg
>
> Inquietante, ma ci ho pensato su` e mi sa che hai
> ragione.
>
>
Si, eppure la fantascienza non ci pensa e resta ancorata ad un dualismo hardware-software ormai superato anche nella realtà.
Forse solo in Alita la fisicità ha un ruolo importante ed un cyborg viene influenzato anche dal corpo che usa.
Grande Destynova
> Oddio, niente di funzionante, di um.. "vivo",
> almeno. Magari rimarrebbe solo la memoria con le
> varie tracce di associazioni tra significati che
> (forse) la definiscono. Un po' poco per un
> esperimento cosi` assurdamente complicato.
>
>
Oh beh, il mio è solo un punto di vista, ma il dubbio resta, può esistere una intelligenza senza corpo?
Si può avere una autocoscienza indipendente da come percepiamo il mondo e noi stessi?
La volontà di vivere è un processo intelligente o uno stimolo chimico?
I gatti lo sanno ma non ce lo diranno mai.
>
> Inquietante, ma ci ho pensato su` e mi sa che hai
> ragione.
>

>
Si, eppure la fantascienza non ci pensa e resta ancorata ad un dualismo hardware-software ormai superato anche nella realtà.
Forse solo in Alita la fisicità ha un ruolo importante ed un cyborg viene influenzato anche dal corpo che usa.
Grande Destynova

> Oddio, niente di funzionante, di um.. "vivo",
> almeno. Magari rimarrebbe solo la memoria con le
> varie tracce di associazioni tra significati che
> (forse) la definiscono. Un po' poco per un
> esperimento cosi` assurdamente complicato.
>

>
Oh beh, il mio è solo un punto di vista, ma il dubbio resta, può esistere una intelligenza senza corpo?
Si può avere una autocoscienza indipendente da come percepiamo il mondo e noi stessi?
La volontà di vivere è un processo intelligente o uno stimolo chimico?
I gatti lo sanno ma non ce lo diranno mai.
- Scritto da:
> > cervello umano. Un modello connessionista non
> > prevede nessuna "essenza", non esiste la
> > concezione di "software ed hardware". Il
> cervello
> > è un
> > tutt'uno.
>
> La mente non è il cervello.
La mente come entità autonoma non esiste, è solo un concetto.
> > cervello umano. Un modello connessionista non
> > prevede nessuna "essenza", non esiste la
> > concezione di "software ed hardware". Il
> cervello
> > è un
> > tutt'uno.
>
> La mente non è il cervello.
La mente come entità autonoma non esiste, è solo un concetto.
- Scritto da: Ceiling dog
>
È l'invidia di chi faccia non ne ha verso le persone che ne hanno una rispettabile.
Poi, come si fa a minacciare uno come Mario Tozzi?
Vieni anche tu in gita in Africa!
Ad
https://www.ilmessaggero.it/AMP/italia/luca_tacchetto_italiano_scomparso_burkina_faso-4209268.html
Le popolazioni locali ti accoglieranno così bene che scomparirai letteralmente dal resto del mondo! Lasciati alle spalle la civiltà occidentale, gli smartphone, la ruota e il fuoco!
- Scritto da: alex.tg
>
> Non mi ricordo di aver parlato di come potrebbe
> funzionare la mente; dicevo che la mia concezione
Vero, ma la premessa andava fatta perché hai parlato di "essenza" della mente umana, ciò ha senso solo utilizzando un modello funzionale del cervello umano. Un modello connessionista non prevede nessuna "essenza", non esiste la concezione di "software ed hardware". Il cervello è un tutt'uno.
> lo trova parecchio noioso, comincio a pensare di
> scremare le parti superflue al funzionamento
> della mente: perche` dovrebbe respirare (aria
> virtuale) se tanto posso creare ossigeno
> direttamente legato all'emoglobina dei suoi
> globuli rossi virtuali? E guardo come sta, se la
> modifica non ne influenza il comportamento, cioe`
> il risultato della simulazione. E cosi` via per
> semplificazioni progressive, tenendo conto che la
> domanda iniziale e`: puo` l'essenza di una mente
> diventare un programma? La risposta e` che
> secondo questo esperimento ideale, probabilmente
> puo` farlo: alla fine delle semplificazioni
> dovrei ottenere i meccanismi essenziali che la
> fanno
> funzionare.
>
Cosa sarebbe un uomo senza la necessità di respirare o di mangiare? Cosa sarebbe un uomo senza i meccanismi chimici che si attivano in caso di pericolo di vita, quando mangiamo qualcosa di buono, quando abbiamo fame, quando otteniamo un successo, quando amiamo?
Se "scremi", alla fine, non avrai nulla.
>
> Ma non e` detto che si debba usare la
> programmazione funzionale:
Modello funzionale, almeno in questo contesto, non è sinonimo di programmazione funzionale, per modello funzionale si intende un modello del cervello che tende a separare una parte hardware da una software (una sequenza di passi). Comunque, ciò che contesto è l'affermazione che si possa avere una essenza del funzionamento del cervello.
Ho dubbi anche sulla simulazione, una misera rete neurale con 10 neuroni produce un sistema di equazioni non risolvibile (se lo fosse, perché usare le reti neurali?).
>
> Non mi ricordo di aver parlato di come potrebbe
> funzionare la mente; dicevo che la mia concezione
Vero, ma la premessa andava fatta perché hai parlato di "essenza" della mente umana, ciò ha senso solo utilizzando un modello funzionale del cervello umano. Un modello connessionista non prevede nessuna "essenza", non esiste la concezione di "software ed hardware". Il cervello è un tutt'uno.
> lo trova parecchio noioso, comincio a pensare di
> scremare le parti superflue al funzionamento
> della mente: perche` dovrebbe respirare (aria
> virtuale) se tanto posso creare ossigeno
> direttamente legato all'emoglobina dei suoi
> globuli rossi virtuali? E guardo come sta, se la
> modifica non ne influenza il comportamento, cioe`
> il risultato della simulazione. E cosi` via per
> semplificazioni progressive, tenendo conto che la
> domanda iniziale e`: puo` l'essenza di una mente
> diventare un programma? La risposta e` che
> secondo questo esperimento ideale, probabilmente
> puo` farlo: alla fine delle semplificazioni
> dovrei ottenere i meccanismi essenziali che la
> fanno
> funzionare.
>
Cosa sarebbe un uomo senza la necessità di respirare o di mangiare? Cosa sarebbe un uomo senza i meccanismi chimici che si attivano in caso di pericolo di vita, quando mangiamo qualcosa di buono, quando abbiamo fame, quando otteniamo un successo, quando amiamo?
Se "scremi", alla fine, non avrai nulla.
>
> Ma non e` detto che si debba usare la
> programmazione funzionale:
Modello funzionale, almeno in questo contesto, non è sinonimo di programmazione funzionale, per modello funzionale si intende un modello del cervello che tende a separare una parte hardware da una software (una sequenza di passi). Comunque, ciò che contesto è l'affermazione che si possa avere una essenza del funzionamento del cervello.
Ho dubbi anche sulla simulazione, una misera rete neurale con 10 neuroni produce un sistema di equazioni non risolvibile (se lo fosse, perché usare le reti neurali?).
- Scritto da:
> > La tua concezione di cervello si basa sul
> > paradigma funzionale ed è ormai superata da 30
> > anni, ormai tutti concordano con il modello
> > connessionista per il quale funzioni e cervello
> > non sono separabili, non esiste l'essenza (il
> > software).
>
> Il "software" è implicito nell'"hardware" anche
> quando è "hardwired". Il fatto stesso che la
> mente evolva nel corso dello sviluppo, di pari
> passo allo stabilirsi di nuove connessioni, è
> programmazione.
Il software è inteso, visto che rispondevo ad alex.tg, come una sequenza di passi da eseguire, la programmazione è la definizione di questi passi.
Nel cervello, o in una rete neurale, non esiste nessun software, la capacità di prendere decisioni, o di risolvere un problema, coincide con "l'hardware" ovvero la struttura ed i pesi delle connessioni. Non a caso si dice che si "istruisce" una rete neurale e non che la si programma, si dice che la rete neurale "associa" invece di "elabora".
Il modello matematico stesso di una rete neurale non è un algoritmo ma un problema di minimizzazione di una funzione costo.
E come ho detto, il modello funzionale è morto da 30 anni, sarebbe morto negli anni 50 se non si fosse messo di mezzo il maccartismo e l'ignoranza dei biologi sulle derivate
.
- Scritto da: alex.tg
>
> Infatti mi preoccupano un po' gli approcci
> genetici alla
> programmazione.
>
>

>
> Ma va be', personalmente mi sono reso conto di
> aver quasi sempre usato la capacita` di
> programmare per realizzare prodotti creativi che
> devono il loro eventuale valore alle idee, piu`
> che al fatto di essere programmi per computers...
> sicche` tutto sommato la programmazione in se` mi
> e` diventata d'importanza relativa. Facciano pure
> da soli, se ce la faranno. Tra l'altro, io penso
> che una macchina di Turing sia fondamentalmente
> in grado di riprodurre in tutto e per tutto il
> funzionamento di una mente umana: al limite, c'e`
> il famoso esperimento di pensiero che implica
> immaginare la riproduzione dell'intero individuo
> in un simulatore, atomo per atomo. Se la
> soluzione "bruta" in teoria esiste (e si puo`
> negare solo negando che un individuo sia la somma
> delle sue parti fisiche, cosa che sconfina per
> definizione nella metafisica), in pratica e`
> "solo" un fatto di ottimizzarla un pochino per
> isolare l'essenza di quel che fa funzionare la
> mente. Ma sto divagando (mi riesce sempre
> benissimo).
>
La tua concezione di cervello si basa sul paradigma funzionale ed è ormai superata da 30 anni, ormai tutti concordano con il modello connessionista per il quale funzioni e cervello non sono separabili, non esiste l'essenza (il software).
In natura, poi, esistono veramente dei "programmi" che si sono scritti ed eseguiti da soli, un fiume non è altro che il risultato di un algoritmo di ottimizzazione di funzione. Ma l'evoluzione stessa è un processo di ottimizzazione di funzione, cerca il minimo della della funzione costo "vita"; minimo globale anche se, in questa ricerca, si sono trovati solo i minimi locali (le specie stabili sono minimi locali).
Il normale modo di programmare, poi, ha grossi limiti: prima di tutto ha bisogno di un modello funzionale alla base e non è detto che si riesca a trovarlo o che sia conveniente trovarlo; secondo, l'esecuzione dell'algoritmo è seriale, al massimo puoi eseguire un certo numero di algoritmi seriali in parallelo, se riesci ad adattare il modello funzionale a questa tua esigenza.
- Scritto da: Ceiling dog
>

>
> [img]http://www.fim.cisl.it/public/darwin(1).gif[/
>
>

Ho letto l'articolo, cazzo c'entra la teoria dell'evoluzione?
Partecipa anche tu!
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La rivoluzione è dietro l'angolo, compagno! Non fare il gatto selvaggio, unisciti al nostro plotone!
- Scritto da:
> per il culo?
>
> avevo bisogno di due libri di informatica, che si
> trovano solo in
> inglese
>
> bol.it: 70€ + spese di spedizione
> amazon.co.uk: 50€ spese di spedizione
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>
>
> 28% di differenza, e visto che il libro viene
> spedito dall'inghilterra 0€ dazi
> doganali
>
> esticazzi, ma in italia credono che abbiamo tutti
> la sveglia al collo?
>

Da Amazon uk presi Foundation of QT development a 20 euro, spedizione compresa. Comprarlo qui mi sarebbe costato più di 50 euro.
Il libro doveva essere un fondo di magazzino ma non ho notato difetti, il bello è che arrivava dagli USA, è passato per il Regno Unito, Francia, per poi esser buttato sul viale di casa mia... Fortuna che avevano usato due imballi termosaldati.
Comunque, non ci sono dazi doganali per i libri provenienti dagli USA, però appoggiandosi ad amazon uk si hanno minori spese di spedizione.
Il Vaticano riabilita i Beatles.
Ringo: "E chi se ne frega"

http://www.repubblica.it/persone/2010/04/13/news/r... 
ROMA - "I couldn't care less", e cioè "non me me potrebbe importare (o fregare, in gergo) di meno": Ringo Starr non si commuove alla notizia del "perdono" del Vaticano ai Beatles, quarant'anni dopo il loro scioglimento. Intervistato dalla Cnn, il batterista ha ricordato come all'epoca i vertici della Chiesa cattolica avessero definito i membri del gruppo "satanici o possibilmente satanici", e i conti non gli tornano: "Eravamo satanici e adesso ci perdonano?", ha commentato. "Credo che la Santa Sede abbia altre cose di cui parlare".
Ringo: "E chi se ne frega"


ROMA - "I couldn't care less", e cioè "non me me potrebbe importare (o fregare, in gergo) di meno": Ringo Starr non si commuove alla notizia del "perdono" del Vaticano ai Beatles, quarant'anni dopo il loro scioglimento. Intervistato dalla Cnn, il batterista ha ricordato come all'epoca i vertici della Chiesa cattolica avessero definito i membri del gruppo "satanici o possibilmente satanici", e i conti non gli tornano: "Eravamo satanici e adesso ci perdonano?", ha commentato. "Credo che la Santa Sede abbia altre cose di cui parlare".

Nella cattolicissima Lombardia del Pio e casto Formigoni, dove si impone il funerale per gli embrioni e si propone il loro battesimo, succede che sei nato ed hai la pelle scura non vali più un cazzo.
- Scritto da: nathan71
>
>

>
>
> Bravissimo Borghi

>
Concordo, alla fine è sempre lui che paga, e pure in contanti!!!
Quando sei parte di una minoranza in via d'estinzione
Ad
https://images2.imgbox.com/d3/da/AZxsgAEN_o.png
ma se vuoi difendere la tua etnia e le tue terre sei "razzista"
- Scritto da: nathan71
> [img]http://www.libero-news.it/resizer.jsp?img=upl
>
>
> Come mai non sento commenti da sinistra? tutti
> muti?
>
>
> Grandissimo Silvio

>
Sono fantasie tue, non vedo che ci sarebbe da commentare...
Il ministro-candidato sindaco-parlamentare dice a La7 di ricevere lemolumento dopo 38 anni di università. E a leggere il curriculum sugli anni di effettivo insegnamento si scopre qualcosa di interessante sul nostro sistema contributivo
CONTRIBUTI SI, MA FITTIZI - Perché dal 1991 al 1996 è professore associato di Economia del Lavoro (Facoltà di Economia e Commercio) presso Tor Vergata dove ha poi ricoperto fino ad oggi il ruolo di professore ordinario di Economia Politica. Ha ricoperto il posto, senza però evidentemente aver insegnato visti i molteplici impegni dellonorata carriera pubblica. Perché dal 1999 al 2008 il nostro è stato parlamentare europeo di Forza Italia (con una percentuale di presenze del 63%). Brunetta sarebbe quindi andato in pensione, presumibilmente alla fine del 2009, con 59 anni di età e 37 anni circa di contributi. Ma non ha insegnato per 38 anni: perché comera suo diritto, ovviamente ha usufruito dellaspettativa, che può essere richiesta dai pubblici dipendenti per varie cause, tra cui lassolvimento di cariche pubbliche elettive. In questo caso, vengono riconosciuti i periodi mediante contribuzione figurativa, cioé fittizia: periodi durante i quali non cè stata attività di lavoro e di conseguenza non cè stato il versamento dei contributi obbligatori ma che servono comunque a maturare la pensione. In pratica, Brunetta non ha lavorato e non ha pagato i contributi, ma ha comunque (sia chiaro, legittimamente) maturato il diritto alla pensione. I suoi anni di servizio però sono molti di meno. E anche questo va sottolineato non era obbligato ad andare in pensione: volendo, come professore universitario, poteva aspettare tranquillamente fino a 70 anni.
Interessante il particolare di come Brunetta sia diventato professore associato, grazie ad una sanatoria dei precari. Proprio lui disse, quando la questione dei ricercatori precari ebbe un certo risalto mediatico, che il posto fisso, per un ricercatore, era come la tomba.
Da leggere tutto su http://www.giornalettismo.com/archives/50446/
CONTRIBUTI SI, MA FITTIZI - Perché dal 1991 al 1996 è professore associato di Economia del Lavoro (Facoltà di Economia e Commercio) presso Tor Vergata dove ha poi ricoperto fino ad oggi il ruolo di professore ordinario di Economia Politica. Ha ricoperto il posto, senza però evidentemente aver insegnato visti i molteplici impegni dellonorata carriera pubblica. Perché dal 1999 al 2008 il nostro è stato parlamentare europeo di Forza Italia (con una percentuale di presenze del 63%). Brunetta sarebbe quindi andato in pensione, presumibilmente alla fine del 2009, con 59 anni di età e 37 anni circa di contributi. Ma non ha insegnato per 38 anni: perché comera suo diritto, ovviamente ha usufruito dellaspettativa, che può essere richiesta dai pubblici dipendenti per varie cause, tra cui lassolvimento di cariche pubbliche elettive. In questo caso, vengono riconosciuti i periodi mediante contribuzione figurativa, cioé fittizia: periodi durante i quali non cè stata attività di lavoro e di conseguenza non cè stato il versamento dei contributi obbligatori ma che servono comunque a maturare la pensione. In pratica, Brunetta non ha lavorato e non ha pagato i contributi, ma ha comunque (sia chiaro, legittimamente) maturato il diritto alla pensione. I suoi anni di servizio però sono molti di meno. E anche questo va sottolineato non era obbligato ad andare in pensione: volendo, come professore universitario, poteva aspettare tranquillamente fino a 70 anni.
Interessante il particolare di come Brunetta sia diventato professore associato, grazie ad una sanatoria dei precari. Proprio lui disse, quando la questione dei ricercatori precari ebbe un certo risalto mediatico, che il posto fisso, per un ricercatore, era come la tomba.
Da leggere tutto su http://www.giornalettismo.com/archives/50446/
scostamento del decreto italiano dalla direttiva europea, i vincoli alle attività amatoriali di web tv, le ripercussioni sul diritto dautore, le nuove responsabilità censorie per le piattaforme, i rischi di vero e proprio spionaggio, luso di brani di cronaca video per il blogging o la polemica politica, i poteri impropri conferiti allAgCom, la deformazione della disciplina sulla diffamazione.
Analisi giuridica del decreto su:
http://www.apogeonline.com/webzine/2010/01/25/decr...
(un po lungo da leggere)
Analisi giuridica del decreto su:
http://www.apogeonline.com/webzine/2010/01/25/decr...

(un po lungo da leggere)
