Scritto da:
>
> i tag erano stati creati per accorpare i thread in argomenti simili e facilitare la ricerca, e ciò aveva un senso.Usarli per boicottare il thread altrui con OT incessanti va contro l'idea stessa per cui sarebbero stati creati.
apre un nuovo filone di sfida, quando non sanno piu' cosa risponderti cominciano con frasette veloci, "vinci" anche in quelle ed e' fatta, altrimenti se hai semplicemente "vinto" la discussione e con i tag cominciano a delirare ignorali.
filter the noise.
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> i tag erano stati creati per accorpare i thread in argomenti simili e facilitare la ricerca, e ciò aveva un senso.Usarli per boicottare il thread altrui con OT incessanti va contro l'idea stessa per cui sarebbero stati creati.
apre un nuovo filone di sfida, quando non sanno piu' cosa risponderti cominciano con frasette veloci, "vinci" anche in quelle ed e' fatta, altrimenti se hai semplicemente "vinto" la discussione e con i tag cominciano a delirare ignorali.
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la appoggio un attimo qua, gatto menziona l'interpretazione di Copenhagen ed io mezza giornata dopo me le ritrovo menzionata in un contesto simile.
https://en.wikipedia.org/wiki/Kalam_cosmological_a...
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Scritto da:
>
> You told me, when I asked you what you wanted, that you wanted to go to the gym. That’s what you said. But then I handed you a box of doughnuts and you went for the doughnuts, so that must be what you really wanted.” The Facebook folks, that’s literally what they think.
Facebook e' il male assoluto, il piu' grande disastro dopo la televisione, di proporzioni ancora maggiori.
>
> You told me, when I asked you what you wanted, that you wanted to go to the gym. That’s what you said. But then I handed you a box of doughnuts and you went for the doughnuts, so that must be what you really wanted.” The Facebook folks, that’s literally what they think.
Facebook e' il male assoluto, il piu' grande disastro dopo la televisione, di proporzioni ancora maggiori.
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> Scritto da: Nazi Heidi
> >

>
> Come stiamo diventando politicamente scorretti.
suvvia e' una delle poche cose autenticamente trollose che ha postato wakko negli ultimi 5 anni.
Io ho ridacchiato, ma in effetti sono cattivo.
> Scritto da: Nazi Heidi
> >

>
> Come stiamo diventando politicamente scorretti.
suvvia e' una delle poche cose autenticamente trollose che ha postato wakko negli ultimi 5 anni.
Io ho ridacchiato, ma in effetti sono cattivo.
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Scritto da:
>
> Putin ha interrotto il processo per cui dopo la crisi dell'Unione Sovietica e la perestroika i padroni dell'occidente stavano per impadronirsi a prezzo di saldo dell'economia russa,
alla "privatizzazione" di tutto, che era dello stato, compresa la casa dove vivevi per la quale non avevi sborsato un rublo, furono emesse delle obbligazioni, chi lavorava nelle centrali elettriche ha preso un po di quote della centrale, la casa dove vivevi era damble' tua, i lavoratori delle fattorie hanno ricevuto quote dei pezzi di terra etc. etc.
nel giro di pochi anni poche persone avevano praticamente tutto, molti di questi sono diventati gli "oligarchi", erano gli anni di Boris Yeltsin, dopo Yeltsin, putin (medvedev) putin-putin-putin (medvedev) putin-putin-putin, etc.
https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_presidents_o... 
>privatizzando le imprese in modo che finissero in mano a suoi alleati (russi) invece che ai magnati internazionali.
>
> Se non fosse per lui, ogni prodotto che si fabbrica e vende in Russia farebbe in realtà capo a note multinazionali, come la Martini e Rossi che è della Bacardi.
>
alla base di quel processo c'e' l'economia di scala, due ditte in due paesi diversi producono grossomodo la stessa cosa, diciamo pentole, i processi industriali sono diversi ma una fa la parte metallica molto piu' efficientemente dell'altra che invece fa le manopole molto piu' efficientemente.
l'economia di scala dice che se una si mette a fare le pentole e l'altra i manici entrambe le ditte potranno vendere agli stessi clienti le stesse pentole (probabilmente migliori) guadagnando di piu', e' imbattibile come modo di rimanere a galla per una ditta, le grandi corporation di cui senti i nomi, da Nestle' a General Electrics, di fatto organizzano quello.
Ci sono capannoni sparsi per tutta la pianura padana con sopra nomi che non assoceresti minimamente ai grandi gruppi e poi fanno questo o quel pezzo di quel procedimento industriale per conto della "filiera" del $GrandeNome
Di per se' questo processo e' positivo, diventa negativa quando lo sommi a tutti gli altri processi che incrementano le efficienze, ci sono anche aspetti puramente finanziari ad esempio, senti parlare spesso di corporation dell'IT che eludono le tasse, mica lo fanno solo loro.
In una mega-super-corporation il capo-contabile e' uno che poi fa anche il consulente per il ministero dell'economia, capisci bene che li non si parla piu' di processi (micro)economici giustificabilissimi, anzi necessari, che e' proprio la trappola della microeconomia, si parla di mercantilismo.
> Fin qui, la storia lo ricorderà come un grande statista salvatore della patria, mentre si spiega tutto sto ronzio contro di lui dei media occidentali.
>
dipende da chi la scrivera'.
E se facesse scoppiare una guerra perche' si e' chiuso in un angolo ed invece che immolarsi e' disposto a far scoppiare una guerra? lo considereresti ancora un grande statista?
> Il problema di Putin è che non può lasciare che la Russia si trasformi in un paese libero e democratico perché per mantenere l'argine contro l'ingordigia economica internazionale è necessario mantenere l'attuale apparato di potere (con lui a capo preferibilmente, dal suo punto di vista) e le attuali forze democratiche russe sono pupazzi inconsapevoli della grande economia internazionale.
> Per mantenere l'indipendenza economica e quindi politica della Russia occorre farne un sistema economico (semi)chiuso, autonomo, rifiutando l'integrazione integrale nel WTO.
>
se ne fosse stato quatto quatto a fare il dittatore in casa sua infatti non gli avrebbe rotto il cazzo nessuno, ha cominciato a rompere di nuovo i coglioni per il trattato di disarmo nucleare perche' gli americani pensa un po' hanno continuato a tenersi le loro basi avendo VINTO la guerra fredda e pian piano avrebbe visto sgretolarsi le prospettive estere Russe, mantenute in piedi da mafia e militari, non certo da grandi pregi industriali/finanziari/tecnologici propri della russia
> In questo modo però l'economia russa resta povera perché in un paese che manca di libertà latita anche l'iniziativa economica. I russi sono liberi andare nudi in spiaggia (mentre se lo fai da noi la Christillin s'attiva per impedirlo) ma se crei un'impresa di successo il governo può preoccuparsi e fregartela, il che scoraggia i creatori di imprese (mentre se lo fai da noi finisci per vendere a Google, ognuno è libero a modo suo).
>
verissima verita', ognuno e' libero a modo suo.
considera questo, quello di putin non e' l'unico grande paese che ha espressamente rifiutato il modello di sviluppo Occidentale.
un altro e' l'Iran, un altro ancora e' la Cina, di fatto giusto India, Brasile e pochi altri paesi molto grandi hanno seguito il modello occidentale di sviluppo (con successo).
pensa alla Cina che e' sottoposta ad una cosa che si chiama "containment policy" che di fatto permette agli stati uniti di tenerli sotto scacco navale 24/7/365 da sempre, e sulla quale si bisticciano non poco infatti.
Com'e' che mentre succede quello i cinesi vanno in giro a pagare infrastrutture e sembrano credibili come alternativa di sviluppo all'Occidente (ricchezza et stabilita' senza democrazia) mentre la Russia non lo e', anzi, economicamente sembra uno di quei regimi falliti di sockpuppet USA in sudamerica?
> Questo non è l'aspetto per me più preoccupante, dato che non ho mai posto l'interesse economico in primo piano. Un'economia russa si svilupperà comunque. Molto peggio è che in un paese poco libero non fiorisce l'iniziativa culturale (vedi film russi in giro?) e questo a lungo andare è dannoso perché espone la popolazione all'influenza ideologica straniera.
>
> Restringere le libertà per mantenere l'indipendenza si ritorce a lungo termine contro questa stessa indipendenza, mentre permettere queste libertà porrebbe fine all'indipendenza subito. Riuscirà Putin a togliersi da questo scacco?
Gran bella domanda.
una lettura per accompagnarla:
B.H. Liddell Hart, Why don't we learn from History.
l'autore:
https://en.wikipedia.org/wiki/B._H._Liddell_Hart 
il libro in pdf:
https://pkpolitics.com/wp-content/uploads/2008/05/...
e' un tipo interessante, e le conclusioni sono stimolanti, ottima lettura.
>
> Putin ha interrotto il processo per cui dopo la crisi dell'Unione Sovietica e la perestroika i padroni dell'occidente stavano per impadronirsi a prezzo di saldo dell'economia russa,
alla "privatizzazione" di tutto, che era dello stato, compresa la casa dove vivevi per la quale non avevi sborsato un rublo, furono emesse delle obbligazioni, chi lavorava nelle centrali elettriche ha preso un po di quote della centrale, la casa dove vivevi era damble' tua, i lavoratori delle fattorie hanno ricevuto quote dei pezzi di terra etc. etc.
nel giro di pochi anni poche persone avevano praticamente tutto, molti di questi sono diventati gli "oligarchi", erano gli anni di Boris Yeltsin, dopo Yeltsin, putin (medvedev) putin-putin-putin (medvedev) putin-putin-putin, etc.

>privatizzando le imprese in modo che finissero in mano a suoi alleati (russi) invece che ai magnati internazionali.
>
> Se non fosse per lui, ogni prodotto che si fabbrica e vende in Russia farebbe in realtà capo a note multinazionali, come la Martini e Rossi che è della Bacardi.
>
alla base di quel processo c'e' l'economia di scala, due ditte in due paesi diversi producono grossomodo la stessa cosa, diciamo pentole, i processi industriali sono diversi ma una fa la parte metallica molto piu' efficientemente dell'altra che invece fa le manopole molto piu' efficientemente.
l'economia di scala dice che se una si mette a fare le pentole e l'altra i manici entrambe le ditte potranno vendere agli stessi clienti le stesse pentole (probabilmente migliori) guadagnando di piu', e' imbattibile come modo di rimanere a galla per una ditta, le grandi corporation di cui senti i nomi, da Nestle' a General Electrics, di fatto organizzano quello.
Ci sono capannoni sparsi per tutta la pianura padana con sopra nomi che non assoceresti minimamente ai grandi gruppi e poi fanno questo o quel pezzo di quel procedimento industriale per conto della "filiera" del $GrandeNome
Di per se' questo processo e' positivo, diventa negativa quando lo sommi a tutti gli altri processi che incrementano le efficienze, ci sono anche aspetti puramente finanziari ad esempio, senti parlare spesso di corporation dell'IT che eludono le tasse, mica lo fanno solo loro.
In una mega-super-corporation il capo-contabile e' uno che poi fa anche il consulente per il ministero dell'economia, capisci bene che li non si parla piu' di processi (micro)economici giustificabilissimi, anzi necessari, che e' proprio la trappola della microeconomia, si parla di mercantilismo.
> Fin qui, la storia lo ricorderà come un grande statista salvatore della patria, mentre si spiega tutto sto ronzio contro di lui dei media occidentali.
>
dipende da chi la scrivera'.
E se facesse scoppiare una guerra perche' si e' chiuso in un angolo ed invece che immolarsi e' disposto a far scoppiare una guerra? lo considereresti ancora un grande statista?
> Il problema di Putin è che non può lasciare che la Russia si trasformi in un paese libero e democratico perché per mantenere l'argine contro l'ingordigia economica internazionale è necessario mantenere l'attuale apparato di potere (con lui a capo preferibilmente, dal suo punto di vista) e le attuali forze democratiche russe sono pupazzi inconsapevoli della grande economia internazionale.
> Per mantenere l'indipendenza economica e quindi politica della Russia occorre farne un sistema economico (semi)chiuso, autonomo, rifiutando l'integrazione integrale nel WTO.
>
se ne fosse stato quatto quatto a fare il dittatore in casa sua infatti non gli avrebbe rotto il cazzo nessuno, ha cominciato a rompere di nuovo i coglioni per il trattato di disarmo nucleare perche' gli americani pensa un po' hanno continuato a tenersi le loro basi avendo VINTO la guerra fredda e pian piano avrebbe visto sgretolarsi le prospettive estere Russe, mantenute in piedi da mafia e militari, non certo da grandi pregi industriali/finanziari/tecnologici propri della russia
> In questo modo però l'economia russa resta povera perché in un paese che manca di libertà latita anche l'iniziativa economica. I russi sono liberi andare nudi in spiaggia (mentre se lo fai da noi la Christillin s'attiva per impedirlo) ma se crei un'impresa di successo il governo può preoccuparsi e fregartela, il che scoraggia i creatori di imprese (mentre se lo fai da noi finisci per vendere a Google, ognuno è libero a modo suo).
>
verissima verita', ognuno e' libero a modo suo.
considera questo, quello di putin non e' l'unico grande paese che ha espressamente rifiutato il modello di sviluppo Occidentale.
un altro e' l'Iran, un altro ancora e' la Cina, di fatto giusto India, Brasile e pochi altri paesi molto grandi hanno seguito il modello occidentale di sviluppo (con successo).
pensa alla Cina che e' sottoposta ad una cosa che si chiama "containment policy" che di fatto permette agli stati uniti di tenerli sotto scacco navale 24/7/365 da sempre, e sulla quale si bisticciano non poco infatti.
Com'e' che mentre succede quello i cinesi vanno in giro a pagare infrastrutture e sembrano credibili come alternativa di sviluppo all'Occidente (ricchezza et stabilita' senza democrazia) mentre la Russia non lo e', anzi, economicamente sembra uno di quei regimi falliti di sockpuppet USA in sudamerica?
> Questo non è l'aspetto per me più preoccupante, dato che non ho mai posto l'interesse economico in primo piano. Un'economia russa si svilupperà comunque. Molto peggio è che in un paese poco libero non fiorisce l'iniziativa culturale (vedi film russi in giro?) e questo a lungo andare è dannoso perché espone la popolazione all'influenza ideologica straniera.
>
> Restringere le libertà per mantenere l'indipendenza si ritorce a lungo termine contro questa stessa indipendenza, mentre permettere queste libertà porrebbe fine all'indipendenza subito. Riuscirà Putin a togliersi da questo scacco?
Gran bella domanda.
una lettura per accompagnarla:
B.H. Liddell Hart, Why don't we learn from History.
l'autore:

il libro in pdf:
https://pkpolitics.com/wp-content/uploads/2008/05/...

e' un tipo interessante, e le conclusioni sono stimolanti, ottima lettura.
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Immacolata concezione
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Scritto da: avvelentani
> Scritto da: dada216
> > But no reference to mental states or events occurs in classical physics. Hence one is faced with a question that the proponents of materialism have debated at length: how does one inject causally efficacious mind into this causally complete physical description of nature that make no mention of mind.
>
> Secondo questa logica anche i computer sono fisicamente impossibili. Non voglio piu` leggere nulla di questo tizio, e` troppo stupido. Ti proibisco di postare altro.
>
lol anche io ho avuto dei ribollimenti di sangue, sono il piu' gretto materialista che conosco (in filosofia, non nei miei valori personali).
pero' sono scritte bene dai, questo concediamoglielo, carriera interessante cmq.
> Scritto da: dada216
> > But no reference to mental states or events occurs in classical physics. Hence one is faced with a question that the proponents of materialism have debated at length: how does one inject causally efficacious mind into this causally complete physical description of nature that make no mention of mind.
>
> Secondo questa logica anche i computer sono fisicamente impossibili. Non voglio piu` leggere nulla di questo tizio, e` troppo stupido. Ti proibisco di postare altro.
>
lol anche io ho avuto dei ribollimenti di sangue, sono il piu' gretto materialista che conosco (in filosofia, non nei miei valori personali).
pero' sono scritte bene dai, questo concediamoglielo, carriera interessante cmq.
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Scritto da:
> Scritto da: dada216
> > Russia’s surreptitious campaign to meddle in the US election reached 126 million people through posts on the social network, according to prepared testimony obtained by The Verge. That figure, which is more than 10 times the number of people reportedly exposed to Russia-linked advertising on the site, indicates that more than half of US Facebook users saw Russia-linked posts in the months leading up to the election.
> >
> > https://www.theverge.com/2017/10/30/16578022/faceb...
> >
> > qui c'e' un database di tweet
> > https://www.nbcnews.com/tech/social-media/now-avai...
> >
> > e Putin lo sta facendo da almeno 15anni, prima in europa dell'est, poi piano piano in maniera sempre piu' sofisticata nel resto del mondo.
> >
> > I Russi (putin) sono molto chiaramente invischiati in una operazione coordinata che come avvisa un generale inglese fa parte di una piu' vasta tattica di impiego di differenti tools, in ambiti diversi.
> >
> > Ovviamente anche noi abbiamo sempre fatto cose del genere, ed in un modo o nell'altro esiste una certa permeabilita' di interessi e quattrini tra politicanti, teatranti, comunicatori et in generale l'"opinion making" e' sempre stato uno strumento tutt'altro che trasparente.
> >
> > Non sono una verginella sconvolta di fronte ai cattivi russi, sono un non-russo legittimamente preoccupato di dove voglia andare a parare putin in questa particolare serie di eventi, quello la guerra la fa scoppiare, non e' uno scherzo.
> >
> > in tutto questo wakko et ordine votano sulla base di chi dice che diminuira' gli sbarchi.
> > non esiste un facepalm abbastanza tragico.
>
> Spiegami in due righe cosa starebbero facendo di tanto terribile i russi.
>
organizzando una guerra?
> I loro hacker hanno forse avuto accesso alle macchinette elettroniche per votare?
>
ci hanno provato.
> O semplicemente inondano la rete di post contrari alla politica occidentale per influenzare chi non ama tale politica, si chiama propaganda e la fanno tutti?
>
questo e' principalmente interessante come fenomeno sociologico nel vedere come sia cambiato il panorama del quarto potere grazie ad internet, alla base il mio problema sta nella posizione strategica di putin, e' in atari.
> Che altro potrebbero fare?
Putin e' a capo di un paese scomodo da governare, se molla e lascia liberi tutti probabilmente lo ammazzano perche' una buona fetta del paese lo vorrebbe morto ma viene represso, e questo tra l'altro non li renderebbe ricchi quanto vorrebbero dall'oggi al domani, anzi, quindi non puo giocare al giochino del wto e continuare a reprimere la popolazione perche' sono ricchi tanto quanto i rumeni, i russi fondamentalmente sono dei benzinai pieni di armi (nucleari, per non parlare dell'arsenale della bielorussia) e molto violenti, sotto stress e poveri, noi andiamo tutti a riempire la tanica alla mercedes da loro.
come la vedi?
> Scritto da: dada216
> > Russia’s surreptitious campaign to meddle in the US election reached 126 million people through posts on the social network, according to prepared testimony obtained by The Verge. That figure, which is more than 10 times the number of people reportedly exposed to Russia-linked advertising on the site, indicates that more than half of US Facebook users saw Russia-linked posts in the months leading up to the election.
> >
> > https://www.theverge.com/2017/10/30/16578022/faceb...

> >
> > qui c'e' un database di tweet
> > https://www.nbcnews.com/tech/social-media/now-avai...

> >
> > e Putin lo sta facendo da almeno 15anni, prima in europa dell'est, poi piano piano in maniera sempre piu' sofisticata nel resto del mondo.
> >
> > I Russi (putin) sono molto chiaramente invischiati in una operazione coordinata che come avvisa un generale inglese fa parte di una piu' vasta tattica di impiego di differenti tools, in ambiti diversi.
> >
> > Ovviamente anche noi abbiamo sempre fatto cose del genere, ed in un modo o nell'altro esiste una certa permeabilita' di interessi e quattrini tra politicanti, teatranti, comunicatori et in generale l'"opinion making" e' sempre stato uno strumento tutt'altro che trasparente.
> >
> > Non sono una verginella sconvolta di fronte ai cattivi russi, sono un non-russo legittimamente preoccupato di dove voglia andare a parare putin in questa particolare serie di eventi, quello la guerra la fa scoppiare, non e' uno scherzo.
> >
> > in tutto questo wakko et ordine votano sulla base di chi dice che diminuira' gli sbarchi.
> > non esiste un facepalm abbastanza tragico.
>
> Spiegami in due righe cosa starebbero facendo di tanto terribile i russi.
>
organizzando una guerra?
> I loro hacker hanno forse avuto accesso alle macchinette elettroniche per votare?
>
ci hanno provato.
> O semplicemente inondano la rete di post contrari alla politica occidentale per influenzare chi non ama tale politica, si chiama propaganda e la fanno tutti?
>
questo e' principalmente interessante come fenomeno sociologico nel vedere come sia cambiato il panorama del quarto potere grazie ad internet, alla base il mio problema sta nella posizione strategica di putin, e' in atari.
> Che altro potrebbero fare?
Putin e' a capo di un paese scomodo da governare, se molla e lascia liberi tutti probabilmente lo ammazzano perche' una buona fetta del paese lo vorrebbe morto ma viene represso, e questo tra l'altro non li renderebbe ricchi quanto vorrebbero dall'oggi al domani, anzi, quindi non puo giocare al giochino del wto e continuare a reprimere la popolazione perche' sono ricchi tanto quanto i rumeni, i russi fondamentalmente sono dei benzinai pieni di armi (nucleari, per non parlare dell'arsenale della bielorussia) e molto violenti, sotto stress e poveri, noi andiamo tutti a riempire la tanica alla mercedes da loro.
come la vedi?
Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!
Russia’s surreptitious campaign to meddle in the US election reached 126 million people through posts on the social network, according to prepared testimony obtained by The Verge. That figure, which is more than 10 times the number of people reportedly exposed to Russia-linked advertising on the site, indicates that more than half of US Facebook users saw Russia-linked posts in the months leading up to the election.
https://www.theverge.com/2017/10/30/16578022/faceb...
qui c'e' un database di tweet
https://www.nbcnews.com/tech/social-media/now-avai...
e Putin lo sta facendo da almeno 15anni, prima in europa dell'est, poi piano piano in maniera sempre piu' sofisticata nel resto del mondo.
I Russi (putin) sono molto chiaramente invischiati in una operazione coordinata che come avvisa un generale inglese fa parte di una piu' vasta tattica di impiego di differenti tools, in ambiti diversi.
Ovviamente anche noi abbiamo sempre fatto cose del genere, ed in un modo o nell'altro esiste una certa permeabilita' di interessi e quattrini tra politicanti, teatranti, comunicatori et in generale l'"opinion making" e' sempre stato uno strumento tutt'altro che trasparente.
Non sono una verginella sconvolta di fronte ai cattivi russi, sono un non-russo legittimamente preoccupato di dove voglia andare a parare putin in questa particolare serie di eventi, quello la guerra la fa scoppiare, non e' uno scherzo.
in tutto questo wakko et ordine votano sulla base di chi dice che diminuira' gli sbarchi.
non esiste un facepalm abbastanza tragico.
https://www.theverge.com/2017/10/30/16578022/faceb...

qui c'e' un database di tweet
https://www.nbcnews.com/tech/social-media/now-avai...

e Putin lo sta facendo da almeno 15anni, prima in europa dell'est, poi piano piano in maniera sempre piu' sofisticata nel resto del mondo.
I Russi (putin) sono molto chiaramente invischiati in una operazione coordinata che come avvisa un generale inglese fa parte di una piu' vasta tattica di impiego di differenti tools, in ambiti diversi.
Ovviamente anche noi abbiamo sempre fatto cose del genere, ed in un modo o nell'altro esiste una certa permeabilita' di interessi e quattrini tra politicanti, teatranti, comunicatori et in generale l'"opinion making" e' sempre stato uno strumento tutt'altro che trasparente.
Non sono una verginella sconvolta di fronte ai cattivi russi, sono un non-russo legittimamente preoccupato di dove voglia andare a parare putin in questa particolare serie di eventi, quello la guerra la fa scoppiare, non e' uno scherzo.
in tutto questo wakko et ordine votano sulla base di chi dice che diminuira' gli sbarchi.
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mmmh
questo e' l'autore
https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Hacker#cite_no... 
Peter Michael Stephan Hacker (born 15 July 1939) is a British philosopher. His principal expertise is in the philosophy of mind and philosophy of language. He is known for his detailed exegesis of the work of Ludwig Wittgenstein, and his outspoken conceptual critique of cognitive neuroscience
Philosophical inquiry is therefore very different from scientific inquiry, and Hacker maintains accordingly that there is a sharp dividing line between the two: "Philosophy is not a contribution to human knowledge, but to human understanding" (quoted from "An Orrery of Intentionality"). This has led him into direct disagreement with "neuro-philosophers": neuroscientists or philosophers such as Antonio Damasio and Daniel Dennett who think that neuroscience can shed light on philosophical questions such as the nature of consciousness or the mind-body problem. Hacker maintains that these, like all philosophical problems, are not real problems at all, but mirages arising from conceptual confusion. It follows that scientific inquiry (learning more facts about humans or the world) does not help to resolve them. His 2003 book "Philosophical Foundations of Neuroscience", co-authored with neuroscientist Max Bennett, contains an exposition of these views, and critiques of the ideas of many contemporary neuroscientists and philosophers, including Francis Crick, Antonio Damasio, Daniel Dennett, John Searle, and others.
Sempre dello stesso autore
http://www-physics.lbl.gov/~stapp/Phil_neuro.pdf
Philosophical foundations of neuroscience.
The problem at issue here is the nature of connection between the features of the experiments described in psychological/mentalistic terms and the features described in
spacio-temporally-based physical terms. This question is an aspect of the long-standing problem of the relationship between mind and matter, which has a history dating back to the time of the ancient Greeks. The issue was rekindled by the rise of Newtonian physics during the seventeenth century, and it generated a huge body of speculation and argumentation during the second half of the twentieth century.
It is neither appropriate nor feasible try to review or explain here the complexities of contemporary philosophical opinions on this question, except to say that the reigning view is “materialism,” and that: (1), there is no agreement among its proponents as to how to make rational good sense of this doctrine (Horgan, 1994); and (2), the doctrine, and its supporters, seem, nevertheless, to have strongly influenced the thinking of many neuroscientists.
The central thesis of materialism is that:
“The human body is a causally complete physico-chemical system: although the body is highly susceptible to external causal influences, all physical events in the body, and all bodily movements are fully explainable in physico-chemical terms.” (Horgan, 1994:472)
This thesis is, from a contemporary physics point of view, very obscure: What does “causally complete physico-chemical system” mean? It seems to be referring back to the seventheenth/nineteenth century classical-physics conception of nature, which is now known to fundamentally false. If the doctrine does indeed assume a classical-physics-typeof conception of nature, then every bodily movement would indeed be in principle fully explainable in physico-chemical terms. But no reference to mental states or events occurs in classical physics. Hence one is faced with a question that the proponents of materialism have debated at length: how does one inject causally efficacious mind into this causally complete physical description of nature that make no mention of mind.
The ingenuity of philosophers has provided many possible answers, but every proposal seems flawed to other philosophers, and debate continues.
In addition to the problem of trying to attach causally efficacious mind onto a causally complete mindless theory, there is a still more basic problem: classical physical theory is
known to be fundamentally false, and in principle inapplicable to systems, such as brains, that depend sensitively upon, for example, the motions of ions. And there is also the problem that the physico-classical aspect of contemporary physical theory, by itself, does not yield any predictions about empirically accessible data. To obtain even statistical predictions in quantum theory one needs to bring in “The Observer,” who is described, fundamentally, in psychological/mentalistic terms. And this “Observer” plays a participatory role in the quantum formulation: he is not the purely passive observer of classical physics. He enters into the dynamics in a causally efficacious way.
In view of these profound, and apparently profoundly relevant, deviations of contemporary physics from what is essentially the seventeenth century materialist creation of Isaac Newton, it is strange that twenty-first century neuroscientists shouldadhere so unwaveringly to that seemingly inappropriate and ill-defined doctrine based on a now-known-to-be-fundamentally-false physical theory.
What orthodox quantum theory affirms, and materialism appears to deny, is that psychologically described realities enter fundamentally into the scientific description of phenomena, and have, per se, causal effects that are not explained solely in terms of the physical laws that are the generalization of the physical laws of classical physical theory.
These causal effects are, however, explained by using other laws of quantum physics, which have no analog in classical physics.
The big problem with materialism as a basis for neuroscience is that it elevates to primary status, by fiat, the (actually nonexistent) physical entities of classical physics, and
relegates to secondary status the experiential realities that are the primary variables of pragmatic empirical science. Classical physics does not explain how functional properties
come to be connected to experiential realities, and hence fails to explain the causal efficacy of our thoughts. The power of our thought to influence bodily action seems, therefore, from the standpoint of classical physics, to be some sort of illusion, or at least unexplained mystery. Quantum theory, on the other hand, displays the mechanism of conscious control, and hence dispels the mystery. The details are given in a later section.
[Horgan, Terence E. (1994). Physicalism. In Samuel Guttenplan (Ed.) A companion to the philosophy of mind (471-479). Oxford: Blackwell.]
questo e' l'autore

Peter Michael Stephan Hacker (born 15 July 1939) is a British philosopher. His principal expertise is in the philosophy of mind and philosophy of language. He is known for his detailed exegesis of the work of Ludwig Wittgenstein, and his outspoken conceptual critique of cognitive neuroscience
Philosophical inquiry is therefore very different from scientific inquiry, and Hacker maintains accordingly that there is a sharp dividing line between the two: "Philosophy is not a contribution to human knowledge, but to human understanding" (quoted from "An Orrery of Intentionality"). This has led him into direct disagreement with "neuro-philosophers": neuroscientists or philosophers such as Antonio Damasio and Daniel Dennett who think that neuroscience can shed light on philosophical questions such as the nature of consciousness or the mind-body problem. Hacker maintains that these, like all philosophical problems, are not real problems at all, but mirages arising from conceptual confusion. It follows that scientific inquiry (learning more facts about humans or the world) does not help to resolve them. His 2003 book "Philosophical Foundations of Neuroscience", co-authored with neuroscientist Max Bennett, contains an exposition of these views, and critiques of the ideas of many contemporary neuroscientists and philosophers, including Francis Crick, Antonio Damasio, Daniel Dennett, John Searle, and others.
Sempre dello stesso autore
http://www-physics.lbl.gov/~stapp/Phil_neuro.pdf

Philosophical foundations of neuroscience.
The problem at issue here is the nature of connection between the features of the experiments described in psychological/mentalistic terms and the features described in
spacio-temporally-based physical terms. This question is an aspect of the long-standing problem of the relationship between mind and matter, which has a history dating back to the time of the ancient Greeks. The issue was rekindled by the rise of Newtonian physics during the seventeenth century, and it generated a huge body of speculation and argumentation during the second half of the twentieth century.
It is neither appropriate nor feasible try to review or explain here the complexities of contemporary philosophical opinions on this question, except to say that the reigning view is “materialism,” and that: (1), there is no agreement among its proponents as to how to make rational good sense of this doctrine (Horgan, 1994); and (2), the doctrine, and its supporters, seem, nevertheless, to have strongly influenced the thinking of many neuroscientists.
The central thesis of materialism is that:
“The human body is a causally complete physico-chemical system: although the body is highly susceptible to external causal influences, all physical events in the body, and all bodily movements are fully explainable in physico-chemical terms.” (Horgan, 1994:472)
This thesis is, from a contemporary physics point of view, very obscure: What does “causally complete physico-chemical system” mean? It seems to be referring back to the seventheenth/nineteenth century classical-physics conception of nature, which is now known to fundamentally false. If the doctrine does indeed assume a classical-physics-typeof conception of nature, then every bodily movement would indeed be in principle fully explainable in physico-chemical terms. But no reference to mental states or events occurs in classical physics. Hence one is faced with a question that the proponents of materialism have debated at length: how does one inject causally efficacious mind into this causally complete physical description of nature that make no mention of mind.
The ingenuity of philosophers has provided many possible answers, but every proposal seems flawed to other philosophers, and debate continues.
In addition to the problem of trying to attach causally efficacious mind onto a causally complete mindless theory, there is a still more basic problem: classical physical theory is
known to be fundamentally false, and in principle inapplicable to systems, such as brains, that depend sensitively upon, for example, the motions of ions. And there is also the problem that the physico-classical aspect of contemporary physical theory, by itself, does not yield any predictions about empirically accessible data. To obtain even statistical predictions in quantum theory one needs to bring in “The Observer,” who is described, fundamentally, in psychological/mentalistic terms. And this “Observer” plays a participatory role in the quantum formulation: he is not the purely passive observer of classical physics. He enters into the dynamics in a causally efficacious way.
In view of these profound, and apparently profoundly relevant, deviations of contemporary physics from what is essentially the seventeenth century materialist creation of Isaac Newton, it is strange that twenty-first century neuroscientists shouldadhere so unwaveringly to that seemingly inappropriate and ill-defined doctrine based on a now-known-to-be-fundamentally-false physical theory.
What orthodox quantum theory affirms, and materialism appears to deny, is that psychologically described realities enter fundamentally into the scientific description of phenomena, and have, per se, causal effects that are not explained solely in terms of the physical laws that are the generalization of the physical laws of classical physical theory.
These causal effects are, however, explained by using other laws of quantum physics, which have no analog in classical physics.
The big problem with materialism as a basis for neuroscience is that it elevates to primary status, by fiat, the (actually nonexistent) physical entities of classical physics, and
relegates to secondary status the experiential realities that are the primary variables of pragmatic empirical science. Classical physics does not explain how functional properties
come to be connected to experiential realities, and hence fails to explain the causal efficacy of our thoughts. The power of our thought to influence bodily action seems, therefore, from the standpoint of classical physics, to be some sort of illusion, or at least unexplained mystery. Quantum theory, on the other hand, displays the mechanism of conscious control, and hence dispels the mystery. The details are given in a later section.
[Horgan, Terence E. (1994). Physicalism. In Samuel Guttenplan (Ed.) A companion to the philosophy of mind (471-479). Oxford: Blackwell.]
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Vieni anche tu a fare autostop in merio oriente!!!
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Non lasciarti scappare questa occasione più unica che rara di conoscere nuove culture e la gentilezza dei taxisti che provano a stuprarti ma a metà opera se ne pentono e ti lasciano in mezzo ad un bosco!
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Scritto da:
> > Una cosa da dire è che probabilmente il parlamento europeo è più rappresentativo di quello Italiano ad esempio.
>
> Ma non ha poteri legislativi, quello italiano almeno in teoria li ha.
>
infatti e' un accrocchio strano.
> > Vedi perché il WTO è lo strumento migliore per la glibalizzazione (politica) ? L'alternativa è il risiko di Putin con le bombole nucleari.
>
> Mah, a me più che Putin che è furbo mi preoccupa chi potrebbe prendere il suo posto.
prima devi riuscire a toglierlo dal suo posto, cosa affatto scontata.
>Seppellito Putin ci sarà la corsa a riassorbire la Russia mettendo al potere uomini del sistema, e ci saranno tensioni fra questi e coloro che vogliono una Russia russa com'è ora.
l'importante e' che tornino nel giochino della globalizzazione pacifica, dove purtroppo se togli le bombole nucleari e l'esercito la Russia conta molto poco, motivo per il quale Putin ha avuto partita facile a portare il proprio paese, e con esso forse anche noi, a giocare di nuovo a risiko piuttosto che a costruire giocattoli da pochi euro, come invece han fatto i cinesi, a cui conveniva costruire giocattoli ed ora hanno una classe media che vuole vedere la cina riconosciuta nel mondo, con le infrastrutture pagate da loro, non con i missili balistici, ora che si e' avverato questo futuro lo accendi un lume ad una delle persone responsabili di aver creato questo futuro e non quello dove pure la cina vuole la guerra?
https://en.wikipedia.org/wiki/Pascal_Lamy 
Io date le due alternative preferisco SEMPRE la via economica, grazie.
> > Una cosa da dire è che probabilmente il parlamento europeo è più rappresentativo di quello Italiano ad esempio.
>
> Ma non ha poteri legislativi, quello italiano almeno in teoria li ha.
>
infatti e' un accrocchio strano.
> > Vedi perché il WTO è lo strumento migliore per la glibalizzazione (politica) ? L'alternativa è il risiko di Putin con le bombole nucleari.
>
> Mah, a me più che Putin che è furbo mi preoccupa chi potrebbe prendere il suo posto.
prima devi riuscire a toglierlo dal suo posto, cosa affatto scontata.
>Seppellito Putin ci sarà la corsa a riassorbire la Russia mettendo al potere uomini del sistema, e ci saranno tensioni fra questi e coloro che vogliono una Russia russa com'è ora.
l'importante e' che tornino nel giochino della globalizzazione pacifica, dove purtroppo se togli le bombole nucleari e l'esercito la Russia conta molto poco, motivo per il quale Putin ha avuto partita facile a portare il proprio paese, e con esso forse anche noi, a giocare di nuovo a risiko piuttosto che a costruire giocattoli da pochi euro, come invece han fatto i cinesi, a cui conveniva costruire giocattoli ed ora hanno una classe media che vuole vedere la cina riconosciuta nel mondo, con le infrastrutture pagate da loro, non con i missili balistici, ora che si e' avverato questo futuro lo accendi un lume ad una delle persone responsabili di aver creato questo futuro e non quello dove pure la cina vuole la guerra?

Io date le due alternative preferisco SEMPRE la via economica, grazie.
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quello con i peli che era meglio morire quando erano a batuffoli che bruciarseli scappando dai proiettili (vabbeh, si fa per dire, io ci lascio puppen e wakko a scappare dai proiettili, io me ne vado molto molto prima)
https://www.theguardian.com/politics/2018/jan/22/r...
http://www.dailymail.co.uk/news/article-5299741/Pu... 
http://www.bbc.com/news/uk-42770208
e questi sono i problemi di putin.


ma se ad esempio ci prendi uno ad uno


Gen. Carter compared the position today, when Russia believes that the west may gain technological superiority in the next decade, to 1912, when the Russian imperial cabinet assessed “it would be better to fight now, because by 1925 Russia would be too weak in comparison to a modernised Germany – and Japan drew similar conclusions in 1941 against the US”.
He said the greatest risk was from miscalculation, as witnessed in the recent false alarm of a missile attack on Hawaii, noting that this was vividly illustrated in 2014 by the downing of a civilian flight over Ukraine.
“Russia could initiate hostilities sooner than we expect, and a lot earlier than we would in similar circumstances,” he said. “Most likely they will use nefarious sub-article 5 actions to erode the credibility of Nato and threaten the very structure that provides our own defence and security – this is the divide and rule which the international order is designed to prevent.
“It won’t start with little green men – it will start with something we don’t expect. We should not take what we’ve seen so far as a template for the future.” The “green men” were Russian regular troops disguised as insurgents in the annexation of Crimea in 2014.
Carter said weapons in this new warfare would no longer have to involve “something that goes bang” but could involve the exploitation of energy, bribery, corrupt business practices, cyber-attacks, assassinations, fake news, propaganda and military intimidation.
He listed a series of Russian increases in military capability, including an 12-fold increase in its long-range missiles. “This is not a crisis, or series of crises, which we face. It is a strategic challenge. And it requires a strategic response.”
https://www.theguardian.com/politics/2018/jan/22/r...


http://www.bbc.com/news/uk-42770208

e questi sono i problemi di putin.

ma se ad esempio ci prendi uno ad uno

Gen. Carter compared the position today, when Russia believes that the west may gain technological superiority in the next decade, to 1912, when the Russian imperial cabinet assessed “it would be better to fight now, because by 1925 Russia would be too weak in comparison to a modernised Germany – and Japan drew similar conclusions in 1941 against the US”.
He said the greatest risk was from miscalculation, as witnessed in the recent false alarm of a missile attack on Hawaii, noting that this was vividly illustrated in 2014 by the downing of a civilian flight over Ukraine.
“Russia could initiate hostilities sooner than we expect, and a lot earlier than we would in similar circumstances,” he said. “Most likely they will use nefarious sub-article 5 actions to erode the credibility of Nato and threaten the very structure that provides our own defence and security – this is the divide and rule which the international order is designed to prevent.
“It won’t start with little green men – it will start with something we don’t expect. We should not take what we’ve seen so far as a template for the future.” The “green men” were Russian regular troops disguised as insurgents in the annexation of Crimea in 2014.
Carter said weapons in this new warfare would no longer have to involve “something that goes bang” but could involve the exploitation of energy, bribery, corrupt business practices, cyber-attacks, assassinations, fake news, propaganda and military intimidation.
He listed a series of Russian increases in military capability, including an 12-fold increase in its long-range missiles. “This is not a crisis, or series of crises, which we face. It is a strategic challenge. And it requires a strategic response.”
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> > > > > Sì, ma la foto?
> > > >
> > > > gay
> > >
> > > Sì, ma la foto?
> >
> > Nn la posto per rispetto della campesina.
>
> Ma non dicevi che ormai ti tira meno che a Ordine?
Ho la libido sotto le scarpe ma questo non vuol dire che nn riesca nemmeno a fare un cazzo di marmo da spaccare in mano (cit required)
> Scritto da: dada216
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Ho la libido sotto le scarpe ma questo non vuol dire che nn riesca nemmeno a fare un cazzo di marmo da spaccare in mano (cit required)
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Black Woman Destroys White Privilege Myth
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Femmina nera onesta ci spiega il concetto del "white privilege"
Scritto da:
> Scritto da: dada216
> > Scritto da:
> > >
> > > Cosa sta happenendo?
> >
> > l'EU praticamente ha un budget militare ora, abbiamo anche una sorta di piano politico e sicuramente i nostri generali e ministri della difesa stanno trattando, non solo su cosa dire a livello di ministeri degli esteri e come organizzare ciascuno i propri eserciti ma proprio su come procedere tutti assieme.
> >
> > dobbiamo rifare il procurement, ad es. la germania non ha sottomarini in attivita', sn tutti rotti, e altre forze militari eu pare non siano proprio al massimo, faceva tutto l'america in effetti, 'nsomma l'eu sta cercando di bootare un "military-industrial complex" tutto nostro, i destri che stanno per andare al potere non vedevano l'ora, un pezzo grosso americano ha appena detto "non fatevi tutto da voi, comrpatevi qualcosa anche da noi", il che ovviamente ha anche delle ripercussioni a livello di future cooperazioni.
> >
> > dobbiamo anche decidere per i cavoli nostri dove andare e come, al riguardo postai in passato 60 pgg di teoria politica al riguardo prodotte dalla ue, idealismo pragmatico pare essere la via professata.
> >
> > ancora non c'e' molto di tutto cio ma io sospetto che un parlamento ue con governi nazionali piuttosto destri si trovi in sinergia con loro nel fare queste cose, e negli anni vedrai che questo sara' uno dei tanti motivi che spingono i destri che ora sono un po anti-ue a dimenticarsi di tutte le critiche all'europa non appena saranno al potere.
>
> Idealismo pragmatico è un ossimoro raccapricciante,
Parecchio
>soprattutto se riguarda forze armate in mano a un'entità politica caratterizzata da democrazia fittizia e assenza di separazione dei poteri.
Una cosa da dire è che probabilmente il parlamento europeo è più rappresentativo di quello Italiano ad esempio.
Le altre due si, in pieno.
>
> I destri una volta al potere saranno assorbiti dal sistema? Ovvio, è da circa metà ottocento che questo sistema fagocita tutto ed emargina quello che non può fagocitare. la destra disposta ai compromessi andrà al governo in Europa e la destra nazionalista verrà messa ai margini della scena politica e sociale, com'è già successo con comunisti e ambientalisti.
Si ma la mia previsione è un po più specifica, roba da seguire negli anni a venire.
>
> Solo che questa eliminazione del pluralismo, che fa parte della grande omogeneizzazione che prelude a un governo mondiale, non la considero un fenomeno positivo.
Vedi perché il WTO è lo strumento migliore per la glibalizzazione (politica) ? L'alternativa è il risiko di Putin con le bombole nucleari.
> Scritto da: dada216
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> > > Cosa sta happenendo?
> >
> > l'EU praticamente ha un budget militare ora, abbiamo anche una sorta di piano politico e sicuramente i nostri generali e ministri della difesa stanno trattando, non solo su cosa dire a livello di ministeri degli esteri e come organizzare ciascuno i propri eserciti ma proprio su come procedere tutti assieme.
> >
> > dobbiamo rifare il procurement, ad es. la germania non ha sottomarini in attivita', sn tutti rotti, e altre forze militari eu pare non siano proprio al massimo, faceva tutto l'america in effetti, 'nsomma l'eu sta cercando di bootare un "military-industrial complex" tutto nostro, i destri che stanno per andare al potere non vedevano l'ora, un pezzo grosso americano ha appena detto "non fatevi tutto da voi, comrpatevi qualcosa anche da noi", il che ovviamente ha anche delle ripercussioni a livello di future cooperazioni.
> >
> > dobbiamo anche decidere per i cavoli nostri dove andare e come, al riguardo postai in passato 60 pgg di teoria politica al riguardo prodotte dalla ue, idealismo pragmatico pare essere la via professata.
> >
> > ancora non c'e' molto di tutto cio ma io sospetto che un parlamento ue con governi nazionali piuttosto destri si trovi in sinergia con loro nel fare queste cose, e negli anni vedrai che questo sara' uno dei tanti motivi che spingono i destri che ora sono un po anti-ue a dimenticarsi di tutte le critiche all'europa non appena saranno al potere.
>
> Idealismo pragmatico è un ossimoro raccapricciante,
Parecchio
>soprattutto se riguarda forze armate in mano a un'entità politica caratterizzata da democrazia fittizia e assenza di separazione dei poteri.
Una cosa da dire è che probabilmente il parlamento europeo è più rappresentativo di quello Italiano ad esempio.
Le altre due si, in pieno.
>
> I destri una volta al potere saranno assorbiti dal sistema? Ovvio, è da circa metà ottocento che questo sistema fagocita tutto ed emargina quello che non può fagocitare. la destra disposta ai compromessi andrà al governo in Europa e la destra nazionalista verrà messa ai margini della scena politica e sociale, com'è già successo con comunisti e ambientalisti.
Si ma la mia previsione è un po più specifica, roba da seguire negli anni a venire.
>
> Solo che questa eliminazione del pluralismo, che fa parte della grande omogeneizzazione che prelude a un governo mondiale, non la considero un fenomeno positivo.
Vedi perché il WTO è lo strumento migliore per la glibalizzazione (politica) ? L'alternativa è il risiko di Putin con le bombole nucleari.
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Nn la posto per rispetto della campesina.
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Scritto da: avvelentani
> Scritto da: dada216
> > Scritto da: avvelentani
> > > Scritto da: dada216
> > > > no scientific experiment can settle the question of whether the mind is the brain, what the meaning of a word is, whether human beings are responsible for their deeds (i.e. have free will), whether trees falling on uninhabited desert islands make any noise, what makes necessary truths necessary.
> > >
> > > queste sono quasi tutte questioni scientifiche.
> >
> > Quasi?
> >
>
> questa:
>
> > what makes necessary truths necessary
>
> non lo e`
La pensiamo allo stesso modo, che tragedia.
Cmq ho tagliato delle parti, tra cui
Let me give you a simple example or two. When psychologists and cognitive scientists say that it is your brain that thinks rather than nodding your head and saying, “How interesting! What an important discovery!”, you should pause to wonder what this means. What, you might then ask, is a thoughtful brain, and what is a thoughtless one?
Can my brain concentrate on what I am doing, or does it just concentrate on what it is doing? Does my brain hold political opinions? Is it, as Gilbert and Sullivan might ask, a little Conservative or a little Liberal? Can it be opinionated? Narrow-minded? What on earth would an opinionated and narrow-minded brain be? Just ask yourself: if it is your brain that thinks, how does your brain tell you what it thinks? And can you disagree with it? And if you do, how do you tell it that it is mistaken, that what it thinks is false? And can your brain understand what you say to it? Can it speak English? If you continue this line of questioning you will come to realise that the very idea that the brain thinks makes no sense. But, of course, to show why it makes no sense requires a great deal more work.
> Scritto da: dada216
> > Scritto da: avvelentani
> > > Scritto da: dada216
> > > > no scientific experiment can settle the question of whether the mind is the brain, what the meaning of a word is, whether human beings are responsible for their deeds (i.e. have free will), whether trees falling on uninhabited desert islands make any noise, what makes necessary truths necessary.
> > >
> > > queste sono quasi tutte questioni scientifiche.
> >
> > Quasi?
> >
>
> questa:
>
> > what makes necessary truths necessary
>
> non lo e`
La pensiamo allo stesso modo, che tragedia.
Cmq ho tagliato delle parti, tra cui
Let me give you a simple example or two. When psychologists and cognitive scientists say that it is your brain that thinks rather than nodding your head and saying, “How interesting! What an important discovery!”, you should pause to wonder what this means. What, you might then ask, is a thoughtful brain, and what is a thoughtless one?
Can my brain concentrate on what I am doing, or does it just concentrate on what it is doing? Does my brain hold political opinions? Is it, as Gilbert and Sullivan might ask, a little Conservative or a little Liberal? Can it be opinionated? Narrow-minded? What on earth would an opinionated and narrow-minded brain be? Just ask yourself: if it is your brain that thinks, how does your brain tell you what it thinks? And can you disagree with it? And if you do, how do you tell it that it is mistaken, that what it thinks is false? And can your brain understand what you say to it? Can it speak English? If you continue this line of questioning you will come to realise that the very idea that the brain thinks makes no sense. But, of course, to show why it makes no sense requires a great deal more work.
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> > no scientific experiment can settle the question of whether the mind is the brain, what the meaning of a word is, whether human beings are responsible for their deeds (i.e. have free will), whether trees falling on uninhabited desert islands make any noise, what makes necessary truths necessary.
>
> queste sono quasi tutte questioni scientifiche.
Quasi?
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> > no scientific experiment can settle the question of whether the mind is the brain, what the meaning of a word is, whether human beings are responsible for their deeds (i.e. have free will), whether trees falling on uninhabited desert islands make any noise, what makes necessary truths necessary.
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> queste sono quasi tutte questioni scientifiche.
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La rivoluzione è dietro l'angolo, compagno! Non fare il gatto selvaggio, unisciti al nostro plotone!
froci, sapevo che avrei attirato la vs attenzione con il titolo.
https://iainews.iai.tv/articles/why-study-philosop...
We must challenge the thought that philosophy aims to contribute to human knowledge of the world. Its task is to resolve philosophical problems. The characteristic feature of philosophical problems is their non-empirical, a priori character: no scientific experiment can settle the question of whether the mind is the brain, what the meaning of a word is, whether human beings are responsible for their deeds (i.e. have free will), whether trees falling on uninhabited desert islands make any noise, what makes necessary truths necessary. All these, and many hundreds more, are conceptual questions. They are not questions about concepts (philosophy is not a science of concepts). But they are questions that are to be answered, resolved or dissolved by careful scrutiny of the concepts involved.
The only way to scrutinise concepts is to examine the use of the words that express them. Conceptual investigations are investigations into what makes sense and what does not. And, of course, questions of sense precede questions of empirical truth – for if something makes no sense, it can be neither true nor false. It is just nonsense – not silly, but rather: it transgresses the bounds of sense. Philosophy patrols the borders between sense and nonsense; science determines what is empirically true and what is empirically false. What falsehood is for science, nonsense is for philosophy.
So, why study philosophy?
There are many reasons, and many different kinds of reason. At a very general level, it is a unique technique for tackling conceptual questions that occur to most thinking people: questions concerning the existence of God, of an afterlife, and of free will. Also questions concerning human nature: what is the mind? How is the mind related to the body? Do we have a soul?
For although these look as if they are factual questions, they are not. They are purely conceptual questions that are to be resolved by conceptual inquiry. Philosophy also gives us techniques for handling fundamental methodological problems concerning explanations of human behaviour: what is the difference between being caused to do something, being made to do something, and acting for a reason? These in turn are pivotal for understanding the rights and wrongs of allocating responsibility. And philosophy is the sole subject that confronts questions about how we ought to live, what kind of society we ought to aspire to, and what system of laws befits rational beings living under the rule of law.
The study of philosophy cultivates a healthy scepticism about the moral opinions, political arguments and economic reasonings with which we are daily bombarded by ideologues, churchmen, politicians and economists. It teaches one to detect ‘higher forms of nonsense’, to identify humbug, to weed out hypocrisy, and to spot invalid reasoning. It curbs our taste for nonsense, and gives us a nose for it instead. It teaches us not to rush to affirm or deny assertions, but to raise questions about them.
Even more importantly, it teaches us to raise questions about questions, to probe for their tacit assumptions and presuppositions, and to challenge these when warranted. In this way it gives us a distance from passion-provoking issues – a degree of detachment that is conducive to reason and reasonableness.
Peter Hacker | Emeritus research fellow at St John’s College, Oxford University and noted scholar on Wittgenstein.
https://iainews.iai.tv/articles/why-study-philosop...

We must challenge the thought that philosophy aims to contribute to human knowledge of the world. Its task is to resolve philosophical problems. The characteristic feature of philosophical problems is their non-empirical, a priori character: no scientific experiment can settle the question of whether the mind is the brain, what the meaning of a word is, whether human beings are responsible for their deeds (i.e. have free will), whether trees falling on uninhabited desert islands make any noise, what makes necessary truths necessary. All these, and many hundreds more, are conceptual questions. They are not questions about concepts (philosophy is not a science of concepts). But they are questions that are to be answered, resolved or dissolved by careful scrutiny of the concepts involved.
The only way to scrutinise concepts is to examine the use of the words that express them. Conceptual investigations are investigations into what makes sense and what does not. And, of course, questions of sense precede questions of empirical truth – for if something makes no sense, it can be neither true nor false. It is just nonsense – not silly, but rather: it transgresses the bounds of sense. Philosophy patrols the borders between sense and nonsense; science determines what is empirically true and what is empirically false. What falsehood is for science, nonsense is for philosophy.
So, why study philosophy?
There are many reasons, and many different kinds of reason. At a very general level, it is a unique technique for tackling conceptual questions that occur to most thinking people: questions concerning the existence of God, of an afterlife, and of free will. Also questions concerning human nature: what is the mind? How is the mind related to the body? Do we have a soul?
For although these look as if they are factual questions, they are not. They are purely conceptual questions that are to be resolved by conceptual inquiry. Philosophy also gives us techniques for handling fundamental methodological problems concerning explanations of human behaviour: what is the difference between being caused to do something, being made to do something, and acting for a reason? These in turn are pivotal for understanding the rights and wrongs of allocating responsibility. And philosophy is the sole subject that confronts questions about how we ought to live, what kind of society we ought to aspire to, and what system of laws befits rational beings living under the rule of law.
The study of philosophy cultivates a healthy scepticism about the moral opinions, political arguments and economic reasonings with which we are daily bombarded by ideologues, churchmen, politicians and economists. It teaches one to detect ‘higher forms of nonsense’, to identify humbug, to weed out hypocrisy, and to spot invalid reasoning. It curbs our taste for nonsense, and gives us a nose for it instead. It teaches us not to rush to affirm or deny assertions, but to raise questions about them.
Even more importantly, it teaches us to raise questions about questions, to probe for their tacit assumptions and presuppositions, and to challenge these when warranted. In this way it gives us a distance from passion-provoking issues – a degree of detachment that is conducive to reason and reasonableness.
Peter Hacker | Emeritus research fellow at St John’s College, Oxford University and noted scholar on Wittgenstein.
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Scritto da: Ordine
> Scritto da: dada216
> > la differenza la fa questa, non chi votate.
> >
> >
https://fr.wikipedia.org/wiki/Op%C3%A9ration_Barkh... 
> >
> >

> >
> > al massimo salvini piuttosto che la boldrini potrebbe provare a rendere un po piu' veloci le procedure di rimpatrio, (e' quello che dice di voler fare salvini a domanda esplicita in realta'), il problema al riguardo e' che gia' le procure ci provano a rimpatriare, presumere che i tribunali siano pieni di gente delle ngo che vuole mettere i negri in casa ai destri fa ridere, ed infatti non e' quello che succede, la giustizia italiana e' un problema a se stante e pregresso all'immigrazione et leggi in merito, e' semplicemente farraginosa a livelli che manco kafka riuscirebbe ad immaginare.
> >
>
> Che i migranti facciano comodo alle ONG lo sanno tutti, lo spiega bene Donadel nei suoi video.
Spiega anche che il 90% del mondo delle ONG fa capo alla chiesa cattolica apostolica di Roma sia lodato-iddiosantissimo-Gesu-Cristo-Santo-Risorto-Amen?
il mondo e' molto piu' complicato di quanto ti si riesca a versare nelle orecchie, qualunque sia l'imbuto che uno cerchi di utilizzare, sei cannon-fodder, avresti bisogno di un po di Mao.
>La lentezza della giustizia italiana che ti piaccia o meno è ANCHE legata all'immigrazione, infatti oltre alle nostre teste di cazzo dobbiamo occuparci anche delle teste di cazzo degli altri Paesi che come sappiamo delinquono in proporzione molto maggiore.
diciamo che al 99% sono problemi pregressi, che riguardano pesantemente tutti gli ambiti, specialmente quelli di base, tu non hai mai vissuto in un paese con uno stato di giustizia e manco lo sai, questo Mao te lo saprebbe spiegare bene ancora oggi, lo hai letto il libretto rosso? cosa sai della sua filosofia politica?
> Inoltre dobbiamo anche pensare anche alla lentezza nell'identificazione dei migranti, ti ricordi del giochino che ho fatto della maccha che per 24 ore ininterrotte devo identificare un milione di migranti aritmo di un ora ciascuno? Ti ricordi che numero era uscito? Non ho voglia di rifare i calcoli, ma mi pare che superasse i 100 anni.
ce ne sarebbero di modi, eccome se ce ne sarebbero. ma senza l'apparato di base sono sempre e solo cazzabubbole. Io, come tutti gli altri in politica, saprei come fare, il fatto che tu non capisca come si possa fare e' irrilevante, quel che conta e' che l'ostacolo non e' la volonta' politica di chicchessia di tenere dei criminali in liberta'.
> Quindi si, l'immigrazione sta danneggiando anche il nostro apparato giustizia e questo va tutto a discapito degli autoctoni. Poi vi sorprendete che nascono i Traini della situazione, a proposito leggevo ieri che quest'ultimo pare frequentasse Pamela. Un'altra attenuante.
>
Non mi sorprendo affatto che nascano i Traini della situazione, anche silvio pellico dovresti leggere.
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> > piuttosto puppen a guardare la tua vita dovresti votare i cinque stelle, che sono gli unici che potrebbero fare qualcosa che abbia un impatto diretto sulla vita di un giardiniere (condizioni di lavoro migliori ad esempio, oppure uno spiraglio di possibilita' di pensione).
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> Non credo di andare avanti per molto con questo lavoro,
che farai?
> oltretutto la ditta per cui lavoro ha difficoltà economiche e paga sempre in ritardo, c'è gente che ha accumulato anche 10 mesi di ritardo.
abandon ship! abandon ship! abandon ship!
> Io sono quasi a 2 mesi...inoltre non mi piace, è un brutto lavoro, specie di estate. Io poi non faccio nemmeno il giardiniere vero e proprio, mi fanno solo raccogliere quello che LORO tagliano quindi penso che entro due mesi mi licenzio, tanto i soldi dell'intervento ormai li ho raggiunti.
e dopo che farai? un 7,5 squattrinato becca molto meno di un 4 con la macchina nuova, sia lavoro che figa tra l'altro.
> Per quanto riguarda le pensioni a sentire Salvini anche lui vuole intervenire in quel campo. A parlare sono bravi tutti chiaramente.
tu sai leggerti la busta paga? te lo ha mai insegnato qualcuno a scuola? (vera cuorisita' sincera)
**Modificato dall'autore il 19.02.2018 15:05**
> Scritto da: dada216
> > la differenza la fa questa, non chi votate.
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> > al massimo salvini piuttosto che la boldrini potrebbe provare a rendere un po piu' veloci le procedure di rimpatrio, (e' quello che dice di voler fare salvini a domanda esplicita in realta'), il problema al riguardo e' che gia' le procure ci provano a rimpatriare, presumere che i tribunali siano pieni di gente delle ngo che vuole mettere i negri in casa ai destri fa ridere, ed infatti non e' quello che succede, la giustizia italiana e' un problema a se stante e pregresso all'immigrazione et leggi in merito, e' semplicemente farraginosa a livelli che manco kafka riuscirebbe ad immaginare.
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> Che i migranti facciano comodo alle ONG lo sanno tutti, lo spiega bene Donadel nei suoi video.
Spiega anche che il 90% del mondo delle ONG fa capo alla chiesa cattolica apostolica di Roma sia lodato-iddiosantissimo-Gesu-Cristo-Santo-Risorto-Amen?
il mondo e' molto piu' complicato di quanto ti si riesca a versare nelle orecchie, qualunque sia l'imbuto che uno cerchi di utilizzare, sei cannon-fodder, avresti bisogno di un po di Mao.
>La lentezza della giustizia italiana che ti piaccia o meno è ANCHE legata all'immigrazione, infatti oltre alle nostre teste di cazzo dobbiamo occuparci anche delle teste di cazzo degli altri Paesi che come sappiamo delinquono in proporzione molto maggiore.
diciamo che al 99% sono problemi pregressi, che riguardano pesantemente tutti gli ambiti, specialmente quelli di base, tu non hai mai vissuto in un paese con uno stato di giustizia e manco lo sai, questo Mao te lo saprebbe spiegare bene ancora oggi, lo hai letto il libretto rosso? cosa sai della sua filosofia politica?
> Inoltre dobbiamo anche pensare anche alla lentezza nell'identificazione dei migranti, ti ricordi del giochino che ho fatto della maccha che per 24 ore ininterrotte devo identificare un milione di migranti aritmo di un ora ciascuno? Ti ricordi che numero era uscito? Non ho voglia di rifare i calcoli, ma mi pare che superasse i 100 anni.
ce ne sarebbero di modi, eccome se ce ne sarebbero. ma senza l'apparato di base sono sempre e solo cazzabubbole. Io, come tutti gli altri in politica, saprei come fare, il fatto che tu non capisca come si possa fare e' irrilevante, quel che conta e' che l'ostacolo non e' la volonta' politica di chicchessia di tenere dei criminali in liberta'.
> Quindi si, l'immigrazione sta danneggiando anche il nostro apparato giustizia e questo va tutto a discapito degli autoctoni. Poi vi sorprendete che nascono i Traini della situazione, a proposito leggevo ieri che quest'ultimo pare frequentasse Pamela. Un'altra attenuante.
>
Non mi sorprendo affatto che nascano i Traini della situazione, anche silvio pellico dovresti leggere.
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> > piuttosto puppen a guardare la tua vita dovresti votare i cinque stelle, che sono gli unici che potrebbero fare qualcosa che abbia un impatto diretto sulla vita di un giardiniere (condizioni di lavoro migliori ad esempio, oppure uno spiraglio di possibilita' di pensione).
>
> Non credo di andare avanti per molto con questo lavoro,
che farai?
> oltretutto la ditta per cui lavoro ha difficoltà economiche e paga sempre in ritardo, c'è gente che ha accumulato anche 10 mesi di ritardo.
abandon ship! abandon ship! abandon ship!
> Io sono quasi a 2 mesi...inoltre non mi piace, è un brutto lavoro, specie di estate. Io poi non faccio nemmeno il giardiniere vero e proprio, mi fanno solo raccogliere quello che LORO tagliano quindi penso che entro due mesi mi licenzio, tanto i soldi dell'intervento ormai li ho raggiunti.
e dopo che farai? un 7,5 squattrinato becca molto meno di un 4 con la macchina nuova, sia lavoro che figa tra l'altro.
> Per quanto riguarda le pensioni a sentire Salvini anche lui vuole intervenire in quel campo. A parlare sono bravi tutti chiaramente.
tu sai leggerti la busta paga? te lo ha mai insegnato qualcuno a scuola? (vera cuorisita' sincera)
**Modificato dall'autore il 19.02.2018 15:05**
Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!
la differenza la fa questa, non chi votate.
https://fr.wikipedia.org/wiki/Op%C3%A9ration_Barkh... 


al massimo salvini piuttosto che la boldrini potrebbe provare a rendere un po piu' veloci le procedure di rimpatrio, (e' quello che dice di voler fare salvini a domanda esplicita in realta'), il problema al riguardo e' che gia' le procure ci provano a rimpatriare, presumere che i tribunali siano pieni di gente delle ngo che vuole mettere i negri in casa ai destri fa ridere, ed infatti non e' quello che succede, la giustizia italiana e' un problema a se stante e pregresso all'immigrazione et leggi in merito, e' semplicemente farraginosa a livelli che manco kafka riuscirebbe ad immaginare.
piuttosto puppen a guardare la tua vita dovresti votare i cinque stelle, che sono gli unici che potrebbero fare qualcosa che abbia un impatto diretto sulla vita di un giardiniere (condizioni di lavoro migliori ad esempio, oppure uno spiraglio di possibilita' di pensione).


al massimo salvini piuttosto che la boldrini potrebbe provare a rendere un po piu' veloci le procedure di rimpatrio, (e' quello che dice di voler fare salvini a domanda esplicita in realta'), il problema al riguardo e' che gia' le procure ci provano a rimpatriare, presumere che i tribunali siano pieni di gente delle ngo che vuole mettere i negri in casa ai destri fa ridere, ed infatti non e' quello che succede, la giustizia italiana e' un problema a se stante e pregresso all'immigrazione et leggi in merito, e' semplicemente farraginosa a livelli che manco kafka riuscirebbe ad immaginare.
piuttosto puppen a guardare la tua vita dovresti votare i cinque stelle, che sono gli unici che potrebbero fare qualcosa che abbia un impatto diretto sulla vita di un giardiniere (condizioni di lavoro migliori ad esempio, oppure uno spiraglio di possibilita' di pensione).
Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!
