Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-12 07:34:00.0 alle 2013-09-12 07:34:00.0
Trollate totali: 11540
> > > > > > Avevo letto che il carciofo...
> > > > > >
> > > > > > [bla bla bla]
> > > > > >
> > > > > > ...eta` del consenso...
> > > > > >
> > > > > > [bla bla]
> > > > > >
> > > > > > ...e quindi fondamentalmente 5 anni sono giusti giusti.
> > > > >
> > > > >
> > > >
> > > > voi ci ridete sopra ma questa ideazione farneticante può davvero portare a qualcosa di brutto
> > > >
> > > >
> > >
> > > al massimo a una legalizzazione di certe relazioni
> >
> > No. Che tu ti bruci i neuroni non porterà ad alcuna legalizzazione di relazioni.
>
> e che ne sai solo un secolo fa erano legali 10-12 anni
> l'attivismo pedofilo in rete è nato sostanzialmente di recente col tempo forse potrebbe far cambiare alcune mentalità o leggi
Attivismo pedofilo in rete? Cioe` trollare qua e la` dicendo quanto sarebbe bello se posteste liberamente inchiappettarvi i bimbi? Cioe`, e` una formula perfetta per farsi impiccare dopo atroci sofferenze.
Cosa vuoi che cambi?
Al massimo potete sperare che un giorno un pedone diventi dittatore mondiale assoluto.
> > > > > >
> > > > > > [bla bla bla]
> > > > > >
> > > > > > ...eta` del consenso...
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> > > > > > [bla bla]
> > > > > >
> > > > > > ...e quindi fondamentalmente 5 anni sono giusti giusti.

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> > > > voi ci ridete sopra ma questa ideazione farneticante può davvero portare a qualcosa di brutto
> > > >
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> > >
> > > al massimo a una legalizzazione di certe relazioni
> >
> > No. Che tu ti bruci i neuroni non porterà ad alcuna legalizzazione di relazioni.
>
> e che ne sai solo un secolo fa erano legali 10-12 anni
> l'attivismo pedofilo in rete è nato sostanzialmente di recente col tempo forse potrebbe far cambiare alcune mentalità o leggi
Attivismo pedofilo in rete? Cioe` trollare qua e la` dicendo quanto sarebbe bello se posteste liberamente inchiappettarvi i bimbi? Cioe`, e` una formula perfetta per farsi impiccare dopo atroci sofferenze.

Cosa vuoi che cambi?
Al massimo potete sperare che un giorno un pedone diventi dittatore mondiale assoluto.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-12 01:02:30.0 alle 2013-09-12 01:02:30.0
Trollate totali: 11540
> > > > > >
http://www.bbc.co.uk/news/technology-24021072 
> > > > > >
> > > > > > the fingerprint sensor built into Apple's latest smartphone, which was unveiled on Tuesday, could signify the beginning of the end for the pesky password.
> > > > > >
> > > > > > Articolo cretino, scritto da un cretino di un giornalista servo del potere. "pesky password"? razza di deficiente.
> > > > >
> > > > > così uno si frega lo smartphone, sopra ci sono tutte le impronte digitali del bamba che lo possedeva, ci si fa un dito di gomma come spiegato a suo tempi dallo studente giapponese, e lo sblocca che è un piacere
> > > > >
> > > > > e bravi i coglioni
> > > > >
> > > > >
> > > >
> > > > Questo vale per tutti i dispositivi che leggono le impronte.
> > >
> > > infatti tutti i lettori di impronte sono concettualmente fallaci
> > >
> > > però non tutti i dispositivi sono asportabili e non tutti i dispositivi contengono contemporaneamente lettore di impronte e abbondanti esempi di impronte da utilizzare
> > >
> > >
> >
> > Di impronte non me ne intendo, ma vorrei ricordare che gli iPhone, credo dal 3 visto che il mio ce l'ha, hanno un rivestimento oleofobico, probabilmente a base di nanotecnologia, sullo schermo che rende le impronte simili a polvere: invece di attaccarcisi sopra tipo colla, basta una strofinata e lo schermo torna lucido. Non so come questo potrebbe influire sui modi che si usano per rilevare le impronte.
>
> tu impugni il cellulare con io guanti o a mani nude?
>
>
Mah, praticamente non lo impugno, giace inutilizzato per il 99.5% del tempo, consumando circa 10 euri all'anno di credito. Pero` anche quelli che lo impugnano, dal 4 in poi, fanno i conti col rivestimento oleofobico anche sul retro del telefono. Poi pero` e` possibile lo stesso prenderci impronte, magari solo piu` difficile. Boh.

> > > > > >
> > > > > > the fingerprint sensor built into Apple's latest smartphone, which was unveiled on Tuesday, could signify the beginning of the end for the pesky password.
> > > > > >
> > > > > > Articolo cretino, scritto da un cretino di un giornalista servo del potere. "pesky password"? razza di deficiente.
> > > > >
> > > > > così uno si frega lo smartphone, sopra ci sono tutte le impronte digitali del bamba che lo possedeva, ci si fa un dito di gomma come spiegato a suo tempi dallo studente giapponese, e lo sblocca che è un piacere
> > > > >
> > > > > e bravi i coglioni
> > > > >
> > > > >

> > > >
> > > > Questo vale per tutti i dispositivi che leggono le impronte.
> > >
> > > infatti tutti i lettori di impronte sono concettualmente fallaci
> > >
> > > però non tutti i dispositivi sono asportabili e non tutti i dispositivi contengono contemporaneamente lettore di impronte e abbondanti esempi di impronte da utilizzare
> > >
> > >

> >
> > Di impronte non me ne intendo, ma vorrei ricordare che gli iPhone, credo dal 3 visto che il mio ce l'ha, hanno un rivestimento oleofobico, probabilmente a base di nanotecnologia, sullo schermo che rende le impronte simili a polvere: invece di attaccarcisi sopra tipo colla, basta una strofinata e lo schermo torna lucido. Non so come questo potrebbe influire sui modi che si usano per rilevare le impronte.
>
> tu impugni il cellulare con io guanti o a mani nude?
>
>

Mah, praticamente non lo impugno, giace inutilizzato per il 99.5% del tempo, consumando circa 10 euri all'anno di credito. Pero` anche quelli che lo impugnano, dal 4 in poi, fanno i conti col rivestimento oleofobico anche sul retro del telefono. Poi pero` e` possibile lo stesso prenderci impronte, magari solo piu` difficile. Boh.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-12 00:59:22.0 alle 2013-09-12 00:59:22.0
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> sgamato dietro alla cuccia del cane!! 
>
>

>
> ok, che nome gli do?
La messa a fuoco a meta` della distanza tra il soggetto e la macchina fotografica mi da` l'impressione di avere la cataratta. Bel risultato.

>
>

>
> ok, che nome gli do?

La messa a fuoco a meta` della distanza tra il soggetto e la macchina fotografica mi da` l'impressione di avere la cataratta. Bel risultato.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-11 22:56:37.0 alle 2013-09-11 22:56:37.0
Trollate totali: 11540

Perche` 0.7 milliTesla (significa questo mT, no?) a 60 Hz avrebbero un qualche effetto stimolante sui topi che li subiscono in modo transcanico, ma le potenze simili dei cellulari a 800 MHz non avrebbero effetti sul cervello umano?
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-11 22:51:39.0 alle 2013-09-11 22:51:39.0
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> > A meta-analysis of bright light therapy commissioned by the American Psychiatric Association found it to be more effective than placebo — usually dim light
> >
> > Per fare un double-blind qui ci vogliono proprio ricercatori e pazienti ciechi.
> >
> > dimenticavo il link:
> > -
http://en.wikipedia.org/wiki/Management_of_depress... 
> >
>
> A complete rework of the APA's theories stand for a whole new concept that take night-owl programmers of obscure languages to refuse the joy of a nice DAS keyboards for stubborn Model-M clickety-clockety thrashity stuff.
>
>
http://en.wikipedia.org/wiki/Management_of_depress... 
Subsequent studies, however, suggested those claims may be invalidated following the discovery that repeated tactile stimulation from buckling-spring keyboards appears to enhance activity in the nucleus accumbens, as opposed to mild symptoms of helplessness and loss of proprioception at fingertips arising from prolonged use of unresponsive cherry MX brown switches.
-
http://en.wikipedia.org/wiki/Management_of_depress...
> >
> > Per fare un double-blind qui ci vogliono proprio ricercatori e pazienti ciechi.

> >
> > dimenticavo il link:
> > -

> >
>
> A complete rework of the APA's theories stand for a whole new concept that take night-owl programmers of obscure languages to refuse the joy of a nice DAS keyboards for stubborn Model-M clickety-clockety thrashity stuff.
>
>

Subsequent studies, however, suggested those claims may be invalidated following the discovery that repeated tactile stimulation from buckling-spring keyboards appears to enhance activity in the nucleus accumbens, as opposed to mild symptoms of helplessness and loss of proprioception at fingertips arising from prolonged use of unresponsive cherry MX brown switches.
-
Vieni anche tu in gita in Africa!
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Le popolazioni locali ti accoglieranno così bene che scomparirai letteralmente dal resto del mondo! Lasciati alle spalle la civiltà occidentale, gli smartphone, la ruota e il fuoco!
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-11 22:18:05.0 alle 2013-09-11 22:18:05.0
Trollate totali: 11540
A meta-analysis of bright light therapy commissioned by the American Psychiatric Association found it to be more effective than placebo — usually dim light
Per fare un double-blind qui ci vogliono proprio ricercatori e pazienti ciechi.
dimenticavo il link:
-
http://en.wikipedia.org/wiki/Management_of_depress... 
**Modificato dall'autore il 11.09.2013 22:18**
Per fare un double-blind qui ci vogliono proprio ricercatori e pazienti ciechi.

dimenticavo il link:
-

**Modificato dall'autore il 11.09.2013 22:18**
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-11 21:54:16.0 alle 2013-09-11 21:54:16.0
Trollate totali: 11540
> > che fine ha fatto?
>
> era un sockpuppet di dada
>
> era un sockpuppet di dada
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-11 21:47:24.0 alle 2013-09-11 21:47:24.0
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> > > >
http://www.bbc.co.uk/news/technology-24021072 
> > > >
> > > > the fingerprint sensor built into Apple's latest smartphone, which was unveiled on Tuesday, could signify the beginning of the end for the pesky password.
> > > >
> > > > Articolo cretino, scritto da un cretino di un giornalista servo del potere. "pesky password"? razza di deficiente.
> > >
> > > così uno si frega lo smartphone, sopra ci sono tutte le impronte digitali del bamba che lo possedeva, ci si fa un dito di gomma come spiegato a suo tempi dallo studente giapponese, e lo sblocca che è un piacere
> > >
> > > e bravi i coglioni
> > >
> > >
> >
> > Questo vale per tutti i dispositivi che leggono le impronte.
>
> infatti tutti i lettori di impronte sono concettualmente fallaci
>
> però non tutti i dispositivi sono asportabili e non tutti i dispositivi contengono contemporaneamente lettore di impronte e abbondanti esempi di impronte da utilizzare
>
>
Di impronte non me ne intendo, ma vorrei ricordare che gli iPhone, credo dal 3 visto che il mio ce l'ha, hanno un rivestimento oleofobico, probabilmente a base di nanotecnologia, sullo schermo che rende le impronte simili a polvere: invece di attaccarcisi sopra tipo colla, basta una strofinata e lo schermo torna lucido. Non so come questo potrebbe influire sui modi che si usano per rilevare le impronte.

> > > >
> > > > the fingerprint sensor built into Apple's latest smartphone, which was unveiled on Tuesday, could signify the beginning of the end for the pesky password.
> > > >
> > > > Articolo cretino, scritto da un cretino di un giornalista servo del potere. "pesky password"? razza di deficiente.
> > >
> > > così uno si frega lo smartphone, sopra ci sono tutte le impronte digitali del bamba che lo possedeva, ci si fa un dito di gomma come spiegato a suo tempi dallo studente giapponese, e lo sblocca che è un piacere
> > >
> > > e bravi i coglioni
> > >
> > >

> >
> > Questo vale per tutti i dispositivi che leggono le impronte.
>
> infatti tutti i lettori di impronte sono concettualmente fallaci
>
> però non tutti i dispositivi sono asportabili e non tutti i dispositivi contengono contemporaneamente lettore di impronte e abbondanti esempi di impronte da utilizzare
>
>

Di impronte non me ne intendo, ma vorrei ricordare che gli iPhone, credo dal 3 visto che il mio ce l'ha, hanno un rivestimento oleofobico, probabilmente a base di nanotecnologia, sullo schermo che rende le impronte simili a polvere: invece di attaccarcisi sopra tipo colla, basta una strofinata e lo schermo torna lucido. Non so come questo potrebbe influire sui modi che si usano per rilevare le impronte.
Partecipa anche tu!
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https://bit.ly/2RsJ87Z
La rivoluzione è dietro l'angolo, compagno! Non fare il gatto selvaggio, unisciti al nostro plotone!
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-10 01:54:57.0 alle 2013-09-10 01:54:57.0
Trollate totali: 11540
youtube con molti f*ck off riguardanti il fatto che sembra vogliano per forza che il tuo canale abbia una pagina su google+. Si fottano loro e google+, non m'importa neanche di sapere cosa sia, se sia un replica di fb o che... se me lo impongono, non lo voglio per principio.
EFFANCULO.
EFFANCULO.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-09 22:42:32.0 alle 2013-09-09 22:42:32.0
Trollate totali: 11540
> > > > > dada è stato divorato dai coccodrilli, Giambo è partito per Creta... sul fòro non ci sono quasi più messaggi. 
> > > >
> > > > Fra l'altro, io sono impegnato, sto scrivendo un mucchio per le istruzioni di L.in.oleum 3.
> > > > Ho quasi finito. Non so se mi sono venute bene, ma di certo mi sono venute spiritose.
> > >
> > >
> >
> > - E invece e` bello!
> > - Non e` bello cio` che e` bello ma e` bello cio` che piace!
> > - A me la Mariarosa mi piace!
> > - Ecco, allora te la sposi tu.
>
> hai mai pensato a un traduttore lolcode > linoleum?
Scarsamente utile: c'e` poca differenza.
Allego prova (subroutine realmente parte del pacchetto di librerie di default).

> > > >
> > > > Fra l'altro, io sono impegnato, sto scrivendo un mucchio per le istruzioni di L.in.oleum 3.
> > > > Ho quasi finito. Non so se mi sono venute bene, ma di certo mi sono venute spiritose.

> > >
> > >
> > > proott x | 1..10 > > > gnanf > > > gorgl > > >
> >
> > - E invece e` bello!
> > - Non e` bello cio` che e` bello ma e` bello cio` che piace!
> > - A me la Mariarosa mi piace!
> > - Ecco, allora te la sposi tu.
>
> hai mai pensato a un traduttore lolcode > linoleum?
Scarsamente utile: c'e` poca differenza.
Allego prova (subroutine realmente parte del pacchetto di librerie di default).
\inlet super "bye" as "subroutine": breakpoint that waits for user signal and then quits application \synopses: bye; \abstract: This is a subroutine that makes sure all keys are released, then waits a key press, then for its release, and finally ends the running application: it may be used when a quick-and-dirty breakpoint is needed, e.g. as the endpoint of fatal junctions, no matter if of 'call' or 'true' kind since this subroutine will not return anyway, or invoked alone when, being shared in the superglobal namespace, it could take a tag- like appearence, i.e. bye; Its function might be self-explanatory: killing your application wherever you put a call to 'bye', with the most particular advantage of being trivial to identify e.g. in example code targetting an audience of beginners; user-side, the subroutine does what's possible, for example by reacting to situations where the display is totally disabled, i.e. held in standby mode, with popping a visible display window, showing a tiny icon inviting the user to press any key; however, where the display is found in text mode, and assumed to already contain some form of output, the only thing it could do is a read of the stdin handle, which - for system-side reasons - generally ends when the user presses a SPECIFIC key: "Enter", or combination thereof: usually Ctrl + C. In other circumstances, a "key" may not necessarily be a keyboard key, as it will also check pointing device keys. Oh... don't mind the LOLspeak names, a bit of humor mightn't hurt. :3 \code: "super: inlet: bye" (this will be a one-unit buffer to read from stdin) spare: v * 1; (branch for cases: no [engage] flag means stand-by mode, [graphics] induces 'bye' to simply wait a key) a = display status; a - engage ? popzicon; a + graphics ? doihazkeypres; (if none of the above, we're in text mode, so print something like "program terminated", then read [stdin]) say 't bye message'; with, file command = read file; file name = stdin; file block pointer = v; file block size = bytes per unit; call: isokernel; (end the program) kthxbye; "popzicon" (turns on the display and shows the "press any key" icon) with, display status | [engage + graphics]; display command = retrace bitmap; display origin = r bye icon; display width = bits per unit; display height = bits per unit; as, a = display available width; a - display width; a > 1; a & bnot [bits per unit - 1]; display x position = a; display y position = middle; display live region = whole display; call: isokernel; "doihazkeypres" (this branch begins to wait for a user's signal, by first looping tightly until all keys are released) chekz4allz; b + on ? doihazkeypres; "canihazkeypress" (after making sure no keys were still pressed as the program went 'bye', wait for an intentional keypress) chekz4allz; (a 10-millisecond nap per iteration might leave us ready to react while letting our CPU run other programs) with, thread command = suspend thread; thread suspend timeout = 10; call: isokernel; b - on ? canihazkeypress; "ihazkey" (finally, wait for the release of the key before closing the program) chekz4allz; b + on ? i(stil)hazkey; "super: kthxbye" (this branch is a 3-line instant program breaker, and is left in the superglobal namespace just in case) $ = thread stacktop; % = success; leave; "chekz4allz" (this routine tests the known means of user input for a signal, starting with all of the 128 keyboard keys) a = 127; b # b; "izkeyprezd" b | a [key a]; a ^ izkeyprezd; (to then proceed testing the three buttons associated with the primary pointing device, usually the mouse) with, pointer command = read pointer; call: isokernel; as, c = pointer status; d = c; e = c; ' c > [log2 [primary button] - [log2 [on]]]; ' d > [log2 [secondary button] - [log2 [on]]]; ' e > [log2 [tertiary button] - [log2 [on]]]; b | c; b | d; b | e; (as of the above code, whatever key was found pressed will have set the [on] flag of on return) leave;
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-09 22:35:47.0 alle 2013-09-09 22:35:47.0
Trollate totali: 11540
> > > dada è stato divorato dai coccodrilli, Giambo è partito per Creta... sul fòro non ci sono quasi più messaggi. 
> >
> > Fra l'altro, io sono impegnato, sto scrivendo un mucchio per le istruzioni di L.in.oleum 3.
> > Ho quasi finito. Non so se mi sono venute bene, ma di certo mi sono venute spiritose.
>
>
- E invece e` bello!
- Non e` bello cio` che e` bello ma e` bello cio` che piace!
- A me la Mariarosa mi piace!
- Ecco, allora te la sposi tu.

> >
> > Fra l'altro, io sono impegnato, sto scrivendo un mucchio per le istruzioni di L.in.oleum 3.
> > Ho quasi finito. Non so se mi sono venute bene, ma di certo mi sono venute spiritose.

>
>
> proott x | 1..10 > gnanf > gorgl >
- E invece e` bello!
- Non e` bello cio` che e` bello ma e` bello cio` che piace!
- A me la Mariarosa mi piace!
- Ecco, allora te la sposi tu.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-09 22:33:19.0 alle 2013-09-09 22:33:19.0
Trollate totali: 11540
> > Avevo letto che il carciofo...
> >
> > [bla bla bla]
> >
> > ...eta` del consenso...
> >
> > [bla bla]
> >
> > ...e quindi fondamentalmente 5 anni sono giusti giusti.
>
>
Comunque si puo` anche partire dai rinoceronti.
Dunque, i rinoceronti hanno il corno.
E` ovviamente simbolo fallico, e magari per quello e` stato ritenuto afrodisiaco.
E li hanno quasi sterminati, i rinoceroni, per il corno fallico!
Invece, chi non e` interessato a certe caratteristiche sessuali li avrebbe lasciati vivere.
Vuoi mettere?
> >
> > [bla bla bla]
> >
> > ...eta` del consenso...
> >
> > [bla bla]
> >
> > ...e quindi fondamentalmente 5 anni sono giusti giusti.

>
>

Comunque si puo` anche partire dai rinoceronti.
Dunque, i rinoceronti hanno il corno.
E` ovviamente simbolo fallico, e magari per quello e` stato ritenuto afrodisiaco.
E li hanno quasi sterminati, i rinoceroni, per il corno fallico!
Invece, chi non e` interessato a certe caratteristiche sessuali li avrebbe lasciati vivere.
Vuoi mettere?
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-09 22:22:43.0 alle 2013-09-09 22:22:43.0
Trollate totali: 11540
> > > dada è stato divorato dai coccodrilli, Giambo è partito per Creta... sul fòro non ci sono quasi più messaggi. 
> >
> > Fra l'altro, io sono impegnato, sto scrivendo un mucchio per le istruzioni di L.in.oleum 3.
>
> Vuoi dire che hanno nomi diversi da quelle di Linoleum 2 e 1?
Eh?
Le istruzioni nel senso delle istruzioni per l'uso.

> >
> > Fra l'altro, io sono impegnato, sto scrivendo un mucchio per le istruzioni di L.in.oleum 3.
>
> Vuoi dire che hanno nomi diversi da quelle di Linoleum 2 e 1?

Eh?

Le istruzioni nel senso delle istruzioni per l'uso.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-09 20:00:39.0 alle 2013-09-09 20:00:39.0
Trollate totali: 11540
> dada è stato divorato dai coccodrilli, Giambo è partito per Creta... sul fòro non ci sono quasi più messaggi. 
Fra l'altro, io sono impegnato, sto scrivendo un mucchio per le istruzioni di L.in.oleum 3.
Ho quasi finito. Non so se mi sono venute bene, ma di certo mi sono venute spiritose.

Fra l'altro, io sono impegnato, sto scrivendo un mucchio per le istruzioni di L.in.oleum 3.
Ho quasi finito. Non so se mi sono venute bene, ma di certo mi sono venute spiritose.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-09 19:58:48.0 alle 2013-09-09 19:58:48.0
Trollate totali: 11540
> http://blog.reverberate.org/2013/09/ll-and-lr-in-c... 
Ha scritto per ore per arrivare alla conclusione che progettare linguaggi e` difficile.

Ha scritto per ore per arrivare alla conclusione che progettare linguaggi e` difficile.
NON DIRMELO SE LO SAI MA SE NON LO SAI SAPPILO
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-05 14:21:18.0 alle 2013-09-05 14:21:18.0
Trollate totali: 11540
> > > Me lo ricordo di quando mi sono fatto il tutorial di yayo per provare lino 1.
> >
> > Ma allora qui qualcuno ha provato Linoleum oltre l'autore! Quali opinioni e impressioni?
>
> Da quel che mi ricordo era un assembly++, spero che in lino3 ci sia un module system o un meccanismo di namespacing altrimenti costruirci sopra qualcosa di non banale diventa molto faticoso (vedi c vs c++).
Be', non sara` mai qualcosa di piu` di un assembly++ perche` quello e` il suo obiettivo. Comunque, il namespacing nella versione 3 esiste su base file: i file dichiarano il proprio namespace. Esistono tre livelli:
- il superglobale, cioe` nomi visibili da tutto e tutti;
- il globale, cioe` la norma nei file che specificano il proprio namespace;
- il locale, cioe` quello dove vivono i simboli locali di una funzione o subroutine.
Lo shadowing si puo` risolvere prefissando i nomi, ad esempio se hai un simbolo locale chiamato "proot", un simbolo nel namespace del file chiamato anch'esso "proot" che e` in shadow dal locale, e un simbolo "proot" superglobale che e` doppiamente shadowato dai due di sotto, nell'ambito locale di una funzione puoi scrivere:
proot -- per riferirti al locale,
filed . proot -- per riferirti a quello globale nel namespace del file,
super . proot -- per riferirti a quello superglobale.
Curiosamente, mentre i namespace sono di solito specifici di un file, piu` file possono essere uniti sotto lo stesso namespace: cosi` si possono creare librerie "modulari", dove c'e` un file di "commons" che dichiara i simboli comuni, di solito quelli che definiscono lo stato persistente della libreria (impostazioni eccetera), e piu` file di funzioni e subroutines con di norma una funzione o una subroutine sola, che vengono inclusi individualmente per evitare di includere codice non usato.
A parte quello, rispetto alla prima versione, la versione 3 e` basata sull'uso di heap, e ha una sorta di meccanismo di garbage collection (anche se non tradizionale, piu` che altro e` un meccanismo che centralizza la deallocazione di blocchi di heap nella cornice di un "task", e lo fa in modo da frammentare l'heap il meno possibile, oltre che in modo molto rapido). Ma in soldoni si possono allocare blocchi di heap senza preoccuparsi di liberarli tutti, o manipolare blocchi di memoria nello stesso modo senza preoccuparsi che questi siano allocati staticamente o dinamicamente. Il discorso e` lungo. Inoltre, il compilatore della versione 3 aggiunge molti dettagli, e anche un po' di roba importante, tra cui:
- parecchie istruzioni che danno accesso controllato allo spare register,
- sintassi grammaticale per le chiamate, insieme a una precisa calling convention;
- jump threading di blocchi condizionali stile if...then...else, innestabili a piacere.
E le librerie, poi, costruendo su heap e calling conventions, impostano un sistema d'interfacce estensibili, che possono essere connesse, disconnesse o riconfigurate nel run-time insieme alle loro implementazioni. Quello pero` non e` un processo controllato dal compilatore, a parte le chiamate in closure.
Insomma e` un mondo un bel po' diverso.
> >
> > Ma allora qui qualcuno ha provato Linoleum oltre l'autore! Quali opinioni e impressioni?
>
> Da quel che mi ricordo era un assembly++, spero che in lino3 ci sia un module system o un meccanismo di namespacing altrimenti costruirci sopra qualcosa di non banale diventa molto faticoso (vedi c vs c++).
Be', non sara` mai qualcosa di piu` di un assembly++ perche` quello e` il suo obiettivo. Comunque, il namespacing nella versione 3 esiste su base file: i file dichiarano il proprio namespace. Esistono tre livelli:
- il superglobale, cioe` nomi visibili da tutto e tutti;
- il globale, cioe` la norma nei file che specificano il proprio namespace;
- il locale, cioe` quello dove vivono i simboli locali di una funzione o subroutine.
Lo shadowing si puo` risolvere prefissando i nomi, ad esempio se hai un simbolo locale chiamato "proot", un simbolo nel namespace del file chiamato anch'esso "proot" che e` in shadow dal locale, e un simbolo "proot" superglobale che e` doppiamente shadowato dai due di sotto, nell'ambito locale di una funzione puoi scrivere:
proot -- per riferirti al locale,
filed . proot -- per riferirti a quello globale nel namespace del file,
super . proot -- per riferirti a quello superglobale.
Curiosamente, mentre i namespace sono di solito specifici di un file, piu` file possono essere uniti sotto lo stesso namespace: cosi` si possono creare librerie "modulari", dove c'e` un file di "commons" che dichiara i simboli comuni, di solito quelli che definiscono lo stato persistente della libreria (impostazioni eccetera), e piu` file di funzioni e subroutines con di norma una funzione o una subroutine sola, che vengono inclusi individualmente per evitare di includere codice non usato.
A parte quello, rispetto alla prima versione, la versione 3 e` basata sull'uso di heap, e ha una sorta di meccanismo di garbage collection (anche se non tradizionale, piu` che altro e` un meccanismo che centralizza la deallocazione di blocchi di heap nella cornice di un "task", e lo fa in modo da frammentare l'heap il meno possibile, oltre che in modo molto rapido). Ma in soldoni si possono allocare blocchi di heap senza preoccuparsi di liberarli tutti, o manipolare blocchi di memoria nello stesso modo senza preoccuparsi che questi siano allocati staticamente o dinamicamente. Il discorso e` lungo. Inoltre, il compilatore della versione 3 aggiunge molti dettagli, e anche un po' di roba importante, tra cui:
- parecchie istruzioni che danno accesso controllato allo spare register,
- sintassi grammaticale per le chiamate, insieme a una precisa calling convention;
- jump threading di blocchi condizionali stile if...then...else, innestabili a piacere.
E le librerie, poi, costruendo su heap e calling conventions, impostano un sistema d'interfacce estensibili, che possono essere connesse, disconnesse o riconfigurate nel run-time insieme alle loro implementazioni. Quello pero` non e` un processo controllato dal compilatore, a parte le chiamate in closure.
Insomma e` un mondo un bel po' diverso.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-05 02:44:29.0 alle 2013-09-05 02:44:29.0
Trollate totali: 11540
> > > i programme linoleum li metti in file txt? non hanno un estensione tutta loro? tipo .lino, .mlou…
> >
> > No, o almeno, personalmente non sento il bisogno di attribuirgli un'estensione tutta loro. Quel che immagino e` che se uno vuole aprili in un IDE a cui sia associata quella tot estensione, apre prima l'IDE e con esso tutto un progetto, raramente un file solo. Se invece gli vuol dare un'occhiata rapida, doppioclicca il file e mi sembra incoraggiante vederlo apparire direttamente in notepad o chi per lui. A proposito del notepad-o-chi-per-lui, nel definire lo stile dei sorgenti versione 3 sto andando molto incontro a uno stile che usa solo tabulazioni intere e che appaia il piu` possibile chiaro anche in assenza di:
> >
> > - font monospace (sto appunto editando le librerie 3.00 in notepad con font proporzionali)
> > - syntax highlighting (usando il piu` possibile sintassi che fanno risaltare gli operandi)
>
> Non è una grossa limitazione questa?
> Alla fine uno sviluppatore che si rispetti usa editor migliori di blocco note.
Mah... limitazione e` una parola grossa.
Gli IDE non caricano i txt? E parlavi dei fonts e compagnia bella?
> > Ah, ehm... il buffo "programme" e` in disuso dalla versione 1.
>
> Me lo ricordo di quando mi sono fatto il tutorial di yayo per provare lino 1.
Roba molto vecchia, e abbozzata.
> > Nel 3 si scrive "forewords" per iniziare il codice di una libreria, e "beginning" per iniziare quello del sorgente principale. "programme" era una mia mania di avere tutti i nomi dei periodi di uguale lunghezza, e siccome tutti gli altri erano 9 caratteri, avevo pensato di allungare "program". Anni e anni dopo, m'e` venuto in mente d'un tratto che "beginning" era 9 caratteri e molto piu` ragionevole.
>
> Ok, sei malato.
Lo so.
Buonanotte.
> >
> > No, o almeno, personalmente non sento il bisogno di attribuirgli un'estensione tutta loro. Quel che immagino e` che se uno vuole aprili in un IDE a cui sia associata quella tot estensione, apre prima l'IDE e con esso tutto un progetto, raramente un file solo. Se invece gli vuol dare un'occhiata rapida, doppioclicca il file e mi sembra incoraggiante vederlo apparire direttamente in notepad o chi per lui. A proposito del notepad-o-chi-per-lui, nel definire lo stile dei sorgenti versione 3 sto andando molto incontro a uno stile che usa solo tabulazioni intere e che appaia il piu` possibile chiaro anche in assenza di:
> >
> > - font monospace (sto appunto editando le librerie 3.00 in notepad con font proporzionali)
> > - syntax highlighting (usando il piu` possibile sintassi che fanno risaltare gli operandi)
>
> Non è una grossa limitazione questa?
> Alla fine uno sviluppatore che si rispetti usa editor migliori di blocco note.
Mah... limitazione e` una parola grossa.
Gli IDE non caricano i txt? E parlavi dei fonts e compagnia bella?

> > Ah, ehm... il buffo "programme" e` in disuso dalla versione 1.

>
> Me lo ricordo di quando mi sono fatto il tutorial di yayo per provare lino 1.
Roba molto vecchia, e abbozzata.

> > Nel 3 si scrive "forewords" per iniziare il codice di una libreria, e "beginning" per iniziare quello del sorgente principale. "programme" era una mia mania di avere tutti i nomi dei periodi di uguale lunghezza, e siccome tutti gli altri erano 9 caratteri, avevo pensato di allungare "program". Anni e anni dopo, m'e` venuto in mente d'un tratto che "beginning" era 9 caratteri e molto piu` ragionevole.

>
> Ok, sei malato.

Lo so.

Buonanotte.
Scritto da
altg
utente che non utiene
il 2013-09-04 23:56:12.0 alle 2013-09-04 23:56:12.0
Trollate totali: 11540
> > 

> >
> > Ho appena finito di scrivere la "trap" della versione 3. E` una subroutine che di norma interrompe l'esecuzione e stampa il contenuto dei registri e un breve dump dello stack. Nella versione 3, ho aggiunto le unita` di stato correnti delle interfacce esposte dal modulo di run-time, e il contenuto attuale delle unita` di comando (PCMD = pending command). Il listatino imposta i 5 registri generici e quello di riserva a valori semplici da ritrovare nel dump, e pusha un paio di unita` sullo stack, poi visibili dopo l'indirizzo di ritorno della chiamata a "trap", ovviamente in ordine inverso perche` lo stack e` LIFO.
> >
> > Allora, il bit meno significativo di ogni unita` di stato e` il flag di "presenza", significa che la corrispondente interfaccia e` implementata e connessa. Nel dump ci sono tutte meno "file" (perche` il flag di presenza e` condizionato dall'esistenza del file su cui sta lavorando, e non si e` ancora fatto nulla su nessun file) e le quattro "estensioni modulari", cioe` interfacce che possono essere incluse nell'eseguibile su opzione (Auxiliary Pointing Devices, audio, network sockets, printer) e di cui il listato di prova non richiede l'inclusione. Il bit a sinistra di quello e` il flag di errore (nessun'interfaccia lo riporta, nel dump), gli altri hanno significati specifici dell'interfaccia (c'e` il bit "active" del display che indica che la finestra ha il fuoco dell'user input, e nella pointer c'e` il bit che indica che il puntatore del mouse e` attualmente visibile).
> >
> > Tra i registri, da A ad E sono i registri generici, di cui solo E e` designato callee-saved (vedere wikipedia?) e di solito viene usato come puntatore alla base del frame delle variabili locali. Il registro O e` l'origine dei dati, relativamente al quale tutti i puntatori a dati sono mappati (sia dati statici che blocchi di heap). Il registro $ e` lo stack pointer, il puntatore alla cima dello stack all'ingresso in "trap". Il registro % e` lo spare register, il registro "di riserva" usato per i trasferimenti da memoria a memoria e per appoggio in altre istruzioni, nonche` il contenitore designato per il valore di ritorno delle funzioni. Poi c'e` la superglobale "f", che e` una variabile sempre accessibile con lo stato dell'ultima chiamata (subroutines e funzioni possono usarlo per riportare al chiamante come sono andate le cose: f = 1 significa che la chiamata ha avuto successo, cioe` ha svolto quel che era richiesto, 0 significa che qualcosa e` andato storto, e di solito implica che se era previsto un valore di ritorno, questo dovrebbe essere ignorato perche` il suo valore attuale non ha senso, infatti "f" serve a riportare lo stato al di la` del valore di ritorno, in modo da non dover riservare codici d'errore particolari tra i possibili valori di ritorno). Poi c'e` "0", che e` il modo in cui si chiama convenzionalmente il puntatore all'origine del codice, relativamente al quale avviene la rilocazione dei salti ad indirizzi assoluti, e quindi relativamente al quale tutti gli indirizzi di codice sono espressi. Infine ci sono le prime tre unita` in cima allo stack.
> >
> > L'ho spiegato bene?
> > Avro` dato fastidio a Lich?
>
> i programme linoleum li metti in file txt? non hanno un estensione tutta loro? tipo .lino, .mlou…
No, o almeno, personalmente non sento il bisogno di attribuirgli un'estensione tutta loro. Quel che immagino e` che se uno vuole aprili in un IDE a cui sia associata quella tot estensione, apre prima l'IDE e con esso tutto un progetto, raramente un file solo. Se invece gli vuol dare un'occhiata rapida, doppioclicca il file e mi sembra incoraggiante vederlo apparire direttamente in notepad o chi per lui. A proposito del notepad-o-chi-per-lui, nel definire lo stile dei sorgenti versione 3 sto andando molto incontro a uno stile che usa solo tabulazioni intere e che appaia il piu` possibile chiaro anche in assenza di:
- font monospace (sto appunto editando le librerie 3.00 in notepad con font proporzionali)
- syntax highlighting (usando il piu` possibile sintassi che fanno risaltare gli operandi)
Ah, ehm... il buffo "programme" e` in disuso dalla versione 1.
Nel 3 si scrive "forewords" per iniziare il codice di una libreria, e "beginning" per iniziare quello del sorgente principale. "programme" era una mia mania di avere tutti i nomi dei periodi di uguale lunghezza, e siccome tutti gli altri erano 9 caratteri, avevo pensato di allungare "program". Anni e anni dopo, m'e` venuto in mente d'un tratto che "beginning" era 9 caratteri e molto piu` ragionevole.

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> > Ho appena finito di scrivere la "trap" della versione 3. E` una subroutine che di norma interrompe l'esecuzione e stampa il contenuto dei registri e un breve dump dello stack. Nella versione 3, ho aggiunto le unita` di stato correnti delle interfacce esposte dal modulo di run-time, e il contenuto attuale delle unita` di comando (PCMD = pending command). Il listatino imposta i 5 registri generici e quello di riserva a valori semplici da ritrovare nel dump, e pusha un paio di unita` sullo stack, poi visibili dopo l'indirizzo di ritorno della chiamata a "trap", ovviamente in ordine inverso perche` lo stack e` LIFO.
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> > Allora, il bit meno significativo di ogni unita` di stato e` il flag di "presenza", significa che la corrispondente interfaccia e` implementata e connessa. Nel dump ci sono tutte meno "file" (perche` il flag di presenza e` condizionato dall'esistenza del file su cui sta lavorando, e non si e` ancora fatto nulla su nessun file) e le quattro "estensioni modulari", cioe` interfacce che possono essere incluse nell'eseguibile su opzione (Auxiliary Pointing Devices, audio, network sockets, printer) e di cui il listato di prova non richiede l'inclusione. Il bit a sinistra di quello e` il flag di errore (nessun'interfaccia lo riporta, nel dump), gli altri hanno significati specifici dell'interfaccia (c'e` il bit "active" del display che indica che la finestra ha il fuoco dell'user input, e nella pointer c'e` il bit che indica che il puntatore del mouse e` attualmente visibile).
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> > Tra i registri, da A ad E sono i registri generici, di cui solo E e` designato callee-saved (vedere wikipedia?) e di solito viene usato come puntatore alla base del frame delle variabili locali. Il registro O e` l'origine dei dati, relativamente al quale tutti i puntatori a dati sono mappati (sia dati statici che blocchi di heap). Il registro $ e` lo stack pointer, il puntatore alla cima dello stack all'ingresso in "trap". Il registro % e` lo spare register, il registro "di riserva" usato per i trasferimenti da memoria a memoria e per appoggio in altre istruzioni, nonche` il contenitore designato per il valore di ritorno delle funzioni. Poi c'e` la superglobale "f", che e` una variabile sempre accessibile con lo stato dell'ultima chiamata (subroutines e funzioni possono usarlo per riportare al chiamante come sono andate le cose: f = 1 significa che la chiamata ha avuto successo, cioe` ha svolto quel che era richiesto, 0 significa che qualcosa e` andato storto, e di solito implica che se era previsto un valore di ritorno, questo dovrebbe essere ignorato perche` il suo valore attuale non ha senso, infatti "f" serve a riportare lo stato al di la` del valore di ritorno, in modo da non dover riservare codici d'errore particolari tra i possibili valori di ritorno). Poi c'e` "0", che e` il modo in cui si chiama convenzionalmente il puntatore all'origine del codice, relativamente al quale avviene la rilocazione dei salti ad indirizzi assoluti, e quindi relativamente al quale tutti gli indirizzi di codice sono espressi. Infine ci sono le prime tre unita` in cima allo stack.
> >
> > L'ho spiegato bene?

> > Avro` dato fastidio a Lich?

>
> i programme linoleum li metti in file txt? non hanno un estensione tutta loro? tipo .lino, .mlou…
No, o almeno, personalmente non sento il bisogno di attribuirgli un'estensione tutta loro. Quel che immagino e` che se uno vuole aprili in un IDE a cui sia associata quella tot estensione, apre prima l'IDE e con esso tutto un progetto, raramente un file solo. Se invece gli vuol dare un'occhiata rapida, doppioclicca il file e mi sembra incoraggiante vederlo apparire direttamente in notepad o chi per lui. A proposito del notepad-o-chi-per-lui, nel definire lo stile dei sorgenti versione 3 sto andando molto incontro a uno stile che usa solo tabulazioni intere e che appaia il piu` possibile chiaro anche in assenza di:
- font monospace (sto appunto editando le librerie 3.00 in notepad con font proporzionali)
- syntax highlighting (usando il piu` possibile sintassi che fanno risaltare gli operandi)
Ah, ehm... il buffo "programme" e` in disuso dalla versione 1.

Nel 3 si scrive "forewords" per iniziare il codice di una libreria, e "beginning" per iniziare quello del sorgente principale. "programme" era una mia mania di avere tutti i nomi dei periodi di uguale lunghezza, e siccome tutti gli altri erano 9 caratteri, avevo pensato di allungare "program". Anni e anni dopo, m'e` venuto in mente d'un tratto che "beginning" era 9 caratteri e molto piu` ragionevole.
