> > Sta frase non mi è nuova. È una citazione da
> > Topolino?
>
> No, viene da Comix, era una striscia di Silvia
> Ziche, e la diceva (parecchi anni fa) uno Gnomo
> della Buona Notte o roba del genere. Ah, mi pare
> la serie si chiamasse "Alice A Quel
> Paese".
Ah, ecco, qui c'e` qualcosa di simile:
http://www.silviaziche.com/galleria/aliceaquelpaes...
Ma non era quella.
> > Topolino?
>
> No, viene da Comix, era una striscia di Silvia
> Ziche, e la diceva (parecchi anni fa) uno Gnomo
> della Buona Notte o roba del genere. Ah, mi pare
> la serie si chiamasse "Alice A Quel
> Paese".
Ah, ecco, qui c'e` qualcosa di simile:
http://www.silviaziche.com/galleria/aliceaquelpaes...

Ma non era quella.
> Sta frase non mi è nuova. È una citazione da
> Topolino?
No, viene da Comix, era una striscia di Silvia Ziche, e la diceva (parecchi anni fa) uno Gnomo della Buona Notte o roba del genere. Ah, mi pare la serie si chiamasse "Alice A Quel Paese".
> Topolino?
No, viene da Comix, era una striscia di Silvia Ziche, e la diceva (parecchi anni fa) uno Gnomo della Buona Notte o roba del genere. Ah, mi pare la serie si chiamasse "Alice A Quel Paese".
> > > È persino più complicato di noi. 
> >
> > speravo che finalmente avesse trovato la
> > felicita`, e invece no
> >
>
> La felicità non esiste
Io posso farvela trovare!
Felicita`™
La comoda amaca in regalo con 150 punti delle merendine Gnam.
...pero` dovreste darmi una mano a mangiarle.

> >
> > speravo che finalmente avesse trovato la
> > felicita`, e invece no
> >

>
> La felicità non esiste

Io posso farvela trovare!
Felicita`™
La comoda amaca in regalo con 150 punti delle merendine Gnam.
...pero` dovreste darmi una mano a mangiarle.
> > Oh, be', magari mi e` rimasta impressa
> l'immagine
> > della Londra di Mary Poppins e penso che sia un
> > po' tutto cosi`, o che nelle campagne piova
> > sempre.
> >
>
> Ovvero big fail.
No, big conditioning.
> l'immagine
> > della Londra di Mary Poppins e penso che sia un
> > po' tutto cosi`, o che nelle campagne piova
> > sempre.
> >

>
> Ovvero big fail.
No, big conditioning.
> Non so se c'entri con la temperatura, ma la cosa
> principale che non sopporto dell'Italia è - a
> parte gli alberi potati che però ci sono anche in
> Francia, Spagna etc. - il clima generale di
> scazzo per cui tutti vivono bene nel disordine e
> chi vuole ordine, logica, rigore, correttezza,
> esattezza e insiste per averle diventa
> immediatamente un rompicoglioni antipatico a
> tutti, un emarginato, un
> disadattato.
Quoto.
Quanto alla temperatura, boh? Forse dove c'era piu` freddo, tanto tempo fa, si doveva scialare meno per passare gli inverni, e la societa` si disciplinava piu` rigidamente. Ma e` un'ipotesi buttata li`.
> principale che non sopporto dell'Italia è - a
> parte gli alberi potati che però ci sono anche in
> Francia, Spagna etc. - il clima generale di
> scazzo per cui tutti vivono bene nel disordine e
> chi vuole ordine, logica, rigore, correttezza,
> esattezza e insiste per averle diventa
> immediatamente un rompicoglioni antipatico a
> tutti, un emarginato, un
> disadattato.
Quoto.
Quanto alla temperatura, boh? Forse dove c'era piu` freddo, tanto tempo fa, si doveva scialare meno per passare gli inverni, e la societa` si disciplinava piu` rigidamente. Ma e` un'ipotesi buttata li`.
> BLiar.
Interessante gioco di parole.
> Cos'avrebbero di triste posti simili?
>
> [img]http://cache.virtualtourist.com/2499148-Porth
>
> [img]http://www.getusonline.co.uk/eastcornwall/ima
>
> [img]http://www.travelsignposts.com/Devon_Cornwall
>
> [img]http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons
>
> [img]http://lodging4vacations.com/cornwall-england
>
> [img]http://www.hillyardyachts.com/images/Folly%20
Ah!
Oh, be', magari mi e` rimasta impressa l'immagine della Londra di Mary Poppins e penso che sia un po' tutto cosi`, o che nelle campagne piova sempre.
Interessante gioco di parole.

> Cos'avrebbero di triste posti simili?
>
> [img]http://cache.virtualtourist.com/2499148-Porth
>
> [img]http://www.getusonline.co.uk/eastcornwall/ima
>
> [img]http://www.travelsignposts.com/Devon_Cornwall
>
> [img]http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons
>
> [img]http://lodging4vacations.com/cornwall-england
>
> [img]http://www.hillyardyachts.com/images/Folly%20
Ah!
Oh, be', magari mi e` rimasta impressa l'immagine della Londra di Mary Poppins e penso che sia un po' tutto cosi`, o che nelle campagne piova sempre.
> La privacy nei luoghi pubblici non c'è, sei
> spiato ovunque da telecamere. Al lavoro le
> aziende possono fare qualunque cosa, anche
> metterti un apparecchio GPS nella macchina per
> vedere dove vai o inserire una microtelecamera
> nell'ufficio per
> spiarti.
ummm... sul resto non commento, a parte che in generale mi sembra che tu metta a confronto degli aspetti in cui l'Italia parte in vantaggio, come la cucina & le fie. Per la mancanza di privacy, pero`, approvo la maniera inglese anche se sospetto tu stia esagerando un po': nascondere telecamere e GPS ovunque penso risolva molti problemi.
Non mi piacerebbe vivere in Inghilterra, comunque. La vedo triste: clima, gente, posti... Magari visitarla si`, anche per andare a trovare qualche amico di rete, ma viverci no.
> spiato ovunque da telecamere. Al lavoro le
> aziende possono fare qualunque cosa, anche
> metterti un apparecchio GPS nella macchina per
> vedere dove vai o inserire una microtelecamera
> nell'ufficio per
> spiarti.
ummm... sul resto non commento, a parte che in generale mi sembra che tu metta a confronto degli aspetti in cui l'Italia parte in vantaggio, come la cucina & le fie. Per la mancanza di privacy, pero`, approvo la maniera inglese anche se sospetto tu stia esagerando un po': nascondere telecamere e GPS ovunque penso risolva molti problemi.
Non mi piacerebbe vivere in Inghilterra, comunque. La vedo triste: clima, gente, posti... Magari visitarla si`, anche per andare a trovare qualche amico di rete, ma viverci no.
> > tutto merda, tutto schifo.
> > È un atteggiamento tipico dei latini.
>
> No, è che i paesi latini fanno oggettivamente
> schifo sotto molteplici punti di
> vista.
Tendo a quotare, anche a orecchio e se senza cognizione di causa.
Dev'essere il clima che fiacca gli abitanti.
Propongo di lavorare tutti in stanzette condizionate a 18 gradi.
> > È un atteggiamento tipico dei latini.
>
> No, è che i paesi latini fanno oggettivamente
> schifo sotto molteplici punti di
> vista.
Tendo a quotare, anche a orecchio e se senza cognizione di causa.

Dev'essere il clima che fiacca gli abitanti.
Propongo di lavorare tutti in stanzette condizionate a 18 gradi.
Non ho capito la questione di copyright sui colori del maggiolino. Mah...
Comunque, a 'sto punto gli suggerirei di non farlo nemmeno.
E passare direttamente a Martin Mystere.
Comunque, a 'sto punto gli suggerirei di non farlo nemmeno.
E passare direttamente a Martin Mystere.
> > > Se unisci i tubi d'alluminio con dadi e
> bulloni,
> > > sotto sforzo potrebbero
> > > schiacciarsi.
> > >
> > > Proverei a mettere all'interno dei tubi, in
> > > corrispondenza dei fori, dei cilindri di
> legno
> o
> > > metallo come
> > > rinforzo.
Terro` presente.
> > > C'è qualche ingegnere meccanico qui in giro?
Magari c'e` anche, pero` non gli farei mai vedere il progetto e allora non so quanto potrebbe aiutare... comunque, se cede lo rifaccio piu` robusto. Per tentativi, ecco.
> > L'alluminio e comunque piuttosto debole, di
> > solito non si usa materiale cavo proprio per
> > questo..
> >
Mah, un tubo di alluminio di un metro, come quelli che sto usando, si piega solo se ci salto sopra dopo averlo appoggiato per le estremita`: se mi ci metto solo seduto sopra, non si deforma permanentemente. A piegarlo senza scaldarlo non ce la farei mai (non che sia un tipo muscoloso, certo). Il tutto mi fa l'idea che se l'insieme lo progetto benino, tubi piu` corti dovrebbero poter reggere a un'ottantina di chili di forza (sempre che abbia calcolato bene)...
> Magari gli serve un materiale leggero.
...e poco flessibile.
p.s. a proposito dello schiacciamento dei tubi: sto cercando comunque di fare in modo che le principali forze agiscano lungo l'asse del tubo, cioe` in modo da "stirarlo" o comprimerlo, ma non da piegarlo.
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Modificato dall' autore il 19 agosto 2010 15.38
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> bulloni,
> > > sotto sforzo potrebbero
> > > schiacciarsi.
> > >
> > > Proverei a mettere all'interno dei tubi, in
> > > corrispondenza dei fori, dei cilindri di
> legno
> o
> > > metallo come
> > > rinforzo.
Terro` presente.
> > > C'è qualche ingegnere meccanico qui in giro?
Magari c'e` anche, pero` non gli farei mai vedere il progetto e allora non so quanto potrebbe aiutare... comunque, se cede lo rifaccio piu` robusto. Per tentativi, ecco.

> > L'alluminio e comunque piuttosto debole, di
> > solito non si usa materiale cavo proprio per
> > questo..
> >

Mah, un tubo di alluminio di un metro, come quelli che sto usando, si piega solo se ci salto sopra dopo averlo appoggiato per le estremita`: se mi ci metto solo seduto sopra, non si deforma permanentemente. A piegarlo senza scaldarlo non ce la farei mai (non che sia un tipo muscoloso, certo). Il tutto mi fa l'idea che se l'insieme lo progetto benino, tubi piu` corti dovrebbero poter reggere a un'ottantina di chili di forza (sempre che abbia calcolato bene)...
> Magari gli serve un materiale leggero.
...e poco flessibile.
p.s. a proposito dello schiacciamento dei tubi: sto cercando comunque di fare in modo che le principali forze agiscano lungo l'asse del tubo, cioe` in modo da "stirarlo" o comprimerlo, ma non da piegarlo.
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Modificato dall' autore il 19 agosto 2010 15.38
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> > Li hanno visti tutti, io non ho mai visto un
> > cazzo..
> >
>
> Io da piccolo ho visto un disco di Venditti..
Io da piccolo li ho dovuti sentire!
> > cazzo..
> >

>
> Io da piccolo ho visto un disco di Venditti..

Io da piccolo li ho dovuti sentire!
Multiculturalismo a Bruxelles
Ad
https://www.davidicke.com/article/513643/firemen-flee-attacked-migrant-youths-multicultural-molenbeek
“They call us for small fires and attack us while we want to help.”
> Mah figa ogni tanto ..
Non sarebbe male, pero` non so se sarebbe piu` facile saldare l'alluminio.

Non sarebbe male, pero` non so se sarebbe piu` facile saldare l'alluminio.
> Se dovesse andar male in attesa di un'idea
> migliore mi aiuti con l'orologione?
>
Magari si`... avro` di certo acquisito una maggiore esperienza nell'aggeggiare con tubi, bulloni, ESCs e servomeccanismi.
Intanto ho imparato a piegare, scavare e forare tubi per imbullonarli a costituire un telaio... e` gia` qualcosa.
> migliore mi aiuti con l'orologione?
>

Magari si`... avro` di certo acquisito una maggiore esperienza nell'aggeggiare con tubi, bulloni, ESCs e servomeccanismi.

Intanto ho imparato a piegare, scavare e forare tubi per imbullonarli a costituire un telaio... e` gia` qualcosa.
> ho capito cos'è mach3!!
Mark 3.
Cioe` terza versione di qualcosa, ma le prime due non sono mai esistite.
> Ti stai preparando per un'imminente nuova serie
> di Robot
> Wars!!!!1111
In effetti i motori e la circuiteria di controllo sono della NPC Robotics/IVI Robotics... eppure, non e` un robot da combattimento, ne` ha a che fare in qualche modo col fare a botte (tipo esoscheletro potenziato).
Quando ho finito di costruire un prototipo incompleto col quale fare un certo test, vada come vada, vi faccio sapere cos'e`.
Mark 3.
Cioe` terza versione di qualcosa, ma le prime due non sono mai esistite.
> Ti stai preparando per un'imminente nuova serie
> di Robot
> Wars!!!!1111
In effetti i motori e la circuiteria di controllo sono della NPC Robotics/IVI Robotics... eppure, non e` un robot da combattimento, ne` ha a che fare in qualche modo col fare a botte (tipo esoscheletro potenziato).

Quando ho finito di costruire un prototipo incompleto col quale fare un certo test, vada come vada, vi faccio sapere cos'e`.
Boja! 
Ma non e` neanche minimamente interessante come l'orologione.
Oh, dopo ventotto (?)... si` potrebbero essere ventotto, anni mi potrei anche essere un po' annoiato di stare ad aggeggiare col computer. Ora mi attira di piu` aggeggiare con telai di alluminio e attuatori da 140 newton-metro alimentati a 22 volts e... um... 100 ampere.
Casomai anche 150, va'.
Mostruoso, vero?

Ma non e` neanche minimamente interessante come l'orologione.

Oh, dopo ventotto (?)... si` potrebbero essere ventotto, anni mi potrei anche essere un po' annoiato di stare ad aggeggiare col computer. Ora mi attira di piu` aggeggiare con telai di alluminio e attuatori da 140 newton-metro alimentati a 22 volts e... um... 100 ampere.

Casomai anche 150, va'.

Mostruoso, vero?
Arricchimento culturale in Svezia in corso
Ad
https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
> > Ben due, da circa mezzo megabyte l'uno.
>
> Belli pesi!
Oh be', quando parto, parto.
Poi con calma mi rendo conto che e` un pastrocchio: lungo, ma comunque un pastrocchio.
> Ad un certo punto mi son reso conto
> che preferivo scrivere racconti. Magari un giorno
> farò un blog di racconti, perché al momento non
> sono scritti ma solo archiviati come idee. Cioè
> mi viene l'idea, la segno in uno qualunque dei
> miei millemila file di appunti e resta seppellita
> lì.
No no, io ho le tipiche ispirazioni folgoranti e mi butto subito a pesce, senza paura, sulla stesura kolossal. Ha sempre funzionato cosi` anche per il software, e ultimamente anche per l'hardware: mica mi sono messo a ragionare su quanta cacchio di esperienza, manualita`, o quali ostacoli ci fossero a realizzare nella pratica quel congegno. Tendo a pensare che in qualche modo faro` e improvviso molto.
> Farlo come lavoro nemmeno ci penso. Perché... ehm
> le mie idee sul lavoro sono note, e poi chi li
> leggerebbe? Fare lo scrittore per lavoro tramite
> un editore richiede di sostenere dei ritmi di
> produzione, e queste cose mi
> deprimono.
Si`, qui e` lo stesso. A me basterebbe pubblicarlo su internet, come semplice collezione di pagine web, e lasciarlo ai posteri; avevo questa intenzione anche coi precedenti libri, prima di scartarli per manifesta impresentabilita`.
> Oltretutto i miei libri sarebbero diretti a un
> pubblico di lettori a me simili, cioè lo 0,0001%
> della popolazione. Farlo per lucro è fuori
> discussione.
Mah, i miei non saprei. Non sono proprio telenovele e quanto a stile, credo di saper trascinare i lettori nella storia; il mio problema e` che di solito manca la storia.
> Dev'esserci di mezzo qualche difetto di
> progettazione. Probabilmente il modo migliore
> sarebbe figurarsi la trama, scriverne un sunto,
> stendere una scaletta di capitoli in progetto
> nella quale inserire ciò che viene in mente.
Nel 2006, per il secondo libro feci qualcosa del genere, anche se tenni a mente la scaletta. L'unica cosa che non pianificai - tah dah - fu il finale, sul quale appunto inciampai. Pero` questo modo di fare, in fondo, non mi piace: se sapessi gia` per filo e per segno cosa deve succedere e come va a finire, poi non lo scriverei perche` mi diventerebbe una specie di lavoro da fare e basta.
> Invece scrivo frasi e brani alla rinfusa prima di
> avere in mente una trama, e infatti questo metodo
> non ha mai prodotto
> risultati.
Per me funzionicchia: il risultato finale cede solo in qualche aspetto. Comunque non posso fare altrimenti, se no l'attivita` non m'ispira. Ci arrivo abbastanza vicino, a un risultato decente. Riguardo a quello che non va, alla fine tendo a dare la colpa a un qualche blocco creativo o cedimento dell'ispirazione.
> Però mi piacerebbe essere più bravo a ideare
> trame: le mie sembrano dismostrazioni
> matematiche.
A parte il secondo tentativo, le mie si articolano un po' come capita: una volta partito, butto nell'universo narrativo diversi avvenimenti e personaggi che vivono in effetti una vita propria, e mi limito a descriverne le interazioni. Un po' come far partire un simulatore e stare a vedere, ma di solito non sono io a guidare la "realta`" del libro: e` l'esatto contrario.
A proposito di descrizioni, una cosa che mi piace fare ma che temo risulti noiosa e` dilungarmi un po' nelle descrizioni degli ambienti. Cerco di bilanciarle, ma non mi limito quasi mai a descrivere l'indispensabile: mi piace trasmettere un'immagine precisa della scena, specie se si tratta di un ambiente chiave. Nei dialoghi, raramente scrivo solo quel che viene detto: aggiungo dettagli su gestualita`, espressioni, riflessioni, eccetera. Il libro attuale e` il nec plus ultra di uno stile "simulativo", portato alle estreme conseguenze: in 180 KB descrive un po' piu` di mezza giornata di trama, praticamente in tempo reale, in soggettiva e col punto di vista attaccato con la colla a un protagonista che non molla mai. Mi rendo conto che e` un'impresa riuscire a non annoiare scrivendo in questo modo, dato che non mi permetto di fare stacchi nella storia o di alternare le inquadrature. Ma mi piace sfidarmi a farlo, e poi ha il vantaggio di essere uno stile MOLTO atmosferico: e` come andare a vedere Cloverfield, meno i punti in cui la telecamera viene spenta.
>
> Belli pesi!
Oh be', quando parto, parto.
Poi con calma mi rendo conto che e` un pastrocchio: lungo, ma comunque un pastrocchio.
> Ad un certo punto mi son reso conto
> che preferivo scrivere racconti. Magari un giorno
> farò un blog di racconti, perché al momento non
> sono scritti ma solo archiviati come idee. Cioè
> mi viene l'idea, la segno in uno qualunque dei
> miei millemila file di appunti e resta seppellita
> lì.
No no, io ho le tipiche ispirazioni folgoranti e mi butto subito a pesce, senza paura, sulla stesura kolossal. Ha sempre funzionato cosi` anche per il software, e ultimamente anche per l'hardware: mica mi sono messo a ragionare su quanta cacchio di esperienza, manualita`, o quali ostacoli ci fossero a realizzare nella pratica quel congegno. Tendo a pensare che in qualche modo faro` e improvviso molto.
> Farlo come lavoro nemmeno ci penso. Perché... ehm
> le mie idee sul lavoro sono note, e poi chi li
> leggerebbe? Fare lo scrittore per lavoro tramite
> un editore richiede di sostenere dei ritmi di
> produzione, e queste cose mi
> deprimono.
Si`, qui e` lo stesso. A me basterebbe pubblicarlo su internet, come semplice collezione di pagine web, e lasciarlo ai posteri; avevo questa intenzione anche coi precedenti libri, prima di scartarli per manifesta impresentabilita`.
> Oltretutto i miei libri sarebbero diretti a un
> pubblico di lettori a me simili, cioè lo 0,0001%
> della popolazione. Farlo per lucro è fuori
> discussione.
Mah, i miei non saprei. Non sono proprio telenovele e quanto a stile, credo di saper trascinare i lettori nella storia; il mio problema e` che di solito manca la storia.
> Dev'esserci di mezzo qualche difetto di
> progettazione. Probabilmente il modo migliore
> sarebbe figurarsi la trama, scriverne un sunto,
> stendere una scaletta di capitoli in progetto
> nella quale inserire ciò che viene in mente.
Nel 2006, per il secondo libro feci qualcosa del genere, anche se tenni a mente la scaletta. L'unica cosa che non pianificai - tah dah - fu il finale, sul quale appunto inciampai. Pero` questo modo di fare, in fondo, non mi piace: se sapessi gia` per filo e per segno cosa deve succedere e come va a finire, poi non lo scriverei perche` mi diventerebbe una specie di lavoro da fare e basta.
> Invece scrivo frasi e brani alla rinfusa prima di
> avere in mente una trama, e infatti questo metodo
> non ha mai prodotto
> risultati.
Per me funzionicchia: il risultato finale cede solo in qualche aspetto. Comunque non posso fare altrimenti, se no l'attivita` non m'ispira. Ci arrivo abbastanza vicino, a un risultato decente. Riguardo a quello che non va, alla fine tendo a dare la colpa a un qualche blocco creativo o cedimento dell'ispirazione.
> Però mi piacerebbe essere più bravo a ideare
> trame: le mie sembrano dismostrazioni
> matematiche.
A parte il secondo tentativo, le mie si articolano un po' come capita: una volta partito, butto nell'universo narrativo diversi avvenimenti e personaggi che vivono in effetti una vita propria, e mi limito a descriverne le interazioni. Un po' come far partire un simulatore e stare a vedere, ma di solito non sono io a guidare la "realta`" del libro: e` l'esatto contrario.
A proposito di descrizioni, una cosa che mi piace fare ma che temo risulti noiosa e` dilungarmi un po' nelle descrizioni degli ambienti. Cerco di bilanciarle, ma non mi limito quasi mai a descrivere l'indispensabile: mi piace trasmettere un'immagine precisa della scena, specie se si tratta di un ambiente chiave. Nei dialoghi, raramente scrivo solo quel che viene detto: aggiungo dettagli su gestualita`, espressioni, riflessioni, eccetera. Il libro attuale e` il nec plus ultra di uno stile "simulativo", portato alle estreme conseguenze: in 180 KB descrive un po' piu` di mezza giornata di trama, praticamente in tempo reale, in soggettiva e col punto di vista attaccato con la colla a un protagonista che non molla mai. Mi rendo conto che e` un'impresa riuscire a non annoiare scrivendo in questo modo, dato che non mi permetto di fare stacchi nella storia o di alternare le inquadrature. Ma mi piace sfidarmi a farlo, e poi ha il vantaggio di essere uno stile MOLTO atmosferico: e` come andare a vedere Cloverfield, meno i punti in cui la telecamera viene spenta.
Potresti prendere il serbatoio a martellate fino a scolpirci un paio di concavita` in grado di ospitare le palle; in alternativa, la castrazione potrebbe essere una via.
> Anche tu hai iniziato libri che non hai mai
> finito? Purtroppo le mie trame sono dritte come
> rette, e per un wannabe-scrittore è un bel
> problema.
Ben due, da circa mezzo megabyte l'uno.
Tre con l'attuale, incompleto perche` iniziato da poco: l'attuale potrebbe arrivare alla fine, soprattutto perche` non scommetterei un centesimo sulla possibilita` di completarlo. Per quanto riguarda gli altri, ero convintissimo che li avrei portati a un livello che avrei considerato leggibile, per poi arenarmi inesorabilmente dopo aver scritto chilometri di roba da buttare.
Il primo non aveva una trama: era un accozzaglia di avvenimenti piu` o meno legati da un debole filo conduttore; a tratti poteva essere entusiasmante, ma alla lunga credo sarebbe risultato noioso ai piu`. Il secondo aveva una trama complessa, molto complessa: pure troppo, tanto che ne ho perse le fila e quella e` terminata in un finale deludente buttato li` in fretta e furia; m'ero promesso di trovare un finale migliore ma poi non l'ho mai fatto. Il terzo lo sto scrivendo dal 12 luglio scorso, al momento sono intorno ai 180 kilobytes. E` una quasi-autobiografia (o forse un autobiografia alternativa, o magari anche un modo di riscrivere la propria vita) condita di effetti speciali; di per se` non sta venendo male, credo, pero` scriverlo mi rende nervoso, vuoi per la nostalgia da morsa allo stomaco che provo ripensando ai miei 14 anni pre-nevrotici, vuoi perche` le incongruenze tra il mio presente e quello del mio alter-ego mi rendono un po' invidioso dell'alter. L'ultimo post in 4000 mornings no dawn parla appunto di quella roba che mi affligge quando scrivo 'sto libro. Dopo un avvio rapido, purtroppo in questo periodo ne scrivo forse una paginetta o due al giorno e i personaggi stanno cazzeggiando molto, ma forse in modi non noiosi. Il difficile e` appunto l'evitare di renderlo noioso anche se non c'e` nessuno che deve salvare il mondo, il Vaticano o roba del genere, ecco.
> finito? Purtroppo le mie trame sono dritte come
> rette, e per un wannabe-scrittore è un bel
> problema.
Ben due, da circa mezzo megabyte l'uno.
Tre con l'attuale, incompleto perche` iniziato da poco: l'attuale potrebbe arrivare alla fine, soprattutto perche` non scommetterei un centesimo sulla possibilita` di completarlo. Per quanto riguarda gli altri, ero convintissimo che li avrei portati a un livello che avrei considerato leggibile, per poi arenarmi inesorabilmente dopo aver scritto chilometri di roba da buttare.
Il primo non aveva una trama: era un accozzaglia di avvenimenti piu` o meno legati da un debole filo conduttore; a tratti poteva essere entusiasmante, ma alla lunga credo sarebbe risultato noioso ai piu`. Il secondo aveva una trama complessa, molto complessa: pure troppo, tanto che ne ho perse le fila e quella e` terminata in un finale deludente buttato li` in fretta e furia; m'ero promesso di trovare un finale migliore ma poi non l'ho mai fatto. Il terzo lo sto scrivendo dal 12 luglio scorso, al momento sono intorno ai 180 kilobytes. E` una quasi-autobiografia (o forse un autobiografia alternativa, o magari anche un modo di riscrivere la propria vita) condita di effetti speciali; di per se` non sta venendo male, credo, pero` scriverlo mi rende nervoso, vuoi per la nostalgia da morsa allo stomaco che provo ripensando ai miei 14 anni pre-nevrotici, vuoi perche` le incongruenze tra il mio presente e quello del mio alter-ego mi rendono un po' invidioso dell'alter. L'ultimo post in 4000 mornings no dawn parla appunto di quella roba che mi affligge quando scrivo 'sto libro. Dopo un avvio rapido, purtroppo in questo periodo ne scrivo forse una paginetta o due al giorno e i personaggi stanno cazzeggiando molto, ma forse in modi non noiosi. Il difficile e` appunto l'evitare di renderlo noioso anche se non c'e` nessuno che deve salvare il mondo, il Vaticano o roba del genere, ecco.