Immacolata concezione
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> Se è arrivato a capire che l'uguale tempo di
> percorrenza è un argomento erroneo,
Quello l'avevo capito anch'io, o meglio, letto a suo tempo sulla wiki, infatti nel relativo thread l'avevo fatto notare prima che lui scrivesse la sua critica.
> una certa
> preparazione la deve
> avere.
E` possibile, ma temo che il campo dell'ala battente sia ancora un bel po' pionieristico. Anche se sei appassionato di aerodinamica dell'ala fissa, un arnese come l'Argent e` molto meno... boh, come dire... "progettabile a tavolino" da un tizio a caso (ingegnere aeronautico o meno, il problema temo sia proprio lungo e complicatissimo dal punto di vista teorico). La mia impressione e` che una cosa del genere, a meno di avere supercomputers per simulazioni, attrezzature per produrre numerosi modelli in scala 1:13, industrie disponibili per la prototipizzazione, insomma a meno di essere veramente la NASA, vada piu` provata che calcolata, e poi rifinita per aggiustamenti progressivi. Gli altri (UTIAS, Snowbird...) hanno semplificato di molto il problema rendendo le ali semirigide; io ho giustamente preso la strada piu` assurda.
> percorrenza è un argomento erroneo,
Quello l'avevo capito anch'io, o meglio, letto a suo tempo sulla wiki, infatti nel relativo thread l'avevo fatto notare prima che lui scrivesse la sua critica.
> una certa
> preparazione la deve
> avere.
E` possibile, ma temo che il campo dell'ala battente sia ancora un bel po' pionieristico. Anche se sei appassionato di aerodinamica dell'ala fissa, un arnese come l'Argent e` molto meno... boh, come dire... "progettabile a tavolino" da un tizio a caso (ingegnere aeronautico o meno, il problema temo sia proprio lungo e complicatissimo dal punto di vista teorico). La mia impressione e` che una cosa del genere, a meno di avere supercomputers per simulazioni, attrezzature per produrre numerosi modelli in scala 1:13, industrie disponibili per la prototipizzazione, insomma a meno di essere veramente la NASA, vada piu` provata che calcolata, e poi rifinita per aggiustamenti progressivi. Gli altri (UTIAS, Snowbird...) hanno semplificato di molto il problema rendendo le ali semirigide; io ho giustamente preso la strada piu` assurda.
> Avevo suggerito anche di indossare una tuta da
> motociclista con le protezioni, non
> dimenticartela.
Mah, una volta stabilito che il telaio regge, il resto non mi fa granche` paura.
> Comunque puoi chiedere all'ingegnere / futuro
> ingegnere aeronautico che ne pensa.
>

Se intendi quello che parlava di angoli d'incidenza e portanza, mi e` sembrato piu` uno che si interessasse del pilotaggio, piu` che dello sviluppo, di velivoli.
> motociclista con le protezioni, non
> dimenticartela.
Mah, una volta stabilito che il telaio regge, il resto non mi fa granche` paura.
> Comunque puoi chiedere all'ingegnere / futuro
> ingegnere aeronautico che ne pensa.
>


Se intendi quello che parlava di angoli d'incidenza e portanza, mi e` sembrato piu` uno che si interessasse del pilotaggio, piu` che dello sviluppo, di velivoli.
Il coraggio degli asiatici
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Cinesi salvano Gatto Selvaggio da sicuro annegamento, altro che musulmani!
> > > la prossima volta che ti senti incazzato
> lancia
> > > te stesso dalla finestra con l'argentavis
> sulle
> > > spalle.
> >
> > um... non e` ancora indossabile; anzi, ho in
> > parte smontato il telaio per applicare rinforzi.
> > Comunque, la mia finestra e` a tre metri dal
> > prato del giardino: non serve.
> >
>
> btw ma tu sei propriosicuro che sia umanamente
> possibile resistere agli scossoni che ti deve
> dare quel coso quando ce l'hai sulla schiena ed
> accendi il motore? cioè il discorso di flappare a
> quella frequenza a me sembra porti a dover
> sopportare lungo la spina dorsale non poche
> sollecitazioni.
Il dubbio piu` grande resta quello del "ma il telaio resiste a 'ste forze"? Sto cercando di corazzarlo un po' di piu`. Per gli scossoni, be', idealmente ho preso un paio di precauzioni: ammortizzare la fine della corsa delle ali in downstroke (anche perche` senno` le sezioni esterne si rompono in decelerazione) e applicare uno schienale di gommapiuma tra il telaio e la schiena di chi lo indossa. Idealmente, perche` ancora non sono arrivato a sviluppare quelle rifiniture.
Al momento sto lavorando con dei tubi in Inox: l'asse tra le teste a snodo e` ora d'acciaio, calibro 25 e spessore 2 millimetri (25x2), e l'asse di battuta, ricurvo, e` acciaio 30x1,5 con dentro un estruso di alluminio 25x4 che sporge dal rivestimento d'acciaio con due estremita` ricurve lunghe 16 centimetri ciascuna; le due estremita` del rivestimento d'acciaio sono fissate al resto del telaio, mentre le estremita` di alluminio sono libere (perche` non posso piegare l'acciaio) per quei 16 centimetri. La formula della deflessione dice che fletteranno fino a 4 millimetri sotto al carico di lavoro (circa 300 chili), il che sperimentalmente e` risultato circa 6 volte meno di quanto necessario a deformare permanentemente (nella morsa) il tubo 25x4. Dovrebbero reggere. Poi devo rinforzare gli agganci delle puleggie alla fine dell'asse di battuta, rivestendo anche quei punti con manicotti d'Inox. E anche raddoppiare certe parti della gabbia dei motori. Il tutto per via di una piccola svista sulla valutazione del carico di lavoro (300kg invece di 220), conseguente ad aver sbagliato l'integrazione del centro di pressione di.. um... ehm... appena un lieve MEZZO METRO. Cose che capitano. Sono sicuro che capitano anche alla NASA.
> Io comunque lo voglio provare, non dimenticartelo
Ok, ma dopo.
Prima faccio le prove senza pilota per vedere se si rompe tutto o meno, e poi lo provo io.
> lancia
> > > te stesso dalla finestra con l'argentavis
> sulle
> > > spalle.
> >
> > um... non e` ancora indossabile; anzi, ho in
> > parte smontato il telaio per applicare rinforzi.
> > Comunque, la mia finestra e` a tre metri dal
> > prato del giardino: non serve.
> >

>
> btw ma tu sei propriosicuro che sia umanamente
> possibile resistere agli scossoni che ti deve
> dare quel coso quando ce l'hai sulla schiena ed
> accendi il motore? cioè il discorso di flappare a
> quella frequenza a me sembra porti a dover
> sopportare lungo la spina dorsale non poche
> sollecitazioni.
Il dubbio piu` grande resta quello del "ma il telaio resiste a 'ste forze"? Sto cercando di corazzarlo un po' di piu`. Per gli scossoni, be', idealmente ho preso un paio di precauzioni: ammortizzare la fine della corsa delle ali in downstroke (anche perche` senno` le sezioni esterne si rompono in decelerazione) e applicare uno schienale di gommapiuma tra il telaio e la schiena di chi lo indossa. Idealmente, perche` ancora non sono arrivato a sviluppare quelle rifiniture.
Al momento sto lavorando con dei tubi in Inox: l'asse tra le teste a snodo e` ora d'acciaio, calibro 25 e spessore 2 millimetri (25x2), e l'asse di battuta, ricurvo, e` acciaio 30x1,5 con dentro un estruso di alluminio 25x4 che sporge dal rivestimento d'acciaio con due estremita` ricurve lunghe 16 centimetri ciascuna; le due estremita` del rivestimento d'acciaio sono fissate al resto del telaio, mentre le estremita` di alluminio sono libere (perche` non posso piegare l'acciaio) per quei 16 centimetri. La formula della deflessione dice che fletteranno fino a 4 millimetri sotto al carico di lavoro (circa 300 chili), il che sperimentalmente e` risultato circa 6 volte meno di quanto necessario a deformare permanentemente (nella morsa) il tubo 25x4. Dovrebbero reggere. Poi devo rinforzare gli agganci delle puleggie alla fine dell'asse di battuta, rivestendo anche quei punti con manicotti d'Inox. E anche raddoppiare certe parti della gabbia dei motori. Il tutto per via di una piccola svista sulla valutazione del carico di lavoro (300kg invece di 220), conseguente ad aver sbagliato l'integrazione del centro di pressione di.. um... ehm... appena un lieve MEZZO METRO. Cose che capitano. Sono sicuro che capitano anche alla NASA.

> Io comunque lo voglio provare, non dimenticartelo
Ok, ma dopo.

Prima faccio le prove senza pilota per vedere se si rompe tutto o meno, e poi lo provo io.
> la prossima volta che ti senti incazzato lancia
> te stesso dalla finestra con l'argentavis sulle
> spalle.
um... non e` ancora indossabile; anzi, ho in parte smontato il telaio per applicare rinforzi. Comunque, la mia finestra e` a tre metri dal prato del giardino: non serve.
> te stesso dalla finestra con l'argentavis sulle
> spalle.
um... non e` ancora indossabile; anzi, ho in parte smontato il telaio per applicare rinforzi. Comunque, la mia finestra e` a tre metri dal prato del giardino: non serve.
> > Da quando ha preso quella bottarella di stizza
>
> Non ho mai capito la mania di picchiare la
> tastiera. La mia non l'ho mai picchiata, e dire
> che sono abbastanza
> stizzoso.
Per capirla, non l'ho mai capita neanch'io. In generale, se sono incazzato nei confronti di un bersaglio non specifico, me la prendo con gli oggetti: probabilmente la tastiera non ha un ruolo paricolare ma e` una cosa che ho spesso sotto le mani. L'anno scorso stritolai il mouse, come interessante variazione. Indietro nel tempo, ci sono anche stati uno scanner hand-held tirato per terra, il CD di "Windows 95 aggiornamento" ai tempi del passaggio da DOS a Win95 che fu anch'esso stritolato insieme al caddy del lettore CD, ma anche tavolini ribaltati, quadri e finestre rotte, lampade a piantana tirate nei muri...
>
> Non ho mai capito la mania di picchiare la
> tastiera. La mia non l'ho mai picchiata, e dire
> che sono abbastanza
> stizzoso.
Per capirla, non l'ho mai capita neanch'io. In generale, se sono incazzato nei confronti di un bersaglio non specifico, me la prendo con gli oggetti: probabilmente la tastiera non ha un ruolo paricolare ma e` una cosa che ho spesso sotto le mani. L'anno scorso stritolai il mouse, come interessante variazione. Indietro nel tempo, ci sono anche stati uno scanner hand-held tirato per terra, il CD di "Windows 95 aggiornamento" ai tempi del passaggio da DOS a Win95 che fu anch'esso stritolato insieme al caddy del lettore CD, ma anche tavolini ribaltati, quadri e finestre rotte, lampade a piantana tirate nei muri...
> questo spende 60 a tastiera e gli da pure le
> bottarelle..
>
Hai ragione.
Pero` boja che memoria, ricordi ancora che l'avevo pagata sui 60 euri.
> bottarelle..
>

Hai ragione.

Pero` boja che memoria, ricordi ancora che l'avevo pagata sui 60 euri.
Quando sei parte di una minoranza in via d'estinzione
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ma se vuoi difendere la tua etnia e le tue terre sei "razzista"
> Mi sa che mi devo fare un nuovo account.
Io ho provato a farne uno ora.
Ma non funziona.
Dice che la combinazione nick+password e` sbagliata, ma non e` vero.
Io ho provato a farne uno ora.

Ma non funziona.

Dice che la combinazione nick+password e` sbagliata, ma non e` vero.
> > Questo è per frenare, lo fanno anche gli
> uccelli.
>
> Assolutamente no!
>
> [...]
>
> Quando l'aereo giunge sopra la pista, il pilota
> toglie completamente il motore. Cosa succede
> quindi? Che la velocità diminuisce ancora di più.
> E sempre per via della nostra bella formula della
> portanza, bisogna intervenire per far sì che
> l'aereo non vada giù come un sasso. I flaps sono
> già etesi al massimo, quindi l'unica cosa che si
> può fare è alzare ancora di più il muso. Se il
> muso era già sollevato in approach, ecco che
> nell'atterraggio effetivo lo è ancora di
> più.
>
> Questa manovra, motori al minimo + alzamento del
> muso, viene detta "richiamo". È una manovra che
> serve a diminurie il più possibile il rateo di
> discesa prima di toccare la pista. Se il pilota è
> bravo, riesce a far arrivare l'aereo
> sfiorato.
In fondo, in questa fase mi sembra abbastanza analogo a quello che diceva quello di sopra: gli uccelli non hanno motori in rotazione/propulsione continua, ma generano propulsione solo battendo le ali, per poi proseguire per inerzia. In fase d'atterraggio fanno anche loro questo "richiamo": aumentano l'angolo d'incidenza per cedere un po' di velocita` in cambio di un po' di portanza, quindi in effetti lo fanno per rallentare, sia in termini di velocita` orizzontale che di velocita` di caduta.
Possono anche fare cose che gli aerei non fanno: battere le ali controvento per frenare piu` in fretta e fermarsi in uno spazio ridottissimo, oppure riprendersi da uno stallo, o anche generare stalli volontariamente per fermarsi di botto e virare quasi a raggio zero... altro che ala stoccafissa!
> uccelli.
>
> Assolutamente no!
>
> [...]
>
> Quando l'aereo giunge sopra la pista, il pilota
> toglie completamente il motore. Cosa succede
> quindi? Che la velocità diminuisce ancora di più.
> E sempre per via della nostra bella formula della
> portanza, bisogna intervenire per far sì che
> l'aereo non vada giù come un sasso. I flaps sono
> già etesi al massimo, quindi l'unica cosa che si
> può fare è alzare ancora di più il muso. Se il
> muso era già sollevato in approach, ecco che
> nell'atterraggio effetivo lo è ancora di
> più.
>
> Questa manovra, motori al minimo + alzamento del
> muso, viene detta "richiamo". È una manovra che
> serve a diminurie il più possibile il rateo di
> discesa prima di toccare la pista. Se il pilota è
> bravo, riesce a far arrivare l'aereo
> sfiorato.
In fondo, in questa fase mi sembra abbastanza analogo a quello che diceva quello di sopra: gli uccelli non hanno motori in rotazione/propulsione continua, ma generano propulsione solo battendo le ali, per poi proseguire per inerzia. In fase d'atterraggio fanno anche loro questo "richiamo": aumentano l'angolo d'incidenza per cedere un po' di velocita` in cambio di un po' di portanza, quindi in effetti lo fanno per rallentare, sia in termini di velocita` orizzontale che di velocita` di caduta.
Possono anche fare cose che gli aerei non fanno: battere le ali controvento per frenare piu` in fretta e fermarsi in uno spazio ridottissimo, oppure riprendersi da uno stallo, o anche generare stalli volontariamente per fermarsi di botto e virare quasi a raggio zero... altro che ala stoccafissa!
> Intendevo dire che in volo rovesciato la cloche
> (comando che regola l'assetto) va trattata al
> contrario.
>
> Quindi correggo: in volo rovesciato non è che
> devi picchiare il muso, ma semplicemente devi
> trattare la cloche come se volessi picchiare (in
> volo normale). Piloti l'aereo al contrario!
>
Sapessi per guidare un elicottero al contrario, altro che cloche!
Devi trattare sia il ciclico che il collettivo al contrario: quando vuoi andare a destra, sposti per andare a sinistra, avanti diventa indietro, su diventa giu`.
> (comando che regola l'assetto) va trattata al
> contrario.
>
> Quindi correggo: in volo rovesciato non è che
> devi picchiare il muso, ma semplicemente devi
> trattare la cloche come se volessi picchiare (in
> volo normale). Piloti l'aereo al contrario!
>

Sapessi per guidare un elicottero al contrario, altro che cloche!

Devi trattare sia il ciclico che il collettivo al contrario: quando vuoi andare a destra, sposti per andare a sinistra, avanti diventa indietro, su diventa giu`.
>
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_lug 
> >
> >
>
> Con quello che lo paghi dovrebbe farti anche i
> pompini..
>
L'iPad2 fa gia` un mucchio di cose!

> >
> >

>
> Con quello che lo paghi dovrebbe farti anche i
> pompini..
>

L'iPad2 fa gia` un mucchio di cose!

Se si continua a sostenere che ci sara` il lancio da una rupe, poi va a finire che il pubblico resta deluso.
> gli ingegneri capiscono perfettamente un tubo.
http://www.calculatoredge.com/civil%20engg%20calcu...
http://www.calculatoredge.com/civil%20engg%20calcu...
Gia` che ci sei, sai mica come si traduce "camber" (l'asimmetria del profilo alare)?
> complimenti, ora mi è venuta la famazza ma non
> posso nutrirmi a quest'ora!
Strana creatura.
Non puo` nutrirsi in determinati momenti.
> posso nutrirmi a quest'ora!

Strana creatura.
Non puo` nutrirsi in determinati momenti.
Io sono impegnato nella digestione della raviolata delle 3 di notte. Cioe` otto ravioloni col prosciutto, annegati nella crema formata da mezz'etto di burro & mezzo di grana. Buttati giu` con una lattina di Fanta. 
Prossimo spuntino verso le 5 o le 6.
Probabilmente due Camille con uno strato di Nutella nel mezzo.

Prossimo spuntino verso le 5 o le 6.
Probabilmente due Camille con uno strato di Nutella nel mezzo.
> > > > L'angolo d'incidenza e` quello fisso tra la
> > > linea
> > > > di corda e l'asse longitudinale della
> > fusoliera;
> > > > l'angolo di attacco e` quello che puo`
> variare
> > > > quando il muso si alza o si abbassa.
> > > >
> > >
> > > In inglese è come dici tu...
> > >
> > > Inglese
> > >
> > > Angle of attack= l'angolo tra l'ala e il vento
> > > relativo
> > >
> > > Angle of incidence= quello che dici tu in
> > italiano
> > >
> > >
> > > Italiano
> > >
> > > Angolo di incidenza= anle of attack
> > >
> > > E l'angolo di incidenza?
> > >
> > > In italiano si dice: angolo di calettamento.
> >
> > Gah!
> >
> > E` che su internet si trova parecchia piu` roba
> > in
> > inglese.
> > E io ho studiato su internet.
>
> pure te il turno del pipistrello?
Ah be', io ho cominciato ieri un "turn around the clock" che non facevo da circa un anno. Al momento mi alzo alle 6 del pomeriggio e vado a letto verso le undici di mattina; ma domani saro` scivolato un'oretta in avanti, e cosi` via ogni giorno fino a rimettermi in sincrono. Fino a un anno fa, mi succedeva piu` o meno ogni due mesi, poi non ho piu` avuto voglia perche` di notte, da solo, mi spallavo, e comunque non potevo imbullonare, tagliare, martellare eccetera. Ma non credo che lo ripetero` di frequente come facevo prima.
> > > linea
> > > > di corda e l'asse longitudinale della
> > fusoliera;
> > > > l'angolo di attacco e` quello che puo`
> variare
> > > > quando il muso si alza o si abbassa.
> > > >

> > >
> > > In inglese è come dici tu...
> > >
> > > Inglese
> > >
> > > Angle of attack= l'angolo tra l'ala e il vento
> > > relativo
> > >
> > > Angle of incidence= quello che dici tu in
> > italiano
> > >
> > >
> > > Italiano
> > >
> > > Angolo di incidenza= anle of attack
> > >
> > > E l'angolo di incidenza?
> > >
> > > In italiano si dice: angolo di calettamento.
> >
> > Gah!
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> > E` che su internet si trova parecchia piu` roba
> > in
> > inglese.
> > E io ho studiato su internet.

>
> pure te il turno del pipistrello?

Ah be', io ho cominciato ieri un "turn around the clock" che non facevo da circa un anno. Al momento mi alzo alle 6 del pomeriggio e vado a letto verso le undici di mattina; ma domani saro` scivolato un'oretta in avanti, e cosi` via ogni giorno fino a rimettermi in sincrono. Fino a un anno fa, mi succedeva piu` o meno ogni due mesi, poi non ho piu` avuto voglia perche` di notte, da solo, mi spallavo, e comunque non potevo imbullonare, tagliare, martellare eccetera. Ma non credo che lo ripetero` di frequente come facevo prima.
> > > L'angolo d'incidenza e` quello fisso tra la
> > linea
> > > di corda e l'asse longitudinale della
> fusoliera;
> > > l'angolo di attacco e` quello che puo` variare
> > > quando il muso si alza o si abbassa.
> > >
> >
> > In inglese è come dici tu...
> >
> > Inglese
> >
> > Angle of attack= l'angolo tra l'ala e il vento
> > relativo
> >
> > Angle of incidence= quello che dici tu in
> italiano
> >
> >
> > Italiano
> >
> > Angolo di incidenza= anle of attack
> >
> > E l'angolo di incidenza?
> >
> > In italiano si dice: angolo di calettamento.
>
> Gah!
>
> E` che su internet si trova parecchia piu` roba
> in
> inglese.
> E io ho studiato su internet.
ROTFL
la cosa buffa e` che la wiki italiana dice, in prposito dell'angolo di attacco, che "Non va scambiato con l'angolo di calettamento, (in inglese chiamato Angle of incidence, fatto che dà luogo a non rara confusione)", per poi dirottare il collegamento in corrispondenza delle parole "angolo di calettamento" a un articolo che s'intitola "angolo d'incidenza" e che continua a chiamarlo angolo d'incidenza; lo stesso articolo prosegue poi nel differenziare le due grandezze in accordo alla notazione anglofona: "L'angolo d'incidenza, che è una grandezza fissa, progettuale del veivolo, si differenzia dall' angolo di attacco che invece è l'angolo formato dalla corda dell'ala con il flusso dell'aria in volo, una grandezza che varia nelle varie fasi del volo."
C'e` un casino dell'80...
> > linea
> > > di corda e l'asse longitudinale della
> fusoliera;
> > > l'angolo di attacco e` quello che puo` variare
> > > quando il muso si alza o si abbassa.
> > >

> >
> > In inglese è come dici tu...
> >
> > Inglese
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> > Angle of attack= l'angolo tra l'ala e il vento
> > relativo
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> > Angle of incidence= quello che dici tu in
> italiano
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> > Italiano
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> > Angolo di incidenza= anle of attack
> >
> > E l'angolo di incidenza?
> >
> > In italiano si dice: angolo di calettamento.
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> Gah!
>
> E` che su internet si trova parecchia piu` roba
> in
> inglese.
> E io ho studiato su internet.

ROTFL
la cosa buffa e` che la wiki italiana dice, in prposito dell'angolo di attacco, che "Non va scambiato con l'angolo di calettamento, (in inglese chiamato Angle of incidence, fatto che dà luogo a non rara confusione)", per poi dirottare il collegamento in corrispondenza delle parole "angolo di calettamento" a un articolo che s'intitola "angolo d'incidenza" e che continua a chiamarlo angolo d'incidenza; lo stesso articolo prosegue poi nel differenziare le due grandezze in accordo alla notazione anglofona: "L'angolo d'incidenza, che è una grandezza fissa, progettuale del veivolo, si differenzia dall' angolo di attacco che invece è l'angolo formato dalla corda dell'ala con il flusso dell'aria in volo, una grandezza che varia nelle varie fasi del volo."
C'e` un casino dell'80...
