Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-29 11:02:00.0 alle 2007-06-29 11:02:00.0
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- Scritto da:
> Magari dice sul serio quando parla di se**e in
> compagnia..
>

>
Ti va di scoprirlo?
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-28 20:30:00.0 alle 2007-06-28 20:30:00.0
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- Scritto da:
> meglio CDP che deviati e pervertiti. Comunque
> errare è umano, perserverare è diabolico. Tu
> perseveri nella tua vita contro natura ma
> soprattutto rompi il cazzo a nastro a tutti
> noi.
Fatti l'antirabbica, stai sbavando ovunque.
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-28 20:20:00.0 alle 2007-06-28 20:20:00.0
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che mi diventate tutti CDP.
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-28 14:12:00.0 alle 2007-06-28 14:12:00.0
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Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Scritto da
Wakko Warner
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il 2007-06-28 13:25:00.0 alle 2007-06-28 13:25:00.0
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- Scritto da:
> Tu non hai mai avuto a che fare con bambini in
> vita tua (per fortuna
> loro).
Mi avvalgo del quinto emendamento poiché la risposta a questa affermazione potrebbe incriminarmi.
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-28 13:23:00.0 alle 2007-06-28 13:23:00.0
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- Scritto da:
> anche qualche ceffone (da
> parte della madre)
Perché da parte della madre?
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-28 13:21:00.0 alle 2007-06-28 13:21:00.0
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- Scritto da: kryptonized
> Lascia per un attimo perdere quella storia
> dell'insegnante.
Era di questo che si parlava... almeno mi pare...
> Cazzo sembra essere diventata una mania, una
> droga, una persecuzione, quella storia per
> te!
Non l'ho tirata fuori io...
> Nota che io non parlavo NE di botte e NE di
> insulti.
>
> Rigore, ma non certamente BOTTE.
>
> E nemmeno insulti.
E allora siamo d'accordo.
Anche se io preferisco intervenire _prima_ che queste cose succedano insegnando ai ragazzi il valore del rispetto altrui. Se i ragazzi fanno loro questi valori (che chiaramente non possono essere imposti ma devono essere giustificati e spiegati) allora non arriveranno mai ad insultare (o peggio) i loro compagni di classe.
È compito dei genitori insegnare queste cose ai propri figli, non è detto che ci riescano, specie se pensano di poterli imporre dall'alto, ma se i propri figli si comportano come trogloditi forse sarebbe il caso che almeno un po' della colpa se la assumessero i genitori stessi anziché arrabbiarsi e sbraitare.
Stai pur sicuro che una persona cresciuta credendo in certi valori non se ne va poi in giro ad insultare o attaccare nessuno.
E con questo non ha nulla a che fare il buonismo o il permissivismo.
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
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Wakko Warner
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il 2007-06-28 13:09:00.0 alle 2007-06-28 13:09:00.0
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Io non ho MAI detto che bisogna lasciar fare sempre e comunque. Ho detto molto più semplicemente che:
1) le botte non servono, MAI
2) gli insulti non servono, MAI
Le sgridate servono, le punizioni anche (se commisurate al danno), ma in nessun caso queste punizioni devono includere gli insulti o le botte.
E' possibile che non riuscite ad immaginarvi metodi educativi che non implichino le sberle o gli insulti?
Una persona è e rimane tale, anche quando sbaglia.
Capisco che ultimamente concetti che oramai si danno per scontati quali la "civiltà" siano stati buttati nel cesso a favore di chi fa finta di scandalizzarsi di più e di chi si augura pene sempre più crudeli, ma qui si sta raggiungendo ampiamente il ridicolo.
Qui si pretende di dare diritto agli insegnanti NON di punire... ma di INSULTARE i propri allievi. Qui si pretende di giustificare le botte e gli insulti e di trattare i bambini come se fossero proprietà privata dei genitori.
C'erano MILLE MODI per quell'insegnante di punire quel ragazzo, e lei ha scelto il più stupido fra tutti. L'insulto al fine di insegnare a non insultare. La violenza al fine di insegnare la non violenza.
Il ragazzo andava punito? Probabilmente si.
Andava insultato? NO!
Se non siete capaci di capire queste distinzioni, bé fatevi un bell'esame di coscienza e cercate di capire il perché. Forse perché è così che i vostri genitori vi trattavano e siccome lo hanno fatto loro allora per voi è diventato giusto farlo? Forse perché il mondo in cui vivete, maschilista, omofoba, razzista e pure ipocrita vi ha resi ciechi di fronte a cose tanto banali?
Chi ha mai parlato di permissivismo, chi ha mai detto che il ragazzo non debba essere punito... io ho SOLO criticato il metodo.
1) le botte non servono, MAI
2) gli insulti non servono, MAI
Le sgridate servono, le punizioni anche (se commisurate al danno), ma in nessun caso queste punizioni devono includere gli insulti o le botte.
E' possibile che non riuscite ad immaginarvi metodi educativi che non implichino le sberle o gli insulti?
Una persona è e rimane tale, anche quando sbaglia.
Capisco che ultimamente concetti che oramai si danno per scontati quali la "civiltà" siano stati buttati nel cesso a favore di chi fa finta di scandalizzarsi di più e di chi si augura pene sempre più crudeli, ma qui si sta raggiungendo ampiamente il ridicolo.
Qui si pretende di dare diritto agli insegnanti NON di punire... ma di INSULTARE i propri allievi. Qui si pretende di giustificare le botte e gli insulti e di trattare i bambini come se fossero proprietà privata dei genitori.
C'erano MILLE MODI per quell'insegnante di punire quel ragazzo, e lei ha scelto il più stupido fra tutti. L'insulto al fine di insegnare a non insultare. La violenza al fine di insegnare la non violenza.
Il ragazzo andava punito? Probabilmente si.
Andava insultato? NO!
Se non siete capaci di capire queste distinzioni, bé fatevi un bell'esame di coscienza e cercate di capire il perché. Forse perché è così che i vostri genitori vi trattavano e siccome lo hanno fatto loro allora per voi è diventato giusto farlo? Forse perché il mondo in cui vivete, maschilista, omofoba, razzista e pure ipocrita vi ha resi ciechi di fronte a cose tanto banali?
Chi ha mai parlato di permissivismo, chi ha mai detto che il ragazzo non debba essere punito... io ho SOLO criticato il metodo.
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-28 00:29:00.0 alle 2007-06-28 00:29:00.0
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prima di commettere in Lichicidio.
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Arricchimento culturale in Svezia
Ad
https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-28 00:15:00.0 alle 2007-06-28 00:15:00.0
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- Scritto da: LichTM
> il problema al giorno d' oggi è semplicemente che
> dei rospi di cinque anni mandano affanculo i
> genitori e i genitori ridono, prendono a calci i
> genitori e i genitori ridono e applaudono alle
> prodezze dei
> pargoli.
> I rospi tirano giù la scuola, vandalizzano,
> bulleggiano, si fanno le canne invece di studiare
> e i genitori prendono a pugni gli insegnanti che
> provano a dire
> bah.
> Hai letto nulla di questo caso?
> Quello stronzo del padre ha coperto in tutti i
> modi possibili il figlio, ignorato il dialogo con
> gli insegnanti e alla fine ha smosso denunce e
> richieste di risarcimenti perchè la povera
> creatura indifesa ha subito orrendi traumi
> psicologici.
>
> Altro che cazzate sull' ambiente degradato e la
> violenza in famiglia, qui l' unico che spara
> cazzate sei te, bischero.
>

Bene, vuoi una risposta seria.
Quello che manca a quei ragazzi sono i VALORI. Valori come il rispetto altrui.
Oltre a questo, quello che manca, è la presenza di un adulto che funga da guida nella loro vita.
Il bene e il male non esistono, sono semplicemente delle valutazioni soggettive dovute alla nostra educazione. Se, "educandoti", ti mancano di rispetto... tu semplicemente non riconoscerai questo valore nella tua vita, e anzi, lo deriderai quando lo vedrai.
Non sono le botte a fare la differenza (se non in negativo) ma è l'affetto.
Un bambino va seguito, gli devi dimostrare che gli vuoi bene, che di lui, a te, interessa. Gli devi dimostrare che ciò che predichi è giusto, non basta dire "fallo perché è così" o "fallo perché te lo dico io". Le persone hanno bisogno di motivazioni.
Oggi invece si delega l'educazione alla TV, ad Internet... salvo poi scandalizzarsi quando si scopre che FORSE non era il metodo educativo giusto.
Il problema di oggi è che le persone sono troppo occupate, con il lavoro, con sé stesse, e non hanno più tempo da dedicare ai figli... che crescono quindi con modelli sbagliati, trovati in quella spazzatura che è la TV. Crescono nella paura degli altri grazie alle fobie dei maniaci. Crescono nella diffidenza e nella convinzione che per poter "emergere" sia necessario umiliare e annientare gli altri.
Non c'entra un razzo il buonismo. Non c'entra un razzo nemmeno la violenza con quello che sta accadendo oggi. C'entra invece molto il totale disinteresse dei genitori verso la vita dei propri figli.
Ciò non toglie che picchiare i propri figli PER LE PROPRIE MANCANZE è barbaro, ridicolo e controproducente.
Un facile modo per mettersi apposto la coscienza e dirsi "bé, io ci ho provato".
Curarsi di un bambino è qualcosa di molto impegnativo, sia da un punto di vista di tempo che psicologico. E proprio per questo gran parte dei genitori preferiscono affidarsi agli e-Genitori (filtri, e quant'altro) piuttosto che spiegare ai loro figli la realtà che li circonda.
Non mi stupisce che oggi i ragazzini siano così violenti, è quello che succede quando si crescono delle persone "allo stato brado".
Poi i genitori, che pensano di essere stati bravi genitori solo perché avevano messo il parental-control su Internet e in TV, cascano dalle nuvole quando il loro bimbo idealizzato sino all'estremo si scopre essere per quello che LORO lo hanno fatto diventare. E ovviamente, non riuscendosi a spiegare l'accaduto... o meglio non riuscendo ad accettare il fatto che è COLPA LORO... saltano al collo di quegli adulti che dicono loro "guardate... vostro figlio spaccia hashish nei corridoi della scuola".
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-28 00:02:00.0 alle 2007-06-28 00:02:00.0
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- Scritto da:
>
> - Scritto da:
> >
> > > Adesso fa' il bravo, tira un altro
> dado
> e
> > > inventati un nuovo trucchetto manipolativo per
> > > muovere a pietà l' uditorio, questi ormai non
> > > funzionano
> > > più.
> > >
> >
> > licchione che dice a qualcuno tira un altro dado
> >

>
> wakka sei una merdina piccola, firmati almeno
Non firmo certo i post altrui.
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Scritto da
Wakko Warner
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il 2007-06-28 00:01:00.0 alle 2007-06-28 00:01:00.0
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- Scritto da: LichTM
>
> - Scritto da: Wakko Warner
> >
> > - Scritto da: LichTM
> > > il problema al giorno d' oggi è smeplicemente
> > che
> > > dei rospi di cinque anni mandano affanculo i
> > > genitori e i genitori ridono, prendono a
> calci
> i
> > > genitori e i genitori ridono e applaudono alle
> > > prodezze dei
> > > pargoli.
> > > I rospi tirano giù la scuola, vandalizzano,
> > > bulleggiano, si fanno le canne invece di
> > studiare
> > > e i gneitori prendono a pugni gli insegnanti
> che
> > > provano a dire
> > > bah.
> > > Hai letto nulla di questo caso.
> > > Quello stronzo del padre ha coperto in tutti i
> > > modi possibili il figlio, ignorato il dialogo
> > con
> > > gli insegnanti e alla fine ha smosso denunce e
> > > richieste di risarcimenti perchè la povera
> > > creatura indifesa ha subito orrendi traumi
> > > psicologici.
> > >
> > > Altro che cazzate sull' ambiente degradato e
> la
> > > violenza in famiglia, qui l' unico che spara
> > > cazzate sei te, bischero.
> > >

> >
> > Fai il bravo, stai giù e fai il morto, non sta
> > bene che i cadaveri si mettano a starnazzare.
> >

>
> Sei uno sbruffoncello buffone, incapace di
> rispondere a
> tono.
> Non vali veramente una caccola di mosca wakka, l'
> unico modo in cui riesci ad ottenere attenzione è
> piangendoti addosso come un moccioso imbranato e
> capriccioso.
> Ma neppure i capricci, le pestate di piedi e il
> pietismo riescono a smuovere la gente, una volta
> che ha capito il
> trucco.
> Adesso fa' il bravo, tira un altro dado e
> inventati un nuovo trucchetto manipolativo per
> muovere a pietà l' uditorio, questi ormai non
> funzionano
> più.
Finiscila. Sei morto. Get over it!
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-27 23:46:00.0 alle 2007-06-27 23:46:00.0
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- Scritto da: FIRETORNADO
> il fatto e'...
> che mio nonno mi parla spesso del rapporto che
> c'era tra i suoi fratelli e il loro padre e pure
> tra tutte le famiglie di quel
> tempo..
> ed e' propio di quel tipo...
> obbedire e mai permettersi di dire no...
>
> pazzesco...

Per alcuni è ancora così.
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Trova Wakanda!
Ad
https://imgoat.com/uploads/edebb6e872/182095.jpg
Solo il 5% riesce a trovarla! Provaci anche tu!!
Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-27 23:41:00.0 alle 2007-06-27 23:41:00.0
Trollate totali: 6779
- Scritto da: LichTM
> il problema al giorno d' oggi è smeplicemente che
> dei rospi di cinque anni mandano affanculo i
> genitori e i genitori ridono, prendono a calci i
> genitori e i genitori ridono e applaudono alle
> prodezze dei
> pargoli.
> I rospi tirano giù la scuola, vandalizzano,
> bulleggiano, si fanno le canne invece di studiare
> e i gneitori prendono a pugni gli insegnanti che
> provano a dire
> bah.
> Hai letto nulla di questo caso.
> Quello stronzo del padre ha coperto in tutti i
> modi possibili il figlio, ignorato il dialogo con
> gli insegnanti e alla fine ha smosso denunce e
> richieste di risarcimenti perchè la povera
> creatura indifesa ha subito orrendi traumi
> psicologici.
>
> Altro che cazzate sull' ambiente degradato e la
> violenza in famiglia, qui l' unico che spara
> cazzate sei te, bischero.
>

Fai il bravo, stai giù e fai il morto, non sta bene che i cadaveri si mettano a starnazzare.
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-27 23:35:00.0 alle 2007-06-27 23:35:00.0
Trollate totali: 6779
- Scritto da: FIRETORNADO
> credo che il prossimo libro che acquistero sara'
> propio
> questo...
> veramente interessante...

http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_m...

Questo in particolare si chiama La fiducia tradita
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-27 23:32:00.0 alle 2007-06-27 23:32:00.0
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- Scritto da: Sandino
>
> >
> >
> > Dalla violenza non nasce altro che violenza.
> > I genitori servono a PROTEGGERE i loro figli,
> NON
> > A UMILIARLI. I FIGLI SONO PERSONE E VANNO
> > TRATTATI COME TALI. CON RISPETTO
> > INNANZITUTTO.
>
> wakko ma io li tratto come persone
> se vedo uno che insulta un gay gli do del
> deficiente se questo aggredisce il
> gay
> lo rullo di mazzate
Se lo fa ed è tuo figlio, significa che come genitore hai gravi mancanze nei suoi confronti.
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-27 23:30:00.0 alle 2007-06-27 23:30:00.0
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Interessante.
Questo commento (di Paolo) poi è geniale:
«Mi considero un Cattolico normale (di quelli che ascoltano il Papa su tutto).
Personalmente sono contro la pena di morte di chi non e' ancora nato (aborto),e cerco nel mio piccolo di combatterla,poi se ho tempo ,con 400.000 bambini uccisi prima di nascere in Italia,il tempo per dedicare a difendere i criminali sinceramente mi manca,prima devo sbrigare le 400.000 pratiche di cui sopra.»
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Partecipa anche tu!
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La rivoluzione è dietro l'angolo, compagno! Non fare il gatto selvaggio, unisciti al nostro plotone!
Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-27 23:24:00.0 alle 2007-06-27 23:24:00.0
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«Hitler ha raccontato un giorno alla sua segretaria le circostanze in cui era riuscito, da bambino ancora, e durante una delle solite punizioni a base di frustate dategli dal padre, a non piangere più, a non sentire più niente, a contare perfino con distacco i trentadue colpi di frusta che il padre gli infliggeva (cfr.
John To-land, Adolf Hitler, Bergisch-Gladbach 1977, pag. 30). E in questo modo, attraverso il completo diniego delle sofferenze, della sensazione d'impotenza e della disperazione (ovvero: attraverso il rifiuto della verità) che Hitler ha costruito se stesso come maestro di violenza e di disprezzo dell'uomo. Il risultato è stato un uomo d'una rozzezza primitiva, incapace di sentimenti differenziati rispetto al prossimo. Era spietato e costantemente costretto a esercitare la violenza. Le sensazioni d'odio e di vendetta, rimaste latenti, lo sospingevano a
sempre nuove azioni distruttive. Anche dopo che milioni d'individui erano già dovuti morire in conseguenza del suo operato, i risentimenti continuavano a perseguitarlo nel sonno. Hermann Rauschning riferisce delle esplo-sioni di grida che scuotevano Hitler nel sonno, caratterizzate da «incomprensibili
enumerazioni»: ho già spiegato che, secondo me, questo ossessivo, inconscio «contare» è da mettere in relazione con il rito delle punizioni che il padre gli
infliggeva da bambino (cfr. La persecuzione del bambino, pagg. 137 e seguenti).
Hitler non ha inventato il fascismo: esisteva già - come per tanti altri suoi contemporanei - nel regime totalitario della sua famiglia. Le caratteristiche
nazionalsocialiste in cui si esplicò il fascismo di Hitler recano l'impronta inequivocabile della sua infanzia.
Tuttavia Hitler, con quella sua esperienza infantile, non costituiva certo un'eccezione. Ecco perché uomini come Gerhart Hauptmann, Martin Heidegger e tanti altri intellettuali famosi non seppero capire la sua follia. Per poterlo fare, avrebbero dovuto capire la follia della loro stessa educazione.
Hitler è riuscito a fare dell'Europa e del mondo intero il campo di battaglia della sua infanzia perché nella Germania di allora c'erano milioni di individui che
avevano fatto da bambini esperienze simili alle sue. I principi pedagogici che ora elencherò erano per loro naturali e scontati, anche se non ne erano
necessariamente consapevoli:
1. I valori supremi sono l'ordine e l'ubbidienza, non la vita.
2. L'ordine si può creare e conservare solo mediante la violenza.
3. La creatività (insita nel bambino) è un pericolo per l'adulto e deve essere
repressa.
4. La prima legge è quella d'ubbidire al padre.
5. La disubbidienza e la critica sono fenomeni che scompaiono quando si
provveda a reprimerle con punizioni o minacce di morte.
6. Il bambino vivace e vitale deve essere educato il più presto possibile in modo
tale da farne un ubbidiente robot, uno schiavo.
7. Occorre di conseguenza soffocare nel bambino, nel modo più risoluto, i
sentimenti indesiderati e quelli che sono i suoi istintivi bisogni.
8. La madre non deve proteggere mai il bambino dalle azioni punitive del padre,
e deve invece predicargli dopo ogni punizione che gli sia inflitta il rispetto
e l'amore per i genitori.
Per fortuna ci sono stati qui e là dei casi in cui il bambino si è almeno in parte potuto sottrarre a questo regime totalitario, rifugiandosi presso persone che lo hanno protetto, e forse trovando in loro anche dell'amore, un po' di rispetto e di
protezione. Grazie a questa positiva esperienza - data se non altro dalla mera possibilità di fare paragoni - questo bambino è stato messo nella condizione di poter condannare almeno dentro di sé la crudeltà e di non sviluppare anche lui il
desiderio di perseguitare in futuro gli altri. Se tuttavia questo testimone soccorrevole è del tutto mancato, al bambino non è rimasta altra possibilità,
nello scenario allucinante in cui si è trovato, che di negarsi ogni reazione naturale - come la collera o la risata -, e di piegarsi al rito della ininterrotta, cieca e totale ubbidienza. Solo così ha potuto mantenere entro limiti tollerabili la minaccia costituita dal padre. Hitler ha in seguito sfruttato per i suoi fini questa precoce e spieiata formazione del carattere.» - Alice Miller
Dalla violenza non nasce altro che violenza.
I genitori servono a PROTEGGERE i loro figli, NON A UMILIARLI. I FIGLI SONO PERSONE E VANNO TRATTATI COME TALI. CON RISPETTO INNANZITUTTO.
John To-land, Adolf Hitler, Bergisch-Gladbach 1977, pag. 30). E in questo modo, attraverso il completo diniego delle sofferenze, della sensazione d'impotenza e della disperazione (ovvero: attraverso il rifiuto della verità) che Hitler ha costruito se stesso come maestro di violenza e di disprezzo dell'uomo. Il risultato è stato un uomo d'una rozzezza primitiva, incapace di sentimenti differenziati rispetto al prossimo. Era spietato e costantemente costretto a esercitare la violenza. Le sensazioni d'odio e di vendetta, rimaste latenti, lo sospingevano a
sempre nuove azioni distruttive. Anche dopo che milioni d'individui erano già dovuti morire in conseguenza del suo operato, i risentimenti continuavano a perseguitarlo nel sonno. Hermann Rauschning riferisce delle esplo-sioni di grida che scuotevano Hitler nel sonno, caratterizzate da «incomprensibili
enumerazioni»: ho già spiegato che, secondo me, questo ossessivo, inconscio «contare» è da mettere in relazione con il rito delle punizioni che il padre gli
infliggeva da bambino (cfr. La persecuzione del bambino, pagg. 137 e seguenti).
Hitler non ha inventato il fascismo: esisteva già - come per tanti altri suoi contemporanei - nel regime totalitario della sua famiglia. Le caratteristiche
nazionalsocialiste in cui si esplicò il fascismo di Hitler recano l'impronta inequivocabile della sua infanzia.
Tuttavia Hitler, con quella sua esperienza infantile, non costituiva certo un'eccezione. Ecco perché uomini come Gerhart Hauptmann, Martin Heidegger e tanti altri intellettuali famosi non seppero capire la sua follia. Per poterlo fare, avrebbero dovuto capire la follia della loro stessa educazione.
Hitler è riuscito a fare dell'Europa e del mondo intero il campo di battaglia della sua infanzia perché nella Germania di allora c'erano milioni di individui che
avevano fatto da bambini esperienze simili alle sue. I principi pedagogici che ora elencherò erano per loro naturali e scontati, anche se non ne erano
necessariamente consapevoli:
1. I valori supremi sono l'ordine e l'ubbidienza, non la vita.
2. L'ordine si può creare e conservare solo mediante la violenza.
3. La creatività (insita nel bambino) è un pericolo per l'adulto e deve essere
repressa.
4. La prima legge è quella d'ubbidire al padre.
5. La disubbidienza e la critica sono fenomeni che scompaiono quando si
provveda a reprimerle con punizioni o minacce di morte.
6. Il bambino vivace e vitale deve essere educato il più presto possibile in modo
tale da farne un ubbidiente robot, uno schiavo.
7. Occorre di conseguenza soffocare nel bambino, nel modo più risoluto, i
sentimenti indesiderati e quelli che sono i suoi istintivi bisogni.
8. La madre non deve proteggere mai il bambino dalle azioni punitive del padre,
e deve invece predicargli dopo ogni punizione che gli sia inflitta il rispetto
e l'amore per i genitori.
Per fortuna ci sono stati qui e là dei casi in cui il bambino si è almeno in parte potuto sottrarre a questo regime totalitario, rifugiandosi presso persone che lo hanno protetto, e forse trovando in loro anche dell'amore, un po' di rispetto e di
protezione. Grazie a questa positiva esperienza - data se non altro dalla mera possibilità di fare paragoni - questo bambino è stato messo nella condizione di poter condannare almeno dentro di sé la crudeltà e di non sviluppare anche lui il
desiderio di perseguitare in futuro gli altri. Se tuttavia questo testimone soccorrevole è del tutto mancato, al bambino non è rimasta altra possibilità,
nello scenario allucinante in cui si è trovato, che di negarsi ogni reazione naturale - come la collera o la risata -, e di piegarsi al rito della ininterrotta, cieca e totale ubbidienza. Solo così ha potuto mantenere entro limiti tollerabili la minaccia costituita dal padre. Hitler ha in seguito sfruttato per i suoi fini questa precoce e spieiata formazione del carattere.» - Alice Miller
Dalla violenza non nasce altro che violenza.
I genitori servono a PROTEGGERE i loro figli, NON A UMILIARLI. I FIGLI SONO PERSONE E VANNO TRATTATI COME TALI. CON RISPETTO INNANZITUTTO.
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-27 23:00:00.0 alle 2007-06-27 23:00:00.0
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«È una fortuna dei governanti che la gente non pensi. (Adolf Hitler, citato da Joachim Fest)
È possibile che nella Germania d'oggi vi sia ancora chi si rifiuti di capire che senza i maltrattamenti inflitti ai bambini, senza l'educazione all'ubbidienza cieca mediante il ricorso alla violenza, non sarebbe esistito un Hitler e non vi sarebbe stato nessun suo seguace? E quindi nemmeno milioni di persone massacrate?
È da presumere che ogni persona raziocinante si sia chiesta almeno una volta in questo dopoguerra: come è stato possibile che un individuo abbia concepito un
così gigantesco meccanismo di morte e abbia trovato milioni di persone disposte ad aiutarlo nel farlo funzionare?
Perché il mostro Adolf Hitler, assassino di milioni di persone, il campione del massacro e della follia organizzata, non è venuto al mondo come mostro. Non è
stato inviato su questa terra dal demonio, come i più pensano, né è stato spedito dal ciclo per «mettere ordine» in Germania, costruire autostrade e sollevare il paese dalla crisi economica, come taluni ancora oggi pensano. Non è nemmeno venuto al mondo con «istinti distruttivi innati», perché questi non esistono. La
nostra missione biologica consiste nel conservare la vita e non nel distruggerla.
La propensione alla distruzione non è mai originariamente insita nell'individuo,
le tendenze ereditarie non sono né «buone» né «cattive». Il modo in cui si esplicano dipende dal carattere che si forma nel corso della vita e la cui specie è determinata dalle esperienze individuali, soprattutto nell'infanzia e nella giovinezza, e dalle più tarde scelte dell'adulto.
Hitler è venuto al mondo innocente, come ogni altro bambino, ha ricevuto dai suoi genitori - come molti altri bambini di quei tempi - un'educazione distruttiva, e più tardi è stato egli stesso a fare di sé un mostro. Era un sopravvissuto al meccanismo d'annientamento al quale, nella Germania sul volgere del secolo, si dava nome di «educazione» e che io definisco il campo di concentramento segreto, riservato ai bambini, quello che si vorrebbe che non fosse mai scoperto.
Come questa forma occulta di orrore sia diventata poi nel Reich di Hitler un orrore palese, l'ho dettagliatamente descritto nel libro La persecuzione del bambino e poi anche in altre mie pubblicazioni, come per esempio L'infanzia rimossa e Der
gemiedene Schlùssel [La chiave accantonata]. In questi testi si può anche trovare la puntuale dimostrazione di tutto ciò cui mi limiterò soltanto ad accennare nelle
pagine che seguono.» - Alice Miller
Ecco cosa fanno le botte e l'umiliazione.
È possibile che nella Germania d'oggi vi sia ancora chi si rifiuti di capire che senza i maltrattamenti inflitti ai bambini, senza l'educazione all'ubbidienza cieca mediante il ricorso alla violenza, non sarebbe esistito un Hitler e non vi sarebbe stato nessun suo seguace? E quindi nemmeno milioni di persone massacrate?
È da presumere che ogni persona raziocinante si sia chiesta almeno una volta in questo dopoguerra: come è stato possibile che un individuo abbia concepito un
così gigantesco meccanismo di morte e abbia trovato milioni di persone disposte ad aiutarlo nel farlo funzionare?
Perché il mostro Adolf Hitler, assassino di milioni di persone, il campione del massacro e della follia organizzata, non è venuto al mondo come mostro. Non è
stato inviato su questa terra dal demonio, come i più pensano, né è stato spedito dal ciclo per «mettere ordine» in Germania, costruire autostrade e sollevare il paese dalla crisi economica, come taluni ancora oggi pensano. Non è nemmeno venuto al mondo con «istinti distruttivi innati», perché questi non esistono. La
nostra missione biologica consiste nel conservare la vita e non nel distruggerla.
La propensione alla distruzione non è mai originariamente insita nell'individuo,
le tendenze ereditarie non sono né «buone» né «cattive». Il modo in cui si esplicano dipende dal carattere che si forma nel corso della vita e la cui specie è determinata dalle esperienze individuali, soprattutto nell'infanzia e nella giovinezza, e dalle più tarde scelte dell'adulto.
Hitler è venuto al mondo innocente, come ogni altro bambino, ha ricevuto dai suoi genitori - come molti altri bambini di quei tempi - un'educazione distruttiva, e più tardi è stato egli stesso a fare di sé un mostro. Era un sopravvissuto al meccanismo d'annientamento al quale, nella Germania sul volgere del secolo, si dava nome di «educazione» e che io definisco il campo di concentramento segreto, riservato ai bambini, quello che si vorrebbe che non fosse mai scoperto.
Come questa forma occulta di orrore sia diventata poi nel Reich di Hitler un orrore palese, l'ho dettagliatamente descritto nel libro La persecuzione del bambino e poi anche in altre mie pubblicazioni, come per esempio L'infanzia rimossa e Der
gemiedene Schlùssel [La chiave accantonata]. In questi testi si può anche trovare la puntuale dimostrazione di tutto ciò cui mi limiterò soltanto ad accennare nelle
pagine che seguono.» - Alice Miller
Ecco cosa fanno le botte e l'umiliazione.
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
Scritto da
Wakko Warner
Wakkus Horribilis
il 2007-06-27 22:53:00.0 alle 2007-06-27 22:53:00.0
Trollate totali: 6779
- Scritto da: Sandino
>
> - Scritto da: Wakko Warner
> >
> > - Scritto da: Sandino
> > >
> > > - Scritto da: Wakko Warner
> > > >
> > > > - Scritto da: Sandino
> > > > > insultare e maltrattare una persona per il
> > suo
> > > > > presunto orientamento sessuale secondo te
> è
> > da
> > > > > deficienti o
> > > > > no?
> > > >
> > > > È da ignoranti.
> > >
> > > secondo me è da deficienti...
> > > e la maestra di cui parla sheva
> > > non ha fatto altro che far capire
> > > al piccolo DEFICIENTE la sua natura
> > > che puo cambiare.
> > > vedi secondo me umiliare un po
> > > chi ha comportamenti violenti e/o
> > > intolleranti è più
> > > che giusto e ritengo giusto
> > > mandare in culo i genitori
> > > che tollerano/giustificano questi
> > > comportamenti
> >
> > E come pretendi di insegnare il rispetto con la
> > mancanza di rispetto? Se quel ragazzo si è
> > comportato così probabilmente lo ha fatto perché
> > vive in una società in cui la mancanza di
> > rispetto è la norma. Probabilmente lo ha fatto
> > perché nessuno gli ha mai insegnato il rispetto
> > per gli altri ma è anzi stato educato nella
> > totale mancanza di
> > rispetto.
> >
> > Quell'insegnante non ha fatto altro che
> > peggiorare una situazione già
> > grave.
>
> vedi non so quanto conosci il bullismo
> ma dietro questi comportamenti non c'è
> nessun pensiero ma la volontà di emergere nel
> gruppo di sentirsi "figo" "forte"
> "superiore"
> umiliarlo pubblicamente ogni volta che lo fa è
> un modo per impedire atteggiamenti simili
> per far vedere che sono atteggiamente idioti
> e perche no per sgonfiare il suo sentirsi
> forte umiliandolo davanti al branco, sfaldare il
> branco
E perché esistono i bulli? Che sia forse perché queste persone non hanno conosciuto altro che violenza e sopruso tanto da fare loro la "legge della giungla" e considerarla l'unico modo vero per rapportarsi con gli altri?
Un bambino cresciuto nella violenza, nel disprezzo, nell'abbandono... non deve forse arrangiarsi in altri modi? I bambini NON nascono crudeli o cattivi, lo diventano se hanno modelli sbagliati o se sono costretti a cercarseli e costruirseli da soli.
È evidente che un bambino stile Mogli considererà normale andarsene in giro a spezzare il collo alle prede per mangiare (e magari pure ai suoi simili in mancanza di altro). Allo stesso modo un bambino che cresce nell'indifferenza dei suoi genitori senza che gli venga insegnato il valore degli altri e della diversità non può fare altro che crescere con l'idea che la diversità è male (perché sconosciuta, perché mette in discussione le sue convinzioni).
È colpa di quel bulletto se ha detto "gay" ad un suo compagno? Io credo di no. Credo anzi che sia una vittima lui come il suo compagno. Una vittima della società in cui vive. Una società che non fa altro che discriminare, ridicolizzare e disprezzare gli altri. Una società che pensa di potersi intromettere nella vita privata delle persone decidendo cosa è giusto e sbagliato.
Perché un bulletto vuole "emergere"? Perché è nato e cresciuto in un ambiente in cui emergere, calpestando gli altri, è anche l'unico modo per farsi sentire.
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia