- Scritto da:
> Meglio un quadcore da 2.3ghz o un dualcore da
> 3ghz

Blender usa i multi-core? Se si allora quadcore, se no allora forse il dual-core è meglio.
Multiculturalismo a Bruxelles
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https://www.davidicke.com/article/513643/firemen-flee-attacked-migrant-youths-multicultural-molenbeek
“They call us for small fires and attack us while we want to help.”
- Scritto da: nathan71
>
> - Scritto da: Rin Kobayashi
> >
> > - Scritto da:
> > > Voglio un PC che su Linux sia buono per usare
> > > blender, gimp e
> > > inkscape.
> > >
> > > Devo scegliere: scheda madre, processore, ram
> e
> > > scheda
> > > video.
> > >
> > > Budget: entro i 300 euro.
> >
> > Tanta RAM, una buona scheda video che arrivi ad
> > alta risoluzione, un HD bello capiente, un buon
> > dual o quad core e una scheda madre che supporti
> > tutto questo. Se fai grafica potrebbe tornarti
> > utile una bella tavoletta Wacom.
> >
> >
> > Non ti so dire marche, modelli, ecc perché è da
> > molto tempo che non mi
> > informo.
>
>
> per quello che hai citato non credo bastino 300
> euro.
>
D'altra parte non è colpa mia. Non si fanno i miracoli.
- Scritto da:
>
> - Scritto da: Rin Kobayashi
> >
> > - Scritto da:
> > > Voglio un PC che su Linux sia buono per usare
> > > blender, gimp e
> > > inkscape.
> > >
> > > Devo scegliere: scheda madre, processore, ram
> e
> > > scheda
> > > video.
> > >
> > > Budget: entro i 300 euro.
> >
> > Tanta RAM, una buona scheda video che arrivi ad
> > alta risoluzione, un HD bello capiente, un buon
> > dual o quad core e una scheda madre che supporti
> > tutto questo. Se fai grafica potrebbe tornarti
> > utile una bella tavoletta Wacom.
> >
> >
> > Non ti so dire marche, modelli, ecc perché è da
> > molto tempo che non mi
> > informo.
>
> La tavoletta e l'hard disk capiente li ho già.
>
> Tu sai se blender può fare il rendering
> utilizzando la
> GPU?
Sembra di no.
Tuttavia c'è questo plugin http://code.google.com/p/frappe/
che a quanto pare permette di usare l'NVidia Gelato per il rendering. Se non ho capito male questo "Gelato" è un software che usa la GPU delle NVidia per il rendering ma costa più di $1000.Vedi un po' tu...
L'idea che sia entrato in politica per combattere lo schifo che gli ha dato addosso fino alla fine nemmeno vi sfiora l'encefalo, vero?
- Scritto da:
> Voglio un PC che su Linux sia buono per usare
> blender, gimp e
> inkscape.
>
> Devo scegliere: scheda madre, processore, ram e
> scheda
> video.
>
> Budget: entro i 300 euro.
Tanta RAM, una buona scheda video che arrivi ad alta risoluzione, un HD bello capiente, un buon dual o quad core e una scheda madre che supporti tutto questo. Se fai grafica potrebbe tornarti utile una bella tavoletta Wacom.
Non ti so dire marche, modelli, ecc perché è da molto tempo che non mi informo.
Arricchimento culturale in Svezia in corso
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https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
- Scritto da: nathan71
> se vuoi partecipare

>
>

>
>
Toccherà che implementi davvero Orsetto Mosconi.
- Scritto da:
> Se io ti chiedo come funziona un computer, mi dai
> un modello globale o me lo suddividi in parti (a
> cui magari dai pure un nome; attribuire il nome
> "scheda video" a quella parte del computer che si
> occupa di generare i segnali video serve a capire
> di cosa stiamo parlando, ma non esclude che
> sappiamo come funziona ), ognuna con un ruolo per
> il risultato
> globale?
La differenza sta che il computer lo conosco, posso anche suddividerlo in componenti più specifiche, so a cosa serve ogni singolo chip, ogni singolo condensatore, ogni singola resistenza e se non lo so posso saperlo. Il computer è stato progettato dall'uomo e l'uomo ragiona a "scatole" è quindi naturale che sia suddivisibile in sottofunzioni ma già così prendere un PC e capirne il funzionamento senza aver mai visto prima un PC è qualcosa di vicino all'improponibile (specie per i computer odierni in cui più funzioni si "mischiano assieme" dentro "chipponi complicati"). E il cervello? Tu cerchi di individuare delle "scatole" funzionali, e se ti sbagliassi? Puoi garantirmi che non ti sbagli?
Tu mi dici "io so", io ti dico "no, tu _credi_ di sapere", che è una cosa diversa, sei d'accordo? Perché a me sembra che in fin dei conti tu sia d'accordo.
> se devi fare reverse engineering cerchi di
> suddividere il problema o cerchi subito un
> modello
> globale?
> io non ho blaterato di neuroni, ma di aree del
> cervello, a cui si e' dato un nome, un ruolo e
> molto
> altro;
> abbiamo modelli perfetti e definitivi? la
> risposta e' no, ma questo non vuol dire che non
> abbiamo capito
> niente;
E chi ti garantisce che ciò che pensi di sapere sia corretto? Peccato che non ho tenuto il belink ma del resto non ho nemmeno ha history abilitata, ma proprio qualche mese fa ho letto un articolo che affermava che il cervello è molto più complicato di quanto si pensava fino ad oggi e che le "scatolette funzionali" non sono poi così definite come si *credeva* ma sono in realtà intrecciate fra loro in modo molto più complesso di quanto si sperasse. Ma guarda... *puff*... tutta la teoria sulle scatolette che svanisce o quasi... e perché questo? Perché studiando il cervello si è dato per scontato che fosse divisibile in zone distinte fra loro. Ora... questo articolo ha ragione? Torto? Vai a saperlo! Io non lo so.
Sapere una cosa significa conoscerla intimamente, credere in qualcosa significa fare delle supposizioni più o meno grossolane su di essa.
Sappiamo qualcosa del cervello? No. Come potremmo? Non l'abbiamo mica realizzato noi.
Non abbiamo un manuale che ce lo spieghi, nemmeno a grandi linee.
Crediamo di sapere qualcosa del cervello? Certo! Se ne riempiono libri interi di teorie più o meno vere o più o meno false o più o meno in contraddizione fra loro.
O certo, ci rendiamo conto quando un cervello non funziona come dovrebbe, in casi però banali (ovvero facilmente riconoscibili come "sballati", come "non funzionanti", vedasi autismo, ecc) ma appena le cose diventano un tantino più sfocate ecco che saltano fuori i "fedeli" che dicono ognuno una cosa diversa dagli altri.
"Io so" è una frase molto arrogante da dire in questi casi. "Io so" come funziona un computer, questo posso dirlo, anche se non posso dire di sapere come funziona *ogni* computer ma solo di quelli medio-semplici. Ma circa il cervello si può dire solo "io penso" o "io credo" o "io suppongo".
Non è una differenza puramente estetica, è una differenza *importante*, specie se su queste cose devi trarne delle considerazioni etiche.
Lo scienziato è quello che non sa nulla e cerca di imparare, non quello che dice "io so", quelli sono i preti e io non appartengo a questa categoria e trovo ridicolo che qualcuno che dice di conoscere la scienza possa affermare il contrario specie se da questo se ne debbono trarre conclusioni etiche. La scienza non giudica, si limita a prendere atto e tantomeno la scienza può trarre conclusioni etiche su ciò che suppone di conoscere, in particolare su ciò che sa di conoscere quasi nulla.
> Se io ti chiedo come funziona un computer, mi dai
> un modello globale o me lo suddividi in parti (a
> cui magari dai pure un nome; attribuire il nome
> "scheda video" a quella parte del computer che si
> occupa di generare i segnali video serve a capire
> di cosa stiamo parlando, ma non esclude che
> sappiamo come funziona ), ognuna con un ruolo per
> il risultato
> globale?
La differenza sta che il computer lo conosco, posso anche suddividerlo in componenti più specifiche, so a cosa serve ogni singolo chip, ogni singolo condensatore, ogni singola resistenza e se non lo so posso saperlo. Il computer è stato progettato dall'uomo e l'uomo ragiona a "scatole" è quindi naturale che sia suddivisibile in sottofunzioni ma già così prendere un PC e capirne il funzionamento senza aver mai visto prima un PC è qualcosa di vicino all'improponibile (specie per i computer odierni in cui più funzioni si "mischiano assieme" dentro "chipponi complicati"). E il cervello? Tu cerchi di individuare delle "scatole" funzionali, e se ti sbagliassi? Puoi garantirmi che non ti sbagli?
Tu mi dici "io so", io ti dico "no, tu _credi_ di sapere", che è una cosa diversa, sei d'accordo? Perché a me sembra che in fin dei conti tu sia d'accordo.
> se devi fare reverse engineering cerchi di
> suddividere il problema o cerchi subito un
> modello
> globale?
> io non ho blaterato di neuroni, ma di aree del
> cervello, a cui si e' dato un nome, un ruolo e
> molto
> altro;
> abbiamo modelli perfetti e definitivi? la
> risposta e' no, ma questo non vuol dire che non
> abbiamo capito
> niente;
E chi ti garantisce che ciò che pensi di sapere sia corretto? Peccato che non ho tenuto il belink ma del resto non ho nemmeno ha history abilitata, ma proprio qualche mese fa ho letto un articolo che affermava che il cervello è molto più complicato di quanto si pensava fino ad oggi e che le "scatolette funzionali" non sono poi così definite come si *credeva* ma sono in realtà intrecciate fra loro in modo molto più complesso di quanto si sperasse. Ma guarda... *puff*... tutta la teoria sulle scatolette che svanisce o quasi... e perché questo? Perché studiando il cervello si è dato per scontato che fosse divisibile in zone distinte fra loro. Ora... questo articolo ha ragione? Torto? Vai a saperlo! Io non lo so.
Sapere una cosa significa conoscerla intimamente, credere in qualcosa significa fare delle supposizioni più o meno grossolane su di essa.
Sappiamo qualcosa del cervello? No. Come potremmo? Non l'abbiamo mica realizzato noi.
Non abbiamo un manuale che ce lo spieghi, nemmeno a grandi linee.
Crediamo di sapere qualcosa del cervello? Certo! Se ne riempiono libri interi di teorie più o meno vere o più o meno false o più o meno in contraddizione fra loro.
O certo, ci rendiamo conto quando un cervello non funziona come dovrebbe, in casi però banali (ovvero facilmente riconoscibili come "sballati", come "non funzionanti", vedasi autismo, ecc) ma appena le cose diventano un tantino più sfocate ecco che saltano fuori i "fedeli" che dicono ognuno una cosa diversa dagli altri.
"Io so" è una frase molto arrogante da dire in questi casi. "Io so" come funziona un computer, questo posso dirlo, anche se non posso dire di sapere come funziona *ogni* computer ma solo di quelli medio-semplici. Ma circa il cervello si può dire solo "io penso" o "io credo" o "io suppongo".
Non è una differenza puramente estetica, è una differenza *importante*, specie se su queste cose devi trarne delle considerazioni etiche.
Lo scienziato è quello che non sa nulla e cerca di imparare, non quello che dice "io so", quelli sono i preti e io non appartengo a questa categoria e trovo ridicolo che qualcuno che dice di conoscere la scienza possa affermare il contrario specie se da questo se ne debbono trarre conclusioni etiche. La scienza non giudica, si limita a prendere atto e tantomeno la scienza può trarre conclusioni etiche su ciò che suppone di conoscere, in particolare su ciò che sa di conoscere quasi nulla.
- Scritto da:
> non sappiamo tutto ma sappiamo già qualcosa.
> Le funzioni delle varie parti ad esempio.
> Le aree della memoria, del comportamento, della
> parola, della razionalità, delle emozioni e così
> via.
Ah bé, se _questo_ tu lo chiami saperci qualcosa.

L'utente medio di Word al confronto è uno scienziato. Qui sto parlando di una conoscenza infinitamente più dettagliata, non te ne sei accorto di cosa stavo parlando? O pensi che basta suddividere un processo in scatole nere (basandoti su una conoscenza quasi puramente estetica) per capirne il funzionamento?
> Sai che alcune operazioni al cervello sono fatte
> da svegli per avere subito uan verifica di cosa
> si sta facendo? toccano un punto per ottenere un
> movimento, una sensazione, una menomazione ( di
> parola ad esempio).
In altre parole mi stai dicendo che se prendo una scheda madre, ci tolgo un chip a caso, senza saperne nulla e vedo che l'audio non funziona più ho capito che quella è la scheda audio? E se invece quel chip fa semplicemente parte della sua alimentazione? Oppure del decoder di indirizzi che non permette più al software di raggiungerla? O ancora a qualche altra componente interna che non ha niente a che fare con la scheda audio ma senza quella non funziona nemmeno (o solo) la scheda audio? E sto parlando di qualcosa che _conosciamo_ eh.
Ora tu mi dici che "premendo lì succede così"... bravo... quindi? Potresti aver ragione, o torto. A quale delle due versioni devo credere e perché?
Trova Wakanda!
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Solo il 5% riesce a trovarla! Provaci anche tu!!
- Scritto da:
>
> - Scritto da: Rin Kobayashi
> > - Scritto da:
> > > tutto quello che dici e' applicabile a molte
> > > altri rami della scienza, l'astronomia, lo
> > studio
> > > dell'atomo etc...
> >
> > No, ma posso certamente affermarlo di qualsiasi
> > nuova teoria non provata dai fatti per un tempo
> > sufficientemente lungo. Prendi la fisica
> > quantistica, alcuni credono nella teoria delle
> > stringhe, altri no. Finché non ci saranno prove
> > oggettive a sostegno di questa teoria o meno
> > scegliere di crederci è un puro atto di fede (se
> > vuoi pilotato dalla propria esperienza, ma pur
> > sempre un "salto nel
> > buio".
> >
> >
> > > io non ho mai detto che abbiamo capito tutto,
> ma
> > > che si sono fatti grossi passi avanti negli
> > > ultimi anni;
> >
> > Io ho detto che del cervello non si sa nulla, tu
> > ti sei messo a blaterare sui neuroni. Il
> cervello
> > è composto da neuroni ma i neuroni non sono il
> > cervello, così come una pianta è composta da
> > atomi ma i singoli atomi non sono una pianta e
> > capire il singolo atomo non significa capire la
> > pianta.
> >
> > > tu probabilmente non ti saresti fatto
> problemi
> a
> > > dire a Bohr e Sommerfeld che erano dei
> coglioni
> >
> > Ho detto che sei un coglione? Dove? Potresti
> > riportarmi la frase dove ho detto che sei un
> > coglione?
> >
> > > e che la loro non era scienza ma fede, eppure
> > > hanno dato un grande contributo a quello che
> > > sappiamo oggi;
> >
> > Molte di quelle teorie si sono infatti
> dimostrate
> > false.
> >
> > > p.s. il fatto che un microprocessore non sia
> > solo
> > > hardware, ma anche software, non impedisce di
> > > leggere il programma e studiare il
> comportamento
> > > del sistema nel suo complesso; ovvio che
> questo
> > > non vuol dire che sia
> > > facile
> >
> > Ma se non sai nemmeno dirmi se il cervello è
> solo
> > hardware o hardware e software... come puoi
> anche
> > solo pensare di capirci qualcosa? Ma anche se lo
> > sapessi ci sono leggi, leggi fondate sulla
> > MATEMATICA (sai, quella cosa che lega tutte le
> > scienze), che affermano che NON è possibile fare
> > ciò che vuoi fare, ovvero capire un sistema
> > complesso se non a grandissime linee come
> appunto
> > anche solo un software poco più complesso di un
> > "Hello World". E tu vieni qui e ti metti a dire
> > che capiamo il cervello? No. Non lo capiamo. Del
> > cervello non sappiamo un tubo. Forse fra 1000
> > anni sarà diverso, oggi però è così. Non esiste
> > nemmeno un modello serio del cervello, e se non
> > c'è il modello non c'è la
> > scienza.
> >
> > Io ho parlato di *cervello*, la capisci la
> > differenza fra "neurone" e "cervello"? Comprendi
> > la differenza fra "uomo" e "atomo"? Perché più o
> > meno è la
> > stessa.
>
> scusa ma e' come se io ti chiedessi se le leggi
> della fisica mi permettono di predire l'andamento
> del mondo : la risposta e'
> no;
> questo non vuol dire che non abbiamo trovato
> spiegazione a molti dei fenomeni che si
> verificano sulla terra e che singolarmente o
> anche in sistemi non troppo complessi li possiamo
> simulare;
>
> il cervello e' diviso in molte aree (hipocampo,
> cervelletto, corteccia frontale etc etc) ed e'
> ovvio che vengono studiate per settori cercando
> poi di capire come si
> interfacciano;
>
Io ti ho detto che del *cervello* NON sappiamo nulla. Tu ti sei messo a farmi la predica sui neuroni. È come se io ti dicessi "non sappiamo cos'è un uomo" e tu te ne uscissi rispondendomi "l'uomo è fatto di atomi, gli atomi li conosco, ergo conosco l'uomo". Pensi che dare un nome ad aree palesemente diverse significhi capirne il funzionamento o capire il funzionamento generale? Se è per quello posso dirti che l'uomo ha un fegato, uno stomaco, due polmoni e via avanti. Ora ne so qualcosa di più circa cos'è un uomo a parte che ha una qualche struttura visibile dall'esterno? E tutte le strutture che non vedo? Tutti quei processi che nemmeno so come sono fatti e cosa devo cercare o tantomeno che esistono?
Non basta scrivere su una scatola un nome per capirne il funzionamento e non è nemmeno detto che il funzionamento sia capibile. Se è semplice probabilmente si può, ma appena diventa un attimino complicato eccoti che brancoli nel buio proprio come prima. Ed è una legge matematica ad affermare questo, non una semplice teoria. Esistono i così detti "problemi indecidibili", cosa ti fa pensare che il cervello non appartenga a questa categoria? Hai conoscenze sufficienti da poterlo stabilire? No? Nemmeno io, ma conosco l'informatica e ti posso dire che qualsiasi programma complesso presenta le stesse caratteristiche indecidibili e non vedo come possa la complessita di un cervello non presentare le stesse caratteristiche.
Senza contare che solo in linea di principio un cervello è uguale ad un altro, ma si da il caso che ognuno è diverso da quelli precedenti e successivi, cambiano persino i collegamenti neurali fra i vari neuroni passndo da uno all'altro. Non si tratta solo di un fatto estetico. Puoi dirmi che due sassi con la stessa massa sono equivalenti per la legge del moto... ma puoi fare altrettanto con due cervelli distinti?
Con tutte queste difficoltà come fai quindi ad affermare che del cervello ne sappiamo qualcosa? Intendo qualcosa di _utile_, figurarsi capire se esistono o meno problemi etici in una sua simulazione identica.
Il cervello è una cosa troppo complessa per essere in grado di capirla _oggi_, è ancora troppo presto per affermare che ne sappiamo _qualcosa_ e forse quel giorno non è nemmeno destinato a venire. E questi tizi vengono a dirmi che non ci sono problemi etici? L'hanno letto sulla Bibbia? Perché solo lì possono averlo letto o solo da lì possono averlo dedotto.
- Scritto da:
> tutto quello che dici e' applicabile a molte
> altri rami della scienza, l'astronomia, lo studio
> dell'atomo etc...
No, ma posso certamente affermarlo di qualsiasi nuova teoria non provata dai fatti per un tempo sufficientemente lungo. Prendi la fisica quantistica, alcuni credono nella teoria delle stringhe, altri no. Finché non ci saranno prove oggettive a sostegno di questa teoria o meno scegliere di crederci è un puro atto di fede (se vuoi pilotato dalla propria esperienza, ma pur sempre un "salto nel buio".
> io non ho mai detto che abbiamo capito tutto, ma
> che si sono fatti grossi passi avanti negli
> ultimi anni;
Io ho detto che del cervello non si sa nulla, tu ti sei messo a blaterare sui neuroni. Il cervello è composto da neuroni ma i neuroni non sono il cervello, così come una pianta è composta da atomi ma i singoli atomi non sono una pianta e capire il singolo atomo non significa capire la pianta.
> tu probabilmente non ti saresti fatto problemi a
> dire a Bohr e Sommerfeld che erano dei coglioni
Ho detto che sei un coglione? Dove? Potresti riportarmi la frase dove ho detto che sei un coglione?
> e che la loro non era scienza ma fede, eppure
> hanno dato un grande contributo a quello che
> sappiamo oggi;
Molte di quelle teorie si sono infatti dimostrate false.
> p.s. il fatto che un microprocessore non sia solo
> hardware, ma anche software, non impedisce di
> leggere il programma e studiare il comportamento
> del sistema nel suo complesso; ovvio che questo
> non vuol dire che sia
> facile
Ma se non sai nemmeno dirmi se il cervello è solo hardware o hardware e software... come puoi anche solo pensare di capirci qualcosa? Ma anche se lo sapessi ci sono leggi, leggi fondate sulla MATEMATICA (sai, quella cosa che lega tutte le scienze), che affermano che NON è possibile fare ciò che vuoi fare, ovvero capire un sistema complesso se non a grandissime linee come appunto anche solo un software poco più complesso di un "Hello World". E tu vieni qui e ti metti a dire che capiamo il cervello? No. Non lo capiamo. Del cervello non sappiamo un tubo. Forse fra 1000 anni sarà diverso, oggi però è così. Non esiste nemmeno un modello serio del cervello, e se non c'è il modello non c'è la scienza.
Io ho parlato di *cervello*, la capisci la differenza fra "neurone" e "cervello"? Comprendi la differenza fra "uomo" e "atomo"? Perché più o meno è la stessa.
> tutto quello che dici e' applicabile a molte
> altri rami della scienza, l'astronomia, lo studio
> dell'atomo etc...
No, ma posso certamente affermarlo di qualsiasi nuova teoria non provata dai fatti per un tempo sufficientemente lungo. Prendi la fisica quantistica, alcuni credono nella teoria delle stringhe, altri no. Finché non ci saranno prove oggettive a sostegno di questa teoria o meno scegliere di crederci è un puro atto di fede (se vuoi pilotato dalla propria esperienza, ma pur sempre un "salto nel buio".
> io non ho mai detto che abbiamo capito tutto, ma
> che si sono fatti grossi passi avanti negli
> ultimi anni;
Io ho detto che del cervello non si sa nulla, tu ti sei messo a blaterare sui neuroni. Il cervello è composto da neuroni ma i neuroni non sono il cervello, così come una pianta è composta da atomi ma i singoli atomi non sono una pianta e capire il singolo atomo non significa capire la pianta.
> tu probabilmente non ti saresti fatto problemi a
> dire a Bohr e Sommerfeld che erano dei coglioni
Ho detto che sei un coglione? Dove? Potresti riportarmi la frase dove ho detto che sei un coglione?
> e che la loro non era scienza ma fede, eppure
> hanno dato un grande contributo a quello che
> sappiamo oggi;
Molte di quelle teorie si sono infatti dimostrate false.
> p.s. il fatto che un microprocessore non sia solo
> hardware, ma anche software, non impedisce di
> leggere il programma e studiare il comportamento
> del sistema nel suo complesso; ovvio che questo
> non vuol dire che sia
> facile
Ma se non sai nemmeno dirmi se il cervello è solo hardware o hardware e software... come puoi anche solo pensare di capirci qualcosa? Ma anche se lo sapessi ci sono leggi, leggi fondate sulla MATEMATICA (sai, quella cosa che lega tutte le scienze), che affermano che NON è possibile fare ciò che vuoi fare, ovvero capire un sistema complesso se non a grandissime linee come appunto anche solo un software poco più complesso di un "Hello World". E tu vieni qui e ti metti a dire che capiamo il cervello? No. Non lo capiamo. Del cervello non sappiamo un tubo. Forse fra 1000 anni sarà diverso, oggi però è così. Non esiste nemmeno un modello serio del cervello, e se non c'è il modello non c'è la scienza.
Io ho parlato di *cervello*, la capisci la differenza fra "neurone" e "cervello"? Comprendi la differenza fra "uomo" e "atomo"? Perché più o meno è la stessa.
- Scritto da: Caccola
>
> - Scritto da: Rin Kobayashi
> > - Scritto da:
> > > > Non sappiamo niente del cervello e di come
> > > > funziona.
> > >
> > > cosa intendi per niente scusa

> >
> > Esattamente quello che sembra significare.
>
>
> Sei un coglione fatto e finito.
Nessuno ti obbliga a leggere le mie "coglionate", anzi, fammi un favore, smetti proprio di leggere tutti i post in cui intervengo. Tanto sono un coglione.
Quando sei parte di una minoranza in via d'estinzione
Ad
https://images2.imgbox.com/d3/da/AZxsgAEN_o.png
ma se vuoi difendere la tua etnia e le tue terre sei "razzista"
- Scritto da:
> Che non esiste un modello globale e chissa quando
> ci arriveremo ti do ragione;
Non so se te ne sei accorto, ma io stavo parlando DEL CERVELLO, non del singolo neurone.
Se non esiste un modello, allora non esiste una scienza.
> ma su singole parti
> del cervello (non neuroni, ma aree intere ) ci
> sono modelli sufficentemente dettagliati da
> riuscire a predire il comportamento basandosi sui
> segnali di
> ingresso;
Posso progettarti un circuito elettrico che per 1'000'000 di volte si comporterà in un modo, la volta numero 1'000'001 cambierà completamente comportamento. Qui stiamo parlando di oggetti complessi che interagiscono fra loro, NESSUNO ti può garantire che tu abbia davvero capito il funzionamento. Stai studiando una "scatola nera" di cui non sai niente o quasi niente e pensi di essere in grado di comprenderne la natura in base ai segnali di ingresso e di uscita?
> > Una cosa simile per il cervello NON esiste.
>
> ma questo e' falso;
Vedi sopra.
> anche il modello dell'atomo ha subito notevoli
> evoluzioni nel tempo e pure il modello attuale
> sappiamo che non e' certo completo, ma questo non
> ha mandato a farsi friggere le leggi del moto
>
Le leggi della fisica partono da un modello semplice che va affinandosi man mano che le conoscenze aumentano. Dopo centinaia di anni si è giunti a conoscenze piuttosto dettagliate e nonostante questo molte cose ancora sfuggono.
Tu poco sopra hai ammesso che per il cervello un modello non esiste ma che esiste solo per alcune aree selezionate dello stesso, e io ti ho fatto notare che non è detto che quel comportamento si basi unicamente sulle "connessioni elettriche" visto che non ci stiamo basando su mere leggi fisiche.
Un sasso cadrà sempre seguendo la legge del moto, un sistema programmabile può comportarsi in modo diverso. Anche il sistema programmabile può essere studiato (se ne conosci OLTRE che i collegamenti e il funzionamento delle singole componenti ANCHE il software), ma FINO AD UN CERTO PUNTO, e infatti in informatica c'è una legge che ti dice che puoi capire il funzionamento di un software solo fino ad un determinato punto. In altre parole, se il software è banale allora è comprensibile e puoi prevederne sempre l'output, se non lo è non puoi affermare nulla su di esso, nemmeno che faccia il lavoro per cui è stato progettato... figurarsi capirne uno progettato da qualcun altro (una persona, dio, il caso, la fatina dei dentini) e il cui progetto è ignoto.
Ora, il cervello si basa unicamente su leggi fisiche come il sasso, oppure ciò che lo governa è anche altro (come un sistema a microprocessore)?
È inutile che mi dici "eh si però tutte le volte che a questa scatola nera diamo dentro questo input ci risponde così"... come ti ho detto posso fartene una uguale che per tot volte si comporta come dici e appena succede qualche evento (esterno o interno) smette di comportarsi in quel modo e addio al modello che ti sei fatto. Puoi garantirmi che non è così nel caso delle tue scatole nere?
Su cosa basi queste tue convinzioni? Visto che non si può partire dalle conoscenze su un singolo neurone e arrivare a capire l'interazione fra milioni di neuroni la risposta è molto semplice: la fede.
> Che non esiste un modello globale e chissa quando
> ci arriveremo ti do ragione;
Non so se te ne sei accorto, ma io stavo parlando DEL CERVELLO, non del singolo neurone.
Se non esiste un modello, allora non esiste una scienza.
> ma su singole parti
> del cervello (non neuroni, ma aree intere ) ci
> sono modelli sufficentemente dettagliati da
> riuscire a predire il comportamento basandosi sui
> segnali di
> ingresso;
Posso progettarti un circuito elettrico che per 1'000'000 di volte si comporterà in un modo, la volta numero 1'000'001 cambierà completamente comportamento. Qui stiamo parlando di oggetti complessi che interagiscono fra loro, NESSUNO ti può garantire che tu abbia davvero capito il funzionamento. Stai studiando una "scatola nera" di cui non sai niente o quasi niente e pensi di essere in grado di comprenderne la natura in base ai segnali di ingresso e di uscita?

> > Una cosa simile per il cervello NON esiste.
>
> ma questo e' falso;
Vedi sopra.
> anche il modello dell'atomo ha subito notevoli
> evoluzioni nel tempo e pure il modello attuale
> sappiamo che non e' certo completo, ma questo non
> ha mandato a farsi friggere le leggi del moto
>

Le leggi della fisica partono da un modello semplice che va affinandosi man mano che le conoscenze aumentano. Dopo centinaia di anni si è giunti a conoscenze piuttosto dettagliate e nonostante questo molte cose ancora sfuggono.
Tu poco sopra hai ammesso che per il cervello un modello non esiste ma che esiste solo per alcune aree selezionate dello stesso, e io ti ho fatto notare che non è detto che quel comportamento si basi unicamente sulle "connessioni elettriche" visto che non ci stiamo basando su mere leggi fisiche.
Un sasso cadrà sempre seguendo la legge del moto, un sistema programmabile può comportarsi in modo diverso. Anche il sistema programmabile può essere studiato (se ne conosci OLTRE che i collegamenti e il funzionamento delle singole componenti ANCHE il software), ma FINO AD UN CERTO PUNTO, e infatti in informatica c'è una legge che ti dice che puoi capire il funzionamento di un software solo fino ad un determinato punto. In altre parole, se il software è banale allora è comprensibile e puoi prevederne sempre l'output, se non lo è non puoi affermare nulla su di esso, nemmeno che faccia il lavoro per cui è stato progettato... figurarsi capirne uno progettato da qualcun altro (una persona, dio, il caso, la fatina dei dentini) e il cui progetto è ignoto.
Ora, il cervello si basa unicamente su leggi fisiche come il sasso, oppure ciò che lo governa è anche altro (come un sistema a microprocessore)?
È inutile che mi dici "eh si però tutte le volte che a questa scatola nera diamo dentro questo input ci risponde così"... come ti ho detto posso fartene una uguale che per tot volte si comporta come dici e appena succede qualche evento (esterno o interno) smette di comportarsi in quel modo e addio al modello che ti sei fatto. Puoi garantirmi che non è così nel caso delle tue scatole nere?
Su cosa basi queste tue convinzioni? Visto che non si può partire dalle conoscenze su un singolo neurone e arrivare a capire l'interazione fra milioni di neuroni la risposta è molto semplice: la fede.
- Scritto da: nathan71
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> per parte della giornata è stata ricavata dal
> vento più della metà dellenergia elettrica
> necessaria al Paese (il
> 53%).
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> in fondo all'articolo: "entro la fine dellanno
> la Spagna otterrà un quarto dellenergia che le
> serve dalle fonti rinnovabili in primo luogo il
> vento a seguire energia idroelettrica e
> solare".
Questa è una buona notizia e dimostra che chi sostiene che non è possibile avere un'energia pulita e rinnovabile che sostituisca in buona parte quella non rinnovabile sta mentendo.
Quello che serve è mettersi al lavoro in questo senso e liberarsi magari nel mentre di qualche fanatico ambientalista che ritiene le torri eoliche un danno per l'ambiente (quando è un danno molto più grave non avercele).
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> > > > > > > > > > > > Non sappiamo niente del
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> > > > > > > > > > > cosa intendi per niente scusa
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> > > > > > > > > > Esattamente quello che sembra
> > > > > significare.
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > bhe mi spiace, ma sei decisamente
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> > > > > > > informato,
> > > > > > > > > siamo un po' più avanti del niente
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> > > > > > > > Sono sicuro che i preti ti daranno
> > > > ragione.
> > > > > > > Anche
> > > > > > > > loro ritengono di essere molto ben
> > > > > > > > informati.
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> > > > > > > http://www.cell.com/neuron/

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> [img]http://unodicinque.blog.kataweb.it/files/phot
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> > > > > se consideri allo stesso modo delle
> riviste
> > > > > scientifiche e libri sacri siamo a posto
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> > > > Prima di considerare lo studio del cervello
> > una
> > > > scienza mi aspetto molto ma molto di più del
> > > > capirne meramente qualche base del
> > funzionamento
> > > > delle sue microscopiche componenti e qualche
> > > > bella teoria tenute assieme dallo sputo e
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> > > > Se ne riparlerà fra 1000 anni, quando
> _forse_
> > > > sarà diventata una
> > > > scienza.
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> > > se una cosa non la conosci tu, allora non
> > esiste
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> > > scusa, ma sei un po' troppo arrogante e mal
> > > informato
> >
> > Libero di crederci. Mentre te ne vai raccogli
> > anche il tuo
> > breviario.
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> Mi sa che quello che fa atto di fede in questo
> caso sei tu, visto che non parlo per sentito dire
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Nemmeno i preti parlano per sentito dire, sono convinti di avere "la verità". Chiedilo a LDSBoy ad esempio, sono certo che ti dirà con assoluta convinzione che un angelo è sceso dal cielo per regalare al suo santone un libro d'oro con su la parola di dio.
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> > > > > > Esattamente quello che sembra
> significare.
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> > > > > per caso ritieni lo stesso anche di
> fisica
> e
> > > > > chimica
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> > > > No.
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> > > differenze fra neuroscienze e fisica o chimica
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> > La stessa che passa fra il capire davvero il
> > funzionamento di un oggetto (fisica e chimica) e
> > inventarsi tante belle favolette sostenute solo
> > da qualche osservazione sparsa un po' in giro. O
> > se vuoi la stessa differenza che passa dal
> capire
> > le leggi del moto al limitarsi a dire "è dio che
> > ha deciso
> > così".
>
> ma che cavolate stai dicendo?

> guarda che nelle neurosciente si usano gli stessi
> metodi dimostrazioni e verifiche che in fisica e
> chimica
>

Già, peccato che nemmeno la fisica quantistica può essere _ancora_ ritenuta una scienza quando si comincia a considerare le interazioni di poco più di qualche particella elementare.
In altre parole, finché si tratta di capire a grandi linee come funziona un elettrone si può anche farlo, ci sono leggi che ne regolano il modo seppur probabilistiche (vista la natura delle particelle in esame). Ma appena provi ad applicare queste conoscenze a casi un po' più complessi i conti aumentano di complessità in forma esponenziale e tutta la fisica quantistica diventa pressocché inutilizzabile.
Cosa ti fa pensare che anche se si capisse il funzionamento esatto di un neurone tu, o chiunque altro, potreste predirne il funzionamento in gruppo tanto da arrivare addirittura a definire cos'è e come funziona un intero cervello (con miliardi di queste componenti collegate fra loro in modo apparentemente casuale)?
La differenza, se vuoi, è che la fisica ha altre leggi che entrano in funzione sui sistemi complessi, che seppur si sappia sono basate su conoscenze sbagliate... funzionano e prevedono il loro comportamento a livello macroscopico (senza però riuscire a scendere oltre un certo livello). Tu prendi un sasso, lo lanci con una certa angolazione e una certa velocità, e seguirà (a grandi linee) la legge del moto pur non sapendo cosa avviene a livello subatomico.
Una cosa simile per il cervello NON esiste. NON si sa nulla di come funziona, si conoscono solo alcune teorie base sul funzionamento delle sue micro-componenti (come affermare che il fatto di conoscere la legge di shroedinger equivale a conoscere lo sviluppo biologico delle piante), si hanno solo teorie empiriche a volte sostenute dai fatti e a volte no.
E sono proprio i signori che stanno simulando quel cervello ad ammettere che raggiunta una certa complessità anche la stessa simulazione è così complessa che si dimostra quasi inutile per poter proseguire lo studio.
Dunque, quando ci saranno teorie sostenute dai fatti (che magari potranno pure svilupparsi grazie a queste simulazioni), si potrà _incominciare_ a considerare tale materia una scienza o una quasi scienza. Fino ad allora sarà solo un tirare ad indovinare e sperare di azzeccarci qualcosa... sicuramente una cosa lecita, ma che non fa di questa materia una scienza.
AH SI ma NO Non lo so
Ad
http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
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> > > se consideri allo stesso modo delle riviste
> > > scientifiche e libri sacri siamo a posto
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> > Prima di considerare lo studio del cervello una
> > scienza mi aspetto molto ma molto di più del
> > capirne meramente qualche base del funzionamento
> > delle sue microscopiche componenti e qualche
> > bella teoria tenute assieme dallo sputo e dallo
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> > Se ne riparlerà fra 1000 anni, quando _forse_
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> > scienza.
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> se una cosa non la conosci tu, allora non esiste
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> scusa, ma sei un po' troppo arrogante e mal
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Libero di crederci. Mentre te ne vai raccogli anche il tuo breviario.
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> > No.
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La stessa che passa fra il capire davvero il funzionamento di un oggetto (fisica e chimica) e inventarsi tante belle favolette sostenute solo da qualche osservazione sparsa un po' in giro. O se vuoi la stessa differenza che passa dal capire le leggi del moto al limitarsi a dire "è dio che ha deciso così".
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> scientifiche e libri sacri siamo a posto
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Prima di considerare lo studio del cervello una scienza mi aspetto molto ma molto di più del capirne meramente qualche base del funzionamento delle sue microscopiche componenti e qualche bella teoria tenute assieme dallo sputo e dallo zucchero filato.
Se ne riparlerà fra 1000 anni, quando _forse_ sarà diventata una scienza.