Il Brasile ha vinto 5 mondiali con allenatori bianchi nonostante in quei posti non manchino negri e affini.
Già da molto tempo ho notato una cosa: non esistono al mondo famosi allenatori di calcio negri a parte Rijkaard che non è nemmeno un negro puro. Come ve lo spiegate?
**Modificato dall'autore il 25.06.2012 23:01**
**Modificato dall'autore il 25.06.2012 23:01**
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> Scritto da: Ordine Reich 2
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> > > > > > Quando ho iniziato a scrivere qui mi ero promesso di non parlarne e difatti se ben notate ho sempre parlato di razza bianca e della sua salvezza, qualche accenno al NS, ma preferivo parlare di attualità.
> > > > > > Di Olocazzo invece non ho mai parlato, se ben ricordavate dicevo: "è un discorso troppo complicato per parlarne qui".
> > > > > > Poi però mi avete rotto i coglioni, mi avete stuzzicato, vi sto rispondendo, ma non ho intenzione di andare oltre. Tornerò a parlare di razza bianca, di attualità. A me interessa salvare la mia razza, il nazionalsocialismo è un capitolo chiuso, non credo mai tornerà.
> > > > > > uuuuuuu!
> > > > >
> > > > > se vuoi salvare la tua razza vattene immediatamente dalla celtica Padania e tornatene nel regno Borbonico : TERUN
> > > >
> > > > Non è colpa mia se non sai la differenza tra razza e popolazione.
> > >
> > > terroni e padani sarebbero forse la stessa razza
> >
> > Si.
> >
>
> chissà come mai però un terrone lo distingui a vista senza nessun problema (e pure senza usare l'olfatto per la puzza)
Per la stessa ragione per cui riesci a distinguere uno scandinavo da uno spagnolo o un russo da uno scozzese o un rumeno da un ucraino. Perchè la razza bianca ha il suo interno delle splendide varietà. I genetisti che fanno le admixture non usano il termine bianco, ma caucasico.
> Scritto da: Ordine Reich 2
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> > > > > > Quando ho iniziato a scrivere qui mi ero promesso di non parlarne e difatti se ben notate ho sempre parlato di razza bianca e della sua salvezza, qualche accenno al NS, ma preferivo parlare di attualità.
> > > > > > Di Olocazzo invece non ho mai parlato, se ben ricordavate dicevo: "è un discorso troppo complicato per parlarne qui".
> > > > > > Poi però mi avete rotto i coglioni, mi avete stuzzicato, vi sto rispondendo, ma non ho intenzione di andare oltre. Tornerò a parlare di razza bianca, di attualità. A me interessa salvare la mia razza, il nazionalsocialismo è un capitolo chiuso, non credo mai tornerà.
> > > > > > uuuuuuu!
> > > > >
> > > > > se vuoi salvare la tua razza vattene immediatamente dalla celtica Padania e tornatene nel regno Borbonico : TERUN

> > > >
> > > > Non è colpa mia se non sai la differenza tra razza e popolazione.
> > >
> > > terroni e padani sarebbero forse la stessa razza

> >
> > Si.
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> chissà come mai però un terrone lo distingui a vista senza nessun problema (e pure senza usare l'olfatto per la puzza)

Per la stessa ragione per cui riesci a distinguere uno scandinavo da uno spagnolo o un russo da uno scozzese o un rumeno da un ucraino. Perchè la razza bianca ha il suo interno delle splendide varietà. I genetisti che fanno le admixture non usano il termine bianco, ma caucasico.
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> > > > Quando ho iniziato a scrivere qui mi ero promesso di non parlarne e difatti se ben notate ho sempre parlato di razza bianca e della sua salvezza, qualche accenno al NS, ma preferivo parlare di attualità.
> > > > Di Olocazzo invece non ho mai parlato, se ben ricordavate dicevo: "è un discorso troppo complicato per parlarne qui".
> > > > Poi però mi avete rotto i coglioni, mi avete stuzzicato, vi sto rispondendo, ma non ho intenzione di andare oltre. Tornerò a parlare di razza bianca, di attualità. A me interessa salvare la mia razza, il nazionalsocialismo è un capitolo chiuso, non credo mai tornerà.
> > > > uuuuuuu!
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> > > se vuoi salvare la tua razza vattene immediatamente dalla celtica Padania e tornatene nel regno Borbonico : TERUN
> >
> > Non è colpa mia se non sai la differenza tra razza e popolazione.
>
> terroni e padani sarebbero forse la stessa razza
Si.
> Scritto da: Ordine Reich 2
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> > > Scritto da: Ordine Reich 2
> > > > Quando ho iniziato a scrivere qui mi ero promesso di non parlarne e difatti se ben notate ho sempre parlato di razza bianca e della sua salvezza, qualche accenno al NS, ma preferivo parlare di attualità.
> > > > Di Olocazzo invece non ho mai parlato, se ben ricordavate dicevo: "è un discorso troppo complicato per parlarne qui".
> > > > Poi però mi avete rotto i coglioni, mi avete stuzzicato, vi sto rispondendo, ma non ho intenzione di andare oltre. Tornerò a parlare di razza bianca, di attualità. A me interessa salvare la mia razza, il nazionalsocialismo è un capitolo chiuso, non credo mai tornerà.
> > > > uuuuuuu!
> > >
> > > se vuoi salvare la tua razza vattene immediatamente dalla celtica Padania e tornatene nel regno Borbonico : TERUN

> >
> > Non è colpa mia se non sai la differenza tra razza e popolazione.
>
> terroni e padani sarebbero forse la stessa razza

Si.
Scritto da: gengiva
> ragazzo qual è il tuo problema? che è tutta sta xenofobia e tutto questo razzismo?
>
> cosa ti preoccupa? di cosa hai paura?
> dei negroni "bula bula cazzu grossu"?
> dell'ebreo cattivone che ti ruba i soldi?
>
> non puoi vivere la tua misera esistenza sbattendotene i coglioni di ste cazzate
Sono incazzato!!! Un discorso così palesemente mescolazionista, dove si dice "mescolamento razziale" come se fosse un OBIETTIVO ( e difatti lo è) non lo avevo mai sentito!!!
Rabbia e odio contro questa gente!
> ragazzo qual è il tuo problema? che è tutta sta xenofobia e tutto questo razzismo?
>
> cosa ti preoccupa? di cosa hai paura?
> dei negroni "bula bula cazzu grossu"?
> dell'ebreo cattivone che ti ruba i soldi?
>
> non puoi vivere la tua misera esistenza sbattendotene i coglioni di ste cazzate

Sono incazzato!!! Un discorso così palesemente mescolazionista, dove si dice "mescolamento razziale" come se fosse un OBIETTIVO ( e difatti lo è) non lo avevo mai sentito!!!
Rabbia e odio contro questa gente!
Multiculturalismo a Bruxelles
Ad
https://www.davidicke.com/article/513643/firemen-flee-attacked-migrant-youths-multicultural-molenbeek
“They call us for small fires and attack us while we want to help.”
Scritto da:
> Scritto da: Ordine Reich 2
> > Quando ho iniziato a scrivere qui mi ero promesso di non parlarne e difatti se ben notate ho sempre parlato di razza bianca e della sua salvezza, qualche accenno al NS, ma preferivo parlare di attualità.
> > Di Olocazzo invece non ho mai parlato, se ben ricordavate dicevo: "è un discorso troppo complicato per parlarne qui".
> > Poi però mi avete rotto i coglioni, mi avete stuzzicato, vi sto rispondendo, ma non ho intenzione di andare oltre. Tornerò a parlare di razza bianca, di attualità. A me interessa salvare la mia razza, il nazionalsocialismo è un capitolo chiuso, non credo mai tornerà.
> > uuuuuuu!
>
> se vuoi salvare la tua razza vattene immediatamente dalla celtica Padania e tornatene nel regno Borbonico : TERUN
Non è colpa mia se non sai la differenza tra razza e popolazione.
> Scritto da: Ordine Reich 2
> > Quando ho iniziato a scrivere qui mi ero promesso di non parlarne e difatti se ben notate ho sempre parlato di razza bianca e della sua salvezza, qualche accenno al NS, ma preferivo parlare di attualità.
> > Di Olocazzo invece non ho mai parlato, se ben ricordavate dicevo: "è un discorso troppo complicato per parlarne qui".
> > Poi però mi avete rotto i coglioni, mi avete stuzzicato, vi sto rispondendo, ma non ho intenzione di andare oltre. Tornerò a parlare di razza bianca, di attualità. A me interessa salvare la mia razza, il nazionalsocialismo è un capitolo chiuso, non credo mai tornerà.
> > uuuuuuu!
>
> se vuoi salvare la tua razza vattene immediatamente dalla celtica Padania e tornatene nel regno Borbonico : TERUN

Non è colpa mia se non sai la differenza tra razza e popolazione.
Quando ho iniziato a scrivere qui mi ero promesso di non parlarne e difatti se ben notate ho sempre parlato di razza bianca e della sua salvezza, qualche accenno al NS, ma preferivo parlare di attualità.
Di Olocazzo invece non ho mai parlato, se ben ricordavate dicevo: "è un discorso troppo complicato per parlarne qui".
Poi però mi avete rotto i coglioni, mi avete stuzzicato, vi sto rispondendo, ma non ho intenzione di andare oltre. Tornerò a parlare di razza bianca, di attualità. A me interessa salvare la mia razza, il nazionalsocialismo è un capitolo chiuso, non credo mai tornerà.
uuuuuuu!
Di Olocazzo invece non ho mai parlato, se ben ricordavate dicevo: "è un discorso troppo complicato per parlarne qui".
Poi però mi avete rotto i coglioni, mi avete stuzzicato, vi sto rispondendo, ma non ho intenzione di andare oltre. Tornerò a parlare di razza bianca, di attualità. A me interessa salvare la mia razza, il nazionalsocialismo è un capitolo chiuso, non credo mai tornerà.
uuuuuuu!
Scritto da:
> Scritto da: Ordine Reich 2
>
> > Imporre misure tese a prevenire le nascite all'interno del gruppo;
>
> coglione
>
perchè?
> Scritto da: Ordine Reich 2
>
> > Imporre misure tese a prevenire le nascite all'interno del gruppo;
>
> coglione

>
perchè?
(...)
Nel documentario di Steven Spielberg, Irene Zisblatt racconta di aver ingoiato e defecato diamanti per un anno e mezzo, mentre era detenuta a Auschwitz oppure partecipava a una "marcia della morte" – cioè, negli ultimi giorni della guerra, a una marcia di evacuazione da un campo di concentramento all’altro, in una Germania sottoposta a bombardamenti incessanti della propria rete ferroviaria e di comunicazioni.
Quindi, nel 1994, in occasione di una prima testimonianza filmata, Irene Zisblatt aveva dichiarato di aver ingoiato i diamanti una sola volta. Sosteneva che sua madre le aveva cucito i diamanti nella camicia per permetterle di comperare del pane.
Sosteneva che la sua pelle era stata scelta dai tedeschi per fabbricare un paralume, che il numero tatuato sul braccio le era stato tolto dal Dr. Josef Mengele, ad Auschwitz, e che era riuscita a scappare da una"camera a gas".
Secondo il suo racconto, la "camera a gas" era talmente piena di gente che la SS di guardia non riusciva a chiudere la porta. Così ha fatto uscire Irene Zisblatt per fare posto e poter chiudere la porta. In realtà, la porta della falsa "camera a gas" di Auschwitz (sempre che stesse parlando di Auschwitz!), si apre verso l’interno della stanza e non verso l’esterno, quindi questa porta avrebbe potuto essere chiusa nonostante la presenza di numerosi deportati nella stanza.
Allora Irene Zisblatt racconta di essersi nascosta sotto al
crematorio (mentre, in realtà, non c’è alcun spazio vuoto fra l’edificio e il terreno situato al di sotto) ed aver udito le grida delle vittime gasate.
Secondo il suo racconto, un giovane deportato ebreo che lavorava alla “camera a gas” l’avrebbe scoperta e poi lanciata, oltre il filo spinato di Auschwitz, su un vagone di un treno destinato ad un campo di lavoro.
In un’altra versione, questo aneddoto si trasforma in una allucinazione che avrebbe avuto, nel 1994, visitando il campo di concentramento.
Anche Alice Lok Cahana sostiene di essere fuggita da una “camera a gas” dopo esservi entrata.
Irene Zisblatt afferma di essere stata usata come cavia umana per Josef Mengele per degli esperimenti miranti a far cambiare il colore degli occhi. Racconta inoltre di aver udito una conversazione fra suo padre e un altro uomo che diceva che i tedeschi prendevano i bambini ebrei e li smembravano tirando le gambe verso l’esterno, prima di gettare i loro cadaveri nel fiume Dniestr in Ucraina.
In realtà, l’aneddoto dei paralumi (abat-jours) in pelle umana è un’invenzione della divisione americana addetta alla guerra psicologica. Dopo la liberazione del campo di Buchenwald, gli americani hanno costretto degli abitanti che vivevano nelle vicinanze a visitarlo.
Su un tavolo erano esposti un paralume da comodino in pelle umana, dei pezzi di pelle tatuata e persino delle teste rimpicciolite alla maniera degli Indios Jivaros del Sudamerica. La scena fu filmata dal regista americano ebreo Samuel (Billy) Wilder.
Irene Zisblatt non fu mai tatuata perché faceva parte di un elenco di ebrei in transito che non venivano mai tatuati.
Il suo racconto circa il tatuaggio tolto da Josef Mengele è un’invenzione mirante a “spiegare” l’assenza del numero tatuato sul braccio.
In quanto ai bambini smembrati dai tedeschi prima di essere gettati nel Dniestr, in un'altra versione, Irene Zisblatt racconta questo aneddoto come un incubo fatto da un deportato e non come una storia autentica.
Nel 1994 Irene Zisblatt affermò che, per suicidarsi, alcuni deportati si erano lanciati sui fili spinati del campo con la corrente elettrica.
Secondo lei, poiché i tedeschi volevano impedire questi suicidi, minacciarono, per ogni caso, di torturare a morte cinque deportati a titolo di rappresaglia. Nel 1998, evocando nuovamente questo aneddoto, essa modificò la sua versione, sostenendo, questa volta, che ogni suicidio era punito con l’esecuzione di cento deportati tramite fucilazione in presenza di altri.
Irene Zisblatt mentì ugualmente circa una “marcia della morte”, alla quale avrebbe partecipato, fra i campi di concentramento di Neuengamme e di Theresienstadt. Invece i documenti della Croce Rossa che essa esibisce e quelli dei campi provano in realtà che fu trasferita fra i campi di concentramento di Gross Rosen e Flossenburg, il 6 Marzo 1945.
Nella sua autobiografia, sostiene di essere stata liberata a Pilsen, in Cecoslovacchia, dalla Terza Armata americana del Generale Patton. Sostiene anche che il Gen. Patton venne al suo capezzale, in un ospedale militare e che l’avrebbe omaggiata di una nastrino stellato preso dalla sua uniforme.
In verità, questo aneddoto è un plagio di una storia raccontata da un'altra deportata in un libro, e non un esperienza personale di Irene Zisblatt.
In realtà essa fu liberata ad un centinaio di kilometri da Pilsen.
Si è messa improvvisamente a evocare i suoi “ricordi” agli inizi degli anni 90, dopo aver mantenuto il silenzio per decine di anni.
(...)
nel filmato sotto riportato "THE LAST DAYS OF THE BIG LIE" - Gli ultimi giorni della grande menzogna - il definitivo SPUTTANAMENTO del premiatissimo documentario di Spielberg (quello in cui "è tutto vero") ad opera di Eric Hunt... un documento importantissimo... un gran bel grattacapo per gli "sterminazionisti".
**Modificato dall'autore il 25.06.2012 20:44**
Nel documentario di Steven Spielberg, Irene Zisblatt racconta di aver ingoiato e defecato diamanti per un anno e mezzo, mentre era detenuta a Auschwitz oppure partecipava a una "marcia della morte" – cioè, negli ultimi giorni della guerra, a una marcia di evacuazione da un campo di concentramento all’altro, in una Germania sottoposta a bombardamenti incessanti della propria rete ferroviaria e di comunicazioni.
Quindi, nel 1994, in occasione di una prima testimonianza filmata, Irene Zisblatt aveva dichiarato di aver ingoiato i diamanti una sola volta. Sosteneva che sua madre le aveva cucito i diamanti nella camicia per permetterle di comperare del pane.
Sosteneva che la sua pelle era stata scelta dai tedeschi per fabbricare un paralume, che il numero tatuato sul braccio le era stato tolto dal Dr. Josef Mengele, ad Auschwitz, e che era riuscita a scappare da una"camera a gas".
Secondo il suo racconto, la "camera a gas" era talmente piena di gente che la SS di guardia non riusciva a chiudere la porta. Così ha fatto uscire Irene Zisblatt per fare posto e poter chiudere la porta. In realtà, la porta della falsa "camera a gas" di Auschwitz (sempre che stesse parlando di Auschwitz!), si apre verso l’interno della stanza e non verso l’esterno, quindi questa porta avrebbe potuto essere chiusa nonostante la presenza di numerosi deportati nella stanza.
Allora Irene Zisblatt racconta di essersi nascosta sotto al
crematorio (mentre, in realtà, non c’è alcun spazio vuoto fra l’edificio e il terreno situato al di sotto) ed aver udito le grida delle vittime gasate.
Secondo il suo racconto, un giovane deportato ebreo che lavorava alla “camera a gas” l’avrebbe scoperta e poi lanciata, oltre il filo spinato di Auschwitz, su un vagone di un treno destinato ad un campo di lavoro.
In un’altra versione, questo aneddoto si trasforma in una allucinazione che avrebbe avuto, nel 1994, visitando il campo di concentramento.
Anche Alice Lok Cahana sostiene di essere fuggita da una “camera a gas” dopo esservi entrata.
Irene Zisblatt afferma di essere stata usata come cavia umana per Josef Mengele per degli esperimenti miranti a far cambiare il colore degli occhi. Racconta inoltre di aver udito una conversazione fra suo padre e un altro uomo che diceva che i tedeschi prendevano i bambini ebrei e li smembravano tirando le gambe verso l’esterno, prima di gettare i loro cadaveri nel fiume Dniestr in Ucraina.
In realtà, l’aneddoto dei paralumi (abat-jours) in pelle umana è un’invenzione della divisione americana addetta alla guerra psicologica. Dopo la liberazione del campo di Buchenwald, gli americani hanno costretto degli abitanti che vivevano nelle vicinanze a visitarlo.
Su un tavolo erano esposti un paralume da comodino in pelle umana, dei pezzi di pelle tatuata e persino delle teste rimpicciolite alla maniera degli Indios Jivaros del Sudamerica. La scena fu filmata dal regista americano ebreo Samuel (Billy) Wilder.
Irene Zisblatt non fu mai tatuata perché faceva parte di un elenco di ebrei in transito che non venivano mai tatuati.
Il suo racconto circa il tatuaggio tolto da Josef Mengele è un’invenzione mirante a “spiegare” l’assenza del numero tatuato sul braccio.
In quanto ai bambini smembrati dai tedeschi prima di essere gettati nel Dniestr, in un'altra versione, Irene Zisblatt racconta questo aneddoto come un incubo fatto da un deportato e non come una storia autentica.
Nel 1994 Irene Zisblatt affermò che, per suicidarsi, alcuni deportati si erano lanciati sui fili spinati del campo con la corrente elettrica.
Secondo lei, poiché i tedeschi volevano impedire questi suicidi, minacciarono, per ogni caso, di torturare a morte cinque deportati a titolo di rappresaglia. Nel 1998, evocando nuovamente questo aneddoto, essa modificò la sua versione, sostenendo, questa volta, che ogni suicidio era punito con l’esecuzione di cento deportati tramite fucilazione in presenza di altri.
Irene Zisblatt mentì ugualmente circa una “marcia della morte”, alla quale avrebbe partecipato, fra i campi di concentramento di Neuengamme e di Theresienstadt. Invece i documenti della Croce Rossa che essa esibisce e quelli dei campi provano in realtà che fu trasferita fra i campi di concentramento di Gross Rosen e Flossenburg, il 6 Marzo 1945.
Nella sua autobiografia, sostiene di essere stata liberata a Pilsen, in Cecoslovacchia, dalla Terza Armata americana del Generale Patton. Sostiene anche che il Gen. Patton venne al suo capezzale, in un ospedale militare e che l’avrebbe omaggiata di una nastrino stellato preso dalla sua uniforme.
In verità, questo aneddoto è un plagio di una storia raccontata da un'altra deportata in un libro, e non un esperienza personale di Irene Zisblatt.
In realtà essa fu liberata ad un centinaio di kilometri da Pilsen.
Si è messa improvvisamente a evocare i suoi “ricordi” agli inizi degli anni 90, dopo aver mantenuto il silenzio per decine di anni.
(...)
nel filmato sotto riportato "THE LAST DAYS OF THE BIG LIE" - Gli ultimi giorni della grande menzogna - il definitivo SPUTTANAMENTO del premiatissimo documentario di Spielberg (quello in cui "è tutto vero") ad opera di Eric Hunt... un documento importantissimo... un gran bel grattacapo per gli "sterminazionisti".
**Modificato dall'autore il 25.06.2012 20:44**
Scritto da: avvelentani
> Come mai hai mentito sul massacro di Katyn?
Hai mentito tu, riguardati l'articolo 21
> Come mai hai mentito sul massacro di Katyn?
Hai mentito tu, riguardati l'articolo 21
Scritto da:
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> > > > http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/185000/181951.xm...
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> > > >
> > > > (...)
> > > > Lola fa un racconto senza odio, perché «odio genera odio, a non finire», un racconto fitto di «solo dopo abbiamo capito che». Solo dopo, molti anni dopo, ha scoperto che «il sapone che ci davano nei campi, un lusso visto che in tempi di guerra non se ne trovava, era fatto col grasso dei cadaveri». Solo dopo ha scoperto che «il sanguinaccio della domenica, che per i prigionieri era una manna dal cielo, era fatto con il sangue degli ebrei».
> > > > (...)
> > >
> > > Onestamente, perché pensi che racconti del sapone?
> >
> > Perchè è una bugiarda.
>
> Di sicuro tirerà l'acqua al suo mulino. Mi avessero messo in campo di concentramento non farei neppure io tanto il sottile sui carcerieri.
>
> Il punto è che crede alla storia del sapone, sebbene sia stata smentita, perché gliel'hanno raccontata. È girata per anni e solo di recente è stata smentita. Quindi afferma il falso, ma in buonafede.
>
> Secondo, la memoria funziona in modo molto imperfetto nel ricordare, mescola a ricordi autentici cose che ci hanno detto dopo etichettando il risultato come un ricordo autentico. Anch'io ricordo certi avvenimenti degli anni dell'università, poi magari in un libro trovo un appunto scritto allora, che dice una cosa diversa da come la ricordavo.
Il fatto è che questa gente va nelle scuole a raccontare queste loro "confusioni mentali" e nessuno dice niente. Forse perchè fa comodo agli ebrei far strappare qualche lacrima in più.
Che poi mi chiedo: chi è che ha messo in giro queste voci? I prigionieri? I soldati tedeschi?
**Modificato dall'autore il 25.06.2012 20:18**
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> > > > http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/185000/181951.xm...

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> > > > (...)
> > > > Lola fa un racconto senza odio, perché «odio genera odio, a non finire», un racconto fitto di «solo dopo abbiamo capito che». Solo dopo, molti anni dopo, ha scoperto che «il sapone che ci davano nei campi, un lusso visto che in tempi di guerra non se ne trovava, era fatto col grasso dei cadaveri». Solo dopo ha scoperto che «il sanguinaccio della domenica, che per i prigionieri era una manna dal cielo, era fatto con il sangue degli ebrei».
> > > > (...)
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> > > Onestamente, perché pensi che racconti del sapone?
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> > Perchè è una bugiarda.
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> Di sicuro tirerà l'acqua al suo mulino. Mi avessero messo in campo di concentramento non farei neppure io tanto il sottile sui carcerieri.
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> Il punto è che crede alla storia del sapone, sebbene sia stata smentita, perché gliel'hanno raccontata. È girata per anni e solo di recente è stata smentita. Quindi afferma il falso, ma in buonafede.
>
> Secondo, la memoria funziona in modo molto imperfetto nel ricordare, mescola a ricordi autentici cose che ci hanno detto dopo etichettando il risultato come un ricordo autentico. Anch'io ricordo certi avvenimenti degli anni dell'università, poi magari in un libro trovo un appunto scritto allora, che dice una cosa diversa da come la ricordavo.
Il fatto è che questa gente va nelle scuole a raccontare queste loro "confusioni mentali" e nessuno dice niente. Forse perchè fa comodo agli ebrei far strappare qualche lacrima in più.
Che poi mi chiedo: chi è che ha messo in giro queste voci? I prigionieri? I soldati tedeschi?
**Modificato dall'autore il 25.06.2012 20:18**
Purtroppo i sottotili sono inglese, ma il vostro Ordine vi posta qui sotto la traduzione in italiano.
“Qual è lo scopo? Sarà controverso, l’obiettivo è di accettare la sfida del mischiamento razziale. La sfida del mischiamento razziale che ci coglie nel ventunesimo secolo. Non è una scelta è un obbligo, è imperativo, non possiamo fare altrimenti, rischiamo di trovarci contro problemi maggiori. Noi dobbiamo cambiare, perciò noi cambieremo, noi stiamo per cambiare, tutto nello stesso momento: negli affari, nelle amministrazioni, nell’educazione, nei partiti politici, e noi ci imporremo come risultati se questo volontarismo non funzionasse per la repubblica, che allora lo stato si muoverà per misure ancora più costrittive.”
Da evidenziare che l'ebreo Sarkozy è sposato con l'ebrea Carla Bruni, proprio lui viene a dire ai francesi che devono mischiarsi, questa è la solita ipocrisia giudaica.
Sarkozy ha commesso ai danni dei francesi un vero e proprio GENOCIDIO, non lo dico, lo dicono le Nazioni Unite nella sua definizione di tale termine:

Il 9 dicembre 1948 fu adottata, con la risoluzione 260 A (III), la Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio che, all'articolo II, definisce il genocidio come:
Uno dei seguenti atti effettuato con l'intento di distruggere, totalmente o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso in quanto tale:
Uccidere membri del gruppo;
Causare seri danni fisici o mentali a membri del gruppo;
Influenzare deliberatamente le condizioni di vita del gruppo con lo scopo di portare alla sua distruzione fisica totale o parziale;
Imporre misure tese a prevenire le nascite all'interno del gruppo;
Trasferire forzatamente bambini del gruppo in un altro gruppo.
Tua madre succhia cazzi all'inferno
Ad
http://www.vatican.va/content/vatican/en.html
Nessuno ci crede per poi affogare nella realtà subito dopo
Che tirare il primo dei 5 rigori è la cosa più facile, in compenso l'Inghilterra è stata eliminata con 2 errori "negri".
Scritto da:
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> > http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/185000/181951.xm...
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> > (...)
> > Lola fa un racconto senza odio, perché «odio genera odio, a non finire», un racconto fitto di «solo dopo abbiamo capito che». Solo dopo, molti anni dopo, ha scoperto che «il sapone che ci davano nei campi, un lusso visto che in tempi di guerra non se ne trovava, era fatto col grasso dei cadaveri». Solo dopo ha scoperto che «il sanguinaccio della domenica, che per i prigionieri era una manna dal cielo, era fatto con il sangue degli ebrei».
> > (...)
>
> Onestamente, perché pensi che racconti del sapone?
Perchè è una bugiarda.
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> > http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/185000/181951.xm...

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> > Lola fa un racconto senza odio, perché «odio genera odio, a non finire», un racconto fitto di «solo dopo abbiamo capito che». Solo dopo, molti anni dopo, ha scoperto che «il sapone che ci davano nei campi, un lusso visto che in tempi di guerra non se ne trovava, era fatto col grasso dei cadaveri». Solo dopo ha scoperto che «il sanguinaccio della domenica, che per i prigionieri era una manna dal cielo, era fatto con il sangue degli ebrei».
> > (...)
>
> Onestamente, perché pensi che racconti del sapone?
Perchè è una bugiarda.
http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/185000/181951.xm...

(...)
Lola fa un racconto senza odio, perché «odio genera odio, a non finire», un racconto fitto di «solo dopo abbiamo capito che». Solo dopo, molti anni dopo, ha scoperto che «il sapone che ci davano nei campi, un lusso visto che in tempi di guerra non se ne trovava, era fatto col grasso dei cadaveri». Solo dopo ha scoperto che «il sanguinaccio della domenica, che per i prigionieri era una manna dal cielo, era fatto con il sangue degli ebrei».
(...)
art. 661 codice penale. Abuso della credulità popolare.
Chiunque, pubblicamente [c.p. 266], cerca con qualsiasi impostura, anche gratuitamente, di abusare della credulità popolare è punito, se dal fatto può derivare un turbamento dell'ordine pubblico, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 1.032 [c.p. 640]
**Modificato dall'autore il 24.06.2012 20:07**
Scritto da: Giambo
> Scritto da: Ordine Reich 2
> > Con la differenza che SF non ha lo stesso risalto mediatico di Spielberg.
>
> Non c'entra un cazzo, non puoi cambiare le regole a seconda dell'audience.
Invece fa la differenza. Vedi finchè sei su un forum te la suoni e te la meni finchè vuoi e tutti sanno che su internet si trovano cose giuste e altra invece che sono boiate. Quando invece appari in tv, quando hai la possibilità di essere intervistato, quando puoi produrre e dirigere dei film sei molto più credibile soprattutto quando al tuo avversario non viene concesso tutto questo.. SI chiama propaganda, Goebbels insegna.
> Scritto da: Ordine Reich 2
> > Con la differenza che SF non ha lo stesso risalto mediatico di Spielberg.
>
> Non c'entra un cazzo, non puoi cambiare le regole a seconda dell'audience.
Invece fa la differenza. Vedi finchè sei su un forum te la suoni e te la meni finchè vuoi e tutti sanno che su internet si trovano cose giuste e altra invece che sono boiate. Quando invece appari in tv, quando hai la possibilità di essere intervistato, quando puoi produrre e dirigere dei film sei molto più credibile soprattutto quando al tuo avversario non viene concesso tutto questo.. SI chiama propaganda, Goebbels insegna.
Scritto da: Ordine Reich 2
> Come mai ha mentito' Qualcuno me lo spiega? Come mai Spielberg ha intervistato una bugiarda? Ah beh, un ebreo che intervista un altra ebrea, molto democratico e attendibile.
UP!
> Come mai ha mentito' Qualcuno me lo spiega? Come mai Spielberg ha intervistato una bugiarda? Ah beh, un ebreo che intervista un altra ebrea, molto democratico e attendibile.
UP!