NON DIRMELO SE LO SAI MA SE NON LO SAI SAPPILO
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LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
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Riduzione dei tempi dei processi civile e penale a un massimo di sei anni tra primo grado, appello e Cassazione, soprattutto attraverso una stretta alla durata delle indagini preliminari, con sanzioni per i magistrati che non rispettano i tempi; interventi sull'ordinamento della magistratura e su composizione e sistema elettorale del Csm, meritocrazia per le nomine e regole più stringenti per il rientro in ruolo delle toghe che fanno politica. Sono alcune delle principali novità introdotte dal disegno di legge delega di riforma della giustizia del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che sarà all'esame del Consiglio dei ministri convocato per le 15. Il ddl si compone di 48 articoli. Fuori dalla delega solo la parte relativa al Csm, per lasciare al Parlamento maggiore margine di discussione e intervento.
PROCESSO CIVILE - Semplificazione delle procedure per "assicurare la semplicità, la concentrazione e l'effettività della tutela e la ragionevole durata del processo", riduzione dei riti speciali e revisione dei criteri relativi agli strumenti di risoluzione alternative delle controversie, mediazione e negoziazione assistita, paletti per il ricorso in appello, trasmissione telematica e chiarezza degli atti. I primi articoli del ddl Bonafede riguardano il processo civile. La riforma prevede di "ridurre i casi in cui il tribunale giudica in composizione collegiale, in considerazione dell'oggettiva complessità giuridica e della rilevanza economico-sociale delle controversie" e sono stabiliti termini temporali stringenti per per la fissazione delle udienze. Quanto a mediazione e negoziazione assistita, per la prima si esclude l'obbligo di ricorso preventivo nei casi di colpa medica e sanitaria e di contratti finanziari, bancari e assicurativi; per la seconda è escluso il ricorso obbligatorio nei casi relativi alla circolazione stradale. Una stretta è introdotta sulla possibilità di ricorrere in appello ed è previsto l'obbligo che il deposito dei documenti e degli atti avvenga per via telematica e la notificazione degli stessi sia eseguita dall'avvocato a mezzo di posta elettronica certificata. Nuove regole anche per le richieste di archiviazione. E' introdotto poi il "principio di chiarezza e sinteticità degli atti da parte del giudice" e la "strutturazione di campi necessari all'inserimento delle informazioni nei registri del processo per favorire un'agevole consultazione". Il del interviene poi sullo scioglimento delle comunioni e sulle espropriazioni immobiliari.
PROCESSO PENALE - La riduzione dei tempi del processo penale è il cuore del disegno di legge ed è legata, nelle intese politiche tra Movimento 5 Stelle e Lega, all'entrata in vigore, a gennaio del 2020, della riforma della prescrizione, con lo stop dopo la sentenza di primo grado, introdotta con la legge Spazzacorrotti. La stretta riguarda soprattutto le indagini preliminari: la durata va da un minimo di 6 mesi, per i reati per i quali è prevista la sola pena pecuniaria o la detenzione fino a tre anni, a 18 mesi per i reati più gravi, quelli indicati nell'articolo 407 del codice di procedura penale, mentre è di un anno per tutti gli altri casi. Il pubblico ministero può chiedere al giudice la proroga del termine una sola volta e per un tempo non superiore a sei mesi. Se il pm, entro questi termini, non ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini o chiesto l'archiviazione, è obbligato alla 'discovery' degli atti, ossia al deposito della documentazione delle indagini svolte in modo che la persona indagata e il suo difensore possano prenderne visione. La violazione di queste prescrizioni, se dovuta a dolo o negligenza inescusabile, configura un illecito disciplinare.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/07/3...
PROCESSO CIVILE - Semplificazione delle procedure per "assicurare la semplicità, la concentrazione e l'effettività della tutela e la ragionevole durata del processo", riduzione dei riti speciali e revisione dei criteri relativi agli strumenti di risoluzione alternative delle controversie, mediazione e negoziazione assistita, paletti per il ricorso in appello, trasmissione telematica e chiarezza degli atti. I primi articoli del ddl Bonafede riguardano il processo civile. La riforma prevede di "ridurre i casi in cui il tribunale giudica in composizione collegiale, in considerazione dell'oggettiva complessità giuridica e della rilevanza economico-sociale delle controversie" e sono stabiliti termini temporali stringenti per per la fissazione delle udienze. Quanto a mediazione e negoziazione assistita, per la prima si esclude l'obbligo di ricorso preventivo nei casi di colpa medica e sanitaria e di contratti finanziari, bancari e assicurativi; per la seconda è escluso il ricorso obbligatorio nei casi relativi alla circolazione stradale. Una stretta è introdotta sulla possibilità di ricorrere in appello ed è previsto l'obbligo che il deposito dei documenti e degli atti avvenga per via telematica e la notificazione degli stessi sia eseguita dall'avvocato a mezzo di posta elettronica certificata. Nuove regole anche per le richieste di archiviazione. E' introdotto poi il "principio di chiarezza e sinteticità degli atti da parte del giudice" e la "strutturazione di campi necessari all'inserimento delle informazioni nei registri del processo per favorire un'agevole consultazione". Il del interviene poi sullo scioglimento delle comunioni e sulle espropriazioni immobiliari.
PROCESSO PENALE - La riduzione dei tempi del processo penale è il cuore del disegno di legge ed è legata, nelle intese politiche tra Movimento 5 Stelle e Lega, all'entrata in vigore, a gennaio del 2020, della riforma della prescrizione, con lo stop dopo la sentenza di primo grado, introdotta con la legge Spazzacorrotti. La stretta riguarda soprattutto le indagini preliminari: la durata va da un minimo di 6 mesi, per i reati per i quali è prevista la sola pena pecuniaria o la detenzione fino a tre anni, a 18 mesi per i reati più gravi, quelli indicati nell'articolo 407 del codice di procedura penale, mentre è di un anno per tutti gli altri casi. Il pubblico ministero può chiedere al giudice la proroga del termine una sola volta e per un tempo non superiore a sei mesi. Se il pm, entro questi termini, non ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini o chiesto l'archiviazione, è obbligato alla 'discovery' degli atti, ossia al deposito della documentazione delle indagini svolte in modo che la persona indagata e il suo difensore possano prenderne visione. La violazione di queste prescrizioni, se dovuta a dolo o negligenza inescusabile, configura un illecito disciplinare.
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"Soluzione vicina" sul caso della nave Gregoretti. E' quanto fanno sapere fonti del Viminale.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/07/3...
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Una scossa di terremoto di magnitudo 5.3 è stata registrata stamani nell'isola greca di Creta. Lo riferiscono i media locali. La scossa è stata registrata alle 7.39 (le 6.39 in Italia) a 31 km a nordovest di Heraklion a una profondità di 170 km. Al momento non ci sono notizie di vittime o danni.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/07/31/...
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Ennesima strage di civili in Afghanistan. Nella provincia di Farah, nell'ovest del Paese, un pullman è saltato su una mina e si contano almeno 34 morti e 17 feriti. L'incidente è avvenuto nel distretto di Bala Baluk, lungo la strada che collega Herat a Kandahar, come ha spiegato all'agenzia Dpa il portavoce del governatore di Herat, Mujib Faizi. Il bilancio è stato confermato dal portavoce della polizia di Farah, Mohibullah Mohib. Secondo l'afghana Tolo Tv, fra le vittime ci sono donne e bambini.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/07/31/...
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La Corea del Nord ha lanciato due missili balistici a corto raggio al largo della costa orientale a meno di una settimana da quello che Pyongyang ha definito una "dimostrazione di forza" e un "solenne avvertimento" nei confronti di Seul. I due missili sono stati lanciati nella notte dalla zona di Kalma nei pressi di Wonsan e hanno percorso 250 km raggiungendo un'altitudine di 30 km, secondo quanto reso noto dai militari sudcoreani e riportato dall'agenzia Yonhap. Gli Stati Uniti hanno confermato: un funzionario americano ha precisato alla Cnn che i lanci non hanno rappresentato una minaccia per gli Usa o gli alleati.
"Chiediamo la fine di queste azioni", afferma la nota del Joint Chief of Staff di Seul. Giovedì scorso la Corea del Nord ha lanciato due missili balistici a corto raggio, un "nuovo tipo di arma tattica guidata" secondo l'agenzia Kcna che definiva il lancio come una risposta alle previste manovre militari congiunte di Corea del Sud e Stati Uniti. Venerdì Donald Trump ha minimizzato la portata dei test. "Sono missili a corto raggio - ha detto il presidente americano - Tanti hanno quei missili, sono assolutamente standard".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/07/31/...
"Chiediamo la fine di queste azioni", afferma la nota del Joint Chief of Staff di Seul. Giovedì scorso la Corea del Nord ha lanciato due missili balistici a corto raggio, un "nuovo tipo di arma tattica guidata" secondo l'agenzia Kcna che definiva il lancio come una risposta alle previste manovre militari congiunte di Corea del Sud e Stati Uniti. Venerdì Donald Trump ha minimizzato la portata dei test. "Sono missili a corto raggio - ha detto il presidente americano - Tanti hanno quei missili, sono assolutamente standard".
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E' di almeno due morti e due feriti, tra i quali un poliziotto, il bilancio di una sparatoria avvenuta all'interno di un negozio della catena Walmart a Southaven, in Mississippi. Secondo le notizie riferite dalle autorità locali, le due vittime erano due dipendenti di Walmart. Uno dei due è stato trovato all'interno del negozio, mentre l'altro nel parcheggio. Un sospettato e un agente di polizia sono stati trasportati in ospedale con ferite di arma da fuoco. Secondo quanto riferito dai media locali, l'assalitore sarebbe un ex dipendente di Walmart. L'incidente è avvenuto intorno alle 7 ora locale.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/07/30/...
Sequestro Dall'Oglio, la famiglia: "Serve maggiore trasparenza"
Johnson: "Spazio per per nuova intesa su Brexit"
Di Maio si sfoga: "Ogni volta accordo con quell'altro..."
Brasile, rivolta in carcere: oltre 50 morti
"Toti sarà costretto a dimettersi da coordinatore Fi"
'Principessa in fuga' contro l'emiro di Dubai
Johnson: "Spazio per per nuova intesa su Brexit"
Di Maio si sfoga: "Ogni volta accordo con quell'altro..."
Brasile, rivolta in carcere: oltre 50 morti
"Toti sarà costretto a dimettersi da coordinatore Fi"
'Principessa in fuga' contro l'emiro di Dubai
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"Mio figlio sulla moto d'acqua della Polizia? Errore mio da papà, nessuna responsabilità va data ai poliziotti, che anzi ringrazio perché ogni giorno rischiano la vita per il nostro Paese''. Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini a proposito del video, diffuso dal sito di Repubblica, che mostra il figlio del vicepremier Matteo Salvini, a Milano Marittima, su una moto d'acqua della Polizia di Stato a pochi metri dalla spiaggia e su cui, fanno sapere fonti della questura di Ravenna, "è in corso un accertamento per verificare se ci sia stato un uso improprio di mezzi dell'amministrazione".
"Due uomini cercano di bloccare il videomaker che filma la scena: 'È un mezzo della polizia, non ci mettere in difficoltà'. Si qualificano come poliziotti e adducono ragioni di 'privacy' in un luogo pubblico. Alle richieste di chiarimenti del giornalista - sottolinea il sito del quotidiano - omettono che sul mezzo delle forze dell’ordine ci sia il figlio del vicepremier".
A stretto giro la replica su Twitter di Emanuele Fiano, del Pd: "I mezzi della Polizia servono per garantire la nostra sicurezza, non per far divertire la famiglia del Salvini di turno, e i poliziotti non possono essere messi in difficoltà dalla deferenza verso il Ministro con rischi per loro e per il ragazzo".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/07/3...
"Due uomini cercano di bloccare il videomaker che filma la scena: 'È un mezzo della polizia, non ci mettere in difficoltà'. Si qualificano come poliziotti e adducono ragioni di 'privacy' in un luogo pubblico. Alle richieste di chiarimenti del giornalista - sottolinea il sito del quotidiano - omettono che sul mezzo delle forze dell’ordine ci sia il figlio del vicepremier".
A stretto giro la replica su Twitter di Emanuele Fiano, del Pd: "I mezzi della Polizia servono per garantire la nostra sicurezza, non per far divertire la famiglia del Salvini di turno, e i poliziotti non possono essere messi in difficoltà dalla deferenza verso il Ministro con rischi per loro e per il ragazzo".
Tua madre succhia cazzi all'inferno
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http://www.vatican.va/content/vatican/en.html
Nessuno ci crede per poi affogare nella realtà subito dopo
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E' iniziata a Londra la battaglia legale tra l'emiro di Dubai, Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, e la principessa Haya Bint al Hussein, la sorellastra di re Abdullah di Giordania che a giugno sarebbe fuggita dagli Emirati e dal marito, attirando su di sé i riflettori della stampa internazionale. Come riporta la Bbc, la battaglia giudiziaria è incentrata sul mantenimento dei figli con cui la principessa si sarebbe allontanata da Dubai. Il Telegraph scrive che Haya è stata vista per la prima volta oggi a Londra, al suo arrivo all'Alta Corte. Haya, 45 anni, nata in Giordania e con un passato da studentessa nel Regno Unito, è la sesta moglie dell'emiro di Dubai. Si sono sposati nel 2004. Il 69enne Sheikh Mohammed, considerato uno degli uomini più ricchi del mondo, avrebbe 23 figli da diverse mogli, due con Haya (Jalila di undici anni e Zayed di sette).
Secondo un articolo pubblicato a inizio mese dal Guardian, vivrebbe a Londra, in una residenza di super lusso nei pressi di Kensington Palace acquistata nel 2017 dal miliardario Lakshmi Mittal. All'epoca indiscrezioni di stampa motivavano la fuga della principessa con presunti timori per la sua incolumità.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/07/30/...
Secondo un articolo pubblicato a inizio mese dal Guardian, vivrebbe a Londra, in una residenza di super lusso nei pressi di Kensington Palace acquistata nel 2017 dal miliardario Lakshmi Mittal. All'epoca indiscrezioni di stampa motivavano la fuga della principessa con presunti timori per la sua incolumità.
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La dead line è il primo agosto, quando si riunirà 'tavolo delle regole' per cercare di definire una proposta unitaria di riforma di Forza Italia. Solo allora si capiranno i tempi di un scissione, quella dei 'totiani', ormai già nei fatti. Giovanni Toti ha preso tempo, non ha ancora lanciato i Circoli territoriali del suo nuovo movimento 'Italia in crescita' come avrebbe voluto fare, ma, raccontano, avrebbe deciso il prossimo passo verso il 'distacco': se dopodomani non verranno accolti i suoi 'paletti' (ovvero primarie aperte e azzeramento della classe dirigente attuale), farà un passo indietro, rinunciando all'incarico di coordinatore nazionale ma senza lasciare il partito, pronto a continuare la 'rivoluzione' all'interno, almeno fino a quando non sarà messo nelle condizioni di andar via.
''Se vogliono, saranno loro a cacciarci, noi non ci muoviamo da qui per fare la nostra battaglia di cambiamento", dice a mezza bocca un fedelissimo del governatore ligure. Una mossa, secondo alcuni, per sfidare chi vuole mantenere lo status quo e nello stesso tempo un messaggio preciso a Silvio Berlusconi, da sempre contrario a consultazioni aperte, modello di sinistra. Ma anche un gesto per ottenere un 'no', quale pretesto per 'scaricare' la responsabilità di una eventuale rottura.
Toti, raccontano, tirerà dritto per la sua strada, convinto che giovedì il cosiddetto board a 5 difficilmente accontenterà le sue richieste. Inevitabili, quindi, saranno le dimissioni, poi si vedrà. ''Se Toti non otterrà aperture sulle primarie e il rinnovo della classe dirigente, il minimo che possa fare è dimettersi da coordinatore'', dice all'Adnkronos il senatore azzurro Luigi Vitali, che aggiunge: ''A quel punto, restiamo dentro Fi, fino a quando non si chiarirà definitivamente la situazione''.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/07/3...
''Se vogliono, saranno loro a cacciarci, noi non ci muoviamo da qui per fare la nostra battaglia di cambiamento", dice a mezza bocca un fedelissimo del governatore ligure. Una mossa, secondo alcuni, per sfidare chi vuole mantenere lo status quo e nello stesso tempo un messaggio preciso a Silvio Berlusconi, da sempre contrario a consultazioni aperte, modello di sinistra. Ma anche un gesto per ottenere un 'no', quale pretesto per 'scaricare' la responsabilità di una eventuale rottura.
Toti, raccontano, tirerà dritto per la sua strada, convinto che giovedì il cosiddetto board a 5 difficilmente accontenterà le sue richieste. Inevitabili, quindi, saranno le dimissioni, poi si vedrà. ''Se Toti non otterrà aperture sulle primarie e il rinnovo della classe dirigente, il minimo che possa fare è dimettersi da coordinatore'', dice all'Adnkronos il senatore azzurro Luigi Vitali, che aggiunge: ''A quel punto, restiamo dentro Fi, fino a quando non si chiarirà definitivamente la situazione''.
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Almeno 52 persone sono morte nella rivolta scoppiata nel carcere brasiliano di Altamira, nel nord del Paese. Il numero delle vittime è stato reso noto dalle autorità penitenziarie dello stato del Parà. La rivolta è cominciata all'alba, quando un gruppo di detenuti ha fatto irruzione nel braccio occupato da un gruppo rivale. Almeno 16 persone sono state decapitate, altre hanno perso la vita nell'incendio che è stato appiccato.
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/07/29/...
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"A volte siamo costretti a subire l'atteggiamento della Lega che è insopportabile. Ma dopo le elezioni non avevamo alternativa: o andavamo all'opposizione o cercavamo di portare a casa il più possibile nelle peggiori condizioni. Ogni volta che si deve approvare un provvedimento, in Parlamento o in Consiglio dei ministri, ci dobbiamo sedere a un tavolo io, Conte e quell'altro là e dobbiamo fare un accordo. Ogni volta". Lo ha detto Luigi Di Maio nel corso di un incontro a porte chiuse con gli attivisti M5S a Cosenza: l'audio è stato pubblicato dalla testata LaCnews24.
"Quando ti siedi a quel tavolo non puoi pretendere, perché se lo fai anche l'altro pretende e non si porta a casa niente. Se non esistesse questo contratto con la Lega, in Parlamento ci sarebbe ancora un partito unico, quello a favore di Radio radicale e della Tav", ha rimarcato il vicepremier 5 Stelle.
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/07/2...
"Quando ti siedi a quel tavolo non puoi pretendere, perché se lo fai anche l'altro pretende e non si porta a casa niente. Se non esistesse questo contratto con la Lega, in Parlamento ci sarebbe ancora un partito unico, quello a favore di Radio radicale e della Tav", ha rimarcato il vicepremier 5 Stelle.
Dio Porco
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hhttps://bestemmietraamicidioporco
Perché non bestemmiare tra amici? È una cosa divertente!
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"Non puntiamo affatto ad una Brexit senza accordo. Ma loro conoscono la nostra posizione: non possiamo accettare il backstop. C'è ampio margine per un'intesa nuova e migliore". Boris Johnson non chiude al dialogo con l'Ue per aggiungere un accordo sulla Brexit. Il premier britannico però, durante la visita alla base navale di Faslane, ribadisce la posizione di Londra, in particolare in relazione alla questione del confine irlandese.
"Non puntiamo affatto a una Brexit senza intesa. Ciò che vogliamo è ottenere un accordo e ho avuto alcune conversazioni interessanti con i nostri partner europei. Ho parlato con Jean-Claude Juncker e Angela Merkel e oggi contattando Leo Varadkar (premier irlandese, ndr). La sensazione è molto positiva anche se non c'è alcun cambiamento nella loro posizione"; aggiunge.
"Loro sanno qual è la nostra posizione: non possiamo accettare il backstop", dice riferendosi alla clausola di salvaguardia che dovrebbe garantire il mantenimento del confine aperto anche dopo il periodo di transizione post Brexit. "E' stato respinto già tre volte, l'accordo per lasciare" l'Ue "allo stato attuale è morto e tutti ne sono consapevoli. Ma c'è un ampio margine per un accordo nuovo e migliore".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/07/29/...
"Non puntiamo affatto a una Brexit senza intesa. Ciò che vogliamo è ottenere un accordo e ho avuto alcune conversazioni interessanti con i nostri partner europei. Ho parlato con Jean-Claude Juncker e Angela Merkel e oggi contattando Leo Varadkar (premier irlandese, ndr). La sensazione è molto positiva anche se non c'è alcun cambiamento nella loro posizione"; aggiunge.
"Loro sanno qual è la nostra posizione: non possiamo accettare il backstop", dice riferendosi alla clausola di salvaguardia che dovrebbe garantire il mantenimento del confine aperto anche dopo il periodo di transizione post Brexit. "E' stato respinto già tre volte, l'accordo per lasciare" l'Ue "allo stato attuale è morto e tutti ne sono consapevoli. Ma c'è un ampio margine per un accordo nuovo e migliore".
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La famiglia di Padre Paolo Dall'Oglio chiede "maggiore trasparenza" e "coordinamento" a sei anni dal rapimento in Siria del gesuita romano. "Speriamo in una maggiore trasparenza, che si riesca a sapere di più, che le notizie vengano condivise - dice la sorella Francesca al termine della conferenza stampa organizzata nella sede dell'Associazione della Stampa Estera a Roma - Paolo aveva denunciato questioni di guerra, armamenti, cose importanti e poteva essere dentro a un gioco più grande di lui". "Sappiamo che in quei Paesi qualcosa può durare molto tempo senza che se ne sappia nulla" e "questo mi fa pensare che il silenzio non voglia necessariamente dire che è morto", aggiunge.
"E' nato a Roma, è un cittadino italiano e sono sei anni che non riusciamo a sapere cosa gli sia accaduto", incalza Francesca Dall'Oglio. Padre Paolo è stato rapito mentre si trovava a Raqqa, in quella che l'anno successivo sarebbe diventata la 'capitale' dell'autoproclamato "califfato" di Abu Bakr al-Baghdadi. La zona di Raqqa è stata liberata alla fine del 2017. "Ora - dice Francesca - è occupata da alleati della Nato, ma a noi arrivano solo rassicurazioni verbali sul fatto che si sta lavorando per la verità". "C'è bisogno di maggiore trasparenza e forse coordinamento in modo - ribadisce durante la conferenza stampa - da allontanare da me, da noi la percezione che Paolo sia stato oggetto di interessi politici contrastanti non necessariamente solo italiani. Paolo andava contro gli operatori di armi e guerra".
"Gli interessi intorno sono tanti - le ha fatto eco la sorella Immacolata - Quello che oggi è forte è la necessità di informazione e di giustizia". Francesca Dall'Oglio è poi tornata sulla questione della "piccola valigia, della sacchetta" di Padre Paolo riconsegnata alla famiglia "solo nel 2018" e - sottolinea - solo grazie all'interessamento dei Dall'Oglio. "Il cammino della valigia - ammette - è qualcosa che ha interrotto un po' in me il rapporto di fiducia con chi si occupava di Paolo". "In questa sacchetta c'erano vecchi telefonini con schede scadute. Non c'era nulla di che - prosegue - Un portafogli di una semplicità inaudita, uno zucchetto di quelli che era solito portare".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/07/29/...
"E' nato a Roma, è un cittadino italiano e sono sei anni che non riusciamo a sapere cosa gli sia accaduto", incalza Francesca Dall'Oglio. Padre Paolo è stato rapito mentre si trovava a Raqqa, in quella che l'anno successivo sarebbe diventata la 'capitale' dell'autoproclamato "califfato" di Abu Bakr al-Baghdadi. La zona di Raqqa è stata liberata alla fine del 2017. "Ora - dice Francesca - è occupata da alleati della Nato, ma a noi arrivano solo rassicurazioni verbali sul fatto che si sta lavorando per la verità". "C'è bisogno di maggiore trasparenza e forse coordinamento in modo - ribadisce durante la conferenza stampa - da allontanare da me, da noi la percezione che Paolo sia stato oggetto di interessi politici contrastanti non necessariamente solo italiani. Paolo andava contro gli operatori di armi e guerra".
"Gli interessi intorno sono tanti - le ha fatto eco la sorella Immacolata - Quello che oggi è forte è la necessità di informazione e di giustizia". Francesca Dall'Oglio è poi tornata sulla questione della "piccola valigia, della sacchetta" di Padre Paolo riconsegnata alla famiglia "solo nel 2018" e - sottolinea - solo grazie all'interessamento dei Dall'Oglio. "Il cammino della valigia - ammette - è qualcosa che ha interrotto un po' in me il rapporto di fiducia con chi si occupava di Paolo". "In questa sacchetta c'erano vecchi telefonini con schede scadute. Non c'era nulla di che - prosegue - Un portafogli di una semplicità inaudita, uno zucchetto di quelli che era solito portare".
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Alexei Navalny rimane in ospedale dove è stato ricoverato ieri per sintomi che, secondo uno dei suoi medici personali potrebbero indicare l'avvelenamento. Il leader dell'opposizione russa è stato trasferito in ospedale dal carcere dove stava scontato una condanna a 30 giorni per aver organizzato una manifestazione non organizzata a Mosca contro la bocciatura di decine di candidati indipendenti alle elezioni municipali del prossimo settembre.
Sabato scorso migliaia di persone hanno partecipato alla dimostrazione di fronte alla sede del municipio moscovita e la polizia ha fermato, secondo quanto denunciato dagli organizzatori, oltre 1300 persone. Per quanto riguarda le condizioni di salute di Navalny, Anastasia Vasilieva - l'oculista che lo ha curato dopo che nel 2017 un attivista pro Cremlino lo ha colpito al volto con il lancio di una vernice verde - ha scritto su Facebook di aver visitato, dopo un rifiuto iniziale da parte delle autorità, il suo paziente riscontrando un gonfiore e irritazione del volto.
Secondo Vsilieva questi sintomi non possono essere riconducibili ad una reazione allergica come affermato dai medici dell'ospedale che hanno anche parlato di un "miglioramento delle condizioni" del paziente: "Si sente molto meglio di quando è arrivato".
https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/07/29/...
Sabato scorso migliaia di persone hanno partecipato alla dimostrazione di fronte alla sede del municipio moscovita e la polizia ha fermato, secondo quanto denunciato dagli organizzatori, oltre 1300 persone. Per quanto riguarda le condizioni di salute di Navalny, Anastasia Vasilieva - l'oculista che lo ha curato dopo che nel 2017 un attivista pro Cremlino lo ha colpito al volto con il lancio di una vernice verde - ha scritto su Facebook di aver visitato, dopo un rifiuto iniziale da parte delle autorità, il suo paziente riscontrando un gonfiore e irritazione del volto.
Secondo Vsilieva questi sintomi non possono essere riconducibili ad una reazione allergica come affermato dai medici dell'ospedale che hanno anche parlato di un "miglioramento delle condizioni" del paziente: "Si sente molto meglio di quando è arrivato".
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"Riservare quel trattamento a una persona privata della libertà non risponde ai nostri principi e valori giuridici, anzi configura gli estremi di un reato o, forse, di due reati". In un lungo post pubblicato nella serata di ieri su Facebook, il premier Giuseppe Conte interviene sulla foto scattata in caserma a Natale Hjorth, uno degli indagati per l'omocidio del carabiniere Mario Cerciello Rega. Nell'immagine, da ieri al centro dela bufera, l'uomo appare ammanettato e bendato nel corso dell'interrogatorio.
"Questo pomeriggio (ieri, ndr.), ho visitato la camera ardente per rendere onore al vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, un servitore dello Stato che amava l’Arma dei Carabinieri, un uomo generoso che dedicava le pause di lavoro a iniziative di solidarietà - scrive Conte -. Lo Stato partecipa commosso al dolore della moglie Rosa Maria, della madre Silvia, della sorella Lucia, del fratello Paolo, e di tutti i familiari e amici che, amandolo, più soffriranno la mancanza del suo sorriso e del suo temperamento allegro. Al sentimento di commozione si accompagnano vari interrogativi che la vicenda suscita nell’opinione pubblica e in ciascuno di noi".
Continua Conte: "Ho avuto un lungo incontro con i vertici dell’Arma dei Carabinieri e delle Forze Armate anche al fine di valutare misure di prevenzione sempre più efficaci in modo da evitare che delitti così efferati abbiano a ripetersi. In questi momenti chi ha compiti di responsabilità fa bene a interrogarsi, in modo serio e responsabile, su quali siano le modalità più idonee a intensificare il contrasto al traffico e allo spaccio di stupefacenti da cui nasce questo delitto".
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/07/2...
"Questo pomeriggio (ieri, ndr.), ho visitato la camera ardente per rendere onore al vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, un servitore dello Stato che amava l’Arma dei Carabinieri, un uomo generoso che dedicava le pause di lavoro a iniziative di solidarietà - scrive Conte -. Lo Stato partecipa commosso al dolore della moglie Rosa Maria, della madre Silvia, della sorella Lucia, del fratello Paolo, e di tutti i familiari e amici che, amandolo, più soffriranno la mancanza del suo sorriso e del suo temperamento allegro. Al sentimento di commozione si accompagnano vari interrogativi che la vicenda suscita nell’opinione pubblica e in ciascuno di noi".
Continua Conte: "Ho avuto un lungo incontro con i vertici dell’Arma dei Carabinieri e delle Forze Armate anche al fine di valutare misure di prevenzione sempre più efficaci in modo da evitare che delitti così efferati abbiano a ripetersi. In questi momenti chi ha compiti di responsabilità fa bene a interrogarsi, in modo serio e responsabile, su quali siano le modalità più idonee a intensificare il contrasto al traffico e allo spaccio di stupefacenti da cui nasce questo delitto".
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"Auspico bene, penso non bene". Risponde così alla domanda su come andrà il 'tavolo delle regole' di Forza Italia convocato per giovedì il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti alla festa della Lega di Golasecca, in provincia di Varese. Quanto al rinnovamento del centrodestra, dice Toti, prosegue "zoppicando". "Per il momento prosegue poco, spero prosegua. Ma il rinnovamento del centrodestra proseguirà comunque, con o senza Forza Italia". Alla domanda su un eventuale ritorno del vecchio centrodestra al governo, il presidente ligure spiega che "c'è bisogno di un centrodestra nuovo, coerente ai bisogni di questo Paese del 2019, che non abbia nostalgia del passato ma con il coraggio di fare un passo avanti tutti insieme per costruire un'offerta politica che duri per i prossimi vent'anni e finalmente dia ai cittadini quelle risposte che servono ovvero grandi opere, attenzione per le imprese, crescita del Pil, formazione, occupazione e finalmente autonomia. Io qui tra i governatori leghisti? No, sono qui a discutere di autonomia con quelli che sono i nostri alleati di governo in Liguria, e spero presto anche altrove".
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E' salito a 638 il numero dei manifestanti arrestati oggi a Mosca, dove migliaia di persone si sono radunate davanti al municipio per chiedere libere elezioni. Lo riferisce la Ong Ovd-Info, secondo cui la polizia ha proceduto ai primi fermi già prima che la manifestazione, non autorizzata, iniziasse. L'opposizione contesta il respingimento delle candidature indipendenti alle elezioni locali che si terranno nella capitale l'8 settembre. Fonti della ong hanno riferito di aver visto la polizia caricare i manifestanti su numerosi veicoli intorno alla sede del municipio, mentre giornalisti della Dpa testimoniano di diversi feriti tra i dimostranti. Le autorità avevano avvertito della possibilità di una repressione della manifestazione non autorizzata alla quale, secondo fonti di polizia, hanno partecipato 3.500 persone, 300 delle quali fermate. La polizia, citata dalla Tass, aveva fatto sapere che sarebbe stata "presa ogni misura necessaria per rispondere a qualsiasi violazione dell'ordine pubblico". Ogni accesso al municipio era stato bloccato con auto e bus e i documenti dei manifestanti controllati uno per uno. Quando un gruppo di loro ha sfondato un cordone della polizia, la folla ha applaudito, riferisce la Dpa. Un totale di 57 candidati è stato escluso dal voto dell'8 settembre sulla base di una serie di presunte irregolarità nella presentazione della documentazione necessaria: tra gli esclusi anche una figura molto nota dell'opposizione come Ilya Yashin. La commissione elettorale ha ammesso 233 candidati per rinnovare i 45 seggi del Consiglio comunale di Mosca.
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