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il 2018-12-04 15:52:55.0 alle 2018-12-04 15:52:55.0
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"Dei fessi bisogna aver paura", Saviano contro Salvini  
Saviano attacca Salvino sul caso Spataro. E per farlo sceglie la sua pagina Facebook. "Il Procuratore della Repubblica di Torino", scrive in un post, riassumendo l'intera vicenda, "dice che il ministro degli Interni, a causa della sua ossessione per la comunicazione, rischia di mandare all'aria un'importante operazione giudiziaria. Salvini ha fatto un tweet mentre erano in corso degli arresti e, a quanto pare, qualcuno è riuscito a sottrarsi alla cattura". "Alla legittima e motivata reprimenda di Spataro, Salvini risponde con una nota scomposta: "Si candidi. Vada in pensione'. Salvini, come è solito fare, non avendo conoscenze e argomenti, consapevole di aver fatto una enorme cazzata, invita al linciaggio, questa volta del procuratore Spataro. È il caso che il Consiglio Superiore della Magistratura si faccia sentire per difendere l'autonomia del potere giudiziario dagli assalti di un esecutivo tanto sgangherato quanto pericoloso". "Analizzando ciò che è accaduto", si interroga lo scrittore, "siamo o no legittimati a dire che, spente le luci della ipercomunicazione (a spese nostre), Salvini sia il ministro più scarso del Governo? Uno che parla a vanvera di tutto, capendo molto poco finanche di ciò che dice?". "La saggezza popolare insegna che è dei fessi che bisogna aver paura - conclude con amarezza, esprimendo la sua "solidarietà e vicinanza ad Armando Spataro, uomo e magistrato di spessore, che non si lascerà intimorire da un potere reso ridicolo dalla sua stessa idiozia".

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Vaffanculo

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il 2018-12-04 11:22:55.0 alle 2018-12-04 11:22:55.0
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Salvini a Confindustria: "Zitta per anni, ci lasci lavorare"  
"Siamo al governo da sei mesi, ascolterò e incontrerò tutti, ma lasciateci lavorare". Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini - a margine della celebrazione per Santa Barbara patrona della marina militare e dei vigili del fuoco, nella basilica di San Giovanni in Laterano cattedrale di Roma - replica alle critiche sollevate alla manovra economica del governo dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. "C’è qualcuno che è stato zitto per anni, quando gli italiani, gli imprenditori, gli artigiani, venivano massacrati. Ci lasciassero lavorare e vedranno che l’Italia sarà molto meglio di come l’abbiamo ereditata", afferma Salvini. Quanto alla quota del 2% "si tratta di numeri su cui si esercitano giornalisti e commissari europei, non noi. Noi badiamo alla sostanza e a trovare risorse. E una manovra seria che non dipende dallo ‘zero virgola’ ma dai contenuti: una manovra che ha investimenti che non ci sono mai stati negli anni precedenti", conclude Salvini.



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il 2018-12-04 09:50:56.0 alle 2018-12-04 09:50:56.0
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I gilet gialli piegano Macron: stop aumento carburanti  
Il primo ministro francese Edouard Philippe si appresta ad annunciare oggi una moratoria sull'aumento della tassa sui carburanti previsto per il primo gennaio, in modo da cercare di calmare la fronda dei gilet gialli. A dichiararlo a Le Monde sono state fonti governative francesi. La moratoria di diversi mesi o "sospensione", per usare il termine scelto dal governo, dovrebbe essere accompagnata da altre misure che verranno illustrate ai deputati LREM (La République en Marche) nel corso di una riunione del gruppo parlamentare in programma per oggi all'Assemblée Nationale, precisa il quotidiano francese.



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il 2018-12-03 20:20:55.0 alle 2018-12-03 20:20:55.0
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Conte: "Deficit sotto 2%? Non lavoro a questo obiettivo"  
"Non sto lavorando a questo obiettivo, rispondo in questi termini". Così Giuseppe Conte, a margine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, risponde a chi gli chiede se ci sia la possibilità di portare il rapporto deficit/Pil sotto l'asticella del 2%.

"Siamo nel pieno periodo di approvazione della legge di bilancio, quindi stiamo valutando tutti gli emendamenti. Sto lavorando - spiega Conte - a tempo pieno per quanto riguarda l'interlocuzione con le istituzioni europee, ci stiamo lavorando a tempo pieno - questa mattina, stasera, domani -, credo che nel volgere di qualche giorno avremo un ulteriore passaggio con le istituzioni europee". Conte, aggiunge, confida "di poter pervenire a quello che è il mio massimo auspicio, il mio grande obiettivo", ovvero una "soluzione condivisa per evitare la procedura di infrazione". "Non c'è nessun vertice, ma quale vertice? Qui si lavora sempre, non c'è bisogno mica di fare sempre vertici...", la risposta del premier a chi gli domanda di eventuali vertici sulla manovra con i due vicepremier Di Maio e Salvini e il ministro Giovanni Tria.

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il 2018-12-03 17:08:58.0 alle 2018-12-03 17:08:58.0
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Imu alla Chiesa, governo congela il dossier 
Il dialogo è aperto ma non proficuo. Tradotto, è su un binario morto. Nessun passo avanti sul capitolo 'Imu alla Chiesa', un tema caro a Beppe Grillo che, sulla questione, mandò un appello a Papa Francesco in persona: 'Bergoglio, paga l'Imu'. Ma a quanto apprende l'Adnkronos da autorevoli fonti di governo, il dossier dell'esecutivo sulla questione è congelato e verrà riaperto solo a gennaio, salvo blitz dell'ultimo minuto. Complici, viene spiegato, una serie di sondaggi che proverebbero come gli italiani siano in realtà contrarissimi a tassare la Chiesa: "Percentuali bulgare - spiegano all'Adnkronos - dimostrano che una decisione in questa direzione si trasformerebbe in un vero e proprio boomerang" per il governo giallo verde.

Non solo. Il dossier al Mef sull'Imu alla Chiesa avrebbe dimostrato che la questione è ben più complicata di quanto si potesse immaginare. Perché il Vaticano già paga l'Imu sugli immobili con finalità commerciali, ma è esentato, come tanti altri organismi ed enti laici, solo per le attività solidali ed educative. Tassare tutte le proprietà vorrebbe dire costringere la Chiesa a chiudere oratori e altre realtà che "salvano i ragazzi dalla strada". Mentre, per quanto riguarda le attività commerciali -vedi le tante residenze per pellegrini - quelle già pagano l'Imu, escludendo tuttavia dalla tassa - è qui nasce l'inghippo - chi soggiorna per questione di culto.

A ben vedere - è di questo al Mef si è piuttosto certi - di fatto l'esenzione sarebbe applicata grosso modo a tutti, anche a chi soggiorna per motivi che nulla hanno a che vedere con la preghiera. E' qui che si vorrebbe intervenire: "Non serve una nuova norma, ma fare in modo che si applichi quella esistente evitando scorciatoie ed escamotage", il ragionamento. Mentre sul tavolo c'è l'idea di un intervento sui tanti immobili sfitti di proprietà del Vaticano: l'idea del governo sarebbe tassare la Chiesa per indurla a vendere proprietà in disuso, prevedendo l'esenzione dall'Imu per le proprietà messe in vendita ma solo per un periodo circoscritto. Un arco temporale di tre anni potrebbe essere un punto di caduta possibile.

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DAI CHE È VENERDÌ!!!

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il 2018-12-03 14:15:55.0 alle 2018-12-03 14:15:55.0
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Abu Mazen al Papa: "Contiamo su di te"  
"Preghiamo per la pace, in questo tempo di Natale: contiamo su di te". Con queste parole il presidente palestinese Abu Mazen si è rivolto a Papa Francesco durante l'udienza in Vaticano. Il colloquio, durato circa venti minuti al palazzo Apostolico, è stato preceduto da un caloroso abbraccio fra i due ed è proseguito con l'interprete italiano-arabo, "perché io non parlo l'arabo...", ha spiegato in inglese con un sorriso il Pontefice.

"Riattivare il processo di pace tra israeliani e palestinesi e raggiungere la soluzione dei due Stati" anche attraverso "un rinnovato impegno della comunità internazionale nel venire incontro alle legittime aspirazioni di entrambi i popoli" è la posizione espressa da Papa Francesco durante l'udienza in Vaticano. Durante il colloquio tra Bergoglio e Abu Mazen, seguito dall'incontro con monsignor Paul Gallagher segretario per i rapporti con gli Stati, "sono stati rilevati i buoni rapporti tra la Santa Sede e la Palestina e il ruolo positivo dei cristiani e dell'attività della Chiesa nella società palestinese, sancito dall'Accordo globale del 2015", riferisce una nota del Vaticano. Inoltre, "un'attenzione particolare è stata riservata allo status di Gerusalemme, sottolineando l'importanza di riconoscerne e preservarne l'identità e il valore universale di Città Santa per le tre religioni abramitiche". Infine, "si è parlato degli altri conflitti che affliggono il Medio Oriente e dell'urgenza di favorire percorsi di pace e di dialogo, con il contributo della comunità religiosa, per combattere ogni forma di estremismo e di fondamentalismo".

Il Papa ha donato ad Abu Mazen un medaglione rappresentante la basilica di San Pietro, l'enciclica 'Laudato si'' e il Messaggio della Pace 2018. "Ho voluto firmarlo con la data di oggi", ha tenuto a precisare. Dal canto suo, il presidente della Palestina ha omaggiato il Pontefice con un dipinto raffigurante la vecchia città di Gerusalemme, un libro sui rapporti tra il Vaticano e la Terra Santa e un oggetto artigianale in legno. Folta la delegazione palestinese, composta da 16 membri fra cui il ministro degli Esteri Riyad al-Maliki, il consigliere per gli affari religiosi e gli ambasciatori presso l'Italia e presso la Santa Sede. "Grazie della visita", ha esclamato Papa Francesco prima di congedarsi. "Sono contento di questo incontro, contiamo su di te", è stata la frase finale pronunciata da Abu Mazen.

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il 2018-12-03 07:07:56.0 alle 2018-12-03 07:07:56.0
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Pd, chi sta con chi  
A volerla raccontare come un calciomercato, il vincitore della campagna acquisti del congresso dem è Nicola Zingaretti. Ha strappato big, qualche fedelissimo, intere correnti alla imponente maggioranza renziana che ha retto il Pd negli ultimi anni. Areadem di Dario Franceschini è passata quasi in toto con il governatore del Lazio. Come l'ex premier Paolo Gentiloni. Gli ex ministri Andrea Orlando e Roberta Pinotti, l'ex capogruppo al Senato, Luigi Zanda. Solo per fare qualche nome.

E pure Maurizio Martina ha centrato diversi nuovi innesti in squadra. Dai Giovani Turchi di Matteo Orfini, presidente Pd nell'era renziana, a Matteo Richetti, Graziano Delrio, Debora Serracchiani fino ad arrivare a Tommaso Nannicini, consigliere economico di Renzi a palazzo Chigi. Al netto dei riposizionamenti, però, quello che resta della maggioranza di un tempo, non è poco e punta su Marco Minniti. Se l'ex premier si tiene lontano dalla battaglia congressuale, i suoi stanno lavorando per l'ex ministro dell'Interno. Tanto che viene confermato il ruolo di Luca Lotti, come anticipato dall'AdnKronos, come coordinatore della mozione. MINNITI - Minniti ha dalla sua il 60% dei gruppi parlamentari, 548 sindaci che hanno sottoscritto la sua candidatura, personalità che hanno avuto un ruolo di primo piano nel Pd in questi anni: non solo Lotti, ma Lorenzo Guerini, Ettore Rosato, Antonello Giacomelli per citarne alcuni. Un quadro movimentato, dunque, in cui per la prima volta nei dieci anni di vita del Pd, non c'è un vincitore precostituito. E sebbene Zingaretti parta da favorito, l'esito delle primarie non è affatto scontato. E non è scontato neanche che uno dei candidati raggiunga il 51% ai gazebo. In questo caso sarà l'assemblea dei delegati (eletti in modo proporzionale nelle liste a sostegno dei candidati) a decidere.

ZINGARETTI - Zingaretti, dunque, come vincitore della campagna acquisti al congresso. Big e capicorrente, da cui parte una filiera che si ramifica sul territorio, tra dirigenti e amministratori locali: l'appello per il presidente della Regione Lazio è stato sottoscritto da oltre 200 sindaci. Fino ad arrivare a 'pescare' anche nella cerchia dei renziani della prima ora. E' il caso di Rosa Maria Di Giorgi, ex vicepresidente del Senato, o Elisabetta Gualmini, vicepresidente dell'Emilia-Romagna, che si sono congedate dal loro passato di ultra-renziane e sono sbarcate sul fronte Zingaretti.

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il 2018-12-02 16:49:55.0 alle 2018-12-02 16:49:55.0
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De Magistris: "M5S ha tradito, sono io l'anti-Salvini"  
I Cinque stelle ''hanno tradito'' il loro elettorato. ''Con Fico e Di Maio ho rapporti cordiali, dialogo" ma hanno commesso ''l'errore politico'' di aver fatto diventare ''maggioranza'' quello che era ''minoranza'', ovvero la destra di Salvini, che ''predica odio, violenza'' e porta a una ''deriva fascista e razzista''. In un'intervista all'AdnKronos il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, parla del suo "nuovo progetto politico'' che si rivolge ''all'Italia reale'' e guarda innanzitutto all'elettorato grillino proponendosi in chiave ''anti-Salvini''. "Ci sono le condizioni per far capire a tutte quelle persone che in buona fede hanno votato, anche giustamente, M5S - soprattutto al Sud - che l'abbraccio del contratto con Salvini è un tradimento non è una prospettiva politica del cambiamento come tanti elettori cinque stelle hanno inteso''. "Nessuna opa", sui grillini delusi. "Sicuramente - spiega De Magistris - con gli elettori M5S c'è un bacino comune, ci sono sentimenti comuni. La differenza è che noi proviamo ad attuarli questi sentimenti... Quello che diciamo sui social, a differenza degli altri, abbiamo provato a farlo, a cominciare dalle Acque pubbliche...".

"Io e Fico - spiega - ci conosciamo da tantissimi anni ma, sottolineo con rispetto al presidente della Camera, che ora loro governano, ci sono cose che dovrebbero cominciare a realizzare e vanno in direzione opposta a quella di Fico, come la legge sulla sicurezza...".

"Ho interlocuzioni cordiali e positive con tanti esponenti del M5S. Sono, certo, soprattutto contatti istituzionali, ma credo a un dialogo non solo con Fico ma con Di Maio e gli altri esponenti apicali di M5S, che però hanno fatto un grave errore politico, quello di far diventare maggioritario nel Paese chi era un'assoluta minoranza come Salvini, che governa in tante regioni con Berlusconi. Alla fine hanno fatto diventare premier politico Salvini...". De Magistris è convinto che sul ''suo cammino" si possano ritrovare "anche molti del centrosinistra e anche persone moderate che si riconoscono in schieramenti nel passato più di centrodestra, che non vogliono una deriva fascista o razzista o violenta come quella di Salvini".

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il 2018-12-02 15:04:55.0 alle 2018-12-02 15:04:55.0
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Lega, il restyling di Salvini 
Un partito di lotta e di governo? Quasi: meglio dire di territorio e di Rete. I progetti di via Bellerio, voluti da Matteo Salvini, vedono in cantiere (entro l'anno, ma più probabilmente a ridosso del voto europeo che si terrà tra il 23 e il 26 maggio 2019) la nuova Lega: "Non sarà una rivoluzione, piuttosto un restyling light, perché con i consensi che non ci mancano stravolgere le cose non avrebbe senso", spiegano all'AdnKronos fonti parlamentari vicine alla segreteria. In soldoni: squadra che vince non si cambia. O meglio: a un partito che sfonda nei sondaggi possiamo dare solo pochi ritocchi. I CAMBIAMENTI - Ma saranno cambiamenti significativi: perché accantonata l'idea di un nome nuovo per la Lega, tramontata definitivamente l'ipotesi del passaggio da 'Lega' a 'Lega nazionale', con la vocazione sovranista che prevale, si punta a portare dal notaio 20 'nuove' articolazioni regionali, per tutte le realtà italiane, dal Friuli alla Sicilia, da federare dentro 'Salvini premier', la seconda gamba del partito salviniano, affiancata dal 2016 alla vecchia Lega Nord. I notai sono stati allertati, Salvini deciderà i tempi. IL DOSSIER - Nel frattempo il segretario sta studiando il dossier appena consegnato dal fedelissimo Andrea Crippa, mandato in missione da Ancona a Canicattì, dove ha incontrato i leghisti del sud, assicurando che in oltre duemila sono pronti a scendere in campo. LA MOSSA DI SALVINI - E' questa la mossa pronta, con il movimento politico 'Salvini premier' che si farà carico del coordinamento federale dei 'macro-dipartimenti' leghisti che si stanno organizzando da nord a sud. Per tutti pari dignità, mentre il tesseramento dei militanti - per ora appannaggio delle regioni 'padane' - verrà aperto anche al Meridione dove, finora, è circolata solo la tessera da sostenitore.

I SOCIAL - Di pari passo, l'avanzata social dei salviniani non si ferma: l'allargamento della Lega, la svolta sovranista, vede in prima fila gli esperti della comunicazione di via Bellerio. Le prove generali, i luogotenenti di Salvini le stanno facendo chiamando a raccolta per la manifestazione nazionale dell'8 dicembre.

Da alcuni giorni sul web, sono nate pagine regionali che stanno permettendo di radunare il popolo leghista, pronto a militare fuori dai confini padani. I risultati sembrano confortare Salvini: migliaia gli 'iscritti' su Facebook e Twitter che stanno rispondendo all'appello. Una conta in vista della tessera nazionale della Lega che in molti vogliono avere in tasca, anche al sud.

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Arricchimento culturale in Svezia in corso

Ad https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.‎
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il 2018-12-02 14:29:55.0 alle 2018-12-02 14:29:55.0
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Gilet gialli, vertice di emergenza all'Eliseo  
Riunione di emergenza all'Eliseo per fare il punto sulla mobilitazione dei 'gilet gialli'. E il ministero dell'Interno francese rende noti alcuni dati sulle manifestazioni di sabato: alle proteste in tutta la Francia hanno partecipato 136mila persone. La precedente mobilitazione del 24 novembre aveva visto in piazza 106mila persone. Secondo il ministero, i feriti negli scontri sono stati invece 263. Al vertice di emergenza all'Eliseo partecipano, oltre al presidente Emmanuel Macron, il ministro dell'Interno Christophe Castaner, il segretario di Stato Lawrence Nunez e il ministro della transizione ecologica, François de Rugy.

MACRON - Di ritorno a Parigi dal G20 di Buenos Aires, Macron ha fatto visita all'Arco di Trionfo, danneggiato durante le manifestazioni. Accompagnato dal ministro dell'Interno, il presidente ha reso omaggio alla fiamma del Milite Ignoto. E continuano le contestazioni. "Macron démission!", Macron dimissioni: è quanto ha gridato un gruppo di gilet gialli all'indirizzo del presidente francese attorno all'Arco di Trionfo. Separati da un cordone di polizia, i manifestanti anti-Macron hanno anche intonato la Marsigliese, mentre poche altre persone gridavano "Viva Macron". Sulla Avenue Klebe, riportano i media francesi, il presidente ha salutato un drappello di vigili del fuoco e agenti di polizia.

PREFETTURA - La prefettura di Parigi ha riferito che nelle manifestazioni di sabato nella capitale sono state fermate 412 persone, delle quali 378 risultano ancora in stato di fermo. Il portavoce del governo, Benjamin Griveaux, parlando con l'emittente Europe 1, ha detto che l'esecutivo sta valutando tutte le opzioni per fermare le violenze dei manifestanti. "Dobbiamo pensare ai passi che possiamo compiere" ha detto Griveaux, dopo che il ministro dell'Interno Castaner ha evocato il ricorso allo stato di emergenza.

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il 2018-12-02 10:38:55.0 alle 2018-12-02 10:38:55.0
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Israele, polizia chiede incriminazione Netanyahu  
La polizia israeliana ha annunciato di avere chiesto che il primo ministro Benjamin Netanyahu e la moglie Sarah siano incriminati per corruzione, frode e violazione della fiducia. La polizia aveva già raccomandato che Netanyahu fosse accusato di corruzione in altri due casi. Adesso la decisione di incriminare il premier spetta al procuratore generale. La richiesta di incriminazione è stata fatta nell'ambito dell'inchiesta Caso 4000, che riguarda la corruzione nell'ambito delle telecomunicazioni e si concentra su presunti favori del valore di centinaia di milioni di dollari forniti alla società di telecomunicazioni Bezeq, in cambio di notizie positive su Netanyahu da parte di Walla News, di proprietà di Bezeq.

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il 2018-12-02 07:53:55.0 alle 2018-12-02 07:53:55.0
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Usa-Cina, tregua sui dazi  
Tregua commerciale tra Cina e Usa. Nel corso della cena al termine dei lavori del G20 a Buenos Aires, il presidente americano Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping hanno raggiunto l'accordo per una tregua sui dazi che durerà 90 giorni a partire dal 1° gennaio prossimo, secondo quanto riferisce il 'Washington Post'. Trump ha accettato di annullare gli aumenti tariffari previsti che, su 200 miliardi di merci esportate dal Paese asiatico verso gli Stati Uniti, sarebbero dovuti salire dal 10% al 25% a partire dal 2019. In cambio Xi si è impegnato ad acquistare una quantità, che la Casa Bianca ha definito "molto consistente", di prodotti agricoli, energia e beni industriali dagli Usa.

La tregua servirà a riavviare i colloqui tra Stati Uniti e Cina volti a risolvere una disputa commerciale che sta danneggiando l'economia globale, preoccupando alcuni degli alleati repubblicani di Trump e snervando gli investitori. Secondo quanto riferisce il 'Washington Post', Trump e Xi hanno concordato di "iniziare immediatamente" i colloqui sulle politiche industriali cinesi, comprese le licenze coercitive della tecnologia degli Stati Uniti, il furto di segreti commerciali e le barriere commerciali non tariffarie.

"Questo è stato un incontro straordinario e produttivo con possibilità illimitate sia per gli Stati Uniti che per la Cina", ha detto Trump in una dichiarazione rilasciata a bordo dell'Air Force One durante il volo di ritorno a Washington. "È un grande onore lavorare con il presidente Xi", ha aggiunto Trump, parlando con un certo ottimismo. Ma se, nel corso della tregua di 90 giorni, le trattative non dovessero andare a buon fine, il presidente Usa ha ribadito che procederà con il suo precedente piano, e dunque con gli aumenti delle tariffe. Il presidente, secondo quanto riferisce il 'Washington Post', avrebbe anche minacciato di estendere i dazi a tutte le importazioni statunitensi dalla Cina, relative ad altri 267 miliardi di dollari di beni. Una 'minaccia', però, della quale non si fa menzione nel resoconto dei colloqui tra i due leader diffuso dalla Casa Bianca.

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il 2018-12-02 07:14:56.0 alle 2018-12-02 07:14:56.0
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Nuovo summit Trump-Kim nel 2019  
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato di un probabile secondo summit con il leader nordcoreano Kim Jong Un all'inizio del prossimo anno. "Penso che lo faremo a gennaio o a febbraio, penso", ha detto ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, durante il volo di ritorno dal G20 di Buenos Aires. Trump ha aggiunto che l'incontro potrebbe avvenire negli Stati Uniti, ma non è ancora stata fissata alcuna sede: "In realtà abbiamo parlato di tre location, ma non abbiamo ancora scelto quale", ha concluso l'inquilino della Casa Bianca. Il primo faccia a faccia tra i leader dei due Paesi, ricordato come un vertice storico in quanto ha rappresentato il primo tentativo di mettere fine all'escalation nucleare dopo mesi di tensioni e accuse reciproche, è avvenuto lo scorso 12 giugno a Singapore, sull'isoletta di Sentosa.

https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2018/12/02/...

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il 2018-12-01 17:52:59.0 alle 2018-12-01 17:52:59.0
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Incontro Romani-Renzi, ira Forza Italia  
La notizia dell'incontro Romani-Renzi, con tanto di risalto sulla stampa, raccontano, avrebbe fatto storcere il naso ai vertici di Forza Italia. A cominciare da Silvio Berlusconi, infastidito dai rumors su un ''nuovo progetto politico'', un contenitore centrista con dentro il Pd renziano e pezzi di Fi, che di fatto taglierebbe fuori il Cav dai giochi che contano. Il faccia a faccia tra l'ex segretario del Pd e l'ex capogruppo azzurro, avvenuto a palazzo Madama questa settimana, sarebbe stato bollato dalle parti di palazzo Grazioli ''come un'iniziativa personale'', che ''non ha nulla a che fare con la linea di Fi e che non fa presagire alcun riavvicinamento con Renzi, in stile Nazareno''.

Anche Antonio Tajani si sarebbe risentito per l'uscita dell'ex ministro, considerata da vari azzurri ''inopportuna'', legata forse più a ''vecchi rancori personali che a un reale disegno politico''. "E' un'iniziativa personale", spiega Tajani e mette in chiaro: "Noi siamo alternativi al Partito democratico, alle elezioni regionali ed amministrative andremo coesi per sconfiggere i Cinquestelle e la sinistra". ''L'incontro Romani-Renzi è stato anche per me uno scoop, il nostro orizzonte è il centrodestra unito'', mette in chiaro Mara Carfagna in mattinata. Per Berlusconi, riferiscono fonti azzurre, c'è solo un progetto politico da realizzare, quello di tornare a palazzo Chigi con un centrodestra unito, conservando l'alleanza con la Lega.

Ieri l'ex premier si sarebbe sentito al telefono con Salvini due volte, la prima volta durante il vertice a Milano, la secondo dopo, nel pomeriggio per darsi appuntamento a breve per chiudere la partita sui candidati governatori alle regionali che, assicurano, resta tutt'ora aperta. "Ogni schema o strategia politica futura deve rimanere nell'alveo del centrodestra, chi fa altro non va preso in considerazione'', riferisce un big forzista. Il pallino di Arcore, comunque, è sempre dare voce all'Altra Italia, che, precisa Tajani all'Adnkronos ''non è un nuovo partito, tant'è che alle europee il simbolo di Fi non sparirà, ma avrà una nuova veste grafica per dare l'idea del rinnovamento e della volontà di allargare i nostri confini alla società civile e a tutte le forze moderate'', abbracciando quella 'terra di mezzo', tra la Lega salviniana e il Pd renziano.

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G20, breve colloquio Trump-Putin  
Breve colloquio al G20 di Buenos Aires tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin. Lo ha reso noto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Lo scambio è avvenuto dopo che Trump, due giorni fa, aveva annullato l'incontro con Putin per via della crisi tra Mosca e Kiev nello Stretto di Kerch. Il consigliere per la politica internazionale del Cremlino, Yuri Ushakov ha detto di non sapere quando i due leader potranno avere un altro incontro in seguito. Ha detto, comunque, di avere avuto un colloquio con il consigliere per la Sicurezza nazionale americano, John Bolton, durante il quale è stato ribadito che Stati Uniti e Russia sono pronti a continuare i loro contatti.

LA BOZZA - Gli sherpa dei Paesi del G20 avrebbero raggiunto un accordo sulla bozza di conclusioni del vertice di Buenos Aires. Lo ha detto un funzionario dell'Ue, secondo cui gli ultimi ostacoli riguardanti clima, commercio e migrazioni, sarebbero stati rimossi nei negoziati di questa mattina, mentre si attende il via libera finale dei leader.

PUTIN INCONTRA ERDOGAN - Un nuovo vertice a quattro, analogo a quello che si è tenuto a Istanbul lo scorso 27 ottobre, per discutere della situazione nella provincia siriana di Idlib. E' quanto ha chiesto il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, nel corso di un incontro con il suo omologo russo, Vladimir Putin, a margine del summit del G20 in corso in Argentina. "Tenere un altro summit a quattro su Idlib è importante", ha affermato Erdogan riferendo l'esito dell'incontro con Putin ai giornalisti, secondo quanto riferito dal sito del quotidiano 'Hurriyet'. Secondo Erdogan, nel colloquio con Putin sono state affrontate "questioni vitali". Nei mesi scorsi Turchia e Russia hanno creato una zona smilitarizzata a Idlib per evitare un'offensiva del regime contro l'ultima roccaforte dei ribelli. Il vertice di Istanbul ha visto la partecipazione anche di Emmanuel Macron e Angela Merkel.

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il 2018-12-01 13:52:57.0 alle 2018-12-01 13:52:57.0
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'Sarai giustiziato', minacce a Salvini  
La busta ha solo il timbro, ma non il mittente. Viene da Bologna. "Letterina di minacce, soprattutto alla grammatica italiana, arrivata al Ministero..." denuncia in un post su Facebook il ministro dell'Interno Matteo Salvini, mostrandola in una foto. In un italiano stentato vi si legge: ci sono "tre albanesi puntati su di te, sarai giustiziato". Il vicepremier comunque non si ferma. "Si tira dritto, baci e abbracci!" scrive, dando appuntamento a "sabato prossimo, 8 dicembre alle 11 a Roma in piazza del Popolo risponderemo con i sorrisi di un mare di italiani perbene!".

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il 2018-12-01 12:23:55.0 alle 2018-12-01 12:23:55.0
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Gilet gialli, nuovi scontri sugli Champs-Élysées  
Dieci feriti, tra cui tre agenti di polizia, e 60 persone fermate. E' questo il bilancio degli scontri e i disordini avvenuti sugli Champs-Elysees tra i 'gilet gialli' e le forze dell'ordine. Stando a quanto riferisce il ministro dell'Interno francese, Christophe Castaner, i dimostranti, scesi in strada per la terza volta per protestare contro il caro carburante, hanno cercato di forzare i posti di blocco dei Crs, gli agenti della polizia antisommossa, ai margini della famosa strada di Parigi chiusa al traffico e già devastata dalla guerriglia sabato scorso.

Già dalle prime ore della mattina fra 500 e 600 persone hanno invaso Place de l'Etoile, l'ultima zona aperta alla circolazione prima dei blocchi, provocando tafferugli, ai quali la polizia ha risposto con un massiccio uso di gas lacrimogeni. Castaner ha reso noto che circa 200 manifestanti hanno accettato di essere perquisiti e sono stati lasciati entrare sulla grande avenue parigina, dove stanno sfilando in corteo. Circa 1.500 manifestanti invece hanno rifiutato i controlli iniziando così gli scontri con la polizia.

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Il coraggio degli asiatici

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il 2018-12-01 09:13:56.0 alle 2018-12-01 09:13:56.0
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Trattativa serrata  
"Lavoriamo per evitare la procedura di infrazione". Al G20 il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ribadisce l'impegno del governo sulla manovra per scongiurare il 'cartellino rosso' da parte dell'Europa e ribatte anche a Pierre Moscovici sulla necessità di una riduzione del deficit concepita in modo credibile da parte dell'Italia. "Le nostre azioni sono credibili - replica il premier - Stiamo lavorando in queste ore per trovare un compromesso".

L'aria di disgelo tra l'Europa e l'Italia viene confermata dalle parole del presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker. A una domanda sul dialogo con il governo italiano riguardo alla manovra e sul possibile avvio di una procedura, Juncker risponde che "questa questione non va drammatizzata: noi siamo con l'Italia, se l'Italia è con noi". "L'atmosfera è buona, stiamo facendo progressi", dice il presidente della Commissione Europea, che inoltre sottolinea: "Non siamo in guerra con l'Italia: voglio che l'Italia sia l'Italia che è sempre stata, un'Italia che ispira l'Europa, non che le volta le spalle".

Insomma sul tavolo c'è "una trattativa serrata con l'Ue" come spiega il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, "una discussione nell’ambito della quale si cerca una soluzione che può comportare dei cambiamenti nei numeri anche se non si deve fare unicamente riferimento ai numeri perché si rischia di perdere di vista quello che è l’elemento centrale che sono le misure concrete".

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il 2018-12-01 09:11:59.0 alle 2018-12-01 09:11:59.0
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May perde un altro pezzo, lascia sottosegretario all'Università  
Sam Gyimah, sottosegretario all'Università e alla Scienza, si è dimesso per protesta contro il piano Brexit della premier Theresa May. Gyimah, che è il settimo membro del governo a lasciare da quando May ha presentato il suo accordo con Bruxelles due settimane fa, ha twittato che non sosterrà l'intesa quando i deputati la voteranno l'11 dicembre. L'accordo "non è nell'interesse nazionale britannico", ha scritto Gyimah in un post, spiegando che votarlo "sarebbe un fallimento per noi stessi". "Perderemo, non assumendo il controllo del nostro destino nazionale", ha aggiunto.



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il 2018-12-01 07:08:56.0 alle 2018-12-01 07:08:56.0
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Usa, morto Bush senior  
E' morto l'ex presidente degli Stati Uniti George HW Bush, aveva 94 anni. Lo riferisce una nota del suo staff. Bush senior da anni soffriva del morbo di Parkinson ed era costretto su una sedia a rotelle. Lo scorso novembre, era diventato il presidente americano più longevo della storia americana, raggiungendo 93 anni e 166 giorni e superando così Gerald Ford che aveva 93 anni e 165 giorni quando morì nel dicembre 2006 e Ronald Reagan che è morto a 93 anni e 120 giorni. Jimmy Carter, rimasto l'ex presidente più anziano in vita, ha compiuto 94 anni lo scorso ottobre.

"L'America ha perso un patriota e un umile servitore in George Herbert Walker Bush - ha scritto su Twitter l'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama - I nostri cuori oggi sono pesanti, ma sono anche pieni di gratitudine. I nostri pensieri vanno a tutta la famiglia Bush e a tutti quelli che sono stati ispirati dall'esempio di George e Barbara".



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