Scritto da: Rick Sanchez
> https://www.japantimes.co.jp/news/2018/10/22/natio...
Concordo, è una cazzata.
I reati minori sono relativi e bisogna semplicemente applicare le leggi locali, territoriali.
> https://www.japantimes.co.jp/news/2018/10/22/natio...

Concordo, è una cazzata.
I reati minori sono relativi e bisogna semplicemente applicare le leggi locali, territoriali.
Vieni anche tu a fare autostop in merio oriente!!!
Ad
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Non lasciarti scappare questa occasione più unica che rara di conoscere nuove culture e la gentilezza dei taxisti che provano a stuprarti ma a metà opera se ne pentono e ti lasciano in mezzo ad un bosco!
Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da: Mattia
> > Queste sono le famose
> >
> > SCIENZE SOCIALI
> >
>
> Si chiama statistica Mattia, una di quelle cose che fai fatica a capire. Ed è uno strumento matematico, non una scienza. Fai ancora fatica a capire cos'è una scienza dopo così tanti anni che te lo si ripete.
È inutile che ti metti a fare sofismi.
Gli studi che hai linkato sono studi sociologici, quella roba che una settimana fa non era una scienza (e quindi solo cazzate, diresti tu) e di cui adesso invece ti servi.
Infatti, prendiamo il CV dell'autore della prima ricerca che hai messo.
https://www.wzb.eu/system/files/docs/ende/ipc/koop...
Education
1992 Doctorate in Political and Social-Cultural Sciences at the University of Amsterdam.
Title of Dissertation: "Democracy from Below. New Social Movements and the
Political System in West Germany". Supervisor: Hanspeter Kriesi
1987 M.A. in Political Science at the University of Amsterdam. Graduated cum laude.
Academic positions
Since 2013 Professor of Sociology and Migration Research at the Humboldt University of
Berlin, Germany
Since 2010 Guest professor, Department of Political Science, University of Amsterdam (UvA),
the Netherlands
Since 2007 Research director, Department Migration, Integration, Transnationalization at the
WZB Berlin Social Science Center, Berlin, Germany
2011 - 2017 Head of the bridging project The Political Sociology of Cosmopolitanism and
Communitarianism at the WZB Berlin Social Science Center, Berlin, Germany (with
Prof. Dr. Wolfgang Merkel and Prof. Dr. Michael Zürn)
2003 – 2010 Professor of Sociology, Chair in Social Conflict and Change, Free University
Amsterdam (VU), the Netherlands.
2002 - 2003 Co-director of the research group Political Communication and Mobilization at the
WZB Berlin Social Science Center, Germany
1994 - 2003 Senior researcher, department Public Sphere and Social Movements, at the WZB Berlin
Social Science Center, Berlin, Germany
1993 - 1994 Researcher at the Social and Cultural Planning Office (SCP) in The Hague, the
Netherlands
1988 - 1992 Junior researcher at the Amsterdam Institute for Social Science Research (AISSR),
the Netherlands
Ti serve un disegnino o possiamo chiuderla qui?
Anzi no, non chiudiamola, facciamoci due risate: spiegaci perché una settimana fa le scienze sociali erano cagate e adesso le usi.
> > Possiamo riassumere il tutto dicendo semplicemente che gli umani si odiano tra loro e trovano qualsiasi pretesto per farsi la guerra.
>
> Può essere, ma non è questo il caso. Tant'è che gli italiani non mi risulta abbiano alcun interesse ad odiare nessuno
Io non parlo degli italiani, non sono un razzista e non faccio generalizzazioni su persone DIVERSE solo perché abitano nello stesso territorio.
Io parlo dei fascisti che purtroppo ci sono un po' in tutte le nazioni.
Prendi i liberali di diverse etnie, di diversi gusti sessuali, di diverse credenze religiose, di diversi modi di vestire ecc ecc.... e mettili tutti insieme in un territorio.
Il numero di conflitti sociali sarà pari a ZERO.
Il problema sono semplicemente e banalmente i fascisti che ci sono nei vari gruppi, che cercano costantemente conflitti e divisioni con persone diverse da loro.
I musulmani intolleranti e i fascisti occidentali si meritano a vicenda.
> I conflitti incominciano quando quelli come te, imbottiti di ideologia, cercano di imporre le proprie folli idee sugli altri.
Se tutti ascoltassero quello che dico io, non ci sarebbero suddetti conflitti, perché ognuno si farebbe gli affari propri, la propria vita, senza rompere i coglioni agli altri.
> Da quando l'umanità esiste si è sempre suddivisa in gruppi e ogni qual volta questi gruppi sono stati costretti a convivere fra loro ne hai ottenuto solo conflitti
Ok, allora facciamo così...
Che i fascisti scrivano un manuale di istruzioni che spiega:
- Quale ideologia politica dobbiamo seguire
- Come dobbiamo vestirci
- Come dobbiamo pettinarci
- Come dobbiamo pregere e SE dobbiamo pregare
- Come dobbiamo scopare e con chi dobbiamo scopare
- Quando dobbiamo sposarci e con chi dobbiamo sposarci
- Come dobbiamo mangiare e cosa dobbiamo mangiare
- Che musica dobbiamo a ascoltare e chi dobbiamo ascoltare
- Come dobbiamo morire e quando dobbiamo morire
Così quando finalmente saremo tutti uguali, fatti con lo stampino, i fascisti smetteranno di rompere i coglioni e tutti vivremo felici nella nostra società di pecore, privi di carettere e di identità personale...
...ma anche no, perché a quel punto inventeranno un nuovo modo per dividere, per creare conflitti, come hanno sempre fatto.
A loro quello che importa è solo creare conflitti, è la loro droga. Non possono stare senza.
Quindi quando finirà il tormentone dell'immigrazione africana, la lega nord ricomincierà a prendersela con gli italiani del sud.
La destra continuerà a fare quello che ha sempre fatto: dividere, anziché unire.
Gli eterosessuali dagli omosessuali
Una regione dall'altra regione
Un paese da quello accanto
La destra parla di popolo, di identità nazionale, ma sono proprio loro che impediscono e sempre impediranno che si venga a creare un senso di appartenenza nazionale, perché loro non uniscono il popolo, lo dividono! Mettono gli uni contro gli altri.
Tu stai imparando molto bene la loro arte, infatti ti spingi a livelli estremi: vuoi dividere persino i sessi!!
Vuoi avere un popolo unito? Allora lascia che suddetto manuale di istruzioni venga scritto dai liberali. Quando tutti seguiranno il nostro manuale di istruzioni, avremo un popolo unito.
> > I miei migliori amici attualmente sono un boliviano e un portoghese.
>
> I tuoi amici sono irrilevanti e il tuo caso non falsifica in alcun modo i risultati di questi studi
Io sto semplicemente dicendo che sono solo minchiate, perché IO non discrimino tra stranieri e svizzeri. I miei gruppi di amicizie sono ibridi.
Se tutti fossero come me (e come i miei amici) questi problemi sciocchi non ci sarebbero.
Il mio caso dimostra semplicemente una cosa molto semplice: SI PUÒ FARE, ma solo liberando la mente dalle cazzate.
**Modificato dall'autore il 27.10.2018 18:20**
> Scritto da: Mattia
> > Queste sono le famose
> >
> > SCIENZE SOCIALI
> >
>
> Si chiama statistica Mattia, una di quelle cose che fai fatica a capire. Ed è uno strumento matematico, non una scienza. Fai ancora fatica a capire cos'è una scienza dopo così tanti anni che te lo si ripete.
È inutile che ti metti a fare sofismi.
Gli studi che hai linkato sono studi sociologici, quella roba che una settimana fa non era una scienza (e quindi solo cazzate, diresti tu) e di cui adesso invece ti servi.
Infatti, prendiamo il CV dell'autore della prima ricerca che hai messo.
https://www.wzb.eu/system/files/docs/ende/ipc/koop...

Education
1992 Doctorate in Political and Social-Cultural Sciences at the University of Amsterdam.
Title of Dissertation: "Democracy from Below. New Social Movements and the
Political System in West Germany". Supervisor: Hanspeter Kriesi
1987 M.A. in Political Science at the University of Amsterdam. Graduated cum laude.
Academic positions
Since 2013 Professor of Sociology and Migration Research at the Humboldt University of
Berlin, Germany
Since 2010 Guest professor, Department of Political Science, University of Amsterdam (UvA),
the Netherlands
Since 2007 Research director, Department Migration, Integration, Transnationalization at the
WZB Berlin Social Science Center, Berlin, Germany
2011 - 2017 Head of the bridging project The Political Sociology of Cosmopolitanism and
Communitarianism at the WZB Berlin Social Science Center, Berlin, Germany (with
Prof. Dr. Wolfgang Merkel and Prof. Dr. Michael Zürn)
2003 – 2010 Professor of Sociology, Chair in Social Conflict and Change, Free University
Amsterdam (VU), the Netherlands.
2002 - 2003 Co-director of the research group Political Communication and Mobilization at the
WZB Berlin Social Science Center, Germany
1994 - 2003 Senior researcher, department Public Sphere and Social Movements, at the WZB Berlin
Social Science Center, Berlin, Germany
1993 - 1994 Researcher at the Social and Cultural Planning Office (SCP) in The Hague, the
Netherlands
1988 - 1992 Junior researcher at the Amsterdam Institute for Social Science Research (AISSR),
the Netherlands
Ti serve un disegnino o possiamo chiuderla qui?
Anzi no, non chiudiamola, facciamoci due risate: spiegaci perché una settimana fa le scienze sociali erano cagate e adesso le usi.

> > Possiamo riassumere il tutto dicendo semplicemente che gli umani si odiano tra loro e trovano qualsiasi pretesto per farsi la guerra.
>
> Può essere, ma non è questo il caso. Tant'è che gli italiani non mi risulta abbiano alcun interesse ad odiare nessuno
Io non parlo degli italiani, non sono un razzista e non faccio generalizzazioni su persone DIVERSE solo perché abitano nello stesso territorio.
Io parlo dei fascisti che purtroppo ci sono un po' in tutte le nazioni.
Prendi i liberali di diverse etnie, di diversi gusti sessuali, di diverse credenze religiose, di diversi modi di vestire ecc ecc.... e mettili tutti insieme in un territorio.
Il numero di conflitti sociali sarà pari a ZERO.
Il problema sono semplicemente e banalmente i fascisti che ci sono nei vari gruppi, che cercano costantemente conflitti e divisioni con persone diverse da loro.
I musulmani intolleranti e i fascisti occidentali si meritano a vicenda.
> I conflitti incominciano quando quelli come te, imbottiti di ideologia, cercano di imporre le proprie folli idee sugli altri.
Se tutti ascoltassero quello che dico io, non ci sarebbero suddetti conflitti, perché ognuno si farebbe gli affari propri, la propria vita, senza rompere i coglioni agli altri.
> Da quando l'umanità esiste si è sempre suddivisa in gruppi e ogni qual volta questi gruppi sono stati costretti a convivere fra loro ne hai ottenuto solo conflitti
Ok, allora facciamo così...
Che i fascisti scrivano un manuale di istruzioni che spiega:
- Quale ideologia politica dobbiamo seguire
- Come dobbiamo vestirci
- Come dobbiamo pettinarci
- Come dobbiamo pregere e SE dobbiamo pregare
- Come dobbiamo scopare e con chi dobbiamo scopare
- Quando dobbiamo sposarci e con chi dobbiamo sposarci
- Come dobbiamo mangiare e cosa dobbiamo mangiare
- Che musica dobbiamo a ascoltare e chi dobbiamo ascoltare
- Come dobbiamo morire e quando dobbiamo morire
Così quando finalmente saremo tutti uguali, fatti con lo stampino, i fascisti smetteranno di rompere i coglioni e tutti vivremo felici nella nostra società di pecore, privi di carettere e di identità personale...
...ma anche no, perché a quel punto inventeranno un nuovo modo per dividere, per creare conflitti, come hanno sempre fatto.
A loro quello che importa è solo creare conflitti, è la loro droga. Non possono stare senza.
Quindi quando finirà il tormentone dell'immigrazione africana, la lega nord ricomincierà a prendersela con gli italiani del sud.
La destra continuerà a fare quello che ha sempre fatto: dividere, anziché unire.
Gli eterosessuali dagli omosessuali
Una regione dall'altra regione
Un paese da quello accanto
La destra parla di popolo, di identità nazionale, ma sono proprio loro che impediscono e sempre impediranno che si venga a creare un senso di appartenenza nazionale, perché loro non uniscono il popolo, lo dividono! Mettono gli uni contro gli altri.
Tu stai imparando molto bene la loro arte, infatti ti spingi a livelli estremi: vuoi dividere persino i sessi!!
Vuoi avere un popolo unito? Allora lascia che suddetto manuale di istruzioni venga scritto dai liberali. Quando tutti seguiranno il nostro manuale di istruzioni, avremo un popolo unito.
> > I miei migliori amici attualmente sono un boliviano e un portoghese.
>
> I tuoi amici sono irrilevanti e il tuo caso non falsifica in alcun modo i risultati di questi studi
Io sto semplicemente dicendo che sono solo minchiate, perché IO non discrimino tra stranieri e svizzeri. I miei gruppi di amicizie sono ibridi.
Se tutti fossero come me (e come i miei amici) questi problemi sciocchi non ci sarebbero.
Il mio caso dimostra semplicemente una cosa molto semplice: SI PUÒ FARE, ma solo liberando la mente dalle cazzate.
**Modificato dall'autore il 27.10.2018 18:20**
Politica
Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da: Mattia
> > A me sembra un po' così la questione.
> >
> > Non si vuole ammettere apertamente di voler negare dei diritti ai residenti stranieri e quindi ci si inventa un modo per rendere semplicemente molto difficile per loro l'ottenimento di questi diritti.
>
> In realtà mi pare che Salvini è stato pure esplicito su questo in un suo discorso di tempo fa
Quale discorso? Salvini mi pare abbia sempre detto che non ce l'ha con gli immigrati regolari.
> Quello che si sta cercando di fare è esattamente ciò che hai scritto... rendere la loro vita qui molto difficile, di modo che si scoraggino e se ne tornino a casa loro, di loro spontanea volontà (visto che purtroppo farli rientrare nei loro paesi a forza è molto difficile e costoso per noi, soprattutto per colpa dell'ostruzionismo e dei ricatti dei loro paesi di origine [tipo: "li riprendiamo solo se ci date $$$"]) e che chi è intenzionato a partire per venire qui ci ripensi (prevenire è meglio che curare).
>
> L'alternativa a questo metodo è l'altro metodo che ho detto io e che dobbiamo seriamente considerare, ovvero cominciare ad imporre i nostri confini con la forza, anche con le armi se necessario e smettere di "salvare" gente che si mette in pericolo _di proposito_ al fine di costringerci a "salvarli". Scegli tu quale dei due metodi preferisci, per me è irrilevante, non mi interessa se vivono o muoiono, non ho sentimenti di nessun tipo nei loro confronti, né di compassione né di odio, a me importa solo che la mia società e il mio gruppo sopravviva, come si arriva lì lo lascio pure scegliere ad altri [allo stesso modo non odio i lupi... è nella loro natura uccidere come è nella natura dei negri quello di essere violenti, di non essere particolarmente svegli e di avere difficoltà a comprendere le conseguenze delle loro azioni... ma so più che bene che bisogna tenerli lontani da casa propria o si rischia la propria vita e la vita dei propri famigliari].
Dovresti prendere un premio per come mandi in caciara ogni discorso.
Si sta parlando di immigrati convenzionali e integrati, con un regolare permesso di soggiorno, che lavorano, producono, pagano le tasse.
La tipa africana, se ci parli al telefono, pensi che è un'italiana nativa.
Non si sta parlando di spacciatori clandestini.
Se si vuole affrontare l'argomento, bisogna farlo un punto per volta, non buttando tutto insieme nello stesso minestrone.
Posto che quindi stiamo parlando di immigrati convenzionali, con regolari permessi di soggiorno, che sono integrati, che lavorano, che producono, ecc ecc... queste persone hanno sostanzialmente gli stessi doveri degli italiani, quindi per me devono anche avere sostanzialmente gli stessi diritti, tranne il diritto di voto.
Se uno è dell'idea che ci siano troppi immigrati, può semplicemente rendere più stringenti le regole per l'ottenimento del permesso di soggiorno (magari stabilendo anche un numero massimo di permessi di soggiorno che possono essere concessi ogni anno), non c'è assolutamente bisogno di fare trucchi di magia per rompere le palle alle persone che questi diritti l'hanno già LEGALMENTE acquisito.
Quali che siano le regole per l'ottenimento del permesso di soggiorno, una volta che uno straniero il permesso riesce a ottenerlo deve avere gli stessi doveri e gli stessi diritti degli italiani.
È un po' come dire: tu puoi scegliere se assumermi o meno nella tua azienda, ma devi sapere che una volta che mi assumi io ho dei DIRITTI e mi devi rispettare.
Fare diversamente per me si chiama FASCISMO.
Infine, in realtà non è che se rompi le palle agli stranieri questi tornano nel loro paese, anche perché molti stranieri si sentono italiani.
Fanno un altro tipo di ragionamento: cercano di diventare cittadini così non hanno più problemi.
Infatti è proprio il ragionamento che fa anche il mio amico boliviano.
Lui sta intraprendendo la procedura per diventare svizzero (è già venuto all'ambasciata di Milano per ordinare dei documenti dalla Bolivia) e dice: "Se non vuoi rischiare di avere problemi, devi prendere la cittadinanza".
Quindi quello che dici tu serve soltanto a spingere gli stranieri a naturalizzarsi.
Il mio amico boliviano non tornerebbe mai in Bolivia. MAI! Non ci vuole tornare nemmeno da turista.
**Modificato dall'autore il 27.10.2018 15:17**
> Scritto da: Mattia
> > A me sembra un po' così la questione.
> >
> > Non si vuole ammettere apertamente di voler negare dei diritti ai residenti stranieri e quindi ci si inventa un modo per rendere semplicemente molto difficile per loro l'ottenimento di questi diritti.
>
> In realtà mi pare che Salvini è stato pure esplicito su questo in un suo discorso di tempo fa
Quale discorso? Salvini mi pare abbia sempre detto che non ce l'ha con gli immigrati regolari.
> Quello che si sta cercando di fare è esattamente ciò che hai scritto... rendere la loro vita qui molto difficile, di modo che si scoraggino e se ne tornino a casa loro, di loro spontanea volontà (visto che purtroppo farli rientrare nei loro paesi a forza è molto difficile e costoso per noi, soprattutto per colpa dell'ostruzionismo e dei ricatti dei loro paesi di origine [tipo: "li riprendiamo solo se ci date $$$"]) e che chi è intenzionato a partire per venire qui ci ripensi (prevenire è meglio che curare).
>
> L'alternativa a questo metodo è l'altro metodo che ho detto io e che dobbiamo seriamente considerare, ovvero cominciare ad imporre i nostri confini con la forza, anche con le armi se necessario e smettere di "salvare" gente che si mette in pericolo _di proposito_ al fine di costringerci a "salvarli". Scegli tu quale dei due metodi preferisci, per me è irrilevante, non mi interessa se vivono o muoiono, non ho sentimenti di nessun tipo nei loro confronti, né di compassione né di odio, a me importa solo che la mia società e il mio gruppo sopravviva, come si arriva lì lo lascio pure scegliere ad altri [allo stesso modo non odio i lupi... è nella loro natura uccidere come è nella natura dei negri quello di essere violenti, di non essere particolarmente svegli e di avere difficoltà a comprendere le conseguenze delle loro azioni... ma so più che bene che bisogna tenerli lontani da casa propria o si rischia la propria vita e la vita dei propri famigliari].
Dovresti prendere un premio per come mandi in caciara ogni discorso.
Si sta parlando di immigrati convenzionali e integrati, con un regolare permesso di soggiorno, che lavorano, producono, pagano le tasse.
La tipa africana, se ci parli al telefono, pensi che è un'italiana nativa.
Non si sta parlando di spacciatori clandestini.
Se si vuole affrontare l'argomento, bisogna farlo un punto per volta, non buttando tutto insieme nello stesso minestrone.
Posto che quindi stiamo parlando di immigrati convenzionali, con regolari permessi di soggiorno, che sono integrati, che lavorano, che producono, ecc ecc... queste persone hanno sostanzialmente gli stessi doveri degli italiani, quindi per me devono anche avere sostanzialmente gli stessi diritti, tranne il diritto di voto.
Se uno è dell'idea che ci siano troppi immigrati, può semplicemente rendere più stringenti le regole per l'ottenimento del permesso di soggiorno (magari stabilendo anche un numero massimo di permessi di soggiorno che possono essere concessi ogni anno), non c'è assolutamente bisogno di fare trucchi di magia per rompere le palle alle persone che questi diritti l'hanno già LEGALMENTE acquisito.
Quali che siano le regole per l'ottenimento del permesso di soggiorno, una volta che uno straniero il permesso riesce a ottenerlo deve avere gli stessi doveri e gli stessi diritti degli italiani.
È un po' come dire: tu puoi scegliere se assumermi o meno nella tua azienda, ma devi sapere che una volta che mi assumi io ho dei DIRITTI e mi devi rispettare.
Fare diversamente per me si chiama FASCISMO.
Infine, in realtà non è che se rompi le palle agli stranieri questi tornano nel loro paese, anche perché molti stranieri si sentono italiani.
Fanno un altro tipo di ragionamento: cercano di diventare cittadini così non hanno più problemi.
Infatti è proprio il ragionamento che fa anche il mio amico boliviano.
Lui sta intraprendendo la procedura per diventare svizzero (è già venuto all'ambasciata di Milano per ordinare dei documenti dalla Bolivia) e dice: "Se non vuoi rischiare di avere problemi, devi prendere la cittadinanza".
Quindi quello che dici tu serve soltanto a spingere gli stranieri a naturalizzarsi.
Il mio amico boliviano non tornerebbe mai in Bolivia. MAI! Non ci vuole tornare nemmeno da turista.
**Modificato dall'autore il 27.10.2018 15:17**
Politica
A me sembra un po' così la questione.
Non si vuole ammettere apertamente di voler negare dei diritti ai residenti stranieri e quindi ci si inventa un modo per rendere semplicemente molto difficile per loro l'ottenimento di questi diritti.
È come se ti dicessero: "Puoi avere il reddito di cittadinanza, ma solo se scali il Monte Everest senza le bombole d'ossigeno". Così facendo il reddito di cittadinanza sarebbe un diritto solo teorico.
Nel video sotto: una boliviana ha speso mille euro per avere i cazzo di documenti, li ha presentati e non andavano comunque bene.
Queste leggi rendono il tutto difficile SOPRATTUTTO a chi ha veramente difficoltà ad arrivare a fine mese, viste le spese che bisogna affrontare per avere questi documenti, per non parlare della burocrazia.
Non sarà che magari anche diversi italiani hanno ISEE occulto all'estero, tra l'altro?
Per info: nei commenti si dice che agli italiani basta un'autocertificazione.
**Modificato dall'autore il 27.10.2018 06:13**
Non si vuole ammettere apertamente di voler negare dei diritti ai residenti stranieri e quindi ci si inventa un modo per rendere semplicemente molto difficile per loro l'ottenimento di questi diritti.
È come se ti dicessero: "Puoi avere il reddito di cittadinanza, ma solo se scali il Monte Everest senza le bombole d'ossigeno". Così facendo il reddito di cittadinanza sarebbe un diritto solo teorico.
Nel video sotto: una boliviana ha speso mille euro per avere i cazzo di documenti, li ha presentati e non andavano comunque bene.
Queste leggi rendono il tutto difficile SOPRATTUTTO a chi ha veramente difficoltà ad arrivare a fine mese, viste le spese che bisogna affrontare per avere questi documenti, per non parlare della burocrazia.
Non sarà che magari anche diversi italiani hanno ISEE occulto all'estero, tra l'altro?
Per info: nei commenti si dice che agli italiani basta un'autocertificazione.
**Modificato dall'autore il 27.10.2018 06:13**
Scritto da: Rick Sanchez
> https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24913947
> Ethnic diversity, trust, and the mediating role of positive and negative interethnic contact: a priming experiment.
>
> "Ethnic diversity is associated with lower trust for both natives and immigrants."
>
> "For both, the cognitive salience of ethno-cultural diversity causally reduces trust."
>
> https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/ju...
> Ethnic diversity and its impact on community social cohesion and neighborly exchange
>
> "Our findings indicate that social cohesion and neighborly exchange are attenuated in ethnically diverse suburbs"
>
> https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.1111/j....
> ETHNIC DIVERSITY AND TRUST
>
> "I find a negative relationship between ethnic polarization and trust and a U‐shaped relationship between ethnic fractionalization and trust."
>
> http://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/019027...
> Effects of Heterogeneity and Homophily on Cooperation
>
> "The results show that heterogeneity hampers between-group cooperation at the dyadic level. In addition, endogenous sorting mitigates this negative effect of heterogeneity on cooperation."
>
> https://academic.oup.com/esr/article-abstract/21/4...
> Predicting Cross-National Levels of Social Trust: Global Pattern or Nordic Exceptionalism?
>
> "Cause and effect relations are impossible to specify exactly but ethnic homogeneity and Protestant traditions seem to have a direct impact on trust, and an indirect one through their consequences for good government, wealth and income equality."
>
> https://www.researchgate.net/publication/300799700...
> The Geography of Ethnic Violence
>
> "Our analysis supports the hypothesis that violence between groups can be inhibited by both physical and political boundaries."
>
> https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.13...
> Good Fences: The Importance of Setting Boundaries for Peaceful Coexistence
>
> "Our analysis shows that peace does not depend on integrated coexistence, but rather on well defined topographical and political boundaries separating groups, allowing for partial autonomy within a single country."
>
> https://academic.oup.com/esr/article/32/1/54/24043...
> Does Ethnic Diversity Have a Negative Effect on Attitudes towards the Community? A Longitudinal Analysis of the Causal Claims within the Ethnic Diversity and Social Cohesion Debate
>
> "Studies demonstrate a negative association between community ethnic diversity and indicators of social cohesion (especially attitudes towards neighbours and the community), suggesting diversity causes a decline in social cohesion."
>
> https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/j....
> rust in a Time of Increasing Diversity: On the Relationship between Ethnic Heterogeneity and Social Trust in Denmark from 1979 until Today
>
> "The results suggest that social trust is negatively affected by ethnic diversity."
>
> https://academic.oup.com/sf/article-abstract/93/3/...
> Ethnic Diversity, Economic and Cultural Contexts, and Social Trust: Cross-Sectional and Longitudinal Evidence from European Regions, 2002–2010
>
> "The results show that across European regions, different aspects of immigration-related diversity are negatively related to social trust. In longitudinal perspective, an increase in immigration is related to a decrease in social trust."
>
> https://www.npr.org/templates/story/story.php?stor...
> Political Scientist: Does Diversity Really Work?
>
> "A study conducted by Harvard political scientist Robert Putnam suggests that diversity hurts civic life and that differences can actually translate into distrust. The political scientist and author explains his findings on the flip-side of cultural diversity."
>
> "The more diverse the group around us, ethnically, in our neighborhood, the less we trust anybody, including people who look like us. Whites trust whites less. Blacks trust blacks less, in more diverse settings."
>
> http://archive.is/xFWbh
> The downside of diversity
>
> "Harvard political scientist Robert Putnam -- famous for "Bowling Alone," his 2000 book on declining civic engagement -- has found that the greater the diversity in a community, the fewer people vote and the less they volunteer, the less they give to charity and work on community projects. In the most diverse communities, neighbors trust one another about half as much as they do in the most homogenous settings. The study, the largest ever on civic engagement in America, found that virtually all measures of civic health are lower in more diverse settings."
>
> "The extent of the effect is shocking," says Scott Page, a University of Michigan political scientist."
>
> ---------------------------------------------------
>
> In realtà non c'è nemmeno bisogno di studi che lo provano, è una cosa abbastanza naturale. Quando distruggi una comunità inserendo elementi estranei, non integrati né integrabili, spesso violenti ed aggressivi e con per giunta un set di valori anche molto diverso da quello nativo e che, pertanto, tendono a creare gruppi chiusi... distruggi il senso di appartenenza dei cittadini in quella comunità perché non hanno più nulla in comune con gli altri.
>
> La gente smette di sentire il vicino di casa come un _vicino_ e più come un'estraneo potenzialmente pericoloso, da un potenziale amico ad un potenziale pericolo. Ne consegue che anche la società diventa realmente più distaccata e pericolosa... il tipo di società in cui puoi morire per strada e nessuno alza un dito per aiutarti.
>
> Questo è il tipo di società che vorrebbero i sinistri e i vari Mattia che fanno finta di non capire quale sia il problema perché, al solito, rincorrono bei principi e fantasie che non hanno nessuna relazione con il mondo reale. Si tratta di persone altamente infantili (in senso cattivo) perché si rifiutano di accettare la realtà per quella che è pur di poter andare avanti con il mondo fantastico che si sono creati nell'encefalo.
>
> Ed è anche il motivo per cui servono leggi molto restrittive che rendano l'immigrazione difficile, soprattutto da parte di quei paesi che non hanno una cultura compatibile con la nostra (e che di fatto vengono qui solo perché è facile venire qui a derubarci). Leggi che creino ostacoli a chi vuole immigrare qui per rendere il processo lungo, difficile e doloroso... di modo che solo le persone veramente motivate facciano tutti i passi necessari per diventare cittadini e incoraggino tutti gli altri a restare a casa loro oppure cercarsi vittime più facili.
>
> L'immigrazione è un problema, uno di quelli grossi che ha la potenzialità di disintegrare la società in cui vivi. La così detta "diversità" (intesa come mix di etnie e culture) non è un valore, non ci rende affatto più forti, è solo un danno per la comunità e per i cittadini presenti e (soprattutto) quelli futuri. Chi vuole imporvi la "diversità" vuole distruggere il vostro futuro e il futuro dei vostri figli, volontariamente o meno, non ha importanza... il risultato finale è quello.
Queste sono le famose
SCIENZE SOCIALI
quella cosa che non sono una scienza, ma che quando fanno comodo possono anche essere una scienza.
Possiamo riassumere il tutto dicendo semplicemente che gli umani si odiano tra loro e trovano qualsiasi pretesto per farsi la guerra.
Ovviamente anche il pretesto etnico è un buon pretesto per odiarsi per farsi la guerra e quindi di sicuro non mi sorprende che gli studi sopra l'abbiano notato.
Lo sappiamo già.
Piuttosto a essere stupida e ingenua è l'idea che, una volta rimossa la questione etnica, le persone si vogliono bene, vanno d'amore d'accordo e non trovano altro pretesto per farsi la guerra.
Puoi formare una nazione di soli bianchi, ma i cittadini troveranno una scusa qualsiasi per dividersi e farsi la guerra. Del resto, i bianchi hanno fatto TRA LORO due guerre mondiali.
E seguendo questo progetto della nazione 100% bianca, come faresti a fare in modo che tutti abbiano lo stesso orientamento politico?
Bisogna forzare tutti a un pensiero unico?
Bisogna fare un lavaggio del cervello a tutti?
Semplicemente l'unità non esiste in uno stato liberale, perché il liberalismo crea multiculturalismo senza bisogno alcuno di far entrare immigrati.
Lo stato liberale è multiculturale perché non c'è l'obbligo di seguire una determinata ideologia, una determinata religione, un determinato stile di vita.
Le guerre non sono causate dai liberali. Sono causate dagli intolleranti.
I liberali cercano di combattere l'intolleranza.
Se poi i liberali non riescono a persuadere le persone a seguire la strada della tolleranza, del libero pensiero, del libero modo di essere, allora la colpa non è dei liberali, ma di chi non aderisce alla filosofia liberale e prferisce seguire la strada del conflitto, dell'intolleranza.
Infine...
I miei migliori amici attualmente sono un boliviano e un portoghese.
Nell'ultima scuola che ho fatto una delle persone con cui andavo più d'accordo era un brasiliano, oltre che il portoghese.
Nell'ultimo ciclo di amicizie (quello risalente al liceo), i miei tre migliori amici erano:
- Un macedone
- Un serbo
- Un brasiliano
Per trovare migliori amici svizzeri nella mia storia di amicizie bisogna tornare indietro alle scuole elementari/medie, ma anche allora tra i miei migliori amici c'era un kosovaro.
Quale studio pensi di portarmi per convincermi che io debba andare d'accordo solo con gli svizzeri e che debba odiare gli stranieri? Cosa farai per convincermi che i miei amici stranieri, che sono miei amici perché li ritengo simpatici e di buona compagnia, mi debbano stare sui coglioni?
**Modificato dall'autore il 27.10.2018 05:10**
> https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24913947

> Ethnic diversity, trust, and the mediating role of positive and negative interethnic contact: a priming experiment.
>
> "Ethnic diversity is associated with lower trust for both natives and immigrants."
>
> "For both, the cognitive salience of ethno-cultural diversity causally reduces trust."
>
> https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/ju...

> Ethnic diversity and its impact on community social cohesion and neighborly exchange
>
> "Our findings indicate that social cohesion and neighborly exchange are attenuated in ethnically diverse suburbs"
>
> https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.1111/j....

> ETHNIC DIVERSITY AND TRUST
>
> "I find a negative relationship between ethnic polarization and trust and a U‐shaped relationship between ethnic fractionalization and trust."
>
> http://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/019027...

> Effects of Heterogeneity and Homophily on Cooperation
>
> "The results show that heterogeneity hampers between-group cooperation at the dyadic level. In addition, endogenous sorting mitigates this negative effect of heterogeneity on cooperation."
>
> https://academic.oup.com/esr/article-abstract/21/4...

> Predicting Cross-National Levels of Social Trust: Global Pattern or Nordic Exceptionalism?
>
> "Cause and effect relations are impossible to specify exactly but ethnic homogeneity and Protestant traditions seem to have a direct impact on trust, and an indirect one through their consequences for good government, wealth and income equality."
>
> https://www.researchgate.net/publication/300799700...

> The Geography of Ethnic Violence
>
> "Our analysis supports the hypothesis that violence between groups can be inhibited by both physical and political boundaries."
>
> https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.13...

> Good Fences: The Importance of Setting Boundaries for Peaceful Coexistence
>
> "Our analysis shows that peace does not depend on integrated coexistence, but rather on well defined topographical and political boundaries separating groups, allowing for partial autonomy within a single country."
>
> https://academic.oup.com/esr/article/32/1/54/24043...

> Does Ethnic Diversity Have a Negative Effect on Attitudes towards the Community? A Longitudinal Analysis of the Causal Claims within the Ethnic Diversity and Social Cohesion Debate
>
> "Studies demonstrate a negative association between community ethnic diversity and indicators of social cohesion (especially attitudes towards neighbours and the community), suggesting diversity causes a decline in social cohesion."
>
> https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/j....

> rust in a Time of Increasing Diversity: On the Relationship between Ethnic Heterogeneity and Social Trust in Denmark from 1979 until Today
>
> "The results suggest that social trust is negatively affected by ethnic diversity."
>
> https://academic.oup.com/sf/article-abstract/93/3/...

> Ethnic Diversity, Economic and Cultural Contexts, and Social Trust: Cross-Sectional and Longitudinal Evidence from European Regions, 2002–2010
>
> "The results show that across European regions, different aspects of immigration-related diversity are negatively related to social trust. In longitudinal perspective, an increase in immigration is related to a decrease in social trust."
>
> https://www.npr.org/templates/story/story.php?stor...

> Political Scientist: Does Diversity Really Work?
>
> "A study conducted by Harvard political scientist Robert Putnam suggests that diversity hurts civic life and that differences can actually translate into distrust. The political scientist and author explains his findings on the flip-side of cultural diversity."
>
> "The more diverse the group around us, ethnically, in our neighborhood, the less we trust anybody, including people who look like us. Whites trust whites less. Blacks trust blacks less, in more diverse settings."
>
> http://archive.is/xFWbh

> The downside of diversity
>
> "Harvard political scientist Robert Putnam -- famous for "Bowling Alone," his 2000 book on declining civic engagement -- has found that the greater the diversity in a community, the fewer people vote and the less they volunteer, the less they give to charity and work on community projects. In the most diverse communities, neighbors trust one another about half as much as they do in the most homogenous settings. The study, the largest ever on civic engagement in America, found that virtually all measures of civic health are lower in more diverse settings."
>
> "The extent of the effect is shocking," says Scott Page, a University of Michigan political scientist."
>
> ---------------------------------------------------
>
> In realtà non c'è nemmeno bisogno di studi che lo provano, è una cosa abbastanza naturale. Quando distruggi una comunità inserendo elementi estranei, non integrati né integrabili, spesso violenti ed aggressivi e con per giunta un set di valori anche molto diverso da quello nativo e che, pertanto, tendono a creare gruppi chiusi... distruggi il senso di appartenenza dei cittadini in quella comunità perché non hanno più nulla in comune con gli altri.
>
> La gente smette di sentire il vicino di casa come un _vicino_ e più come un'estraneo potenzialmente pericoloso, da un potenziale amico ad un potenziale pericolo. Ne consegue che anche la società diventa realmente più distaccata e pericolosa... il tipo di società in cui puoi morire per strada e nessuno alza un dito per aiutarti.
>
> Questo è il tipo di società che vorrebbero i sinistri e i vari Mattia che fanno finta di non capire quale sia il problema perché, al solito, rincorrono bei principi e fantasie che non hanno nessuna relazione con il mondo reale. Si tratta di persone altamente infantili (in senso cattivo) perché si rifiutano di accettare la realtà per quella che è pur di poter andare avanti con il mondo fantastico che si sono creati nell'encefalo.
>
> Ed è anche il motivo per cui servono leggi molto restrittive che rendano l'immigrazione difficile, soprattutto da parte di quei paesi che non hanno una cultura compatibile con la nostra (e che di fatto vengono qui solo perché è facile venire qui a derubarci). Leggi che creino ostacoli a chi vuole immigrare qui per rendere il processo lungo, difficile e doloroso... di modo che solo le persone veramente motivate facciano tutti i passi necessari per diventare cittadini e incoraggino tutti gli altri a restare a casa loro oppure cercarsi vittime più facili.
>
> L'immigrazione è un problema, uno di quelli grossi che ha la potenzialità di disintegrare la società in cui vivi. La così detta "diversità" (intesa come mix di etnie e culture) non è un valore, non ci rende affatto più forti, è solo un danno per la comunità e per i cittadini presenti e (soprattutto) quelli futuri. Chi vuole imporvi la "diversità" vuole distruggere il vostro futuro e il futuro dei vostri figli, volontariamente o meno, non ha importanza... il risultato finale è quello.
Queste sono le famose
SCIENZE SOCIALI
quella cosa che non sono una scienza, ma che quando fanno comodo possono anche essere una scienza.
Possiamo riassumere il tutto dicendo semplicemente che gli umani si odiano tra loro e trovano qualsiasi pretesto per farsi la guerra.
Ovviamente anche il pretesto etnico è un buon pretesto per odiarsi per farsi la guerra e quindi di sicuro non mi sorprende che gli studi sopra l'abbiano notato.
Lo sappiamo già.
Piuttosto a essere stupida e ingenua è l'idea che, una volta rimossa la questione etnica, le persone si vogliono bene, vanno d'amore d'accordo e non trovano altro pretesto per farsi la guerra.
Puoi formare una nazione di soli bianchi, ma i cittadini troveranno una scusa qualsiasi per dividersi e farsi la guerra. Del resto, i bianchi hanno fatto TRA LORO due guerre mondiali.
E seguendo questo progetto della nazione 100% bianca, come faresti a fare in modo che tutti abbiano lo stesso orientamento politico?
Bisogna forzare tutti a un pensiero unico?
Bisogna fare un lavaggio del cervello a tutti?
Semplicemente l'unità non esiste in uno stato liberale, perché il liberalismo crea multiculturalismo senza bisogno alcuno di far entrare immigrati.
Lo stato liberale è multiculturale perché non c'è l'obbligo di seguire una determinata ideologia, una determinata religione, un determinato stile di vita.
Le guerre non sono causate dai liberali. Sono causate dagli intolleranti.
I liberali cercano di combattere l'intolleranza.
Se poi i liberali non riescono a persuadere le persone a seguire la strada della tolleranza, del libero pensiero, del libero modo di essere, allora la colpa non è dei liberali, ma di chi non aderisce alla filosofia liberale e prferisce seguire la strada del conflitto, dell'intolleranza.
Infine...
I miei migliori amici attualmente sono un boliviano e un portoghese.
Nell'ultima scuola che ho fatto una delle persone con cui andavo più d'accordo era un brasiliano, oltre che il portoghese.
Nell'ultimo ciclo di amicizie (quello risalente al liceo), i miei tre migliori amici erano:
- Un macedone
- Un serbo
- Un brasiliano
Per trovare migliori amici svizzeri nella mia storia di amicizie bisogna tornare indietro alle scuole elementari/medie, ma anche allora tra i miei migliori amici c'era un kosovaro.
Quale studio pensi di portarmi per convincermi che io debba andare d'accordo solo con gli svizzeri e che debba odiare gli stranieri? Cosa farai per convincermi che i miei amici stranieri, che sono miei amici perché li ritengo simpatici e di buona compagnia, mi debbano stare sui coglioni?
**Modificato dall'autore il 27.10.2018 05:10**
Politica
Scritto da: Rick Sanchez
> > > Significa solo che ai padroni avere schiavi va bene (bisogna stare a spiegartele queste cose? davvero?), e che gli extracomunitari sono ottimi schiavi, pronti ad accettare qualunque compromesso e accettare qualunque abuso pur di avere in cambio un tozzo di pane. E questo cosa significa per il mercato del lavoro italiano? Significa semplicemente che gli schiavi vengono preferiti ai lavoratori italiani, il che significa che se i cittadini italiani vogliono lavorare anche loro, per colpa degli extracomunitari, devono rinunciare a diritti e sottoporsi ad abusi.
> >
> > Non è degli extracomunitari la colpa
>
> La colpa? Io non ho parlato di colpe, io ho parlato di fatti.
Invece se rileggi quello che c'è scritto qui sopra (proprio nel quote sopra), hai scritto "per colpa degli extracomunitari".
Forse ti sei espresso male, ma io ho giustamente capito quello.
La mia idea è quella di fare guerra agli sfruttatori e non agli sfruttati.
C'è gente in Ticino che ce l'ha con i frontalieri italiani, che dice che la colpa è loro.
Invece secondo me no: la colpa è degli imprenditori che li usano per abbassare i salari ticinesi.
Anche perché, penso che gli imprenditori sanno quello che fanno, ma le vittime magari no. Le vittime magari pensano che gli svizzeri sono super ricchi che lavorano solo per hobby e non si rendono conto di qual'è il costo della vita in Svizzera.
Invece gli imprenditori svizzeri lo sanno.
> Sa che se assume degli italiani è costretto ad orari di lavoro più leggeri, ad assumere magari più gente, e ad uno stipendio più alto... perché l'italiano medio più giù di un tot non va e anche perché l'italiano può in genere contare sulla famiglia di origine nel caso le cose vadano male quindi può permettersi di rifiutare lavori sotto-pagati.
> Sa anche che l'extracomunitario ha più bisogno di soldi perché non ha quella rete di cui ho parlato sopra (e anche perché viene da culture più prone a farsi sfruttare), quindi è disposto a fare cose che gli italiani non farebbero. La conseguenza è che finiscono per assumere extracomunitari invece di italiani.
Non sarà che magari la soluzione sta semplicemente nel creare i contratti collettivi?
Perché anche fosse che gli italiani sono statisticament meno inclini a farsi sfruttare rispetto agli extracomunitari, comunque anche tra gli italiani qualcuno ci sarà sicuramente... e gli imprenditori conteranno comunque su questi per abbassare gli stipendi.
In realtà l'idea che tu debba essere disposto a farti sfruttare almeno un po' è piuttosto diffusa anche tra gli europei, più di quanto pensi. Alcuni se non sei disposto a farti sfruttare ti danno dello scansafatiche.
Il tema dei diritti dei lavoratori è un tema vecchio come il mondo e l'unica soluzione sono le leggi, non è una cosa che si regola da sola... con o senza extracomunitari.
> È quindi normale che non si voglia incoraggiare altri extracomunitari ad entrare, né a quelli che sono dentro a restare. In altre parole qui non sono i benvenuti, non possono aspettarsi che le regole e le leggi siano a loro favore, anzi, possono aspettarsi l'esatto contrario
Metti invece che leggi siano a sfavore degli imprenditori che vogliono sfruttare i lavoratori... anche questa sarebbe un soluzione. Una soluzione che va contro gli sfruttatori e non contro gli sfruttati.
> > Niente affatto, i residenti stranieri hanno i tuoi stessi diritti
>
> Non è così. I residenti stranieri hanno solo ed esclusivamente i diritti che siamo disposti a dargli. Non avendo facoltà di voto non possono nemmeno fare nulla al riguardo a parte andarsene, che è esattamente quello che la maggior parte degli italiani vuole.
Come ho scritto nel mio precedente post, un buon ré governa per il popolo, non per sé stesso.
In un'oligarchia, il gruppo ristretto di persone che governano, deve governare per tutto il popolo e non solo per sé stesso.
Man mano che allarghi il gruppo delle persone che hanno il potere, il concetto rimane sempre lo stesso...
Nella democrazia, i cittadini sono il ré e il principio è lo stesso.
Noi cittadini dobbiamo governare per il popolo, non per noi stessi.
Se ti viene l'idea di fare leggi che rovinano qualcun'altro per dare privilegi a te stesso, probabilmente stai sbagliando, proprio come un ré che governa per sé stesso.
Molti cittadini sono dei cattivi sovrani, il cui obbietivvo è quello di fare guerra a dei gruppi del popolo, invece che fare quello che deve essere fatto per rendere un po' tutti felici.
Occorre che ogni cittadino rifletta su questo: a cosa ci porterà togliere diritti a persone che hanno sostanzialmente i nostri stessi doveri, a parte fare guerra a qualcuno deliberatamente? Perché quelle persone (i residenti stranieri) hanno i nostri stessi doveri, ma dovrebbero avere meno diritti?
Sono un buon ré se faccio questo? Il potere è dei cittadini e su questo non si discute. Però avere poteri richiede testa, intelligenza, responsabilità.
Fare leggi contro le madri perché ieri ti sei arrabbiato con tua madre potrebbe essere una cosa non molto intelligente.
> > > Significa solo che ai padroni avere schiavi va bene (bisogna stare a spiegartele queste cose? davvero?), e che gli extracomunitari sono ottimi schiavi, pronti ad accettare qualunque compromesso e accettare qualunque abuso pur di avere in cambio un tozzo di pane. E questo cosa significa per il mercato del lavoro italiano? Significa semplicemente che gli schiavi vengono preferiti ai lavoratori italiani, il che significa che se i cittadini italiani vogliono lavorare anche loro, per colpa degli extracomunitari, devono rinunciare a diritti e sottoporsi ad abusi.
> >
> > Non è degli extracomunitari la colpa
>
> La colpa? Io non ho parlato di colpe, io ho parlato di fatti.
Invece se rileggi quello che c'è scritto qui sopra (proprio nel quote sopra), hai scritto "per colpa degli extracomunitari".
Forse ti sei espresso male, ma io ho giustamente capito quello.
La mia idea è quella di fare guerra agli sfruttatori e non agli sfruttati.
C'è gente in Ticino che ce l'ha con i frontalieri italiani, che dice che la colpa è loro.
Invece secondo me no: la colpa è degli imprenditori che li usano per abbassare i salari ticinesi.
Anche perché, penso che gli imprenditori sanno quello che fanno, ma le vittime magari no. Le vittime magari pensano che gli svizzeri sono super ricchi che lavorano solo per hobby e non si rendono conto di qual'è il costo della vita in Svizzera.
Invece gli imprenditori svizzeri lo sanno.
> Sa che se assume degli italiani è costretto ad orari di lavoro più leggeri, ad assumere magari più gente, e ad uno stipendio più alto... perché l'italiano medio più giù di un tot non va e anche perché l'italiano può in genere contare sulla famiglia di origine nel caso le cose vadano male quindi può permettersi di rifiutare lavori sotto-pagati.
> Sa anche che l'extracomunitario ha più bisogno di soldi perché non ha quella rete di cui ho parlato sopra (e anche perché viene da culture più prone a farsi sfruttare), quindi è disposto a fare cose che gli italiani non farebbero. La conseguenza è che finiscono per assumere extracomunitari invece di italiani.
Non sarà che magari la soluzione sta semplicemente nel creare i contratti collettivi?
Perché anche fosse che gli italiani sono statisticament meno inclini a farsi sfruttare rispetto agli extracomunitari, comunque anche tra gli italiani qualcuno ci sarà sicuramente... e gli imprenditori conteranno comunque su questi per abbassare gli stipendi.
In realtà l'idea che tu debba essere disposto a farti sfruttare almeno un po' è piuttosto diffusa anche tra gli europei, più di quanto pensi. Alcuni se non sei disposto a farti sfruttare ti danno dello scansafatiche.
Il tema dei diritti dei lavoratori è un tema vecchio come il mondo e l'unica soluzione sono le leggi, non è una cosa che si regola da sola... con o senza extracomunitari.
> È quindi normale che non si voglia incoraggiare altri extracomunitari ad entrare, né a quelli che sono dentro a restare. In altre parole qui non sono i benvenuti, non possono aspettarsi che le regole e le leggi siano a loro favore, anzi, possono aspettarsi l'esatto contrario
Metti invece che leggi siano a sfavore degli imprenditori che vogliono sfruttare i lavoratori... anche questa sarebbe un soluzione. Una soluzione che va contro gli sfruttatori e non contro gli sfruttati.
> > Niente affatto, i residenti stranieri hanno i tuoi stessi diritti
>
> Non è così. I residenti stranieri hanno solo ed esclusivamente i diritti che siamo disposti a dargli. Non avendo facoltà di voto non possono nemmeno fare nulla al riguardo a parte andarsene, che è esattamente quello che la maggior parte degli italiani vuole.
Come ho scritto nel mio precedente post, un buon ré governa per il popolo, non per sé stesso.
In un'oligarchia, il gruppo ristretto di persone che governano, deve governare per tutto il popolo e non solo per sé stesso.
Man mano che allarghi il gruppo delle persone che hanno il potere, il concetto rimane sempre lo stesso...
Nella democrazia, i cittadini sono il ré e il principio è lo stesso.
Noi cittadini dobbiamo governare per il popolo, non per noi stessi.
Se ti viene l'idea di fare leggi che rovinano qualcun'altro per dare privilegi a te stesso, probabilmente stai sbagliando, proprio come un ré che governa per sé stesso.
Molti cittadini sono dei cattivi sovrani, il cui obbietivvo è quello di fare guerra a dei gruppi del popolo, invece che fare quello che deve essere fatto per rendere un po' tutti felici.
Occorre che ogni cittadino rifletta su questo: a cosa ci porterà togliere diritti a persone che hanno sostanzialmente i nostri stessi doveri, a parte fare guerra a qualcuno deliberatamente? Perché quelle persone (i residenti stranieri) hanno i nostri stessi doveri, ma dovrebbero avere meno diritti?
Sono un buon ré se faccio questo? Il potere è dei cittadini e su questo non si discute. Però avere poteri richiede testa, intelligenza, responsabilità.
Fare leggi contro le madri perché ieri ti sei arrabbiato con tua madre potrebbe essere una cosa non molto intelligente.
Politica
Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da: Mattia
> > Ho smontato la cazzata che hai scritto e la tua risposta è una faccina che ride.
>
> Non hai smontato proprio nulla, infatti, non hai neanche capito quello che ho scritto. Anzi, stai come al solito facendo finta di non capire proprio perché sai di avere torto, nulla di nuovo sotto il sole.
>
>
> > Se così fosse, questo dimostrerebbe soltanto che agli extracomunitari la voglia di lavorare non manca
>
>
> Significa solo che ai padroni avere schiavi va bene (bisogna stare a spiegartele queste cose? davvero?), e che gli extracomunitari sono ottimi schiavi, pronti ad accettare qualunque compromesso e accettare qualunque abuso pur di avere in cambio un tozzo di pane. E questo cosa significa per il mercato del lavoro italiano? Significa semplicemente che gli schiavi vengono preferiti ai lavoratori italiani, il che significa che se i cittadini italiani vogliono lavorare anche loro, per colpa degli extracomunitari, devono rinunciare a diritti e sottoporsi ad abusi.
Non è degli extracomunitari la colpa, ma degli imprenditori che li sfruttano.
Stessa cosa per quanto riguarda i lavoratori italiani in Ticino.
> Il che non dimostra nulla.
>
> > In termini assoluti, per 100 lavoratori italiani ci sono 7-8 lavoratori extracomunitari.
>
> Dove hai trovato questi numeri su quella pagina? Stai parlando di extracomunitari o semplicemente di "stranieri" in generale?
http://www.lastampa.it/2018/09/04/italia/quanti-im... 
Qui c'è scritto che gli extracomunitari (non gli stranieri) sono il 6.7%.
Poi, prendendo le statistiche sopra (quanti extracomunitari lavorano e quanti italiani) ho stimato che ogni 100 lavoratori italiani, ci sono 7-8 lavoratori extracomunitari.
> > Se un extracomunitario lavora, paga le tasse ma fa fatica ad arrivare alla fine del mese, perché non dovrebbe poter avere la mensa gratuita per i figli?
> >
> > Il welfare è pagato anche dai suoi contributi.
> >
> > L'economia gira anche grazie al suo lavoro.
>
> Ma qui si trova in Italia, dove vengono PRIMA gli italiani.
Niente affatto, i residenti stranieri hanno i tuoi stessi diritti (tranne il diritto di voto), perché pagano le tasse proprio come te.
Generalmente, negli stati liberali non ci sono regole così stupide. Tutti sanno che i residenti stranieri devono essere integrati alla comunità, non ghettizzati.
Per questo è importante che uno stato si faccia dei conti per capire quanti stranieri può accogliere dignitosamente.
> È semplice Mattia... a casa nostra comandiamo noi, non gli svizzeri. A casa vostra comandate voi... ma non mi risulta che voi svizzeri abbiate trattato in modo tanto diverso gli italiani, vostri confinanti, che venivano e vengono a lavorare da voi
La polemica che è sorta in Svizzera è diversa, perché non riguardava gli italiani residenti in Svizzera, ma i frontalieri italiani.
La questione è molto diversa per due motivi.
1)
C'è una grossa differenza tra un frontaliere e un residente: i frontalieri pagano le tasse in Italia, mentre i residenti italiani pagano le tasse in Svizzera.
Se la scuola avesse fatto il suo lavoro, sapresti la famosa regola della corrispondenza fra diritti e doveri.
I residenti italiani devono:
- Pagare le tasse allo stato svizzero
- Pagare i contributi alle assicurazioni sociali
- Pagare la cassa malati
Cioè, praticamente hanno gli stessi doveri dei cittadini svizzeri, quindi logicamente hanno anche gli stessi diritti.
L'unico diritto che non hanno è il diritto di voto... e infatti hanno anche un dovere in meno rispetto ai cittadini svizzeri: non devono prestare servizio militare.
I frontalieri italiani non hanno nessun dovere nei confronti dello stato svizzero, a parte rispettare le leggi.
Perciò i loro diritti sono sostanzialmente solo quelli basilari, che vengono riconosciuti a qualsiasi persona che si trova all'interno del confine: i diritti umani + alcuni diritti civili fondamentali.
Hanno per esempio diritto ai famosi interventi di primo soccorso (che tu vorresti buttare nel cesso), ma siccome, a differenza degli italiani residenti, non pagano la cassa malati, non hanno diritto a cure specialistiche negli ospedali pubblici svizzeri.
In Svizzera non c'è stata infatti nessuna polemica riguardante i residenti italiani.
Nessuno si sognerebbe di affermare che ci debbano essere leggi in base a cui le imprese devono dare lavoro PRIMA agli svizzeri e poi agli italiani residenti.
Si può invece sostenere che le imprese svizzere debbano dare lavoro prima ai residenti e poi alle persone che arrivano da fuori.
Io la vedo in questo modo: lo stato è una società di persone e i soci sono tutte le persone che ci vivono all'interno e pagano le tasse.
Ci sono poi i soci dirigenti (i cittadini) che hanno il compito di dirigere la società.
Così come un ré deve governare per il popolo (la società) e non per sé stesso, i cittadini nella democrazia devono governare per il popolo (TUTTO) e non per sé stessi.
I soci dirigenti sono quelli che comandano, che prendono decisioni, ma il loro ruolo non è assolutamente quello di rivestirsi di privilegi e maltrattare i soci non dirigenti.
Un direttore che maltratta i dipendenti non è un buon direttore.
Quando i dirigenti cominciano a dire "prima gli italiani", escludendo gli altri soci che pagano le tasse e hanno gli stessi doveri di tutti gli altri, stanno facendo una cosa scorretta, antietica.
Sono un po' come i politici che utilizzano il loro potere per dare privilegi a sé stessi.
Lo possono fare, ma questo non significa che farlo sia corretto.
2) I diritti dei frontalieri non sono stati toccati. Ci si è semplicemente chiesti se non fosse il caso di tornare al vecchio sistema, in base a cui per lavorare in Svizzera devi avere un permesso di lavoro.
In questo modo, lo stato può decidere quanti permessi di lavoro rilasciare, al fine di evitare che i residenti restino senza lavoro perché tutti i posti vengono occupati dai frontalieri.
La discussione è quindi simile a: "uno straniero, per poter diventare un residente, deve avere un permesso dallo stato svizzero?".
La risposta è sì, deve avere il permesso. E bisogna anche calcolare quanti permessi si possono rilasciare di anno in anno per evitare la sovrappopolazione.
PERÒ una volta che uno straniero ottiene il permesso di soggiorno, ha doveri e quindi anche diritti.
Allo stesso modo i frontalieri avranno un contratto fatto in base alle norme svizzere e tutto quanto, quindi non è che avranno minori diritti rispetto ai lavoratori svizzeri.
Semplicemente, i ticinesi ritengono che bisogna regolare il frontalierato proprio come si controlla l'immigrazione.
L'altra parte della polemica è che gli imprenditori svizzerino utilizzino i frontalieri per abbassare gli stipendi ticinesi, con il risultato che poi i residenti hanno stipendi troppo bassi per il costo della vita in Svizzera.
Come soluzione, io propongo di mettere i salari minimi, per fare in modo che i frontalieri debbano prendere il giusto stipendio.
Se si facesse quello che dico io, i frontalieri italiani prenderebbero stipendi più alti di quelli che prendono attualmente, quindi nessuno può accusare me di voler togliere diritti a qualcuno. Al contrario, io voglio che i frontalieri italiani siano trattati proprio come i lavoratori svizzeri.
I lavoratori italiani devono essere assunti (e pagati il giusto) perché sono bravi, non perché costano poco.
**Modificato dall'autore il 26.10.2018 22:18**
> Scritto da: Mattia
> > Ho smontato la cazzata che hai scritto e la tua risposta è una faccina che ride.
>
> Non hai smontato proprio nulla, infatti, non hai neanche capito quello che ho scritto. Anzi, stai come al solito facendo finta di non capire proprio perché sai di avere torto, nulla di nuovo sotto il sole.
>
>
> > Se così fosse, questo dimostrerebbe soltanto che agli extracomunitari la voglia di lavorare non manca
>
>

> Significa solo che ai padroni avere schiavi va bene (bisogna stare a spiegartele queste cose? davvero?), e che gli extracomunitari sono ottimi schiavi, pronti ad accettare qualunque compromesso e accettare qualunque abuso pur di avere in cambio un tozzo di pane. E questo cosa significa per il mercato del lavoro italiano? Significa semplicemente che gli schiavi vengono preferiti ai lavoratori italiani, il che significa che se i cittadini italiani vogliono lavorare anche loro, per colpa degli extracomunitari, devono rinunciare a diritti e sottoporsi ad abusi.
Non è degli extracomunitari la colpa, ma degli imprenditori che li sfruttano.
Stessa cosa per quanto riguarda i lavoratori italiani in Ticino.
> Il che non dimostra nulla.
>
> > In termini assoluti, per 100 lavoratori italiani ci sono 7-8 lavoratori extracomunitari.
>
> Dove hai trovato questi numeri su quella pagina? Stai parlando di extracomunitari o semplicemente di "stranieri" in generale?

Qui c'è scritto che gli extracomunitari (non gli stranieri) sono il 6.7%.
Poi, prendendo le statistiche sopra (quanti extracomunitari lavorano e quanti italiani) ho stimato che ogni 100 lavoratori italiani, ci sono 7-8 lavoratori extracomunitari.
> > Se un extracomunitario lavora, paga le tasse ma fa fatica ad arrivare alla fine del mese, perché non dovrebbe poter avere la mensa gratuita per i figli?
> >
> > Il welfare è pagato anche dai suoi contributi.
> >
> > L'economia gira anche grazie al suo lavoro.
>
> Ma qui si trova in Italia, dove vengono PRIMA gli italiani.
Niente affatto, i residenti stranieri hanno i tuoi stessi diritti (tranne il diritto di voto), perché pagano le tasse proprio come te.
Generalmente, negli stati liberali non ci sono regole così stupide. Tutti sanno che i residenti stranieri devono essere integrati alla comunità, non ghettizzati.
Per questo è importante che uno stato si faccia dei conti per capire quanti stranieri può accogliere dignitosamente.
> È semplice Mattia... a casa nostra comandiamo noi, non gli svizzeri. A casa vostra comandate voi... ma non mi risulta che voi svizzeri abbiate trattato in modo tanto diverso gli italiani, vostri confinanti, che venivano e vengono a lavorare da voi
La polemica che è sorta in Svizzera è diversa, perché non riguardava gli italiani residenti in Svizzera, ma i frontalieri italiani.
La questione è molto diversa per due motivi.
1)
C'è una grossa differenza tra un frontaliere e un residente: i frontalieri pagano le tasse in Italia, mentre i residenti italiani pagano le tasse in Svizzera.
Se la scuola avesse fatto il suo lavoro, sapresti la famosa regola della corrispondenza fra diritti e doveri.
I residenti italiani devono:
- Pagare le tasse allo stato svizzero
- Pagare i contributi alle assicurazioni sociali
- Pagare la cassa malati
Cioè, praticamente hanno gli stessi doveri dei cittadini svizzeri, quindi logicamente hanno anche gli stessi diritti.
L'unico diritto che non hanno è il diritto di voto... e infatti hanno anche un dovere in meno rispetto ai cittadini svizzeri: non devono prestare servizio militare.
I frontalieri italiani non hanno nessun dovere nei confronti dello stato svizzero, a parte rispettare le leggi.
Perciò i loro diritti sono sostanzialmente solo quelli basilari, che vengono riconosciuti a qualsiasi persona che si trova all'interno del confine: i diritti umani + alcuni diritti civili fondamentali.
Hanno per esempio diritto ai famosi interventi di primo soccorso (che tu vorresti buttare nel cesso), ma siccome, a differenza degli italiani residenti, non pagano la cassa malati, non hanno diritto a cure specialistiche negli ospedali pubblici svizzeri.
In Svizzera non c'è stata infatti nessuna polemica riguardante i residenti italiani.
Nessuno si sognerebbe di affermare che ci debbano essere leggi in base a cui le imprese devono dare lavoro PRIMA agli svizzeri e poi agli italiani residenti.
Si può invece sostenere che le imprese svizzere debbano dare lavoro prima ai residenti e poi alle persone che arrivano da fuori.
Io la vedo in questo modo: lo stato è una società di persone e i soci sono tutte le persone che ci vivono all'interno e pagano le tasse.
Ci sono poi i soci dirigenti (i cittadini) che hanno il compito di dirigere la società.
Così come un ré deve governare per il popolo (la società) e non per sé stesso, i cittadini nella democrazia devono governare per il popolo (TUTTO) e non per sé stessi.
I soci dirigenti sono quelli che comandano, che prendono decisioni, ma il loro ruolo non è assolutamente quello di rivestirsi di privilegi e maltrattare i soci non dirigenti.
Un direttore che maltratta i dipendenti non è un buon direttore.
Quando i dirigenti cominciano a dire "prima gli italiani", escludendo gli altri soci che pagano le tasse e hanno gli stessi doveri di tutti gli altri, stanno facendo una cosa scorretta, antietica.
Sono un po' come i politici che utilizzano il loro potere per dare privilegi a sé stessi.
Lo possono fare, ma questo non significa che farlo sia corretto.
2) I diritti dei frontalieri non sono stati toccati. Ci si è semplicemente chiesti se non fosse il caso di tornare al vecchio sistema, in base a cui per lavorare in Svizzera devi avere un permesso di lavoro.
In questo modo, lo stato può decidere quanti permessi di lavoro rilasciare, al fine di evitare che i residenti restino senza lavoro perché tutti i posti vengono occupati dai frontalieri.
La discussione è quindi simile a: "uno straniero, per poter diventare un residente, deve avere un permesso dallo stato svizzero?".
La risposta è sì, deve avere il permesso. E bisogna anche calcolare quanti permessi si possono rilasciare di anno in anno per evitare la sovrappopolazione.
PERÒ una volta che uno straniero ottiene il permesso di soggiorno, ha doveri e quindi anche diritti.
Allo stesso modo i frontalieri avranno un contratto fatto in base alle norme svizzere e tutto quanto, quindi non è che avranno minori diritti rispetto ai lavoratori svizzeri.
Semplicemente, i ticinesi ritengono che bisogna regolare il frontalierato proprio come si controlla l'immigrazione.
L'altra parte della polemica è che gli imprenditori svizzerino utilizzino i frontalieri per abbassare gli stipendi ticinesi, con il risultato che poi i residenti hanno stipendi troppo bassi per il costo della vita in Svizzera.
Come soluzione, io propongo di mettere i salari minimi, per fare in modo che i frontalieri debbano prendere il giusto stipendio.
Se si facesse quello che dico io, i frontalieri italiani prenderebbero stipendi più alti di quelli che prendono attualmente, quindi nessuno può accusare me di voler togliere diritti a qualcuno. Al contrario, io voglio che i frontalieri italiani siano trattati proprio come i lavoratori svizzeri.
I lavoratori italiani devono essere assunti (e pagati il giusto) perché sono bravi, non perché costano poco.
**Modificato dall'autore il 26.10.2018 22:18**
Re: Precipita da aereo per girare video, morto rapper Jon James
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da: News BOT
> > > Erano mesi che il rapper canadese Jon James si allenava per quella esibizione acrobatica: camminare sull'ala di un aereo mentre cantava la sua nuova canzone. Ma sabato scorso, si legge sull'Indipendent, giorno delle riprese, qualcosa è andato storto e il 34enne è morto precipitando giù dal velivolo.
> > >
> > > Il management dell'artista in una nota ha spiegato che Jon stava camminando sull'ala dell'aereo quando il Cessna ha iniziato a precipitare in una spirale discendente che il pilota non è riuscito a correggere. Non avendo avuto il tempo di aprire il paracadute, si è schiantato a terra. L'aereo e il pilota sono invece atterrati senza problemi.
> > >
> > > Jon James McMurray, nato a Calgary, era uno sciatore professionista. Dopo aver subito un brutto incidente, aveva intrapreso la carriera musicale. Era anche un abile stuntman (come dimostrano i video postati sul suo profilo Instagram) e viveva a Los Angeles. Già nel video del singolo 'Hello', girato nel 2015, si vede il rapper sospeso nei cieli.
> > >
> > >
http://www.adnkronos.com/intrattenimento/spettacol... 
> >
> >
> > "He will forever remain an underground rapper"
> >
> >
>
> Dov'è questa frase nella pagina?
Non è nella pagina. È un commento in youtube.
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da: News BOT
> > > Erano mesi che il rapper canadese Jon James si allenava per quella esibizione acrobatica: camminare sull'ala di un aereo mentre cantava la sua nuova canzone. Ma sabato scorso, si legge sull'Indipendent, giorno delle riprese, qualcosa è andato storto e il 34enne è morto precipitando giù dal velivolo.
> > >
> > > Il management dell'artista in una nota ha spiegato che Jon stava camminando sull'ala dell'aereo quando il Cessna ha iniziato a precipitare in una spirale discendente che il pilota non è riuscito a correggere. Non avendo avuto il tempo di aprire il paracadute, si è schiantato a terra. L'aereo e il pilota sono invece atterrati senza problemi.
> > >
> > > Jon James McMurray, nato a Calgary, era uno sciatore professionista. Dopo aver subito un brutto incidente, aveva intrapreso la carriera musicale. Era anche un abile stuntman (come dimostrano i video postati sul suo profilo Instagram) e viveva a Los Angeles. Già nel video del singolo 'Hello', girato nel 2015, si vede il rapper sospeso nei cieli.
> > >
> > >

> >
> >
> > "He will forever remain an underground rapper"
> >
> >

>
> Dov'è questa frase nella pagina?
Non è nella pagina. È un commento in youtube.
France in free fall
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Politica
Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da: Rick Sanchez
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Scritto da: Rick Sanchez
> > > > > Scritto da: Mattia
> > > > > > Ci sono italiani che non fanno un cazzo di niente e stranieri che lavorano duramente.
> > > > >
> > > > > Numero di italiani che lavorano vs numero di stranieri?
> > > >
> > > > Come fanno gli stranieri a non lavorare?
> > >
> > > Ti riformulo la domanda: se uno straniero lavora su 1'000 italiani che lavorano questo da diritto agli altri stranieri l'accesso alle risorse per cui quei 1000 italiani stanno lavorando?
> >
> >
> > Gli extracomunitari sono i più grandi lavoratori in Italia
>
>
Ho smontato la cazzata che hai scritto e la tua risposta è una faccina che ride.
Ok, sdrammatizza pure.
> Ma per piacere su, non farti ridere. Quel grafico significa solo che gli immigrati si fanno sfruttare mediamente (poco, pochissimo) di più degli italiani.
Se così fosse, questo dimostrerebbe soltanto che agli extracomunitari la voglia di lavorare non manca: prendono anche lavori di merda pur di lavorare.
> Comunque stai ancora cercando di evitare la domanda... QUANTI sono gli immigrati in Italia che lavorano rispetto a QUANTI sono gli italiani?
In termini relativi, il grafico che ho messo risponde alla tua domanda.
Il dato 2016:
- Su 100 extracomunitari, 58 lavorano
- Su 100 italiani, 57 lavorano
In termini assoluti, per 100 lavoratori italiani ci sono 7-8 lavoratori extracomunitari.
Ok... e adesso?
Il punto qual'è?
Se un extracomunitario lavora, paga le tasse ma fa fatica ad arrivare alla fine del mese, perché non dovrebbe poter avere la mensa gratuita per i figli?
Il welfare è pagato anche dai suoi contributi.
L'economia gira anche grazie al suo lavoro.
> Funziona così Mattia... arriva uno straniero, lavora qui perché NOI abbiamo deciso di dargli un lavoro (e di questo ci deve ringraziare perché non siamo affatto obbligati a farlo)
Del resto un datore di lavoro non è nemmeno obbligato a dare un lavoro a TE.
Tu non decidi niente, sono i singoli datori che decidono a chi dare il lavoro e assumono semplicemente le persone che ritengono possano servire nell'azienda.
Non è una questione di favori, solo un'operazione commerciale.
> dopodiché una volta che se ne va ha diritto alla pensione in base a quanto ha lavorato (a lui e alla sua famiglia), altro diritto che siamo noi a concedergli, di per sé non saremmo obbligati nemmeno a questo. Qui finiscono i diritti degli stranieri.
No, è sbagliato sostenere che sono diritti che vengono concessi (come se fosse una forzatura, una sorta di favore, farlo). Sono diritti naturali, costituzionali e non negoziabili.
Se una persona lavora e paga i contributi alle pensioni, è del tutto naturale che avrà diritto anch'essa alla pensione.
Se funzionasse diversamente, i lavoratori stranieri sarebbero alla stregua di macchinette per produrre soldi, da sfruttare. È una visione degradante e non compatibile con una società civile, liberale.
Infatti, il discorso che abbiamo bisogno degli immigrati per pagare la pensioni è un discorso un po' stupido, un modello che a lungo termine rischia di rompersi.
Non abbiamo bisogno degli immigrati. Semplicemente, gli esseri umani non devono per forza morire nel luogo in cui sono nati.
Non siamo asini o animali da allevamento, chiusi in recinti.
Il leghista Roberto Maroni si è messo a rompere le palle quando i ticinesi si stavano muovendo per fare "dispetti" ai lavoratori italiani.
Con questo voglio dire: voi italiani fate pure i bulli quanto volete con gli stranieri, ma sappiate che poi anche gli altri possono fare i bulli con voi in nazioni in cui a essere stranieri siete voi.
La cosa divertente è che sicuramente ci sarebbero diversi italiani che in una discussione simile darebbero ragione a te più che a me, ma solo finché questo modo di ragionare non gli torna indietro come un boomerang.
Ci sono un sacco di lavoratori italiani all'estero. Se voi toglieste diritti ai lavoratori stranieri in Italia, tutte le altre nazioni potrebbero fare lo stesso con un sacco di lavoratori italiani.
Voglio proprio vedere quanto strillerebbero a quel punto i tuoi connazionali.
"Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te", dice il detto.
Mettiamola in questo modo allora.
Se dovessi votare una legge che dice:
"Gli stranieri non avranno più diritto alle pensioni" potresti magari essere tentato di votarla, ma se invece la legge fosse "nessuno ha più diritto a percepire la pensione in paesi stranieri e questo vale anche per gli italiani" allora la cosa sarebbe meno appetibile, vero?
E magari se tu andassi in giro a dire che questa legge deve essere votata, molti lavoratori italiani che si sono fatti la gavetta in una nazione estera sarebbero tentati a tagliarti la gola, perché a causa tua perderebbero la pensione.
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da: Rick Sanchez
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Scritto da: Rick Sanchez
> > > > > Scritto da: Mattia
> > > > > > Ci sono italiani che non fanno un cazzo di niente e stranieri che lavorano duramente.
> > > > >
> > > > > Numero di italiani che lavorano vs numero di stranieri?
> > > >
> > > > Come fanno gli stranieri a non lavorare?
> > >
> > > Ti riformulo la domanda: se uno straniero lavora su 1'000 italiani che lavorano questo da diritto agli altri stranieri l'accesso alle risorse per cui quei 1000 italiani stanno lavorando?
> >
> >
> > Gli extracomunitari sono i più grandi lavoratori in Italia
>
>

Ho smontato la cazzata che hai scritto e la tua risposta è una faccina che ride.
Ok, sdrammatizza pure.
> Ma per piacere su, non farti ridere. Quel grafico significa solo che gli immigrati si fanno sfruttare mediamente (poco, pochissimo) di più degli italiani.
Se così fosse, questo dimostrerebbe soltanto che agli extracomunitari la voglia di lavorare non manca: prendono anche lavori di merda pur di lavorare.
> Comunque stai ancora cercando di evitare la domanda... QUANTI sono gli immigrati in Italia che lavorano rispetto a QUANTI sono gli italiani?
In termini relativi, il grafico che ho messo risponde alla tua domanda.
Il dato 2016:
- Su 100 extracomunitari, 58 lavorano
- Su 100 italiani, 57 lavorano
In termini assoluti, per 100 lavoratori italiani ci sono 7-8 lavoratori extracomunitari.
Ok... e adesso?
Il punto qual'è?
Se un extracomunitario lavora, paga le tasse ma fa fatica ad arrivare alla fine del mese, perché non dovrebbe poter avere la mensa gratuita per i figli?
Il welfare è pagato anche dai suoi contributi.
L'economia gira anche grazie al suo lavoro.
> Funziona così Mattia... arriva uno straniero, lavora qui perché NOI abbiamo deciso di dargli un lavoro (e di questo ci deve ringraziare perché non siamo affatto obbligati a farlo)
Del resto un datore di lavoro non è nemmeno obbligato a dare un lavoro a TE.
Tu non decidi niente, sono i singoli datori che decidono a chi dare il lavoro e assumono semplicemente le persone che ritengono possano servire nell'azienda.
Non è una questione di favori, solo un'operazione commerciale.
> dopodiché una volta che se ne va ha diritto alla pensione in base a quanto ha lavorato (a lui e alla sua famiglia), altro diritto che siamo noi a concedergli, di per sé non saremmo obbligati nemmeno a questo. Qui finiscono i diritti degli stranieri.
No, è sbagliato sostenere che sono diritti che vengono concessi (come se fosse una forzatura, una sorta di favore, farlo). Sono diritti naturali, costituzionali e non negoziabili.
Se una persona lavora e paga i contributi alle pensioni, è del tutto naturale che avrà diritto anch'essa alla pensione.
Se funzionasse diversamente, i lavoratori stranieri sarebbero alla stregua di macchinette per produrre soldi, da sfruttare. È una visione degradante e non compatibile con una società civile, liberale.
Infatti, il discorso che abbiamo bisogno degli immigrati per pagare la pensioni è un discorso un po' stupido, un modello che a lungo termine rischia di rompersi.
Non abbiamo bisogno degli immigrati. Semplicemente, gli esseri umani non devono per forza morire nel luogo in cui sono nati.
Non siamo asini o animali da allevamento, chiusi in recinti.
Il leghista Roberto Maroni si è messo a rompere le palle quando i ticinesi si stavano muovendo per fare "dispetti" ai lavoratori italiani.
Con questo voglio dire: voi italiani fate pure i bulli quanto volete con gli stranieri, ma sappiate che poi anche gli altri possono fare i bulli con voi in nazioni in cui a essere stranieri siete voi.
La cosa divertente è che sicuramente ci sarebbero diversi italiani che in una discussione simile darebbero ragione a te più che a me, ma solo finché questo modo di ragionare non gli torna indietro come un boomerang.
Ci sono un sacco di lavoratori italiani all'estero. Se voi toglieste diritti ai lavoratori stranieri in Italia, tutte le altre nazioni potrebbero fare lo stesso con un sacco di lavoratori italiani.
Voglio proprio vedere quanto strillerebbero a quel punto i tuoi connazionali.
"Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te", dice il detto.
Mettiamola in questo modo allora.
Se dovessi votare una legge che dice:
"Gli stranieri non avranno più diritto alle pensioni" potresti magari essere tentato di votarla, ma se invece la legge fosse "nessuno ha più diritto a percepire la pensione in paesi stranieri e questo vale anche per gli italiani" allora la cosa sarebbe meno appetibile, vero?
E magari se tu andassi in giro a dire che questa legge deve essere votata, molti lavoratori italiani che si sono fatti la gavetta in una nazione estera sarebbero tentati a tagliarti la gola, perché a causa tua perderebbero la pensione.
Scritto da: Rick Sanchez
>
https://www.liveleak.com/view?t=aT5JT_1540492221 
Già, dovrebbero prendere lezioni di civiltà dagli italiani.
>

Già, dovrebbero prendere lezioni di civiltà dagli italiani.
Politica
Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da: Rick Sanchez
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Ci sono italiani che non fanno un cazzo di niente e stranieri che lavorano duramente.
> > >
> > > Numero di italiani che lavorano vs numero di stranieri?
> >
> > Come fanno gli stranieri a non lavorare?
>
> Ti riformulo la domanda: se uno straniero lavora su 1'000 italiani che lavorano questo da diritto agli altri stranieri l'accesso alle risorse per cui quei 1000 italiani stanno lavorando?
Gli extracomunitari sono i più grandi lavoratori in Italia: lavorano di più sia rispetto agli italiani che rispetto agli stranieri comunitari.
https://www.truenumbers.it/lavoro-stranieri/
In realtà se non ti fossi imbottito di propaganda xenofoba, sapresti che in molte nazioni non europee molti si fanno il culo già da bambini, mentre noi europei a quell'età giochiamo allegramente a pallone nel cortile della scuola.
Dovresti anche aver notato che in molti paesi turistici (anche in Italia) ci sono extracomunitari che lavorano nella loro bottega tutti i giorni da mattina a sera tardi.
Le cose in realtà vanno in questo modo: i cittadini italiani si fanno pagare la mensa, il REI e (tra poco) il reddito di cittadinanza dagli extracomunitari.
Se il tuo discorso avesse un senso, dovrei dire che gli stranieri hanno diritto al welfare più degli italiani... ma ovviamente non ha senso, perché tutti i tuoi ragionamenti in questo ambito sono illogici.
La responsabilità è individuale. Lo straniero che ha lavorato e versato contributi per diversi anni ha diritto a vedersi una riconoscenza... quindi se a un certo punto dovesse avere della difficoltà, ha diritto a usufruire del welfare.
Possiamo anche dimenticarci le statistiche (che ti danno torto) e concentrarci unicamente sulla responsabilità individuale, che per me è l'unico modo logico di ragionare.
Uno straniero che si è fatto la gavetta ha moralmente più diritto a usare il welfare rispetto a un italiano che non fa un cazzo o evade il fisco.
> No, tu stai cercando di dettarci come dobbiamo comportarci, vieni a farci lezioncine sui diritti che abbiamo o non abbiamo. Mi dispiace, non funziona così. Se domani decidiamo di sbattere fuori tutti i negri è nostro diritto farlo che ti vada bene o no, qui non hai nemmeno diritto di voto e nessuno di noi viene a dire a te come dovrebbero comportarsi gli svizzeri né a dare loro dei nazisti
La scuola dovrebbe aver fatto il suo lavoro... ma visto che non l'ha fatto, ci devo pensare io.
**Modificato dall'autore il 26.10.2018 03:59**
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da: Rick Sanchez
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Ci sono italiani che non fanno un cazzo di niente e stranieri che lavorano duramente.
> > >
> > > Numero di italiani che lavorano vs numero di stranieri?
> >
> > Come fanno gli stranieri a non lavorare?
>
> Ti riformulo la domanda: se uno straniero lavora su 1'000 italiani che lavorano questo da diritto agli altri stranieri l'accesso alle risorse per cui quei 1000 italiani stanno lavorando?
Gli extracomunitari sono i più grandi lavoratori in Italia: lavorano di più sia rispetto agli italiani che rispetto agli stranieri comunitari.
https://www.truenumbers.it/lavoro-stranieri/

In realtà se non ti fossi imbottito di propaganda xenofoba, sapresti che in molte nazioni non europee molti si fanno il culo già da bambini, mentre noi europei a quell'età giochiamo allegramente a pallone nel cortile della scuola.
Dovresti anche aver notato che in molti paesi turistici (anche in Italia) ci sono extracomunitari che lavorano nella loro bottega tutti i giorni da mattina a sera tardi.
Le cose in realtà vanno in questo modo: i cittadini italiani si fanno pagare la mensa, il REI e (tra poco) il reddito di cittadinanza dagli extracomunitari.
Se il tuo discorso avesse un senso, dovrei dire che gli stranieri hanno diritto al welfare più degli italiani... ma ovviamente non ha senso, perché tutti i tuoi ragionamenti in questo ambito sono illogici.
La responsabilità è individuale. Lo straniero che ha lavorato e versato contributi per diversi anni ha diritto a vedersi una riconoscenza... quindi se a un certo punto dovesse avere della difficoltà, ha diritto a usufruire del welfare.
Possiamo anche dimenticarci le statistiche (che ti danno torto) e concentrarci unicamente sulla responsabilità individuale, che per me è l'unico modo logico di ragionare.
Uno straniero che si è fatto la gavetta ha moralmente più diritto a usare il welfare rispetto a un italiano che non fa un cazzo o evade il fisco.
> No, tu stai cercando di dettarci come dobbiamo comportarci, vieni a farci lezioncine sui diritti che abbiamo o non abbiamo. Mi dispiace, non funziona così. Se domani decidiamo di sbattere fuori tutti i negri è nostro diritto farlo che ti vada bene o no, qui non hai nemmeno diritto di voto e nessuno di noi viene a dire a te come dovrebbero comportarsi gli svizzeri né a dare loro dei nazisti
La scuola dovrebbe aver fatto il suo lavoro... ma visto che non l'ha fatto, ci devo pensare io.
**Modificato dall'autore il 26.10.2018 03:59**
Politica
Volevo caricare il video del servizio, ma proprio mentre cercavo di farlo youtube mi ha segnalato che ho commesso violazioni sul copyright per aver caricato servizi televisivi nel mio canale.
Perciò mi hanno fatto guardare questo video e mi hanno fatto fare un quiz sul copyright, un po' come a scuola.
Ora che l'ho completato posso continuare a caricare video, ma forse meglio che non carico il video che volevo caricare.
Però ho realizzato che tramite il sito di mediaset posso mostrarvi solo la parte della trasmissione che ci interessa.
https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/quartar...
In parole povere, la Francia voleva rispedire un migrante africano in Italia, ma il migrante ha fatto ricorso e ha vinto la causa.
Il verdetto del giudice: "C'è il rischio che in Italia subisca trattamenti disumani e degradanti".
In realtà il giudice non ha tutti i torti, perché al di là della propaganda di destra sugli hotel a 4 stelle, ci sono stati casi di migranti che ricevavano come pasto cibo per maiali.
Anche il ragazzo del servizio testimonia delle cose che non mettono in buona luce l'accoglienza italiana.
Perciò mi hanno fatto guardare questo video e mi hanno fatto fare un quiz sul copyright, un po' come a scuola.
Ora che l'ho completato posso continuare a caricare video, ma forse meglio che non carico il video che volevo caricare.
Però ho realizzato che tramite il sito di mediaset posso mostrarvi solo la parte della trasmissione che ci interessa.
https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/quartar...

In parole povere, la Francia voleva rispedire un migrante africano in Italia, ma il migrante ha fatto ricorso e ha vinto la causa.
Il verdetto del giudice: "C'è il rischio che in Italia subisca trattamenti disumani e degradanti".
In realtà il giudice non ha tutti i torti, perché al di là della propaganda di destra sugli hotel a 4 stelle, ci sono stati casi di migranti che ricevavano come pasto cibo per maiali.
Anche il ragazzo del servizio testimonia delle cose che non mettono in buona luce l'accoglienza italiana.
Scritto da:
> La presenza di quel documento indica che la commissione europea ha incaricato due entità di studiare la fattibilità dell'accoglienza di massa, e questo indica che qualcuno ci ha pensato.
STUDY ON THE FEASIBILITY OF
ESTABLISHING A MECHANISM FOR THE
RELOCATION OF BENEFICIARIES OF
INTERNATIONAL PROTECTION
Si parla di asilanti, dio santissimo!
La domanda che si pone il documento è quanti asilanti possono accogliere le varie nazioni e a un certo punto viene detto che alcuni stati, in base ai loro calcoli, hanno troppi migranti. Uno di questi stati è l'Italia.
**Modificato dall'autore il 26.10.2018 00:29**
> La presenza di quel documento indica che la commissione europea ha incaricato due entità di studiare la fattibilità dell'accoglienza di massa, e questo indica che qualcuno ci ha pensato.
STUDY ON THE FEASIBILITY OF
ESTABLISHING A MECHANISM FOR THE
RELOCATION OF BENEFICIARIES OF
INTERNATIONAL PROTECTION
Si parla di asilanti, dio santissimo!
La domanda che si pone il documento è quanti asilanti possono accogliere le varie nazioni e a un certo punto viene detto che alcuni stati, in base ai loro calcoli, hanno troppi migranti. Uno di questi stati è l'Italia.
**Modificato dall'autore il 26.10.2018 00:29**
Politica
Scritto da: Ordine
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da: Rick Sanchez
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Per via del provvedimento legislativo che obbliga gli stranieri a reperire documenti nel proprio paese per avere accesso alla mensa gratis.
> > > >
> > > > "Avere questi documenti è complicatissimo", affermano, oltre che discriminatorio.
> > > >
> > > > Diceva un'altra tipa di un altro servizio che lei si è sbattuta per avere i documenti e poi al municipio non glieli hanno nemmeno accettati.
> > >
> > > Ottimo, avanti così. Vuoi roba gratis? Prima voglio sapere chi sei, perché e perché non sei a casa tua.
> >
> > Questi documenti si potrebbero semplicemente chiedere nel momento della richiesta del permesso.
> >
>
>
> Infatti il problema è proprio questo e non viene fatto. Alla cazzata che sono "irreperibili" ci credono solo i sinistroidi. Nei loro Paesi non esistono uffici anagrafe?
Nessuno ha detto che sono IRREPERIBILI.
Semplicemente devono fare migliaia di kilometri solo per reperire un documento (una persona che già fa fatica ad arrivare alla fine del mese potrebbe non avere i soldi per un biglietto aereo) e magari il loro datore di lavoro non glielo permette.
**Modificato dall'autore il 25.10.2018 23:05**
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da: Rick Sanchez
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Per via del provvedimento legislativo che obbliga gli stranieri a reperire documenti nel proprio paese per avere accesso alla mensa gratis.
> > > >
> > > > "Avere questi documenti è complicatissimo", affermano, oltre che discriminatorio.
> > > >
> > > > Diceva un'altra tipa di un altro servizio che lei si è sbattuta per avere i documenti e poi al municipio non glieli hanno nemmeno accettati.
> > >
> > > Ottimo, avanti così. Vuoi roba gratis? Prima voglio sapere chi sei, perché e perché non sei a casa tua.
> >
> > Questi documenti si potrebbero semplicemente chiedere nel momento della richiesta del permesso.
> >
>
>
> Infatti il problema è proprio questo e non viene fatto. Alla cazzata che sono "irreperibili" ci credono solo i sinistroidi. Nei loro Paesi non esistono uffici anagrafe?
Nessuno ha detto che sono IRREPERIBILI.
Semplicemente devono fare migliaia di kilometri solo per reperire un documento (una persona che già fa fatica ad arrivare alla fine del mese potrebbe non avere i soldi per un biglietto aereo) e magari il loro datore di lavoro non glielo permette.
**Modificato dall'autore il 25.10.2018 23:05**
Politica
Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da: Mattia
> > Ci sono italiani che non fanno un cazzo di niente e stranieri che lavorano duramente.
>
> Numero di italiani che lavorano vs numero di stranieri?
Come fanno gli stranieri a non lavorare? Non c'è il reddito di cittadinanza, non ancora.
Con tutti gli italiani che non lavorano, oppure lavorano in nero o fanno evasione fiscale, non c'è nessun motivo razionale per sostenere che gli italiani in generale meritino dallo stato più di quanto si meritino gli stranieri.
Gli stranieri che lavorano, producono e pagano le tasse in maniera onesta hanno diritto al welfare più dei tanti italiani disonesti e lazzaroni.
> > No, la regola deve semplicemente essere
>
> Questa è l'Italia, qui le regole le fanno gli italiani, non gli svizzeri.
E allora? Io sto esprimendo la mia opinione su un tema. Potrei farlo anche se fossi un marziano.
**Modificato dall'autore il 25.10.2018 22:20**
> Scritto da: Mattia
> > Ci sono italiani che non fanno un cazzo di niente e stranieri che lavorano duramente.
>
> Numero di italiani che lavorano vs numero di stranieri?
Come fanno gli stranieri a non lavorare? Non c'è il reddito di cittadinanza, non ancora.
Con tutti gli italiani che non lavorano, oppure lavorano in nero o fanno evasione fiscale, non c'è nessun motivo razionale per sostenere che gli italiani in generale meritino dallo stato più di quanto si meritino gli stranieri.
Gli stranieri che lavorano, producono e pagano le tasse in maniera onesta hanno diritto al welfare più dei tanti italiani disonesti e lazzaroni.
> > No, la regola deve semplicemente essere
>
> Questa è l'Italia, qui le regole le fanno gli italiani, non gli svizzeri.
E allora? Io sto esprimendo la mia opinione su un tema. Potrei farlo anche se fossi un marziano.
**Modificato dall'autore il 25.10.2018 22:20**
Politica
Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da: Mattia
> > Se non si vuole discriminare
>
> Invece è bene discriminare in questi casi perché gli italiani devono avere la precedenza sui servizi gratuiti visto che suddetti servizi sono pagati dagli italiani.
FAIL.
Ci sono italiani che non fanno un cazzo di niente e stranieri che lavorano duramente.
Quindi i servizi sono pagati dai lavoratori, non dagli italiani. Molti lavoratori sono stranieri.
Una persona intervistata nel servizio dice che è molto difficile ottenere quei documenti perché dovrebbe assentarsi dal lavoro e col cazzo che lo lasciano andare via 1 o 2 mesi.
Un uomo che lavora e che produce, ma che evidentemente prende uno stipendio basso e che quindi ha il diritto ad avere la mensa gratuita.
O si mettono i salari minimi oppure si aiutano i lavoratori che fanno fatica ad arrivare a fine mese.
> Dimenticavo... per gli "altri" accedere a questi servizi gratuiti deve essere molto difficile, in altre parole NON devono diventare una scusa per venire qui.
No, la regola deve semplicemente essere che per avere il permesso di soggiorno devi prima trovare un lavoro. Dopo un po' di tempo che risiedi nel paese, puoi avere un permesso di soggiorno di categoria A, a patto che hai lavorato costantemente.
Una volta che hai il permesso di soggiorno di categoria A devi avere pieno accesso al welfare.
Devi avere in generale gli stessi diritti dei cittadini, tranne il diritto di voto.
> Scritto da: Mattia
> > Se non si vuole discriminare
>
> Invece è bene discriminare in questi casi perché gli italiani devono avere la precedenza sui servizi gratuiti visto che suddetti servizi sono pagati dagli italiani.
FAIL.
Ci sono italiani che non fanno un cazzo di niente e stranieri che lavorano duramente.
Quindi i servizi sono pagati dai lavoratori, non dagli italiani. Molti lavoratori sono stranieri.
Una persona intervistata nel servizio dice che è molto difficile ottenere quei documenti perché dovrebbe assentarsi dal lavoro e col cazzo che lo lasciano andare via 1 o 2 mesi.
Un uomo che lavora e che produce, ma che evidentemente prende uno stipendio basso e che quindi ha il diritto ad avere la mensa gratuita.
O si mettono i salari minimi oppure si aiutano i lavoratori che fanno fatica ad arrivare a fine mese.
> Dimenticavo... per gli "altri" accedere a questi servizi gratuiti deve essere molto difficile, in altre parole NON devono diventare una scusa per venire qui.
No, la regola deve semplicemente essere che per avere il permesso di soggiorno devi prima trovare un lavoro. Dopo un po' di tempo che risiedi nel paese, puoi avere un permesso di soggiorno di categoria A, a patto che hai lavorato costantemente.
Una volta che hai il permesso di soggiorno di categoria A devi avere pieno accesso al welfare.
Devi avere in generale gli stessi diritti dei cittadini, tranne il diritto di voto.
Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da:
> > "Per voialtri negra gente
> > altro treno ho nella mente
> > che domani a mezzogiorno
> > porta dritto dentro al forno!"
>
> Chi paga il forno? Mica possiamo farci carico dello smaltimento della loro spazzatura.
> Non possiamo prima metterli per un paio di mesi a raccogliere pomodori per ripagare le spese?
Per smaltire i fascisti di spendere soldi ne vale la pena. Possiamo anche pagare un po' più di IVA, basta che ce ne liberiamo.
Mai i soldi furono usati meglio.
> Scritto da:
> > "Per voialtri negra gente
> > altro treno ho nella mente
> > che domani a mezzogiorno
> > porta dritto dentro al forno!"
>
> Chi paga il forno? Mica possiamo farci carico dello smaltimento della loro spazzatura.
> Non possiamo prima metterli per un paio di mesi a raccogliere pomodori per ripagare le spese?
Per smaltire i fascisti di spendere soldi ne vale la pena. Possiamo anche pagare un po' più di IVA, basta che ce ne liberiamo.

Mai i soldi furono usati meglio.
Politica
Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da: Mattia
> > Per via del provvedimento legislativo che obbliga gli stranieri a reperire documenti nel proprio paese per avere accesso alla mensa gratis.
> >
> > "Avere questi documenti è complicatissimo", affermano, oltre che discriminatorio.
> >
> > Diceva un'altra tipa di un altro servizio che lei si è sbattuta per avere i documenti e poi al municipio non glieli hanno nemmeno accettati.
>
> Ottimo, avanti così. Vuoi roba gratis? Prima voglio sapere chi sei, perché e perché non sei a casa tua.
Questi documenti si potrebbero semplicemente chiedere nel momento della richiesta del permesso.
Si fa una legge che vale per i nuovi permessi, senza rompere le scatole agli immigrati che sono già entrati con le leggi vecchie.
Infatti francamente non capisco bene il senso della legge. Un italiano non potrebbe avere qualche casa o conto bancario nascosto da qualche parte all'estero?
Se non si vuole discriminare, allora il dubbio dovrebbe valere per tutti.
> Scritto da: Mattia
> > Per via del provvedimento legislativo che obbliga gli stranieri a reperire documenti nel proprio paese per avere accesso alla mensa gratis.
> >
> > "Avere questi documenti è complicatissimo", affermano, oltre che discriminatorio.
> >
> > Diceva un'altra tipa di un altro servizio che lei si è sbattuta per avere i documenti e poi al municipio non glieli hanno nemmeno accettati.
>
> Ottimo, avanti così. Vuoi roba gratis? Prima voglio sapere chi sei, perché e perché non sei a casa tua.
Questi documenti si potrebbero semplicemente chiedere nel momento della richiesta del permesso.
Si fa una legge che vale per i nuovi permessi, senza rompere le scatole agli immigrati che sono già entrati con le leggi vecchie.
Infatti francamente non capisco bene il senso della legge. Un italiano non potrebbe avere qualche casa o conto bancario nascosto da qualche parte all'estero?
Se non si vuole discriminare, allora il dubbio dovrebbe valere per tutti.
Politica
Per via del provvedimento legislativo che obbliga gli stranieri a reperire documenti nel proprio paese per avere accesso alla mensa gratis.
"Avere questi documenti è complicatissimo", affermano, oltre che discriminatorio.
Diceva un'altra tipa di un altro servizio che lei si è sbattuta per avere i documenti e poi al municipio non glieli hanno nemmeno accettati.
"Avere questi documenti è complicatissimo", affermano, oltre che discriminatorio.
Diceva un'altra tipa di un altro servizio che lei si è sbattuta per avere i documenti e poi al municipio non glieli hanno nemmeno accettati.