Scritto da:
> Perché, credi che in cinquant'anni non ci abbia provato?
> Ci sono idee che semplicemente alla maggioranza non piacciono, e non hanno perciò alcuna speranza di un successo politico. Il mio diritto di imporre le mie idee alla maggioranza peròè lo stesso che la maggioranza ha di imporre a me le sue.
Signori miei, se volete contare qualcosa in questo paese dovete avere un computer apple e una faccia smart come la mia!
Caro cittadino, in che modo esattamente hai cercato di cambiare il paese?
Forse dovevi partire dalla ruota delle fortuna come ho fatto io.
Forse dovresti semplicemente accettare di aver perso le tue battaglie.
La democrazia è un modo pacifico per prendere decisioni. Puoi scegliere come alternativa una partita a basket (vinci tu, decidi tu, vinco io, decido io), ma indipentemente dalle regole del gioco, c'è sempre chi vince e chi perde.
Il tutto sta nel saper accettare una sconfitta da uomini (come ho fatto io il 5 marzo).
In sintesi non è una questione di principio, ma di regole assiomatiche: si scelgono delle regole e si gioca con quelle.
Dal punto di vista pratico che sia il singolo a decidere per tutti funziona meno bene rispetto alla maggioranza che decide, perché se combatti una guerra da solo la perdi quasi sicuramente.
Prendi l'esempio della partita a basket: tu da solo contro 100 persone, chi vince?
Tu da solo contro 100 soldati, chi vince?
È sempre così, il più forte vince. La differenza sta nel fatto che nella democrazia e nella partite a basket alla fine sono ancora tutti vivi, mentre in guerra no... lì sì che puoi davvero perdere tutto.
> Perché, credi che in cinquant'anni non ci abbia provato?
> Ci sono idee che semplicemente alla maggioranza non piacciono, e non hanno perciò alcuna speranza di un successo politico. Il mio diritto di imporre le mie idee alla maggioranza peròè lo stesso che la maggioranza ha di imporre a me le sue.
Signori miei, se volete contare qualcosa in questo paese dovete avere un computer apple e una faccia smart come la mia!
Caro cittadino, in che modo esattamente hai cercato di cambiare il paese?
Forse dovevi partire dalla ruota delle fortuna come ho fatto io.
Forse dovresti semplicemente accettare di aver perso le tue battaglie.
La democrazia è un modo pacifico per prendere decisioni. Puoi scegliere come alternativa una partita a basket (vinci tu, decidi tu, vinco io, decido io), ma indipentemente dalle regole del gioco, c'è sempre chi vince e chi perde.
Il tutto sta nel saper accettare una sconfitta da uomini (come ho fatto io il 5 marzo).
In sintesi non è una questione di principio, ma di regole assiomatiche: si scelgono delle regole e si gioca con quelle.
Dal punto di vista pratico che sia il singolo a decidere per tutti funziona meno bene rispetto alla maggioranza che decide, perché se combatti una guerra da solo la perdi quasi sicuramente.
Prendi l'esempio della partita a basket: tu da solo contro 100 persone, chi vince?
Tu da solo contro 100 soldati, chi vince?
È sempre così, il più forte vince. La differenza sta nel fatto che nella democrazia e nella partite a basket alla fine sono ancora tutti vivi, mentre in guerra no... lì sì che puoi davvero perdere tutto.
Black Woman Destroys White Privilege Myth
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https://www.youtube.com/watch?v=pbccGbPKwok
Femmina nera onesta ci spiega il concetto del "white privilege"
News
Scritto da: News BOT
> "Luigi Einaudi si servì in pieno delle prerogative attribuite al suo ufficio ogni volta che lo ritenne necessario. Fu il caso illuminante del potere di nomina del presidente del Consiglio dei ministri, dopo le elezioni del 1953. Nomina per la quale non ritenne di avvalersi delle indicazioni espresse dal principale gruppo parlamentare, quello della Democrazia Cristiana". Così il capo dello Stato, Sergio Mattarella, a Dogliani per il 70esimo anniversario dell'inserimento al Quirinale di Luigi Einaudi come primo presidente della Repubblica eletto dal Parlamento.
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> "Fu un passaggio - ha aggiunto Mattarella - di un esecutivo di pochi mesi, guidato dall’ex ministro del Tesoro, Giuseppe Pella, e che portò al chiarimento politico con la formazione di una maggioranza tripartita che governò, con Mario Scelba, sino alla scadenza del settennato dello stesso Einaudi".
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> La presidenza di Einaudi fu "tutt’altro che 'notarile'" ha detto Mattarella, ricordando che "Einaudi rinviò due leggi approvate dal Parlamento, perché comportavano aumenti di spesa senza copertura finanziaria, in violazione dell’art.81 della Costituzione". Una presidenza tutt'altro che notarile come dimostrò anche "la vicenda del diritto di nomina dei cinque giudici di spettanza del Presidente, secondo il disposto dell’art. 135 della Costituzione. La questione portò, nel 1951, in occasione della legge che integra quell’articolo, poi approvata nel 1953, a un aperto contrasto con il governo e si concluse con la piena conferma dei poteri del Presidente stabiliti dalle norme costituzionali".
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http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/05/12... 
Mmmmmmmhhhhh.... quindi magari se passo 10'000 dolla sotto il banco al presidente, mi può far diventare premier? Il paese ha bisogno di una persona smart per riprendersi, non questa zucca vuota di Luigi Salvini.
> "Luigi Einaudi si servì in pieno delle prerogative attribuite al suo ufficio ogni volta che lo ritenne necessario. Fu il caso illuminante del potere di nomina del presidente del Consiglio dei ministri, dopo le elezioni del 1953. Nomina per la quale non ritenne di avvalersi delle indicazioni espresse dal principale gruppo parlamentare, quello della Democrazia Cristiana". Così il capo dello Stato, Sergio Mattarella, a Dogliani per il 70esimo anniversario dell'inserimento al Quirinale di Luigi Einaudi come primo presidente della Repubblica eletto dal Parlamento.
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> "Fu un passaggio - ha aggiunto Mattarella - di un esecutivo di pochi mesi, guidato dall’ex ministro del Tesoro, Giuseppe Pella, e che portò al chiarimento politico con la formazione di una maggioranza tripartita che governò, con Mario Scelba, sino alla scadenza del settennato dello stesso Einaudi".
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> La presidenza di Einaudi fu "tutt’altro che 'notarile'" ha detto Mattarella, ricordando che "Einaudi rinviò due leggi approvate dal Parlamento, perché comportavano aumenti di spesa senza copertura finanziaria, in violazione dell’art.81 della Costituzione". Una presidenza tutt'altro che notarile come dimostrò anche "la vicenda del diritto di nomina dei cinque giudici di spettanza del Presidente, secondo il disposto dell’art. 135 della Costituzione. La questione portò, nel 1951, in occasione della legge che integra quell’articolo, poi approvata nel 1953, a un aperto contrasto con il governo e si concluse con la piena conferma dei poteri del Presidente stabiliti dalle norme costituzionali".
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Mmmmmmmhhhhh.... quindi magari se passo 10'000 dolla sotto il banco al presidente, mi può far diventare premier? Il paese ha bisogno di una persona smart per riprendersi, non questa zucca vuota di Luigi Salvini.