Scritto da:
> Chi sa farmi una lista?
Guarda in sù:
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Scritto da: Nazi Heidi
> https://www.techpowerup.com/237111/piriform-hacked...
>
>

>
> Ora mi tocca controllare che versione ho
Vedi che succede a star dietro alle cazzate invece di dar retta a me?
roba da winari: bleachbit
> https://www.techpowerup.com/237111/piriform-hacked...

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> Ora mi tocca controllare che versione ho

Vedi che succede a star dietro alle cazzate invece di dar retta a me?
roba da winari: bleachbit
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Scritto da: avvelenato
> Scritto da: ::1
> > hanno bloccato anche telegram
>
> Dovevi sentire giambo e andare a lavorare in squizzera!
Da solo ho paura di giambo, ci vieni pure tu? Prendiamo una casa in due.
> Scritto da: ::1
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> Dovevi sentire giambo e andare a lavorare in squizzera!
Da solo ho paura di giambo, ci vieni pure tu? Prendiamo una casa in due.
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> Scritto da: ::1
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>
> fai tethering dal cellulare no?
Posso anche collegarmi con openvpn e tunnellare da là, ma è una scocciatura in più.
> Scritto da: ::1
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>
> fai tethering dal cellulare no?
Posso anche collegarmi con openvpn e tunnellare da là, ma è una scocciatura in più.
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NON DIRMELO SE LO SAI MA SE NON LO SAI SAPPILO
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http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.
Scritto da: Nazi Heidi
> Tua mamma era a battere invece di stare a casa ad occuparsi di te da bambino?

> Tua mamma era a battere invece di stare a casa ad occuparsi di te da bambino?


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Scritto da:
> Scritto da: ::1
> > Scritto da:
> > > Scritto da: ::1
> > > >
https://github.com/idoideas/XOutOf10 
> > > >




> > >
> > > A cosa serve? Non ho capito.
> >
> > L'ultimo iphone ha quella penisola nera sopra lo schermo, che contiene l'altoparlante, la telecamera, i sensori di luminosità e prossimità.
> > Questa applicazione ne fa una parodia creando sullo schermo dello smartphone android su cui la installi la caratteristica chiazza nera.
>
> Ah ok.
>
> La chiazza non è disponibile in versione bianca? Per Wakko.
Basta sostituire le immagini e ricreare l'apk:
https://github.com/idoideas/XOutOf10/tree/master/a...
> Scritto da: ::1
> > Scritto da:
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> > > >

> > > >





> > >
> > > A cosa serve? Non ho capito.
> >
> > L'ultimo iphone ha quella penisola nera sopra lo schermo, che contiene l'altoparlante, la telecamera, i sensori di luminosità e prossimità.
> > Questa applicazione ne fa una parodia creando sullo schermo dello smartphone android su cui la installi la caratteristica chiazza nera.
>
> Ah ok.
>
> La chiazza non è disponibile in versione bianca? Per Wakko.
Basta sostituire le immagini e ricreare l'apk:
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Scritto da:
> Scritto da: ::1
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https://github.com/idoideas/XOutOf10 
> >




>
> A cosa serve? Non ho capito.
L'ultimo iphone ha quella penisola nera sopra lo schermo, che contiene l'altoparlante, la telecamera, i sensori di luminosità e prossimità.
Questa applicazione ne fa una parodia creando sullo schermo dello smartphone android su cui la installi la caratteristica chiazza nera.
> Scritto da: ::1
> >

> >





>
> A cosa serve? Non ho capito.
L'ultimo iphone ha quella penisola nera sopra lo schermo, che contiene l'altoparlante, la telecamera, i sensori di luminosità e prossimità.
Questa applicazione ne fa una parodia creando sullo schermo dello smartphone android su cui la installi la caratteristica chiazza nera.
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Scritto da: avvelenato
>
> Fico!
È una feature che firefox ha già da qualche release, ma è ben nascosta nell'UI. I container lo rendono decisamente più flessibile della concorrenza, e come al solito in mozilla non capiscono un cazzo (non mi stupisco più da quando hanno cacciato Eich).
Edit: dimenticavo di dire che ora mancherebbero le estensioni per-container, per renderlo perfetto.
**Modificato dall'autore il 16.09.2017 00:10**
>
> Fico!
È una feature che firefox ha già da qualche release, ma è ben nascosta nell'UI. I container lo rendono decisamente più flessibile della concorrenza, e come al solito in mozilla non capiscono un cazzo (non mi stupisco più da quando hanno cacciato Eich).
Edit: dimenticavo di dire che ora mancherebbero le estensioni per-container, per renderlo perfetto.
**Modificato dall'autore il 16.09.2017 00:10**
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France in free fall
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Scritto da: avvelenato
> Scritto da: ::1
> > Scritto da: Nazi Heidi
> > > Scritto da: ::1
> > > > https://www.economist.com/news/science-and-technol...
> > > > Finalmente una novità tecnologica interessante: si tratta di una modalità di trasmissione wireless che invece di puntare sulla velocità punta invece sulla resistenza ai disturbi del segnale e bassi consumi elettrici.
> > > > https://www.lora-alliance.org/
> > >
> > > Direi che uno degli aspetti interessanti è la possibilità di alimentare il ricevente con la stessa energia utilizzata dal "master" per generare la portante... un po' quello che capita per gli RFID ma se ho capito bene su scala più vasta. L'energy harvesting è fondamentale quando hai tanti sensori sparsi in giro per l'ambiente, oppure devi alimentarli in qualche modo tutti.
> > >
> > > Per esempio, supponi di avere una centralina antifurto. Questa centralina è collegata a vari sensori in giro per la casa (es: sensori di apertura porte e finestre, sensori di pressione per identificare un "foro" nel perimetro controllato, sensori termici, sensori di rumore, ecc)... questi sensori possono anche essere centinaia sparsi nelle varie stanze. Ora hai due scelte... o colleghi tutto via cavo, quindi portando anche l'alimentazione ad ogni sensore, il che però è un grosso lavoro, soprattutto se non vuoi avere cavi volanti per casa... oppure scegli una soluzione wireless... ma questo significa anche dover alimentare questi sensori per poter ricevere e trasmettere a propria volta. Se hai 3 o 4 sensori puoi fare con le batterie, e l'utente deve ricordarsi di cambiarle quando si esauriscono... se si potesse invece usare la centralina per alimentare via wireless i vari sensori sarebbe ottimo.
> > >
> > > Ora bisogna vedere quanta corrente è in grado di trasmettere (e a che distanza) la centralina, ma con il perfezionarsi della tecnologia quello che prima consumava 10 ora consuma 1 e perciò questi scenari diventano sempre più possibili anche perché di solito un sensore non ha bisogno di trasmettere continuamente ma solo quando si scatena un evento che sta osservando quindi potrebbe passare gran parte del tempo a raccogliere e memorizzare energia (ad esempio in un condensatore interno) per poi utilizzarla per avvisare la centralina quando ce n'è bisogno.
> > >
> > > Se questo diventa uno standard (come sembra) dovrebbero uscire chip che già si preoccupano dell'intera comunicazione e harvest energetico quindi progettare cose del genere dovrebbe diventare semplice anche per gli hobbisti. L'elettronica è cambiata parecchio da quando ero all'ITI... noi per fare cose che oggi si fanno con 2 euro per un arduino nano taroccato cinese dovevamo progettare l'intero computerino (di solito basato su Z80) con bus vari, RAM, ROM, PIO, SIO, CTC... e solo dopo potevamo interfacciarci i nostri circuitini. Anche solo far lampeggiare un LED con un microprocessore diventava una cosa piuttosto complicata da fare. I microcontrollori hanno cambiato tutto, e oggi con i microcontrollori integrati in board già complete (Arduino, STM32 Nucleo, ecc) quello che prima richiedeva ore ora richiede pochi minuti e solo un po' di buona volontà. Per certi versi è un bene, perché la cosa ha aperto la strada ad un pubblico più vasto... per altri un male perché rischi di fare cose senza capirle davvero.
> >
> > Il link di avve riporta una scheda tecnica ed un confronto con una alternativa già presente sul mercato (zigbee), parla di distanze fino a 15km.
> > http://www.rfwireless-world.com/Terminology/LoRa-v...
>
> Il punto che non capisco è a che possa servire una distanza tanto elevata di copertura. Con tutti i problemi di sicurezza che comporterebbe, e considerando che è difficile immaginarne un uso in un ambiente tanto disconnesso da non avere nel raggio di 100mt (portata dello zigbee) un bridge necessario a connetterlo all'interweb.
>
> (Uno dei vantaggi in termini di sicurezza potrebbe proprio essere bypassare internet tout-court, ma a quel punto 15km sono pure pochi).
>
> Quello che invece sembra un vantaggio più corpulento è il bassissimo consumo. Ma anche lì vedo poche applicazioni pratiche per cui questo potrebbe far la differenza rispetto al già parco zigbee. Come dice la wakka ti permetterebbe un utilizzo attraverso alimentazione esterna, ma quale appliance beneficierebbe il sacrificio di una fonte di alimentazione interna? Boh. Forse in ambito medicale o spionistico.
Io pensavo ad un allarme perimetrale di un terreno che supera tranquillamente i 100mt.
Un'altra applicazione l'ho vista una volta in una cava, sono andato a riparare un pc collegato ad un macchinario a 2km dal server centrale.
> Scritto da: ::1
> > Scritto da: Nazi Heidi
> > > Scritto da: ::1
> > > > https://www.economist.com/news/science-and-technol...

> > > > Finalmente una novità tecnologica interessante: si tratta di una modalità di trasmissione wireless che invece di puntare sulla velocità punta invece sulla resistenza ai disturbi del segnale e bassi consumi elettrici.
> > > > https://www.lora-alliance.org/

> > >
> > > Direi che uno degli aspetti interessanti è la possibilità di alimentare il ricevente con la stessa energia utilizzata dal "master" per generare la portante... un po' quello che capita per gli RFID ma se ho capito bene su scala più vasta. L'energy harvesting è fondamentale quando hai tanti sensori sparsi in giro per l'ambiente, oppure devi alimentarli in qualche modo tutti.
> > >
> > > Per esempio, supponi di avere una centralina antifurto. Questa centralina è collegata a vari sensori in giro per la casa (es: sensori di apertura porte e finestre, sensori di pressione per identificare un "foro" nel perimetro controllato, sensori termici, sensori di rumore, ecc)... questi sensori possono anche essere centinaia sparsi nelle varie stanze. Ora hai due scelte... o colleghi tutto via cavo, quindi portando anche l'alimentazione ad ogni sensore, il che però è un grosso lavoro, soprattutto se non vuoi avere cavi volanti per casa... oppure scegli una soluzione wireless... ma questo significa anche dover alimentare questi sensori per poter ricevere e trasmettere a propria volta. Se hai 3 o 4 sensori puoi fare con le batterie, e l'utente deve ricordarsi di cambiarle quando si esauriscono... se si potesse invece usare la centralina per alimentare via wireless i vari sensori sarebbe ottimo.
> > >
> > > Ora bisogna vedere quanta corrente è in grado di trasmettere (e a che distanza) la centralina, ma con il perfezionarsi della tecnologia quello che prima consumava 10 ora consuma 1 e perciò questi scenari diventano sempre più possibili anche perché di solito un sensore non ha bisogno di trasmettere continuamente ma solo quando si scatena un evento che sta osservando quindi potrebbe passare gran parte del tempo a raccogliere e memorizzare energia (ad esempio in un condensatore interno) per poi utilizzarla per avvisare la centralina quando ce n'è bisogno.
> > >
> > > Se questo diventa uno standard (come sembra) dovrebbero uscire chip che già si preoccupano dell'intera comunicazione e harvest energetico quindi progettare cose del genere dovrebbe diventare semplice anche per gli hobbisti. L'elettronica è cambiata parecchio da quando ero all'ITI... noi per fare cose che oggi si fanno con 2 euro per un arduino nano taroccato cinese dovevamo progettare l'intero computerino (di solito basato su Z80) con bus vari, RAM, ROM, PIO, SIO, CTC... e solo dopo potevamo interfacciarci i nostri circuitini. Anche solo far lampeggiare un LED con un microprocessore diventava una cosa piuttosto complicata da fare. I microcontrollori hanno cambiato tutto, e oggi con i microcontrollori integrati in board già complete (Arduino, STM32 Nucleo, ecc) quello che prima richiedeva ore ora richiede pochi minuti e solo un po' di buona volontà. Per certi versi è un bene, perché la cosa ha aperto la strada ad un pubblico più vasto... per altri un male perché rischi di fare cose senza capirle davvero.
> >
> > Il link di avve riporta una scheda tecnica ed un confronto con una alternativa già presente sul mercato (zigbee), parla di distanze fino a 15km.
> > http://www.rfwireless-world.com/Terminology/LoRa-v...

>
> Il punto che non capisco è a che possa servire una distanza tanto elevata di copertura. Con tutti i problemi di sicurezza che comporterebbe, e considerando che è difficile immaginarne un uso in un ambiente tanto disconnesso da non avere nel raggio di 100mt (portata dello zigbee) un bridge necessario a connetterlo all'interweb.
>
> (Uno dei vantaggi in termini di sicurezza potrebbe proprio essere bypassare internet tout-court, ma a quel punto 15km sono pure pochi).
>
> Quello che invece sembra un vantaggio più corpulento è il bassissimo consumo. Ma anche lì vedo poche applicazioni pratiche per cui questo potrebbe far la differenza rispetto al già parco zigbee. Come dice la wakka ti permetterebbe un utilizzo attraverso alimentazione esterna, ma quale appliance beneficierebbe il sacrificio di una fonte di alimentazione interna? Boh. Forse in ambito medicale o spionistico.
Io pensavo ad un allarme perimetrale di un terreno che supera tranquillamente i 100mt.
Un'altra applicazione l'ho vista una volta in una cava, sono andato a riparare un pc collegato ad un macchinario a 2km dal server centrale.
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> > https://www.economist.com/news/science-and-technol...
> > Finalmente una novità tecnologica interessante: si tratta di una modalità di trasmissione wireless che invece di puntare sulla velocità punta invece sulla resistenza ai disturbi del segnale e bassi consumi elettrici.
> > https://www.lora-alliance.org/
>
> Direi che uno degli aspetti interessanti è la possibilità di alimentare il ricevente con la stessa energia utilizzata dal "master" per generare la portante... un po' quello che capita per gli RFID ma se ho capito bene su scala più vasta. L'energy harvesting è fondamentale quando hai tanti sensori sparsi in giro per l'ambiente, oppure devi alimentarli in qualche modo tutti.
>
> Per esempio, supponi di avere una centralina antifurto. Questa centralina è collegata a vari sensori in giro per la casa (es: sensori di apertura porte e finestre, sensori di pressione per identificare un "foro" nel perimetro controllato, sensori termici, sensori di rumore, ecc)... questi sensori possono anche essere centinaia sparsi nelle varie stanze. Ora hai due scelte... o colleghi tutto via cavo, quindi portando anche l'alimentazione ad ogni sensore, il che però è un grosso lavoro, soprattutto se non vuoi avere cavi volanti per casa... oppure scegli una soluzione wireless... ma questo significa anche dover alimentare questi sensori per poter ricevere e trasmettere a propria volta. Se hai 3 o 4 sensori puoi fare con le batterie, e l'utente deve ricordarsi di cambiarle quando si esauriscono... se si potesse invece usare la centralina per alimentare via wireless i vari sensori sarebbe ottimo.
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> Ora bisogna vedere quanta corrente è in grado di trasmettere (e a che distanza) la centralina, ma con il perfezionarsi della tecnologia quello che prima consumava 10 ora consuma 1 e perciò questi scenari diventano sempre più possibili anche perché di solito un sensore non ha bisogno di trasmettere continuamente ma solo quando si scatena un evento che sta osservando quindi potrebbe passare gran parte del tempo a raccogliere e memorizzare energia (ad esempio in un condensatore interno) per poi utilizzarla per avvisare la centralina quando ce n'è bisogno.
>
> Se questo diventa uno standard (come sembra) dovrebbero uscire chip che già si preoccupano dell'intera comunicazione e harvest energetico quindi progettare cose del genere dovrebbe diventare semplice anche per gli hobbisti. L'elettronica è cambiata parecchio da quando ero all'ITI... noi per fare cose che oggi si fanno con 2 euro per un arduino nano taroccato cinese dovevamo progettare l'intero computerino (di solito basato su Z80) con bus vari, RAM, ROM, PIO, SIO, CTC... e solo dopo potevamo interfacciarci i nostri circuitini. Anche solo far lampeggiare un LED con un microprocessore diventava una cosa piuttosto complicata da fare. I microcontrollori hanno cambiato tutto, e oggi con i microcontrollori integrati in board già complete (Arduino, STM32 Nucleo, ecc) quello che prima richiedeva ore ora richiede pochi minuti e solo un po' di buona volontà. Per certi versi è un bene, perché la cosa ha aperto la strada ad un pubblico più vasto... per altri un male perché rischi di fare cose senza capirle davvero.
Il link di avve riporta una scheda tecnica ed un confronto con una alternativa già presente sul mercato (zigbee), parla di distanze fino a 15km.
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> > https://www.economist.com/news/science-and-technol...

> > Finalmente una novità tecnologica interessante: si tratta di una modalità di trasmissione wireless che invece di puntare sulla velocità punta invece sulla resistenza ai disturbi del segnale e bassi consumi elettrici.
> > https://www.lora-alliance.org/

>
> Direi che uno degli aspetti interessanti è la possibilità di alimentare il ricevente con la stessa energia utilizzata dal "master" per generare la portante... un po' quello che capita per gli RFID ma se ho capito bene su scala più vasta. L'energy harvesting è fondamentale quando hai tanti sensori sparsi in giro per l'ambiente, oppure devi alimentarli in qualche modo tutti.
>
> Per esempio, supponi di avere una centralina antifurto. Questa centralina è collegata a vari sensori in giro per la casa (es: sensori di apertura porte e finestre, sensori di pressione per identificare un "foro" nel perimetro controllato, sensori termici, sensori di rumore, ecc)... questi sensori possono anche essere centinaia sparsi nelle varie stanze. Ora hai due scelte... o colleghi tutto via cavo, quindi portando anche l'alimentazione ad ogni sensore, il che però è un grosso lavoro, soprattutto se non vuoi avere cavi volanti per casa... oppure scegli una soluzione wireless... ma questo significa anche dover alimentare questi sensori per poter ricevere e trasmettere a propria volta. Se hai 3 o 4 sensori puoi fare con le batterie, e l'utente deve ricordarsi di cambiarle quando si esauriscono... se si potesse invece usare la centralina per alimentare via wireless i vari sensori sarebbe ottimo.
>
> Ora bisogna vedere quanta corrente è in grado di trasmettere (e a che distanza) la centralina, ma con il perfezionarsi della tecnologia quello che prima consumava 10 ora consuma 1 e perciò questi scenari diventano sempre più possibili anche perché di solito un sensore non ha bisogno di trasmettere continuamente ma solo quando si scatena un evento che sta osservando quindi potrebbe passare gran parte del tempo a raccogliere e memorizzare energia (ad esempio in un condensatore interno) per poi utilizzarla per avvisare la centralina quando ce n'è bisogno.
>
> Se questo diventa uno standard (come sembra) dovrebbero uscire chip che già si preoccupano dell'intera comunicazione e harvest energetico quindi progettare cose del genere dovrebbe diventare semplice anche per gli hobbisti. L'elettronica è cambiata parecchio da quando ero all'ITI... noi per fare cose che oggi si fanno con 2 euro per un arduino nano taroccato cinese dovevamo progettare l'intero computerino (di solito basato su Z80) con bus vari, RAM, ROM, PIO, SIO, CTC... e solo dopo potevamo interfacciarci i nostri circuitini. Anche solo far lampeggiare un LED con un microprocessore diventava una cosa piuttosto complicata da fare. I microcontrollori hanno cambiato tutto, e oggi con i microcontrollori integrati in board già complete (Arduino, STM32 Nucleo, ecc) quello che prima richiedeva ore ora richiede pochi minuti e solo un po' di buona volontà. Per certi versi è un bene, perché la cosa ha aperto la strada ad un pubblico più vasto... per altri un male perché rischi di fare cose senza capirle davvero.
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> >
> > Ci portiamo il dominio del fdt?
>
> Così quando andrà al gabbio devi rifare tutto.
Però vuoi mettere quanto fa cool?
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